Circus 2000: An escape from a box (1972)

circus 2000 an escape from a box 1972Chiudiamo il capitolo "Circus 2000" con il loro secondo e ultimo album "An Escape from a box".

In questo nuovo lavoro, il gruppo che Gianni Lucini ha definito "di frontiera tra il pop e il progressive", non si discosta molto dalla strada intrapresa nel primo album, salvo per diverse intuizioni che gli conferiscono un aroma leggermente più moderno.

Ad esempio, nei sei minuti della ballata "Hey man", se ne intravede uno di buon progressive che lascia ben sperare per il futuro, ma venendo immediatamente smentiti dalle successive "You aren't listening" e "Our father" che ci riconducono ad un'atmosfera da "Acquariani" incanutiti, pur se sollevati da suggestive spruzzate di blues psichedelico.

Si passa insomma dai Jefferson Airplane ai Grateful Dead, laddove "Need" ne é un ottimo esempio.
E' però la conclusiva "When the sun refuses to shine" che restituisce tutto il meglio dei nostri "Jefferson" nazionali: ci sono tante sfaccettature ritmiche, contraccolpi armonici ed inserimenti melodici dissonanti da far sembrare questo album un disco di "vero" prog!

Alla fine però, l'impressione è sempre quella di un "gruppo di frontiera":
ne di qua, ne di là.

circus 2000 escape 02Con questa mia, si badi bene, non voglio dire che i "Circus 2000" fossero da buttare, per carità!
Ottimi musicisti, grandi arrangiamenti, precisione ed incisione impeccabile fanno di questo Lp una produzione di classe, godibilissima, ed anche superiore a molte sue contemporanee.

Manca però quel "quid" conflittuale (incluso l'uso della lingua Italiana) e sicuramente prevale quella sensazione di scarsa "contemporaneità" che li fece naufragare dopo questo album.

Come in tutte le cose dell'arte:
chi parla deve farsi capire e chi ascolta... deve averne voglia.

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