New Trolls: Ut (1972)

new trolls ut 1972Se non fosse per l'imminente ciclone che di lì a poco avrebbe devastato lo storico gruppo genovese, potremmo definire il loro quinto ellepì "Ut", uno dei meglio riusciti della loro produzione.
Purtroppo però, tutte le meraviglie che appaiono in quest'album si presenteranno all'ascoltatore quasi a comporre un epitaffio la cui stesura era già iniziata da qualche tempo.
 

Vittorio de Scalzi per esempio, dopo un momentaneo abbandono del gruppo decide definitivamente di rinunciare al suo storico ruolo di autore e di comparire solo come chitarrista, lasciando quindi carta bianca a Di Palo, Belleno, Laugelli e Maurizio Salvi, già collaboratore del gruppo all'epoca di Concerto Grosso.

Malgrado gli attriti comunque, il sound che esce da "Ut" è sorprendentemente variegato e brillante quasi come se il gruppo, già conscio del suo futuro, volesse rilassarsi senza calcare troppo la mano sulle implicazioni della loro imminente separazione.

Già dal titolo (Ut è l'antico nome della nota "Do"), si capisce che la band voglia concentrarsi solo sulla musica: intenzione che nella pratica sarà mantenuta restituendo in otto brani tutte le sfaccettature musicali appannaggio dei musicisti.

Si comincia con una rielaborazione di Salvi di uno studio per piano di Johann Baptist Cramer per entrare senza soluzione di continuità in un breve ma infuocato prog-rock di marcato sapore fusion ("XII Strada").

 
Fin qui, la coesione della band è probabilmente la migliore che si possa ascoltare da "Concerto grosso" e la successiva prog-song, "I cavalieri del Lago d'Ontario" (testi: Laugelli, voce: Di Palo), non è solo una conferma di questo evidente stato di grazia, ma supera addirittura ogni aspettativa restituendo uno dei migliori brani in assoluto del quintetto.
Ancora una volta, viene da chiedersi come una formazione del genere stesse per dividersi.

 
ut 1972 new trollsSe "Storia di una foglia" e "Nato adesso" rispecchiano rispettivamente le due anime contrapposte di De Scalzi e Di Palo, riportando il disco su una dimensione più soffice, la dignitosa "Nato adesso" ci catapulta nella seconda perla di questo disco,"C'è troppa guerra," che è di fatto un micidiale cocktail di hard-rock e unplugged a mezza via tra le cose migliori dei Led Zeppelin e dei Black Sabbath.
 

In dieci minuti di compattezza granitica i New Trolls mettono in riga tutte le altre formazioni che si sono cimentate nell'hard, o che avrebbero appena voluto imitarli. Personalmente, trovo che in questo brano la voce di Di Palo raggiunga uno dei suoi massimi vertici espressivi.
Con grande raffinatezza segue poi una ballata pop soft di stampo "estivo" ("Paolo e Francesca"), nobilitata da un particolarissimo assolo di chitarra ma complessivamente non proprio imprescindibile.
Chiude l'album
la struggente "Chi mi può capire" che completa il vasto catalogo di umori che hanno attraversato il long playing e che, insieme ai "Cavalieri del lago di Ontario", si contende il titolo di miglior brano di Ut.


new trolls dal vivoSulle ultime malinconiche note di pianoforte, calèrà infine il sipario sulla prima grande epopea dei New Trolls.
In poco meno di sei mesi De Scalzi abbandonerà definitivamente gli altri per dar vita a una sua casa discografica (la "Magma") e costituire con D'Adamo gli NTAtomic System.

 

Di Palo formerà gli gli Ibis con Belleno, il quale a sua volta fonderà successivamente i Tritons.
Infine, nel 1976, proprio grazie a Gianni Belleno, nel frattempo tornato con De Scalzi, il gruppo originale si ricompatterà ma con obiettivi più votati al commerciale. Musica di classe s'intende, ma pur sempre Pop.


Malgrado la vacillante situazione del gruppo, "Ut" vendette piuttosto bene, al punto che furono in molti a caldeggiare i due leaders di restare insieme. La stroria però era già scritta.
Data la vastità di inputs e di riferimenti, la critica fu ovviamente divisa sul suo effettivo valore.
Da un lato c'è chi lo considerò un collage non particolarmente innovativo e neppure troppo omogeneo, per non dire "discontinuo e inconcludente", dall'altro non furono in pochi a considerarlo un disco quasi miracoloso (considerando la situazione) e di gran lunga superiore ai precedenti Concerto Grosso e Searching for a land.
In questo caso probabilmente la verità sta nel mezzo e, personalmente, amo pensare a questo disco come un valido compendio delle capacità della band che perlomeno, premiò una
una breve ma ritrovata conflittualità.

77 commenti :

Gianni Lucini ha detto...

I New Trolls sono litigarelli per tutta la loro storia. Condivido il tuo giudizio sull'album che, se non si offende nessuno, trovo moooolto superiore a Concerto Grosso. :-)

V i k k ha detto...

bhè mi pare sia giunto il momento di parlare dei New Trolls in versione Bee Gees, non trovi caro John?
Credo però che quello sia compito mio :)

JJ JOHN ha detto...

Si, è compito tuo e so che hai i mezzi adeguati per farlo.
Io corro a ripararmi dalla bomba...

Anonimo ha detto...

A me Concerto Grosso è piaciuto tantissimo!Se dite che questo è pure meglio, me lo prendo subito!Mi fido, eh...
Ale

Armando ha detto...

Suvvia, John, non si può negare che l'album mostri una certa frammentarietà: hard rock, pop melodico, prog barocco e così via. Secondo me invece è davvero il documento di una scissione di fatto già avvenuta.
Che poi il disco non sia da buttare sono d'accordo: alcune cose sono da antologia, tuttavia una certa schizofrenia di fondo è palese.
Direi che però è un dato ricorrente in tutta la discografia del gruppo.
Colpi di genio e tentazioni commerciali, ma sempre con un grande talento.
Saluti.

JJ JOHN ha detto...

Hai ragione, però tieni anche conto che un display di sonorità così variegate (e ben presentate), non si era mai sentito in qualunque lavoro pregresso dei NT.
La "schizofrenia"? No, ma dove? Io non ce la vedo per nulla. A mio avviso è solo una menata ex-post da giornalisti: tutti sapevano che stavano per dividersi, allora tutti hanno voluto per forza vedere in quest'album una qualche frammentarietà.
Cmq, lo chiederò a Vittorio non appena lo becco.

In ogni caso, ti passo una confidenza personale (ma non dirlo a nessuno): per me "Annalisa" e "La prima goccia bagna il viso" sono robe stratosferiche!!!

Armando ha detto...

Ok, serberò il segreto.

Gentle Giant ha detto...

La mia opinione su UT dopo circa venti ascolti in tre anni.

Preciso subito a scanso di equivoci che a parte le stratosferiche Orme, Concerto Grosso (soltanto il primo) e
qualche cosetta d'altro il resto del progressive italiano è a mio avviso roba da serie C, perlomeno quello che conosco (neanche un ventesimo di quello che è listato su questo (bel) sito).

1. Studio: gong, piano e organo in stile cameristico: una vera piaga.
2. XXII Strada: mossa e aggressiva, batteria in bella evidenza: buona (un poco cortina, nevvero?).
3. I cavalieri del Lago dell'Ontario: inizio estremamente suggestivo con la sequenza di tamburo, recorder (flautino) e chitarra sognante. La melodia cantata non è affatto male (e la suggestione continua sul lago Ontario).
L'inciso non mi pare molto in sintonia. Segue l'assolo di tastiera (che lascerei eseguire a chi lo sa fare molto ma molto meglio). Dopo la ripetizione dell'inciso arriva una tastierina a strimpellare un pezzo di un conosciutissimo brano (deprimente): Un inizio veramente buono rovinato in buona parte da metà pezzo in avanti: comunque
discreta meno.
4. Storia di un foglia: una canzone pop (ma di quelle peggiori): veramente obbrobbriosa (neanche Nico e i Gabbiani avrebbero saputo far peggio).
5. Nato adesso: finalmente un vero Nico Di Palo con reminiscenze senza orari e senza bandiere, finalmente un'atmosfera senza bisogno di etichetta nera, anche l'assolo di chitarra non è pretenzioso (ma valido): buona.
6. C'è troppa guerra: collage di chitarra hard-rockkica (il rif è piuttosto scontato) con un cantato suddiviso in una sequenza di tre differenti melodie abbastanza originali: direi tutto sommato buona.
7. Paolo e Francesca: Chitarra piangente (molto relativamente piacevole) alternasi a cantato (molto relativamente) piacevole. Lascio giudicare a voi se il dialogo tra Paolo e Francesca fatto per mezzo della chitarra
fosse cosa da fare oppure no (anzi no, non resisto e devo dire il mio parere: per me non era da fare): discreta meno meno.
8. Chi mi può capire: aaaaah! Di nuovo il nostro grandissimo Nico anche un pochettino Concertogrossiano: il
brano migliore del disco (del resto non ci voleva molto).


Il mio giudizio complessivo su questo disco non va al di là un 6 meno meno su dieci.
Discontinuo e poco ispirato (meno male che esiste la facciata B se no era proprio da buttare).

Naturalmente ognuno se le gusta a modo suo e questo è quello che io sento.

P.S. Se volete sentire un brano veramente super progressive ed assolutamente meraviglioso nella sua complessa costruzione andate a sentire (vi consiglio di ascoltarlo almeno venti volte di fila)
un brano che i New Trolls hanno presentato ad un Festival di Sanremo !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Si intitola Faccia di cane ed è un capolavoro (per fortuna fiducioso dei New Trolls all'epoca me lo ero
registrato su videocassetta). Attenzione!!! Ne esiste una seconda versione, che non so in che occasione sia
stata pubblicata, con un arrangiamento non azzeccato che sacrifica gran parte della meraviglia dell'originale.

J.J. JOHN ha detto...

Il 45 giri di "Faccia di cane" era tutto fuori che Prog e forse era quella la versione "non azzeccata".
Purtroppo, altre non ne conosco.

Anonimo ha detto...

Uè a "gentle giant" come si fa a catalogare il prog italiano di serie C.....e come si fa a dire che le orme erano stratosferiche? Hai mai sentito parlare di Area, Perigeo, Battiato del primissimo periodo, Banco, Osanna.....ecc.....?????

Il mondo è bello perchè è vario.....disse qualcuno.

Ut come album non mi dispiace, anche se c'è un mix mal riuscito di canzoni valide con altre poppeggianti secondo me decisamente brutte.

Personalmente salvo solo "nato adesso" e "c'è troppa guerra".....

alex77

Anonimo ha detto...

Il contadino disperato per la siccità prega... e quando finalmente piove La Prima Goccia Bagna Il Viso.
Chi non ha mai sentito questo pezzo effettivamente stratosferico (solo su 45 giri, 1 e 2 parte, 1971) può farlo qui:
http://www.youtube.com/watch?v=dQ8jYY88CGc

Ezio

taz ha detto...

Guai a toccare UT ai fans della prima ora dei NT...per loro, e per me, ci si trova davanti ad un gran disco...pop-jazzrock-prog-hard-classico...e non per questo vuol dire che il disco sia frammentario, tutt'altro...non trovo pregiudicante il risultato finale...Salvi è un vero prodigio nel suonare l'organo(oggi maestro e direttore di un'orchestra classica)...Nico qui raggiunge "lidi" mai più toccati nella sua carriera sia come voce che come chitarra e Belleno chiede ai grandi di ascoltarlo un'attimo solo per fargli vedere come si batte sulla batteria.....Anche se da lì a poco scoppierà il caso NT secondo me in questo disco i "ragazzi" dimostrano di saperci fare e bene...gli arrangiamenti e la produzione sono una garanzia New Trolls...uno dei pochi gruppi nato senza fare il verso agli "stranieri" o coverizzando come fù per altri gruppi...qui in UT ci sono delle influenze?..si...ma di livello qualitativo molto alto...Il prog è una grande chiave per aprire porte "infinite" di contaminazioni e suoni...il prog è un'alfabeto completo di tutte le note musicali e in questo disco ne vengono aperte parecchie di porte e note.....Io non trovo punti deboli in questo disco...trovo tanti punti per riflettere...tante scale per salire e scendere nell'intimo dell'essere umano..luci che si accendono e si spengono e il finale è il giusto segreto da custodire nel propio intimo.."tu sola sai la mia storia, chiudila in te, per sempre, insieme a me..."

Per G.G.:...prog di serie "C"??...hai sbagliato clamorosamente campionato..ciao

Anonimo ha detto...

Almeno Gentle Giant mi piacerebbe che tu motivassi il perchè secondo te il prog italiano è di serie C.....a me personalmente questa sembra un'affermazione piena di pregiudizio fatta da vero esterofilo.....

alex77

lenz ha detto...

se uno si da come nick Gentle Giant non c'è nulla di strano a sentirlo classificare il prog italiano da vero esterofilo... sarebbe stato più assurdo se si fosse chiamato Osanna o Alluminogeni :)
cmq caro GG, detto alla toscana: "hai caato for dal vaso" ;)

Gentle Giant ha detto...

commento censurato per linguaggio offensivo

J.J. JOHN ha detto...

Gentle Giant,
insultare i lettori di questo sito - o chiunque - preclude l'accesso ai commenti.
Siamo interessati alle tue opinioni come ai gusti di ciascuno ma, cerca di capire: solo se espressi civilmente e con educazione.

Non mi da fastidio l'ironia bonaria, mi disgustano gli insulti diretti, lo svilire i percorsi acquisiti con passione, anche se criticabili. La supponenza che deve per forza svaccare le opinioni altrui per certificare le proprie.

Detto questo, riscrivi quando vuoi, ma mantenendo quel contegno che hai già dimostrato di possedere.

Si prenda questo sito come un territorio di confronto e di crescita, non come un campo di battaglia o una palestra per detrattori.

Gentle Giant ha detto...

Per J.J. John:
quindi secondo te non erano uno "svilire i percorsi acquisiti con passione" e neppure
"supponenza che deve per forza svaccare le opinioni altrui per certificare le proprie" i commenti in risposta al mio (tra l'altro un commento critico ma chiaramente da innamorato dei NT che pur essendo sentito e deciso affermava chiaramente che si trattava ovviamente soltanto di mie opinioni come del resto le vostre sono soltanto le vostre opinioni)
che dicevano:

Anonimo: "Uè a "gentle giant" come si fa a catalogare il prog italiano di serie C"

taz: "Guai a toccare UT ai fans della prima ora dei NT..."
"Per G.G.:...prog di serie "C"??...hai sbagliato clamorosamente campionato"

Anonimo: "questa sembra un'affermazione piena di pregiudizio fatta da vero esterofilo....."

lenz: "cmq caro GG, detto alla toscana: "hai caato for dal vaso"

A me e a qualunque altra persona sensata sembra piuttosto che sia
esattamente il contrario di quello
che tu affermi.

Quello che avresti dovuto fare era dire qualche parola a questi commentatori in particolare ad uno di essi.

Questo sito per essere davvero "un territorio di confronto e di crescita, non un campo di battaglia o una palestra per detrattori" come tu affermi dovrebbe permettere di dare anche delle opinioni contrarie a quelle pedissequemente favorevoli alla tendenza imperante.


Io non ho dato della sciovinista (o peggio) a nessuno
(intendo nel mio primo commento)mentre alcuni commentatori del tuo sito si sono permessi e come di scrivere cose sbagliate e supponenti (come dici tu) di cui una anche sul volgaruccio.

Sono comunque certo che la maggioranza silenziosa sia della mia stessa opinione riguardo al campionato in cui milita il prog italiano

Censurami pure tanto
nun c' s'ntimm cchiù.

J.J. JOHN ha detto...

Il discorso è che su questo sito l'ironia passa, gli insulti no.
Questo lo dico a te e lo ripeto a tutti coloro coi quali mi sono già chiarito.

Qui non esiste alcuna tendenza "imperante": stiamo trattando un argomento specifico.
Le tue opinioni hanno la stessa valenza delle altre, ma siccome è evidente che il Prog Italiano non sia nè il tuo genere preferito, nè credo tu abbia molto interesse ad approfondirlo, reputo ovvio che sollevino reazioni anomale.

Detto questo vorrei che si continuasse a restare nel tema di questo sito.
Altrimenti, raccolgo l'invito a non accogliere più polemiche del genere.

Anonimo ha detto...

Quello che più spiace JJ è che gentle giant non ha alla fine motivato il perchè secondo lui il prog italiano è di serie C......invece di prendersela tanto poteva semplicemente rispondere alla mia richiesta. Tutto qui....

Ognuno ha la sua opinione, in giro per la rete ho sentito veramente di tutto. Ci sono anche dei blog in cui si ritiene il progressive italiano fenomenale e sicuramente all'altezza delle altre realtà internazionali.

alex77

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe avere un confronto con gentle giant.....io inizio a motivare il perchè secondo me il prog italiano è di serie A come in Inghilterra e come in chissà quanti altri paesi non anglo-americani.....sconosciuti nella mappa geografica del rock....

Secondo me l'unica cosa in meno che abbiamo avuto rispetto al prog inglese è un supporto adeguato da parte dei tecnici di registrazione e dei produttori. Ma questo non basta secondo me a classificare il ns. prog come scadente.....Lavori come Palepoli (che ha una registrazione pessima) rimarrano comune sempre dei capolavori (che piaccia o meno come lavoro).....e a conferma di questo basta vedere come viene considerato il disco in questione all'estero (ex. su progarchives).....Altri gruppi come Area, Pholas Dactylus, Banco, Perigeo, Museo Rosembach, ecc. ecc. personalmente non riesco proprio a vederli come inferiori a nessun gruppo estero di musica progressiva.

Ci sono stati tra l'altro anche grandi cantautori....Sorrenti, Camisasca, Battiato, ecc.ecc. Ed anche in questo caso non riesco a considerarli inferiori proprio a nessuno......

Anonimo ha detto...

Ed inoltre sto scoprendo proprio in questo periodo forse la parte più originale ed autoctona del nostro paese degli anni 70. Il folk-prog. Gruppi come il Canzoniere del Lazio, i Carnascialia, il primo disco di Pagani, gli Zeit, i primi dischi di Pepe Maina o di Pino Masi (quest'ultimi due scoperti grazie allo splendido blog "laltritalia").....

Anche in questo caso non mi sembra di parlare di gruppi o di cantautori inferiori rispetto alla scena straniera del periodo.....

Forse Gentle Giant classifica il ns. prog come di serie C partendo dal fatto che il progressive non è certo invenzione degli italiani......che sicuramente sono arrivati dopo.

Alle volte secondo me, però,si può anche non arrivare per primi, ma comunque riuscire a produrre dei lavori oggettivamente belli che almeno possono arricchire qualitativamente e quantitativamente il genere musicale.....

Non so Gentle, secondo me il prog italiano è stato grande e non sicuramente inferiore a nessuno dal punto di vista compositivo.... Come dicevo prima abbiamo avuto carenze dal punto di vista della produzione.....ma di questo penso proprio che i nostri complessi non abbiano nessun tipo di colpa.....

In breve ho cercato di dire la mia.....spero che gentle quando può possa dire la sua, motivando il perchè della sua posizione......

Inoltre ne approfitto per chiederti JJ se ci sarà da parte tua una recensione dei gruppi folk-prog da me citati prima, inquanto ritengo che pur avendo toccato il progressive solo marginalmente, sono lavori che si possono definire autoctoni.....visto che cercano di utilizzare un linguaggio che parte dalla nostra eredità musicale......

ciao da alex77

Gius ha detto...

Buongiorno, una volta ero un grande fan dei NT ed anche se attulamente ho cambiato idea, qualcosina me la ricordo ancora e vorrei contribuire all'appassionata recensione facendo un pò di precisazioni.

De Scalzi, all'epoca delle registrazioni del disco, era di fatto fuori dal gruppo e tra ripensamenti vari gli riuscì di registrare ( o glielo permisero gli altri) SOLO la chitarra arpeggiata e filtrata nel leslie (effetto per l'organo Hammond) nel brano I Cavalieri del Lago dell'Ontario.
Tra l'altro il brano in questione è cantato da Di Palo, coaudiuvato ai cori da se stesso e da Belleno.
Indi De Scalzi NON canta alcun brano nel disco.
Poi, per quanto sia stato per anni uno dei miei brani preferiti, C'è Troppa Guerra è ispirata da un brano dei Deep Purple (Bllodsucker dal LP In Rock) e quindi Led Zeppelin e Black Sabbath non centrano proprio, anche se Di Palo li "sfrutterà" un pochino per Canti d'Innocenza Canti d'Esperienza.

Spero di essere stato utile, ciao a tutti.

Gius

J.J. JOHN ha detto...

Grazie Gius, corretto sulla voce in "I cavalieri del Lago di Ontario.

Invece sull'ispirazione di "C'è troppa guerra" non metto in dubbio che ci sia qualcosa di Bloodsucker, ma tieni in mente che in quel pezzo davvero Blackmore sembra Page. Comunque è noto che i due si influenzarono a vicenda.

L'attacco del brano infine, pare un riff preso a prestito da Toni Iommi.
Molto "sabs" è anche l'alternanza di riff duri con una voce eterea.
Se poi ci mettiamo anche la campana iniziale, l'associazione è immediata.

Anonimo ha detto...

A me questo disco è piaciuto parecchio!
A parte l'iniziale STUDIO(a tratti parecchio confusionaria),non lo trovo così frammentario,anzi mi è sembrato piuttosto vario.
Ha dei pezzi suonati davvero con una classe invidiabile(E' il caso di Storia di una foglia,Paolo e Francesca,Chi mi può capire),e una potenza non indifferente(C'e troppa guerra,i Cavalieri del Lago dell'Ontario),per cui lo ritengo un'ottimo lavoro,tra i migliori del gruppo!

Denis

Anonimo ha detto...

Il disco può piacere o non piacere, io personalmente lo ascolto dal 1973, ricordo essere andato in bicletta a comparlo in un negozio di dischi nella città più vicina al mio paesello. credo averlo ascoltato almeno 1.000 volte ed ogni volta mi emoziono come quando avevo 14 anni. per me rimane uno dei migliori dischi della musica italiana anni 70, che è poi l'unica che vale la pena.
Zeman 451

Anonimo ha detto...

Ok, sono in ritardo di quasi due anni; mi scuso, ma ho iniziato solo recentemente a visitare questo eccellente blog.
So di andare controcorrente ma sono d'accordo con quanto aveva scritto Gentle Giant sulla catalogazione in Serie C del prog italiano degli anni 70.
Le ragioni sono diverse ma ne evidenzierei un paio che a me sembrano le principali: innanzitutto a differenza di UK e USA noi non abbiamo avuto i gruppi di R&B; i nostri complessi beat facevano il verso più ai Beatles che a Stones, Yardbirds, Animals, etc. e questa è la ragione per cui non abbiamo avuto a seguire, bands di acid rock alla Byrds, Jefferson o G.Dead e nemmeno abbaimo avuto un rock psichedelico nostrano come quello dei Pink Floyd, Hendrix, etc. Insomma, noi ci siamo trovati catapultati direttamente dal beat al Prog senza seguire quella evoluzione che invece a segnato le tappe del rock anglosassone.
La seconda ragione è a mio parere che il prog italiano ha sofferto la peggiore censura che sia mai stata imposta ad un movimento artistico. Considero il disco dei Museo Rosenbach il miglior lavoro prog italiano e sappiamo tutti come è andata. Vorrei ricordare a chi c'era e raccontare a chi non c'era che negli anni 70 non venivano censurati solo gli artisti ma che i "cinaz" impedivano anche al pubblico di ascoltare la musica che voleva.
Non a caso, a distanza di quasi quarant'anni, oggi, che c'è maggiore libertà di opinione, almeno in campo musicale, le nostre band prog sono molto considerate all'estero, forse ancora più che in Italia.
E di nuovo, considero il lavoro del Tempio delle Clessidre il miglior disco prog dell'ultimo ventennio.
In conclusione, prog di serie C forse no, ma inferiore a quello UK e anche a quello tedesco si, ne sono convinto.
Giovanni (MI)

JJ John ha detto...

Che noi fossimo stati catapultati dal Beat al Prog non è così vero.
Anche noi abbiamo avuto la nostra psichedelia e anche notevole: Le Stelle, Chetro e molti altri).
Il problema è che da un lato era una nicchia davvero troppo marginale e poi, come noti giustamente tu, non c'era una reale cultura di fondo che la stabilizzasse come movimento.
Rimase in sostanza l'assimilazione di un modello.

Non so se poi si possa parlare di "censura" sai? Molti radicalismi furono il frutto di un naturale processo storico.
Opinabile e sofferto quanto si vuole, ma pur sempre un processo storico.
Allìalba del Berlusconismo i casi Biagi, Santoro e Montanelli, quelli si, furono degli atti censori.

Infine è vero che il Prog Italiano fu molto debitore a UK, ma del resto, quale non lo fu a parte alcuni tedeschi?
La "mediterraneità" di certe produzioni però, rese il nostro sound unico al mondo ed è per questo, credo, che ancora oggi viene considerato e ricercato.
Gli inglesi ( e lo dico da inglese) Area o Dedalus se li sognavano.

Anonimo ha detto...

Se prendiamo come riferimento i ns. artisti più famosi degli anni 70, molti effettivamente scimmiottavano il prog inglese, fino quasi a fotocopiarlo....come nel caso di Orme, PFM, New trolls e derivati (tipo Atomic System e Ibis).

Ma alcuni grandi artisti, che si voglia o no, ci sono stati anche nella ns. penisola....tra l'altro dotati di personalità ed originalità....ed alle volte anche
di estremo coraggio.

Io citerei gli Area e i Dedalus come dici tu JJ, gruppi grandissimi, che dal punto di vista tecnico non avevano nulla da invidiare agli artisti stranieri, e che dal punto di vista compositivo offrivano dei lavori eccelsi, con un sound ancora fresco oggi. Il primo lavoro dei Dedalus sembra registrato ieri, e anche i lavori degli Area sono ancor'oggi al passo con i tempi....nonostante questi 2 ns. gruppi avessero meno mezzi a loro disposizione rispetto ai loro più famosi colleghi stranieri.

Oltretutto negli ultimi anni ho avuto modo, grazie ad internet e grazie a ristampe di alcuni cd che erano ormai diventati leggenda talmente erano introvabili, di ascoltare e di apprezzare dischi di artisti nostrani che si distaccavano in maniera netta (e convincente) dal prog straniero.
Il canzoniere del lazio, il primo lavoro di Pagani, i Pholas Dactylus (lo so JJ questi li odi....), i Nadma, ed altri gruppi ancora....insomma di artisti di spessore ce n'erano, poche storie.
Non sono un nazionalista, ma non sono neanche un esterofilo....semplicemente penso che dietro a scene musicali più famose (vuoi per la lingua, vuoi per i manager, ecc.) come quella inglese, americana e (perchè no) tedesca, c'erano altre scene valide che oggi hanno il meritato riscontro di pubblico (ed in alcuni casi anche di critica) all'estero.

Fare di tutta una erba un fascio insomma alla fine non serve a niente, si ridimensionerebbe solo il valori di alcuni grandi artisti, solo perchè nati in un paese non appartenente al triangolo d'oro (USA-UK-GERMANIA).

E colpa degli Area, dei Dedalus, di Battiato o dei Perigeo se sono nati qui da noi invece che in America???

Oggi io ammiro ancor di più gli artisti italiani da me sopramenzionati....Perchè penso alle incredibili difficoltà da loro incontrate per emergere, per non essere fischiati dal pubblico italiano dell'epoca o per incidere un disco. E sotto questo aspetto, i ns. gruppi anni 70 mi stupiscono sempre, ad ogni ascolto.

alex

Anonimo ha detto...

Grazie per i Vostri commenti che ho letto con grande attenzione.
Mi sembra comunque che siamo sulle stesse posizioni anche se espresse in modi diversi. Per quanto riguarda la psichedelia italiana, le Stelle sì ma è troppo poco, un solo disco, 100 copie, forse meno; la nicchia della nicchia.
Quanto al paragone sui giornalisti, peraltro già affermati, con gli artisti, questi invece bloccati sul nascere, secondo me non calza.
Non fu colpa dei nostri artisti nascere in Italia ma fu colpa di una minoranza di italiani non lasciare a questi artisti la completa libertà di esprimersi.
E siccome le capacità questi artisti ce le avevano, eccome,
mi chiedo che successo avrebbero avuto se fossero andati all'estero; come negli anni bui del nostro medio evo quando i nostri pittori e musicisti lasciarono un paese che li disprezzava per andare alle corti di regnanti illuminati.
C'è poi il discorso molto importante dei media: ho collezionato per diversi anni i New Musical Express e i Melody Maker e ogni settimana anche il più sfigato gruppo prog inglese aveva a disposizione spazio per comunicare le date dei concerti e una recensione del proprio disco, anche se minuscola, l'avrebbe comunque ottenuta.
In Italia? Se avessi voluto vedere un concerto dei Dedalus, avrei dovuto telefonare a Di Castri.

Giovanni

J.J. JOHN ha detto...

Grazie Giovanni.

Ora, a parte Le Stelle e Chetro non so citare molti gruppi psichedelici italiani ma qualcuno in più ce n'era.
Certo, sempre troppo di nicchia, ma pur se frammentaria una minima coscienza c'era. E secondo me troppo sottovalutata.

Riguardo al tuo secondo passaggio invece, mi vedi totalmente d'accordo.
Io sono inglese e ho trascorso gran parte della mia adolescenza negli outskirts londinesi e poi nelle mie adorate campagne dell'Essex.
Avendo uno zio che si occupava di stampa musicale ho fatto anch'io incetta di NME, MM, Record Mirror e compagnia.

Ecco... se solo sfogliavi quei giornali, ti rendevi conto della differenza che c'era tra una cultura musicalmente evoluta e una provinciale come la nostra.

In UK qualunque gruppo, anche il più marginale, aveva (e ha tuttora) possibilità di sfondare nel mondo intero. Qui no: troppe sovrastrutture. Troppe complicazioni.

Vuoi entrare in una band di culto?
Leggiti il Melody Maker e un provino lo farai di sicuro, come fece Hackett coi Genesis e come fecero migliaia di altri artisti. Qui no: devi essere già inserito in un sistema per captare il passaparola.

In UK, qualsiasi piccola discografica può contare su un supporto enorme da parte delle majors (la Rough Trade o la Mute ad esempio)pur conservando la massima autonomia.
Qui no: una volta che chiedi qualcosa alle majors sei già diventato un burattino.
Magari "senza fili", ma pur sempre un burattino.
E questo è il motivo per cui in Italia il mainstream suona tutto maledettamente uguale e immutabile.

Caro Giovanni: credo quindi sia meglio tenersi stretti il numero di telefono del Furio.

DogmaX ha detto...

Tra gli psichedelici dell'epoca, oltre ai già citati Mario Schifano e Chetro, seppur siano stati scoperti postumi c'erano anche gli Astrali con il loro Viaggio Allucinogeno... fondamentalmente era un disco di cover, però nel 1967 forse in Italia non c'era roba simile... infatti non fu pubblicato subito, ma solo all'inizio degli anni 90' xD

In Italia il problema mi sa che sono sempre state le major, la roba interessante c'è sempre stata, ma se in Inghilterra o in Germania passava senza non-chalance, qui o c'era la censura, o c'era scarsa pubblicità... ma tanto abbiamo Morandi, Nilla Pizzi, e ora Emma Marrone, chissenefrega... :(

pholas ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
pholas ha detto...

Dire che in generale il prog italiano è di serie C, salvando poi le zuccherose orme e affermare che "faccia di cane" sia un pezzo prog eccezionale, vuol dire come minimo che del prog italiano non gli può fregar di meno oppure, forse più giustamente, di avere una competenza musicale tendente allo zero assoluto (d'altronde liquida persino il maestro Salvi come modesto quindi di cosa stiamo parlando?).
UT è, a mio parere, un lavoro fenomenale con De scalzi messo repentinamente in un angolo perchè l'anima prog dei new Trolls sono proprio quelli che poi si faranno chiamare IBIS anche se limitatamente al primo disco, quello ancora senza nome, perchè "Sun Supreme" è un mezzo pasticcio e l'ultimo album, Ibis, peraltro abbastanza dignitoso, è tutto meno che progressive.
Le basi di UT sono state forgiate dal precedente "Searching for a Land", doppio album sottovalutatissimo, dove s'incomincia a intravvedere l'incompatibilità artistica tra De Scalzi e gli altri. Il primo disco è un soft-prog rock di maniera dove prevale la linea melodica di De Scalzi, molto buono ma nulla d'innovativo, mentre il secondo è un eccezionale antipasto (ma anche primo, secondo e contorno) a quello che sarà poi UT e "?" due tra i migliori album di hard prog italiano di sempre.
Non a caso "Bright Lights" e "Lying here" verranno ripresi dagli "Uno Tempore" insieme a tutto l'album "UT" ad esclusione dell'unica traccia davvero debole (storia di una foglia)e con l'inclusione de "L'amico della porta accanto" che , per chi scrive, è il miglior pezzo singolo hardprog italiano di sempre (Colosseum, Black Sabbath e voce straordinaria!)
Un paese quale l'Italia, dove la censura di una certa musica negli anni settanta è stata tangibilissima, che ha dato origine ad una cinquantina di buone/ottime formazioni, alcune memorabili e che forse al pari delle sole Inghilterra e Germania ha saputo variegare in maniera esaustiva un unico genere, è, musicalmente, un paese all'avanguardia. Se si parla "aggratis" di progressive di serie C è meglio incanalare le proprie energie altrove, ad esempio nel mondo accattivante e vanitoso della "pelota

UGO ha detto...

NON TOCCATEMI UT SENNO VI PICCHIO!!!GRANDIOSO DISCO IL MIGLIORE PER ME DEI NEW TROLLS.A QUESTO CI AGGIUNGEREI ALMENO TRE BRANI DI 45 GIRI CHE SONO:1)AUTOSTRADA 2)VENTI O CENT'ANNI 3)SOMEWHERE...VERSIONE ITALIANA MEDITATE GENTE MEDITATE UGO

Lory G. ha detto...

Personalmente io non capisco perché Ut venga acclamato e valutato benissimo ( secondo alcuni il migliore dei NT ) e , invece , Concerto Grosso n.2 venga abbastanza snobbato . Io preferisco i Concerti Grossi a Ut e credo che anche Searching for a land sia più bello dell'album in questione .
Trovo che alcuni pezzi di Ut siano troppo chiassosi , come ad esempio la canzone " C'è troppa guerra " , e credo che l'album proietti i NT già verso quello che poi sarà il loro periodo pop melodico , ciò non toglie che sia un bel lavoro , ma non al livello dei Concerti Grossi .

J.J. JOHN ha detto...

Potremmo dire così:
Concerto uno fu troppo Bacaloviano. Concerto due una brutta copia del primo. Searching troppo dicotomico e UT invece perfetto.
Chissà...

Lory G. ha detto...

Cosa intendi per dicotomico ?

J.J. JOHN ha detto...

Che "Searching" sembrava quasi tagliato in due con l'accetta: da una parte il Rock di Nico e dall'altra il Pop-prog di Vittorio.
Ciò senza compromesso alcuno. E si sentiva.
All'epoca credo che Nico e Vittorio non avessero ancora avuto il coraggio di parlarsi, chiarirsi e di dividersi.

Con Ut invece questo accadde e pur se distanti artisticamente, i due ruoli riuscirono a trovare un equilibrio.
"Ok, facciamo ancora questo disco insieme ma poi ognuno per se.
Al momento però, troviamo perlomeno un compromesso".

Lo fecero e pur nella diversità riuscirono a produrre un disco da grandi professionisti.
Ammirevoli e straordinari.





Lory G. ha detto...

Hai perfettamente ragione , ma ciò non cambia il parere che ho su Ut ... Comunque non ho detto che sia un brutto album, dico solo che secondo me esistono lavori migliori come i Concerti Grossi o NT Atomic System . Detto questo, qualcuno va Sabato a vedere i New Trolls a Forte dei Marmi, che fanno i tre Concerti Grossi ed altri successi !!!

J.J. JOHN ha detto...

Per carità, ci mancherebbe che uno non potesse avere la sua opinione.
Tra l'altro anche gli Ibis non erano niente male.
Io mi sono schiaffato mesi fa una "Notte New Trolls" in cui hanno suonato tutto UT + altre cose Prog + i vecchi successi. Insomma... 3 ore abbondanti di concerto che alla fine si sono trovati a suonare con le luci accese perchè il teatro doveva chiudere.
Non ti dico cosa diceva Belloni.
Buon concerto dunque.

Lory G. ha detto...

Grazie John , cercherò di godermelo dall'inizio alla fine questo concerto

Lory G. ha detto...

Dopo essermi concentrato sull'ascolto di Ut in questi due mesi vorrei dirvi il mio giudizio sui pezzi :

- Studio : pezzo perfetto , nessuna " virgola fuori posto " ;

- XII strada : stesso discorso , anche se credo che i primi due pezzi potrebbero essere stati uniti formandone uno solo ;

- I cavalieri del lago Ontario : pezzo molto progressive con contaminazioni di musica classica e jazz , un nell'esempio di progressive italiano ;

- Storia di una foglia : un pezzo melodico , un po' ingenuo ;

- Nato adesso : semi-suite ben strumentata ed organizzata ;

- C'è troppa guerra : brano terapeutico , direi per certi tratti quasi liberatorio . Un progressive molto hard rock ;

- Paolo e Francesca : un pezzo dove di prog c'è poco e nulla , io lo trovo noioso ;

- Chi mi può capire ? : ottima conclusione progressive .

Lorenzo Giustetto ha detto...

Ciao John , da garnde fan dei New Trolls ammiro molto Ut e , personalmente , i brani pop non mi dispiacciono affatto . Sono molto orecchiabili . Secondo te sarebbe stato meglio aggiungere in repertorio anche il singolo "La prima goccia bagna il viso" , magari in versione integrale ?

ugo ha detto...

ma sai lorenzo i new trolls hanno una discografia parallela zeppa di singoli per cui a parte la prima goccia io ci avrei aggiunto pure 20 o 100 anni sempre del 71 insomma i new trolls non erano solo quelli dei soliti concerti grossi ma di tante perle sparse qua e la hai mai sentito autostrada o il nulla e la luce?approfondisci e ne sentirai delle belle.............canzoni! ugo

J.J. JOHN ha detto...

Lorenzo, non so...
La magia della "prima goccia" era un capitolo a se. Con quel meraviglioso 45 giri diviso in due parti che per ascoltare la seconda dovevi girare il disco.
"Ut", per contro trasmetteva sensazioni diverse, anche a livello di rapporti tra i componenti del gruppo.
Io li lascerei separati per sempre.


Lorenzo Giustetto ha detto...

Condivido John , ma d'altro canto magari sarebbe potuto essere un'ottima specie "ponte levatoio" di circa 8 minuti , fra "Nato adesso" e "C'è troppa guerra" , per poi concludere con "Venti o cent'anni" al posto di "Chi mi può capire" .

ugo ha detto...

direi di fare un applauso spontaneo sincero ed anche un pò plateale a questo LORENZO GIUSTETTO che a soli 13 anni ha già due "palle" cosi io alla sua età ascoltavo i POOH di POOHLOVER che non erano niente male poi però l'anno dopo (14)anni cominciai con DEEP PURPLE LED ZEPPELIN BLACK SABBATH QUEEN YES e tanti altri ma DI PROG ITALIANO CONOSCEVO I SOLITI 5/6 GRUPPI MAGGIORI DEL RESTO ALL'EPOCA NON ESISTEVA INTERNET MA SOLO CIAO 2001 E J J LO SA!COMUNQUE DA STASERA 15 SETTEMBRE TI DICHIARO LA NS.MASCOTTE DEL SITO.LONG LIVE LOR'N'PROG!BELLA QUESTA TE L'ASPETTAVI EH? CIQO UGO

Lorenzo Giustetto ha detto...

Ammetto che sei riuscito a sorprendermi , UGO . Ti ringrazio molto ! Ciao Lorenzo

PS John , volevo soltanto farti notare che il difetto più grande dell'album l'hai detto proprio tu nella recensione :

<< Vittorio de Scalzi dopo un momentaneo abbandono del gruppo che provocò l'entrata di Maurizio Salvi, decide definitivamente di rinunciare al suo storico ruolo di autore e di omparire solo come chitarrista, lasciando quindi carta bianca a Di Palo,
Belleno, Laugelli e lo stesso Salvi >>
Vittorio De Scalzi è il principale fondatore del gruppo e, sinceramente , credo che , dato che era anche una delle voci principali , avrebbe dovuto metterci del suo nella voce (con tutto il rispetto per Nico Di Palo , anzi , anche Nico è uno delle voci principali ; nonché uno dei miei cantanti preferiti) però capisci che dopo 6 brani cantati interamente da Di Palo uno potrebbe anche un po' stancarsi della stessa (seppur bellissima) voce . Trovo che un perfetto esempio di "miscugli vocali" (Di Palo-De Scalzi) si possa trovare in "Senza orario senza bandiera" e in "Concerto grosso" (anche se ci sono quasi solo cori in quest'album) . Che ne pensi ? Io credo che Vittorio avrebbe dovuto auspicare a qualcosa di più che il semplice ruolo da chitarrista . Non credi ?

ATTENZIONE però in Ut ci sono vere e proprie pietre miliari della discografia New Trolls , come "I cavalieri del lago dell'Ontario" , "Nato adesso" e "C'è troppa guerra" . Ciao , Lorenzo

ugo ha detto...

.........a te che nasci non aver piu paura di aver sbagliato ad essere un altro................. ugo

Lorenzo Giustetto ha detto...

John , volevo soltanto farti notare che il difetto più grande dell'album l'hai detto proprio tu nella recensione :

<< Vittorio de Scalzi dopo un momentaneo abbandono del gruppo che provocò l'entrata di Maurizio Salvi, decide definitivamente di rinunciare al suo storico ruolo di autore e di omparire solo come chitarrista, lasciando quindi carta bianca a Di Palo,
Belleno, Laugelli e lo stesso Salvi >>
Vittorio De Scalzi è il principale fondatore del gruppo e, sinceramente , credo che , dato che era anche una delle voci principali , avrebbe dovuto metterci del suo nella voce (con tutto il rispetto per Nico Di Palo , anzi , anche Nico è uno delle voci principali ; nonché uno dei miei cantanti preferiti) però capisci che dopo 6 brani cantati interamente da Di Palo uno potrebbe anche un po' stancarsi della stessa (seppur bellissima) voce . Trovo che un perfetto esempio di "miscugli vocali" (Di Palo-De Scalzi) si possa trovare in "Senza orario senza bandiera" e in "Concerto grosso" (anche se ci sono quasi solo cori in quest'album) . Che ne pensi ? Io credo che Vittorio avrebbe dovuto auspicare a qualcosa di più che il semplice ruolo da chitarrista . Non credi ?

ATTENZIONE però in Ut ci sono vere e proprie pietre miliari della discografia New Trolls , come "I cavalieri del lago dell'Ontario" , "Nato adesso" e "C'è troppa guerra" . Ciao , Lorenzo

Psychedelic-Rocknroll ha detto...

Vorrei fare i complimenti all'autore di questo blog. Grazie alla precisione e al completezza delle discografie mi sono potuto avvicinare al mondo a me sconosciuto e bistrattato del Prog italiano. Premetto che essendo uno storico amo le ricchissime notazioni sociologiche che si trovano nelle recensioni. Ancora complimenti e grazie , Alessandro

J.J. JOHN ha detto...

Lusingato, grazie.
Se poi ti piacciono le digressioni sociopolitiche, non posso fare a meno di consigliarti il mio neonato "Libro del Prog Italiano" - Giunti editore, 2013.
E' anche un bell'oggetto da regalare.
THX again,
JJ

Marco ha detto...

Ciao a tutti,
sono Marco e scrivo da Genova. Ho assistito dopo 42 anni al mio primo concerto degli Osanna al FIM nella mia città. Tornato a casa ho cominciato a curiosare in rete cercando qlcs del gruppo di Vairetti e vi ho scoperti.
Chapeau x la passione che mettete nel "recupero" di materiale di un'epoca a me cara ma molto lontana.
" C'è troppa guerra": qnt tentativi di riprodurla in una cantina umida a 17 anni. A presto e rock on

aliante ha detto...

John, volevo sapere se succede solo a me di non riuscire a volte a comprendere bene le parole di questo disco a mio avviso straordinario.

La stessa cosa purtroppo mi capita anche con "Canti d'esperienza canti d'innocenza", altro album che adoro.

Mannaggia...come direbbe il nostro amico UGO!

UGO ha detto...

...tra l'altro caro ALIANTE in (ce troppa guerra) credo che nico canti con una specie di vocoder o qualcosa di simile visto il tremulo della voce! ciò che molti non hanno mai notato(me compreso!)è che in questo disco,stupendo,e direi anche DARK in piu punti sono assenti quei cori tipici del gruppo altrimenti presenti nei due CONCERTI GROSSI o nei dischi piu pop e melodici giunti dopo tipo ALDEBARAN O QUELLO DEL 79 CHAPEAU UGO!

aliante ha detto...

Ciao UGO, non conoscevo questa cosa del vocoder.

Comunque riguardo a "C'è troppa guerra" molti hanno riscontrato troppi riferimenti alle band Hard inglesi.

A me ciò non disturba affatto, forse perchè adoro il Prog ma anche band più dure come Black Sabbath, Lucifer's friend,Uriah Heep etc...

A proposito di New Trolls,
cosa ne pensi UGO del disco FF.SS credo del 1981 o giù di li?

UGO ha detto...

be circa l'assomiglianza con le band inglesi non mi sembra una cosa disdicevole considerando che cantavano pure in inglese!riguardo FS be direi un disco certamente più rock rispetto ai due precedenti ossia ALDEBARAN E quello della BARCHETTA onestamente carini ma inevitabilmente POP NIENTE PIU!in FS c'è qualcosa di buono come la TITLE-TRACK il treno OPPURE LA ROCKEGGIANTE LA SIGNORA SENZA ANELLI ma ascriverlo al PROG onestamente direi prorpio di no!mi piace invece citare 3 grandi singoli dei nostri ossia "AUTOSTRADA/IL NULLA E LA LUCE" DEL 70 POI "UNA NOTTE SUL MONTE CALVO"CON UN RETRO DA BRIVIDI QUELLA "SOMEWHERE SPESSO DIMENTICATA DAI PIU E POI 20 O 100 ANNI DEL 71 CON LA COVER CHE RICHIAMA IL C.G. N.1.cito pure l'ultimo singolo direi a cavalo tra POP E PROG QUEL SOLAMENTE TU DEL 77 INCISO X LA MAGMA SUBITO PRIMA DI PASSARE ALLA WEA CON ALDEBARAN CON IL RETRO "LET IT BE ME"RICAVATO DIRETTAMENTE DAL C.G.N.2.IN CHIUSURA è IL CASO DI DIRE CHE DEI N.T.BISOGNEREBBE CURARE LA DISCOGRAFIA DEI SINGOLI OLTRE CHE DEGLI LP DOVE SI ANNIDANO DELLE VERE E PROPRIE GEMME ALCUNE DELLE QUALI HO TESTE CITATO UGO!

aliante ha detto...

Di "Autostrada" è molto bella a mio avviso la versione del film "Avventura a Montecarlo".

Se non sbaglio è differente dalla versione su singolo, forse è dal vivo.

ugo ha detto...

be questo non lo so comunque io ho il singolo ed è un gran pezzo come pure SOMEWHERE retro di UNA NOTTE SUL MONTE CALVO versione italiana mentre sulla raccolta(ormai introvabile!)REVIVAL trovi la versione ENGLISH ciao ALIANTE and prog on!

Anonimo ha detto...

No Quarter ricorda molto Nato Adesso

Anonimo ha detto...

Storia di un foglia ,cantata da Gianni Belleno ,non e' affatto cosi' male.
Il problema di UT e' che piu' che un album unitario sia una raccolta di singole ottime composizioni che purtroppo assieme non fanno un capolavoro.
Detto cio'i New Trolls,con tutte le loro possibile diversificazioni , non possono non appassionare ,gli amanti del Rock italiano del periodo 60/70...purtroppo Vittorio De Scalzi non e' Roby Facchnetti ovvero le singole personalita' dei componenti erano troppo spiccate,ognuno voleva essere leader,tenerli assieme una fatica inverosimile.

Anonimo ha detto...

Definire Ut frammentario è plausibile ma attenzione frammentario nella musica non è un aggettivo negativo ! Ho letto di Storia di un minuto della PFM che quando uscì fu giudicato da molti come album frammentario eppure è ritenuto il miglior album della PFM !Comunque ritornando a Ut posso solo ribadire che è un bel disco leggermente inferiore a Searching for a land !

JJ John ha detto...

No, infatti: definire un disco "frammentario" non è di per se negativo, anzi. Anche perché tutto il prog è imperniato sul dare una logica alla frammentarietà, e quando la si raggiunge, l'obiettivo è centrato.
A volte però - come nel caso di UT - diventa chiaramente percepibile che, malgrado il sostanziale equilibrio, vi siano delle tensioni opposte che non riescono ad emulsionarsi, e provocano quindi una sensazione di disomogeneità. Questo volevo dire.

cavalierenero53 ha detto...

new trolls

mannaggia, due anni fa a Riardo (Ce) si sono esibiti con orchestra ... un vecchietto come me non se li è persi ... fine '60 ... primi '70 ... con un piccolo gruppo si suonavano i loro brani ... Francesco Napolitano (oggi conosciuto come Francesco Napoli si esibisce in Germania e nell'Europa dell'est) aveva un'estensione simile a Di Palo ... UT ... fantastico ... così come la prima goccia e una notte su montecalvo ... stupendi

Gius ha detto...

Noto che la discussione è ancora aperta, anche se in maniera "frammentaria" (cit.), e vorrei aggiungere qualcosa. Nel corso degli anni da quando è iniziata la discussione, quindi tra il 2013 e l'attuale, ho avuto modo di conoscere alcuni dei NT che hanno registrato UT e sono riuscito ad avere qualche dritta direttamente dalla fonte.
Quindi:
- Di Palo in C'è troppa guerra canta l'intro con la voce filtrata dal Leslie dell'Hammond.
- il solo di synth (ARP 2600) de I Cavalieri del Lago dell'Ontario in realtà non lo suona Salvi ma è il frutto di una programmazione avventurosa del "solito" Di Palo.
- De Scalzi faceva dentro e fuori dal gruppo e compositivamente (i credits in copertina d'altronde parlano chiaro) era stato escluso senza remore, per suonare appunto solo la chitarra arpeggiante ne I Cavalieri del Lago dell'Ontario.
- riguardo alla presunta frammentarietà stilistica del disco, ricordo che molti anni dopo tanti gruppi anglo-sassoni di successo (Toto, Kansas, ecc.) alterneranno vari stili musicali muovendosi agevolmente tra prog, rock e melodie "strappalacrime" con notevole successo. Possiamo azzardare un atteggiamento pioneristico dei "nostri". Secondo me si.
- a proposito di produzione e resa sonora, per me UT fa veramente da spartiacque nella discografia New Trolls, non sempre curata a livello sonoro e di precisione esecutiva. In Searching for a land ci sono degli svarionia di poco imbarazzanti, nei 45 giri e relativi retri a volte le accordature delle chitarre sono molto casuali, mentre in UT c'è solo un calo d'intonatura di Di Palo in qualche passaggio di Nato Adesso (che comunque è il mio brano preferito). Riascoltando il disco, trovo il suono della batteria a dir poco notevole.
- riguardo l'eterno paragone con il primo Concerto Grosso, in ambito compositivo i NT ci misero poco niente mentre nelle Improvvisazioni nella Sala Vuoto replicarono ne più e ne meno un siparietto che eseguivano abitualmente dal vivo in quegli anni. Quindi una grande novità e ben riuscita, ma in gran parte esecutiva da parte del gruppo.

A mo di chiusura di questo mio intervento, sperando che il M° Salvi ci legga (e io credo di si), a parziale giustificazione delle imprecisoni di Gentle Giant e di noi tutti, la "colpa" un pò è anche dei NT dei tempi andati, i quali concedevo ben poche delucidazioni tecniche ai fans e (a parte in UT) ben poco dicevano nelle note di copertina per chiarire alcuni dubbi e curiosità. Ma personalmente li ho già perdonati.

JJ ha detto...

Grazie Gius,
speriamo che il M°Salvi ci legga davvero e magari lasci una sua zampata su questo post.
Anch'io beninteso, ho sempre perdonato tutto ai New Trolls, eccetto che aver fatto arrivare Endrigo all'ultimo posto a Sanremo con un'improbabile versione di "Una Storia".
Ho tirato loro anche qualche accidente per "Cielo Chiaro" e "America OK", ma erano altri tempi.
JJ

salvi maurizio ha detto...

....leggo che salvi entra dopo che de scalzi decise di uscire dal gruppo,ma da quake parte avrà ottenuto tale informazione chi ha scritto ciò?....ogni considerazione è ben accetta non altrettanto le totali inesattezze che sono parecchie!ciao a tutti e cmq sia grazie di tutto.

John JJ Martin ha detto...

@ Maurizio Salvi - Precisato che "Salvi collabora con i NT già ai tempi di Concerto Grosso", grazie.
Per il resto, e lo dico anche a nome dei miei lettori, gradirei sapere quali sarebbero le "parecchie" e "totali inesattezze" contenute nel post.
Innanzitutto per dovere di verità storica che penso un testimone partecipato senta almeno quanto me, e comunque non ritenendo corretto lanciare un sasso e nascondere il braccio.
Ricambio i saluti sperando che lei abbia tempo e voglia di dedicarci ancora la sua autorevole attenzione.

Gius ha detto...

Chi ha la fortuna di possedere il vinile di Concerto Grosso per i New Trolls in versione copertina apribile (esiste anche una ristampa COSTOSISSIMA) si sarà sicuramente accorto che il nostro Maurizio compare abbastanza distintamente almeno in una foto. Come scritto sopra, la scarsa indole all'informazione da parte dei NT non ci consente di averne conferma ufficiale e quindi partendo dal presupposto che nella Sala Vuota suonarono davvero dal vivo (ma si che hanno suonato dal vivo ... niente paura), chiunque dovrebbe chiedersi come fanno in 4 a suonare 5 strumenti. Dai, diciamo che questo "segreto" ormai è svelato.
Uno ben informato, tal Gianni Belleno, informa anche il sottoscritto che la collaborazione di Salvi con i NT inizia già nel 1970 e che la suddetta collaborazione (voluta, proposta o imposta dal Belleno stesso e foraggiata da Di Palo ... o forse è il contrario, anch'io ho la mia età sapete), risultò molto osteggiata da De Scalzi (forse invidia per un musicista più bravo a suonare le tastiere e con un bagaglio tecnico-culturare più elevato? Bisognerebbe chiederlo al Vittorio ...) contribuendo a scoraggiare molte volte il nostro eroe, con conseguenti e frequenti uscite dal gruppo, poi rientrate anche grazie all'intercessione di alcuni "esterni", fans compresi. Facciamo 4 conti, il "Piccolo Bach" dovrebbe essere nato nel 1952, quindi nel 1970 aveva 16 anni e all'epoca dei "dentro e fuori" non era ancora maggiorenne e sufficientemente indurito dalla dura legge del rock. Possiamo non capire la pressione psicologica che ha dovuto subire? Certo, poi anche lui ha sviluppato un bel caratterino (o caratteraccio) ma di questa mia dichiarazione, mi aspetto di subirne personalmente le dovute conseguenze (e meno male che abitiamo lontani uno dall'altro). :-D

JJ John ha detto...

Grazie Gius.
Ferma restando la collaborazione del M° Salvi al secondo lato di "Concerto grosso per i New Trolls", resto in attesa che il venerabile Maestro acclari quali, secondo lui, sarebbero le "parecchie" e "totali inesattezze" contenute nel mio post.

Naturalmente non nego che ve ne possano essere, anzi: sono proprio ansioso di rettificarle.

Ribadisco però una cosa.
Quando ben dieci anni fa creai questo blog, (libero, gratuito, democratico e aperto a chiunque senza password o registrazioni di sorta),l'ho fatto sia per amore di un genere musicale che reputo tra i migliori mai prodotti in Italia dal dopoguerra ad oggi, sia soprattutto per poterne tracciare la storia anche attraverso gli interventi esterni: quelli dei lettori, ma soprattutto quelli dei testimoni partecipati.

Ciò è realmente accaduto, al punto che non si contano più gli artisti che hanno contribuito a chiarire molti lati oscuri di un periodo spesso difficile da ricostruire.

Ora, che il venerabile Maestro Salvi mi venga a dire che questo post contiene, sottolineo nuovamente, "parecchie" e "totali inesattezze" e poi se ne vada cordialmente salutando, non solo non gli fa onore, ma sembra addirittura che voglia svilire me e il mio lavoro.

Un atteggiamento per quanto mi riguarda inaccettabile, ma che comunque perdono perché so che certi artisti hanno ben altro a cui pensare che non a un umile sito da due milioni di visite come questo.

Grazie ancora Gius.

UGO ha detto...

UMILE SITO UN CORNO AD AVERNE MENTI ILLUMINATE COME LA TUA.
E POI QUESTO SITO CONCEPITO A MO DI SALOTTO,DOVE TUTTI POSSONO INTERVENIRE,RESTA IL RIFERIMENTO ASSOLUTO PER GLI AMANTI DEL GENERE.CORDIALI SALUTI U G S da non confondere con GIUS

Anonimo ha detto...

E comunque se uno nasce nel 1952, nel 1970 ha 18 anni e non 16. Così per dire.
Michele Neri

Gius ha detto...

Si è vero, 18 anni. Scusate l'errore.

taz ha detto...

Ciao JJ...mi son riletto questo appasionato post su UT dei NT....e credo che il M° Salvi si riferisse alle risposte piuttosto che al tuo post........Cmq lo sentito insieme a Belleno con gli UT NT questa estate......bè...il Maestro suona da dio...ma e anche un gran polemico....il suo arco è sempre pieno di frecce......dove il destinatario è uno solo........

Gius ha detto...

Intanto potresti correggere il periodo di inizio collaborazione Salvi-New Trolls dall'epoca del Concerto Grosso a 1970. Al di là della credibilità che possa avere il sottoscritto, una piccola prova che Salvi collaborava già da prima di CG1, è la sua innegabile presenza sul palco di Sanremo nel febbraio 1971 (CG è stato registrato qualche mese dopo) per eseguire Una Storia.
Poi chissà, il diretto interessato potrebbe farsi vedere su questa pagina per ulteriori chiarimenti.

Gius ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=wpy8E9jzi5c
Sanremo 1971, andato in onda dal 25 al 27 febbraio.

J.J. JOHN ha detto...

No, Taz. Se la consecutio temporum non è un'opinione, le "parecchie" e "totali inesattezze" sono proprio riferite al mio post, e per i motivi che ho spiegato prima, mi piacerebbe davvero che chi le ha ravvisate, le acclarasse.
Non contano il carattere particolare o la faretra ricolma. Stiamo parlando di rispetto per l'impegno altrui.

@ Gius:
"già collaboratore del gruppo all'epoca di Concerto Grosso" mi sembra vada bene così, poiché l'accezione di "epoca" potrebbe comprendere anche una conoscenza pregressa. E comunque io non conosco la reale data iniziale della loro collaborazione. So solo che nel 1971 hanno testimoniabilmente suonato insieme.

A proposito: lo sapevate che i New Trolls sono andati a Sanremo 71 al posto degli Alluminogeni?