New Trolls: Ut (1972)

new trolls ut 1972

Se non fosse per l'imminente ciclone che di lì a poco avrebbe devastato lo storico gruppo genovese, potremmo definire il loro quinto ellepì "Ut", uno dei meglio riusciti della loro produzione.

Purtroppo però, tutte le meraviglie che appaiono in quest'album si presenteranno all'ascoltatore quasi a comporre un epitaffio la cui stesura era già iniziata da qualche tempo.

Vittorio de Scalzi per esempio, dopo un momentaneo abbandono del gruppo che provoca l'entrata di Maurizio Salvi, decide definitivamente di abbandonare il suo storico ruolo di autore per comparire solo come chitarrista, lasciando quindi carta bianca a Di Palo, Belleno, Laugelli e lo stesso Salvi.


Malgrado gli attriti comunque, il sound che esce da "Ut" è sorprendentemente variegato e brillante quasi come se il gruppo, già conscio del suo futuro, volesse rilassarsi e dare il massimo di sé prima del lungo commiato.

Già dal titolo (Ut è il nome antico della nota "Do" in uso dal 12° fino al 17° secolo), si capisce che la band vuole concentrarsi solo sulla musica: un'intenzione che nella pratica sarà perfettamente mantenuta restituendo in otto brani tutte le sfaccettature musicali appannaggio dei musicisti.

Si comincia con una rielaborazione di Salvi di uno studio per piano di Johann Baptist Cramer per entrare senza soluzione di continuità in un breve ma infuocato prog-rock di marcato sapore fusion ("XII Strada").

new trolls ut 1972 01Fin qui, la coesione dei NT è probabilmente la migliore che si possa ascoltare da "Concerto grosso n°1" e la successiva prog-song, "I cavalieri del Lago d'Ontario" (testi: Laugelli, voce: De scalzi), non è solo una conferma di questo evidente "stato di grazia", ma supera addirittura ogni aspettativa restituendo uno dei migliori brani in assoluto della band.

La varietà cromatica è impressionante così come gli intarsi tra i vari strumenti e i cambi ritmici. Ancora una volta viene da chiedersi come una formazione del genere stesse per dividersi.


Se "Storia di una foglia" e "Nato adesso" rispecchiano rispettivamente le anime di De Scalzi e Di Palo riportando il disco su una dimensione più soffice con vaghi accenti jazz-rock, il meraviglioso crescendo di "Nato adesso" ci catapulta nella seconda perla di questo disco.

"C'è troppa guerra" è di fatto un micidiale cocktail di hard-rock e unplugged a mezza via tra le cose migliori dei Led Zeppelin e dei Black Sabbath: in dieci durissimi minuti di compattezza granitica i New Trolls mettono in riga tutte le altre formazioni che si sono cimentate nell'hard, o che avrebbero appena voluto imitare la loro professionalità. Qui la voce di Di Palo raggiunge il suo massimo vertice espressivo.

new trolls utCon grande raffinatezza segue poi una deliziosa ballata pop soft di stampo "estivo" ("Paolo e Francesca"), degna di accompagnare i migliori tramonti sulla baia di Portovenere e nobilitata da un particolarissimo assolo di chitarra.

Chiude la struggente "Chi mi può capire" che completa il vasto catalogo di umori che hanno attraversato un album da ascoltare dall'inizio fino alla fine e sarà proprio sulle ultime malinconiche note di pianoforte che calèrà il sipario sulla prima grande epopea dei New Trolls.

In poco meno di sei mesi De Scalzi abbandonerà definitivamente gli altri per dar vita a una sua discografica (la "Magma") e costituire con D'Adamo i New Trolls Atomic System.

Di Palo formerà gli gli Ibis con Belleno, il quale dopo una breve collaborazione fonderà i Tritons.

Nel 1976 infine, proprio grazie a Gianni Belleno (nel frattempo tornato con De Scalzi), i New Trolls si rimetteranno insieme, ma con altre velleità più votate al commerciale: di classe, s'intende, ma pur sempre Pop.

Resta quindi da definire cosa sia stato "Ut" in questa bellissima fiaba.


new trolls ut 1972 aChiaramente, data l'ampiezza dei suoi inputs, ognuno di noi può giudicarlo come vuole e in base ai propri gusti, ma se vogliamo essere analitici, non possiamo che stabilirne la valenza critica.

Non particolarmente innovativo, Ut è da considerarsi comunque come un validissimo compendio storico delle sonorità della band che da qui uno sfoggio tecnico e compositivo davvero magistrale: valore che venne premiato anche da una breve ma sinceramente ritrovata conflittualità.

Dopo poco, lo split definitivo.

Un epitaffio amaro e bellissimo… come dicevo prima.

11 commenti - CLICCA QUI PER DARE LA TUA OPINIONE.:

Anonimo ha detto...

Hai ragione JJ: dalle note di UT non si capisce che i New Trolls stiano per dividersi. Mi viene in mente quando mi lasciò il mio fidanzato che fino al giorno prima mi diceva "ti amo". Anna

J.J. JOHN ha detto...

E' la vita, cara Anna.

Gianni Lucini ha detto...

I New Trolls sono litigarelli per tutta la loro storia. Condivido il tuo giudizio sull'album che, se non si offende nessuno, trovo moooolto superiore a Concerto Grosso. :-)

JJ JOHN ha detto...

Ma mo o o o o o lto
anche secondo me, caro Gianni.

V i k k ha detto...

bhè mi pare sia giunto il momento di parlare dei New Trolls in versione Bee Gees, non trovi caro John?
Credo però che quello sia compito mio :)

JJ JOHN ha detto...

Si, è compito tuo e so che hai i mezzi adeguati per farlo.
Io corro a ripararmi dalla bomba...

Anonimo ha detto...

A me Concerto Grosso è piaciuto tantissimo!Se dite che questo è pure meglio, me lo prendo subito!Mi fido, eh...
Ale

JJ JOHN ha detto...

Si, si: credo che tu possa fidarti!
UT è davvero ottimo.
I detrattori dicono che è "frammentario e senza un filo logico".
Io ci vedo invece un formidabile e riuscitissimo compendio delle loro possibilità artistiche.
Anzi, forse il loro album migliore del primo periodo.
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Ho dimenticato di segnalare poi il 45 giri "La prima goccia bagna il viso" che era anch'esso un bel gioiello in salsa Genovese.

Armando ha detto...

Suvvia, John, non si può negare che l'album mostri una certa frammentarietà: hard rock, pop melodico, prog barocco e così via. Secondo me invece è davvero il documento di una scissione di fatto già avvenuta.
Che poi il disco non sia da buttare sono d'accordo: alcune cose sono da antologia, tuttavia una certa schizofrenia di fondo è palese.
Direi che però è un dato ricorrente in tutta la discografia del gruppo.
Colpi di genio e tentazioni commerciali, ma sempre con un grande talento.
Saluti.

JJ JOHN ha detto...

Hai ragione, però tieni anche conto che un display di sonorità così variegate (e ben presentate), non si era mai sentito in qualunque lavoro pregresso dei NT.
La "schizofrenia"? No, ma dove? Io non ce la vedo per nulla. A mio avviso è solo una menata ex-post da giornalisti: tutti sapevano che stavano per dividersi, allora tutti hanno voluto per forza vedere in quest'album una qualche frammentarietà.
Cmq, lo chiederò a Vittorio non appena lo becco.

In ogni caso, ti passo una confidenza personale (ma non dirlo a nessuno): per me "Annalisa" e "La prima goccia bagna il viso" sono robe stratosferiche!!!

Armando ha detto...

Ok, serberò il segreto.