Pfm: Per un amico (1972)

premiata forneria marconi per un amico 1972A distanza di tanti anni continuo a pensare che non sia stata una buona idea di far uscire due album di uno stesso gruppo a distanza di pochi mesi, anche se occorre ammettere che quando voleva, il marketing della Numero Uno di Battisti non sbagliava un colpo.

Nel caso della Premiata, sicuramente non occorreva saturare il mercato in virtù di un'insufficiente vendita dell'album di esordio per cui, più realisticamente,
si è voluto sfruttare il momento propizio per proporne tutte le varie sfaccettature.
Del resto,accadde così anche a Battiato e al Banco del Mutuo Soccorso.

Comunque, a parte le motivazioni discografiche e la doppia spesa che dovevano accollarsi gli ascoltatori, il parto plurimo della PFM ha finito col creare un dualismo imprescindibile tra il primo LP, "Storia di un minuto" e quello che sarà per sempre additato come il suo fratello minore: "Per un amico".

premiata forneria marconiIn effetti, senza aver messo mano al giradischi le differenze non sono poi tante: copertina in stile naive dello stesso grafico, durata quasi identica, stessa discografica, stessi produttori.
L'unica cosa che salta all'occhio è l'entrata di Flavio Premoli tra gli autori dei brani, in aggiunta alla coppia Mussida-Pagani: il che farebbe presumere a degli arrangiamenti più complessi e strutturati.
E così fu.

Il disco si apre con "Appena un pò’", cesellato per i primi due minuti da atmosfere Vivaldiane che vanno via via strutturandosi per lasciare aria ad un dolce canto che introduce una splendida sequenza di stampo sinfonico.
"Generale", introdotta da un complesso fill-in dello scatenato Di Cioccio, è una strana complessificazione di una danza popolare sviluppata in numerosi movimenti (con molte autocitazioni di Mussida dalla sua stessa "E' festa") che però, contestualmente alla brevità del brano (4 minuti e tredici), sono davvero troppi.

premiata forneria marcono pfmIl livello sale esponenzialmente con la successiva title-track "Per un amico" che si pone invece come il momento più alto dell'album, se non altro in termini di strutturazione ed arrangiamenti. Un brano straordinariamente prog che, fino all'ultimo secondo, non cessa di riservare sorprese.
Lascia un po’ a desiderare la voce di Pagani al limite della tenuità ed in chiaro contrasto con la potenza strumentale della band, ma sono tante e tali le meraviglie strumentali a cui si assiste in questo brano che una "debolezza" del genere sembra quasi fatta apposta.

La celeberrima "Il banchetto" riporta il disco in un ambito più colloquiale e narrativo. Di fatto, inizialmente, sembra quasi un momento di relax dopo tutto il ben di Dio della title-track.
Nella reltà poi, il brano è maledettamente complesso: un delizioso racconto in tre movimenti (come "La carrozza di Hans", quindi) in cui la lunga e cervellotica parte centrale di stampo free spezza il lungo crescendo iniziale per mutare improvvisamente nello storico finale:
"Piagnucola… non gli va mai bene niente. Chissà perché? Chissà perché."

Chiude il disco "Geranio": uno strampalato rock'n'roll progressivo che richiama istintivamente "Grazie davvero" e dove per troppe volte, i barocchismi si sprecano a non finire nel loro compito di alternarsi al tema principale.

premiata forneria marconi per un amicoIn sostanza si ha l'impressione che, pur essendo un ottimo Lp, "Per un amico" pecchi di supponenza, facendolo sembrare sì più "progressivo" del precedente, ma anche eccessivamente dilatato e a tratti, eccessivo.
Forse un minimo di sintesi in più non sarebbe guastata.

Dall'altro lato, occorre sottolineare però il perfetto inserimento di Premoli da compositore, che notabilmente fornisce alla coppia Pagani-Mussida una marcia in più.

Non memorabile, ma nemmeno trascurabile, il secondo lavoro della Premiata è il segno che il gruppo sta crescendo. E molto velocemente.



PREMIATA FORNERIA MARCONI - Discografia 1972 - 1978:
1972: STORIA DI UN MINUTO
1972: PER UN AMICO
1973: PHOTOS OF GHOSTS
1974: L'ISOLA DI NIENTE
1974: THE WORLD BECAME THE WORLD
1974: COOK - LIVE IN USA
1975: CHOCOLATE KINGS
1977: JET LAG
1978: PASSPARTU'

21 commenti :

Anonimo ha detto...

proprio oggi mia moglie si stava secegliendo le 200 canzoni da inserire nel lettore MP3 che la accompagnerà fino a Natale. giunta lla discografia della PFM più volte si è lamentata del fatto che non abbiano mai avuto un vero cantante...e non parlatemi di Bernardo...
isidax

JJ JOHN ha detto...

... come non darle torto... e su questo punto il Banco aveva un bel punto di forza in più!

Giampaolo ha detto...

Se avessero avuto qualche mese in più avrebbero, forse, fatto di meglio.
Ciao!

JJ JOHN ha detto...

E' vero... chissa?
Certamente, a giudicare dalla discografia successiva, avevano già la testa proiettata sul mercato estero.
Cmq, io sono sempre dell'avviso che avrebbero potuto pubblicare un disco solo: per esempio con la scaletta del primo, ma senza l'"introduzione", e con "Dove quando" un po' più corta.
Nello spazio che restava (e ce n'era...), avrebbero potuto infilarci versioni più succinte di "Per un amico" e del "banchetto".
Sarebbe venuto fuori un classico del prog-rock Italiano praticamente ineguagliabile.

Daniele ha detto...

Bel Disco! Uno dei primi Album Prog del dopo-Orme che ho ascoltato, cioè quando comimciaI ad apprendere che quel che ascoltavo da 17 anni ormai, si chimava PROGRESSIVE ROCK!!! Album immagnifico, come dici giustamente tu John molto piu' complesso del precedente, ma è di un gradino piu' basso per il semplici fatti che: 1) E' uscito a pochi mesi di distanza, ma dal sound sembra che siamo passati almeno un paio d'anni - 2) Non c'è un Hit come "Impressioni Di Settembre"!

Daniele ha detto...

Ora sto ascoltando "Chocolate Kings" e ritengo che sia il miglior Album della PFM, seguito a routa da "Storia Di Un Minuto" e "Per Un Amico"! Lanzetti è semplicemente fantastico!!! "Harlequin" fa sognare e ti porta in mondi lontani, e quando un Pezzo è così, per me è un Capolavoro!!!

JJ JOHN ha detto...

Infatti Lanzetti è stato per certi versi sfortunato: ha fatto delle cose meravigliose proprio nel momento in cui la PFM non veniva più capita.
L'ho visto secoli fa dal vivo nella vetrina di un negozio!!!! Era il "New Kary" di Milano in Piazza San Giorgio: non c'era sabato che tutta Milano non fosse lì.

Anonimo ha detto...

ma lo vogliamo dire che in questo disco spunta in ogni sua minima sfaccettatura il fantasma dei Gentrl Giant?

J.J. JOHN ha detto...

Mah, insomma...
Rispetto ai Gentle Giant ad esempio, alla PFM manca quella pesante ossessione per le alternanze e quell'eterno scomporre tempi ritmici e modi narrativi anche quando non è necessario (penso solo a "Treat me with kindness" da Octopus).
C'è una maggiore fluidità e comunque i riferimenti sono sempre gestiti con una consapevolezza molto mediterranea.

Chiaro, se non ci fossero stati i King Crimson e i Gentle Giant la PFM sarebbe stata un'altra cosa, ma personalmente mi sento comunque di attribuirle una spiccata personalità e un'ottima dose di inventiva.

alessandro ha detto...

Infatti...e non sento nemmeno le tante dissonanze per cui i G.G. vanno invece famosi. L'album vive (eccome!) di luce propria, grazie alla grande poliedricità della PFM di allora, oltre al tipico gusto italiano per la melodia, e personalmente (come gli amici di progarchives) tendo addirittura a preferirlo a Storia di un minuto, proprio per la sua maggiore "strutturazione" e complessità tecnica. Lo piazzerei in una mia ipotetica top-ten del rock progressivo italiano.

Simon House ha detto...

La PFM è ancora in giro a suonare, i Gentle Giant sono su "Chi la visti"
Storia di un minuto è un gran bel disco e i Gentle Giant non sono certo il miglior gruppo della storia prog anzi rispetto a Genesis e Crimson sono di gran lunga peggiori, e non di poco..

DogmaX ha detto...

I Gentle Giant erano un gruppo estremamente tecnico, i musicisti erano dei polistrumentisti di livello, ma il loro "destrutturate" in maniera eccessiva la forma canzone, seppur sia una peculiarità del prog, li rende ostici e di difficile ascolto. Anche io gli preferisco Crimson e Genesis, ma bisogna dire che i GG hanno fatto la storia del prog soprattutto per la tecnica e per l'inventiva "musicale", anche se il gusto ritmico spesso risultava indigesto. Quando sembra che abbiano indovinato la melodia giusta te la demoliscono in un batter di ciglia. Per me i loro brani perfetti sono Prologue da Three Friends e The Adventure of Panurge da Octopus.

rael ha detto...

Il paragone coi Gentle Giant secondo me non regge...a tratti possono somigliare più ai King Crimson, o anche agli Yes ("And you and I" penso l'abbiano ascoltata con attenzione Mussida & Premoli!)...in ogni caso questo album sta un gradino intero sotto "Storia di un minuto" ma anche mezzo gradino sotto il primo dei Gentle Giant, che era completo e affascinante, molto più dei successivi.

roberto ha detto...

ciao a tutti, intervengo con paio di questioni da sottoporre a John.
Vorrei sapere se intendi recensire il doppio live di De Andrè in concerto con la Premiata, e se secondo te questa commistione cantautore7band pop può costituire un ramo tutto particolare di prog italico,
grazie mille,
roberto

J.J. JOHN ha detto...

Diciamo che dopo la metà degli anni 70 l'impossessamento del Prog da parte del cantautorato divenne quasi compulsivo.
E se questa fu una delle più grandi testimonianze del valore ereditario del progressivo italiano, da un lato ne rappresentò anche l'impoverimento.

Storico dunque quanto si vuole l'album di De Andre + Pfm, ma francamente io preferivo Monteduro e la Ram.

ravatto ha detto...

ho il vinile di De Andrè + PFM...fantastico! gui

pio ha detto...

...a bello, ma che cazzo stai a di'... per un amico è il capolavoro assoluto del prog ita!!! memorabile, inarrivabile, più bello di storia di un minuto!!! pio da zena

J.J. JOHN ha detto...

No, un attimo Pio da Zena. Ci sono già abbastanza burini in giro senza bisogno che tu ti ci aggiunga.

Io posso capire lo sfogo e so che circostanziare le proprie opinioni è difficile, ma cerca perlomeno di dare delle motivazioni su cui si possa discutere...
... altrimenti va tutto a bagasce.
Mi capisci vero?

Anonimo ha detto...

E' stato il primo disco che ho ascoltato della PFM...e secondo me rimane il più bello dei loro album...
mi sembra anche il meno "altalenante"
L'accostamento coi Gentle Giant da dove viene fuori? Mai,ascoltando la PFM,m'è venuto in mente qualcosa dei Genle Giant (e viceversa)...

Un saluto,
Lorenzo.

J.J. JOHN ha detto...

"Minuto" contro "Amico". Che dite, facciamo un referendum? Io sono per il primo e secondo me vinciamo noi.
Ci proviamo?

L'accostamento con i Giant credo venga fuori più per un automatismo che non per l'aspetto musicale: facevano tutti e due Prog, erano entrambi bravissimi e famosi, hanno condiviso il palco credo diverse volte e comunque, intorno al 72 la stampa non aveva molti appigli in merito alla "nuova musica dei nuovi complessi".

Oggi mi sono accorto che Wikipedia fa un accostamento PFM - Giant in "Chocolate kings".
Forse perchè all'epoca i Giant si erano ammorbiditi o magari perchè Lanzetti pronunciava l'inglese bene quanto Derek Shulman.
Chissà...

aliante ha detto...

Io sono per "Amico", perchè contiene il brano che amo di più in assoluto della PFM, ossia "Appena un po'".