Le Orme: Felona e Sorona (1973)

le orme felona e sorona 01Giunti con "Felona e Sorona" alla terza prova del nuovo corso progressivo, le Orme suscitarono come al solito opinioni contrastanti.

Da un lato c'erano coloro che ne aprezzavano l'effettiva maturazione artistica, concettuale e tecnica, mentre dall'altro, c'era chi come il critico
Enzo Caffarelli ne evidenziava una certa stanchezza creativa. E questo non solo per il continuo ricorso a schemi compositivi già sfruttati, ma anche nel perseverare al ricalco dei più blasonati complessi Inglesi.
Nello specifico, si rimarcavano ad esempio evidenti analogie con i
Genesis, specie nell'utilizzo del Mellotron.

Il tutto, per non parlare del "movimento" più alternativo che, oltre tacciarli di ingenuità e di vanagloria, li aveva completamente estromessi dal circuito della Controcultura.

Fatto sta che a parte le maldicenze, nel 1973 Le Orme erano una band di successo: due album memorabili ("Collage" e "Uomo di pezza"), un 45 giri rimasto nella top ten per quasi quattro mesi ("Gioco di bimba"), una pletora di concerti sold out, alcuni dei quali con Peter Hammill come ospite fisso e per di più, un invito dalla Charisma a compiere una tournèe in Inghilterra che si rivelò estremamente proficua.
In poche parole,"Le Orme" erano il gruppo Prog più popolare in Italia insieme a Banco e Premiata Forneria Marconi.

Detto questo, l'ovvia risultante di tanto consenso non potè che tradursi in un nuovo album dalla produzione accurata e musicalmente raffinatissimo: e così fu "Felona e Sorona", drammatica storia di due pianeti complementari e contrapposti, il cui incontro per volontà divina, non riuscirà mai, se non per un attimo, ad equilibrarne le differenze.

le orme felona e sorona 02Nel frattempo, fiutando l'importanza del nuovo lavoro e per ottenere ancora qualche indotto dagli inediti in suo possesso, l'ex-discografica del gruppo "Car Juke Box", fece uscire un 45 giri a se stante con due brani incisi quattro anni prima, ma reputati all'epoca "troppo avanti coi tempi": "Blue rondò a la turk" di Dave Brubeck e il "Concerto n° 3" di Bach.

In ogni caso, tornando a "Felona e Sorona", sin dalla splendida copertina dell'artista Lanfranco che simboleggia i due pianeti rivali, si capisce immediatamente di trovarsi al cospetto di un lavoro importante e curato sotto ogni aspetto.

Musicalmente, il viaggio comincia con un decollo virtuale ("Sospesi nell'incredibile") che conduce l'ascoltatore nel Cosmo dove avranno luogo le scene del racconto.
Di questo primo movimento, che poi è anche il più lungo del disco, colpiscono immediatamente la sobrietà e il rigore : le improvvisazioni sono ridotte al minimo ed ogni nota eseguita è perfettamente funzionale alla narrazione.

Le atmosfere procedono in un crescendo cosmico che conduce direttamente alla gioia di "Felona", il festoso Pianeta lucente governato da un Dio protettivo e potente, ma inesorabilmente solo .
"Quando nasce l'alba sopra il mondo […] fa un sospiro […] e le lacrime svaniscono al suono di campane.

le orme felona e sorona 03Non è dato di sapere se per colpa della solitudine, o per un anelito d'amore proprio delle Divinità, che il protettore di Felona decide di farla incontrare con "Sorona "- il pianeta grigio e nebbioso - per creare così l'"Equilibrio" perfetto.
Io rivolgero' lo squardo verso chi aspetta un gesto mio per dare un senso alla sua vita.

A questo punto il dramma si consuma. Come un attimo prima dell'esplosione di una bomba atomica, il tempo si ferma ("Attesa Inerte") ed esplode infine nell'unica rivelazione possibile:
"La felicità non puoi trovarla in te, ma nell'amore che agli altri un giorno darai!"

L'equilibrio non è quindi raggiungibile nell'unione tra bene e male: i due pianeti vivranno sempre opposti e complementari e in mezzo a loro, ci saremo sempre noi: soli ma comunque autonomi.
E' nostro compito quindi trovare nella felicità e nell'equilibrio, l'antidoto alla solitudine.

le orme felona e sorona 04"Felona e Sorona" ebbe un successo enorme al punto di essere tradotto anche in Inglese.
In effetti, la sua compiutezza ha davvero poche ombre che proprio volendo, potrebbero essere scovate nei testi non sempre all'altezza della poetica concettuale e, marginalmente, in una certa freddezza espositiva palesata da un canto mai grintoso come invece avrebbe dovuto essere.


Nulla però impedì alle Orme di essere definitivamente proiettate nello stardom della musica Prog Italiana e di proseguire, sempre su un campo minato, la loro luminosa carriera.
Il destino dei grandi è quello di essere criticati. E tanto fa.


LE ORME - Discografia 1969 - 1976:
1969 - AD GLORIAM
1970: L'AURORA DELLE ORME
1971: COLLAGE
1972: UOMO DI PEZZA
1972: FELONA E SORONA
1974: IN CONCERTO
1974: CONTRAPPUNTI
1975: SMOGMAGICA
1976: VERITA' NASCOSTE

50 commenti :

dizaon ha detto...

le orme sono tra i pochi prog che conosco caro JJ, copacabana per una partita di beach volley?

JJ JOHN ha detto...

Moi et toi? Porque nao!
Però magari andiamo a Praia da Tijuca, qualche chilometro più a est.
E' molto più intima e sicura.

Dario ha detto...

Uno dei dischi più belli del prog.
Melodie fantastiche e una sceneggiatura notevole.

Uno dei miei preferiti.

Anonimo ha detto...

La voce, quel timbro inconfondibile...era filtrata? O c'era un'eco?
(ofvalley)

Antonio ha detto...

Ciao! Sul mio blog ho premiato il tuo blog/sito con il premio Dardos... quando vuoi e se ti fa piacere vieni a farmi visita per leggere ed eventualmente raccogliere il testimone. E' solo un modo per rendere un tributo ad un blog/sito che ho il piacere di seguire frequentemente.

Anonimo ha detto...

La cosa che mi dà più sui nervi?
Non avere un disco così dei giorni nostri da criticare.

Andy

J.J. JOHN ha detto...

Carissimi, sapete cosa penso delle Orme: non le ho mai digerite completamente e nemmeno questo "Felona e Sorona" di cui non amo nè il concetto portante, nè tantomeno la sua resa poetica. Questo però nella scheda non posso dirlo.
OF, la voce era vera ed anche quella non è tra le mie preferite.
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Grazie davvero Antonio per la considerazione. Un caro abbraccio.
Ti ho linkato e i "link fraterni" sono i miei candidati al premio Dardos.
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Andy, io ci ho provato con gli "IF" (sezione Memorabilia) e non mi dispiacciono neanche i Redd del mio amico Esteban.
Sono altre immaginazioni rispetto alle Orme, certo! Ma la fantasia deve superare anche questi tempi supini e idioti che stiamo vivendo oggi. Cambieranno solo se ci rimettiamo a pensare con la nostra testa.
In ogni caso...lunga vita al Prog e a tutto ciò che non è convenzionato.

armando ha detto...

Ciao John, apprezzo la tua scheda proprio perché si sforza di essere obiettiva e riconosce l'effettivo valore del disco. Dici bene: non c'è una nota in più, tempo fa l'ho riascoltato e fila ancora come un tutto unico perfettamente equilibrato. Oggi tutti vogliono fare un cd che duri 70 minuti almeno e non capiscono che la capacità di sintesi, tra testi e suoni, anche in musica è tutto. Le Orme in questo erano e sono dei maestri.
Nei commenti invece non ti seguo molto: il concetto portante che non ami quale sarebbe? E' chiaro che si tratta di un racconto allegorico, neppure così banale se piacque a Peter Hammill che proprio uno sprovveduto non era...
I concept sono così, e onestamente non ne trovo molti dell'epoca che fossero decenti come "messaggio" di fondo. La cosa vera è che si tratta di pretesti per trovare suggestioni lirico-musicali che stimolino l'immaginario di chi suona e di chi ascolta. Il dramma è che qualcuno pensava davvero di poter suonare la Bibbia o i Vangeli con chitarre e batterie, non trovi?
Qui almeno abbiamo una storia di fantasia e neppure così stupida.
Ciao collega.

JJ JOHN ha detto...

Grande Armando che apprezza i miei sforzi!!!
Non mi piaceva il concetto Ciellino della preponderanza del Divino su tutto: Egli si annoia quindi decide anche l'impossibile; protegge il pianeta buono ma non quello cattivo (che deve per forza salvare); non ci riesce e allora rimette il tutto alla coscienza umana, esattamente così com'era prima. Non cambia nulla.

Io sono di parte e non lo nego, ma il mio rapporto col'Eterno è tutta un'altra cosa e non prevede il concetto di "remissione" o di "fatalismo". Al limite quello di "rispetto reciproco" e di "interazione": ecco perchè mi fastidiavano le Orme.
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Il racconto era strutturato bene, ma so che Hammill ebbe dei grossi problemi a restituirlo in Inglese e difatti la sua traduzione fa acqua da tutte le parti e, per quanto ne so, non venne neppure recepita molto bene.
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I concept sono un buon stimolo narrativo, certo. Tu che sei un esperto di cinema potresti fare lo stesso rapporto tra un libro e il suo film. L'impianto logico è lo stesso.
Il problema ,credo, è che negli anni'70 il concept fosse diventata un pò una moda, per non dire una forzatura: ecco perchè non se ne trovano molti di buon livello.
Personalmente continuo a reputare "Terra in Bocca" il migliore di tutti sotto ogni aspetto.
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Riguardo alla restituzione delle Sacre Scritture in musica mi rimetto a quello che diceva Battiato criticando le Messe Beat:
"Non si può semplicemente 'andare lì' e dire 'Alleluia' con un giro di Do: occorre avere un percorso alle spalle. Bisogna esserne coscienti".
Ecco, anch'io credo che all'epoca molta della musica a tema religioso fosse anch'essa ingenua o peggio forzata dal Concilio Vaticano II°.
Non faccio quindi molta distinzione tra i Latte e Miele e i Barrittas perchè ho molti sospetti sul loro reale trasporto.
A quel punto preferisco di gran lunga Florian Fricke o lo stesso Battiato.
Chi ha spiritualità da vendere, si fa anche capire, non so se mi spiego.

Spero di averti risposto esaustivamente e attendo tue.
Abbraccio kollega.

Anonimo ha detto...

Fricke è una Persona, noi non lo siamo.

Andy

JJ JOHN ha detto...

Andy,non esagerare.

Giampaolo ha detto...

Uno di quegli album che considero un quasi capolavoro.....sarà perchè ha l'aria troppo triste in alcuni momenti e anche un pò vuoti boh........
ciao e buonanotte!!

Anonimo ha detto...

Non è colpa mia se sono innamorato di Fricke, pace all'anima sua.

dizaon ha detto...

Chiedero alla mia amica Alejandra, una brasilera DOC ... poi facciamo le squadre

tazio ha detto...

Mi sono fatto sempre questa domanda:..se le Orme avessero avuto un'altro cantante?...Loro bravissimi, anche nel periodo Sanremasco(?)...copertina bellissima...disco?..io faccio fatica ad ascoltare per intero un disco cantato da Tagliapietra...mi aspetto qualcosa che non arriva mai...e quando arriva è uguale a quando aspettavo...sono tra i più bravi non lo discuto....ma mi mettono troppi dubbi nelle loro esecuzioni...scusate il paragone:..ma e come ascoltare , ora, un disco della PFM cantato da Di Cioccio...Tagliapietra più originale e più bravo ma...tutto uguale...sembra di ascoltare una lunga suite...sempre secondo me, la "voce" deve aver la capacità di "differenziare" una canzone dall'altra...nonostante sia sempre cantata dalla stessa voce.....non la "sento" in Tagliapietra....E per ultimo credo che siano stati il gruppo più "influenzato" del nostro panorama musicale... ciao

Anonimo ha detto...

Io non sono molto d'accordo con l'analisi di Tazio, si è vero tra i gruppi italiani le orme sono quelli più influenzati, anche la pfm se per questo (noi italiani importiamo sempre tutto). Per quanto riguarda la voce di Tagliapietra può darsi pure che non doveva dare altro. I dischi delle orme poi hanno delle qualità diverse uno dall'altro e per me vanno bene pure così, c'è di peggio specie dal punto di vista vocale.

J.J. JOHN ha detto...

Tudo bom Diz, depois eu gostaria conhecer vossa amiga. Um abraço. JJ Joao.

BarbaryShore ha detto...

ecco lo sapevo ;-)

tazio ha detto...

Caro anonim a me non piace fare ne classifiche ne critiche, il nostro e un pour parler, le Orme insieme al BMS PFM New Trolls Osanna sono stati i gruppi più "importanti" e longevi della nostra scena a livello musicale-mediatico, quindi si parla , per me, di un livello notevole(strumentisti, TUTTI, di livello mondiale!!),ma forse io sono ancora legato a "quelle sane dispute" di quegli anni per cui se tifavi NT non potevi tifare Orme e viceversa, ma mentre ho sempre apprezzato i primi BMS PFM Osanna con le Orme, per via di quella "bella voce" ma particolare di Tagliapietra...ummmmh, non li ho mai digeriti troppo, anche se ho CD e LP dell'epoca....ti faccio un'esempio:..e come camminare sulla sabbia e vedere "una sola Orma"...ciao

JJ JOHN ha detto...

Qui si va nel soggettivo però.
Ammesso che anch'io non ho mai amato la voce di Tagliapietra per la sua modestia estensiva e dinamica, occorre anche riconoscerle (come dice il Tazio) che in effetti essa rivestiva perfettamente il suo ruolo: una specie di "marchio di fabbrica" senza la quale Le Orme non sarebbero state la stessa cosa.
Un pò come la voce di Fella per i Jumbo insomma.
D'altro canto, c'è chi ad esempio riteneva eccessivo Demetrio esattamente per gli stessi motivi per cui era adorato da altri: estensione, dinamica, espressività, sfrontatezza.
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@ Barbary Shore: "lo sapevo", cosa?
-
Mi raccomando,firmatevi, altrimenti potrebbe risultare difficile relazionare i vari interventi.

Anonimo ha detto...

Scusate, era Andy che "difendeva Tagliapietra"
Non volevo polemizzare, però mi rendo conto di quello che dite anche se non ho vissuto quell'epoca. Io invece tifo tutti perchè mi sono reso conto che la roba che avevo io al confronto era nulla. Invece voi potevate scegliere, questo si, questo no
Che Culo!!!!

Antonio ha detto...

La butto là, ma così giusto per aizzare lo spirito di migliaia di appassionati, per me Sospesi nell?incredibile è una delle più belle canzoni del Prog italiano. Una perla emozionante e d'atmosfera, evocativa e coinvolgente, nonchè ben strutturata, con un testo che io trovo molto calzante alc ontesto musicale, contemporaneamente descrittivo e nerrativo, ma anche poetico ed elegante. La sensazione di ascesa dal mondo umano alla dimensione cosmica è resa con maestria rara. :-)

MarioCX ha detto...

Antonio...come darti torto?
Un inizio folgorante per un disco memorabile.
Non gradisco i testi, ma questo è un fatto mio personale.
Intanto a Savona me li vado a vedere il 27 di marzo...non sono più Le Orme del 1973, ma sarà lo stesso una bella emozione.

Anonimo ha detto...

esatto antonio anche per me sospesi nell incredibile e uno dei migliori bran del prog nonchè miglior brano delle orme insieme a una dolcezza nuova e evasione totale.
cazzo raga le orme stavano 30 anni avanti come uso dell elettronica basta sentire l'ultima traccia per accorgersene.
riguardo all album è stupendo se non fosse per "la solitudine di chi proteggie il mondo" e la voce di tagliapietra anche se pure io non riuscirei mai ad immaginarmi le orme con un altro cantante.
di certo non è il mio preferito delle orme (preferisco uomo di pezza),ma comunque entra nella top 5.
ciao francesco

pino ha detto...

Giu' il cappello ragazzi! Siamo davanti al punto piu' alto di tutto il prog italiano! Le Orme in stato di grazia come mai piu' capitera'....testi splendidi(spesso dubito che sia farina del loro sacco senza offesa..)esecuzione mirabolante funambolica, voce unica, arrangiamenti perfetti ,copertina capolavoro . Un neo? l'incisione... forse? Comunque il disco che non mi stanco mai di ascoltare ovunque e sempre.... grazie ORME.....ciao

Mimmo ha detto...

Non è stata spesa una sola parola riguardo il lavoro svolto da Gianpiero Reverberi in seno alla produzione Orme e nemmeno, come dice il buon Dijvas di PFM, sul fatto che all'epoca chi suonava ci metteva solo passione e testa, non studio e metodo. Adesso nelle librerie specializzate troviamo di tutto per apprendere la musica e soprattutto per suonarla, ma in quegli anni tiravi fuori e adattavi quel poco che sapevi perchè in realtà stavi inventando. Che è poi il male di qesti ultimi 20 anni, nessuno ha più avuto un'intuizione musicale che sia una. La voce di Aldo non è possente, ed è vero, ma si incastra perfettamente e magicamente nel contesto Orme e ancora più negli ultimi anni dove si nota moltissimo il lavoro fatto con il maestro Mario Del Monaco, a conferma di ciò che dicevo primo. Tanto di cappello a tutti i gruppi prog dell'epoca. Il resto è mera e sterile analisi pseudo musicale.

JJ JOHN ha detto...

Mimmo scusa, non ho capito bene quanto io dovrei essere coinvolto in un eventuale risposta. Sempre che debba esserlo perchè i concetti di "passione" e "innovazione" sono sempre stati ben chiari in questa sede.

Anonimo ha detto...

Secondo ma il metodo migliore per imparare a suonare la chitarra è l'autodidattica!
Avanti dai se uno ha la passione che trasuda dai pori della pelle puo essere il maestro di se stesso, studiando musica che gli piace ed interessa.
Poi certo se non hai un minimo di orecchio allora non puoi,ma basta l'orecchio e il senso del ritmo e poi è tutta una questione di autostima.
Già perche l'intuizione musicale non viene così, è una caratteristica che ce la devi avere dentro!
Cmq facendo qualche passo a ritroso nei commenti, il concept è una forma di album che io adoro e secondo me nemmeno ce ne sono stati pochi decenti!
Diciamo che dei grandi giusto i Yes hanno toppato con il concept,mentre in italia giusto la bibba (Forse un po troppo banale) e quest album puo essere un po carente,ma entrambi solo dal punto di vista concettuale perche poi entrambi erano dischi con i controcoglioni!.
poi il fatto che fare un concept fosse diventata una moda quello è un altro discorso.
P.S:Non scordiamoci che erano in forma concept album di estrema intelligenza quali darwin e maledetti!
Ciao Francesco

JJ ha detto...

Non so Francesco. Autodidatta o no, io sono sempre stato dell'avviso che un musicista deve comunque saper leggere e scrivere la musica, avere solide basi di acustica, di storia ed essere in parte un tecnico aggiornandosi sui mezzi a sua disposizione.
L'autodidattica preserva quel "che" di incosciente c'è nell'uomo (vedi Frak Zappa, insomma)e questo deve essere preservato, ma non puoi assolutamente ritenerti un "musicista" se non ha appreso quelle nozioni di base.
Persino i Punks (Stranglers e Damned per esempio) furono e sono estremamente professionali in quel senso.
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Il concept è una "forma" narrativa, ne più ne meno, che noi italiani ci siamo fatti piombare addosso trasformandola nella più parte di casi in "dovere".
Tutti dovevano fare un "concept" ma in pochissimi avevano realmente un'idea originale da sviluppare.
C'è chi ha fatto ricorso a barocchismi inutili, c'è chi credeva che unendo una manciata di canzoni sullo stesso tema avesse risolto il problema e c'è chi, come certi cantautori, pensò che era meglio sviluppare un concetto in compartimenti divisi.
Quelli che hai citato furono dei lavori mirabili, ma ci fu anche tanta, ma tanta fuffa.

Anonimo ha detto...

Ah vabbe che centra le basi è ovvio che ce le devi avere,un minimo di teoria la devi sapere anche perche poi sarà indispensabile anche per un eventuale composizione.
Quello che intendevo io è che tu non puoi far crescere un ragazzo in una tale maniera,indirizzato nella direzione dove vuoi tu.
Io ho preso lezioni di chitarra e quando ho ritenuto giusto me ne sono andato perche avevo un maestro di rigida impostazione jazz,e dopo avermi fatto fare un pezzo di tom petty si è buttato su un pezzo di john coltrane riadattato su chitarra da pat methney, nonostante io gli avessi riferito quali erano le mie preferenze musicali.
L'esercizio autodidattico è forse l'unico metodo che può preservare una tua personalità, un tuo stile!
Poi ripeto la parte teorica non la puoi studiare autodidatticamente ma
nel esercizio si deve essere liberi di scegliere.
Poi vabbe io sono solo un adolescente che suona la chitarra non mi ritengo proprio un musicista
P.S:Allora 3/4 dei pink floyd non sono musicisti.
Francesco

Anonimo ha detto...

E dimenticavo:forse proprio tutta questa ossessione alla tecnica e al metodo tipiche di Reverberi hanno secondo me penalizzato i lavori delle orme soprattutto contrappunti!

Anonimo ha detto...

I 3/4 dei Floyd "non sono musicisti" esattamente come lo furono Frank Zappa o Gianni Morandi.
Poi sai,in 40 anni le cose cambiano.
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Su Contrappunti hai perfettamente ragione. Tieni conto che in mezzo c'era un bel pacco di soldi e, guarda caso, dopo Reverberi le Orme non sono più state le stesse.
Mario

Anonimo ha detto...

semplicemente questo: oggi non c'è niente di simile nel panorama italiano (e non solo) fatto di cover, roba riciclata, Amici (degli amici)e canzonette con le solite rime cuore e amore. Vittorio

fmasta56 ha detto...

Per chi fosse interessato, il 30 Luglio a San Giovanni in Marignano (RN) il fan club de LE ORME ha organizzato un nuovo concerto live: io ci vado, anche se ormai rimane solo De'Rossi degli originali...chissà cosa mi faranno ascoltare, ormai si prende quello che passa il convento (non ho avuto modo di sentire LA VIA DELLA SETA, ma posso dirvi che a me "Live in Pennsylvania" è piaciuto abbastanza. Magari qualcuno sa perchè Aldo ha lasciato?

Coolermaster ha detto...

La triade "Collage", "Uomo di Pezza", "Felona e Sorona" è stata forse il picco del Progressive mondiale, altro che italiano...Forse perché Le Orme riuscivano ad essere Prog. senza i difetti tipici del Prog, (barocchismi, ipertecnicità fine a se stessa). Tutte le volte che ascolto i tre album citati mi vengono in mente le Fiabe di Calvino, i ragazzini degli anni '70 che giocano a palla in un parchetto, coi calzoncini corti e la maglietta a righe...
Poi, quando in me prevale la ragione, il critico, allora si, vedo anche i loro (tanti) difetti già elencati. Infatti dopo Questo l'oblio...Ci sono album successivi che trovo irritanti e stucchevoli (tranne qualche canzone sparsa, come Canzone d'amore, amico di ieri, Regina al Trobadour e pochissime altre)...


Saluti

DogmaX ha detto...

Ma quanto è bello questo album? Comunque aneddoto: il 25 c'è stato il concerto a Napoli de Le Orme e il Banco, ovviamente in formazioni nuove e rimaneggiate (delle Orme era rimasto solo Micky Dei Rossi, mentre del Banco c'erano Di Giacomo e Vittorio Nocenzi)... e devo dire che nonostante tutto il riassunto di Felona e Sorona (sintetizzato in 20 minuti circa) gli è venuto proprio bene, anzi benissimo!! Nonostante la voce di Spitaleri fosse poco adatta al cantato originale di Tagliapietra, il risultato finale è stato davvero eccellente, ne è uscita fuori una bella prestazione. Ma tutto il concerto è stato bello, poi c'era anche Lino Vairetti in prima fila, e come poteva mancare ad un evento simile?

Andrea ha detto...

Da alcuni giorni lo sto ascoltando a ripetizione. Come è già stato detto, è stupefacente la perfetta coesione e sintesi di Felona e Sorona. L'album "scivola" via che è un piacere. Eppure, alla fine, ascoltando "Ritorno Al Nulla", vengo colto da un trasporto unico e da una sensazione di compiutezza musicale, poche volte avvertita a questi livelli. Michi Dei Rossi, sugli scudi.

Un saluto a tutti. :)

Andrea

roberto ha detto...

Curiosità, dopo che "dalle fontane sgorga l'acqua e il vino, le lacrime svaniscono al suono di campane", son l'unico che ci vede qualcosina dell'intermezzo lisergico di "In-A-Gadda-Da-Vida" degli Iron Butterfly?...

roberto

aliante ha detto...

Scusa Roberto, ti riferisci alla parte strumentale dove c'è l'assolo di basso di Tagliapietra?

roberto ha detto...

Mi riferisco alla parte strumentale, ma in particolare al primo minuto- minuto e mezzo (a partire da 4':30") quindi quando il solo è di Pagliuca, preciso ovviamente che mi riferisco a un'atmosfera che mi ricorda quella canzone, non certo a somiglianze organiche, poi la canzone infatti evolve per conto suo e quell'aria si perde...

aliante ha detto...

Grazie Roberto, adesso ho capito.

Beh si, effettivamente ci può stare
una somiglianza con gli Iron Butterfly.

Ad esempio io in "Evasione totale" oltre ai Quatermass vi ho sempre trovato qualcosa di "Main Theme" dei Pink Floyd.

Comunque, ciò non toglie il giusto valore ad "Evasione totale", un brano a mio avviso "Cinematografico" con una batteria molto bella.

Richard ha detto...

Il titolo originale sarebbe stato "Fellow and Sorrow" suggerito da Peter Hammill . Poi lo italianizzò Aldo Tagliapietra nel titolo che conosciamo tutti.

Gianni ha detto...

Richard, veramente fu Hammil che tradusse in inglese il titolo originale italiano di Tagliapietra.

J.J. JOHN ha detto...

Un momento: mettiamo ordine nelle cose.

Hammil incontrò le Orme durante la sua tournée italiana del '72 e suggerì loro quale nome del pianeta dolente "Sorrow", in inglese "pena" o "dolore".
Tagliapietra lo italianizzò in "Sorona".

Non è certo se chiamò il pianeta luminoso "Fellow" (="amico", "compagno") da cui sarebbe derivato Felona, ma se lo dice Rik, io posso anche crederci.
Certo è che "Felona" nulla ebbe a che fare col termine "felony" (="codardia")come vorrebbero alcuni.

Poi, una volta pubblicato il disco, fu chiesto a Hammill di farne una versione in inglese.
Lui accettò ma, attenzione, non "tradusse" il testo originale. Lo "riscrisse per intero" dando all'opera una chance sui mercati internazionali.

Purtroppo, l'interpretazione delle Orme fu talmente provinciale, specie nella pronuncia inglese, da precludere ogni riuscita dell'operazione.

Richard ha detto...

Ok John, proprio così andarono le cose, del resto Aldo lo sento e vedo abbastanza spesso e questa è una cosa di cui abbiamo parlato anche recentemente. Durante la loro "amicizia", Hammill suggerì quel titolo che Le Orme italianizzarono. Il resto, pur essendo solo un tuo personale parere mi sento (in parte) di condividerlo. L'Italia era ai confini dell'Impero del Rock, che ci volete fare...
(ogni tanto vai anche in "posta" e guarda le foto che ti mando...)

Richard ha detto...

Ho visto che qualcuno chiede lumi sul divorzio fra Aldo e Miki. A parte le solite motivazioni caratteriali e di logoramento di rapporti dopo molti anni, ci sono anche questioni molto molto personali che non credo che alla maggior parte della gente interessino... Comunque ce dell'altro.

J.J. JOHN ha detto...

Oh bella...
e invece a noi del divorzio tra Aldo e Miki interessano anche gli aspetti più intimi e reconditi perchè quelli ufficiali li sappiamo già a memoria.

Rik, ormai te l'ho detto anche in aramaico. Gentilmente: non dire le cose a metà o pensare che il finale di ciò che inizi non interessi a nessuno.
Chiudi un discorso, Perdio!

PS: hai visto che pertinenza l'esclamazione finale eh?

DAI: vai giù con 'sta storia di Aldo e Miki!

ugo ha detto...

tra l'altro il brano felona uscì pure su vari 45 giri tra cui una versione juke-box col brano base un'altra versione sempre jb col brano felona arricchito dal finale di "ritratto di un mattino"ma con retro dei gens e,infine,la versione ufficiale con copertina sempre con la coda di ritratto...e col retro l'equilibrio!

Marco Verpelli ha detto...

Nessuno si è avventurato nell'ascolto della parte seconda, per così dire, di questo magnifico album? Si tratta di "Le Porte Del Domani" dei "La Maschera Di Cera". Ora che lo ho scritto datemi pure del fissato il Neo-Prog...

Anonimo ha detto...

Io mi sono avventurato... Zuffanti e soci sono bravi, a tratti molto bravi, ma la magia di quei suoni, di quel "mood" nn c'è...molto meglio zuffanti nel progetto Höstsonaten..meglio tentare di essere i "porcupine tree italiani" piuttosto che le orme del 2013. Parere personale. Saluti (coolermaster)