Flea: Topi o uomini (1972)

flea topi o uomini 1972Avevamo lasciato il quartetto siciliano nel 1971 quando si chiamava ancora "Flea on the honey" e aveva appena pubblicato il suo primo lavoro per l'etichetta Delta con scarsi risultati
Il disco era certamente immaturo ma come si è detto, rivelava delle doti esecutive non comuni.

Di ciò si accorse la Fonit che scritturò la band col nome di "Flea" per portarli nuovamente in studio nel 1972. Ne esce "Topi o Uomini": album in cui tutti gli errori del precedente album vengono corretti per dar vita ad un LP estremamente più organico ed originale, con tutte le parti cantate in italiano ed una maggiore consistenza timbrica.

Il groove è smaccatamente Prog-Rock e buona parte del dominio strumentale è appannaggio della chitarra elettrica di Carlo Pennisi che ricama magistralmente ritmiche ed assoli su un solido tappeto sonoro di tastiere, basso e batteria.

Esemplare in questo senso è la suite "Topi o uomini" che occupa tutti i 20 minuti della facciata A ed il cui svolgimento è un vero e proprio gioiellino di coerenza strumentale.
Basicamente rock, la title-track è idealmente divisa in tre movimenti che, pur non comparendo sulle note del disco, sono evidentemente percepibili: introduzione, svolgimento e finale a richiamo del tema principale.
Tutti gli strumenti, voce inclusa, sono calibrati alla perfezione al punto di rendere la timbrica del disco quasi monocorde: non ci sono né assoli di rilievo, né breaks eccessivi a frammentare l'integrità del sound che, ripeto, risulta infine più jazz-rock che progressivo..

flea topi o uominiLa seconda facciata, offre invece tre brani di media lunghezza (in media 5 minuti l'uno) che pur non tradendo il sound del primo lato, possiedono ciascuno delle proprie peculiarità.

Riguardo ai primi due, "Amazzone a piedi" richiama potentemente il lato più hard del gruppo e "Sono un pesce" è un magistrale pezzo prog-psichedelico di 6 minuti intensamente venato di jazz e dalle sonorità "liquide" con tanto di flanger sulla voce e grandi galoppate percussive a supporto di straordinari intarsi tra pianoforte e tastiere.

Infine, chiude l'album un brano folle come l'"Angelo timido" che richiama nuovamente il lato più duro del gruppo, ma con particolari innesti corali e strumentali che lo rendono probabilmente il pezzo migliore dell'album. Encomiabile l'assolo raddoppiato di Pennisi e il blues finale.

In sostanza, un'altra dimostrazione di bravura dei Flea on the honey / Flea che, pur dopo l'ennesimo cambio di nome, non finiscono (e non finiranno) di soddisfare anche i palati più raffinati.

11 commenti :

Giampaolo ha detto...

Purtroppo lo devo riascoltare e non lo avevo neanche finito.
Ciao e buona giornata!

JJ JOHN ha detto...

Ciao Giampa. Conoscendoti, non so se ti piacerà perchè è un po'"heavy" per i tuoi gusti. Il gruppo è comunque eccellente! Buona Giornata anche a te.

Anonimo ha detto...

Progressive Rock
http://genesis-marillion.blogspot.com
Complimenti per il tuo ottimo blog

J.J. JOHN ha detto...

Lusingato io e linkato tu!
Grazie JJ.

Anonimo ha detto...

qualcuno sa' dirmi quanto puo' costare l'originale topi o uomini del 72

lenz ha detto...

semplicemente un capolavoro come il primo e il successivo a nome "etna".
un grande gruppo che meritava e merita molto di più

Anonimo ha detto...

Beh, definirlo capolavoro è esagerato ed ingiusto nei confronti dei ns. veri capolavori degli anni 70, secondo me.

Però bisogna ammettere che è un album notevole (soprattutto la suite del lato A) dal punto di vista strumentale. Perde un pò nel cantato.....la voce non è il massimo, ma soprattutto secondo me non è valorizzata al meglio. Si capiscono poco le parole, e quando parte con gli acuti, si perde un pò di quella magia cucita ad arte dal chitarrista Pennisi (decisamente avanti per l'epoca), dal bassista (splendido il basso ossessivo della suite) e dal batterista (grande anche lui con il suo ritmo fosennato e martellante).

Alla fine è un hard rock con incursioni nel progressive, molto raffinato e curato strumentalmente....a differenza di molti altri gruppi hard rock (non solo italiani) del periodo.

Come per Palepoli degli Osanna, mi spiace che la Fonit non abbia curato meglio la registrazione dell'album, perchè questo è stato un gruppo dall'alto potenziale, purtroppo non completamente espresso, secondo me proprio a causa della trascuratezza della casa discografica.

Peccato.

P.S. Ritengo Pennisi uno dei ns. migliori chitarristi dei 70, purtroppo oggi non abbastanza conosciuto. Forse fosse nato a Londra il suo destino musicale sarebbe stato diverso....

alex77

rael ha detto...

Io lo ho in CD originale, l'avrò ascoltato due volte in tutto e con fatica...

zeuggio ha detto...

La suite iniziale è grandiosa!
Mi piacciono i Flea, siano "sopra il miele" o no :)

Mad Moon ha detto...

in ufficio, il primo pezzo sparato a palla, e la giornata continua nel modo giusto !

Anonimo ha detto...

l'ho ascoltato l'altro giorno 2 volte di fila,spettacolare sto disco!!