Analogy: Analogy (1972)

analogy analogy 1971Malgrado i loro nomi palesassero una chiara provenienza mitteleuropea (Nienhaus, Mithoff, Schoene) gli Analogy (originariamente "The Yoice") si formarono a Varese nel 1968 e svolsero in Italia la loro carriera musicale.

Fortemente legati alla cultura Freak, sia come immagine che come sound, esordiscono discograficamente nel 1970 per la minuscola etichetta, la "Ventotto", con un 45 giri in lingua Inglese: "Sold out / God's own land". I

Il disco, pur se distribuito dalla messaggerie Musicali non vende molto, ma è ben rappresentativo della musica del gruppo che non cambierà con gli anni a venire.

Entrambi i brani del singolo, non rivelano uno stile musicale particolarmente originale, pescando a piene mani dall'underground di derivazione anglo-americana. Lo stile è particolarmente pulito e gli arrangiamenti sono ben strutturati, pur se relativamente semplici. Tra gli strumentisti si fanno onore l'ottima cantante Jutta Taylor Nienhaus e il chitarrista Martin Thurn Mitthaus.

Sullo sfondo prevale l'onnipresente lavoro del bravo tastierista Nicola Pankoff (l'unico italiano del gruppo) il cui stile si colloca a mezza via tra John Lord e Ray Manzarek.

analogy same 1971Più indietro, ma forse anche per colpa dell'incisione piuttosto cavernosa, resta la sezione ritmica di Mops Nienhaus e Wolfgang Schoene.

Cambiato il nome in Analogy nel 1972, la band ha l'occasione di esibirsi in numerosi Festival Pop tra cui Caracalla e Napoli e di conquistarsi sufficienti credenziali per approdare a un lavoro su 33 giri.

L'album, dicevamo, non si sposta di molto dal lavoro svolto sul 45, se non per il maggior spazio dato alle singole improvvisazioni (es: l'organo in "Weeping may endure" e la chitarra acustica in "Tin's Song").

Nella pratica, prevalgono ballate di blues psichedelico decisamente colorate di hard dalla chitarra di Mitthaus ("Indian meditation"), e speziate da un leggero aroma "goth" dato dalla voce lirica e "silvestre" della Nienhaus.

analogy 1971Solo la lunga suite "Analogy" si stacca dal resto dell'album con una bella dimostrazione di abilità psichedelica, sebbene il groove generale del brano richiami drammaticamente una miscela tra "Interstellar overdrive" e "Atom heart mother" dei Pink Floyd.

La chiusura del disco è affidata ad un rock più deciso e personale ("The year's at the spring") che, pur nella sua essenzialità, lascia complessivamente un buon sapore.

Poco conosciuti in Italia e ancora meno in Europa (Svizzera a parte), solo la coppia Jutta Nienhaus - Martin Mithoff resistette nell'ambiente musicale dopo lo scioglimento degli Analogy, collaborando nel 1973 con Battiato ("Sulle corde di Aries") e fondando due anni dopo in Inghilterra gli "Eathbound" che operarono fino al 1979.

Il disco "Analogy" è raro e ricercatissimo.
Pubblicato in circa 1.000 copie, è oggi annoverabile tra i dischi più costosi in circolazione.

analogy analogyLa sua copertina, raffigurante i componenti della band completamente ignudi, è giustamente ritenuta una delle più provocatorie dei primi anni '70. Da lì, in molti capirono che Jutta non era una brava cantante, ma anche un gran bel pezzo di figliola.

Detto senza cattiveria però, credo personalmente che se "Analogy" non avesse avuto quella copertina, sarebbe rimasto un disco ancora più oscuro di quello che già oggi è.

9 commenti - CLICCA QUI PER DARE LA TUA OPINIONE.:

Giampaolo ha detto...

Sembra che nel gruppo c'era anche Mauro Rattaggi al basso, poi uscito prima dell'album del 1972.
Lei era bella e brava o no? Altrimenti non avrebbe collaborato con Battiato.
Ciao!
ps se ho tempo faccio un post o sui Garybaldi o su un film.

JJ JOHN ha detto...

Si esatto, ma non ha inciso infatti.
Aspetto il post e continuo ad ansimare dal caldo. :-)

Giampaolo ha detto...

Il post è stato pubblicato cinque minuti fa! Si tratta di un film però! eheehe!
Ciao a dopo!

Giampaolo ha detto...

Ah un'altra cosa: se vuoi vedere altri miei post sugli album dell'ital prog basta che clicchi sulla categoria "prog italiano" o anche "album del progressive italiano" e così ti vedi altri post e non solo l'ultimo.
Ciao!

V i k k ha detto...

bella figliola senza dubbio :P

Daniele ha detto...

Già, Jutta eram proprio bona, come si dice qua a Roma! :-) Il Disco non è niente male, anche se ci ho trovato delle analogie (ehm... scusate il gioco di parole! :-) ) con i Curved Air (anche la Cantante di quest'ultimi era una bella figliola!) e con i Jefferson Airplane, ditemi se sbaglio. E' anche vero che qualche venatura Dark si cela dentro questo interessante quanto singolare Album (almeno per l'Italia).

JJ JOHN ha detto...

Si, si, Dani, negli Analogy c'era un pò dei Jefferson e anche un pò di Curved Air, ma veramente il brano "Analogy" è un frullato fedelissimo di "Interstellar Overdrive" e "Atom Heart Mother" meesi insieme.
Fa quasi impressione ascoltarlo: è un "remix" ante litteram.

MarioCX ha detto...

Pare da che la fascia azzurra in copertina servisse a celare un quinto elemento poi rinunciatario all'epoca della pubblicazione.
Forse si trattava di Mauro Rattaggi.

Roberto ha detto...

La copertina e' fantastica senz'altro una delle piu belle degli anni'70, la copia originale in'oltre conteneva un'altrettanto fantastico poster che nella ristampa a copertina apribile si trova come foto all'interno, la fascia tipo obi doveva nascondere un 5°elemento che se ne ando' prima dell'uscita dell'album, si trattava del bassista Mauro Rataggi.non si capisce comunque se Raaggi avesse in qualche modo contribuito alla realizzazione dell'album in quanto sulle note del retro copertina viene riportato il suo nome come ex e quello di un'altro bassista (Wolfgang Schoene).Musicalmente tolta la lunga analogy che in effetti richiama i primi pink floyd e poco altro, il disco passa abbastanza monotono e privo di idee chiare, e' vero che la voce di jutta in qualche momento ricorda slik dei Jefferson Airplane.Forse c'era bisogno di un'altra prova ma non ce n'era piu' tempo.Il disco e' passato alla storia ed e' ricercatissimo dai collezzionisti piu' per la meravigliosa copertina che per il contenuto musicale.