Waters, Isgrò, e i geni del web...

copertina
Scusate l'off topic, ma non ho resistito.

Riguardo la recente polemica-bufala Waters-Isgrò sulla copertina di "Is this the life we really want",
mi permetto di segnalarvi un commento postato il 26  luglio 2017 su questa pagina di Tg Com,
a firma di tale DEMCA.

Il comment dice testualmente:
"...non ho ancora acoltato il disco di isgrò, però quello di waters è davvero molto molto molto bello...plagio? non credo waters ne abbia bisogno, sono due cose diverse, anche se ad un profano sembrano simili...mah. "

Nel momento in cui scrivo, nessuno ha ancora riportato DEMCA alla dura realtà.
Dai lettori del TG Com non mi aspetterei altro,
o forse sono molto più diplomatici loro, rispetto a un mio potenziale intervento.

Quindi: d'accordo essere "social", ma fino a un certo punto.

Complimenti vivissimi anche alla giudice Silvia Giani per aver attribuito a Emilio Isgrò la paternità delle famigerate cancellazioni perpetrate da Waters.
Forse per lei, Christian Morgenstern e Man Ray non sono mai esistiti.

12 commenti :

rael ha detto...

Il problema è un altro, il disco è un autoplagio clamoroso tra Dogs, Sheep, Us and them e gran parte di The Wall!

Loris ha detto...

Beh Rael, da Waters che t'aspettavi? Piuttosto mi sembra ridicolo che un signor nessuno riesca a bloccare l'opera di un artista così importante. Robe così succedono solo in Italia...
Cercate su Goole immagini "blackout poems", vedrete che sorpresa.

Anonimo ha detto...

Leggo bene???? NON HO ANCORA ACOLTATO IL DISCO DI ISGRO'???????
Ma vi rendete conto a che punto siamo arrivati????

Anonimo ha detto...

si parla di coperina come plagio a Emilio Isgrò che da 50 anni fa questo tipo di arte
http://www.emilioisgro.info/it/biografia
Waters rispetti il lavoro di altri artisti.

Loris ha detto...

Anonimo, al di là di quel che dice di se stesso, Isgrò non ha inventato nulla. Le "cancellature" erano già patrimonio di Man Ray agli inizi del secolo, poco dopo di Morgenstein, e negli anni Cinquanta di William S.Burroughs. La chiamavano anche "blackout poetry".
Isgrò si è semplicemente "specializzato" in uno stile già creato da altri, e non può in alcun modo reclamarne la paternità. Tantomeno impedire che si faccia qualsivoglia uso delle fonti da cui lui stesso ha attinto. Peraltro senza neppure citarle.

Anonimo ha detto...

... è come se Steve Hackett avesse denunciato Van Halen perché ha usato il "tapping"...

rael ha detto...

ma poi..se andiamo a cercare copertine simili se non identiche, gli Elii hanno rifatto Made in Japan dei Deep Purple e ho perso il conto dei figli illegittimi di Sgt.Pepper!!!

JJ John ha detto...

OK Rael, ma almeno i DP non hanno bloccato agli Elii le vendite del loro Made in Japan! Avranno capito che si trattava solo di una citazione. O forse non se ne sono nemmeno accorti.

Poi guarda, ai tempi in cui su "Vinile" avevo una rubrica specializzata sulle similitudini tra copertine, ne ho stanate almeno una trentina precise identiche. Ripeto: non semplicemente "simili", ma quasi sovrapponibili! Ma mai e poi mai è successo un putiferio come quello che ha piantato Isgrò con Waters.

Come se fosse un talent, il primo anonimo ci ricorda che Isgrò "è da 50 anni che fa sempre questo tipo di arte", perché Waters non ha anche lui mezzo secolo di cariera? E ne ha fatta di strada da quando faceva psichedelia...

L@ura ha detto...

Silvia Giani, John, con la I!!! Quel genere di persone che nostro malgrado ci condannano come sempre al provincialismo più lavandaio. Isgrò si è è fatto una bella pubblicità (soprattutto negativa), Waters giustamente non scenderà a compromessi con un imitatore, e chi vuole comprare il suo disco lo farà lo stesso.
Cehe bella figura di merda ci abbiamo fatto.

Francesco (Silverado) ha detto...

Allora bisognerebbe denunciare anche Isgrò per l'uso del pennarello sulle parole, usanza che si tramanda da migliaia di anni.

Anonimo ha detto...

Veramente sarebbe Morgenstern, cari miei saputelli
;-)

J.J. JOHN ha detto...

Si, Christian morgenstern. Ecco perché la GIani non si trovava. Corretto, grazie.
Speriamo che intanto non si sia accorta dell'album "La Quarta vittima" di Fabio Zuffanti...