I Pooh: Parsifal (1973)
Diventato ormai un quartetto transregionale e quasi senza più traccia dei componenti originali, il gruppo d'oro della musica Italiana è nel 1973 una band di successo con cinque albums all'attivo e una nutrita serie di hits alle spalle.
Non particolarmente amati dai movimenti underground e controculturale per la loro melodicità adolescenziale e la loro presunta collocazione politica di destra, i Pooh vogliono comunque dimostrare di essere al passo coi tempi pubblicando un nuovo Lp molto più omogeneo dei precedenti e soprattutto a forte spessore sinfonico.
Nasce così sotto l’egida del produttore Giancarlo Lucariello un progetto imponente che vedrà il gruppo affiancato da un’orchestra di ben 40 elementi diretta dal maestro Giancarlo Monaldi.
Gli studi di registrazione sono gli storici “Idea Recording” di Via Moretto da Brescia in zona Città Studi a Milano, punta di diamante della CGD e alla cui consolle operano i tecnici Gualtiero Berlinghini e Franco Santamaria.
Una sfarzosità notevole, insomma, che coinvolgerà anche copertina del disco, tratta da una locandina della Scala di Milano e sul cui retro compare il gruppo in abiti di scena originali, noleggiati sempre dal Teatro alla Scala e ritratto nel mese di giugno in una casa diroccata ad Erba in provincia di Como.Il disco si chiamerà “Parsifal”, verrà pubblicato il 31.8.1973 e annovererà otto brani a matrice melodica (di cui almeno due diventeranno dei grossi successi a 45 giri), nonché di una lunga suite finale di 10 minuti ispirata proprio al celebre dramma sacro di Wagner, sospeso tra eroismo, religiosità e misticismo.
Quest'ultima traccia, solleva un caso a sé nella storia della musica Pop Italiana venendo considerata non solo una delle vette artistiche del gruppo, ma anche dell'intero mainstream nazionale. Per questo, da ora in poi, concentreremo le nostre attenzioni soltanto su questo brano.
Lungi dall'essere considerata rock progressivo e non inscrivibile nemmeno per un attimo nel panorama alternativo dell'epoca, Parsifal era tuttavia una composizione talmente bene articolata che col tempo non mancò di incuriosire anche molti fan del Prog.
In effetti, anche senza averla ascoltata, non si poteva non notarne la sua lunghezza, anomala rispetto al resto delle canzoni dell'album, i testi fiabeschi dal tono leggendario e la sua struttura costituita da due movimenti concatenati, vocale il primo e strumentale il secondo, cosa piuttosto comune a molti lavori prog del periodo (es: “La prima goccia bagna il viso” dei New Trolls)Frutto della fusione tra una colonna sonora commissionata a Facchinetti e realizzata poi da Morricone ("Questa specie d'amore") , la title track dell'album "Contrasto" e da un brano inedito ("Un maiale per Ringo"), Parsifal è da considerarsi un vero gioiello di pop sinfonico all’italiana, sviluppato una su solida partitura orchestrale, estremamente ben arrangiato e realizzato con ogni dovizia tecnologica.
Nondimeno, un opera che certificò definitivamente la maturazione artistica dei due compositori, Negrini e Facchinetti.
Non meno incisiva fu specialmente la performance del chitarrista Dodi Battaglia, il cui assolo riprende quello di Mario Goretti in "Contrasto": il brano tratto dall'omonimo album "fantasma" dei Pooh del 1968, dai cui ultimi due minuti venne - come dicevamo - parzialmente tratta l’ossatura della seconda parte della title track.
Pur lontanissima dai gusti del movimento, la mini-suite dei Pooh fu stranamente una delle poche produzioni di una multinazionale (la CBS) a sopravvivere ai conflitti di classe: da un lato tenendosene opportunamente lontana e dall'altro conquistandosi per così dire l'indifferenza dei critici più radicali che, pur snobbandone il valore, non la sottoposero mai a contestazioni, men che meno violente.
Fatto questo, che dimostra come i Pooh e le avanguardie movimentiste viaggiassero su binari divergenti, distanti e nella più totale indifferenza reciproca.
GRAZIE AL SITO WWW. MICHAELA.IT PER LE PREZIOSE INFORMAZIONI
61 commenti:
Ho sempre amato i POOH del periodo beat 1966/1969,per cui debbo dire che a lungo avevo snobbato questi lavori dei primi anni 70,ma riascoltandoli oggi mi rendo conto che erano degli ottimi lavori,questo in particolare ma anche "Opera prima" e "Del nostro tempo migliore".
La produzione più recente,nonchè quella odierna,invece la trovo nauseante anche se riconosco loro una indubbia professionalità,non a caso sono (insieme ai Nomadi) il gruppo più longevo d'Italia,ma oggi mi sembrano veramente una istituzione ingessata,nulla di più.
Beh...sono contento di trovare qui questo mio antico amore.
Per anni ho preferito il suo successore, "Un po' del nostro tempo migliore", non foss'altro per la magnifica "Il tempo una donna la città", ma oggi lo ritengo nel suo insieme un po' troppo barocco e ridondante.
"Parsifal" è ben più equilibrato e sobrio.
Un gioiello dimenticato ivi incluso: "Lei e Lei".
Se pensate che i Pooh siano sempre stati un'attrazione da Domenica In commettete un errore.
Provare i titoli del '73 al '78 per credere.
Prog o non prog, quantomeno non hanno nulla da invidiare ai coevi 10cc o Supertramp...anzi.
Evitate però "Forse Ancora Poesia", raffazzonato e inconsistente finale del sodalizio con Lucariello.
Se è vero che tutti hanno il proprio scheletro nell'armadio, il mio è rappresentato proprio dai Pooh.
Io amo i Pooh e considero Red Canzian il più grande e completo musicista italiano di tutti i tempi.
Naturalmente ho, come penso tutti gli appassionati di questo gruppo, un periodo preferito che comincia nel 1973 con 'Parsifal' e si conclude nel 1982 con il live 'Palasport'.
Durante questi anni i Pooh hanno, naturalmente a mio parere, rappresentato il meglio del meglio in Italia.
'Parsifal' è, ancor prima che un grande album, una splendida suite, in due movimenti, con inarrivabili punte di lirismo corale e degli assolo di chitarra semplicemente sublimi ( a questo proposito invito tutti ad ascoltarne la versione dal vivo registrata sul doppio 'Palasport': semplicemente F.A.V.O.L.O.S.A.!!!).
'Infiniti noi' è un altro piccolo capolavoro, giusto preludio a 'Un tempo, una donna, una città' vera masterpiece del disco successivo, 'Un po' del nostro tempo migliore', album senza dubbio prolisso e ridondante ma caratterizzato da momenti di vera poesia e tecnicismo strumentale per quei tempi degno di grande rilievo.
In quegli anni Canzian ha rappresentato il basso elettrico come nessun altro nel nostro paese. Melodico, misurato e mai fuori luogo, è stato il giusto punto d'incontro tra lo stile di Chris Squire degli Yes e quello, più istintivo e sperimentale di John Wetton.
'Forse ancora poesia' non è, al contrario, particolarmente degno di nota ma da 'Poohlover' al già citato 'Palasport', passando per 'Rotolando respirando' e 'Boomerang' è stato un profilarsi continuo di grande musica e competenza professionale.
Vorrei solo che tornassero a fare dischi come questi.
Io lo dico a denti stretti per non farmi sentire dall'amico Freakzoid ma, se dovessi scegliere tra i bassisti italiani di allora, opterei prima per Ares Tavolazzi, Giovanni Tommaso e Patrick Djivas: per tecnica, sicuramente, ed anche per una maggiore apertura nel linguaggio.
Poi, detto tra noi, anch'io ci sono "cascato" con i Pooh innamorandomi perdutamente di "Boomerang".
Ma non ditelo a nessuno.
Ciao John...
non fraintendermi, anche io considero Tavolazzi, Tommaso e Djivas dei grandi ma li reputo 'scontati' e troppo specializzati sullo strumento che suonano anche in relazione all'ambito musicale in cui si muovono (fondamentalmente jazzistico).
Canzian, per contro, è un vero polistrumentista (non dimentichiamo che suona anche chitarra, pianoforte, violino e violoncello - che importa se con i tasti o no - senza tralasciare il mandolino); inoltre ha una bella voce e canta molto bene, arrangia e produce.
Non dimentichiamoci che molte delle soluzioni grafiche legate a copertine dei dischi e loghi sono venute da lui.
Poi non sarà tecnico come Richard Bona o Bunny Brunel o non suonerà la chitarra come Steve Lynch o Van Halen ma anche Todd Rundgren non è chitarristicamente paragonabile a Jennifer Batten, tuttavia è un genio assoluto della musica moderna (e non ho menzionato Frank Zappa).
Mi fa piacere vedere che qui, al contrario di molti altri siti (non solo telematici),non ci sono preclusioni mentali.
Anche se dai 90 ad oggi i Pooh hanno fatto il possibile per maciullare il loro glorioso passato, restano dei grandi.
Potrebbero avere maggiori riconoscimenti critici se avessero un po' più di rispetto per il loro "tempo migliore" ovvero i 70.
Vero,"Stop" e "Buona Fortuna" contengono ancora delle belle cose.
Pop, si, ma grande pop.
Si diceva di Canzian...bene, non è solo un gran musicista, ma anche una bella persona.
E' stato oggetto di una mia intervistina amatoriale: è stato gentilissimo e disponibilissimo.
Se vi va, potete scaricarla qui:
http://www.cxclub.it/interviste.htm
Ciao
"Scontati"? Ma no,perchè mai?
Qui si parla di musicisti che sono stati in grado di elevare l'autoralità di Guccini, Conte o Gaetano allo stesso modo degli standard di Mingus.
Anche loro sai sono polistrumentisti, arrangiatori e produttori acclarati.
Io stesso ho avuto la fortuna di vedere Djivas al lavoro come producer e ti garantisco che era la quintessenza del rigore artistico. Forse anche troppo severo.
Il discorso è che tu ami Canzian per una poliedricità e per un suo ruolo che giustamente ti affascina e che nessuno gli nega. Anzi.
Anche tra geni però, occorre fare le debite distinzioni.
Per esempio: qualche anno dopo arrivò Pastorius e ci mise in riga a tutti.
PS - Mario ho letto l'intervista: è davvero simpaticissima.
Ciao John, grazie non ci speravo proprio che mi considerasse per l'intervista e invece ce l'ho fatta!
Ascolta, e se tra i dischi oltre a "Parsifal" ci mettessi anche "Un po' del nostro tempo migliore"?
Mi piacerebbe leggere che ne pensi di un disco che probabilmente è più progressive di "Parsifal".
Non solo per l'incredibile "Il tempo, una donna, la città" che di "Parsifal" (il pezzo) ne supera i meriti (anche se meno conosciuta), ma anche per il resto dei brani, più dilati e difficili di quelli del più noto predecessore.
Attendo con fiducia!
Ripeto: "Parsifal" non è Progressivo Italiano e non ha nulla a che vedere con le avanguardie Pop di cui si parla in questo sito.
L'ho citato solo perchè molti critici, pensano erroneamente che lo sia.
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"Il tempo, una donna, la città" arriva due anni dopo Parsifal e credo fosse un ulteriore tentativo dei Pooh di sperimentare nuove contaminazioni per arricchire il prorpio bagaglio tecnico e percettivo.
Anche per merito di quegli esperimenti, la band ha acquisito quella personale originalità che ha fatto dei Pooh il gruppo più rappresentativo della melodia Italiana contemporanea.
Ieri sera ho rimesso sul piatto album che non ascoltavo da ennemila anni. Ho lasciato perdere il periodo sinfonico per approdare alla prima produzione "asciutta" senza Lucariello.
In particolare mi hanno stupito "Poohlover" e "Rotolando Respirando".
Il primo contiene un paio di meraviglie a tema epico che voglio qui ricordare: "Padre del fuoco, padre del tuono, padre del nulla" e "Uno straniero venuto dal tempo" entrambi in chiusura di side, peccato perchè sono splendidi pezzi e si sentono male.
I pezzi vicini all'etichetta si sentono quasi sempre male.
Mi sa che cercherò il ciddì. Per quanto riguarda "Rotolando Respirando", credo sia un album ingiustamente in ombra (anzi, all'ombra di Boomerang) che merita piena rivalutazione: la title track potrebbe essere un pezzo dei Queen del periodo (ma meno stucchevole e ruffiano), e "Ancora tra un anno" ha una magia strumentale mai più eguagliata, ma tutto il disco è pervaso da buona ispirazione e grandi momenti.
Mi ha un po' deluso invece "Boomerang" che da ragazzo adoravo.
Magnifica "Ci penserò domani", caratterizzata dal perfetto assolo di basso senza tasti e parimenti meritevoli le invenzioni melodiche de "Il ragazzo del cielo"...però a tratti affiorano i Pooh che verranno, quelli degli anni '80, 90 e oltre.
Mi riferisco a cose come "Incredibilmente giù" e "Quaderno di donna" che anticipano un po' la produzione più recente che non ho mai sopportato, insomma il filone "L'altra donna", "La mia donna" quelle menate lì.
Giusto per ribadire il "niente è per sempre".
Stefano D'Orazio ha lasciato i Pooh.
Buona fortuna e buon riposo a lui e un "coraggio prima o poi doveva succedere una cosa del genere" agli altri tre.
Con tutto l'affetto e la simpatia che porto da sempre a tutti loro.
Buona vita.
W CHARLIE WATTS!!!
Secondo me Parsifal è un canzone prog.
Da una parte lo stesso Autore di questo articolo (J. J. John ricorda) precisa come in effetti la canzone sia 8testuale:) In effetti, anche senza averla ascoltata, non si poteva non notarne né la sua lunghezza, anomala rispetto al resto delle canzoni dell'album, i testi fiabeschi dal tono leggendario e nondimeno la sua struttura costituita da due movimenti concatenati (in questo caso vocale il primo e strumentale il secondo), cosa assai comune a molti lavori "progressive" del periodo.
Poi però sembra escluderla dal panorama prog. solo perché ha generato indifferenza da parte dei critici (testualmente): l'indifferenza dei critici più radicali che, pur snobbandone il valore, non la sottoposero mai a contestazioni, men che meno violente.
Fatto questo, che dimostra come i Pooh e i gusti progressivi del movimento, viaggiassero su binari divergenti, distanti e nella più totale indifferenza reciproca.
Come dire: è musicalmente prog. ma i critici non l'hanno voluta considerare tale.
Quidni è prog.
Federico
Infatti concordo con te Federico: dal lato prettamente tecnico non c'è molta differenza tra Parsifal e Concerto Grosso.
Neppure discuto le intenzioni Prog dei Pooh.
Il discorso è che il Progressive italiano, quello vero, aveva in se un valore aggiunto, ossia il desiderio di trasgressione rispetto a un certo tipo di linguaggio.
In questo senso, con Parsifal, i Pooh "si servirono" del Prog, ma non "furono" Prog, non so se mi sono spiegato.
L'ostilità del movimento non fu quindi gratuita, ma proprio giustificata da questo punto che poi si rivelò vero: i Pooh erano fascisti e lo sono ancora oggi.
Ben disposto a confrontarmi ancora su questo argomento, ti ringrazio del comment. JJ
Beh, io sono di destra ed adoro il Prog, quale è il problema? C'è ancora molto pregiudizio ed ingnoranza e sono questi due fattori, segni indelebili delle totale chiusura mentale, che rovinano l'arte. Ed il Prog è arte allo stato puro.
Aggiungo che molti temi, molte "sensazioni", molte ambientazioni tipiche del Prog si ritrovano nella cultura giovanile della destra degli anni '70. Penso alle influenze tolkeniane, al rispetto dell'ambiente e della natura, ai temi cavallereschi come metafora di una società ideale in contrapposizione alla realtà mediocre e borghese di quel tempo.
Hai perfettamente ragione nel dire che molti riferimenti erano comuni ai due antipodi e aggiungerei che, in fondo, non era neppure molto diverso l'uso che se ne faceva.
Io sono sempre stato dell'avviso (e in questo ero d'accordo con Rauti) che molte "chiusure" fossero imputabili più ad un certo tipo di strumentalizzazione che non a delle reali differenze tra le due opposte controculture.
L'Italia però, è un paese borghese - socialdemocratico e ha paura delle minoranze. La "teoria delle opposte fazioni" non fu certo inventata da nessuna delle due alternative giovanili.
Parlando di quell'epoca è quindi doverosa un'analisi sociopolitica anche della musica perchè, nel bene o nel male, i due ambiti erano imprescindibili.
Io cerco di restituire l'atmofera di allora in modo rigoroso, basandomi su documenti e su testimonianze attendibili, dunque non si prendano come "posizione ideologica" alcuni miei giudizi.
Scusa la lungaggine ma ci tenevo a risponderti in modo completo.
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Che il Prog poi sia arte non saprei, anche perchè dopo gli anni '60, il concetto di "arte "si è in parte assimilato al commercio ed io ne ho perduto il controllo.
Su questo comunque ho già scritto molto. Se vuoi:
http://classikrock.blogspot.com/2007/06/come-giudicare-un-disco.html
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Visto comunque che adori il Prog, mi auguro che tu voglia sfogliare ancora questo sito e arricchire i comments con le tue opinioni.
Magari, per favore, firmandoti.
A risentirci. JJ.
Ciao John e ciao a tutti.
Aproffitto per augurare a tutti buone feste è un po' che non mi faccio sentire.
No, i Pooh non sono "fascisti" nè nel senso storico del termine, nè in quello corrente.
I Pooh sono dei liberal-cattolici.
Almeno così mi par di capire, da quello che dichiarano e dalle loro espressioni di vita.
Comunque, delle tendenze politiche di un'artista "m'importa sega", purchè non sia un criminale nazista o un bombarolo ovvio.
Non penso si possano inquadrare i Pooh all'interno di questa o quella fazione politica. Loro han sempre fatto di tutto per starsene "super partes" e ci sono riusciti meravigliosamente. Forse è per questo che tanta gente "ci sforma": non sei con me? "E allora sei contro di me!"
Ma chi l'ha detto???
I Pooh, specialmente nei loro album degli anni '70, hanno trattato spesso i temi sociali, e sono stai i primi ad "aprire" ai carcerati, ai disagiati, agli omosessuali, alle prostitute, alle femministe...e lo hanno fatto con poesia e cognizione di causa. Vi sembra questo un comportamento fascista? Forse oggi, col senno di poi, potremmo inserirli in un contesto liberale...ma da qui a dar loro dei fascisti...ce ne passa!!!
dear italian music addict,
i come from france, and i'm interested in italian rare and obscur music.
i'm looking for the name of an italian rock disco cosmic group.
you can hear it at:
http://cosmicdudes.com/recordShop.php?liSt=48&category=cosmiclibraryprog
10th album (italian goosebump)...
if you know this group, please let me know!
thanks
Desidero ricordarvi che state disquisendo su delle singole persone non su una corporazione (che poi sul piano artistico tale possa apparire il gruppo è un altro discorso); però sfogliando la loro biografia mi pare di aver letto che Negrini (di tendenze anarchiche o – forse – pseudo tali, ndr) lasciò il complesso perché non sopportava la disciplina imposta da Giancarlo Lucariello (che forse fascista lo era sul serio, ndr).
Oggi il complesso dei Pooh lo vedo più come una SpA che produce musica piuttosto che una compagine artistica e posto che tale fosse e dovessi accostarla a una fazione politica questa non potrebbe essere che il “partito” cosiddetto Popolo Della Libertà.
Ho appena ascoltato una decina di volte l'ultimo album "Dove comincia il sole" uscito pochi giorni fa. Finalmente ci siamo liberati delle insopportabili autocelebrazioni che è la cosa dei pooh che odio più di tutte e finalmente abbiamo un disco fresco e vero. Spero che, se ci saranno altri dischi adesso con la nuova formazione, si vada ancora oltre nella strada intrapresa della assoluta qualità strumentale, della vera musica suonata senza troppi ausili tecnologici da "figli di papà", capace veramente di collocare il gruppo ai livelli dei grandi internazionali.
Che devo dirti caro Francesco: lunga vita ai Pooh.
Io finisco di sorseggiare il mio caffè da Jennifer. Sono fatto così.
i pooh del periodo 1973-78, sono autori di ottimi album. Ecco i momenti più alti a mio avviso:
-Parsifal
-Il tempo,una donna,la città
-1966
-Credo
-Uno straniero venuto dal tempo
-Rotolando respirando
-In diretta nel vento
-Dammi solo un minuto
I Pooh col Prog c'entrano poco anche se piu' volte si sono avvicinati,sarebbe interessante un Cd che mettesse insieme i loro brani +prog..di loro comunque aprezzo di piu' il primo periodo..li ho anche visti dal vivo,c'è poco da dire tecnicamente sono dei mostri
Ciao a tutti. Mi trovo in perfetta sintonia con Mariocx riguardo a Poolover e Rotolando respirando che considero anche io degli ottimi album. Poi ovviamente è una questione di gusti.
Concordo con JJ JOHN che i Pooh erano fascisti fino a "Brennero '66". Dopo la censura però si fecero saggi e divennero comunisti. Perciò hanno ottenuto un enorme successo. Ma vi sembra possibile che ancora oggi la cultura, in tutte le sue diversificazioni, sia da considerare una prerogativa di destra o di sinistra? Ancora con Wagner e Strauss fascisti o Prokofiev e Chačaturjan comunisti? Sono tutti da adorare per quello che ci hanno lasciato.
A me non solo sembra possibile, ma più necessario che mai, specie oggi. Nel senso che realmente esistono soggetti politici fortemente schierati, o che ancor peggio stravolgono la storia a loro convenienza.
Quindi ti risponderei che in questo caso il nostro livello d'attenzione dovrebbe essere massimo.
Per quanto riguarda invece quell'irrigidimento ideologico che investì gli anni '70 a partire dalla verticalizzazione dei gruppi extraparlamentari, allora si può parlare di percorso "necessario" ma sicuramente "discutibile" e comunque storicamente circoscritto.
Classic Rock però si occupa di leggere una fase storica riportando le analisi di allora, dunque è logico che, come accadde effettivamente, venga attribuito un ruolo ai suoi protagonisti.
Ma cosa aspettano a smettere?
Tanto ormai ci dobbiamo sorbire i loro figli?
... sperando che i loro figli non facciano nipoti, altimenti tra 40 anni siamo da capo...
Mi hai convinto... per uno con la puzza sotto il naso come me in fatto di musica... sempre nel dubbio sulle tonalità melodiche che più mi rappresentano... finalmente la metto dentro. Ciao.
Ah, non è un post temporaneo questo? E che c'entra con questo sito?
E' forse l'esempio più eclatante di come la corrente progressiva venne sfruttata all'epoca anche da gruppi che col prog non c'entravano nulla.
Tra questi includerei anche i Dik Dik, La Bottega dell'Arte e l'Equipe 84.
La stessa cosa la faranno anni dopo Ruggeri e la Jo Squillo con il Punk.
Ho creduto pertanto che almeno in questa sede fosse necessario operrare un distinguo, visto che in molti s'ingannano ancora oggi nel ritenere progressive opere che non lo furono affatto.
Ho sempre pensato che tra i cantautori anche un certo Finardi cavalcò l'onda del momento negli anni 70....s'infilò alla cramps e fece il cantante di protesta....nn so, personalmente l'ho sempre trovato un personaggio "falso".
alex77
Nooo, "falso" proprio no.
Magari certe volte un po' sopra le righe. Forse un po' troppo "orgoglioso" della sua posizione, ma almeno i primi quattro album erano uno più comunicativo dell'altro: davvero un ritratto in musica di una generazione.
Poi si è un po' perso, quello si, ma ciò che ha dovuto dare lo ha dato con una consapevolezza davvero inequivocabile.
L'"Eugenio" qui a Milano è un' istituzione.
Io gli dedicherei una via, anzi, un pezzo del Parco Sempione che lui ama tanto da adibire a parco giochi per bambini.
Un bellissimo e ricco parco giochi gratuito per tutti.
E lo chiamerei così: "Area Eugenio Finardi".
Altro che le strade dedicate a Craxi, Don Giussani o ai martitri di Nassirya... ma fatemi il sacrosanto piacere...
Il problema JJ è che se a finardi gli dedichiamo una via.....a battiato gli dovremmo dedicare un corso.....e a stratos magari un'autostrada.
Per carità quella su Finardi è solo una mia idea....diciamo che ho sempre trovato più veri e spontanei altri personaggi dello stesso periodo, come Cattaneo, lo stesso Currà o altri cantautori.
alex77
Nessun problema.
Risolvo tutto io che mi sono laureato in urbanistica.
Dunque:
A Finardi:
parco giochi per bambini nel Parco Sempione, ex area teatro Burri.
Nome: "Area giochi Eugenio Finardi"
A Battiato:
Direi lo slargo che immette in Via Torino. "Largo Francesco Battiato" e non se ne parla più.
A Demetrio: l'Arena di Milano.
"Arena Demtrio Stratos"
Ma ci pensi?
Come dici tu, altri cantautori furono più vulcanici di Finardi come Ivan Cattaneo che è un fottuto genio. Ma lui era gay e si faceva un po' solo quei cazzi li'... non so se mi spiego.
Finardi però ebbe davvero una capacità di lettura del movimento e dei suoi cambiamenti che coinvolse e ci fece pensare.
Una "Carta d'identità" del cambiamento.
Certo, ci azzeccò talmente tanto con le sue canzoni che molti gli diedero del "venduto". Ma non fu così.
"Venduti" erano i Kaos Rock, Jo Squillo, Enrico Ruggeri: ovvero quelli che "si servivano" del movimeto.
Non quelli che lo "servivano" come appunto l'Eugenio.
Per me questa distinzione è stata sempre molto importante.
Ebbè si su Squillo, Ruggeri e Co. la penso come te, e basta vedere come questi personaggi si sono trasformati nel giro di pochi anni, pur di rimanere "sulla cresta dell'onda".
Su Finardi, nn so perkè, ma nn ho mai nutrito una simpatia a pelle verso questo personaggio. Mi rincuora sapere da te che però alla fine era un personaggio vero, perchè ha lavorato per la cramps e ha collaborato con Tofani....e per me Sassi e Tofani sono due assoluti geni senza la quale oggi nn si starebbe a parlare degli Area come gruppo all'avanguardia (e parlo di avanguardia vera, a livello internazionale), ma probabilmente si parlerebbe oggi di un anomino gruppo di progressive barocco italiano, bravissimo tecnicamente ma debitore dei gruppi inglesi del periodo.
Riascolterò i dischi di Finardi del periodo d'oro....chissà che nn cambi idea, d'altra parte io in quegli anni ero piccolo e quindi (purtroppo) nn sono riuscito a viverli dal vero....sicuramente su Finardi ne sai più tu, che invece quegl'anni (irripetibili) li hai vissuti in prima persona.
alex77
Se la mini suite Parsifal l'avessero fatta i New Trolls oppure gli RDM, allora si sarebbe parlato da sempre di brano prog, più o meno riuscito a seconda dei punti di vista.
Invece la mini suite è stata scritta e suonata dai Pooh...
Embè? I Pooh nel 1973 hanno fatto un pezzo prog: che problema c'è?
Anche i Giganti hanno fatto UN disco prog, anche Equipe 84, Dik Dik.
I rokkettari pop-soft Uriah Heep nel 1972 hanno presentato in Magician's Birthday l'omonima mini suite di oltre 10 minuti, decisamente prog.
Voglio dire: giudichiamo prima la musica, poi gli autori o gli interpreti (ovvio che i Pooh non facevano parte del Movimento).
Ezio
p.s. - nell'lp Parsifal ascoltate anche il primo pezzo "L'anno il posto l'ora": a mio avviso interessante per testo e musica (ed arrangiamenti: bello il finale con effetto leslie a tutta l'orchestra).
Con i "se" ed i"ma" però non si fa la storia. RDM e New Trolls hanno fatto le loro suite, i loro concepts. Non si sarebbero mai azzardati a citare Wagner e comunque il loro "potenziale Parsifal" sarebbe stato di ben altra stamina considerate le loro caratteristiche.
"Parsifal", ripeto non è un brano prog: vorrebbe esserlo, ma è giusto un buon pop sinfonico perchè i Pooh non erano prog e non lo sono mai stati.
Vogliamo poi accostare gli Uriah Heep ai Pooh? Un background come "Gispy" e "Salisbury" a "Brennero '66" e "Piccola Katy"? Io non ci penso nemmeno. E sto parlando solo di musica.
Giudicare gli autori non è un vezzo mio. Era normale per l'epoca e io cerco solo di essere storicamente verosimile.
Poi non metto in dubbio che certi brani di quel disco erano gradevoli. "L'anno, il posto.." lo canticchiavo giusto l'altroieri con la mia ragazza e l'ho sempre trovato carino.
Però caro Ezio, ti assicuro che quando comprai il disco (CBS prima stampa) nel 78 non fui così benevolo. Anzi, lo regalai quasi subito al mio compagno di banco che ce l'ha ancora oggi.
1973 riccardo fogli lascio il gruppo e fece cosi ando via ma la sua uscita fu dolorosa lalbum parsifal con il nuovo arrivato sara l.inizio di una carriera ma il bravo riccardo non era uguale e red di certo non fece rimpiangere il fogli il disco non e granche ma infiniti noi e altri saranno i pezzi cardine del album nel
Chi ascolta musica senza preconcetti e ha un minimo di conoscenze tecniche non può negare che i Pooh siano ottimi musicisti (soprattutto Battaglia) che sanno anche cantare. Detto ciò, il loro periodo migliore dal punto di vista compositivo va sicuramente dal 1971 (Opera prima) al 1975 (Un po' del nostro tempo migliore). Che sia prog o no poco conta: si tratta di musica (e parole) di alto livello. Poi, sino al 1982 e a Palasport buona musica pop, meno complicata e lavorata del loro periodo "sinfonico" ma ancora gradevole. Dal 1983 in poi (insieme al paroliere Negrini) hanno fatto di tutto per rovinare il loro prestigio musicale e continuare a vendere vagonate di dischi: ancora qualche gioiellino pop qua e là, ma per la gran parte roba del tutto trascurabile (e ve lo dice uno che ha continuato ad ascoltare la loro musica, sperando sempre in un colpo di coda che non è mai arrivato). Credo che loro siano da tempo assolutamente consapevoli del proprio declino, ma, tant'è, continuano imperterriti a seppellire "Il tempo, una donna e la città" con musiche da supermercato. Avessero smesso trent'anni fa, sarebbero dei grandissimi. Invece sono delle normali, longeve (e un po' logore) popstar.
Parole sante caro anonimo.
Rispetto ai Pooh la penso esattamente come te.
"Il tempo,una donna,la città" è veramente un bel gioiellino.
CIAO SONO UGO E VOLEVO DIRE CHE SE SOLO I POOH AVESSERO CONTINUATO AD INSERIRE ALMENO DUE BRANI STRUMENTALI AD OGNI LORO ALBUM GLI AVREMMO PERDONATO TANT PEZZI CARINI MA BANALI E TALVOLTA IRRITANTI(CHI FERMERà LA MUSICA...).INDUBBIAMENTE (PARSIFAL/UN PO DEL NS...E POOHLOVER)SON TRE GRANDI LP E I PRIMI DUE SI POSSONO TRANQUILLAMENTE ACCOSTARE AI DISCHI PROG DEI 70'S!
Prog no, ma un ottimo pop sinfonico sicuramente si.
OK JJ AVRANNO PURE CAVALCATO L'ONDA DEL PROG E SARANNO POP SINFONICO COME DICI TU MA VISTO CHE PURE AUGUSTO CROCE CITA "PARSIFAL e UN PO DEL NS.TEMPO MIGLIORE" GLI UNICI DUE DISCHI MERITEVOLI DI ATTENZIONE PERCHè NON PARTORISCI PURE UNA SCHEDA X UN PO DEL NS....? GRAZIE SPERO MI ACCONTENTERAI PRESTO MAGARI TRA UNA PIZZA E L'ALTRA...IL SOLITO UGO
Conosco Augusto da tempo.
Lui è raffinato intenditore e grande storico di Prog Italiano, nonchè ottimo chitarrista nel gruppo anni '80 "Aidons la Norvege".
Con lui condivido il fatto che "Un po' del nostro tempo" sia stata una delle cose migliori dei Pooh e a mio avviso, anche meglio di Parsifal.
Classic Rock però ha un'impostazione più "militante" di Italian Prog e io, al di là della qualità artistica dei Pooh, mi trovo davvero in imbarazzo a parlarne.
Per cui, forse, credo sia meglio lasciare le cose come stanno e affidare "tempi, donne e città" a chi li apprezza molto più di me.
ok x i matia bazar ma per un pò del ns tempo....ti imploro crea una scheda perchè adoro leggere le tue schede e questa mi manca tantissimo diciamo a tempo perso...ammesso che tu ne abbia!son certo che la farai perfetta com'è nel tuo stile!ciao ugop.s.ti prometto che non ti farò altre richieste j j
A dire il vero non volevo beccarmi altri improperi sui Pooh, ma visto che me lo chiedi...
Grazie Ugo, sei riuscito a convincere John!
Sarebbe proprio un bel regalo una scheda di JJ su "Un po' del nostro tempo migliore".
Freghiamocene degli improperi e dei pregiudizi!
Per me "Il tempo,una donna,la città" è un capolavoro.
Grazie ancora a Ugo e a John.
ma sai da appassionato del prog e dei vecchi pooh quelli intelligenti(almeno fino al 77)se posso contribuire con qualche notizia lo faccio volentieri perchè questo blog e tutto ciò in esso contenuto è una specie di scrigno prezioso(i pink floyd lo chiamavano-a saucerful of secrets-)dove invece qui i segreti devono essere portati a conoscenza di coloro che ne possano usufruire.GRAZIE ALIANTE se vuoi puoi anche scrivermi sul mio ind.PET che è il seguente:JJUGO@LIBERO.IT(IL JJ è SOLO UNA COINCIDENZA MA GUARDA UN Pò!)CIAO ALIANTE IL SOLITO UGO.....immagina se i pooh pubblicassero un cd con tutte le extra tracks o bonus tracks incise e mai pubblicate dal 71/77 ne sentiremmo delle belle non credi?
Ci sono in circolazione dei CD rimasterizzati dei Pooh (Pooh Legend).
Per adesso ne sono usciti solo 6 se non sbaglio, però tra questi ancora nessun disco del periodo 1971/77.
Ho letto da qualche parte che usciranno prossimamente.
Incrociamo le dita!
SI E COMUNQUE IO CONSIDERO PROG PURE I DUE 45 GIRI DEL 74 QUELLI CHE FANNO DA PONTE TRA PARSIFAL E UN PO DEL NS...COME PURE FORSE ANCORA POESIA BENCHE SIA MOLTO INFERIORE AD UN PO MENTRE POOHLOVER E ROTOLANDO RES.SONO DEGLI OTTIMI DISCHI DI POP ROCK CON QUALCHE ACCENNO PROG(I DUE BRANI EPICI DI POOHLOVER)POI DA BOOMERANG IN POI E COL NUOVO LOGO è COME SE QUALCOSA SI SIA ROTTO E LA LORO MODERNITà APPREZZABILE PERLOMENO FINO A BUONA FORTUNA HA FINITO PER SCADERE NEL TRITTICO DEI VIAGGI DOVE IL PUNTO + BASSO è RAPPRESENTATO(ALMENO PER ME OVVIO)DA ASIA NON ASIA IL PEGGIOR O QUANTOMENO + BRUTTO DISCO DEI POOH SEI D'ACCORDO?E POI PERCHè NON HANNO CONTINUATO AD INSERIRE BRANI STRUMENTALI?IL DIBATTITO RESTA APERTO UGO
Si Ugo, condivido in pieno.
A proposito di strumentali, il brano "Quinta stagione", quello contenuto in Forse ancora poesia del 1975, non ti sembra che anticipa qualcosa delle Orme 79/80? (intendo quelle del periodo "classico" di Florian/Piccola rapsodia dell'ape).
SI ALIANTE BENCHè 5^STAGIONE HA UNA SUA VENA SINFONICA MENTRE I DUE LP DELLE ORME SON PERLOPIU CONSIDERATI MUSICA CAMERISTICA.IL BRANO FORSE ANCORA POESIA MI COMMUOVE FACCIO FATICA AD ASCOLTARLO MI FA PIANGERE!DELLE ORME (AMMESSO TU NON LI CONOSCA)TI CONSIGLIO DI ASCOLTARE IL 45 GIRI DEL 73 "CONCERTO N.3/BLUE RONDò A LA TURK"ORMAI INTROVABILE(SCARICALO DA YOUTUBE)DOVE I VENEZIANI DIMOSTRANO CIò DI CUI ERANO CAPACI E I DUE PEZZI SONO DEL 69 MA PUBBLICATI SOLO NEL 73 X VOLONTà DELLA CASA DISCOGRAFICA(LA CAR-JUKE-BOX)CHE RITENEVA NEL 69 TROPPO ARDITI I BRANI!!!LUNGA VITA AI POOH E ALLE ORME LE MIE DUE PASSIONI DELL'ADOLESCENZA IL RESTO è ARRIVATO DOPO SUBITO DOPO MA TI CONFESSO CHE ADORO PURE I JUMBO E DNA è IL DISCO CHE AMO PIU DI TUTTI NEL CAMPO DEL PROG NOSTRANO CIAO UGO
A PROPOSITO MA TU ALIANTE NON SEI ALTRO CHE IL RETRO DEL 45 GIRI DEL 74 FRUTTO ACERBO?AAAHHH SCHERZO DAI E COMUNQUE SE VUOI PUOI SCRIVERMI AL MIO INDIRIZZO MI FA SEMPRE PIACERE SCAMBIARE OPINIONI NEL CAMPO MUSICALE!NON SO TU MA JOHN OLTRE AD ESSERE IL GURU INCONTRASTATO DEL PROG ITALICO HA LA RARISSIMA CAPACITà DI FARTI RIVIVERE LE NOTE DEL DISCO SEMPLICEMNETE LEGGENDO LE SUE SCHEDE!SIAMO DEI VISIONARI?NON CREDO SOLO DEI SANI E UN PO FOLLI APPASSIONATI!A PROPOSITO MA QUANDO CAVOLO DECIDERANNO DI SCENDERE L'IVA DEI DISCHI AL 4% COME PER I LIBRI VISTO CHE IL DISCO è UN PRODOTTO DI CULTURA?DEBBO AMMETTERLO DA BUON ARIETE SON UN PROVOCATORE INCENDIAQRIO MA IO PER POTER COMPLETARE LE DISCOGRAFIE MICDA POSSO VENDERMI LA CASA?CIAO ALIANTE UN SALUTO UGO
ciao john ricordati della promessa che mi hai fatto vale a dire la scheda su"un pò del....."ciao ugo
Ok, vada per la scheda sul "tempo migliore", ma vi prego di portare molta pazienza perchè da queste parti i tempi non sono affatto "migliori", anzi. Come già sapete questioni di sopravvivenza personale hanno rallentato molto il mio lavoro su Classic Rock e per fare una scheda ci vogliono tempo e concentrazione: istanze preziose che in questo periodo faccio molta fatica a trovare o che comunque devo dirottare verso indotti più concreti.
So che mi capirete.
Tranquillo John, prenditi tutto il "tempo" che vuoi, ci mancherebbe.
Purtroppo hai ragione, i tempi non sono affatto "migliori" e non tira una bella aria.
per carità JOHN anche io ho problemi seri ultimamente(altrimenti non avrei la possibilità di godermi il tuo blog)hai tutto il mio affetto e la mia comprensione.e poi tu sei del segno della mia(defunta)mamma anch'ella della VERGINE persone intelligenti pratiche ed analitiche come pochi!diciamo cosi....nel tempo peggiore partorirai il tempo migliore ciao john ugo
piuttosto vorrei aprire un dibattito(annoso ma quantomai attuale)sull'elevato costo dei dischi senza parlare delle speculazioni che si hanno al livello di collezionismo!il prezioso john è l'unico a saperci dire(condizioni a parte del vinile)quanto possa valere una prima stampa di un disco prog dei 70!e poi questi cd(che io odio)che non valgono quasi nulla al livello di materia prima che vengono venduti a peso d'oro.insomma(una volta per tutte)vogliamo ribellarci e fare una petizione affinchè il prezzo dei dischi scenda(perlomeno le ristampe)e che l'IVA SUGLI STESSI venga parificata a quella dei libri?ossia al 4%?io ho lanciato la pietra nello stagno ora sta a voi raccoglierla statemi bene U G O
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