Le Stelle di Mario Schifano: Dedicato a... (1967)

le stelle di mario schifanoIl quartetto "Le Stelle", si forma in Veneto nel 1967 dall'incontro dell'ultimo bassista dei Giacobini e dei New Dada Giandomenico Crescentini con il chitarrista Urbano Orlandi, i quali reclutano a loro volta il tastierista Nello Marini (ex Wretched poi nei Venetian Power) e il batterista alessandrino Sandro Cerra.

Stabilitisi a Roma, i quattro vengono introdotti da un vecchio amico di Orlandi Ettore Rosboch al trentatreenne artista Mario Schifano, all'epoca nella sua più intensa fase lisergica e cinematografica ed interessato a implementare in Italia quel discorso psichedelico-multimediale tipico della Pop Art che già seguiva dal 1962.

La sinergia artistica col maestro funziona e i quattro musicisti vengono scritturati per un primo concerto nel settembre del '67 nel Teatro capitolino di Via Belsiana (gestito da Alberto Moravia e Dacia Maraini) in cui, sotto il nuovo nome di "Le Stelle di Mario Schifano", eseguono brani propri mentre su di loro vengono proiettate immagini dal film "Anna Carini in agosto vista dalle farfalle" dove per intenderci Anna Carini era la ragazza di Schifano, nonchè conduttrice con Giancarlo Guardabassi del noto programma radiofonico "Countdown".

L'impatto di critica è notevole e Schifano programma una seconda data romana al Piper che, come vederemo, si terrà effettivamente il 28 dicembre del 1967.
Nel contempo "Le Stelle" migrano a Torino, sia per tenere una serie di concerti al Club Perla, sia per registrare al "Fono Folk Stereostudio" quello che sarà il loro primo ed unico lavoro su vinile: "Dedicato a…", inciso per la minuscola discografica milanese BDS (costola dell'Ariston) e pubblicato nel Novembre 1967 in circa 500 copie (ma la cifra esatta non è nota), di cui si racconta che le prime 50 fossero in vinile rosso, anche se in realtà oggi sappiamo che furono molte di più.
Terminata l'esperienza torinese, il gruppo torna a Roma per presenziare a quello che sarà il primo grande happening della musica psichedelica Italiana: "Grande angolo, sogni e stelle" (28/12/1967) con musica live, proiezioni miste su quattro schermi panoramici e ospiti di prestigio tra cui l'assistente di Andy Warhol, Gerard Malanga, che di lì a poco avrebbe fondato "Interview".
dedicato a... 1967Purtroppo, la risonanza dello spettacolo non aiutò molto la carriera delle "Stelle", sia per un sopraggiunto disinteresse di Schifano nel proseguire quel filone artistico, sia per irreversibili tensioni interne al gruppo che si scioglierà l'anno successivo dopo un 45 di scarso successo.
Il solo Nello Marini proseguirà la carriera a partire dal collettivo dei Venetian Power.
"Dedicato a…" è oggi uno dei vinili più rari che esistano in Italia.
Praticamente sconosciuto prima di essere stato ristampato (spesso male e con la grafica scorretta o troppo ritoccata) e rivalutato dal fenomeno delle "Conventions ", le sue quotazioni oscillano oggi anche oltre i 3.500 a euro per una copia mint in vinile nero.

Comunque, al di là delle iperquotazioni, la rarità di questo pezzo da museo ha motivazioni certamente plausibili.
Per prima cosa, il prezzo di vendita originale sembra oscillasse dalle 2.500 lire nei negozi a circa 40.000 lire nelle gallerie d'arte (quindi l'edizione contenente le litografie numerate dell'artista romano) , cifra proibitiva per la maggior parte del mercato giovanile (un prodotto "borghese", insomma). La scarsa distribuzione fece poi il resto.
Secondo: fu un irripetuto esempio di psichedelia italiana ante-litteram che, sia per la sontuosa veste grafica concepita da Schifano in persona, sia per l'estrema trasversalità della musica, venne percepito più come un prezioso oggetto d'arte che non come un comune disco in vendita nei normali circuiti commerciali.
Musicalmente, il groove del disco si divide in due parti distinte.
La prima facciata è occupata dalla una lunga improvvisazione surreale "Le ultime parole di Brandimante…" (17' ca.) che ben riflette quelle che dovevano essere le performances del gruppo.
stelle di mario schifanoLa timbrica è aggressiva e molto più vicina all'avanguardia pura che non al rock psichedelico, con un trasporto emotivo che aumenta man mano che ci si avvicina al finale (che viene ironicamente contaminato con la sigla televisiva RAI della "Fine delle trasmissioni").

Tecnicamente altalenante, l'esecuzione è finalizzata a creare un trasporto emotivo piuttosto che musicale ed è sicuramente un esempio più unico che raro nell'Italia degli anni '60.
Meno stridente è invece il secondo lato che presenta momenti di
psichedelìa più strutturata, tra cui l'affascinante "Molto Alto" e la Velvetiana "Susan Song": sicuramente la canzone meglio arrangiata del disco.
Successivamente, si procede senza infamia e senza lode con "
E dopo" e "Intervallo", mentre spicca per fascino l'arabeggiante finale "Molto Lontano (a colori)".

Molto trasgressivo ma all'epoca commercialmente poco recepito, "
Dedicato a…" resta un tassello prezioso e deviato rispetto al resto del Beat.
La sua rivalutazione
ex-post lo ha portato oggi ad essere considerato un album "seminale", anche malgrado un lungo oblìo durato oltre vent'anni.
Dargli un peso eccessivo equivarrebbe ad osare sul terreno del
revisionismo, ma sarebbe un crimine trascurare il suo innegabile valore artistico e testimoniale.
Un capolavoro da aprezzare e assolutamente da non perdere.

PS: "Susan song" non vi ricorda qualcosa delle Orme?

61 commenti :

Anonimo ha detto...

A proposito, un paio di mesi fa un mio amico lo ha acquistato per 2000 euro. Che culo!!

Andy

URSUS ha detto...

Qui a Torino c'è un signore,proprietario di negozio di vinile,che ha una registrazione live dell'epoca de LE STELLE...poichè ai tempi faceva il tecnico suono e luci.
Non l'ha mai pubblicata perchè aspetta una super offerta da qualcuno,non rendendosi conto che questa offerta non arriverà mai...speculare su nastri inediti o introvabili,con i tempi che corrono,sembra davvero utopistico e così molte cose interessanti continuano a marcire sugli scaffali,bel risultato!

taz ha detto...

Io sulle "collezioni" ho un idea ben precisa:..contatto i miei "amici" dell' Akarma(di Spezia) e mi faccio spedire la ristampa del disco in 180gr uguale uguale all'epoca...certo non è l'originale( l'ho pagato veramente poco..), ma son sicuro che lo(scomparso) Schifano sarebbe stato d'accordo su queste repliche a 180gr, se conoscete un pò i suoi lavori...Il lavoro?...musica contemporanea!!..io credo che la si può benissimo ascoltare anche adesso...musica senza età...immagino l'impatto sonoro-visivo di un loro concerto...le sessions registrate? qualcuno l'ha avuta questa splendida idea siamo nel 1967!!..sono l'anello mancante che dal Beat va la prog....Leggo che due componenti non ci sono più...sono tra le stelle di Mario.....d'accordo con la tua analisi"scaldiamoci ma non troppo"....ciao

JJ JOHN ha detto...

Sarei curioso di sapere se gli amici della Akarma hanno ricavato il vinile a 180 gr. dal Cd o dai nastri originali.
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Non ho capito cosa c'entrerebbero le registrazioni del "Perla" con il prog?

V i k k ha detto...

davvero difficile andare oltre la prima traccia.. scandalosamente brutto il singolo .. artwork magnificamente lisergico

alla fine erano pur sempre i migliori anni di Mario Schifano (artisticamente parlando)

un disco caro quanto inutile nella storia el pop italiano

URSUS ha detto...

Le registrazioni live al Piperla,da quanto so ma non ho mai ascoltato di persona,seguono in parte il filone psycho dell'album e d'altro canto spaziano molto sul blues elettrico(siamo nel 1968).
Il singolo non è assolutamente brutto,tutt'altro,casomai è più pop perchè inciso per una grossa casa(la CBS)che magari intendeva vendere qualche copia in più.
Noto sempre con dispiacere che i cultori del prog mostrano sempre la puzza al naso verso il periodo beat e viceversa i maniaci del garage-sixties snobbano le cose seguenti...per conto mio è un muro divisorio assurdo,perchè l'uno è il risultato dell'altro e forse bisognerebbe conoscere meglio la mentalità di quegli anni per rendersene conto,io nato nel 1960 l'ho vissuta anche solo di striscio,ma ricordo bene che non c'erano neppure queste categorie:c'era il ROCK ed ognuno lo faceva e lo ascoltava nel modo che più le garbava,addirittura posso affermare che di "progressive" io ne avrò sentito parlare si e no due o tre volte,negli anni 70,il termine che si usava era MUSICA POP o semplicemente ROCK...adesso credo che le etichette siano più che altro una comodità,ma spesso mostrano ben poco o solo superficialmente.
LE STELLE non solo sono stati utili,ma FONDAMENTALI.

JJ JOHN ha detto...

E' anche vero però che la storia ha bisogno di un certo periodo di decantazione per essere acclarata a fondo. Io stesso ho scritto un libro (e guarda caso sull'evoluzione delle culture antagoniste Italiane)basandomi su testimonianze partecipate e mi sono reso conto di quanto gli stessi testimoni fossero inconsapevoli del loro vissuto di allora. Oggi però abbiamo ulteriori strumenti critici e sarebbe sciocco non utilizzarli.
Il che, naturalmente, non significa fare del revisionismo.
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Le categorie c'erano eccome e basta dare un occhio alla stampa borghese e quella alternativa dei '60, '70 per rendersene conto.
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Ursus, mi vuoi spiegare perchè le Stelle erano fondamentali che non le conosceva nessuno? Intendi musicalmente, come evento storico...?

URSUS ha detto...

Per conto mio è sbagliato ritenere fondamentali solo gli artisti che hanno avuto una grande eco,commercialmente parlando.
In Italia in particolare le cose più interessanti sono sempre state quelle più oscure e sotterranee,questo perchè l'italiano medio è sempre stato malato di esterofilia e si ricorda dei propri geni solo dopo anni o magari quando muoiono(succede anche nel cinema,tra l'altro).
Sempre parlando di psichedelia lo stesso si può dire di CHETRO&CO.,che non poterono andare al di là di un singolo,che pure oggi viene giustamente riconosciuto come capolavoro,in quanto viaggia proprio su terreni suoi,con una originalità sonora che lascia sbalorditi.
Purtroppo se li si paragona ai grandi successi di allora sono piccoli fenomeni discografici,ma hanno lasciato più segni loro di quanti ne abbiano fatti i cantanti melodici,che magari andranno ancora a Sanremo,ma di cui ne abbiamo tutti pieni i marroni.
La stampa underground la seguo praticamente da quando ero bambino,io stesso vi ho preso parte da adolescente(vedi POPARTX il post "Enfant prodige foglio situazionista")per cui non mi sognerei mai di accostarla ai vari sorrisi e canzoni,i contenuti erano diametralmente opposti...oggi trovo invece che i linguaggi si somiglino un po' tutti,non è il tuo caso ovviamente(se non non scriverei mai in questa sede)ma c'è troppa gente(anche sul web,che comunque è un mezzo straordinario)che fa dei gran minestroni,così detti alternativi ma davvero poveri di contenuti...discorso molto arduo,mi rendo conto.

taz ha detto...

Leggevo che solo da pochi anni si sono riappropriati(son rimasti in due il bassista Crescentini e N.Marini pianista) di qualcosa che un violinista, oggi ottantenne, custodiva gelosamente da più di trentanni...:i diritti SIAE del disco...LP che ho preso dall'Akarma è anche autografato dal Crescentini, ne hanno stampate 250 copie in vinile rosso, ma non spiegano se hanno preso il cd ho il nastro dell'epoca per la ristampa..dicono che nel '92 la Mellow Records, senza autorizzazione, ristampa il cd.Ho letto l'intw. rilasciata da Crescentini al giornale Musikbox ed è piena di "fascino" e dettagli su quell'epoca, di transizione...British invasion...il nostro pop melodico...Flower Power d'America...Battisti agli inizi...Dik Dik...Una carezza in un pugno......ed arrivano loro come ponte che collega gli anni 60/70..a me piace pensare cosi...MS poteva scegliere l'Equipe 84, di cui era molto amico, e invece "punto'" su questi 4 bravi ragazzi...il risultato, secondo me, è più interessante ora...Finisco con la citazione di Crescentini:...Dopo tanti anni, ho un'unica certezza: un giorno quella stella verrà anche da me per portarmi via. Spero di essere pronto in quel momento per poter dire "grazie, grazie per questa vita così incredibile!".

Anonimo ha detto...

In fondo cercarono di essere l'"Andy Warhol " e i "Velvet" "de' noantri", ma il clima italiano era più provinciale (anche se rispetto ad oggi....era un paradiso!).
(ofvalley)

URSUS ha detto...

Un paradiso,infatti...se non altro c'erano ancora molti discografici disposti a rischiare e veri artisti non sempre pronti a calare le braghe di fronte al business,sarà pure nostalgia ma ce ne fossero di "provinciali" così!

taz ha detto...

Giusto Ursus..mi è capitato di "approfondire" un pò di più quel periodo, leggendo qualcosa della sua Biografia, e mi sembra un pò riduttivo definirlo L'AW de noiartri...Questo "soggetto" ha influenzato l'arte contemporanea non solo Italiana ma anche Europea, non esiste solo l'America, meno male, ma esiste anche e soprattutto "la vecchia europa"...ha realizzato delle opere che sono di un'attualità incredibile...forse è giusto dire "l'erede di Andy"...nessuno si sarebbe offeso, neanche Warhol....ciao

Anonimo ha detto...

Beh da come ne parli sembra un capolavoro,melo consigli?
ciao francesco

marco ha detto...

Io sono d'accordo con Ursus ;-)
Confermo a Taz che la ristampa su cd è della Mellow Rcords perchè la possiedo io ed effettivamente il suono non è un granchè in quanto è preso direttamente dal vinile.Qualche anno fa anche l'Akarma lo ha ristampato in versione digipack ma non so se in questo caso la qualità sonora sia migliore o no
Peccato perchè questo gioiellino meriterebbe una bella ristampa utilizzando le matrici originali e magari includendo anche il 45 giri successivo
Certo è che Le Stelle sono stati uno dei pochissimi gruppi di una scena psichedelica italiana mai esistita...

Anonimo ha detto...

Ma l'edizione del 1992 in Cd della Mellow come è come qualità, molto scarsa? E la confezione come si presenta?

AnalogueSound ha detto...

Io della Akarma ho diversi dischi, tra cui anche il bellissimo Eliogabalo di Emilio Lo Curcio, che posseggo anche in versione originale e in CD versione MP Records. Facciamo caso a questo per renderci conto di alcune differenze che potrebbero essere di interesse alle vostre perplessità. Innanzitutto la ristampa Akarma non regge la differenza con l'originale sin dalla qualità delle stampe della copertina (grandulosa ed approssimativa, contro quella dell'originale che pare fatta a mano), arriviamo alla qualità del microsolco. Il suono sicuramente non è bello come l'originale, ma la cosa che lascia più basito è senza dubbio il modo spartano con il quale è stato eseguita la distribuzione delle tracce sul disco: la facciata A l'hanno fatta durare 28 minuti, la B ne dura 12. Con l'originale in mano ti rendi conto in un attimo che in realtà le due facciate durano si e no 20 minuti circa ciascuna, e l'errore è imputabile principalmente al modo "trasversale" direbbe John di riportare la tracklist all'interno della copertina. Si, ma quella è roba scritta a mano, e i tecnici commissionati dall'Akarma magari non lo sapevano. La ristampa in CD della MP Records? Stesso banale errore! Non sarà mica stato lo stesso remaster della ristampa vinilica? :S Boh Forse riesco anche a reperire una ristampa in CD della BMG per questo.. Ad ogni modo, sul piano tecnico, questa cosa comporta una piccola implicazione: su disco, più tempo dura una facciata, più spazio serve al solco, che avrà spire più strette fra loro e un'escursione verticale meno profonda.. Per cui, portare la facciata di un disco da 20 a 28 minuti significa abbassare drasticamente il volume di riproduzione nonchè la dinamica stessa del programma musicale, volenti o nolenti (e 28 minuti per un disco stereo con tanto di controfasi come l'Eliogabalo significa estremizzare e non poco); inoltre la facciata B, pur durando pochissimo e godendo per questo della possibilità di avere tanto spazio per il solco e quindi potenzialmente tanto volume, non può! Per motivi di coerenza discografica, non si può costringere l'ascoltatore ad abbassare il volume a metà opera e questo significa sacrificare anche il lato B ad un profilo non adeguato. Riassumendo: AKARMA = originale? No, per niente. Speriamo che i tecnici dell'Akarma ora non vengano qui a rispondermi adirati, nel caso sapessero che io il loro lavoro, prima di criticarlo, l'ho correttamente remunerato (potrei conservare ancora lo scontrino fiscale da qualche parte)XD

AnalogueSound ha detto...

E poi dicono che è sia passaggio obbligatorio appendere il vinile al chiodo! XD

Anonimo ha detto...

Secondo me son stati grandi. Nel 67 non so quanti gruppi ci fossero (anche all'estero) fuori così. Il lato A, può piacere o meno, ma è davvero anticipatore di un certo modo di sperimentare il rock, che arriverà solo negli anni successivi all'uscita di questo disco. E' un bravo più folle di Interstellar overdrive di Barrett & Co.

Il lato B è più "semplice", ma ci sono un paio di perle (come il primo pezzo del lato e l'ultimo) davvero riusciti, secondo me.

Tecnicamente non erano eccellenti, ma in fondo nel 67 non c'era "il bisogno" di raggiungere la perfezione stilistica e il rigore strumentale che ci sarà poi con l'avvento del progressive.

Grande merito alle stelle di mario schifano.

alex77

regolo ha detto...

Cos'era l'Italia nel 1967? Un paese estremamente provinciale dove per musica si intendeva soprattutto Sanremo o le "battaglie" tra Gianni Morandi e Clavdio Villa a canzonissima.
Si, è vero, c'era un fiorire di gruppi "bitt" ma la maggior parte di essi non erano altro che scimmiottature degli originali d'oltremanica.
In un panorama del genere il disco delle Stelle appare come un vero e proprio UFO e, se non altro per questo, dovrebbe essere doverosamente venerato.
Se poi passiamo ad analizzare la parte più propriamente artistica, bè devo dire che anche confrontandolo con quanto avveniva da altre parti del mondo, questo disco rimane qualcosa di unico, almeno ripeto per il periodo nel quale uscì. La prima facciata contiene la più bella jam free-form che abbia mai ascoltato in vita mia; la seconda, anche se non replica tali vette, presenta brani bellissimi (a farle adesso tali cose!).
E' vero, a livello tecnico i musicisti non erano il massimo...ma chi se ne frega! Alla faccia di ogni accusa di revisionismo, per il sottoscritto questo disco è un vero e proprio CAPOLAVORO.

piccic ha detto...

L'ho sentito. Mi era piaciuto molto.
Anche "Chetro & Co." e "I Fantom's" meritano una menzione. A me che preferisco la psichedelia beat e non amo molto il prog i "Fantom's" mi sembrano originalissimi, anche se fecero solo dei 45 giri.

Francesco ha detto...

La psichedelia italiana dei tardi anni 60 ha regalato delle "perle" incommensurabili quanto ora, purtroppo, poco note: oltre ai brani citati di Chetro & Co (che farei ascoltare nelle scuole per la loro valenza artistica)ricordo "Il trionfo del diavolo" dei Fantom's, bellissimo ed inquietante, e il vinile "Viaggio allucinogeno" de "Gli Astrali" portato alle stampe dopo 25 anni dall'incisione. Ho appreso questo, e molto di più, tramite Ursus ed il suo blog...Grazie! Francesco

giody54 ha detto...

per essere un disco del 67 è notevole e poi è forse l'unico vero Lp psichedelico uscito in Italia oltre che una rarita' collezionistica,gia' negli anni novanta valeva un patrimonio.Io mi tengo la ristampa cd della Mellow anche se la qualita' musicale è mediocre

JJ JOHN ha detto...

Giody 54,
se ti va, in merito alle ristampe, leggiti anche questo articolo:

http://classikrock.blogspot.com/2010/12/ristampe-che-problema-ovvero-affinita-e.html

J.J. JOHN ha detto...

Per cortesia, non pubblicate links diretti a siti di download.
Non è per una questione morale, ma preferirei evitare rogne inutili.

Simon House ha detto...

Opera irripetibile nell'arido panoramo psychedelico italiano dell'epoca, INDIMENTICABILE!!!!

Simon House ha detto...

DISCO PAZZESCO, raro e bello che si vuole di più?
Un capolavoro da aprezzare e assolutamente da non perdere.(ti copio)
Ma dove sono finiti questi strumentisti?
Mistero dei Misteri

J.J. JOHN ha detto...

Da che mi risulta, il solo Nello Marini ha fatto un 45 giri melodico nel 1968 ed è poi confluito nella breve esperienza dei "Venetian Power" di cui trovi la scheda su questo sito.
Si autoprodurrà poi un cd nel 1993.

piccic ha detto...

Ciao John, come va? :)

Ti riferisci al 45 giri del 1968 "E il Mondo Và / Su una Strada"?
Perché quello dovrebbe essere sempre de "Le Stelle di Mario Schifano", o almeno così è firmato (ce n'è una copia in vendita su eBay giusto adesso, mi pare).

J.J. JOHN ha detto...

Ciao carissimo, io a posto o quasi.
Ho una voglia matta di vacanze ma devo ancora tirare un po'. Tu, tutto Ok?

Cmq no, non è quello.
"Il mondo va" è a nome delle Stelle di Mario Shifano che sono proprio loro e che stanno tentando disperatamente di vendere su E BAy in versione Juke Box.

Quello a cui mi riferivo è "L'amore è il mio mestiere/Per te" (CBS 3800) uscito a nome del solo Nello Marini che però è di genere melodico.

piccic ha detto...

Bene, grazie. :)

Be' abbiamo segnalato anche il 45, per rispondere alla domanda di Simon House. Ma quanto vale effettivamente il 45? (non mi intendo di antiquariato in vinile).

jj ha detto...

La versione Juke Box viene battuta ora a 70 eur.Quella originale non lo so.

Facelift27 ha detto...

Uno spettacolo assoluto, visto solo 1 volta originale

UGO ha detto...

CARO JOHN PENSAVO VISTO CHE HAI INSERITO NEL TUO BLOG ANCHE ALCUNI RARI 45 GIRI(BATTIATO-LYDIA E...-ALLUMINOGENI)COME MAI NON HAI PUBBLICATO LA SCHEDA SUI CHETRO & CO.CHE ASSIEME ALLE STELLE SONO LA VERA LEGGENDA DEL POST-BEAT PROG ITALIANO?UGO

Lorenzo Giustetto ha detto...

"Susan song" , secondo me , ricorda molto un pezzo delle Orme , sia musicalmente che dalla voce che assomiglia moltissimo a quella di Aldo Tagliapietra

Sergio ha detto...

Curiosando proprio oggi ho ascoltato il primo brano dell'album ovvero la suite dal titolo infinito. E' un qualcosa di allucinante questo disco.
Esistono altre versioni: nel 2010 una etichetta inglese (la Relics) l'ha ristampato su cd. Mentre dell'lp originale esisterebbero anche una cinquantina di copie di colore rosso... Su discogs lo vendonoa ''soli'' 4000 euro :O

J.J. JOHN ha detto...

A giudicare dalle copie che si sono viste in questi ultimi 10 anni delle "Stelle di Mario Schifano", il mito dei 50 esemplari in vinile rosso è ormai crollato. Ce n'è in giro molti di più.
I prezzi sono sempre alti perchè si tratta comunque di uno dei dischi più rari che esistano, però, se ci fai caso, oggi è molto più facile trovarlo in vinile rosso che non in vinile nero.

Sergio ha detto...

Sempre per curiosità, una copia Near Mint di colore rosso li vale quei 4.000 euro?

J.J. JOHN ha detto...

Se tenuto perfettamente credo di si. O almeno, quello è il prezzo a cui viene normalmente proposto alle convention.

Un esemplare in vinile nero Mint (a patto che ne esistano ancora) o comunque EX++ dovrebbe valere più o meno la stessa cifra.

Perchè... lo vuoi comprare?

Anonimo ha detto...

Se posso dare il mio personalissimo parere,prendere uno schifano rosso NM a quella cifra potrebbe essere un buon affare solo per un collezionista che lo cerca disperatamente e che pretende anche il mint.Le possibilità che aumenti il suo valore nel tempo sono molto remote,se ne vedono tante copie e anche all'estero non viene più pagato come un tempo.Direi che 4000 è un prezzo già ''finito'' da questo punto di vista.Sia chiaro,rimane sempre un pezzo fantastico da avere in una collezione,ma i dischi per cui vale spendere certe cifre sono ben altri.Anzi,direi che a 4000 si potrebbe vendere senza tanti rimorsi se si trova un acquirente.
Ripeto,opinione personalissima e non condivisibile,ma supportata da un'esperienza di svariati anni nel mondo del collezionismo.
Un'ottima osservazione è invece quella di John:il vinile nero sta paradossalmente diventando più raro del rosso,del quale sono state trovate ingenti rimanenze di magazzino negli anni passati.

J.J. JOHN ha detto...

Ecco, sono perfettamente d'accordo con Anonimo (mannaggia ma perchè non vi firmate)che, tra l'altro, ha fornito un particolare che io per timidezza non ho voluto rivelare.

In effetti si mormora in giro che qualche anno fa negli archivi della Fondazione Schifano, siano state ritrovate alcune scatole contenenti un tot di famigerate copie originali delle "Stelle" in vinile rosso.

Storia o leggenda che sia, sta di fatto che da tre/quattro anni a questa parte, si vedono solo vinili rossi. Per verificarlo, basta solo spulciare gli storici delle aste on line o frequentare qualche convention.

Di vinili neri - e soprattutto ben tenuti - se ne vedono invece pochissimi perchè, a parte la loro rarità originaria, non vi sono giacenze da nessuna parte, sono stati messi tutti in commercio o presumibilmente ritirati e distrutti quando invenduti.

Sul prezzo del vinile rosso condivido in pieno il parere di Anonimo.
Sulla valutazione di quello nero, posso dire di averlo visto un paio di volte a 4.000 euro, ma neanche troppo bello.

Vorrei sapere caro Anonimo se condividi questo mio comment, in modo da dare ai lettori delle riposte più esaustive e competenti possibili.

Ti ringrazio,
John

Sergio ha detto...

Buongiorno John,

Magari tra 6 o 7 anni riesco a comprarlo non si sa mai!
Anche se di soldi ne dovrei risparmiare tanti al mese (ammesso che riesco a lavorare e a passarmela bene) :D
Perché potrei anche avere quelle 4 teste messe da parte ma l'unica cosa che non farei al momento è spenderle per un disco (comunque molto bello).
Per ora mi accontenterei della ristampa più recente del CD, quello della Relics, qualcuno c'è l'ha? Vorrei solo dei pareri riguardo alla qualità audio :)

J.J. JOHN ha detto...

Io ho la ristampa in CD dell'Akarma e devo dire che non è malvagia, a parte diverse incongruenze nella parte grafica.
In proposito puoi leggere qui:

http://classikrock.blogspot.it/2010/12/ristampe-che-problema-ovvero-affinita-e.html

Ovvio, ascoltarsi l'originale è tutta un'altra cosa, sia emotivamente che acusticamente.
Specie la prima stampa in vinile nero. Quello rosso suona più sordo.
Provare per credere.

Sergio ha detto...

Ma dimmi, possiedi anche gli lp originali oppure li hai solamente ascoltati a casa di qualche amico o parente? Avresti tra le mani una specie di sacro graal (come sostiene il venditore di discogs)

J.J. JOHN ha detto...

Ti rispondo diplomaticamente dicendoti che "non mi piacciono le ristampe" :-)))

Lorenzo Giustetto ha detto...

C'è un mio amico di Torino che ha un negozio di vinile ed egli ha visto i Pink Floyd di Barret live nel 1968 e le Stelle di Mario Schifano nel 1969 al Piper di Torino quando era un tecnico del suono (e lavorava lì al Piper) . Possiede ancora delle registrazioni originali dell'epoca delle Stelle di Mario Schifano che suonavano ogni sera live al Piper ! Mi ha raccontato che in concerto il gruppo faceva solo cover di classici Rythm'n'blues (tra l'altro ha specificato che erano molto bravi tecnicamente e davano alle loro canzoni un'ottima qualità di ascolto dal vivo) . Possiede delle registrazioni preziosissime ed uno splendido manifesto (credo unico al mondo) delle Stelle di Mario Schifano . Possiede inoltre una copia ultramint dell'album e credo che sia anche autografaa dal gruppo . Ciao a tutti , -LG-

J.J. JOHN ha detto...

Buon per lui, ma non capisco cosa aspetti a farle pubblicare.
Comunque, se gli va di fare una chiaccherata, mettimi in contatto con lui.

Lorenzo Giustetto ha detto...

Ok John chiederò al mio amico se ha voglia di fare una chiacchierata , ma penso che lo farà volentieri . Riesco a dirti qualcosa la prossima settimana perché questo weekend vado a Bologna alla fiera del disco . Ciao , -LG-

Sklerici ha detto...

Ciao caro john avrei bisogno di informazioni su questa edizione delle Stelle che ho comprato un paio di anni fa per un cinquantino.
Si tratta di un picture disc che mi sembra suoni piuttosto bene anche se non sono in grado di dare un giudizio preciso e di solito preferisco ascoltare il disco nella ristampa cd della Relics.
Però l'oggetto é davvero notevole con le sei pagine laminate con le belle immagini dell'originale divise in quattro parti: una le contiene tutte e tre attaccate fronte-retro e altre tre (le stesse in realtà) ripetute come singole tavole sempre fronte-retro.
Manca la foto a colori del gruppo che suona e c'è invece l'immagine della copertina grigio-fuxia (anch'essa ripetuta due volte). Stessa immagine sul lato a del vinile con una delle foto della band ritoccata spray-pencil in bianco-fuxia sul lato b.
Spero di essere stato abbastanza comprensibile...
Comunque il retro riporta titoli, musicisti e tecnici del Fono Folk Stereostudio di Torino che hanno partecipato alle registrazioni secondo una scaletta che dovrebbe corrispondere alla fodera interna dell'originale o quantomeno ne sembra una fedele riproduzione. E' davvero così?
Tra l'altro recita: foto Mario Schifano, prodotto da Schifano e Ettore Rosboch.
Edizioni musicali bidiesse, licensed by Giandomenico Crescentini (questo sembra interessante, trattasi dunque di disco ufficiale?)
Limited edition 250 copie numerate. C'è anche un adesivo con il codice a barre che finisce 020040.
Il mio sito di riferimento è Discogs ma non ho trovato niente a riguardo, così non potevo che rivolgermi a te che per gli italiani sei 'numero uno'.
Sai dirmi qualcosa? ti ringrazio ..nic Sklerici

Marco Verpelli ha detto...

La mia solita intromissione da tecnico.

Il codice a barre si è diffuso verso la metà dei '70 negli USA, in Italia penso più tardi (come tutte le altre cose)

Quindi apparentemente il tuo disco è di una decina di anni dopo l'originale

J.J. JOHN ha detto...

L'unica ristampa in picture disc che conosco delle Stelle è quella della Akarma del 1999. Che poi ve ne siano di posteriori, questo non lo so. Di anteriori, lo escludo.
E' comunque un bell'oggetto e mi sembra tu lo abbia pagato il giusto.

Altre informazioni su questo disco qui:

http://classikrock.blogspot.it/2010/12/ristampe-che-problema-ovvero-affinita-e.html

Paolo ha detto...

Ho visto che Sklerici hai caricato la tua copia su discogs, così ad occhio potrebbe essere una release non ufficiale, potrebbe...
Ce n'è uno in vendita qui ad un prezzo basso: http://www.musicstack.com/item/121666117

@Marco: sono sempre interessato a queste curiosità "burocratiche", senza dati ufficiali ma solo con spirito di osservazione direi che il codice a barre in Italia e più in generale in Europa ha una quasi totale diffusione a partire dall'82/83, pensi sia corretto?
Per gli USA parli di metà '70, ma è un'inizio di diffusione che si compie anni più tardi? Perché non mi ritrovo in quel periodo.

Grazie!

J.J. JOHN ha detto...

Io alludevo a questo:

http://www.gemm.com/store/MAMMA/item/LE-STELLE-DI-MARIO-SCHIFANO-DEDICATO-A-ITALIAN-LTD-RE-6-TRK-LP-PICTURE-DISC-DIE-CUT-PS-LP/1432687696

Marco Verpelli ha detto...

Paolo: per quanto mi possa ricordare in Italia la prima organizzazione (di aziende) per il codice a barre risale al 1978. Per esperienza personale posso dire che in quel periodo la distribuzione, rivolta ai commercianti e non al consumatore finale, usava delle etichette magnetiche lette da appositi sensori "simil-pistola" alle casse.

Con questo penso si possa chiudere la divagazione e tornare alla musica!

Marco Verpelli ha detto...

Aggiungo solo che avendo ora visto il numero di referenza su Discog, Jonh ci ha preso in pieno. Non che avessi dubbi...

sklerici ha detto...

Qua è dove viene venduta per 32 euro una copia uguale a quella che ho io: http://www.ebay.com/itm/LE-STELLE-DI-MARIO-SCHIFANO-Dedicato-a-PICTURE-DISC-Inserts-Numbered-Ltd-250-/181201298457
Se fosse vero che hanno comprato la licenza da Crescentini, non comparendo sul disco altra label (sebbene resti da vedere a chi corrisponda il barcode), tecnicamente il disco è BDS, o no?
In realtà la febbre mi fa ipotizzare che si tratti dello stesso picture di Akarma: forse avevano finito le buste marroni e gli avanzavano dei laminati rosa dell'edizione normale; questo spiegherebbe perché le pagine siano ripetute due volte e di diverso c'é solo come son tagliate..
Bah, mi frigge il cervello, ma prima di bombarmi d'aspirina e rimettermi a letto vi ringrazio per l'attenzione che mi avete dato e vi saluto..

UGO ha detto...

A QUESTO PUNTO JOHN RITIENI DI AVER RASCHIATO IL BADILE INTENDO DIRE RITIENI COMPLETATE LE TUE RECENSIONI O,IN CASO CONTRARIO,QUANTI E QUALI TITOLI ANCORA MANCANO ALL'APPELLO DELLA TUA CRITICA/GIUDIZIO?
POI RITIENI CI SIANO ALTRI SINGOLI 45 GIRI CHE VALGA LA PENA RECENSIRE UN PO COME HAI FATTO PER QUELLO DEI CLOCKWORK ORANGES OPPURE PER QUELLO DI LYDIA/SCORPYO O ANCORA PER QUELLO DEI CHETRO & CO.?
UN SALUTO UGO

JJ ha detto...

Beh, per ora credo di aver detto le cose più importanti, però c'è ancora molto che vorrei fare.
In questi otto anni (ma ti rendi conto?) da che esiste Classic Rock sono cambiate molte cose. Nel 2007 le informazioni erano ancora pochine, e moltissime schede andrebbero aggiornate, per non dire riscritte. Soprattutto con una forma che rispetti la mia evoluzione stilistica. E magari con un look un po' più uniforme.
Ci sono ancora diversi dischi da recensire, specie dell'immediato periodo post-prog; molti ragionamenti da fare eccetera.
Il mio problema però non è la voglia, quanto il tempo materiale. Sto scrivendo il mio nuovo libro, ho in vista altri progetti, ma soprattutto, è da un po' di tempo che il mio lavoro (quello che che mi sostiene) mi sottrae sempre più energie. E da buon "capofamiglia" non posso far finta di nulla. Non so se mi sono spiegato.
Non mollo comunque il progetto Classic Rock. Semplicemente procederà meno speditamente di qualche tempo fa. Ne guadagnerà in qualità, e noi, come diceva Morandi, saremo "sempre uniti".
Se poi voleste farmi qualche lauta donazione in modo che possa pensare solo a CR tutto il giorno... ben venga :-)
Anche se ogni visitatore mi desse 25 centesimi al mese, moltiplica per ottomila visite (le "pagine viste" mensili sono il doppio), sai che goduria :-))))

ugo ha detto...

be a questo punto se lo facessimo tutti sarebbe un piccolo ma utile aiuto per te.be sappi che i miei 3,00 euro annuali(0.25x12=3,00) son disposto a darteli purchè tu mi faccia(ricatto! aahh!) una scheda apposita per il primo singolo della bottega dell'arte "addio/notturno per noi"sul quale ormai ho preso una fissa pazzesca!per il pagamento potrai lasciarmi sulla mia posta il tuo n. di postepay ciao ugo

JJ ha detto...

Grazie caro Ugo. Non ho postepay, ma è come se tu me li avessi dati.
Se poi vuoi investirne 15, acquista Gast(Rock)nomia, e vedrai che sarà un libro che ti piacerà anche ben oltre i 5 anni della tua offerta (5x3=15). Anzi: ne sarai entusiasta, ti divertirai, e lo consiglierai a tutti i tuoi amici persino a Natale 2050. Perché è un libro senza tempo. Abraxas, John

JJ bis ha detto...

PS: Sulla Bottega ci prnso... ma siccome me l'hai chiesto tu...

ugo ha detto...

il libro lo comprero quando non fara + caldo con quest'afa manco la musica riesco troppo a sentire immagina la lettura...
riguardo la bottega la mia curiosità è capire chi era il 6 elemento che sta solo li su quel disco come pure l'autore un certo ZANNELLI boh! poi se riesci a trovarmelo allora ti mando un kg di mozzarelle x un anno intero a meno che tu desideri la ZIZZONA di BATTIPAGLIA una maxi mozzarella che a seconda dei gusti e delle esigenze varia dal 1 kg oppure da 3 o addirittura la mega zizzona da 5 kg.........ma non è una donna formosa eh non farti strane idee aaahhhh ciao ugo e grazie sei sempre troppo gentile oltre che un mostro di intelligenza!il tuo sito e quello del grande AUGUSTO CROCE son quanto di meglio si possa trovare su INTERNET poi ci sta pure PROG ARCHIVES che mi piace molto ma i vs.siti son davvero ben fatti ma solo sul tuo si può fare salotto ed interagire con spirito e competenza ciao e alla prossima recensione ugo