Genco Puro & Co.: Area di servizio (1972)

genco puro & Co NEI COMMENTS CI SCRIVE MASSIMO LOREGGIAN, PIANISTA DEI GENCO PURO E CO. Grazie Massimo.


Malgrado il nome possa far pensare a un gruppo, "Genco Puro" è lo pseudonimo del solo artista Riccardo "Rolli" Pirolli, da non confondersi col batterista Robert Genco.

Di origini siciliane e con all'attivo un paio di singoli negli anni '60, Pirolli esordisce  collaborando col popolare cantautore beat Gian Pieretti, poi costituisce i "Cristalli Fragili" col bassista Gianni Mocchetti, il tastierista Maurizio Valli e il batterista Gianfranco D'Adda con i quali gira il circuito delle sale da ballo, e infine entra a far parte del giro di Battiato collaborando agli arrangiamenti di Fetus. Lo stesso Battiato, lo ricambierà nel 1972 assistendolo sia al suo primo 45 giri “La Famiglia/Beato te”, sia al suo primo ed unico album “Area di Servizio” per la discografica Bla Bla, firmando ben sette canzoni su dodici e cantandone tre ("Giorno d'Estate", "Nebbia" e "Biscotti e the"). 

Tuttavia, malgrado il risultato finale fosse tecnicamente dignitoso, da alcune testimonianze partecipate tra le quali quella dello stesso Pirolli, pare che la Bla Bla non avesse la benchè minima intenzione di concentrasi troppo su quella produzione.L’album”, ricorda Genco, “ venne registrato in una settimana presso gli studi Sax di Milano (poi diventati “Il cortile”) con musicisti occasionali. Il disco venne fatto per consentire alla Bla Bla di raggiungere un obiettivo che al momento mi sfugge: servivano dodici brani nuovi ed era importante averli nel giro di poco tempo

.riccardo pirolliAlcune canzoni poi, vennero scritte direttamente in studio al momento della registrazione e anche gli arrangiamenti vennero fatti al volo al punto che suonai addirittura io alcune parti di batteria. Sempre per la fretta di concludere, alcuni pezzi li cantò Battiato”.In altre parole, non ci vuole molto a capire che l’esperienza su Lp di Riccardo Pirolli non doveva essere stata molto coinvolgente e ascoltando il disco si capisce anche il perchè.

A parte la sola “Nebbia” che potrebbe essere uno scarto di Fetus, tutto il resto delle canzoni ci riporta ad un clima da “linea verde (intesa come il periodo 1965-69) quando sia Rolli che Battiato giravano le balere di tutta Italia mischiando motivetti adolescenziali (“Alice” e la discutibile“Giorno d’estate”), cloni dei Beatles (“Biscotti e the”) e dell’Equipe 84 (“La mia città”) e gli immancabili slow quali “Accendo la mia radio” che nella deontologia delle sale da ballo dovevano sempre essere inseriti tra i brani più veloci.
genco puro & co. manifesto bla bla 

Fatta eccezione per l’iniziale “Frontiere” e la conclusiva “Burattini”, è anche sintomatico come nessun brano superi i 3 minuti, così come alcuni tipo “Alice” ne durino addirittura due.

Un album di canzoni spensierate dunque, che se all’inizio possono apparire anche gradevoli per spensieratezza e costruzione (“Frontiere”), dopo una decina di minuti rivelano impietosamente la loro modestia.

 La mano di Battiato si sente sia nel contesto generale che negli interventi strumentali e in questo senso il suo VCS3 è davvero inconfondibile. 

Salvare qualcosa di questo figlio dell'underground non è semplice.Osiamo propendere per “Come un fiume” dalla quale si leva un pathos perlomeno attendibile e sicuramente “Nebbia” dove però a questo punto, la figura di Pirolli scompare per far posto alla personalità del Battiato più creativo e maturo.

Concludendo insomma, “Area di servizio” è un disco che verrà ricordato molto di più per la presenza del "maestro di Jonia" che non per la figura di Genco Puro che, detto francamente, dovette subire un ruolo da comprimario per non dire di riempitivo.
Non a caso, ancora un paio di 45 giri senza riscontro e il nostro si sarebbe riciclato nel ruolo di collaboratore tecnico dal quale si prese molte più soddisfazioni professionali.

GRAZIE A TAZ PER IL MATERIALE FORNITOMI.

35 commenti :

Anonimo ha detto...

Anche la voce è molto simile a quella di Battiato...Infatti per qualche tempo ho creduto che fosse lui con uno pseudonimo...
(ofvalley)

Gianni Lucini ha detto...

beh il dubbio aveva un senso visto che la Bla Bla era di Battiato

Anonimo ha detto...

Facciamo due conti: immaginiamo che almeno 2 brani siano stati scritti al volo. Poi, 7 brani li ha scritti battiato e a questo punto sono 9.
Ne restano quindi tre su dodici che avrebbe composto e interpretato il solo Pirolli.
Veamente pochino, no?

orso ha detto...

lo so, non si fa ma c'è un link per...
buona domenica

JJ ha detto...

Ahimè, no. Io ho il CD originale...

piccic ha detto...

Non so perché, ma anche se la riscrittura è più consapevole, informata ed integrata, trovavo meno impietosa la versione precedente della tua recensione.

Magari non gli costò sangue e sudore scriverlo e inciderlo, ma a me questo disco piace.
E non lo sento affatto come "un disco di Battiato", forse nemmeno in nebbia.
Ma probabilmente mi salva dai giudizi impietosi la mia mancanza di giudizio tecnico… :-)

orso ha detto...

l'ho ordinato!
ciao

J.J. JOHN ha detto...

Piccic, nessun problema se ti piace: anzi meglio. Io stesso "Frontiere" la trovo davvero gradevole, per non dire "Nebbia" che è decisamente bella.

Nelle altre canzoni però, non trovarci nemmeno un minimo "trait d'union" con la produzione di Battiato dal 1965 al '69 mi sembra parlomeno strano.
Pensa che personalmente sono tuttora convinto che molti pezzi dati a Genco, fossero addirittura scarti di quel periodo.

piccic ha detto...

Ma le canzoni di quel periodo sono quasi tutte canzoni sentimentali, a parte "La Torre", mentre queste fatte con il Genco hanno un che di "infantil-psichedelico".
(Pensavo parlassi del Battiato di Fetus o delle Corde di Aries).

E, permettimi, un po' di "Biscotti e The" ci volevano, in anni così pesanti come quelli che si preannunciavano… :)

Sarai d'accordo nell'ammettere che anche una produzione "non originalissima" e un po' secondaria come questa, è comunque ad un livello qualitativo che oggi è impensabile nel "mainstream".

"Burattini" anyone? :P

JJ ha detto...

E' appunto per la loro ingenuità che penso siano stati scarti del Battiato metà anni '60 (quello che per intenderci girava le balere)e comunque ad alleggerire il panorama leggero c'era ben altro.

Trovo difficile anche un paragone con il mainstream di oggi, molto più sofisticato.
Insomma, "nebbia" a parte per me questo di Genco rimane proprio un brutto lavoro.

piccic ha detto...

Non riesco a capire cosa intendi dicendo «ad alleggerire il panorama leggero c'era ben altro»…

"Nebbia", come dici tu, sembra una canzone di Battiato non riuscita. Non è brutta, ma ce ne sono altre, proprio per la loro immediatezza, che mi piacciono molto di più.
L'atmosfera complessiva e i testi non sono affatto banali, tuttaltro. Sarà stato realizzato in fretta, come dici e per stessa ammissione di Pirolli (da dove è presa la citazione?), ma per me è un disco particolare e gradevole, che non ha certo la pretesa di confrontarsi con la complessità musicale del rock progressivo nascente, mi pare ovvio.

D'altra parte a te non piaceva neanche "Sacrificio", che invece a me piace e lo trovo anche molto più originale di Id, ma non ho la capacità per cercare di spiegartene i motivi… :-)

JJ ha detto...

Ma Piccic, che problema c'è?
Ripeto, anch'io trovo gradevoli alcuni brani del disco (Frontiere è davvero graziosa come costruzione), ma analiticamente lo reputo complessivamente debole.

Con "alleggerire il panorama leggero" (wow, che italiano!)intendo dire che c'erano già Villa, Berti, Morandi & co. Non so quanto ci fosse bisogno di altri dischi da balera, specie se pubblicati da un'etichetta d'avanguardia.

Il racconto di Pirolli è estratto dalle note della prima ristampa in Cd

zat ha detto...

A me sembra un "contentino" che la Bla Bla ha voluto fare a Genco per la collaborazione con Battiato tipo:....ascolta Genco ti diamo la sala di registrazione per "divertirti" un pochino ok?...guarda cha hai 3 giorni per fare tutto e i musicisti sono tutti di passaggio in quei giorni...Genco:va bene cerchero' fi fare prestissimo ma se Battiato ha qualche "canzoncina" che gli avanza....faccio anche prima....ciao JJ

Anonimo ha detto...

Salve, sono un anonimo non per critica verso la recensione ma per non perdere tempo ad iscrivermi a questo forum. Puro e semplice parere personale visto che all'epoca e per puro caso io c'ero: il disco in questione è uno dei migliori dischi di rock psichedelico usciti in Italia, è arrivato soltanto un po' tardi, forse troppo tardi; se fosse stato ideato al tempo di AD GLORIAM delle Orme avrebbe goduto ben altre attenzioni. Altra critica a chi ha stilato la recensione (costruttiva si intende): mancando di informazioni precise hai preso quanto più possibile dai ricordi del Rolli presenti nella ristampa in CD della Artis del '91; Riccardo non ricordava molto bene cosa accadeva all'epoca nel circuito in cui era entrato non per caso. Per quanto riguarda i brani, altri dischi molto più apprezzati della Cramps e della Bla Bla furono registrati in meno di una settimana, il tutto per motivi di risparmio e non per scarso interesse verso gli Artisti. In ultima, i brani cantati da Battiato sono solo 2; i seguenti: Nebbia (arrangiata dal Franco) e Pioggia (arrangiata da Rolli) - Il resto è stato arrangiato per lo più in studio da tutti i musicisti (turnisti) presenti.
Un caro saluto a tutti!
F.M.

PS: E.De Joy dicono in giro fosse Battiato, errato, Battiato firmò per Pirolli solo i brani contenuti nei due singoli BB1324/1328

J.J. JOHN ha detto...

Ciao FM,
di solito le schede le scrivo col materiale che ho a disposizione, riascoltando i dischi e comparandoli al loro periodo storico.

Purtroppo, le info non sempre abbondano, anzi, a volte è proprio il contrario. Per cui faccio quello che posso e sono ben lieto che i miei lettori, gli stessi protagonisti o i testimoni partecipati come te, intervengano per colmare le mie lacune.

Capita spesso, e questo non può che giovare a questo sito che, come sai, è uno dei punti di riferimento del Prog Italiano anni '70.

Periodicamente poi, riscrivo e correggo le schede più deboli a seconda degli aggiornamenti bibliografici o documentari: cosa che continuo a fare dal 1997 quando iniziai Classic Rock e quando di alcuni dischi non si conosceva neppure l'esistenza.

Ci sono ancora "Many rivers to cross" quindi, è grazie davvero per le vostre precisazioni.

JJ


Il giudizio artistico personale poi, è naturalmente opinabile e motivo di dibattito, ma questo disco, ahimè, non mi tiro indietro.
Non so se per pigrizia, per fretta o chissà per cosa, ma davvero l'output non fu proprio tra i migliori di quel periodo.

Anonimo ha detto...

Salve John, sono sempre l'anonimo di cui sopra; a dirla tutta ho messo il vostro forum tra i preferiti e quando avrò il giusto tempo mi iscriverò di sicuro. Ho sbirciato qua e la e vi assicuro ragazzi che avete fatto veramente un buon lavoro con questo forum. Io come ti scrivevo all'epoca c'ero e mi occupavo anche di musica nei circuiti minori s'intende; sono rimasto sorpreso (anche se il genere d'avanguardia rock italiano non è tra i miei preferiti) di quanto avete scritto!!!! Anche questo disco di Pirolli, che per carità può piacere e anche no... a te non è piaciuto ma l'hai citato e altra gente in questo modo può conoscerlo. Reputo a conti fatti questo forum un posto nel web molto ben curato, meglio di quell'altro sito sul prog-italico, quello azzurro, che personalmente evito volentieri. Ritornando al Pirolli, penso che un disco come questo possa interessare maggiormente a chi segue musica leggera, lo metterei vicino ai Capricorn College; io seguo dell'altro ma ti assicuro che all'epoca tra Collage delle Orme e sto' disco qua, chi si voleva distinguere comperava a scatola chiusa BLA BLA - fa pure rima ;-) Un caro saluto e complimenti !!!
F.M.

J.J. JOHN ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
J.J. JOHN ha detto...

Ciao F.M. e bentornato.
Spero tu spulci questo sito sino in fondo in quanto da testimone partecipato, non potrai che darci notizie ed opinioni interessanti sebbene (ahimè) il Pop Italiano non ti piaccia più di tanto.

Tre cose sole volevo aggiungere:

- Questo non è un "forum": è un sito, pur se mascherato da blog.

- Non bisogna "iscriversi" per lasciare un comment: basta scriverlo e possibilmente firmarsi così come hai fatto tu.

- Spero di non deluderti, ma l'autore, l'ideatore e il curatore di Classic Rock, sono solo io.
A volte pubblico recensioni selezionatissime di esterni - come ad es. quella di Fabio Capuzzo sui Cherry Five - ma il 99% del materiale - che piaccia o meno - è farina del mio sacco.

Continua quindi caro F.M. ad essere dei nostri che vogliamo ancora sentire mille delle tue opinioni.

Un caro saluto da
JJ John
------------------------

PS: Sull'accostamento Pirolli - Capricorn College hai tecnicamente ragione, ma temo davvero che se il M° Barigazzi ascoltasse i Genco Puro & Co, gli verrebbe un colpo.
E siccome è vivo e sta benone, risparmiamogli questa pericolosa esperienza.


PS2: Il "sito azzurro" che eviti volentieri è quello del mio buon amico nonchè maestro Augusto Croce, uno dei massimi esperti italiani di Prog.

Diversamente da Classic Rock è un sito a taglio enciclopedico per cui può anche non piacere, ma non per questo lo si può svilire.
La rigorosa messe di informazioni che contiene è frutto di anni di passione ed esperienza che Augusto ha messo gratuitamente a nostra disposizione.
Massimo rispetto dunque.

piccic ha detto...

Non per essere tedioso (ma per dare principalmente un salutino a John), però, col senno di poi credo che sia giusto considerare "Area di Servizio" per quello che è, ovvero un disco di pop-rock orecchiabile, diretto, semplice. Contaminato da influenze sonore interessanti e varie, e senza particolari pretese.

I testi sono comunque interessanti, e a parte "Nebbia" e "Burattini", la loro semplicità mi pare una qualità positiva, trasmette una serenità che è estranea all’impegno sociale che presto il rock progressivo avrebbe preso, ma proprio per questo mi pare riuscito.

Poi ti do' ragione, analizzato dal punto di vista del critico musicale è "strutturalmente debole", ma quello – come sai – lo considero solo uno aspetto della valutazione, che ha da essere molteplice.

Il tuo schema di approccio critico ritengo funzioni piuttosto egregiamente, ma rischia di mettere in sottordine alcuni prodotti (che mi sono reso conto, ci sono stati) estranei al discorso musicale dominante che sarebbe esploso, anche con tutte le sue implicazioni culturali e sociali, di lì a poco.

piccic ha detto...

P.S. Per l'Anonimo: se Battiato canta solo in "Pioggia" e "Nebbia" (atmosferico, eh!) il Genco mi sembra si dia da fare abbastanza per imitarlo in "Giorno d'Estate" e "Biscotti e The", o sbaglio? :-)

J.J. JOHN ha detto...

Ricambio il saluto Piccic e mi auguro che tu stia benone.

Non credo che le mie griglie analitiche mettano in sottordine dei prodotti come questo.

Il punto è che, come sai bene, il 1972 era un anno di forte transizione tra l'epoca freak e quella più consapevolmente politica del Pop Italiano.
Ecco: Genco Puro & co. stazionava ancora su quei vecchi codici destinati a diventare obsoleti nel giro di pochi mesi.
Al di là della piacevolezza, il suo era comunque un lavoro marcatamente underground.

Nello stesso anno "Ys" del Balletto di Bronzo, i primi due del Banco o Aria di Sorrenti avevano dimostrato che si potevano conncretare livelli ben superiori di composizione e comunicazione.

Quasta è stata la base della mia scheda critica al buon Pirolli.

---------------

A proposito F.M:
non è che per caso hai una copia di Genco da vendermi?

piccic ha detto...

Ciao John,
sto benone, grazie, anche se probabilmente non andrò in vacanza. Però sono in ferie… :-)

Io non credo che se una cosa ha un minimo di valore si possa definire come obsoleta (o destinata all’obsolescenza). Forse quella è la percezione nell’immediato di un momento storico, ma poi quel che c’è di valore, e che resta, salta sempre fuori dopo.

È evidente che non si può certo paragonare ai primi lavori di Alan Sorrenti, e – ne sono sicuro – nemmeno del Banco del Mutuo soccorso.

Io però da "profano" lo trovo abbastanza diverso rispetto a tante altre cose che ho sentito nel 1972 per considerarlo con una sua originalità, ma non riesco a inquadrarlo abbastanza radicalmente come fai tu in senso critico.

Dovendo scegliere ho comperato "Il grande gioco" degli Alberomotore anziché "Area di servizio", ma non lo trovo obsoleto solo perché non affronta direttamente un discorso politico. Se è per questo, nemmeno Lucio Dalla lo ha mai fatto in modo deliberato, persino nei fantastici album con Roberto Roversi, dove era quest’ultimo ad avere un interesse molto maggiore per la critica al capitalismo industriale del nord-italia che salta fuori tanto bene in tante canzoni.

J.J. JOHN ha detto...

Beh, per cominciare occorrerebbe stabilire se un lavoro come Genco di valore ne abbia. E quale.

Ma al di là di quello dobbiamo comunque tenere presente che il suo output era davvero molto semplificato rispetto ai contemporanei.
Originale in qualche sua parte, sicuramente più della "Famiglia degli Ortega" o di Paolo Ferrara, ma francamente davvero poverello.

Incomparabile con Alberomotore che tu giustamente hai scelto: un bel tentativo di solidificare la canzone italiana con temi rilevanti.
Se ti piacerà, io poi ti consiglio "Alla mia mam" e soprattutto "Arcimboldo" di Ricky Gianco, produttore dgli Alberomotore.
"Arcimboldo" in particolare è un capolavoro. E vedrai se non è vero.

Dalla.
Dalla rimosse molto la sua militanza politica che effettivamente ci fu.
Ma lui è stato sempre un genio anche quando cantava "L'anno che verrà".
Un lettore multidirezionale dell'animo umano, un musicista eccellente. Un pazzo, insomma, in grado di attraversare epoche che vanno dal beat agli anni 2.000.
Il mio pezzo preferito di Lucio?
"Il fiume e la città".

piccic ha detto...

Ciao John,
che il lavoro sia semplificato siamo d’accordo. Gli altri due che citi non li conosco, io il valore lo attribuisco in parte proprio a questa semplicità, che trovo del tutto particolare. Che poi sia "poverello" in senso musicale va bene, però trovo che lo stronchi troppo dicendo "Salvare qualcosa di questo prodotto raffazzonato rapidamente e con una freddezza assimilabile a una catena di montaggio non è semplice".

E poi il 45 giri "La Famiglia" è troppo forte… :-)

L‘album degli Alberomotore è molto bello. "Israele" da sola vale tutto il disco.
Arcimboldo ce l’ho da parecchio, ne avevam già parlato. :-)

Dalla, pur riconoscendo la sua genialità non mi era mai piaciuto molto; me lo ha fatto infine apprezzare, e veramente scoprire, Roversi, e proprio in alcuni dei suoi testi più "politici" come "Un’Auto Targata TO".
Come dici, l’interesse era senz’altro condiviso. Ho trovato uno spezzone dove presenta "Intervista con l’avvocato" che è molto più "pesante" in termini polemici della canzone stessa. Vorrei tanto trovare una registrazione completa dello spettacolo "Automobili".

Il mio pezzo preferito di Lucio è "Ulisse coperto di Sale".

piccic ha detto...

P.S. Ti è arrivato il mio "regalino" da iTunes? :-)

J.J. JOHN ha detto...

Si Piccic grazie, ma non l'ho ascoltato.
Mi hanno detto che per farlo dovevo possedere /installare / scaricare I Tunes e io sono un po' fobico a queste cose.
Scusa se non ti ho avvisato.

Anonimo ha detto...

ciao jj sono Pino.. volevo farti notare che all'inizio hai detto che non dobbiamo confonderci con Robert Genco ( che è un' altra cosa) e poi verso la fine della recensione hai detto"la figura di robert genco scompare per fare posto...." Insomma robert genco e pirolli sono lo stesso GEnco??? o no???? ciao... Pino

J.J. JOHN ha detto...

No: Robert Genco è una cosa e Riccardo "Genco Puro" Pirolli un altra.
Ho corretto il passaggio a scanso di equivoci
Grazie Pino della segnalazione
JJ

Anonimo ha detto...

Robert Genco se non ricordo male é originario di Reggio Calabria

Anonimo ha detto...

....Ragazzi mi hanno dato una settimana per un lavoro da fare in un mese...un p'ò di pietà..please!!!
Le canzoni erano di ripiego...Battiato quelle aveva a parte alcune composte in loco con Rossella che scriveva testi al volo!!Per dirla tutta Franco mi aveva scippato da poco il gruppo tanto è vero che mi sono dovuto suonare anche le batterie di tutti i pezzi e trovare un bassista e un pianista di ...ripiego!!Non girate troppo il coltello nella piaga..grazie!!Sono solo...canzonette di poco conto!!
Con affetto Riccardo Rolli

jimmy ha detto...

Ciao a tutti,
sono nuovo e vedo che il post non ha ricevuto commenti per un bel po', però volevo chiedere se qualcuno sa qualcosa sul 45 giri promozionale Sahara/Annamaria a nome Genco Puro, ma cantato da Battiato(?). Non trovo un audio di nessuno dei brani del 45 giri

Unknown ha detto...

Buongiorno a coloro che scrivono senza sapere certe cose che devono senz'altro osservarsi, se non si cercano cantonate e se non si vuol mettere in piedi qualche assurdità. Io mi chiamo Massimo e sono il tastierista che, in quel CD, che possiedo in quanto mi venne regalato inaspettatamente da un mio caro amico, suonò tutte le parti al pianoforte, moog, etc.con Riccardo PIROLLI col nome GENCO PURO & Co. Vi era anche un valentissimo bassista, notevole per quei tempi!
Allora avevo appena 18 anni. Io proseguii i miei studi diplomandomi in Pianoforte, ed inoltre proseguii facendo, della musica che ho sempre coltivato ed amato - la musica europea, ovvero quella rinascimentale e barocca, essendone anche compositore - un qualcosa di difficilmente descrivibile. Ora ho 66 anni, e capisco che sia più facile deplorare sia l'esecuzione strumentale, sia quella vocale. Ho dei segreti che non confesserò mai su Franco Battiato, al quale feci un arrangiamento definito meraviglioso dal suo produttore del tempo, ma dopo il quale mi disse : "È stupendo,ma non è Battiato!".
Ho suonato anche quando lui stava su uno dei due palchi ove due gruppi rock erano contrapposti. Ma quello che non riferirò mai, essendo un" VERO COMPOSITORE" e non di certo un autore di SUONARCHERIA (mio neologismo che traduce: autori dei SUONi dell'ARca della porCHERIA) rimarrà come l'opportunità di non entrare in Scandali, tanto cari ai moderni musicisti, i quali nulla sanno e in nulla possono davvero riferire qualcosa di sensato. Già la MUSICA, per così dire pietosamente, oggi e da oltre 250 anni, non fu più tale, ma divenne un lieto pasto per ignoranti e conviviali piagnoni. Persino le opere contano numerosi "serii lacrimevoli uomini di enorme cultura, ma così poveri di capacità umane, come si potrà senz'altro osservare. Io ho suonato in vari concerti, anche con cori e orchestre. Ma le ragioni di ciò sono troppe per poterle riassumere qui. Pertanto, qualsiasi cosa venisse osservata distruttivamente o costruttivamente in maniera socratica su tale "povero lavoro rockettaro", desueto e legato solo al tempo di allora (è vero che il disco venne inciso in pochissime ore) ha solo il tempo e l'attenzione che trovano in chi nulla sa cosa sia davvero la Musica. Cordiali saluti.

J.J. JOHN ha detto...

Scusi Massimo, posso osare chiedere il suo cognome? E magari qualche aneddoto sulle registrazioni dell'album ? Sarebbe una testimonianza partecipata molto gradita. Grazie.

Unknown ha detto...

Buongiorno. Sono Massimo Loreggian. Sono proprio io il pianista ed esecutore di tutte le parti strumentali, tranne il basso (il cui strumentista era, allora, un ragazzo validissimo) e la batteria. Nessuno di noi era un turnista di sala, ma piuttosto eravamo appartenenti al gruppo GENCO PURO & Co. Andavamo per balere con Riccardo. Dapprima, già intorno ai miei 15/16 anni, cominciai a suonare nel gruppo chiamato "Le Anime", del quale mio fratello, deceduto nel gennaio 2019,era il capostipite.
Io studiavo Pianoforte, benché, nel frattempo, mi dedicassi anche al "DEGENERATO" rock - pop anglo/americano di moda.
Mi diplomai nel 1974,a 20 anni, ma a causa della giovane età non ero pronto a definire bene il perché suonassi tali cose. Mi coinvolse mio fratello ed in séguito altri ancora. Conobbi Battiato durante le esecuzioni nelle balere, ed indirettamente Genco puro. Da quel momento suonai con lui ed incisi in pochi giorni il disco in questione. Avevo appena compiuto 18 anni, e mi ritrovai "in una selva oscura" che percorsi ancora per alcuni anni. Fu intorno a quell'età che potei cominciare a "vedere" certe realtà che pure io stesso praticavo ma di cui compresi sùbito cosa celassero.
A chi non comprenda e non percepisca i retroscena delle cose che si fanno al mondo, ciò è una fantasia alla quale non DOVER CREDERE a causa dei manchevoli mezzi percettivi. Ma in chi li possedesse, ciò apparirebbe come la vera realtà delle cose di cui accenno qui.
Circa l'esecuzione di quel CD, che mi venne regalato tempo addietro da un mio amico senza che ne sapessi nulla, si può dire ciò che si vuole. Il problema non sta fuori, ma altrove. Discutere su stile, esecuzione, idee musicali, voce di uno o dell'altro, è davvero una gran pochezza. A quel tempo io avevi 18 anni (sono del gennaio 1954) e la giovinezza di allora era molto più spensierata e meno drammatica rispetto ad oggi. La questione relativa alla scandalosità, è qualcosa di cui non parlerò mai per evitare coinvolgimenti che non voglio portare in luce. Il mondo, del resto, si costruisce proprio grazie a scandali non visti da chi li pratichi, e da coloro che in séguito, dopo averli notati, ne vogliono uscire per non appartenervi in nessun modo, anche se la giovinezza mette sempre allo sbaraglio chiunque.
Pertanto ho ben poco da dire, se non, che io mi dedicai a quelle cose con interiore purezza, ed oggi, a 66 anni di età, guardo teneramente e con una certa compassione. Ma se suonassi oggi è cantassi tutto ciò che esiste e viene "composto", di sicuro mi nasconderei negli abissi piuttosto che partecipare a tale scandalo. Un cordiale saluto da Massimo Loreggian.

rael ha detto...

Grazie Massimo Loreggian per queste trenta righe di "fuffa". A parte ripetere che eri giovane, eri furbissimo, eri bravo, ti sei diplomato e ti vergogni (stringi stringi) di aver partecipato a questo disco, cos'altro ci hai detto? Nulla. PS Battiato da qualsiasi parte la rigiri, è uno dei massimi compositori e menti del nostro secolo, che piaccia o meno verrà citato e studiato pure tra cent'anni.