Banco Del Mutuo Soccorso: Darwin (1972)

banco del mutuo soccorso darwin 1972Esattamente come la Premiata Forneria Marconi, anche il Banco esordì discograficamente con due album nello stesso anno e pubblicati a breve distanza l'uno dall'altro.
Tuttavia, contrariamente ai cugini di Milano che con "
Per un amico" avevano subito una lieve flessione, il B.M.S. non solo bissò il successo ottenuto col primo Lp, ma sono in molti a ritenere che con "Darwin" fecero ancora meglio.

Il disco è un album concept che affronta il tema dell'evoluzione umana teorizzata da Charles Darwin, traducendone in musica tutta la maturazione: dal caos primordiale, all'apparizione dell'uomo sulla terra con la conseguente assunzione di una propria coscienza e sensibilità.
Si toccano quindi aspetti prettamente tecnici quali "La conquista della posizione eretta", fino ad addentrarsi in quelli più squisitamente sociali: la collettività, l'amore, la morte, l'identità e la coscienza.

Rispetto al "salvadanaio", l'impatto grafico è meno attraente, ma i contenuti si rivelano sin dal primo lungo brano "L'Evoluzione" (13 minuti) più decisi: anche in questo caso l'elettronica compare poco e il pathos è affidato principalmente alla ricchezza cromatica e alle straordinarie invenzioni armoniche.

Pur mantendo un groove sostenzialmente rock, che a tratti si fa molto pesante, "Darwin" suona più colorito e meglio arrangiato del precedente: i breaks ritmici risultano molto più funzionali alla struttura dell'intero lavoro e l'aulicità è limitata al minimo.

banco darwin 1972Anche in questo caso, i musicisti danno il meglio di sé: le doppie tastiere dei fratelli Nocenzi trovano qui la loro definitiva omogeinizzazione, mentre la voce di Di Giacomo e la chitarra di Marcello Todaro risultano anch'esse meno invasivee più funzionali al groove collettivo.

"La conquista della posizione eretta" raggiunge momenti di pura poesia musicale nel racconto di quel miracolo evolutivo, sottolineandolo prima con un raffinato duetto di tastiere e successivamente estroiettando le fatiche, l'incertezza e la gioia di quel fondamentale passo per l'umanità.
Da ora in poi: "lo sguardo dritto può guardare"

Dopo un breve "scherzo" strumentale ("Danza dei grandi rettili") che denota una simpatico senso di autoironia da parte della band, si accede alla seconda facciata dell'album in cui vengono analizzati singolarmente i nuovi problemi personali e collettivi dei nostri antenati.

L'unione quale rimedio alla forza e la scelta esistenziale tra fuga e socializzazione sono il leit-motiv di "Cento mani e cento occhi" ("La voglia di fuggire che mi porto dentro non mi salverà") che, musicalmente, è un capolavoro del Progressivo Italiano più raffinato.

bms darwin 1972Il desiderio sessuale, i dubbi dell'amore e le incertezze sulla propria bellezza estetica sono invece i temi dominanti di "750.000 anni fa… l'amore?", brano in cui la voce di Francesco Di Giacomo raggiunge una delle vette più alte della sua espressività ed anche in questo caso, la band ci fornisce una magnifica prova di coscienza e sensibilità.

Nei successivi cinque avvolgenti minuti di "Miserere alla storia", l'uomo si interroga invece sulla sua fine e sul senso della sua esistenza ("Quanta vita ha il tuo intelletto se dietro a te scompare la tua razza?") per poi sfociare in un finale di inquietante modernità.

banco del mutuo soccorso darwin 04L'interrogativo di "Ed ora io domando tempo al tempo…" infonde nell'ascoltatore gli stessi dubbi di quell'uomo primigenio che ora è cresciuto e si trova davanti ad una società matura, opprimente ed impietosa ("Ruota fatta di croci").

In sostanza: "a che serve vivere se tutto deve finire?" La risposta sta nella lotta quotidiana per l'evoluzione.

"Darwin" si chiude così, rivelandosi un album perfettamente in linea con il suo tempo: sensibile e impietoso, propositivo e coinvolgente, trasgressivo e conflittuale. Molto vicino ad un'opera d'arte.

40 commenti - CLICCA QUI PER DARE LA TUA OPINIONE.:

Giampaolo ha detto...

Ciao! Che palle, avevo già commentato! Comunque, sai già come la penso: per me non è un grande album anche se sul lato della produzione/arrangiamento è migliore del primo. Lo trovo prolisso e ripetitivo specie nelle prime due canzoni. Lo trovo un album sufficiente e nulla più. Comunque ottime "Cento mani e cento occhi" e "750000 anni fa l'amore?"
Ciao e buona domenica!

JJ JOHN ha detto...

Che palle cosa? Avevi commentato il primo, mica questo.
Mi sembra di capire che non sei un fan del Banco, o sbaglio

Anonimo ha detto...

Che palle un accidente! Non ci sei solo tu Giampaolo.
Cmq darwin è un grande disco, forse non il migliore del Banco. Io opto per "Io sono nato libero". Poi questione di gusti.
Grande JJ. Leah

Anonimo ha detto...

Negli anni '70 il Banco ha pubblicato 10 album. Se Giampaolo si è già rotto le palle al secondo tanto vale che se ne stia a casa.
Ma chi si crede di essere?

JJ JOHN ha detto...

Non facciamo confusione per favore!
E tu Giampaolo, ti prego, cerca di essere un pò meno "autorale". Non tutti ti conoscono come ti conosco io, non so se mi spiego...
Parliamo del disco.
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@ Giampa:
Non ti piace il primo. Ritieni Darwin appena sufficiente. Mi chiedo: ma ti piaceva qualcosa del Banco?

@ Leah:
Credo anch'io che che l'evoluzione del Banco si sia completata con "Io sono nato libero".
Raramente nel prog Italiano c'è stata una band che ha prodotto una trilogia d'esordio così significativa.
So di essere di parte, ma so anche di non avere tutti i torti.

@ anonimo #3
Capisco che tu voglia difendermi e ti voglio bene, ma per cortesia, fallo senza offendere gli altri.

Da ora in poi, ripeto, parliamo solo del disco.

Anonimo ha detto...

questo è il loro migliore secondo me.
ma vorrei aggiungere che chi non riconosce i giusti meriti al banco, ha capito semplicemente zero del pop/rock italiano.

Giampaolo ha detto...

Ciao! Allora il "che palle" era riferito al fatto che avevo gia' commentato verso mezzogiorno e non alle 4 meno 10. E quindi ho dovuto riscrivere il commento.
Per quanto riguarda Il primo album non ho detto che non mi piace, ho detto che non mi piace molto la suite. L'album in realta' nel complesso mi piace. Diciamo che se tu gli dai 10, io gli do' 7,5/8.
Darwin credo sia un album che divide la critica. Tutto qui.
@ anonimo gradirei da parte sua un po' di educazione. Ed inoltre mica mi sono fermato al loro secondo album.
Comunque John buone notizie: sto capendo perche' "Contrappunti" delle Orme non mi e' piaciuto.
Ciao a dopo.

JJ JOHN ha detto...

Scusa Giampa, non avevo afferrato... e grazie come sempre per i tuoi comments: a te come naturalmente a tutti.

Di solito non amo molto dare valutazioni uniche (mi sembra di essere tortato in facoltà...), ma visto che ci siamo si potrebbe dare al primo un bel 8,5/9 e a Darwin un "9 e mezzo" tendente al 10.
Il 10 secco me lo conservo per "Io sono nato libero".
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"Contrappunti" a mio avviso è il lavoro migliore delle Orme che però, come ben sapete, non mi hanno mai convinto più di tanto.
Ci vorrebbe il Daniele...
La domanda per ora è: "perchè non ti convince?"
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All'anonimo delle 8.58 (ormai vi chiamerò per orario, come i treni): credo che l'incidente sia chiuso.
Sai, parlare dei capolavori non è cosa semplice: valutarli è ancora più complicato.
Io ho una leggera preferenza per il terzo del BMS, ma solo per questioni "conflittuali".
Per il resto (qui lo dico e qui lo nego) la loro trilogia d'esordio è quanto di meglio si possa ascoltare nel Prog Italiano.
E' logico poi che un detrattore possa trovarvi di tutto e di più ma a mio avviso, si possono svilire solo per "partito preso".
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PS: non ho alcun problema con gli anonimi, ma francamente preferisco le firme: anche inventate o in codice.
Sai che bello se arrivassero tutti messaggi senza nome:
"Ciao 8,58, so che 7,25 ha detto così, ma sono più d'accordo con 10,52 che,come diceva anche 7,35 eccetera eccetera...
...ma per favore...

Giampaolo ha detto...

Contrappunti e' diverso dagli altri tre. Secondo me non spicca il volo. Ne faro' un post quando avro' tempo.
Ciao.

andrea ha detto...

sono "l'anonimo delle 8.58".
darwin un album che divide la critica? mah... non so quale critica possa esprimere certi pareri per uno dei migliori album progressive della storia.
poi certamente, uno può dire quello che vuole, si può anche dire che "velvet underground & nico" è un disco di poco valore perchè vendette mezza copia... ognuno, giustamente, può dire ciò che vuole, ma è altrettanto giusto che poi si assuma le responsabilità di quello che dice.
e parlare di darwin come di un dschetto da liquidare come un sorso d'acqua mi sembra semplicemente sbagliato.

JJ JOHN ha detto...

Olà Andrea. Ti mando un personale saluto alle 22.22!
Io penso ci sia stato un malinteso dialettico perchè, è ovvio: non si può sminuire Darwin.
L'alterco nasce probabilmente in quanto ci troviamo di fronte ad una band che ha esordito con tre capolavori di fronte ai quali è difficile esprimere una preferenza netta.
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Adsso vi palleggio una domanda:
"perchè VI PIACE Darwin?"

andrea ha detto...

perchè...

... dopo il primo capolavoro era difficile ripetersi (e poi ripetersi ancora).
... è un concept album, dove la teoria della selezione naturale diventa pretesta per una riflessione sull'uomo, sui suoi sogni e sui suoi sentimenti.
...(soggettivamente) è il più rock in senso stretto degli album dei banco, contiene d'altro canto numerosi tentativi di sperimentare nuove vie alla musica.
... la voce di francesco di giacomo copre un repertorio vastissimo, dai vocalizzi rockeggianti al lirismo melodrammatico.
... perchè ogni strumento si fonde alla perfezione con gli altri, alla ricerca di una sintesi armoniosa; non c'è mai un'assolo fuori posto, uno scontro tra personalità, bensì mi ripeto, totale armonia.

e forse anche perchè se oggi la teoria dell'evoluzione di darwin è conosciuta e accettata da tutti, probabilmente non sono pochi gli ascoltatori di musica che si sono documentati per la prima volta dopo aver sentito questo disco del 1972.

in una sola parola, anzi due, capolavoro assoluto!

JJ JOHN ha detto...

D'accordo su tutto Andrea, con un'osservazione ancora che mi hai fatto venire in mente.
Darwin era ben calato anche "politicamente" nel suo tempo. Il sogno, la fantasia, il dubbio su come organizzarsi (sia come singole individualità, sia come collettivo) e la necessità della "crescita e della lotta (anche in senso creativo)" quali risposte all'ineluttabilità della morte, erano tutti temi molto sentiti dal movimento underground del 1972 che ne decretò il successo.

Una scelta volutamente "conflittuale" che il Banco ripetè con "Io sono nato libero", cogliendo genialmente la virata politica e controculturale del 1973.

mr_toky ha detto...

Io penso che "750.000 anni fa… l'amore?" sia un vero capolavoro...ogni volta che la ascolto ho veramente i brividi.
Ho consumato il disco su quella traccia!
Il mio voto è 9.
Federico

Anonimo ha detto...

Io scelgo il primo il secondo e il terzo, ma forse un pò più il primo.
Darwin secondo Rizzi è una merda, ma che ci si può fare, anche i grandi hanno mal di testa ogni tanto...

Andy

JJ JOHN ha detto...

Carissimi, è difficile valutare tra questi tre capolavori quale sia "il migliore", anzi: penso che tentare di farlo sia persino una strada sbagliata. E'meglio la "Gioconda" o la "Pietà"? E' più bravo Picasso o Mirò?
Capirete che sono domande senza senso quando si è in presenza di qualità distinte ed equivalenti.
Prova ne è che dal nostro dbattito sono emerse e prevalse delle forti "affettività personali" verso questi dischi che (almeno in questo caso e al di là della critica) ne denotano la loro vera magia.

JJ JOHN ha detto...

Non so cosa pensi Rizzi di Darwin.
Se qualcuno mandasse qualche "chicca" in proposito, potremmo parlarne più approfonditamente.

Sta di fatto che (se è vero ciò che dice Andy) si consideri comunque che questo signore non è (e non era)l'unico tra i detrattori: se vi fosse capitato di leggere "Il libro bianco sul Pop in Italia", saprete sicuramente che quest'album era tutto fuorchè ben voluto.
E' infatti ovvio che a dei post-sessantottini in fase di radicalizzazione non potesse piacere un lavoro sognante e "internazionale" come Darwin: posizione peraltro perfettamente comprensibile e, in parte, condivisibile.

Giampaolo ha detto...

Rizzi dice che la trama del concept album non è un granchè (più o meno questo il significato) e soprattutto dice che non ci sono momenti memorabili, sul quale mi trova in disaccordo. Sul primo libro dava due pallini su cinque, nel secondo più grosso tre su cinque, sempre con le stesse argomentazioni.
Devo dire che talvolta non porta argomentazioni, cioè o non scrive niente (esempio dà due pallini e mezzo a "Clowns" dei Nuova Idea, e mi dovrebbe spiegare il motivo di questo brutto voto) oppure scrive cose vuote (come "Felona e Sorona" e "Uomo di pezza").
Ciao!

Giampaolo ha detto...

Ah un'ultima cosa: io di Darwin critico le musiche. Sia ben chiaro che dei testi me ne importa poco, ora come ora, dato che non importa alla maggioranza degli ascoltatori di questo mondo.
Poi dal punto di vista dei testi questo album può essere considerato un capolavoro. Ma la prima cosa che si recepisce sono le musiche!
O sbaglio?

JJ JOHN ha detto...

Ma no, perche? A me la trama di Darwin mi sembra una delle più forti e comprensibili del suo periodo, oltretutto arricchita da un ottimo svolgimento che ha in se picchi di notevole pathos: es, "750.000 anni fa l'amore" - come diceva anche il Federico.

Sapete,non amo molto quelli che ragionano "a pallini". Se valutiamo un'opera DOBBIAMO fornire almeno un minimo di spiegazioni, altrimenti è meglio scrivere un libro di cucina: difficoltà 5 su 10, cottura 20 minuti, forno a 180 gradi e via dicendo...
Comunque vedremo al prossimo libro quanti pallini gli darà. Vedo che sta migliorando :-)))
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Però Giampa, devi anche contingentare che in un concept-album le liriche hanno il loro peso: specie queste di Darwin che raggiungono anche dei ragguardevoli picchi poetici.
Poi, che sia principalmente la musica a colpire sono d'accordo, ma è anche vero che gli artisti ce la mettevano tutta per fare dei testi coinvolgenti e, come dico io, conflittuali.
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Ultima cosa: a chi da cinque pallini il Rizzi?

Giampaolo ha detto...

A "Io sono nato libero" del Banco, poi "Sulle corde di Aries" di Battiato ," storia di un minuto" della Pfm, Balletto di bronzo "Ys" . Del prog italiano pochi comunque , ai Maxophone gli dà tre pallini e mezzo. Quindi non ha le idee chiare il signor Rizzi.
Comunque non so se hai mai visto il sito di prog70, che non so se ha riaperto; da dei voti ad alcuni album assolutamente senza senso.
Ciao!

JJ JOHN ha detto...

Grazie bro' Giampa: andrò sicuramente a vedere Prog 70.
Onestamente gli album a pieni voti di Rizzi sono anche giustificabili, ma ripeto, non si può ridurre il mondo a pallini: bisogna spiegarsi e spiegare.
Comunque, non conoscendo le coordinate di giudizio di Rizzi, mi fermo qui. Grazie ancora.

Anonimo ha detto...

Ma avete mai ascoltato i Banco dal vivo? La conquista della posizione eretta è un qualcosa di unico e irripetibile può sembrare ripetitivo, ma non è così, è un lento divenire che matura in musica e sensazioni...
Andy

JJ JOHN ha detto...

Tra loro e la Premiata, li avrò visti decine di volte. Dei veri professionisti che appagano cuore, anima e vista! Anche adesso.
Pensa che a me piace pure "Moby Dick" :-)))

Armapo ha detto...

Sono d'accordo con John sui testi di "Darwin". A parte quella perla assoluta che è "750.000 anni fa...L'amore?", uno dei pezzi più magici del repertorio del Banco (d'accordissimo con mr_toky!), credo che pochi gruppi italiani abbiano saputo scrivere liriche di spessore, eleganti ma anche complesse, senza essere prolissi. Non è facile voglio dire far combaciare un testo italiano con la ritmica rock e il Banco (con Le Orme, i Jumbo e pochi altri) ci riesce benissimo: valga per tutti "L'evoluzione".
Su quale dei tre album sia migliore mi limito a dire che il primo e "Darwin" sono più emotivi, mentre il terzo è forse il più rifinito e maturo. Siamo comunque su livelli altissimi, e non solo in Italia...
Ciao a tutti.

JJ JOHN ha detto...

Se fossi uno della Premiata che legge questi comments mi sentirei un pò depresso...

armapo ha detto...

E perchè? La PFM ha fatto grandi dischi, ma mi permetto di dire che nei primi, cantati in italiano, le parti vocali erano l'aspetto meno risolto, anche perché non esisteva un cantante di ruolo. Arrivò solo in "Chocolate kings", con Lanzetti, ma lì i testi erano in inglese...
Io però esprimo un semplice parere personale, come sempre.
Ciao.

JJ JOHN ha detto...

Eddai che era una provocazione.

Comunque, risultato provvisorio:
PFM:
Storia di un minuto: 24 comments
Per un amico: 7 comments
BANCO:
Banco: 20 comments
Darwin: 27 comments
HUNKA MUNKA (che non c'entra, ma è per farti capire...):
Dedicato a Giovanna G.: 0 comments

2112 ha detto...

Ottimo seguito del "Salvadanaio",ma il successivo per me è l'apice della carriera del Banco.

JJ JOHN ha detto...

2112, siamo sulla stessa lunghezza d'onda. JJ

Anonimo ha detto...

Ciao ragazzi mi chiamo Max ho 19 anni e vivo di pane e prog 70 da quando avevo 6 anni, "addestrato" soprattutto mio padre che suonò coi biglietto e aveva un proprio gruppo prog :)

Bè devo dire che Darwin! dopo "biglietto per l'Inferno" è il mio disco prog preferito, a mio avviso superiore di pochissimo anche ad "Io sono nato libero".

Nel 3° album dei BMS infatti trovo sottotono e a tratti quasi tediosa la fine di Canto Nomade di un Prigioniero Politico o alcuni passaggi de "la città sottile" (La traccia migliore secondo me come testo e musica è: "Dopo...niente è più lo stesso")

Qua invece non si può cambiare niente..
750.000 anni fa l'amore mette i brividi, la conquista della posizione eretta è un follow up spettacolare de L'evoluzione, a mio parere il brano più completo dell'album sia per testi che per strumenti.

Questo album secondo me è un capolavoro assoluto.

Grazie banco :)

max

JJ JOHN ha detto...

Hy Max! Considerando l'età direi che hai una visione limpidissima delle cose e mi piacerebbe sentire altre tue osservazioni.
Bisogna sempre contare che Darwin è del 1972 e "Nato Libero" del '73: dal punto di vista "creativo" e sociale sono due anni diversissimi tra loro. Questo giustifica anche una certa "tediosità" dovuta ad una maggiore attenzione sull'analisi politica.
Cmq avremo modo di riparlarne.
Thanks and stay tuned! JJ

PS: come si chiamava il gruppo di tuo papà?

Anonimo ha detto...

Ciao John,
anzitutto complimenti per il blog. Ho iniziato da poco ad ascoltare il prog (primo disco banco, raccolta pfm, concerto gross new trolls, ottimi, e sirio 2222, che invece non mi pare andare molto oltre il rockettino asfittico) e le tue recensioni aiutano. Su Darwin dico che i testi sono stupendi (faccio notare la teoria freudiana del conflitto in cento mani, cento occhi, a mio avviso la traccia migliore dell'album)ma avendolo nel rifacimento del '91 ne ignoro le sonorità originali. Mi potresti aiutare? Grazie, Marco

J.J. JOHN ha detto...

Ciao Marco,direi che a livello di auditing hai cominciato molto bene!
Sicuramente potranno aiutarti le prime due "Classifiche ponderate" (quella del 1972 verrà pubblicata la settimana prox)da cui potrai farti una buona idea dei differenti valori delle opere.
Fossi in te ora ascolterei subito i Museo Rosenbach ("Zarathustra"), Balletto ("Ys"), Metamorfosi ("Inferno")tanto per entrare nel vivo della questione.
Semmai chiedimi quel che vuoi, quando vuoi.
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Sirio è un pò "asfittico" si, ma quando ascolti, tieni sempre presente l'anno di produzione!
Semmai leggiti anche un pò di storia delle controculture: ci sono dei dischi che hanno valore anche e soprattutto perchè furono perfettamente aderenti al loro tempo ed alla loro società.
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L'unico modo in cui posso aiutarti sul Banco è dirti di ascoltare la versione originale.
Lo so, sembra banale, ma un remake - specie degli anni '70 - non potrà mai restituire "la magia della ricerca" che veniva operata in quegli anni: suoni, produzione, registrazione e via dicendo. "Darwin", ad esempio, fu inciso in condizioni impossibili... oggi sarebbe tutto maledettamente più comodo, ma insipido. Fammi sapere. Abbraccio - JJ

Anonimo ha detto...

Ciao John,
sono Marco. Il mio problema è proprio che non so come ascoltare la versione originale, perchè non riesco a trovarla... Non so da che parte rifarmi, ho 17 anni ma co Internet e la tecnologia in genere è meglio che lasci perdere...
Riguardo al discorso sulle controculture m'interessa il giusto... a me piace il lato musicale della questione.

Anonimo ha detto...

Ah... dimnenticavo,
il rifacimento di Darwin è comunque spettacolare!

JJ ha detto...

Olà Marco.
Guarda, i primi del Banco sono piuttosto accessibili ovunque.
Non so dove tu viva, ma immagino che ci sarà qualche buon negozio di musica lì vicino a te.
Io per esempio "Banco" ce l'ho in disco ma l'ho ri-comprato in Cd in Feltrinelli a 10 euri...
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Cmq, proprio perchè hai 17 anni (che invidia porca che mi fai...)tieni conto che, specie per gli anni '70, il binomio musica-società è essenziale.
A quei tempi il "lato musicale" non poteva essere separato dal "lato sociale" e dal "movimento culturale" in genere.
E' pesante da capire, lo so.
Ma se vuoi veramente A s c o l t a r e (con la A maiuscola!)il Prog DEVI metterti in quest'ottica.
Dai, coraggio!

Anonimo ha detto...

Mah... Si, è indubbio che ogni manifestazione artistica sia legata alla scena sociale del periodo (faccio il pedagogico e quindi me lo dicono ogni tre secondi)ma, cultura o controcultura che sia, un disco innanzitutto mi deve piacere per il binomio musica-testi. O no? (avrebbe detto de André)

JJ JOHN ha detto...

Si, certo, ma quella è una questione soggettiva. Per quanto mi concerne, il "gusto" non è una categoria che deve rientrare in una valutazione di tipo analitico.
L'ho spiegato nel mio post "Come giudico un disco" che forse troverai pesante ma che restituisce bene il mio metro di giudizio.
Se dovessi solo pensare a quello che mi piace ti parlerei dei "T.Rex" dalla mattina alla sera :-)

Roberto ha detto...

Capolavoro assoluto del prog italiano.Secondo disco di un trittico ascendente che culmina nel successivo "Io sono nato libero".Per me il Banco finisce qui senza nulla togliere alle successive pubblicazioni.
Darwin e'il mio disco preferito del Banco,su tutte svetta la struggente 750.000 anni fa...l'amore? Anche se "non mi rompete" del disco successivo non e' da meno.E cosa dire del brano d'apertura "l'evoluzione" che in certi momenti mi sembra di sentire tarkus degli ELP o della successiva "la conquista della posizione eretta" dove le tastiere dei fratelli Nocenzi come in tutto questo disco non sono piu'riuscite ad eguagliarsi in questo modo. A mio modesto parere uno dei piu' bei dischi prog italiano in assoluto,sia musicalmente sia per il tema trattato,esempio assoluto di concept album.