Perigeo: Azimut (1972)
Quasi sicuramente il miglior quintetto italiano del
Il sound che ne esce, fortemente virato al Jazz e al Rock (che poi sono parenti prossimi del Prog) è sorprendentemente lancinante, attuale, innovativo, coraggioso, curato in ogni sua parte. "Azimut" insomma, è quasi "troppo" per il panorama Italiano del 1972.
Mentre tutti i gruppi del movimento cincischiano ancora tra reminescenze Beat e il nuovo Prog che avanza, il gruppo di Biriaco, Tommaso, Fasoli, Sidney e D'Andrea, forte delle rispettive esperienze strumentali, sposta completamente l'asse della ricerca verso l'esplorazione di "sonorità indipendenti" iniettandole di prepotenza nel panorama Pop italiano.
Mai nessuno prima d'ora aveva osato tanto e le polemiche non mancheranno: il gruppo viene accusato dai puristi di aver "corrotto" entrambi i generi, ma la critica più intelligente vedrà immediatamente in loro quegli "elementi di rottura" che ne faranno dei veri e propri apripista per le generazioni successive.
Anche se lontano dalle matrici Progressive la percezione all'ascolto è tanto devastante quanto rivoluzionaria: sin dal primo brano si percepisce un'infuocata contaminazione tra l'impatto stilistico del Rock e la cristallina purezza del Jazz, sottolineata costantemente dal rigoroso pianismo di d'Andrea. "Posto di non so dove" restituisce sei minuti di passione pura che alterna dolcezza e violenza. Il leit motiv del brano, è un vocalizzo apolide che sembra provenire dal profondo di un vicolo metropolitano.
Il gioco continua negli stridori di "Grandangolo" in cui tutte le possibili invenzioni armoniche e stilistiche aderiscono perfettamente alle contraddizioni, presenti e future, di una società in transizione.
Pur nell'evocazione di Miles e di certi Weather Report, i Perigeo riescono con coerenza ed abilità tecnica ad inserirsi perfettamente nel loro tempo, laddove dove tensione e meditazione (aspetto questo, bene restituito in "Aspettando il nuovo giorno") sono due opposti che quotidianamente si sfiorano e si scontrano: una dicotomia magistralmente descritta nell'impressionismo strumentale della title-track "Azimut.
La conclusiva "36° parallelo" lascia invece sfogare quel "conflitto interno" che sarà proprio del Perigeo dei primi anni settanta: Jazz o Rock?
Ma non ci sarà bisogno di una risposta. Verrà da se.
La consolidata maestria dei cinque musicisti li guiderà naturalmente verso un equilibrio tale da farli assurgere a massimi protagonisti della scena "colta" Italiana.
Di fatto,al seminale "Azimut" seguiranno uno dopo l'altro lavori sempre più maturi e significativi : "Abbiamo tutti un blues da piangere", "La valle dei templi" e tra i due, il più accessibile "Genealogia". Tutti album solo traslatamente Progressivi, ma assolutamente imperdibili per qualunque discoteca che si rispetti.
28 commenti:
porca troia se spaccano questi!
certo non è musica per tutti i giorni, ma davvero magnifici!
Il chitarrista ha un suono davvero avanti per l'epoca.
PS bella 'idea di inserire i video nei post!
Sono contentissimo. E' bello poter condividere certe cose con chi le sa apprezzare.
Il Perigeo è stato un dei primi Gruppi che ho trovato nelle ricerche web che facevo quando era da poco che stavo esplorando il Prog! Quando parlo con le persone di Prog Italiano li nomino sempre, pur se ho ascoltato pochissimo (per ora).
Simili ma meno conosciuti gli Agorà!
Caro Dani, quella del Perigeo non è una musica semplice o, come dice Vikk "da tutti i giorni"... deve piacerti il Jazz-Rock!
Personalmente li adoro e devo fare un grosso sforzo per non incensarli troppo.
Per quanto riguarda l'ascolto (se posso permettermi) partirei con "Genealogia", che è un po' più "amichevole" come sound e come struttura.
Poi passerei a "La valle dei templi" e "Abbiamo tutti un blues da piangere" che è reputato da molti il loro capolavoro.
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Gia che ci sono: hai scoperto a cosa somigliava "Beware the ides of March" dei Colosseum?
Te lo dico io: è drammaticamente identica a "A whiter shade of pale" dei Procol Harum.
Ma proprio uguale... uguale!
Ciao JJ
PS: Gli Agorà erano dei mostri. Ricordo ovidio Urbani al sax e la loro performance a Montreux.
I Perigeo però sono avanti di almeno due anni.
John devo dire che a me il Jazz-Rock non dispiace affatto!
Si "Beware the ides of March" è "A Winter Shad Of Pale" fatta con i strumenti a fiato! Impressionante!
Ciao! Dei Perigeo ho mi pare "La valle dei Templi" che non ho ancora ascoltato. Probabilmente fra qualche mese arriverò anche a loro.
Una domanda: ma gli Stormy-six in che genere rientrano? Te lo chiedo, perchè nel libro " Progressive italiano" della Giunti non ci sono. Eppure è stato un grande gruppo da quello che ho letto nella rete.
Ciao!
"La valle dei templi"... che meraviglia!
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Stormy Six - Dunque... come puoi vedere su "Classic Rock", gli Stormy Six hanno iniziato come gruppo Beat-Psichedelico nel lontano 1965.
Sono andati avanti così fino ai primi anni '70 quando si sono fortemente politicizzati unendo le loro forze a quelle del Movimento Studentesco.
L'album della svolta è "L'Unità" del 1974, poi bissato dal loro capolavoro "Un biglietto del tram" del 1975 (quello che conteneva "Stalingrado").
Non compaiono nella collana "Giunti" probabilmente perchè non sono musicalmente progressivi:
attengono molto di più al folk-rock e alla tradizione dei canti di protesta.
Hanno comunque avuto il merito di cogliere in pieno i cambiamenti di una generazione e di saperli interpretare.
Personalmente li reputo un po' "grevi", ma se vuoi un consiglio, ascolta l'album "Un biglietto del tram"... e capirai tutto.
Poi, se vuoi, ci risentiamo.
John ho un altra sbalorditiva somiglianza musicale: "Un Re Senza Reame" dei Panna Fredda che è spudoratamente identica a "Heaven" dei Gracious (Gruppo Inglese che ha prodotto due buoni Album nei primissimi Anni'70, che tu sicuramente conoscerai)!
Non, non conoscevo questa cosa. Bella lì! A momento di recensire i PF me ne ricorderò.
I Perigeo anche oggi appaiono modernissimi perchè il lato jazz delle loro esecuzioni è fuori dal tempo e figlio di una ricerca vera
Oh Gianni! Se lo dici tu mi sento sollevato. Sai che il mio amore per il Perigeo minaccia qualunque mio equilibrio critico...
Mi piacerebbe che tu me ne parlassi per ore.... del jazz e di tutto cio che una persona come te può tramettere a chi non sa...e vorrebbe sapere ed intepretare.
Sinceramente.
Un gruppo che schiera strumentisti come il bassista Giovanni Tommaso, il batterista Bruno Biriaco e il sassofonista Claudio Fasoli è una prova straordinaria della qualità musicale dell'Italia di quel periodo. Ecco, io credo che la durata nel tempo di gran parte del progressive italiano sia dovuta al fatto che, contrariamente a quanto appare all'ascolto superficiale, è un'esperienza originale che in vario modo finisce addirittura per condizionare anche quanto accade nel mondo. Noi all'epoca non ci siamo accorti completamente del valore di quello che ascoltavamo. Dopo la sassaiola contro i Led Zeppelin i gruppi stranieri si tenevano lontani dall'Italia e noi ci "accontentavamo" di quello che passava il convento "nazionale" senza renderci conto del valore di quell'esperienza. Con le dovute distinzioni non cancellerei neppure il progetto (lontano dal jazz) dei New Perigeo.
Forse anche perchè il prog Italiano era una musica sostanzialmente "di movimento", e a quell'epoca "il movimento" era molto forte...
Di solito antepongo i testi alle musiche, ed ho quindi difficoltà con album strumentali... Ma questo è straordinario, non riesco a smettere di ascoltarlo.
STO ASCOLTANDO PROPRIO ADESSO IL SOLO DI BATTERIA DI 36° PARALLELLO CAZZO CHE ROBA!!!
FORSE UN PO DIFFICILI AL PRIMO ASCOLTO MA ANCHE IO CHE IL JAZZ NON E CHE LO DIGERISCA TANTO SONO RIUSCITO AD APPREZZARLI AL PRIMO ASCOLTO.
GRSNDE SUPPORTO DEL CONTRABASO E MITICO CHITARRISTA.
GANDE PERIGEO E GRANDE AZIMUT!!!!
CIAO FRANCESCO
Album sottovalutato rispetto ai successivi.
Sarà pure meno perfetto degli altri, ma è pure più istintivo e diretto.....più rock insomma.
Rispetto agli album da GENEALOGIA in avanti il gruppo da più spazio ai singoli musicisti....c'è più spazio per gli strumenti. Dal 74 in poi mi sempre invece che diano sempre più spazio alla melodia a discapito degli assoli individuali.......e il loro jazz-rock diventa raffinato, da "salotto" insomma.....ed è qui che si perdono un pò, secondo me.
In questo AZIMUT, grande Tony Sidney, non un mostro di tecnica, ma comunque originale....
Impressionante anche Biriaco....veramente un grande batterista....
alex77
Ho saputo da poco che D'andrea e Tommaso avevano già lavorato insieme in un album chiamato "healthy food band" del 1971....insieme a Silvano Chimenti alla chitarra. Tu JJ sai qualcosa di questo lavoro? In rete non riesco a trovar notizie a riguardo....mi incuriosirebbe sapere se quel ke proponevano in quell'album era già jazz-rock o solo jazz più "ortodosso"....grazie
alex77
Alex, non ne so molto di quello che mi chiedi, ma ho trovato questa intervista che potrebbe esserti utile:
http://www.ilpopolodelblues.com/rev/luglio07/intervista/giovanni-tommaso.html
Grazie JJ come sempre. Mi interessava sapere qualcosa riguardo quest'album, perchè solitamente si considera Azimut del 1972 come primo album jazz-rock italiano, quindi quando ho saputo di un album di jazz, con la presenza di un chitarrista, registrato nel 1971 mi è venuta la curiosità di sapere se ci fosse stato qualche lavoro jazz-rock antecedente ad Azimut....
alex77
Me li ricordo quando li vidi dal vivo: era il periodo della Valle dei templi; Biriaco aveva una montagna di capelli che teneva su con una fascia ed era un gran bel contrasto con Fasoli che era già quasi a zero con i capelli. Sono sempre stati fenomenali come strumentisti e come ensemble. Ad essere sincero però Azimut l'ho cominciato ad amare con qualche anno di ritardo cioè quando mi sono appassionato completamente al jazz ed ho scoperto che loro non avevano nulla da invidiare a molti dei gruppi che erano nati sulla scia della Davis elettrico. Trovo anche molto belli, ma solo per chi ami il jazz, i primi due album pubblicati da G. Tommaso.
I primi due lavori di G.Tommaso mi incuriosiscono e non poco. Il problema è che non trovo neanche uno straccio di ristampa in cd....qualcuno sa dove si possono rintracciare?alex77
Per Alex77
Non saprei che dirti perchè sono entrambi pubblicati dalla RED record che li ha ancora in catalogo a 12,90 il sito è www.redrecords.it
Comunque ribadisco che sono dischi di jazz e nulla hanno a che vedere con perigeo e/o progressive italiano.
Grazie mille ZANZA della risposta.
La mia curiosità di ascoltare questi primi lavori di Tommaso stava soprattutto nel fatto di capire quando nasceva il jazz-rock in Italia, insomma se c'era stato all'epoca qualche lavoro del genere precedente ad Azimut.....che mi sa alla fine sia proprio il primo album jazz rock.....
Grazie ancora alex77
Per Alex77
Guarda che comunque questi lavori che trovi a nome di G.Tommaso quintet sono successivi al Perigeo perchè non credo che prima sia stato pubblicato qualcosa a suo nome. Sul fatto che Azimut sia in assoluto in termini temporali il primo disco di jazz-rock italiano non saprei dirtelo anche perchè c'è già una grossa diatriba su chi sia stato, in assoluto a livello mondiale, a incidere un disco di jazz-rock per primo che andarne a fare anche una italiana di diatriba non mi sembra proprio il caso. Resta il fatto che il Perigeo aprì una grande breccia nella mia testa di appassionato di musica e nel giro di qualche anno scordai rock, prog ecc. e "...vissi di solo jazz".
Ciao zanza,
di giovanni tommaso ci dovrebbero essere due album usciti a suo nome precedenti ad Azimut, tra l'altro con la presenza di un chitarrista (Silvano Chimenti), e sono: Indefinitive Atmosphere del 1969 e The Healthy Food Band del 1970 o 71 (almeno così è riporato su wikipedia). Visto la presenza di un chitarrista mi è venuta la curiosità di sapere se già in questi due lavori giovanni tommaso suonasse jazz-rock.....anche se alla fine penso sia solo jazz.....forse la lezione di Davis non era ancora giunta dalle nostre parti nel '69....grazie comunque
alex77
Per alex77
Hai ragione!! Della Healthy food non mi ricordavo proprio anche perchè ne ho solo sentito parlare senza mai riuscire ad ascoltarlo. Dell'altro disco che citi ignoravo proprio l'esistenza. S'impara sempre qualcosa di nuovo.
scusate amici, qualcuno sa dirmi se c'è in rete il video completo del "perigeo reunion" live 2008 a firenze in occasione del festival della creatività.
io posseggo un frammento di circa 25 minuti che si interrompe durante l'esecuzione di "tarlumbana" ...io che non ero presente al concerto (splendido) suppongo che vi siano state altre esecuzioni. Grazie.
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