Reale accademia di musica (1972)

reale accademia di musica  1972 Ancora prima di assumere il loro nome definitivo i romani "Reale Accademia di Musica", hanno per almeno 3/5 della formazione un palmares assai glorioso.
Di fatto, sotto il nome di Fholks, avevano già circuitato per quattro anni nella capitale, partecipando a numerosi Festival Pop (Caracalla, Gualdo, Viareggio), facendo da spalla nientemeno che a Jimi Hendrix durante la sua tournèe italiana e infine, pubblicando un 45 giri prodotto da Maurizio Vandelli dell'Equipe 84 (traduzione italiana del successo degli Iron Butterfly "Soldier in our town". In Italiano: "Mi scorri nelle vene").
La trasformazione da "Fholks" a "Reale accademia di musica" avviene nel 1971 quando il batterista Ruggero Stefani (proveniente dal gruppo beat Le Pupille) abbandona il gruppo per trasferirsi nell'Uovo di Colombo e il chitarrista Sponzilli fa lo stesso per essere sostituito dall'ex Esperienze e Banco, Nicola Agrimi.

Così stabilizzata (Cabanes, TroIani, Agrimi, Pavone e Stefani), la nuova band può finalmente procedere alla lavorazione del suo primo album omonimo: il quintetto si ritira a comporre in quel di Orvieto e il disco vede finalmente la luce nel 1972 per l'etichetta Ricordi, sempre sotto la guida dello stesso Vandelli.
Il lavoro, non particolarmente originale è un mix di atmosfere molto soavi e dilatate il cui inizio vede regnare incontrastate per almeno otto minut le tastiere di Troiani e la conturbante voce del cantante Cabanes.


Reale accademia di musicaLa piena orchestra arriva solo a metà del brano "Il mattino" dove una serie di riffs di tastiera molto dinamici conducono tutto il resto della band in una piacevole galoppata in stile prog-rock.
Fin qui, comunque, anche le parti più dure non escludono mai completamente un retrogusto bucolico in stile underground , perennemente contrappuntato da un pianoforte molto evidente e a tratti leggermente invasivo.

Dopo una piacevolissima pop song di stampo commerciale ("Nessuno sa") in cui però l'originalità del gruppo rasenta lo zero, si accede al lato B dove la tetra "Padre" non solo non risolleva le sorti del lavoro, ma anzi, lo ammorba sciorinando una scontatissima progressione discendente, già patrimonio di centinaia di canzoni blues rock. Una su tutte "Babe i'm gonna leave you" dei Led Zeppelin.

Reale accademia di musica 1972Molto più strutturata la deliziosa "Lavoro in città" che, pur se sospesa tra stilemi piuttosto desueti, presenta un bel cambio ritmico tra il rimbalzello iniziale, il ponte melodico e il finale jazzato.
Termina il disco la dura "Vertigine" che per dinamica, arrangiamenti ed esecuzione può essere considerato a pieno titolo il miglior brano del disco.
Il tutto però, chiudendo un occhio su reiterate e neanche troppo occasionali somiglianze con certi lavori dei primi Genesis.

In sostanza "Reale accademia di musica" è da considerarsi un album piacevolissimo, particolarmente ben suonato e prodotto con raffinatissime tecniche di registrazione, ma che spesso pecca in trasgressione, conformandosi in molte sue parti a stili già collaudati.
Da sottolineare comunque che, pur nella sua modesta singolarità, il disco riesce a restituire momenti di grande forza evocativa, slancio e passionalità che vale sicuramente la pena apprezzare ed ascoltare con attenzione.
Nell'Italia del 1972 c'era sicuramente di meglio, ma anche molto, molto peggio.

15 commenti :

alf ha detto...

Grazie Big John per il tuo linkaggio. Anche io ti ho inserito nei miei preferiti.
A presto
Alf

Giampaolo ha detto...

Bè qualcosa di buono c'è in quest'album....la cosa assurda è il primo pezzo che è brutto. Colpa di Vandelli?
ciao e ho fatto il post con link ad Armapo!

JJ JOHN ha detto...

Si davvero, non è un "brutto" disco: "Il mattino" per esempio ha un bellissimo sound.
Diciamo che forse Vandelli ha un po' "alleggerito" il tutto cercando di rendere il sound più vendibile (es: "Nessuno sa"). Forse però ha calcato troppo la mano.
In ogni caso, che io ricordi, anche il successivo "Adriano Monteduro" non si scollocherà di molto dalla linea di quest'album.
Insomma: prendere...lasciare... o semplicemente ascoltare.

Armando ha detto...

A me piace molto. Circa "Padre" non so, mi pare molto bello il testo sul conflitto generazionale, non trovi?
Poi il secondo album è una piccola gemma, anche se non è prog canonico: direi anzi che sono canzoni, ma arrangiate e suonate con grande gusto. Mi colpì molto all'epoca per questa sua freschezza esecutiva, proprio perché le composizioni di Monteduro erano a volte molto esangui e senza la RAM il risultato sarebbe stato piuttosto scialbo.
Ciao grande capo.

JJ ha detto...

Anche a me la RAM piace percettivamente. Un pò come adoro gli Errata Corrige: particolari e raffinati.
Il punto è che nel 72 i RAM non sono riusciti a staccarsi dal mucchio, pur prendendo atto della loro piccole peculiarità.
Il "conflitto generazionale"? Roba vecchia...
Ciao capo.

Armando ha detto...

Forse è roba vecchia oggi, ma in quel tempo...
A me sembra un testo ben calibrato e intenso. Lo adoro.
Ti saluto con riserva...

JJ JOHN ha detto...

No, intendevo dire anche ai tempi.
Magari ho esagerato dicendo "vecchia", ma il fenomeno delle fughe di casa ("conflitto generazionale" o della "pratica del distacco") esisteva già da almeno cinque anni.
Cmq, teniamoci la riserva...

Anonimo ha detto...

Secondo me è un capolavoro.
Il mio disco preferito di tutto il prog italiano insieme al primo dei Pierrot Lunaire.
L'unica cosa in cui sono d'accordo delle vostre critiche è che penso anche io che Vandelli si sia preso troppa libertà.
Complimenti per il blog.
Mariolino
PROG IS NOT A CRYME

mahavandas ha detto...

non so parlare bene l'italiano,
per picere i testi delle canzone.
si puo dire prego?

JJ JOHN ha detto...

Dear Mahavandas, so sorry.
My copy of this album is just a K7, that does not provide any lyric.
Anyway, let's keep in touch. JJ
-
Se qualcuno ha segnalazioni su dove trovare i testi della RAM, per favore lo segnali. Grazie.

mahavandas ha detto...

ho, jj john, que desgracia, de todas maneras gracias, seguimos en contacto.

pino ha detto...

Caro john, lo sapevi che la R.A.d M. e' stata l'esecutrice di una colonna sonora di un film? Piu' precisamente del film :"Navigatori dello spazio" per la regia di Camillo Teti. Le musiche sono splendide, e forse era il materiale che il gruppo aveva pronto da un pezzo per realizzare il fantomatico secondo album....Se ti interessa io ce l'ho....PINO...

Claudio ha detto...

Io ho sempre considerato il primo lavoro della Reale Accademia di Musica non solo un capolavoro,ma anche uno dei migliori album prog.italiani. Al di la' o meno dell'originalita' stilistica o progressiva,l'album emana un fascino intenso,unico,certe volte luminoso,altre volte oscuro e nostalgico.Inizia con un'arpeggio acustico sognante,quasi ipnotico(Favola) che parla dei sogni,delle favole del periodo spensierato della fanciullezza,fino ad arrivare alla realta' della fase adulta(Il Mattino)dai problemi familiari (Padre) allo stress lavorativo (Lavoro in citta'),ma con la possibilita' di ritornare ad una vita piu' serena e solare ( ' e se tu lo vorrai sara',solo se tu lo vuoi'). La musica segue nelle progressioni gli umori del disco. Tanti anni fa parlai con un componente del complesso, Pierfranco Pavone il quale mi disse che originariamente i brani erano collegati tra di loro in un'unica suite. Insomma sarebbe stato un lavoro anche piu' bello se il famigerato Maurizio Vandelli non avesse spezzettato l'opera in brani piu' corti per renderla piu' commerciale...peccato.

Anonimo ha detto...

Non so perchè ma io adoro questo disco e lo metto tra i miei preferiti della mia discreta collezione di materiale progressive rock italiano-
Sarà forse per la sua vena nostalgica

UGO ha detto...

metà disco è capolavoro l'altra metà solo delle buone canzoni!però VERTIGINE IL MATTINO E CI METTO PURE PADRE(PURE X IL TESTO)SON TRE PEZZONI ESAGERATI!SOLO LA VOCE DEL TOPEL CABANES LASCIA A DESIDERARE TROPPO DEBOLE NON SI IMPONE PER NULLA MENTRE LA MUSICA SI.CIAO DA UGO'S PROG STUDIOS