Rustichelli e Bordini: Opera prima (1973)

rustichelli e bordini opera prima 01UN CURIOSO DUO PROG TASTIERE-BATTERIA

Il Cammello Buck esordisce nel maggio del 1972 al Festival Pop di Villa Pamphili,  e pochi mesi dopo ottiene un contratto discografico con la Delta, una sussidiaria della RCA che aveva già in forze i Flea on the Honey e l'ex Metamorfosi Davide Spitaleri.
Purtroppo però, non riuscendo a produrre nulla di concreto, viene consigliato loro di cambiare decisamente registro.


Dal gruppo si staccano allora il tastierista Paolo Rustichelli (figlio del più famoso Carlo, autore di colonne sonore) e il percussionista Carlo Bordini, che reputandosi autosufficienti, formano un curioso duo tastiere-batteria, ottenendo nei primi mesi del 73 un contratto con la casa-madre che li porterà ad incidere incidere uno tra i più interessanti album di prog Italiano: Opera Prima

E infatti, di questo lavoro sorprende soprattutto il sound. D'accordo che la RCA aveva dei mezzi potentissimi, ma ciò che sbalordisce al primo ascolto è che, pur essendo il disco realizzato con due soli strumenti (tastiere e batteria), sembra di trovarsi al cospetto di un'intera orchestra.

rustichelli e bordini opera prima 02Rustichelli maneggia almeno una decina di tastiere sia acustiche che elettroniche restituendo una gamma dinamica straordinariamente corposa e compiuta, la dove persino le frequenze basse vengono riprodotte in maniera corretta con fraseggi adeguati e aderenti al proprio ruolo armonico.
Il possente drumming di Bordini fa il resto ritmando e ricamando le armonizzazioni con classe e potenza, e completando lo spettro armonico con un incessante batterismo.

Tutto questo ben di Dio è magistralmente sintetizzato nel brano di apertura "Natività" in cui emergono senza sosta le qualità di questa produzione: un'orgia di tastiere sospesa tra aperture romantiche e ripartenze mozzafiato di stampo hard-prog.

rustichelli e bordini opera prima 03Il resto del disco però, cede il passo a un po' troppi arzigogoli sonori senza più toccare i vertici della traccia iniziale, complici soprattutto i discutibili interventi di una voce urlata e monocorde, che sembra quasi voler "spezzare" più che "arricchire" i raffinati arrangiamenti strumentali.

Nota d'encomio comunque per "Dolce Sorella", orgogliosa e romantica, che si appoggia sia ad una piacevole struttura alternata tra pieni e vuoti, sia un cantato che, almeno questa volta, riesce a dare il meglio di sé.

Suggestiva anche la conclusiva "Cammellandia" (titolo probabilmente ispirato all'ex gruppo del duo) che lascia un buon retrogusto di varietà e raffinatezza.

Alla fine però, resta un po’ d'amaro in bocca per quello che, col senno del poi, si rivelerà l'unico parto della coppia Rustichelli - Bordini. Di fatto, dopo "Opera Prima", Bordini entrerà a far parte dei "Cherry Five" (costola dei Goblin), mentre Rustichelli, emigrato in America, si dedicherà interamente al cinema. Per fortuna o purtroppo? Chi può dirlo?
In ogni caso vi passo una confidenza: per me "Natività" da annoverarsi senza dubbio tra i migliori brani del progressivo Italiano.

19 commenti :

Gianni Lucini ha detto...

Avevi citato i Cammello Buck in un commento sul mio blog. Avrei scommesso una cifretta su un post dedicato a Rustichelli e Bordini. Ho ottime capacità di divinazione...
Secondo te il fatto che il duo (interessante ma niente di più) abbia ottenuto un contratto con la RCA non c'entra niente con papà Rustichelli?
Comunque i due hanno dimostrato successivamente di avere stoffa

JJ JOHN ha detto...

Bravissimo! Avevo citato il "Cammello Buck" per prendere in giro quel tipo che voleva censurarci... poi, sai com'è... da cosa nasce cosa...
Adesso xò devi dirmi quale sarà il prossimo post :-))
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Non ho voluto scriverlo, ma credo che Papà Rustichelli stia al Paolo come Maurice Jarre sta a Jean Michel :-)

Gianni Lucini ha detto...

Jarre aiuta Jarre e Rustichelli aiuta Rustichelli. Cuore di babbo porta vantaggio ma poi i cuccioli hanno cominciato a volare da soli. Per il prox post dammi qualche indizio ;-)

Anonimo ha detto...

Papà mi compri 20 milioni di tastiere che devo fare un disco sull'ossigeno?

Giampaolo ha detto...

Ciao! Bordini, dopo l'esperienza Cherry Five, che ha fatto?
Rustichelli invece in America che ha fatto? Ha lavorato magari per alcuni film famosi?
Ciao e buonanotte!
ps l'album non l'ho ancora ascoltato ma entro un anno l'ho ascolterò....

JJ JOHN ha detto...

Ciao Dani.
Allora: Paolo Rustichelli ha perso i capelli (che fa anche rima) e ha uno sguardo torvo da far paura. Puoi sapere qualcosa di lui su
http://www.paolorustichelli.net/
Carlo Bordini è un Jazzista ed insegnante di Percussioni e Batteria.

Anonimo ha detto...

Si io sono la figlia di Carlo Bordini. mio padre dopo l'esperienza Opera prima con Rustichelli è entrato a far parte dei Goblin ma solo per il primo lp.
Dopo di chè si iscrisse al Conservatorio diplmandosi in percussioni. Ora è stabile nell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma del 1984.

DogmaX ha detto...

Un bell'album, soprattutto per quanto riguarda il "testa-coda" dell'LP: Natività e Cammellandia sono due bellissime canzoni strumentali.

Anonimo ha detto...

Secondo me un'occasione sprecata. Le parti cantate sono inascoltabili e in generale mi sembra che l'incisione, dal punto di vista della qualità audio, sia molto scarsa.
Molto meglio il Rustichelli moderno che si è dato allo smooth jazz.

ugo ha detto...

TROVO SIA UN BUON ALBUM DA AVERE SICURAMENTE!PERò NON è CERTO DA ANNOVERARE TRA I CAPOLAVORI.UGO

aliante ha detto...

Mi piacerebbe una versione con Peter Hammill alla voce.

Chissa cosa ne verrebbe fuori.

V I K K ha detto...

Paolo Rustichelli... che negli anni '80 si nascose sotto il nome di Jay Horus per comporre e incidere canzoni e colonne sonore per Cicciolina e Moana Pozzi

Daniele Turolla ha detto...

Disco rovinato dal cantato, orribile!

JJ ha detto...

Ma no, perché? Non ti piace la voce? E' così caratteristica...
Scherzi a parte: a mio avviso, solo per "Natività" questo disco vale un mutuo. I brani cantati... pazienza.

ugo ha detto...

e poi diciamocelo in tutta onestà non erano poi molti i bravi cantanti del prog italiano mentre come musicisti ne abbiamo avuti a josa.
ad eccezione del banco manco la pfm ha mai avuto un grande singer (lanzetti non mi è mai tanto piaciuto)le orme o le ami o le odi pure per il cantato di tagliapietra che a me però è sempre piaciuto.discorso a parte per i new trolls che avevano due voci opposte ed entrambe possenti sia quella più greve di DE SCALZI o quella acutissima di NICO DI PALO.poi non parliamo dei jumbo il cui cantante ALVARO FELLA può colpire ma pure risultare disgustoso a seconda dei gusti.direi che una delle voci migliori a parte quella di f.di giacomo del banco resti sempre quella dei metamorfosi di JIMMY SPITALERI.poi non ci scordiamo dell'unico immenso DEMETRIO STRATOS la cui voce era uno strumento stesso salve ugo

Yossarian ha detto...

Secondo il Libro del Prog i brani cantati provenivano dal repertorio del Cammello Buck, mentre i due strumentali sono stati composti appositamente per questo album.
Mi sono fatto l'idea che i Nostri, rimasti in due, abbiano dovuto fare di necessità virtù per recuperare i brani della disciolta band (della serie: e adesso che si fa? Canto io o canti tu?)
Effettivamente, come dice Ugo, il cantato (sia nei testi che nell'impostazione della voce che nella stessa melodia) è spesso la parte più trascurata nei dischi di rock progressivo italiano, a dispetto di parti strumentali assolutamente straordinarie.

Ciao, Y.

Daniele Turolla ha detto...

Difficile trascurare le parti cantate!
Quandi si parla di Prog Italiano sembra che ci sia stata carenza di bravi cantanti, secondo me c'è ne sono stati parecchi, oltre a mitici Stratos e Di Giacomo i miei preferiti sono Luciano Regoli della Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, Claudio Canali del Biglietto per L'Inferno, Stefano Galifi del Museo Rosenbach, Michele Bavaro degli Alphataurus, Lino Vairetti degli Osanna, Giorgio Giorgi di Quella Vecchia Locanda, Pino Ballarini del Rovescio della Medaglia, Jimmy Spitaleri dei Metamorfosi, Tony Tartarini dei Cherry Five. Poi ci sono quelli con una voce particolare come Alvaro Fella, Nico Di Palo, Aldo Tagliapietra e aggiungo anche Leonardo Sasso della Locanda delle Fate, a me piacciono molto anche loro.
Ciao!
Daniele

JJ John ha detto...

In effetti, Daniele, non è che il Prog Italiano non abbia mai avuto dei bravi cantanti. Anzi: come ricordi tu ne abbiamo avuti di bravissimi.
Il punto è che, secondo me, e specie nelle produzioni minori, mancava soprattutto la voglia (o la possibilità) 'tecnica' di integrarla al resto dell'orchestra. E questo perché, equalizzare la voce, e omogeneizzarla correttamente ad un insieme strumentale, è una delle cose più difficili di questo mondo.
Quindi: è vero che da un lato abbiamo avuto dei cantanti eccellenti, ma è anche vero che molte regitrazioni li hanno penalizzati.
Ci vorrebbe il nostro "Analoguesound" per illuminarci a questo proposito.

taz ha detto...

...1973....se si "ascolta" cos'è uscito in quegli anni(..roba buona..intendo..).....Questo e un buon disco!!....due strumenti che sembrano suonati da una band al completo....lo trovo ancora oggi "moderno"....le parti cantate sono il punto "debole"...ma forse per la voce di Paolo...troppo graffiante, forzata.....se questi brani li avesse cantati Spitaleri, per esempio, saremmo qui a dire altre cose....disco valido.....poteva starci bene anche un' Opera Seconda.....ciao