Raccomandata con ricevuta di ritorno: Il pittore volante (2010)

raccomandata ricevuta ritorno il pittore volanteSin dalle prime note de “Il cambiamento” ho avuto l’impressione che qualcosa non mi tornasse, e non sto parlando di qualità tecnica, compositiva, esecutiva, strutturale o quant’altro, ma di quella strana sensazione che si prova a ritrovare uno storico gruppo del Prog Italiano dopo 38 anni di silenzio.

Suoni levigati, bilanciamento acustico perfetto, dinamica eccellente, impasto sonoro ineccepibile, qualità digitale, mixaggio pulito, insomma, guardo il calendario e mi accorgo che c’è qualcosa che non quadra.

Io la Raccomandata con Ricevuta di Ritorno l’ho conosciuta nel ’72 quando due di loro su sei erano minorenni, litigavano come matti e ci raccontavano di strane storie di astronauti che trovavano la terra distrutta dopo un viaggio nel cosmo.
Avevano i capelli lunghi e frequentavano i Festival Pop mentre Berlinguer diventava il segretario del Partito Comunista (ricordate i comunisti?), Bukowskij finiva in galera in Russia (ricordate la Russia?), Thoeni vinceva i campionati mondiali di sci e la classe operaia andava in paradiso.

Insomma, ascoltando il nuovo lavoro della “Nuova RRR”, qualcosa ha solcato la mia mente proprio come la linea tracciata da un pittore. Quasi come una di quelle di Mirò che attraversano tempi e spazi con la sola forza di un gesto ponderato per anni.

Però non mi ci ritrovo. Non è il progressivo che conosco io e nemmeno la “Raccomandata” che conoscevo: non c’è l’indiavolata sporcizia di “Nel mio quartiere”, il profumo di controcultura che emanava “Sogno di Cristallo”, l’inquietudine generazionale riflessa dal “mondo che cade su di me”.

Nel “Pittore Volante” ci sono mille riferimenti a molti miei idoli di allora: Perigeo, Procession, Metamorfosi, per non dire Genesis, Gentle Giant , Sabbath ecc., ma tutti perfettamente organizzati come in una moderna ricetta di cucina presentata al "Salone dl Mobile" di Milano.
Sapori perfettamente distinti e riconoscibili, miscelati da robot computerizzati, assemblati con le attrezzature più moderne e cotti senza possibilità d’errore in un forno ventilato programmabile digitalmente.
Il risultato è talmente perfetto da sembrare
non solo ... progressivo, ma da esserlo davvero.

regoli civitengaMi sento tra il felice e l’inquieto.
Sempre ascoltando lo splendido Cd della nuova band di Regoli, Civitenga e Gardin con i loro illustri ospiti (Claudio Simonetti, Lino Vairetti, Nicola Di Staso, Carl Verheyen e Fabio Pignatelli), mi alzo dalla mia scrivania e mi avvicino allo specchio che, secondo me, mi fa molto più brizzolato di quanto non lo sia in realtà.

Mi affaccio dal balcone sulla grande arteria principale del mio quartiere dove millenni fa si ritrovavano sul marciapiede Celentano, Gaber e Jannacci a cantare il primo rock’n’roll italiano.
Le macchine corrono via veloci, la gente anche.
Nessuna manifestazione, nessuna bandiera rossa (ma nemmeno nera, gialla o verde. Solo quelle dell'Inter), nessuno che urla al megafono che viviamo in una società morta e probabilmente ancora più devastata di quel pianeta terra che cantavano gli RRR nel 72.

Bravissimi i nuovi RRR ma, scusatemi: a malincuore io non ce l’ho fatta ad arrivare sino alla fine del disco.
Ho spento lo stereo e mi sono ritrovato, chissà perchè, triste.


RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO - Discografia 1972 - 2010:
1972 - PER... UN MONDO DI CRISTALLO
2010: IL PITTORE VOLANTE

39 commenti :

lenz ha detto...

era proprio quello che temevo...
da amante del vecchio prog italiano credo che continuerò ad ascoltarmi il mio amato "mondo di cristallo" ed eviterò questo nuovo tentativo..
un tempo apprezzavo i pink floyd ma i capitoli della formazione a 3 mi hanno fatto accantonare anche la vecchia discografia, preferisco evitare che mi succeda anche con la RRR.
ti capisco.. il passato non ritorna e se lo fa può essere più doloroso che bello.
grazie JJ

J.J. JOHN ha detto...

Grazie a te Lenz.
Solo una cosa volevo dire in modo che non venga frainteso: il nuovo disco delle RRR è stupendo ed è un lavoro che merita veramente tutto il nostro assenso.
Il problema sta solo nel come lo si recepisce.
Io mi sono sentito "strano" e ho fatto un post molto intimista.
Ciò però non vuol dire che, come ha fatto tutto il web, non si possa giudicare questo album un lavoro a cinque stelle.
Personalmente però, in questo caso, il tempo mi ha fregato.

lenz ha detto...

si jj, per quello ti capisco.. :)

marta ha detto...

"il passato non ritorna e se lo fa può essere più doloroso che bello".
E' molto bella questa frase di Lenz.
L'importante, è che il passato venga introiettato come un maestro.
E allora, al dolore subentra l'esperienza: la virtù che ci accresce e ci fa guardare ciò che è stato con serenità.

dovic86 ha detto...

Non ho capito bene se il senso di tristezza è stato causato dalla nostalgia per certi elementi di un passato scomparso per sempre che il disco ha rievocato come la madeleine di Proust, oppure se è scaturito dal suono troppo "organizzato" dell'album, che ripropone il prog di quegli anni ma magari con una freddezza e una mancanza di istintività e novità tipiche di un genere ancora "in movimento".
Lo chiedo senza aver ascoltato il disco.

J.J. JOHN ha detto...

La seconda ipotesi direi perchè, in fondo, anche se materialmente molte cose scompaiono, "il passato è in noi", come diceva giustamente la Marta. Quindi in quel senso non ci sarebbe alcun motivo di tristezza.

Ciò che mi ha fatto specie è stato invece lo shift del tempo: ritrovare le stesse persone dopo quasi 40 anni che non le sentivi e in più, in un momento storico e sociale completamente cambiato. Per non dire regredito.
Come se oggi rincontrassi un vecchio amico Punk che non vedevo da trent'anni, in giacca e cravatta.

Tutto ciò naturalmente è una sensazione asolutamente personale che non c'entra nulla con l'eccellenza del nuovo lavoro della RRR.
La musica però, è anche fatta di immagini, luoghi, persone e sentimenti. Grazie Dovic86.

Anonimo ha detto...

Lo "shift" di cui parla john è molto sensibile nel caso della RRR.
Tu ti ritrovi a sentire un gruppo che è stato silente per 38 anni con la stessa sigla, le stesse intenzioni, lo stesso groove di allora... ma il mondo è tutto diverso.
E' diverso l'ambiente politico e sociale, la tecnologia, la gente.
E' un vero schock!
Nel caso di gruppi tipo i Genesis, sappiamo bene le loro involuzioni perchè bene o male sono sempre stati presenti.
In questo caso invece la RRR ricompare completamente trasfigurata ed è questo che secondo me lascia più perplessi.
A me il loro nuovo disco è piaciuto molto ma... è un'altra cosa rispetto al mondo di cristallo.
Il mondo di cristallo era veramente un "bel disco", il pittore volante è un "bel disco qualsiasi". MARIO

Anonimo ha detto...

Sono convinto che la nostalgia per i tempi andati e la gioventu' non debba influenzare i giudizi artistici.
Sono anche convinto che per giudicare un disco si debba almeno sentirlo fino in fondo, se non altro per rispetto verso chi lo ha realizzato.
Sono inoltre convinto che il disco del 1972 fu registrato con le tecniche e apparecchiature top dell'epoca e se i RRR avessero registrato quel disco oggi il risultato sarebbe stato un prodotto come "il pittore volante" a meno che ( e non e' il mio caso) non abbiate apprezzato le composizioni, i testi, le orchestrazioni; ma di questo in questo post si parla davvero poco....

JJ JOHN ha detto...

Anonimo, le composizioni, i testi, le orchestrazioni del "Pittore" le ho apprezzate moltissimo e, alla fine, me lo sono anche ascoltato per intero con grande piacere (il rispetto per la band lo coltivo da 38 anni, prego).

Nulla però mi distoglie dal pensare che "Cristallo" fu un lavoro realizzato sulla spinta di una realtà sociale in fermento e di un'idea politicamente e artisticamente forte, mentre il "Il pittore" no.
O meglio: esso non ha e non può certamente sussumere quel tipo di caratteristiche da fargli possedere la stessa valenza del suo predecessore.

E' un pensiero, il mio, che vuole ribadire la distinzione tra due tipi di musica: il progressivo originale e quello "a posteriori", che è tutta un'altra cosa.

dovic86 ha detto...

Grazie a te per la puntualizzazione JJ, ciao! :)

taz ha detto...

Lo devo ancora ascoltare...ma quello che dice JJ è molto vero!..non sono più i tempi di allora...non si respira più quell'aria "mal-sana"...le note non sono più intime e arrabbiate...il cielo plumbeo è stato sostituito da un cielo inquinato...la poesia non può essere più la stessa...Quindi deve essere tutto diverso...I RRR come altri gruppi prog che sono "tornati" o mai "partiti" mi piace raccontarli con una canzone dei New Trolls, l'ultima del disco "andrò ancora", tratta dal primo LP (senza orario e senza bandiera):...andrò ancora e quando tornerò sarò più vecchio e migliore/ non sarò mai triste nè stanco/ andrò ancora e se tornerò sarò senz'altro migliore/ andrò ancora per le strade del mondo potete contarci.....ciao

Anonimo ha detto...

Si, davvero bello! Un album di musica prog, a tutti gli effetti.
Certo, un po' di nostalgia c'è...
Ezio

lenz ha detto...

@ marta: molto più vera che bella, forse :)
al di là di tante favolette e temi da fantasy, potrebbe forse essere questo il giusto tema di un concept album prog odierno..

buon sabato!

marta ha detto...

Non seguo il prog contemporaneo.A riguardo mi si ritenga una perfetta incompetente.
Neppure so quali temi potebbero essere riciclati, perchè sempre di riciclo si tratterebbe.
L'essenziale è amare se stessi e il proprio passato - bello o brutto che sia stato - perchè solo così potremo essere delle vere persone.
Una volta che avremo imparato a infrangere le nostre debolezze... possiamo anche andare in guerra fischiettando.

Anonimo ha detto...

Il prog è un genere musicale, un modo di comporre e suonare brani di musica. Pur essendo nato e cresciuto assieme alla Controcultura nei primi anni 70 e pur essendo a questa indissolubilmente legato, il "progressive" non è un genere letterario, o poetico, o solo un manifesto politico, bensì musica. Anche oggi si può suonare interessante musica prog, altrimenti sarebbe come a dire che non si può più legittimamente comporre e suonare un nuovo brano in 3/4 e cioè walzer solo perchè non siamo più nella Vienna del 1800...
Nessun "riciclo", Marta, è ben possibile suonare musica prog anche oggi! Affrontando nei testi ovviamente argomenti di oggi, ovvero temi universali, di quelli che non hanno data. Certe istanze libertarie sono nate asieme all'uomo. (e non sono morte nel 1976)
Il problema è che spesso i gruppi pseudo-prog contemporanei suonano in realtà musica pop, o comunque musica progressive di basso livello qualitativo, almeno per quanto riguarda le idee compositive. La tecnica a volte c'è, ma non basta quella, evidentemente.
La nuova RRR è riuscita a mettere assieme un disco, io continuo a chiamarlo così, di alto livello e di autentica musica progressive. A me sembra quasi un evento! Se uscissero almeno due o tre album come questo ogni anno, ricomincerei ad acquistare i CD!
Ezio

marta ha detto...

Ezio, sul livello qualitativo della nuova RRR sono assolutamente d'accordo con te. E che ne uscissero uno al mese di dischi così!
Noi però abbiamo posto l'accento su un livello percettivo, su un rapporto, e JJ anche su un fatto di pelle.
Il valzer è un genere. Il prog ha sotteso un movimento.
Sono due cose differenti.
Per giunta il primo fu borghese, il secondo è stata la dinamite che ha mutato la società in cui viviamo.
Vammi tu a trovare oggi una ralazione politica come quella del 72 dal nuovo lavoro della Raccomandata. Dove ti aggrappi?

Il nostro progressivo è morto nel 1976 perchè tutto il suo mondo è morto con lui.
Le istanze restano, ma sono un'altra cosa.

Andrea kindofblue ha detto...

Ringrazio JJ John per il suo bel blog, che mi ha permesso di conoscere l'uscita de "Il pittore volante". Ho ascoltato l'album dopo aver letto la tua impressione, che ho apprezzato proprio perché molto personale.
Ho ascoltato il disco e l'ho apprezzato, come frutto sincero del tempo odierno. Secondo me non bisogna pensare né che sia prog né che sia troppo legato ad una pietrolina miliare come "per un mondo di cristallo..." di più di 30 anni fa. Semplicemente è un disco uscito nel 2010 fatto da musicisti che si sono risvegliati dopo una trentina d'anni, più vecchi, forse più stanchi, sicuramente diversi, ma con qualcosa da dire...e questo è tanto.
Seppur abbia 27 anni posso comprendere la tristezza malinconica che può provocare l'ascolto di un disco come questo: si avverte che il tempo è passato, che, seppur il prodotto sia frutto di un impegno forte e di una cura sorprendente, nonché di passione, non si riesce ad arrivare all'eccezionalità dei prodotti degli anni '70. Ma secondo me si può apprezzare la sincerità del disco, anche nelle sue "debolezze". Preferisco un prodotto del genere rispetto ad un album che voglia riproporre oggigiorno in tutto e per tutto il sound e l'atmosfera dell'epoca d'oro.

JJ JOHN ha detto...

Vedi Andrea Kindofblue, il mio problema è quando mi ritrovo davanti al "Nuovo Biglietto per l'Inferno", la "Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno", il nuovo "Balletto di Bronzo", i nuovi "Analogy" e chi più ne ha più ne metta.
Dal solo nome della band ti crei delle aspettative, no?.
La sola volontà di un gruppo di non cambiare intestazione rispetto a trent'anni prima ti da un input preciso ma, all'ascolto dei nuovi lavori, segue sempre lo stesso verdetto: il mondo è cambiato, i musicisti no. Sono solo ingrigiti.
Bravi o scarsi che siano, che piacciano o meno, dovrebbero almeno avere il coraggio di cambiare nome.
Sarebbe, a mio avviso, una forma di rispetto per le vecchie generazioni e soprattutto, per quelle nuove che non hanno gli strumenti storici che abbiamo noi.

Emanuele Lupidi ha detto...

Salve a tutti non ho ancora ascoltato il disco ma sono sicuro che è stupendo perchè?...perchè li ho visti dal vivo al prog exihibition ...e sono stati spettacolari...ho 29 anni non li avevo mai visti ne ascoltati...mi domando,se mozart e bach hanno composto le loro migliori opere in età matura,perchè questo non deve essere valido anche per la musica rock...soprattutto per questo stile di rock veramente colto....come ha detto tra l'altro Vittorio Nocenzi non è quello che eravamo ma quello che siamo...per me ascoltare Banco Orme e Nuova RRR...non è ricordare un passato mitico che non vivrò mai non si puo sognare il passato(tra l'altro al di la di tante cose belle tante cose di quell'epoca non credo siano da mitizzare) ....per me è imparare da Grande Maestri fortunatamente ancora attivi per poi andare avanti come hanno fatto tutti i musicisti di tutte le epoche ...che poi i loro primi dischi riflettano la loro vita in quel momento storico è ovvio cosi come i loro nuovi dischi rifletteranno la loro vita in questo momento storico....non sono icone del mitico passato per me questi gruppi...diciamo sono maestri in età matura....Grandi tutti il prog exhibition è stato eccezionale....Grazie Davvero... ..di Cuore...

J.J. JOHN ha detto...

Caro Emanuele, io invece sono stato alla Progvention di Milano: un po' più piccina di quella di Roma.
Mi hanno fermato ringraziandomi dei fans di Classic Rock che hanno la tua età e come te, stanno scoprendo l'arte di un periodo che non hanno mai vissuto.
E fanno bene, perchè il Prog Italiano degli anni '70 è stato quanto di meglio la nostra musica abbia mai prodotto dopo Verdi, Nono e Berio.

Vedi però: su questo sito io mi sono imposto solo di ricostruire obiettivamente lo scenario storico e sociale di allora, analizzandone la valenza ogni singola opera e rapportandola al SUO periodo.
Per cui, è ovvio che emerga impietoso uno shift tra "chi c'era e chi no".

Quindi, non preoccuparti di quello che dico io sulle "reunions".
Attingi a piene mani da quel periodo, godi più che puoi e semmai, documentati un pochino sul passato (questo sito è fatto apposta) per avere una visuale più ampia.
Vedrai quante cose meravigliose ci sono ancora da scoprire.
Scrivimi ancora.
Prog On!
JJ

Anonimo ha detto...

io il nuovo album della raccomandata lo trovo stupendo.che grande vocalist
il regoli!

piccic ha detto...

Io questa recensione la trovo eccellente, John, poiché colgo con esattezza l’essenziale di quel che cerchi di dire, pur senza conoscere gli artisti della RRR.
Forse l’unica cosa che gioverebbe, nel caso di una correzione o riscrittura, sarebbe il rendere più chiaro che quello che può minare la vera dimensione artistica di un qualsiasi prodotto musicale sia il renderlo involontariamente "detemporalizzato". La vera arte fa sempre i conti col tempo.

A questo punto desidero ascoltare la RRR.

J.J. JOHN ha detto...

Ti sei già risposto da solo.
L'arte è conflittualità e trasgressione per la sua esistenza "deve" e "non può far altro" che rapportarsi al proprio tempo.
Come potremmo stabilire infatti un rapporto di "comunicazione" se non utilizzando un linguaggio comprensibile a chi ci ascolta?
Come potremmo "trasgredire" se non oltrepassando il limiti della società in cui viviamo?

L'opera d'arte è tale perchè, pur inserendosi in un contesto storico e artistico, ne varca i limiti sino ad assurgere a linguaggio universale e atemporale.

Ripeterne gli stessi canoni in un momento successivo nega una delle sue condizioni necessarie.

Questo detto in parole molto povere.

piccic ha detto...

È per questo che questa recensione, proprio perché colorata di sentimento, la trovo tra le più belle, e veramente imparziale.

Altri gruppi, pur con prodotti musicalmente poco (o quasi nulla) riusciti, hanno saputo "riprendere il filo del discorso".
Vado per estremi, ma persino i Corvi, raccogliendo i vecchi brani ne "Hanno Preso la Bastiglia", ci sono riusciti, dal beat agli anni 1990 ad un improbabile rock'n'roll post-apocalittico, con il divertente pezzo "Picasso".

Comunque, per contrastare il mio solito vizio, la RRR la devo almeno ascoltare… :-)

JJ John ha detto...

Doveroso farlo, direi.
Tutti e due i dischi però!
Poi ci saprai dire.

Anonimo ha detto...

Buonasera a tutti. Da poco più di un anno mi sono avvicinato ed innamorato del prog italiano. Dopo questo video con musiche mediterranee, arabesche mi sono chiesto: "ma il prog dov'è?"
Nello.

http://www.youtube.com/watch?v=vr4on6WgXJw

J.J. JOHN ha detto...

Hai ragione Nello. Questo disco è molto recente e in effetti non ha più molte affinità con il Prog italiano classico, quello che andò dal 70 al 76.
Lo abbiamo citato per cognizione di causa visto che il primo della RRR fu un top nel suo genere.
A risentirci. JJ

giody54 ha detto...

Il disco è piu' che buono,ben suonato,ottimi masicisti e grande voce..certo che a confronto con "per un mondo.."quello era un'altra cosa ,ma sono passati quasi 40 anni..altri tempi,comunque un ottimo album di New Prog

Claudio ha detto...

Ciao J.John,mi presento,sono Claudio,un veterano di prog.italiano da ormai vent'anni. Molte reunion sono piu' che altro un tentativo goffo,tipo gli Alluminogeni e La Locanda delle Fate.Raramente ci sono quelle che reggono come i Metamorfosi,le Orme,i Delirium anche se non supereranno mai il fascino dei lavori del periodo anni '70. La R.R.R. almeno per me e' l'unico gruppo a cui preferisco Il Pittore Volante rispetto al loro album del 1972. A dire la verita'l'album 'Per un Mondo di Cristallo' non mi e' mai piaciuto abbastanza o meglio mi e' piaciuto a tratti essendo uno stile frammentario un po' troppo 'slegato' e delle volte ostico. Nel 'Pittore Volante' invece ho sentito piu' spessore e potenza ,omogeneita' ed anima nelle composizioni senza nulla togliere al fascino degli anni '70 anche se piu' in passo coi tempi. Ciao.

DogmaX ha detto...

Non so se è simile a quello nuovo della Locanda Delle Fate, ma se la risposta è affermativa... mi terrò lontano da quest'album :)

Il nuovo della Locanda (Homo Homini Lupus) non mi è piaciuto proprio :(

J.J. JOHN ha detto...

@ Claudio:
Ti capisco, ma a volte il fascino del moderno può confondere.
"Cristallo" era ingenuo ma era lo specchio di un epoca irripetibile, il "Pittore" è solo uno splendido disco.

@ Dogma X
Aspetta brother: quest'album è bellissimo. Ascoltalo, dammi retta.
Devi solo superare lo shock temporale rispetto a "Per... un mondo di cristallo".
Io non ce l'ho fatta perchè sono un fondamentalista del prog anni '70, ma chi ha superato questo scoglio ideologico ha pienamente aprezzato anche questo "Pittore volante". Prova.

DogmaX ha detto...

Ok JJ, se non è come Homo Homini Lupus allora lo ascolterò senz'altro ;)

Claudio ha detto...

Comunque caro JJ.John quello che dici dimostra che certi dischi ascoltati da giovani in un periodo della nostra vita (al di la' della tecnica o del capolavoro) ci colpiscono particolarmente e li associamo anche al nostro modo di vivere,guardare le cose e vivere anche i nostri primi amori...

JJ ha detto...

Si Claudio. Credo proprio di si.
Ti faccio un esempio da cuoco quale sono.
Quasto perchè la cucina, che è l'arte di assemblare i sapori, è un po' come la musica che è l'arte di assemblare le note.
Facci caso: è un po' come quando fai un viaggio in un paese sconosciuto e lontano.
Li' assapori certe pietanze, prendi confidenza con certi ingredienti locali e mangi certi piatti. E ti piacciono.
Poi torni a casa e un giorno scopri che cucinano quelle stesse cose che hai mangiato altrove in un ristorante etnico vicino a casa tua.
Ovviamente ti viene voglia di riassaggiarle.
Hai notato anche tu che per quanto cucinate bene non hanno lo stesso fascino di quando le avevi provate nel luogo d'origine?
A me è capitato spessissimo.
E questo, credo, perchè a loro manca una contestualizzazione, un "genius": quella "personalità" necesaria che attiene appunto solo ai loro luoghi, alle sensazioni che vi abbiamo provato, alle esperienze ed ai percorsi.

Le trasfigurazioni provocano spaesamenti e a volte nostalgie.
Sentimenti pericolosi che spesso, non potendo più accedere a quelli originali, si vincono solo reimmergendosi completamente nel passato per capire noi stessi.
E una volta riemersi ci ritroveremo cambiati.

Sicuramente in meglio, più forti e pronti al futuro.

Anonimo ha detto...

Vado controcorrente.

"Il pittore volante" è a mio avviso un album stupendo. Nel panorama preogressive rock contemporaneo emerge di una bella spanna dai suoi pari.

Lo preferisco a "Per un mondo di cristallo", che invece paragonato ad altri album dell'epoca mi sembra pittosto sopravvalutato.

Opinioni personali, naturalmente.

Alessandro

JJ John ha detto...

Che "Il pittore volante" sia un lavoro eccellente non lo si discute. E che sia un album "neo-prog" di fattura superiore ai suoi contemporanei nemmeno.

Però, se mi si consente una metafora gastronomica, paragonarlo a "Per un mondo di cristallo" è come mettere sullo stesso piano Pellegrino Artusi e Alain Ducasse.
Non so se ho reso l'idea.

UGO ha detto...

be questo disco nemmeno a me fa impazzire!sicuramente un ottimo disco di neo-prog ma,come dice JOHN,lontano dalla magia del disco del 72.be certo i tempi e le tecniche di registrazione son cambiate per cui capisco la freddezza di questo confrontata con la freschezza dell'altro disco!in definitiva il neo-prog non sarà mai ruffiano e graffiante come il prog dei 70's!

claudio65 ha detto...

Mi ero colpevolmente perso questo splendido post di J.J. Ed intendo aggiungere il mio commento perché le stesse, identiche, sensazioni riportate da J.J. le ho personalmente provate quando ho ascoltato un album del 2004 delle Orme: "L'infinito". Quel disco ha un suono che rasenta la perfezione ed è assolutamente gradevole, ma le Orme che ho conosciuto ed amato fin quasi da bambino in quel disco non ci sono più. Quando la musica è sinceramente calata nella sua epoca si capisce al primo ascolto. E certi dischi di neo-progressive, ancorché ben fatti, appaiono "pesci fuor d'acqua", nel senso che l'acqua dove certi pesci nuotavano proprio non c'è più. Appaiono vecchi, sorpassati. Ed invece, questa sensazione di fuori posto più che fuori tempo non la provi quando invece senti il progressive d'epoca, quello vero. Le Orme di "Collage" se non addirittura quelle di "Ad Gloriam" (disco che a me è sempre piaciuto moltissimo) suonano sempre fresche e sempre brillanti. Quelle de "L'Infinito", magari suonano anche meglio, come qualità sonora intrinseca, ma appaiono oramai un pezzo di modernariato.

UGO ha detto...

stesso discorso se ascolti PARADISO dei METAMPRFOSI non ha certo il fuoco che ha INFERNO