Blues Right Off: Our blues bag (1970)

our blues bag
I PIONIERI DEL BLUES ITALIANO

 Quando ero un ragazzino, mi capitava spesso di assistere o addirittura partecipare a piccoli concerti improvvisati dopo un assemblea o meglio ancora nei teatri di quartiere. 

Di solito, quando la band aveva esaurito il repertorio e i relativi bis, ma aveva ancora voglia di suonare, arrivava sempre il genio di turno che diceva "Dai, facciamo un blues!

E giù versioni chilometriche di "On the road again", "Dazed and confused", "Summertime" o qualsiasi T-Bar in sedici che la nostra sconfinata fantasia avesse potuto partorire: tutti pezzi normalmente buoni solo a svuotare il teatro, farsi grandi canne, e intrattenere i pochi amici rimasti a sopportarci. 

 Il blues era insomma quanto di più diffuso ci fosse in Italia tra i giovani musicisti alle prime armi che volevano trattenersi nell'intimità con il pubblico superstite. 

Tredici anni prima però non era così. 

Nel 1970, il Blues era patrimonio di pochi: eseguito perlopiù in piccoli locali, e circoscritto a platee molto limitate. Diciamo che era visto più come "musica per stranieri" che non come prodotto importabile nel Belpaese. 

tela di iuta
LA RARISSIMA TELA DI IUTA (Foto: A.Croce)
Infatti, di esempi Blues all'estero ce n'erano migliaia, ma qui in Italia tra i primi ad incidere un disco di quel genere fu giusto un solo coraggioso quartetto di Venezia, "The Blues right off":  
Claes Cornelius alla chitarra (futuro collaboratore dei Venetian Power), Giancarlo Salvador al basso,  Paolo Zanella alla chitarra e al flauto e Fuffi Panciera alla batteria.

L'ellepì si chiamava "Our blues bag" e pur non essendo un lavoro progressive, va comunque segnalato per la sua estrema rarità (venne stampato in sole 500 copie) e per il suo packaging innovativo e particolare che anticipava di almeno due anni le follie promozionali del prog. 
L'album era di fatto racchiuso in una copertina di iuta ed all'interno conteneva una litografia numerata dell'artista veneziano Antonio Basaglia

Formati verso la fine degli anni '60 dal Cornelius e dal tecnico del suono Ermanno Velludo, i BRO approdarono rapidamente al loro primo album autoprodotto grazie alle richieste di un piccolo ma solido seguito che si erano creati suonando dal vivo. 

claes cornelius
Claes Cornelius
L'LP contiene sette brani originali scritti dal gruppo, cantati in inglese, e tipicamente di blues bianco con qualche concessione al jazz e allo swing ("Rushing wish"), anch'essi stili pionieristici nel panorama pop. 

Il prodotto è nel complesso semiprofessionale (venne registrato per la minuscola etichetta Paplirnaplano su un Tandberg a 2 piste e mixato con due Binson a valvole) e i brani ricordano molto i Canned Heat specie per l'uso della voce. 

La registrazione, pur compressa sulle frequenza medie, è tutto sommato gradevole e nulla toglie al buon livello tecnico del gruppo. 

Chiunque possieda una copia mint di questo album, specie se corredato della sua sacca di iuta e della litografia, può andare alle convention del disco a testa alta, e se ha intenzione di venderlo, col portafoglio molto capiente.

Chi invece non vuole spendere cifre impossibili, può procurarsi la ristampa su Cd della Ams, pubblicata nel 2009 anch'essa in 500 copie, o le riedizioni successive. 

11 commenti :

Anonimo ha detto...

Mi occorre un consiglio su quest'album.

Ho visto ke la BTF ha stampato questo disco per la prima volta in cd?

Solo ke il gruppo non l'ho mai ascoltato.

Ke ne dici,vale la pena comprare il cd? E' un gruppo valido?

A me da l'impressione di essere un gruppo più importante dal punto di vista collezionistico ke non dal punto di visto musicale. E poi nella tua classifica ponderata l'hai messo all'ultimo posto. Mah...non so se acquistarlo o meno.

Alex 77

JJ ha detto...

Deve piacerti il blues classico e sanguigno, altrimenti cerca almeno di ascoltarlo prima.

rikkardf ha detto...

Ne posseggo una copia che comprai nel 1971, ovviamente a Venezia dove è stato prodotto, ed è in perfette condizioni.
E' sicuramente un disco interessante, vale la pena di ascoltarlo. Attualmente si trova in CD. Ne ho ordinato una copia perché sono curioso di sentire come è stato trasposto, il lo digitalizzai qualche anno fa dal mio disco per evitare di ascoltarlo spesso.

JJ ha detto...

Ok Rikkardf, a questo punto tutti vogliamo sapere se il tuo originale è proprio quello nel telo di juta!!!

rikkardf ha detto...

Si, è assolutamente originale (lo acquistai io personalmente nel 1971, quando avevo 18 anni, presso la ditta Brancaleon di Venezia)ma non fu comprato all'uscita del disco, bensì un anno dopo e, non so perché, ma la copertina non è quella di juta ma in cartoncino come quella raffigurata nelle foto del disco. Mi sono sempre chiesto come mai, e ho dedotto che probabilmente ( ma non lo saprò mai) era una copia di prova o qualcosa di simile. Del resto quando acquistai il disco 45 giri "all you needs is love" dei Beatles lo acquistai anch'esso anni dopo l'uscita e per un caso della sorte mi diedero una copia con il numero di serie errato che è recensita, proprio per la sua particolarità, in un libro specializzato sulle pubblicazioni dei Beatles in italia (The Beatles in Italy autore A.Grasso).
Io non so se questo possa togliere o aggiungere valore al disco in questione, certo è che si tratta, fuori di ogni dubbio, del disco uscito in quell'anno.
Tenete conto che io conoscevo personalmente sia il fonico che lo registrò sia i musicisti che lo suonarono proprio perché, anche se giovane, facevo parte del "giro" di musicisti che in quegli anni c'era a Venezia.
Tra l'altro di professione faccio l'accordatore di pianoforti (regolarmente iscritto all'AIARP associazione accordatori e riparatori di pianoforti)e posseggo uno studio di registrazione specializzato nella musica contemporanea.
Se vi possono servire altri particolari contattatemi.
Ciao,rikkardf

JJ JOHN ha detto...

Dunque: l'originale è quello nella tela di stoffa con su il nome del gruppo e dentro c'era una stampa di Basaglia (ce l'hai?). La label del disco della "Papirnaplano" è quella come sulla foto. In caso contrario, la tua è una stampa particolare o un test pressing.
In entrambe i casi, e specie nel secondo, sono esemplari maledettamente rari per cui susciti tutta la mia invidia.
Speso di risentirti presto su classic Rock.
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Ti segnalo la splendida intervista a Claes Cornelius alla pagina sui "Blues Right Off" sul sito del mio collega Augusto Croce
http://italianprog.it/

rikkardf ha detto...

No, la stampa di Basaglia dentro alla confezione che ho io non c'è. Non so se ci fosse prima del mio acquisto (1971), ma non credo. Il disco ha ovviamente l'etichetta originale, ma non so e credo sia difficile appurarlo, se sia una stampa particolare.
Anche tu forse nella fretta di scrivere ha errato il nome dell'etichetta, quello giusto è PAPLIRNAPLANO. Non sei la prima persona che lo sbaglia, l'ho trovato errato anche in una pubblicazione.
Nel periodo in cui fu prodotto il disco (1970) ricordo che un nostro amico non riusciva proprio a dire il nome dell'etichetta tanto che noi lo prendevamo in giro chiedendogli di dire velocemente la frase: "parla piano quando dici palirnaplano", credimi era uno spasso.
Ciao, Rikkardf

ugo ha detto...

claes cornelius era un olandese trapiantato in italia mentre il resto del gruppo italiani.a mio avviso un gran bel disco di blues oserei dire notturno soft e un po misterioso.a tratti mi ricordano i COWBOY JUNKIES nel loro disco WHITES OFF HEART NOW!!!gran bell'album di blues ipnotico con standard classici

UGO ha detto...

CIAO JOHN USO QUESTA SCHEDA PERCHE LA TROVO AFFINE ALLA MIA RICHIESTA!
CAPISCO CHE QUI SI PARLA SPESSO DI PROG E TALVOLTA DEI CANTAUTORI IMPARENTATICOLGENERE O COMUNQUE DI QUEL PERIODO MENTRE IO GRADIREI CHE TU MI PARLASSI DI UNO DEI GRUPPI PIU BELLI DEL ROCK BLUES MA SPESSO DIMENTICATI DAI PIU!
FREE A PARTE CHE ERANO IMPARENTATI COL BLUES MA PIU AFFINI AI PRIMI ZEPPELIN IO INVECE VORREI CHE MI PARLASSI DEI MITICI

S A V O Y B R O W N

IL CUI LEADER KIM SIMMONDS è,A MIO AVVISO,FRA I MIGLIORI GUITAR BLUESMAN DI SEMPRE CIAO UGO

UGO ha detto...

... e per chi non li conoscesse consiglio il doppio LIVE IN CONCERT del 1981 dove vengono passate in rassegna le loro piu belle canzoni in chiavi HARD-BLUES un disco direi R I G E N E R A N T E !

x chi invece amasse il genere HARD'NìHEAVY consiglio il primo disco omonimo dei LEGS DIAMOND gruppo americano che scimmiottava (nel senso nobile del termine) i DEEP PURPLE da sentire la chitarra davvero formidabile!

IL ROCKETTARO UGO

ugio ha detto...

un disco molto vicino alle atmosfere dei BLUES RIGHT OFF è il primo dei COWBOY JUNKIES gruppo canadese composto dai fratelli e la sorella TIMMINS dove si sente un blues soft direi quasi ipnotico e con una stupenda cover del brano di BRUCE SPRINGSTEEN STATE TROOPER tra l'altro inciso live in studio dunque senza sovrincisioni e molto blues.tra i brani spiccano alcune cover del mitico ROBERT JOHNSON dove loro lo riecheggiano quasi fosse uno spettro sentitelo ne vale la pena ugo!