Rocky's Filj: Storie di uomini e non (1973)

Rocky's Filj Storie di uomini e nonQuartetto a maggioranza parmense ma capitanato dal cantante-fiatista vicentino Roberto "Rocky" Rossi, i Rocky's Filj esordiscono nel 1971 con il singolo "Ingrid" per la micro-etichetta "Cobra".
Il 45 giri non ottiene alcun riscontro ma fortunatamente le cose migliorano l'anno successivo.
Nel 1972 infatti la band non solo si fa degnamente notare al Festival Pop di Villa Pamphili, ma si distingue come opening act in una delle prime tournèe Banco del Mutuo Soccorso, ottenendo così un immediato contratto con la discografica Ricordi.
Dopo un ulteriore anno di lavoro, nasce l'album "Storie di uomini e non" prodotto da Sandro Colombini ed oggi croce e delizia di tutti i collezionisti di Prog Italiano.
Il disco, non c'è che dire, si presenta molto bene con tanto di copertina apribile firmata Cesare Monti e con al suo interno una lisergica foto del gruppo ed la busta interna con i testi.
Pur nella sua stringatezza (35 minuti circa), da "Storie di uomini e non" affiora uno spirito decisamente trasgressivo e per nulla comune ai i gruppi dell'epoca.
Rocky's Filj: Storie di uomini e non 02Per cominciare, quasi tutto il groove dell'album si appoggia sull'uso dei fiati (suonati dallo stesso Rossi -sassofono, flauto e clarinetto - e dal suo collega da Luigi Ventura - trombone) che imprimono all'intero lavoro un sound inedito e molto particolare a mezza via tra il jazz rock e l'avanguardia classica.
In questo senso, sin già dal primo brano ("L'ultima spiaggia") emerge un panorama caustico e molto sofferto con la voce di Rossi che, di norma pulita e centrata, eleva occasionalmente la sua timbrica sino a sconfinare in un canto addirittura urlato.
Colpiscono inoltre, sia la stridente alternanza nell'uso dei fiati, sospesi tra musica classica e free jazz con grande dispiego di armonizzazioni, sia i numerosi sconfinamenti del gruppo in territori prog rock o addirittura melodici ("Il soldato").
Malgrado l'ampio numero di referenti musicali tuttavia, la straordinaria abilità strumentale del gruppo riesce ad omogeneizzare perfettamente queste antinomie, trasformando le contrarietà stilistiche in un solo kernel potente e provocatorio e ottenendo quale risultato un'opera originalissima, sebbene di difficile assimilazione.

Dopo un attento ascolto, credo forse che lo splendido brano "Io Robot" renda conflittualmente al meglio la follia e la complessità di questo particolarissimo gruppo.
Ascoltiamolo.
Rocky's Filj: Storie di uomini e non 03Dopo un micro-attacco orchestrale e un breve innesto melodico, scatta di colpo un break rock dalle sonorità conturbanti che spiana il terreno ad una sorta di improvvisazione free basata principalmente sul sax, sul flauto e su di una autorevole linea di basso che detta legge sino al finale.
Da notare che anche se nella prima parte del brano sembrerebbe prevalere un'anarchia timbrica, il pezzo si ricompone poi magicamente per sfociare in un'apertura di grande poesia musicale che ci accompagna sino alla sua chiusura.

Sinceramente, non credo di aver mai sentito qualcosa di così folle in tutti i primi anni settanta.

Non commenterò dunque il resto dell'album essendo tutto strutturato sulla medesima falsariga e, nella ferma convinzione, che questo disco vada assolutamente introiettato soggettivamente: ciò sia per il gusto della conoscenza personale, sia per poter dire di aver ascoltato uno dei dischi più "osée" dell'avanguardia italiana.

Rocky's Filj: Storie di uomini e non 04Bene inteso: i difetti non sono pochi, a partire dagli sbalzi d'umore del cantante sino ad una certa ripetitività, ma nulla osta a catalogare i "Rocky's Filj" tra i gruppi più originali del 1973.
Purtroppo, appena pubblicato il disco, uno dei quattro componenti venne arrestato e il gruppo dovette fermarsi per ben 6 anni. Si scolse definitivamente nel 1979 dopo lo scarso successo del loro ultimo singolo "Astrocar".
Le singole professionalità furono comunque premiate da un lungo prosieguo delle loro rispettive carriere. Il solo Rocky Rossi scompare nel 1985 in un incidente d'auto.

22 commenti :

URSUS ha detto...

Un gruppo veramente interessante,avevo anche il loro singolo d'esordio che pur essendo un po' acerbo era velato da una atmosfera pop psichedelica molto particolare.
L'album è tra le cose migliori del panorama nostrano.

Anonimo ha detto...

Uno del gruppo venne arrestato per cosa?
(ofvalley)

Anonimo ha detto...

Uno dei gruppi prog italiani che ho ascoltato di recente.

JJ JOHN ha detto...

OFvalley mi spiace non lo so e nessuno lo ha mai specificato. Se però la band è rimasta ferma cinque-sei anni per quel motivo poteva essere, truffa, bancarotta, lesioni gravi, frode, spaccio... beh, fai tu.

taz ha detto...

..se lo sapesse il buon Rocky Rossi che non è poi cambiato molto nella nostra giustizia....L'ultima spiaggia è un pezzo fortissimo e loro sanno suonare per "davvero"!!!..Roberto Zola(cantante degli Odissea) disse:..Rossi è un'animale da palcoscenico da osservare bene, ha delle pose drammatiche teatrali...un factotum dell'arte in tutti i sensi, un eccellente musicista jazz dal talento starordinario....quando te lo dice un collega ti fà piacere!...L'art-work del disco è(grande!) di Guido Harari e la facia del "barbone" che passa di lì e viene immortalato è per caso....ho letto anche che con loro ad un certo punto suonarono anche due musicisti degli sciolti Acqua Fragile(Canavera e Dondi)....doveva uscire un'altro LP dal nome Brivido Rock, più Rock che Jazz, ma non se ne fece nulla...(info Musikbox)ciao

Anonimo ha detto...

Quindi scusa Taz: fu il Rocky ad andare in galera? JJ

taz ha detto...

No...non credo, io mi riferivo che se guardi l'attuale situazione "giudiziaria" non è poi cambiato molto.ciao

Gianni Lucini ha detto...

Non voglio dire cazzate ma credo che poco prima della pubblicazione di "Astrocar" fossero diventati la band di Bobby Solo...

Anonimo ha detto...

Non soltanto di Bobby Solo. Hanno accompagnato Bobby Solo, Franco Califano, Lino Banfi, Franco Franchi, Alberto Lupo, Liana Orfei, Rosanna Fratello e un sacco di altri.

Anonimo ha detto...

rocky venne arrestato per guida senza patente...

Anonimo ha detto...

grandi, li ho visti dal vivo con il Banco ed ovviamente sono fortunato ad avere lp.

GIODY54 ha detto...

uno di quei dischi che vanno ascoltati piu' volte ma che poi rimangono nella testa.Buona la rist.Cd cartonata della BGM

Raoul ha detto...

I Rocky's Filj, furono senz'altro una magnifica realtà del movimento progressivo italiano, degli anni "70.
Li portai io alla Shirak, sperando uin un loro rilancio discografico, che non avvenne.
Ottimi musicisti, che ancora oggi potrebbero essere d'esempio alle nuove bands emergenti, spaziando dal jazz/rock al progressive. Li presentai io a Bobby Solo e ricordo ancora i concerti live del connubio.
RAOUL MENCHERINI

Topolàin ha detto...

Or ora ho visto su Rai3 una replica del '2° Festival della Musica d'avanguardia', del 1972, presentato da Renzo Arbore (!), e tra tutte le bands (compresi il Banco, gli Argent, l'ELO, il David Spencer Group) mi hanno colpito particolarmente i Rocky's Filj. Forse perché non li conoscevo. Bravissimi.

Anonimo ha detto...

Ma oh? Topolain sei già il secondo che vede 'ste meraviglie nell'arco di una settimana!
Sarà che io e la televisione siamo due cose distinte, ma non è che qualcuno potrebbe avvisare prima quando ci sono simili programmazioni in palinsesto?
Io me le sto perdendo tutte, accidenti!
JJ

aliante ha detto...

John,
oggi grande pomeriggio Prog su Rai 3!

2° festival d'avanguardia 1972!

C'erano il Banco,Rocky's Filj,Nuova idea,Jumbo,Argent etc...

enrico ha detto...

Partendo dalla home page Rai si arriva a Rai replay e si dovrebbe riuscire a vedere un programma andato in onda nell'ultima settimana; essendo la seconda programmazione in una settimana (la prima su rai storia) può darsi che lo ritrasmettano ancora: ho provato ad avventurarmi nel sito rai, molto ricco ma sembra fatto apposta per non far trovare niente e per ora non son riuscito a trovare i palinsesti dei prossimi giorni (che comunque non vengono sempre rispettati), uffa, comunque sul tubo qualcosa c'è.
ciao

aliante ha detto...

Grazie Enrico del suggerimento.

Anonimo ha detto...

qui se interessa http://youtu.be/fz3f2eqaiUU

Anonimo ha detto...

Ciao, siccome sto lavorando a una cosa sul prog, mi leggo vecchie schede e relativi commenti. Oggi ho trovato questa dei Rocky's Filj e volevo precisare alcune cose.
Nel 1973 venne arrestato il chitarrista Roby Grablowitz per un incidente avvenuto nel 1971. Non aveva la patente ma solamente il foglio rosa ma sinceramente non so quali danni provocò. La detenzione fu di due mesi, proprio a cavallo della lavorazione dell'album. Infatti parte dei testi si riferiscono a storie di uomini comuni e anche la copertina (che ritrae il tribunale di Milano) si riferisce all'episodio.

Ciao
Michele Neri

claudio65 ha detto...

Con l'Estate e le vacanze, c'è sempre l'occasione ed il tempo di ascoltare un po' di buona musica. Ed io ho ascoltato l'album di questa band dal nome difficile. Ebbene, l'ho trovato un grande disco di autentico progressive rock. Davvero degni di nota gli interventi dei fiati in passaggi di jazz-rock davvero tosti. Bella la voce ed ottima la chitarra di Grablowitz (ma da dove veniva con questo cognome? E' forse di origine tedesca?). Certo che nell'Italia di Gianni Nazzaro, Loretta Goggi ed Albano questo disco dovette apparire a dir poco scioccante. L'ascolto non è facile, ma chi ha la pazienza di ascoltarlo non può che apprezzare l'originalità della proposta e l'estrema bravura dei musicisti. Peccato non si siano ripetuti, ma forse l'unico loro torto è di essere nati nel paese dei campanelli, delle serenate al chiaro di Luna e del ciarpame lirico-piagnucoloso che ancora nel 2015 ci affligge.
PS: ma che fine hanno fatto questi abilissimi musicisti? Hanno cambiato mestiere? Qualche esperto ne sa qualcosa?

Marco Verpelli ha detto...

Wikipedia ha un breve articolo riguardo questo gruppo. Ci sono anche le note biografiche dei componenti.

E' uno dei miei album preferiti insieme a EA Poe, Teoremi, New Troll, Orme.