Genco Puro & Co.: Area di servizio (1972)

genco puro & CoMalgrado il nome possa far pensare a un gruppo, "Genco Puro" è lo pseudonimo del solo artista Riccardo "Rolli" Pirolli, da non confondersi col batterista Robert Genco.
Di origine siciliana e con all'attivo un paio di singoli negli anni '60, Pirolli esordisce dapprima collaborando col popolare cantautore beat Gian Pieretti e poi costituisce i "Cristalli Fragili" col bassista Gianni Mocchetti, il tastierista Maurizio Valli e il batterista Gianfranco D'Adda con i quali gira il circuito delle sale da ballo.
Infine, entra a far parte del giro di Battiato collaborando agli arrangiamenti di Fetus.
Lo stesso Battiato, lo ricambierà nel 1972 assistendolo sia al suo primo 45 giri “La Famiglia/Beato te”, sia al suo primo ed unico album “Area di Servizio” per la discografica Bla Bla, firmando ne ben sette canzoni su dodici e cantandone tre ("Giorno d'Estate", "Nebbia" e "Biscotti e the").
Tuttavia, malgrado il risultato finale fosse tecnicamente dignitoso, da alcune testimonianze partecipate tra le quali quella dello stesso Pirolli, pare che la Bla Bla non avesse la benchè minima intenzione di concentrasi troppo su quella produzione.L’album”, ricorda Genco, “ venne registrato in una settimana presso gli studi Sax di Milano (poi diventati “Il cortile”) con musicisti occasionali. Il disco venne fatto per consentire alla Bla Bla di raggiungere un obiettivo che al momento mi sfugge: servivano dodici brani nuovi ed era importante averli nel giro di poco tempo.
riccardo pirolliAlcune canzoni poi, vennero scritte direttamente in studio al momento della registrazione e anche gli arrangiamenti vennero fatti al volo al punto che suonai addirittura io alcune parti di batteria. Sempre per la fretta di concludere, alcuni pezzi li cantò Battiato”.
In altre parole, non ci vuole molto a capire che l’esperienza su Lp di Riccardo Pirolli non doveva essere stata molto coinvolgente e ascoltando il disco si capisce anche il perchè.

A parte la sola “Nebbia” che potrebbe essere uno scarto di Fetus, tutto il resto delle canzoni ci riporta ad un clima da “linea verde (intesa come il periodo 1965-69) quando sia Rolli che Battiato giravano le balere di tutta Italia mischiando motivetti adolescenziali (“Alice” e la aberrante “Giorno d’estate”), cloni dei Beatles (“Biscotti e the”) e dell’Equipe 84 (“La mia città”) e gli immancabili slow quali “Accendo la mia radio” che nella deontologia delle sale da ballo dovevano sempre essere inseriti tra i brani più veloci.
genco puro & co. manifesto bla blaFatta eccezione per l’iniziale “Frontiere” e la conclusiva “Burattini”, è anche sintomatico come nessun brano superi i 3 minuti, così come alcuni tipo “Alice” ne durino addirittura due.

Dunque, un album di canzoni leggere e disimpegnate che se all’inizio possono apparire anche gradevoli per spensieratezza e costruzione (“Frontiere”), dopo una decina di minuti rivelano impietosamente la loro modestia.
La mano di Battiato è pesantissima, sia nel contesto generale del disco che negli interventi strumentali: inconfondibile in questo senso il suo VCS3 che ogni tanto fa capolino tra una sviolinata e l’altra (“Campane a Rotterdam”).
Salvare qualcosa di questo prodotto raffazzonato rapidamente e con una freddezza assimilabile a una catena di montaggio non è semplice.
Osiamo propendere per “Come un fiume” dalla quale si leva un pathos perlomeno attendibile e sicuramente “Nebbia” dove però a questo punto, la figura di Pirolli scompare per far posto alla personalità del Battiato più creativo e maturo.


Concludendo insomma, “Area di servizio” è un disco che verrà ricordato molto di più per la presenza del "maestro di Jonia" che non per la figura di Genco Puro che, detto francamente, dovette subire un ruolo da comprimario per non dire di riempitivo.
Non a caso, ancora un paio di 45 giri senza riscontro e il nostro si sarebbe riciclato nel ruolo di collaboratore tecnico dal quale, ci auguriamo per lui avrebbe astratto molte più soddisfazioni professionali.

GRAZIE A TAZ PER IL MATERIALE FORNITOMI.

30 commenti :

Anonimo ha detto...

Anche la voce è molto simile a quella di Battiato...Infatti per qualche tempo ho creduto che fosse lui con uno pseudonimo...
(ofvalley)

Gianni Lucini ha detto...

beh il dubbio aveva un senso visto che la Bla Bla era di Battiato

Anonimo ha detto...

Facciamo due conti: immaginiamo che almeno 2 brani siano stati scritti al volo. Poi, 7 brani li ha scritti battiato e a questo punto sono 9.
Ne restano quindi tre su dodici che avrebbe composto e interpretato il solo Pirolli.
Veamente pochino, no?

orso ha detto...

lo so, non si fa ma c'è un link per...
buona domenica

JJ ha detto...

Ahimè, no. Io ho il CD originale...

piccic ha detto...

Non so perché, ma anche se la riscrittura è più consapevole, informata ed integrata, trovavo meno impietosa la versione precedente della tua recensione.

Magari non gli costò sangue e sudore scriverlo e inciderlo, ma a me questo disco piace.
E non lo sento affatto come "un disco di Battiato", forse nemmeno in nebbia.
Ma probabilmente mi salva dai giudizi impietosi la mia mancanza di giudizio tecnico… :-)

orso ha detto...

l'ho ordinato!
ciao

J.J. JOHN ha detto...

Piccic, nessun problema se ti piace: anzi meglio. Io stesso "Frontiere" la trovo davvero gradevole, per non dire "Nebbia" che è decisamente bella.

Nelle altre canzoni però, non trovarci nemmeno un minimo "trait d'union" con la produzione di Battiato dal 1965 al '69 mi sembra parlomeno strano.
Pensa che personalmente sono tuttora convinto che molti pezzi dati a Genco, fossero addirittura scarti di quel periodo.

piccic ha detto...

Ma le canzoni di quel periodo sono quasi tutte canzoni sentimentali, a parte "La Torre", mentre queste fatte con il Genco hanno un che di "infantil-psichedelico".
(Pensavo parlassi del Battiato di Fetus o delle Corde di Aries).

E, permettimi, un po' di "Biscotti e The" ci volevano, in anni così pesanti come quelli che si preannunciavano… :)

Sarai d'accordo nell'ammettere che anche una produzione "non originalissima" e un po' secondaria come questa, è comunque ad un livello qualitativo che oggi è impensabile nel "mainstream".

"Burattini" anyone? :P

JJ ha detto...

E' appunto per la loro ingenuità che penso siano stati scarti del Battiato metà anni '60 (quello che per intenderci girava le balere)e comunque ad alleggerire il panorama leggero c'era ben altro.

Trovo difficile anche un paragone con il mainstream di oggi, molto più sofisticato.
Insomma, "nebbia" a parte per me questo di Genco rimane proprio un brutto lavoro.

piccic ha detto...

Non riesco a capire cosa intendi dicendo «ad alleggerire il panorama leggero c'era ben altro»…

"Nebbia", come dici tu, sembra una canzone di Battiato non riuscita. Non è brutta, ma ce ne sono altre, proprio per la loro immediatezza, che mi piacciono molto di più.
L'atmosfera complessiva e i testi non sono affatto banali, tuttaltro. Sarà stato realizzato in fretta, come dici e per stessa ammissione di Pirolli (da dove è presa la citazione?), ma per me è un disco particolare e gradevole, che non ha certo la pretesa di confrontarsi con la complessità musicale del rock progressivo nascente, mi pare ovvio.

D'altra parte a te non piaceva neanche "Sacrificio", che invece a me piace e lo trovo anche molto più originale di Id, ma non ho la capacità per cercare di spiegartene i motivi… :-)

JJ ha detto...

Ma Piccic, che problema c'è?
Ripeto, anch'io trovo gradevoli alcuni brani del disco (Frontiere è davvero graziosa come costruzione), ma analiticamente lo reputo complessivamente debole.

Con "alleggerire il panorama leggero" (wow, che italiano!)intendo dire che c'erano già Villa, Berti, Morandi & co. Non so quanto ci fosse bisogno di altri dischi da balera, specie se pubblicati da un'etichetta d'avanguardia.

Il racconto di Pirolli è estratto dalle note della prima ristampa in Cd

zat ha detto...

A me sembra un "contentino" che la Bla Bla ha voluto fare a Genco per la collaborazione con Battiato tipo:....ascolta Genco ti diamo la sala di registrazione per "divertirti" un pochino ok?...guarda cha hai 3 giorni per fare tutto e i musicisti sono tutti di passaggio in quei giorni...Genco:va bene cerchero' fi fare prestissimo ma se Battiato ha qualche "canzoncina" che gli avanza....faccio anche prima....ciao JJ

Anonimo ha detto...

Salve, sono un anonimo non per critica verso la recensione ma per non perdere tempo ad iscrivermi a questo forum. Puro e semplice parere personale visto che all'epoca e per puro caso io c'ero: il disco in questione è uno dei migliori dischi di rock psichedelico usciti in Italia, è arrivato soltanto un po' tardi, forse troppo tardi; se fosse stato ideato al tempo di AD GLORIAM delle Orme avrebbe goduto ben altre attenzioni. Altra critica a chi ha stilato la recensione (costruttiva si intende): mancando di informazioni precise hai preso quanto più possibile dai ricordi del Rolli presenti nella ristampa in CD della Artis del '91; Riccardo non ricordava molto bene cosa accadeva all'epoca nel circuito in cui era entrato non per caso. Per quanto riguarda i brani, altri dischi molto più apprezzati della Cramps e della Bla Bla furono registrati in meno di una settimana, il tutto per motivi di risparmio e non per scarso interesse verso gli Artisti. In ultima, i brani cantati da Battiato sono solo 2; i seguenti: Nebbia (arrangiata dal Franco) e Pioggia (arrangiata da Rolli) - Il resto è stato arrangiato per lo più in studio da tutti i musicisti (turnisti) presenti.
Un caro saluto a tutti!
F.M.

PS: E.De Joy dicono in giro fosse Battiato, errato, Battiato firmò per Pirolli solo i brani contenuti nei due singoli BB1324/1328

J.J. JOHN ha detto...

Ciao FM,
di solito le schede le scrivo col materiale che ho a disposizione, riascoltando i dischi e comparandoli al loro periodo storico.

Purtroppo, le info non sempre abbondano, anzi, a volte è proprio il contrario. Per cui faccio quello che posso e sono ben lieto che i miei lettori, gli stessi protagonisti o i testimoni partecipati come te, intervengano per colmare le mie lacune.

Capita spesso, e questo non può che giovare a questo sito che, come sai, è uno dei punti di riferimento del Prog Italiano anni '70.

Periodicamente poi, riscrivo e correggo le schede più deboli a seconda degli aggiornamenti bibliografici o documentari: cosa che continuo a fare dal 1997 quando iniziai Classic Rock e quando di alcuni dischi non si conosceva neppure l'esistenza.

Ci sono ancora "Many rivers to cross" quindi, è grazie davvero per le vostre precisazioni.

JJ


Il giudizio artistico personale poi, è naturalmente opinabile e motivo di dibattito, ma questo disco, ahimè, non mi tiro indietro.
Non so se per pigrizia, per fretta o chissà per cosa, ma davvero l'output non fu proprio tra i migliori di quel periodo.

Anonimo ha detto...

Salve John, sono sempre l'anonimo di cui sopra; a dirla tutta ho messo il vostro forum tra i preferiti e quando avrò il giusto tempo mi iscriverò di sicuro. Ho sbirciato qua e la e vi assicuro ragazzi che avete fatto veramente un buon lavoro con questo forum. Io come ti scrivevo all'epoca c'ero e mi occupavo anche di musica nei circuiti minori s'intende; sono rimasto sorpreso (anche se il genere d'avanguardia rock italiano non è tra i miei preferiti) di quanto avete scritto!!!! Anche questo disco di Pirolli, che per carità può piacere e anche no... a te non è piaciuto ma l'hai citato e altra gente in questo modo può conoscerlo. Reputo a conti fatti questo forum un posto nel web molto ben curato, meglio di quell'altro sito sul prog-italico, quello azzurro, che personalmente evito volentieri. Ritornando al Pirolli, penso che un disco come questo possa interessare maggiormente a chi segue musica leggera, lo metterei vicino ai Capricorn College; io seguo dell'altro ma ti assicuro che all'epoca tra Collage delle Orme e sto' disco qua, chi si voleva distinguere comperava a scatola chiusa BLA BLA - fa pure rima ;-) Un caro saluto e complimenti !!!
F.M.

J.J. JOHN ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
J.J. JOHN ha detto...

Ciao F.M. e bentornato.
Spero tu spulci questo sito sino in fondo in quanto da testimone partecipato, non potrai che darci notizie ed opinioni interessanti sebbene (ahimè) il Pop Italiano non ti piaccia più di tanto.

Tre cose sole volevo aggiungere:

- Questo non è un "forum": è un sito, pur se mascherato da blog.

- Non bisogna "iscriversi" per lasciare un comment: basta scriverlo e possibilmente firmarsi così come hai fatto tu.

- Spero di non deluderti, ma l'autore, l'ideatore e il curatore di Classic Rock, sono solo io.
A volte pubblico recensioni selezionatissime di esterni - come ad es. quella di Fabio Capuzzo sui Cherry Five - ma il 99% del materiale - che piaccia o meno - è farina del mio sacco.

Continua quindi caro F.M. ad essere dei nostri che vogliamo ancora sentire mille delle tue opinioni.

Un caro saluto da
JJ John
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PS: Sull'accostamento Pirolli - Capricorn College hai tecnicamente ragione, ma temo davvero che se il M° Barigazzi ascoltasse i Genco Puro & Co, gli verrebbe un colpo.
E siccome è vivo e sta benone, risparmiamogli questa pericolosa esperienza.


PS2: Il "sito azzurro" che eviti volentieri è quello del mio buon amico nonchè maestro Augusto Croce, uno dei massimi esperti italiani di Prog.

Diversamente da Classic Rock è un sito a taglio enciclopedico per cui può anche non piacere, ma non per questo lo si può svilire.
La rigorosa messe di informazioni che contiene è frutto di anni di passione ed esperienza che Augusto ha messo gratuitamente a nostra disposizione.
Massimo rispetto dunque.

piccic ha detto...

Non per essere tedioso (ma per dare principalmente un salutino a John), però, col senno di poi credo che sia giusto considerare "Area di Servizio" per quello che è, ovvero un disco di pop-rock orecchiabile, diretto, semplice. Contaminato da influenze sonore interessanti e varie, e senza particolari pretese.

I testi sono comunque interessanti, e a parte "Nebbia" e "Burattini", la loro semplicità mi pare una qualità positiva, trasmette una serenità che è estranea all’impegno sociale che presto il rock progressivo avrebbe preso, ma proprio per questo mi pare riuscito.

Poi ti do' ragione, analizzato dal punto di vista del critico musicale è "strutturalmente debole", ma quello – come sai – lo considero solo uno aspetto della valutazione, che ha da essere molteplice.

Il tuo schema di approccio critico ritengo funzioni piuttosto egregiamente, ma rischia di mettere in sottordine alcuni prodotti (che mi sono reso conto, ci sono stati) estranei al discorso musicale dominante che sarebbe esploso, anche con tutte le sue implicazioni culturali e sociali, di lì a poco.

piccic ha detto...

P.S. Per l'Anonimo: se Battiato canta solo in "Pioggia" e "Nebbia" (atmosferico, eh!) il Genco mi sembra si dia da fare abbastanza per imitarlo in "Giorno d'Estate" e "Biscotti e The", o sbaglio? :-)

J.J. JOHN ha detto...

Ricambio il saluto Piccic e mi auguro che tu stia benone.

Non credo che le mie griglie analitiche mettano in sottordine dei prodotti come questo.

Il punto è che, come sai bene, il 1972 era un anno di forte transizione tra l'epoca freak e quella più consapevolmente politica del Pop Italiano.
Ecco: Genco Puro & co. stazionava ancora su quei vecchi codici destinati a diventare obsoleti nel giro di pochi mesi.
Al di là della piacevolezza, il suo era comunque un lavoro marcatamente underground.

Nello stesso anno "Ys" del Balletto di Bronzo, i primi due del Banco o Aria di Sorrenti avevano dimostrato che si potevano conncretare livelli ben superiori di composizione e comunicazione.

Quasta è stata la base della mia scheda critica al buon Pirolli.

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A proposito F.M:
non è che per caso hai una copia di Genco da vendermi?

piccic ha detto...

Ciao John,
sto benone, grazie, anche se probabilmente non andrò in vacanza. Però sono in ferie… :-)

Io non credo che se una cosa ha un minimo di valore si possa definire come obsoleta (o destinata all’obsolescenza). Forse quella è la percezione nell’immediato di un momento storico, ma poi quel che c’è di valore, e che resta, salta sempre fuori dopo.

È evidente che non si può certo paragonare ai primi lavori di Alan Sorrenti, e – ne sono sicuro – nemmeno del Banco del Mutuo soccorso.

Io però da "profano" lo trovo abbastanza diverso rispetto a tante altre cose che ho sentito nel 1972 per considerarlo con una sua originalità, ma non riesco a inquadrarlo abbastanza radicalmente come fai tu in senso critico.

Dovendo scegliere ho comperato "Il grande gioco" degli Alberomotore anziché "Area di servizio", ma non lo trovo obsoleto solo perché non affronta direttamente un discorso politico. Se è per questo, nemmeno Lucio Dalla lo ha mai fatto in modo deliberato, persino nei fantastici album con Roberto Roversi, dove era quest’ultimo ad avere un interesse molto maggiore per la critica al capitalismo industriale del nord-italia che salta fuori tanto bene in tante canzoni.

J.J. JOHN ha detto...

Beh, per cominciare occorrerebbe stabilire se un lavoro come Genco di valore ne abbia. E quale.

Ma al di là di quello dobbiamo comunque tenere presente che il suo output era davvero molto semplificato rispetto ai contemporanei.
Originale in qualche sua parte, sicuramente più della "Famiglia degli Ortega" o di Paolo Ferrara, ma francamente davvero poverello.

Incomparabile con Alberomotore che tu giustamente hai scelto: un bel tentativo di solidificare la canzone italiana con temi rilevanti.
Se ti piacerà, io poi ti consiglio "Alla mia mam" e soprattutto "Arcimboldo" di Ricky Gianco, produttore dgli Alberomotore.
"Arcimboldo" in particolare è un capolavoro. E vedrai se non è vero.

Dalla.
Dalla rimosse molto la sua militanza politica che effettivamente ci fu.
Ma lui è stato sempre un genio anche quando cantava "L'anno che verrà".
Un lettore multidirezionale dell'animo umano, un musicista eccellente. Un pazzo, insomma, in grado di attraversare epoche che vanno dal beat agli anni 2.000.
Il mio pezzo preferito di Lucio?
"Il fiume e la città".

piccic ha detto...

Ciao John,
che il lavoro sia semplificato siamo d’accordo. Gli altri due che citi non li conosco, io il valore lo attribuisco in parte proprio a questa semplicità, che trovo del tutto particolare. Che poi sia "poverello" in senso musicale va bene, però trovo che lo stronchi troppo dicendo "Salvare qualcosa di questo prodotto raffazzonato rapidamente e con una freddezza assimilabile a una catena di montaggio non è semplice".

E poi il 45 giri "La Famiglia" è troppo forte… :-)

L‘album degli Alberomotore è molto bello. "Israele" da sola vale tutto il disco.
Arcimboldo ce l’ho da parecchio, ne avevam già parlato. :-)

Dalla, pur riconoscendo la sua genialità non mi era mai piaciuto molto; me lo ha fatto infine apprezzare, e veramente scoprire, Roversi, e proprio in alcuni dei suoi testi più "politici" come "Un’Auto Targata TO".
Come dici, l’interesse era senz’altro condiviso. Ho trovato uno spezzone dove presenta "Intervista con l’avvocato" che è molto più "pesante" in termini polemici della canzone stessa. Vorrei tanto trovare una registrazione completa dello spettacolo "Automobili".

Il mio pezzo preferito di Lucio è "Ulisse coperto di Sale".

piccic ha detto...

P.S. Ti è arrivato il mio "regalino" da iTunes? :-)

J.J. JOHN ha detto...

Si Piccic grazie, ma non l'ho ascoltato.
Mi hanno detto che per farlo dovevo possedere /installare / scaricare I Tunes e io sono un po' fobico a queste cose.
Scusa se non ti ho avvisato.

Anonimo ha detto...

ciao jj sono Pino.. volevo farti notare che all'inizio hai detto che non dobbiamo confonderci con Robert Genco ( che è un' altra cosa) e poi verso la fine della recensione hai detto"la figura di robert genco scompare per fare posto...." Insomma robert genco e pirolli sono lo stesso GEnco??? o no???? ciao... Pino

J.J. JOHN ha detto...

No: Robert Genco è una cosa e Riccardo "Genco Puro" Pirolli un altra.
Ho corretto il passaggio a scanso di equivoci
Grazie Pino della segnalazione
JJ

Anonimo ha detto...

Robert Genco se non ricordo male é originario di Reggio Calabria

Anonimo ha detto...

....Ragazzi mi hanno dato una settimana per un lavoro da fare in un mese...un p'ò di pietà..please!!!
Le canzoni erano di ripiego...Battiato quelle aveva a parte alcune composte in loco con Rossella che scriveva testi al volo!!Per dirla tutta Franco mi aveva scippato da poco il gruppo tanto è vero che mi sono dovuto suonare anche le batterie di tutti i pezzi e trovare un bassista e un pianista di ...ripiego!!Non girate troppo il coltello nella piaga..grazie!!Sono solo...canzonette di poco conto!!
Con affetto Riccardo Rolli