Balletto di Bronzo: Sirio 2222 (1970)

il balletto di bronzo sirio 2222 01Il Balletto di Bronzo nasce a Napoli da un'idea del futuro Dj di "Per Voi Giovani" Raffaele Cascone che insieme al batterista Giancarlo Stinga, al bassista Michele Cupaiuolo e al cantante chitarrista Marco Cecioni propone musica beat presso le basi Italiane della NATO sotto il nome di "Battitori Selvaggi".

Cascone
però, abbandona presto i compagni e questi lo rimpiazzano con l'ex "Volti di Pietra"
Lino Ajello. Infine, il quartetto completa la sua metamorfosi artistica adottando il nome Balletto di Bronzo, ispirato dal popolare quadro di Edward Wadsworth del 1940, "The Bronze Ballet".

Così stabilizzata, la neonata formazione approda nel 1969 al suo primo contratto discografico con la ARC, storica etichetta pilota della Rca tra le cui fila avevano anche militato i Rokes, Patti Pravo, Dino e Lucio Dalla.

L'esordio fa scalpore e l'indiavolato 45 giri "Neve calda" (promosso due volte in RAI alla trasmissione "Chissà chi lo sa" e tradotto anche in spagnolo) la traghetta in meno di un anno all'etichetta madre RCA.

A fronte di tanta considerazione, il "Balletto" rilascia così un secondo singolo, "Si Mama Mama" / Meditazione" (1970) e finalmente pubblica in maggio il suo primo e memorabile album, "Sirio 2222": disco ricercato non solo per motivi collezionistici, ma anche perché rappresentativo di un modus tutto particolare di traghettare il beat nelle forme più creative del rock.

il balletto di bronzo sirio 2222 02L'album stupisce sia per la buona dinamica che per la coesione del gruppo che restituisce in ogni singolo pezzo una fantasia quasi sfrontata.
Sin dal primo brano "Un posto", i musicisti dimostrano di avere una marcia in più rispetto ai loro contemporanei: in esso coesistono infatti un sapiente uso dei breaks ritmici che sembrano moltiplicare la struttura della canzoni, e ripetuti innesti armonici che rendono
tutti i brani esclusivi e mai montoni.
Un altro buon esempio di questa contaminazione progressiva "ante litteram" è la canzone "Eh eh ah ah" in cui un inaspettato intervento di armonica frange e divide apparentemente senza alcuna ragione una fluida struttura di basso che richiama i blues dei Canned Heat.

Si distinguono poi la vulcanica e strutturatissima "Neve calda", la classicheggiante "Meditazione", vero e proprio gioiello pre-progressivo e la suite psichedelica "Missione Sirio 2222" che con i suoi nove minuti e mezzo si ritaglia un posto tutto suo nel post-beat Italiano.

il balletto di bronzo sirio 2222 03Il resto è un rock sincero, ben strutturato e senza concessioni alle banalità: encomiabili la voce di Marco Cecioni e l'inesauribile e coloratissima batteria di Gianchi Stinga. Questo naturalmente, senza sminuire l'onnipresente lavoro di basso e chitarra che rifiniscono e sostengono tutto il resto della struttura timbrica.
La produzione però, è ancora scarna e svogliata: segno evidente che la major americana ha fiutato nel gruppo una grande opportunità, ma senza impegnarsi più di tanto nel riconoscerne la valenza artistica e, soprattutto, senza fornirgli un'opportuna promozione.

L'album passa quindi del tutto inosservato e, cosa ancora più fastidiosa per una band esordiente, non verrà riconosciuto ai musicisti alcun "credit" nelle note di copertina, fatta eccezione per una foto scattata in studio.
Paradossalmente, i nomi degli autori delle canzoni verranno addirittura attribuiti a persone estranee al progetto (Della Bruna, Simonelli, Gioieni, Iarrusso, Umiliani) mentre oggi sappiamo che i veri compositori delle musiche furono i soli Ajello, Stinga e Cupaiuolo.

il balletto di bronzo sirio 2222 03Altra cosa certa è che il nome di Piero Umiliani venne accostato a "Ti risveglierai con me" in quanto quel brano fu scelto per i titoli di coda del film di Mario Bava "Cinque bambole per la luna d'agosto" (1970) per cui lo stesso Umiliani compose la colonna sonora. Non è dato però di sapere in che termini vi mise mano.

Fortunatamente, malgrado lo scarso impatto commerciale, le idee del Balletto avevano attecchito nella Napoli più avanguardistica, attirando in particolare l'attenzione del vecchio amico Gianni Leone che, con il suo ingresso nella band, la portò ai livelli più alti del progressivo Italiano con il successivo trentatrè giri "Ys".

Il quadro "The Bronze Ballet" (1940) di Edward Wadsworth è tuttora esposto alla Tate Gallery di Londra.


BALLETTO DI BRONZO - Discografia 1970 - 1972:
1970 - SIRIO 2222
1972: YS

18 commenti:

Daniele ha detto...

Che dire di "Sirio 2222"... Lo ascoltai per la prima volta nell'Estate 2004, quando la mia mente stava acquistando piu' maturità e consapevolezza nei rapporti umani e nella Musica. Già avevo ascoltato tutti gli Album de Le Orme, già conoscevo l'Equipe 84, I Giganti, I Ribelli, I Rokes, I Dik Dik, I Camaleonti, avevo già ascoltato i primi tre Album della PFM, il primo omonimo del Banco e quasi tutta la Discografia dei Beatles. Quando ascoltai "Sirio 2222" mi si presentò un'universo diverso, tra il Beat che aveva caraterizzato il mio Autunno e la mia Primavera e il Prog che stava caraterizzando la mia Estate e succesivamente la mia esistenza. Tral'altro io stesso ho recensito questo Disco, se v'interessa leggere ecco il link: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_9792/Il_Balletto_Di_Bronzo_Sirio_2222.htm

Quando poi ascoltai "Ys", tanto ero preso da "Sirio" che non lo presi sul serio e lo lascia così, fino a che poi lo ripresi dopo un paio d'anni nel 2006 e mi piaccue (anche perchè ormai l'orecchio si era abituato alle sonorità piu' complicate del Prog dato che con l'ascolto avevo fatto grandi passi!). Quando vidi il Balletto nel Febbraio 2007 (quando parlai anche con Gianni Leone) strinsi la mano a Marco Cecioni, che era salito sul palco e ci aveva donato "Eh Eh Ah Ah" e che un momento prima di salire mi era passato di fianco! In fin dei conti, veramente un bel Disco, da tramandare di generazione in generazione come tutti i Dischi del Prog Italiano!

Ciao a tutti,
ciao John.

aldo ha detto...

Ho appena sentito "Il Re del Castello"...ma son tutte in Spagnolo!!!
a parte la prima versione di "Accidenti"....chiaro che "Nieve Calda" é "Itañol" almeno nel titolo!
So che sono inediti ma qual'era l'idea di registrare quei brani in Spagnolo??

URSUS ha detto...

Questo è uno dei miei album preferiti,in particolare per la mini-suite "Mission Sirio 2222":fantastica!

Anonimo ha detto...

Certo ok, all estero cerano Allen e la smith erano sicuramente due fattoni ma il testo di girotondo è forse il piu umoristico del prog italiano.
"Girotondo se mi guardi tu la gallina non la prendo piu"
Certo pero il disco gode di grandi momenti come incantesimo e la mitica title track.
Ciao, francesco

J.J. JOHN ha detto...

... chissà se c'è qualche nesso con "la gallina coccodè" di Battisti...

Anonimo ha detto...

Il leone e la Gallina è successiva a sirio di 2 Anni!
Francesco

JJ ha detto...

Appunto... magari Mogol da giovane ascoltava il Balletto.

Anonimo ha detto...

Oddio Mogol che ascoltava il Balletto non ce lo vedo, pero anche Mcartney andava a vedere i pink Floyd NO!

Romo ha detto...

Il balletto +è uno dei miei gruppi prog preferiti di sempre!!

Grandi pattern ritmici inusuali per un disco made in italy!1

Anonimo ha detto...

Mogol e Battisti hanno lavorato con i Formula 3, perché non dare un ascolto anche al Balletto?

Tom

taz ha detto...

Un disco e mezzo per entrare nella storia del prog italiano e rimanerci!!!! ciao auguroni a tutti

Cristho70 ha detto...

Grande JJ !!!

intervengo solo per augurarti Buone feste ed un felice 2011 !!!

Saluti ed Auguri a Tutti i partecipanti !!

J.J. JOHN ha detto...

Auguri di cuore anche a te Brother e sempre complimenti per il tuo fortissimo sito che approfitto per ricordare:
http://pinzillaccheremusicali.blogspot.com/

Angelo ha detto...

Vorrei sapere, cortesemente, da qualcuno se il Balletto di Bronzo è stato il Gruppo Supporter al Banco del Mutuo Soccorso in un memorabile concerto a Napoli al Teatro LA PERLA nel lontano 1972. Grazie

J.J. JOHN ha detto...

Angelo,
puoi fornire almeno una data precisa o il mese?

Melita69 ha detto...

Grande disco, grande gruppo

u g o ha detto...

ABBANDONANO LE CITTà LUNGHE FILE DI GENTE CHE....COSI INIZIA UNO DEI DISCHI PIU BELLI FRESCHI E BACIATI DAL SACRO FURORE HARD DEI 70 CON QUALCHE RESIDUO BEAT(SIAMO NEL 70).A MIO AVVISO UNO DEI TRE DISCHI HARD-PROG DA PORTARSI SULL'ISOLA ASSIEME ALL'OMONIMO DEI TEOREMI E ALLA BIBBIA DEL R.D.M CHE ALL'HARD AGGIUNGE QUALCOSA DI GOTICO TIPO BLACK SABBATH,,,,SABBRA CADABRA QUESTI DISCHI BISOGNA COMPRARSELI MAGARI RINUNCIANDO AD UNA PIZZA SAPESTE IO A QUANTE PIZZE HO RINUNCIATO!IL SOLITO UGO

J.J. JOHN ha detto...

Erano i primi anni '70: le Comuni, le fughe di casa, i miraggi psichedelici. C'è chi aveva rinunciato alla politica per abbracciare l'Underground.
Questo disco fu davvero lo specchio del suo tempo storico... e con che classe!

Riguardo alla pizza dobbiamo però fare due conti.
Non so a Napoli, ma qui a Milano una pizza medio-farcita in pizzeria la paghi 8 euro.
Ciò vuol dire che per comprare "Sirio" in condizioni NM dovresti rinunciare a circa 350 pizze.

Ora: considerato che io mangio una pizza alla settimana (e per giunta me la faccio io), dovrei privarmi della pizza per 5 annni?
Ma non sono mica matto!!!!