New Trolls: Ut (1972)

new trolls ut 1972Se non fosse per l'imminente ciclone che di lì a poco avrebbe devastato lo storico gruppo genovese, potremmo definire il loro quinto ellepì "Ut", uno dei meglio riusciti della loro produzione.
Purtroppo però, tutte le meraviglie che appaiono in quest'album si presenteranno all'ascoltatore quasi a comporre un epitaffio la cui stesura era già iniziata da qualche tempo.

Vittorio de Scalzi per esempio, dopo un momentaneo abbandono del gruppo che provocò l'entrata di Maurizio Salvi, decide definitivamente di rinunciare al suo storico ruolo di autore e di omparire solo come chitarrista, lasciando quindi carta bianca a Di Palo,
Belleno, Laugelli e lo stesso Salvi.


Malgrado gli attriti comunque, il sound che esce da "Ut" è sorprendentemente variegato e brillante quasi come se il gruppo, già conscio del suo futuro, volesse rilassarsi senza calcare troppo la mano sulle implicazioni della loro imminente separazione.

Già dal titolo (Ut è l'antico nome della nota "Do" in uso dal 12° fino al 17° secolo), si capisce che la band voglia concentrarsi solo sulla musica: intenzione che nella pratica sarà mantenuta restituendo in otto brani tutte le sfaccettature musicali appannaggio dei musicisti.

Si comincia con una rielaborazione di Salvi di uno studio per piano di Johann Baptist Cramer per entrare senza soluzione di continuità in un breve ma infuocato prog-rock di marcato sapore fusion ("XII Strada").

Fin qui, la coesione della band è probabilmente la migliore che si possa ascoltare da "Concerto grosso n°1" e la successiva prog-song, "I cavalieri del Lago d'Ontario" (testi: Laugelli, voce: Di Palo), non è solo una conferma di questo evidente stato di grazia, ma supera addirittura ogni aspettativa restituendo uno dei migliori brani in assoluto del quintetto.
Ancora una volta, viene da chiedersi come una formazione del genere stesse per dividersi.


ut 1972 new trollsSe "Storia di una foglia" e "Nato adesso" rispecchiano rispettivamente le due anime contrapposte di De Scalzi e Di Palo, riportando il disco su una dimensione più soffice, la dignitosa "Nato adesso" ci catapulta nella seconda perla di questo disco,
"C'è troppa guerra," che è di fatto un micidiale cocktail di hard-rock e unplugged a mezza via tra le cose migliori dei Led Zeppelin e dei Black Sabbath.
In dieci minuti di compattezza granitica i New Trolls mettono in riga tutte le altre formazioni che si sono cimentate nell'hard, o che avrebbero appena voluto imitarli. Personalmente, trovo che in questo brano la voce di Di Palo raggiunga uno dei suoi massimi vertici espressivi.

Con grande raffinatezza segue poi una ballata pop soft di stampo "estivo" ("Paolo e Francesca"), nobilitata da un particolarissimo assolo di chitarra ma complessivamente non proprio imprescindibile.
Chiude l'album
la struggente "Chi mi può capire" che completa il vasto catalogo di umori che hanno attraversato il long playing e che, insieme ai "Cavalieri del lago di Ontario", si contende il titolo di miglior brano di Ut.

new trolls dal vivoSulle ultime malinconiche note di pianoforte, calèrà infine il sipario sulla prima grande epopea dei New Trolls.

In poco meno di sei mesi De Scalzi abbandonerà definitivamente gli altri per dar vita a una sua casa discografica (la "Magma") e costituire con D'Adamo gli NTAtomic System.

Di Palo formerà gli gli Ibis con Belleno, il quale a sua volta fonderà successivamente i Tritons.
Infine, nel 1976, proprio grazie a Gianni Belleno, nel frattempo tornato con De Scalzi, il gruppo originale si ricompatterà ma con obiettivi più votati al commerciale. Musica di classe s'intende, ma pur sempre Pop.


Malgrado la vacillante situazione del gruppo, "Ut" vendette piuttosto bene, al punto che furono in molti a caldeggiare i due leaders di restare insieme. La stroria però era già scritta.
Data la vastità di inputs e di riferimenti, la critica fu ovviamente divisa sul suo effettivo valore.
Da un lato c'è chi lo considerò un collage non particolarmente innovativo e neppure troppo omogeneo, per non dire "discontinuo e inconcludente", dall'altro non furono in pochi a considerarlo un disco quasi miracoloso (considerando la situazione) e di gran lunga superiore ai precedenti Concerto Grosso n°1 e Searching for a land.
In questo caso probabilmente la verità sta nel mezzo e, personalmente, amo pensare a questo disco come un valido compendio delle capacità della band che perlomeno, premiò una
una breve ma ritrovata conflittualità.

34 commenti:

Gianni Lucini ha detto...

I New Trolls sono litigarelli per tutta la loro storia. Condivido il tuo giudizio sull'album che, se non si offende nessuno, trovo moooolto superiore a Concerto Grosso. :-)

V i k k ha detto...

bhè mi pare sia giunto il momento di parlare dei New Trolls in versione Bee Gees, non trovi caro John?
Credo però che quello sia compito mio :)

JJ JOHN ha detto...

Si, è compito tuo e so che hai i mezzi adeguati per farlo.
Io corro a ripararmi dalla bomba...

Anonimo ha detto...

A me Concerto Grosso è piaciuto tantissimo!Se dite che questo è pure meglio, me lo prendo subito!Mi fido, eh...
Ale

Armando ha detto...

Suvvia, John, non si può negare che l'album mostri una certa frammentarietà: hard rock, pop melodico, prog barocco e così via. Secondo me invece è davvero il documento di una scissione di fatto già avvenuta.
Che poi il disco non sia da buttare sono d'accordo: alcune cose sono da antologia, tuttavia una certa schizofrenia di fondo è palese.
Direi che però è un dato ricorrente in tutta la discografia del gruppo.
Colpi di genio e tentazioni commerciali, ma sempre con un grande talento.
Saluti.

JJ JOHN ha detto...

Hai ragione, però tieni anche conto che un display di sonorità così variegate (e ben presentate), non si era mai sentito in qualunque lavoro pregresso dei NT.
La "schizofrenia"? No, ma dove? Io non ce la vedo per nulla. A mio avviso è solo una menata ex-post da giornalisti: tutti sapevano che stavano per dividersi, allora tutti hanno voluto per forza vedere in quest'album una qualche frammentarietà.
Cmq, lo chiederò a Vittorio non appena lo becco.

In ogni caso, ti passo una confidenza personale (ma non dirlo a nessuno): per me "Annalisa" e "La prima goccia bagna il viso" sono robe stratosferiche!!!

Armando ha detto...

Ok, serberò il segreto.

Gentle Giant ha detto...

La mia opinione su UT dopo circa venti ascolti in tre anni.

Preciso subito a scanso di equivoci che a parte le stratosferiche Orme, Concerto Grosso (soltanto il primo) e
qualche cosetta d'altro il resto del progressive italiano è a mio avviso roba da serie C, perlomeno quello che conosco (neanche un ventesimo di quello che è listato su questo (bel) sito).

1. Studio: gong, piano e organo in stile cameristico: una vera piaga.
2. XXII Strada: mossa e aggressiva, batteria in bella evidenza: buona (un poco cortina, nevvero?).
3. I cavalieri del Lago dell'Ontario: inizio estremamente suggestivo con la sequenza di tamburo, recorder (flautino) e chitarra sognante. La melodia cantata non è affatto male (e la suggestione continua sul lago Ontario).
L'inciso non mi pare molto in sintonia. Segue l'assolo di tastiera (che lascerei eseguire a chi lo sa fare molto ma molto meglio). Dopo la ripetizione dell'inciso arriva una tastierina a strimpellare un pezzo di un conosciutissimo brano (deprimente): Un inizio veramente buono rovinato in buona parte da metà pezzo in avanti: comunque
discreta meno.
4. Storia di un foglia: una canzone pop (ma di quelle peggiori): veramente obbrobbriosa (neanche Nico e i Gabbiani avrebbero saputo far peggio).
5. Nato adesso: finalmente un vero Nico Di Palo con reminiscenze senza orari e senza bandiere, finalmente un'atmosfera senza bisogno di etichetta nera, anche l'assolo di chitarra non è pretenzioso (ma valido): buona.
6. C'è troppa guerra: collage di chitarra hard-rockkica (il rif è piuttosto scontato) con un cantato suddiviso in una sequenza di tre differenti melodie abbastanza originali: direi tutto sommato buona.
7. Paolo e Francesca: Chitarra piangente (molto relativamente piacevole) alternasi a cantato (molto relativamente) piacevole. Lascio giudicare a voi se il dialogo tra Paolo e Francesca fatto per mezzo della chitarra
fosse cosa da fare oppure no (anzi no, non resisto e devo dire il mio parere: per me non era da fare): discreta meno meno.
8. Chi mi può capire: aaaaah! Di nuovo il nostro grandissimo Nico anche un pochettino Concertogrossiano: il
brano migliore del disco (del resto non ci voleva molto).


Il mio giudizio complessivo su questo disco non va al di là un 6 meno meno su dieci.
Discontinuo e poco ispirato (meno male che esiste la facciata B se no era proprio da buttare).

Naturalmente ognuno se le gusta a modo suo e questo è quello che io sento.

P.S. Se volete sentire un brano veramente super progressive ed assolutamente meraviglioso nella sua complessa costruzione andate a sentire (vi consiglio di ascoltarlo almeno venti volte di fila)
un brano che i New Trolls hanno presentato ad un Festival di Sanremo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Si intitola Faccia di cane ed è un capolavoro (per fortuna fiducioso dei New Trolls all'epoca me lo ero
registrato su videocassetta). Attenzione!!! Ne esiste una seconda versione, che non so in che occasione sia
stata pubblicata, con un arrangiamento non azzeccato che sacrifica gran parte della meraviglia dell'originale.

J.J. JOHN ha detto...

Il 45 giri di "Faccia di cane" era tutto fuori che Prog e forse era quella la versione "non azzeccata".
Purtroppo, altre non ne conosco.

Anonimo ha detto...

Uè a "gentle giant" come si fa a catalogare il prog italiano di serie C.....e come si fa a dire che le orme erano stratosferiche? Hai mai sentito parlare di Area, Perigeo, Battiato del primissimo periodo, Banco, Osanna.....ecc.....?????

Il mondo è bello perchè è vario.....disse qualcuno.

Ut come album non mi dispiace, anche se c'è un mix mal riuscito di canzoni valide con altre poppeggianti secondo me decisamente brutte.

Personalmente salvo solo "nato adesso" e "c'è troppa guerra".....

alex77

Anonimo ha detto...

Il contadino disperato per la siccità prega... e quando finalmente piove La Prima Goccia Bagna Il Viso.
Chi non ha mai sentito questo pezzo effettivamente stratosferico (solo su 45 giri, 1 e 2 parte, 1971) può farlo qui:
http://www.youtube.com/watch?v=dQ8jYY88CGc

Ezio

taz ha detto...

Guai a toccare UT ai fans della prima ora dei NT...per loro, e per me, ci si trova davanti ad un gran disco...pop-jazzrock-prog-hard-classico...e non per questo vuol dire che il disco sia frammentario, tutt'altro...non trovo pregiudicante il risultato finale...Salvi è un vero prodigio nel suonare l'organo(oggi maestro e direttore di un'orchestra classica)...Nico qui raggiunge "lidi" mai più toccati nella sua carriera sia come voce che come chitarra e Belleno chiede ai grandi di ascoltarlo un'attimo solo per fargli vedere come si batte sulla batteria.....Anche se da lì a poco scoppierà il caso NT secondo me in questo disco i "ragazzi" dimostrano di saperci fare e bene...gli arrangiamenti e la produzione sono una garanzia New Trolls...uno dei pochi gruppi nato senza fare il verso agli "stranieri" o coverizzando come fù per altri gruppi...qui in UT ci sono delle influenze?..si...ma di livello qualitativo molto alto...Il prog è una grande chiave per aprire porte "infinite" di contaminazioni e suoni...il prog è un'alfabeto completo di tutte le note musicali e in questo disco ne vengono aperte parecchie di porte e note.....Io non trovo punti deboli in questo disco...trovo tanti punti per riflettere...tante scale per salire e scendere nell'intimo dell'essere umano..luci che si accendono e si spengono e il finale è il giusto segreto da custodire nel propio intimo.."tu sola sai la mia storia, chiudila in te, per sempre, insieme a me..."

Per G.G.:...prog di serie "C"??...hai sbagliato clamorosamente campionato..ciao

Anonimo ha detto...

Almeno Gentle Giant mi piacerebbe che tu motivassi il perchè secondo te il prog italiano è di serie C.....a me personalmente questa sembra un'affermazione piena di pregiudizio fatta da vero esterofilo.....

alex77

lenz ha detto...

se uno si da come nick Gentle Giant non c'è nulla di strano a sentirlo classificare il prog italiano da vero esterofilo... sarebbe stato più assurdo se si fosse chiamato Osanna o Alluminogeni :)
cmq caro GG, detto alla toscana: "hai caato for dal vaso" ;)

Gentle Giant ha detto...

commento censurato per linguaggio offensivo

J.J. JOHN ha detto...

Gentle Giant,
insultare i lettori di questo sito - o chiunque - preclude l'accesso ai commenti.
Siamo interessati alle tue opinioni come ai gusti di ciascuno ma, cerca di capire: solo se espressi civilmente e con educazione.

Non mi da fastidio l'ironia bonaria, mi disgustano gli insulti diretti, lo svilire i percorsi acquisiti con passione, anche se criticabili. La supponenza che deve per forza svaccare le opinioni altrui per certificare le proprie.

Detto questo, riscrivi quando vuoi, ma mantenendo quel contegno che hai già dimostrato di possedere.

Si prenda questo sito come un territorio di confronto e di crescita, non come un campo di battaglia o una palestra per detrattori.

Gentle Giant ha detto...

Per J.J. John:
quindi secondo te non erano uno "svilire i percorsi acquisiti con passione" e neppure
"supponenza che deve per forza svaccare le opinioni altrui per certificare le proprie" i commenti in risposta al mio (tra l'altro un commento critico ma chiaramente da innamorato dei NT che pur essendo sentito e deciso affermava chiaramente che si trattava ovviamente soltanto di mie opinioni come del resto le vostre sono soltanto le vostre opinioni)
che dicevano:

Anonimo: "Uè a "gentle giant" come si fa a catalogare il prog italiano di serie C"

taz: "Guai a toccare UT ai fans della prima ora dei NT..."
"Per G.G.:...prog di serie "C"??...hai sbagliato clamorosamente campionato"

Anonimo: "questa sembra un'affermazione piena di pregiudizio fatta da vero esterofilo....."

lenz: "cmq caro GG, detto alla toscana: "hai caato for dal vaso"

A me e a qualunque altra persona sensata sembra piuttosto che sia
esattamente il contrario di quello
che tu affermi.

Quello che avresti dovuto fare era dire qualche parola a questi commentatori in particolare ad uno di essi.

Questo sito per essere davvero "un territorio di confronto e di crescita, non un campo di battaglia o una palestra per detrattori" come tu affermi dovrebbe permettere di dare anche delle opinioni contrarie a quelle pedissequemente favorevoli alla tendenza imperante.


Io non ho dato della sciovinista (o peggio) a nessuno
(intendo nel mio primo commento)mentre alcuni commentatori del tuo sito si sono permessi e come di scrivere cose sbagliate e supponenti (come dici tu) di cui una anche sul volgaruccio.

Sono comunque certo che la maggioranza silenziosa sia della mia stessa opinione riguardo al campionato in cui milita il prog italiano

Censurami pure tanto
nun c' s'ntimm cchiù.

J.J. JOHN ha detto...

Il discorso è che su questo sito l'ironia passa, gli insulti no.
Questo lo dico a te e lo ripeto a tutti coloro coi quali mi sono già chiarito.

Qui non esiste alcuna tendenza "imperante": stiamo trattando un argomento specifico.
Le tue opinioni hanno la stessa valenza delle altre, ma siccome è evidente che il Prog Italiano non sia nè il tuo genere preferito, nè credo tu abbia molto interesse ad approfondirlo, reputo ovvio che sollevino reazioni anomale.

Detto questo vorrei che si continuasse a restare nel tema di questo sito.
Altrimenti, raccolgo l'invito a non accogliere più polemiche del genere.

Anonimo ha detto...

Quello che più spiace JJ è che gentle giant non ha alla fine motivato il perchè secondo lui il prog italiano è di serie C......invece di prendersela tanto poteva semplicemente rispondere alla mia richiesta. Tutto qui....

Ognuno ha la sua opinione, in giro per la rete ho sentito veramente di tutto. Ci sono anche dei blog in cui si ritiene il progressive italiano fenomenale e sicuramente all'altezza delle altre realtà internazionali.

alex77

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe avere un confronto con gentle giant.....io inizio a motivare il perchè secondo me il prog italiano è di serie A come in Inghilterra e come in chissà quanti altri paesi non anglo-americani.....sconosciuti nella mappa geografica del rock....

Secondo me l'unica cosa in meno che abbiamo avuto rispetto al prog inglese è un supporto adeguato da parte dei tecnici di registrazione e dei produttori. Ma questo non basta secondo me a classificare il ns. prog come scadente.....Lavori come Palepoli (che ha una registrazione pessima) rimarrano comune sempre dei capolavori (che piaccia o meno come lavoro).....e a conferma di questo basta vedere come viene considerato il disco in questione all'estero (ex. su progarchives).....Altri gruppi come Area, Pholas Dactylus, Banco, Perigeo, Museo Rosembach, ecc. ecc. personalmente non riesco proprio a vederli come inferiori a nessun gruppo estero di musica progressiva.

Ci sono stati tra l'altro anche grandi cantautori....Sorrenti, Camisasca, Battiato, ecc.ecc. Ed anche in questo caso non riesco a considerarli inferiori proprio a nessuno......

Anonimo ha detto...

Ed inoltre sto scoprendo proprio in questo periodo forse la parte più originale ed autoctona del nostro paese degli anni 70. Il folk-prog. Gruppi come il Canzoniere del Lazio, i Carnascialia, il primo disco di Pagani, gli Zeit, i primi dischi di Pepe Maina o di Pino Masi (quest'ultimi due scoperti grazie allo splendido blog "laltritalia").....

Anche in questo caso non mi sembra di parlare di gruppi o di cantautori inferiori rispetto alla scena straniera del periodo.....

Forse Gentle Giant classifica il ns. prog come di serie C partendo dal fatto che il progressive non è certo invenzione degli italiani......che sicuramente sono arrivati dopo.

Alle volte secondo me, però,si può anche non arrivare per primi, ma comunque riuscire a produrre dei lavori oggettivamente belli che almeno possono arricchire qualitativamente e quantitativamente il genere musicale.....

Non so Gentle, secondo me il prog italiano è stato grande e non sicuramente inferiore a nessuno dal punto di vista compositivo.... Come dicevo prima abbiamo avuto carenze dal punto di vista della produzione.....ma di questo penso proprio che i nostri complessi non abbiano nessun tipo di colpa.....

In breve ho cercato di dire la mia.....spero che gentle quando può possa dire la sua, motivando il perchè della sua posizione......

Inoltre ne approfitto per chiederti JJ se ci sarà da parte tua una recensione dei gruppi folk-prog da me citati prima, inquanto ritengo che pur avendo toccato il progressive solo marginalmente, sono lavori che si possono definire autoctoni.....visto che cercano di utilizzare un linguaggio che parte dalla nostra eredità musicale......

ciao da alex77

Gius ha detto...

Buongiorno, una volta ero un grande fan dei NT ed anche se attulamente ho cambiato idea, qualcosina me la ricordo ancora e vorrei contribuire all'appassionata recensione facendo un pò di precisazioni.

De Scalzi, all'epoca delle registrazioni del disco, era di fatto fuori dal gruppo e tra ripensamenti vari gli riuscì di registrare ( o glielo permisero gli altri) SOLO la chitarra arpeggiata e filtrata nel leslie (effetto per l'organo Hammond) nel brano I Cavalieri del Lago dell'Ontario.
Tra l'altro il brano in questione è cantato da Di Palo, coaudiuvato ai cori da se stesso e da Belleno.
Indi De Scalzi NON canta alcun brano nel disco.
Poi, per quanto sia stato per anni uno dei miei brani preferiti, C'è Troppa Guerra è ispirata da un brano dei Deep Purple (Bllodsucker dal LP In Rock) e quindi Led Zeppelin e Black Sabbath non centrano proprio, anche se Di Palo li "sfrutterà" un pochino per Canti d'Innocenza Canti d'Esperienza.

Spero di essere stato utile, ciao a tutti.

Gius

J.J. JOHN ha detto...

Grazie Gius, corretto sulla voce in "I cavalieri del Lago di Ontario.

Invece sull'ispirazione di "C'è troppa guerra" non metto in dubbio che ci sia qualcosa di Bloodsucker, ma tieni in mente che in quel pezzo davvero Blackmore sembra Page. Comunque è noto che i due si influenzarono a vicenda.

L'attacco del brano infine, pare un riff preso a prestito da Toni Iommi.
Molto "sabs" è anche l'alternanza di riff duri con una voce eterea.
Se poi ci mettiamo anche la campana iniziale, l'associazione è immediata.

Anonimo ha detto...

A me questo disco è piaciuto parecchio!
A parte l'iniziale STUDIO(a tratti parecchio confusionaria),non lo trovo così frammentario,anzi mi è sembrato piuttosto vario.
Ha dei pezzi suonati davvero con una classe invidiabile(E' il caso di Storia di una foglia,Paolo e Francesca,Chi mi può capire),e una potenza non indifferente(C'e troppa guerra,i Cavalieri del Lago dell'Ontario),per cui lo ritengo un'ottimo lavoro,tra i migliori del gruppo!

Denis

Anonimo ha detto...

Il disco può piacere o non piacere, io personalmente lo ascolto dal 1973, ricordo essere andato in bicletta a comparlo in un negozio di dischi nella città più vicina al mio paesello. credo averlo ascoltato almeno 1.000 volte ed ogni volta mi emoziono come quando avevo 14 anni. per me rimane uno dei migliori dischi della musica italiana anni 70, che è poi l'unica che vale la pena.
Zeman 451

Anonimo ha detto...

Ok, sono in ritardo di quasi due anni; mi scuso, ma ho iniziato solo recentemente a visitare questo eccellente blog.
So di andare controcorrente ma sono d'accordo con quanto aveva scritto Gentle Giant sulla catalogazione in Serie C del prog italiano degli anni 70.
Le ragioni sono diverse ma ne evidenzierei un paio che a me sembrano le principali: innanzitutto a differenza di UK e USA noi non abbiamo avuto i gruppi di R&B; i nostri complessi beat facevano il verso più ai Beatles che a Stones, Yardbirds, Animals, etc. e questa è la ragione per cui non abbiamo avuto a seguire, bands di acid rock alla Byrds, Jefferson o G.Dead e nemmeno abbaimo avuto un rock psichedelico nostrano come quello dei Pink Floyd, Hendrix, etc. Insomma, noi ci siamo trovati catapultati direttamente dal beat al Prog senza seguire quella evoluzione che invece a segnato le tappe del rock anglosassone.
La seconda ragione è a mio parere che il prog italiano ha sofferto la peggiore censura che sia mai stata imposta ad un movimento artistico. Considero il disco dei Museo Rosenbach il miglior lavoro prog italiano e sappiamo tutti come è andata. Vorrei ricordare a chi c'era e raccontare a chi non c'era che negli anni 70 non venivano censurati solo gli artisti ma che i "cinaz" impedivano anche al pubblico di ascoltare la musica che voleva.
Non a caso, a distanza di quasi quarant'anni, oggi, che c'è maggiore libertà di opinione, almeno in campo musicale, le nostre band prog sono molto considerate all'estero, forse ancora più che in Italia.
E di nuovo, considero il lavoro del Tempio delle Clessidre il miglior disco prog dell'ultimo ventennio.
In conclusione, prog di serie C forse no, ma inferiore a quello UK e anche a quello tedesco si, ne sono convinto.
Giovanni (MI)

JJ John ha detto...

Che noi fossimo stati catapultati dal Beat al Prog non è così vero.
Anche noi abbiamo avuto la nostra psichedelia e anche notevole: Le Stelle, Chetro e molti altri).
Il problema è che da un lato era una nicchia davvero troppo marginale e poi, come noti giustamente tu, non c'era una reale cultura di fondo che la stabilizzasse come movimento.
Rimase in sostanza l'assimilazione di un modello.

Non so se poi si possa parlare di "censura" sai? Molti radicalismi furono il frutto di un naturale processo storico.
Opinabile e sofferto quanto si vuole, ma pur sempre un processo storico.
Allìalba del Berlusconismo i casi Biagi, Santoro e Montanelli, quelli si, furono degli atti censori.

Infine è vero che il Prog Italiano fu molto debitore a UK, ma del resto, quale non lo fu a parte alcuni tedeschi?
La "mediterraneità" di certe produzioni però, rese il nostro sound unico al mondo ed è per questo, credo, che ancora oggi viene considerato e ricercato.
Gli inglesi ( e lo dico da inglese) Area o Dedalus se li sognavano.

Anonimo ha detto...

Se prendiamo come riferimento i ns. artisti più famosi degli anni 70, molti effettivamente scimmiottavano il prog inglese, fino quasi a fotocopiarlo....come nel caso di Orme, PFM, New trolls e derivati (tipo Atomic System e Ibis).

Ma alcuni grandi artisti, che si voglia o no, ci sono stati anche nella ns. penisola....tra l'altro dotati di personalità ed originalità....ed alle volte anche
di estremo coraggio.

Io citerei gli Area e i Dedalus come dici tu JJ, gruppi grandissimi, che dal punto di vista tecnico non avevano nulla da invidiare agli artisti stranieri, e che dal punto di vista compositivo offrivano dei lavori eccelsi, con un sound ancora fresco oggi. Il primo lavoro dei Dedalus sembra registrato ieri, e anche i lavori degli Area sono ancor'oggi al passo con i tempi....nonostante questi 2 ns. gruppi avessero meno mezzi a loro disposizione rispetto ai loro più famosi colleghi stranieri.

Oltretutto negli ultimi anni ho avuto modo, grazie ad internet e grazie a ristampe di alcuni cd che erano ormai diventati leggenda talmente erano introvabili, di ascoltare e di apprezzare dischi di artisti nostrani che si distaccavano in maniera netta (e convincente) dal prog straniero.
Il canzoniere del lazio, il primo lavoro di Pagani, i Pholas Dactylus (lo so JJ questi li odi....), i Nadma, ed altri gruppi ancora....insomma di artisti di spessore ce n'erano, poche storie.
Non sono un nazionalista, ma non sono neanche un esterofilo....semplicemente penso che dietro a scene musicali più famose (vuoi per la lingua, vuoi per i manager, ecc.) come quella inglese, americana e (perchè no) tedesca, c'erano altre scene valide che oggi hanno il meritato riscontro di pubblico (ed in alcuni casi anche di critica) all'estero.

Fare di tutta una erba un fascio insomma alla fine non serve a niente, si ridimensionerebbe solo il valori di alcuni grandi artisti, solo perchè nati in un paese non appartenente al triangolo d'oro (USA-UK-GERMANIA).

E colpa degli Area, dei Dedalus, di Battiato o dei Perigeo se sono nati qui da noi invece che in America???

Oggi io ammiro ancor di più gli artisti italiani da me sopramenzionati....Perchè penso alle incredibili difficoltà da loro incontrate per emergere, per non essere fischiati dal pubblico italiano dell'epoca o per incidere un disco. E sotto questo aspetto, i ns. gruppi anni 70 mi stupiscono sempre, ad ogni ascolto.

alex

Anonimo ha detto...

Grazie per i Vostri commenti che ho letto con grande attenzione.
Mi sembra comunque che siamo sulle stesse posizioni anche se espresse in modi diversi. Per quanto riguarda la psichedelia italiana, le Stelle sì ma è troppo poco, un solo disco, 100 copie, forse meno; la nicchia della nicchia.
Quanto al paragone sui giornalisti, peraltro già affermati, con gli artisti, questi invece bloccati sul nascere, secondo me non calza.
Non fu colpa dei nostri artisti nascere in Italia ma fu colpa di una minoranza di italiani non lasciare a questi artisti la completa libertà di esprimersi.
E siccome le capacità questi artisti ce le avevano, eccome,
mi chiedo che successo avrebbero avuto se fossero andati all'estero; come negli anni bui del nostro medio evo quando i nostri pittori e musicisti lasciarono un paese che li disprezzava per andare alle corti di regnanti illuminati.
C'è poi il discorso molto importante dei media: ho collezionato per diversi anni i New Musical Express e i Melody Maker e ogni settimana anche il più sfigato gruppo prog inglese aveva a disposizione spazio per comunicare le date dei concerti e una recensione del proprio disco, anche se minuscola, l'avrebbe comunque ottenuta.
In Italia? Se avessi voluto vedere un concerto dei Dedalus, avrei dovuto telefonare a Di Castri.

Giovanni

J.J. JOHN ha detto...

Grazie Giovanni.

Ora, a parte Le Stelle e Chetro non so citare molti gruppi psichedelici italiani ma qualcuno in più ce n'era.
Certo, sempre troppo di nicchia, ma pur se frammentaria una minima coscienza c'era. E secondo me troppo sottovalutata.

Riguardo al tuo secondo passaggio invece, mi vedi totalmente d'accordo.
Io sono inglese e ho trascorso gran parte della mia adolescenza negli outskirts londinesi e poi nelle mie adorate campagne dell'Essex.
Avendo uno zio che si occupava di stampa musicale ho fatto anch'io incetta di NME, MM, Record Mirror e compagnia.

Ecco... se solo sfogliavi quei giornali, ti rendevi conto della differenza che c'era tra una cultura musicalmente evoluta e una provinciale come la nostra.

In UK qualunque gruppo, anche il più marginale, aveva (e ha tuttora) possibilità di sfondare nel mondo intero. Qui no: troppe sovrastrutture. Troppe complicazioni.

Vuoi entrare in una band di culto?
Leggiti il Melody Maker e un provino lo farai di sicuro, come fece Hackett coi Genesis e come fecero migliaia di altri artisti. Qui no: devi essere già inserito in un sistema per captare il passaparola.

In UK, qualsiasi piccola discografica può contare su un supporto enorme da parte delle majors (la Rough Trade o la Mute ad esempio)pur conservando la massima autonomia.
Qui no: una volta che chiedi qualcosa alle majors sei già diventato un burattino.
Magari "senza fili", ma pur sempre un burattino.
E questo è il motivo per cui in Italia il mainstream suona tutto maledettamente uguale e immutabile.

Caro Giovanni: credo quindi sia meglio tenersi stretti il numero di telefono del Furio.

DogmaX ha detto...

Tra gli psichedelici dell'epoca, oltre ai già citati Mario Schifano e Chetro, seppur siano stati scoperti postumi c'erano anche gli Astrali con il loro Viaggio Allucinogeno... fondamentalmente era un disco di cover, però nel 1967 forse in Italia non c'era roba simile... infatti non fu pubblicato subito, ma solo all'inizio degli anni 90' xD

In Italia il problema mi sa che sono sempre state le major, la roba interessante c'è sempre stata, ma se in Inghilterra o in Germania passava senza non-chalance, qui o c'era la censura, o c'era scarsa pubblicità... ma tanto abbiamo Morandi, Nilla Pizzi, e ora Emma Marrone, chissenefrega... :(

pholas ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
pholas ha detto...

Dire che in generale il prog italiano è di serie C, salvando poi le zuccherose orme e affermare che "faccia di cane" sia un pezzo prog eccezionale, vuol dire come minimo che del prog italiano non gli può fregar di meno oppure, forse più giustamente, di avere una competenza musicale tendente allo zero assoluto (d'altronde liquida persino il maestro Salvi come modesto quindi di cosa stiamo parlando?).
UT è, a mio parere, un lavoro fenomenale con De scalzi messo repentinamente in un angolo perchè l'anima prog dei new Trolls sono proprio quelli che poi si faranno chiamare IBIS anche se limitatamente al primo disco, quello ancora senza nome, perchè "Sun Supreme" è un mezzo pasticcio e l'ultimo album, Ibis, peraltro abbastanza dignitoso, è tutto meno che progressive.
Le basi di UT sono state forgiate dal precedente "Searching for a Land", doppio album sottovalutatissimo, dove s'incomincia a intravvedere l'incompatibilità artistica tra De Scalzi e gli altri. Il primo disco è un soft-prog rock di maniera dove prevale la linea melodica di De Scalzi, molto buono ma nulla d'innovativo, mentre il secondo è un eccezionale antipasto (ma anche primo, secondo e contorno) a quello che sarà poi UT e "?" due tra i migliori album di hard prog italiano di sempre.
Non a caso "Bright Lights" e "Lying here" verranno ripresi dagli "Uno Tempore" insieme a tutto l'album "UT" ad esclusione dell'unica traccia davvero debole (storia di una foglia)e con l'inclusione de "L'amico della porta accanto" che , per chi scrive, è il miglior pezzo singolo hardprog italiano di sempre (Colosseum, Black Sabbath e voce straordinaria!)
Un paese quale l'Italia, dove la censura di una certa musica negli anni settanta è stata tangibilissima, che ha dato origine ad una cinquantina di buone/ottime formazioni, alcune memorabili e che forse al pari delle sole Inghilterra e Germania ha saputo variegare in maniera esaustiva un unico genere, è, musicalmente, un paese all'avanguardia. Se si parla "aggratis" di progressive di serie C è meglio incanalare le proprie energie altrove, ad esempio nel mondo accattivante e vanitoso della "pelota

UGO ha detto...

NON TOCCATEMI UT SENNO VI PICCHIO!!!GRANDIOSO DISCO IL MIGLIORE PER ME DEI NEW TROLLS.A QUESTO CI AGGIUNGEREI ALMENO TRE BRANI DI 45 GIRI CHE SONO:1)AUTOSTRADA 2)VENTI O CENT'ANNI 3)SOMEWHERE...VERSIONE ITALIANA MEDITATE GENTE MEDITATE UGO