Festa Mobile: Diario di viaggio della festa mobile (1973)

festa mobile_1"Non disprezzate la musica popolare. Siccome essa si suona e si canta molto più appassionatamente della buona, a poco a poco essa si è riempita del sogno e delle lacrime degli uomini. Per questo vi sia rispettabile. Il suo posto è immenso nella storia sentimentale della società. Il ritornello che un orecchio fine ed educato rifiuterebbe di ascoltare, ha ricevuto il tesoro di migliaia di anime, conserva il segreto di migliaia di vite di cui fu ispirazione, la consolazione sempre pronta, la grazia e l'idea". (Marcel Proust)

Queste parole di Marcel Proust si potevano trovare stampate su un piccolo biglietto nelle prime copie dell'album "Diario di viaggio della Festa Mobile", pubblicato dalla RCA nel 1973 ad opera di un oscuro quintetto chiamato proprio "Festa Mobile".

Di questa band si sa poco o nulla al punto che alcuni critici come Paolo Barotto arrivarono a ritenerli originari di Roma, mentre almeno 3/5 dei musicisti erano di Bari.
La totale assenza di note nel disco poi, non aiuta molto a sbrogliare la matassa. Di sicuro possiamo dire che la band si affermò al 2° Festival di Avanguardia di Napoli e da lì, ottenne un contratto per la prestigiosa multinazionale RCA che produsse il loro unico album.
Altra cosa certa, è che del gruppo facevano parte sia i fratelli Boccuzzi che il bassista Tonio Napolitano, ossia il terzetto che tre anni dopo avrebbe formato il Baricentro.
Purtroppo, degli altri due strumentisti (tra cui il batterista) che parteciparono al disco non vi è alcuna notizia.

Un vero peccato perché al di là di alcune ingenuità, "Diario di viaggio" è un album strumentalmente solido in cui l'apporto di ogni singolo musicista si rivela fondamentale per l'insieme.

festa mobile_2Strutturato come "concept album" il lavoro narra in circa 32 minuti le vicissitudini del non meglio identificato pianeta di Hon che passa da un momento di festa collettiva ad una sanguinosa guerra.
La scena finale è una visione apocalittica che vuole essere allo stesso tempo una denuncia contro i conflitti e un'esortazione alla pace. Purtroppo, l'esposizione poetica non sempre si rivelò all'altezza del tema per una certa coazione al pietismo ed inoltre, molti critici ritennero la voce narrante addirittura "fastidiosa".
All'ascolto in realtà, l'album non è affatto trascurabile e certi momenti sono realmente molto alti rispetto alla media dei gruppi contemporanei.

Il groove generale è un robusto Jazz-Rock melodico con qualche fugace spennellatura di Prog in cui emergono con autorità sia le doppie tastiere dei fratelli Boccuzzi, sia le chitarre che presumiamo fossero suonate sia da Giovanni Boccuzzi, sia dal suo anonimo comprimario.
Il primo brano "La corte di Hon" fornisce un ottimo biglietto da visita sulle capacità tecniche del gruppo a partire dalla selvaggia intro di pianoforte di Francesco Boccuzzi a cui si accoda prima una ritmica davvero possente, seguita da una parte vocale che per quanto opinabile possa essere, sarà da ora in poi la guida di tutto il racconto.

Il sound è frizzante e ben calibrato e, malgrado non sia tra i più rappresentativi del Pop Sinfonico, non perde mai la sua dignità anche grazie alle numerose armonizzazioni Jazz che i fratelli Boccuzzi infondono all'intero lavoro.
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"Aristea" è forse il brano più azzeccato dell'album laddove l'ottimo avvio Prog si scioglie in un intenso canto melodico. In questo contesto encomiabile è la bravura del bassista Napolitano che colora con le sue scale tutto l'ambiente sonoro.

Come molti altri gruppi-meterora però, anche la "Festa Mobile" ebbe poca promozione e ancor meno riscontro commerciale provocandone lo scioglimento quasi immediato.
Fortunatamente, qualcuno si accorse della loro perizia tecnica e diede loro l'opportunità di lavorare ancora nel musical "Jacopone" con Gianni Morandi e Paola Pitagora.
Finita definitivamente l'avventura dell "Festa Mobile", i soli fratelli Boccuzzi e il bassista Napolitano si sarebbero ritrovati tre anni dopo nel gruppo del Baricentro dove, una volta eliminata la voce, i tre musicisti diedero con l'album "Sconcerto" la prova definitiva di essere maturati e che in Italia, la Fusion era possibile a livelli più che dignitosi.

30 commenti :

Giampaolo ha detto...

Un disco mediocre. E' tutto arrangiamento e poca composizione....il Baricentro l'ho ascoltato poco ma mi è sembrato di un altro pianeta.
Ciao!

Anonimo ha detto...

Anche secondo me il Baricentro era migliore. Questo è uno dei tanti dischi che devo sempre riascoltare per ricordarmi i contenuti.
C'è un tipo che ha aperto un dibattito in coda ai commenti a close to the edge, mi aspetto il tuo intervento caro fratello ( non era un pezzo della triade?) boh

Andy

taz ha detto...

Mamma mia da quanti anni che non l' ascolto più ma...il ritornello nel brano "La corte di hon" mi é ben stampato in testa...io l'ho trovo un disco un pochino freddo, ma i suoni sono precisi e scanditi bene(scusate ma non sono un tecnico) sono bravi e in "sconcerto" lo dimostrano.Ciao

J.J. JOHN ha detto...

Ma, se vi è piaciuto così tanto il mio amato "Baricentro", perchè quando l'ho recensito il non ha commentato nessuno?

Anonimo ha detto...

Boh, io non me lo ricordo perchè, beata gioventù perduta.

Andy

taz ha detto...

...io sono arrivato dopo...sorry
JJ non ho ancora il fax....ciao

Giampaolo ha detto...

Io non l'ho commentato perchè l'ho sentito poche volte....ciao!

Anonimo ha detto...

Mi sono accorto adesso ke mancano recensioni di claudio rocchi. Come mai? Non era un personaggio valido secondo te JJ?

JJ JOHN ha detto...

Validissimo. Prima o poi arriva anche lui. Ormai sei almeno il dodicesimo che me lo fa notare.
Mi raccomando, firmati in qualche modo, eh?. Altrimenti diventa un casino relazionarsi a più anononimi. Grazie

Anonimo ha detto...

"Cento giorni dura la festa di Hooooon. Cento feste al giorno soltanto per luuuui".
Cazzo anche a me questa roba mi è rimasta in zucca. Non so nemmeno io perchè. METRO MRX

Anonimo ha detto...

X JJ:

claudio rocchi almeno con volo magico n°1 merita una recensione.
Son contento ke prima o poi la farai xkè mi interessano molto le tue recensioni e mi farebbe piacere sapere la tua su un altro valido artista.

Grazie e Buona Giornata
Alex '77

Anonimo ha detto...

baresi di sicuro, negli anni '90 Giovanni Boccuzzi stava a Monopoli, provincia di Bari...lo so perchè mise in vendita uno stupendo basso Rickenbacker Stereo 4001 che io non mi potevo permettere:-)

Luciano

Anonimo ha detto...

Bè direi che bisogna essere molto acuti per capire quello che esprimevano nei loro brani,molto poetici,e per di piu' intenditori,
è aggiungerei ,un genere unico,peccato si siano sciolti,io ero lì, a quei tempi,è non me li sono persi per niente.

trov.

JJ JOHN ha detto...

Io sono un megafan di "Sconcerto" che amo oltre i limiti dell'umano.

Piuttosto, hai qualcosa in più da raccontarci tu che hai visto la Festa Mobile? Delle tue impressioni.
Che aria si annuasava all'epoca?

Doc57 ha detto...

Io mi ricordo di aver assistito alle sessions di prova di "Sconcerto", visto che all'epoca frequentavo il gruppo (principalmente ero amico di Franco Boccuzzi). Mamma che dolor di chiappe seduto per terra ad ascoltarli suonare in religioso silenzio...

JJ JOHN ha detto...

Cosa non si fa per l'arte, caro Doc57.Non hai nemmeno idea di quanto t'invidio.
Per le prove del Baricentro, non per il culo, s'intende.
Hai qualche foto d'epoca dei ragazzi?

Doc57 ha detto...

Mi dispiace JJ JOHN. All'epoca avevo una macchinetta compatta, è vero, ma non la usavo più da tempo, e sinceramente non pensavo a immortalare bei momenti per sempre (tieni presente che ero un ragazzino...). Se ti è di consolazione conoscere qualche aneddoto, ti racconterò come nelle prove, alla presenza del produttore e dell'agente, Franco fosse costretto a suonare con circa 10 tasti del piano elettronico che si erano guastati e non suonavano. Inoltre ho assistito al disimballo del nuovo moog e alla ricerca delle sonorità che poi vennero usate per Sconcerto (questo era Vanni)... Ciao!

J.J. JOHN ha detto...

Tutto ciò che mi si racconta riguardo al Baricentro, per me è una manna.

Anonimo ha detto...

A me questo lavoro piace molto. Certo la maturità dei due lavori pubblicati come "Baricentro" (Sconcerto soprattutto)è un'altra cosa ma credo che questo possa ritagliarsi uno spazio se non altro dignitoso nella scena musicale degli anni '70 in Italia. Ho il piacere di conoscere personalmente il bassista Antonio Napoletano (e non Napolitano, come erroneamente venne riportato spesso, nei credit di Trusciant lo si può evincere) e vi assicuro che è stato davvero un talento e un "faro" per i bassisti in erba della mia generazione non solo nella mia città. Ciao a tutti.

Francesco

JJ JOHN ha detto...

Caro Francesco, salutami Tonio da parte mia. Scusa se anch'io messo qualche volta la "i" dove non dovevo e per festeggiare questo tuo comment, metto immediatamente sul piatto "Sconcerto" che adoro, ritengo a memoria e possiedo in tutte le versioni possibili (vinile, cassetta, cassetta tarocca, copia personale sempre su cassetta e mp3 - mi mancano solo lo Stereo Sette e il Picture disc, semmai esistessero).
Sai com'è... sono un tipo prudente.
Abbraccio. JJ.

massimo ha detto...

Ciao John.
Mi dispiace che la Festa Mobile sia sempre rilegata nella zona retrocessione del nostro prog; non è poi cosí brutto questo benedetto "Diario di viaggi", credo..
non lo ascolto da tempo ma ne serbo un grato ricordo (auditivo)
a presto e... il lavoro che hai svolto e svolgi sul prog nostrano non ha prezzo, complimenti di cuore.

Filippo ha detto...

Non mi convince molto la voce ne "la corte di Hon"... Comunque lo devo riascoltare. Quest'album è stato ristampato recentemente come mini-LP che a me piacciono un sacco...

LINO ha detto...

Sono stati un grande gruppo, solo sfortunati, il disco è bellissimo

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti... Io c'ero, ci sono stato durante e ci sono ancora per raccontarvi che i fratelli Boccuzzi (Vanni e Franco) non hanno mai abbandonato la musica. Il primo vive a Monopoli (Ba), il secondo (Franco), a Miami. Tonio Napoletano (il bassista) insegna a Monopoli e suonicchia ogni tanto, il batterista (Piero Mangini) ha un'attività commerciale e forse è l'unico ad aver appeso le bacchette al chiodo. A 40 anni di distanza il 'Baricentro' continua ad essere uno dei miei gruppi preferiti ed il genere quello al quale sono più affezionato. Ps: uno dei chitarristi di 'Festa Mobile' è Alessio Alba, anche lui monopolitano.

J.J. JOHN ha detto...

Grazie anonimo. Con Piero ci siamo scritti e lui mi ha mandato del materiale del Baricentro che aveva.
Una persona davvero splendida
e "Sconcerto" - l'ho gia detto mille volte ma non sarà mai abbastanza - è un disco che adoro oltre ogni decenza.
Grazie per le info.

Anonimo ha detto...

riguardo al gruppo festa mobile è stato detto poco e inesatto,la vera storia del gruppo festa mobile:nasce a roma da :alessio alba alla chitarra, franco boccuzzi alle tastiere, vanni boccuzzi al basso, maurizio cobianchi alla batteria, renato baldassarri voce. decifrare la foto di copertina del disco per credere. ciao roberto

ugo ha detto...

per me resta un buon disco non certo un capolavoro ma un disco da avre se si vuole completare il discorso sul prog italiano!ciò che mi piace è il suono delle tastiere che domina il groove di tutto il disco e pure il basso.del resto se john lo ha recensito vorrà dire che resta un disco di punta del prog nostrano sebbene non sia fondamentale!

aliante ha detto...

Condivido Ugo, secondo me le parti pianistiche sono al livello del Banco e della Locanda delle fate.

UGO ha detto...

ciao ALIANTE vedo che con te siamo sempre o quasi all'unisono.sarebbe bello poterci conoscere per fare 4 chiacchiere sul prog dal vivo.un saluto affettuoso ugo!poi non preoccuparti che se in futuro ci son ancora delle schede mancanti basta dirmelo che ci parlo io con JOHN che poi ce le crea!JOHN teniamocelo stretto è il ns.faro la ns.guida imprescindibile sul PROG sebbene a volte mi trovo in disaccordo su qualche scheda ma questo è il bello di questo sito non solo e non tanto una semoplice elencazione di schede ma un terreno di confronto e di critica sui dischi belli che tanto amiamo!mi chiedo solo questo: se il prog italiano si esaurisce a fine 70 e il neo prog si ripresenta nei primi 90 negli anni 80 di PROG non è stato prodotto nulla? a JOHN l'ardua risposta UGO

J.J. JOHN ha detto...

Negli anni Ottanta ci fu ben più di una produzione Prog ma, parafrasando Guccini, "questa è un'altra canzon..."