Banco: Io sono nato libero (1973)

banco io sono nato libero

Nel mondo del Rock capita spesso che dopo aver pubblicato un capolavoro, molti musicisti vi rimangano arroccati senza più riuscire a superarsi, a crescere o più banalmente a modificare il proprio impianto stilistico per trovare nuove soluzioni.


Eppure, il Banco del Mutuo Soccorso non ebbe questi problemi: raccolse gli stimoli di un mondo giovanile in cambiamento, fece proprie le nuove pulsioni sociali e politiche, superò quelli che erano ritenuti da molti critici i loro limiti (es: verbosità e frammentazione), trovò un concetto forte da sviluppare ("la libertà"), ne eviscerò tutti gli aspetti e dopo un lungo lavoro di selezione del materiale prodotto, diede alle stampe nel 1973 il suo terzo album "Io sono nato libero": un lavoro eccellente che si contende con "Darwin" il titolo di miglior disco della band e forse, di tutto il progressivo italiano.


E' naturale a questo punto che non ci dovremmo esimere dal fare dei paragoni tra queste due pietre miliari della nostra musica ma, nella realtà, "Io sono nato libero" andrebbe inteso non come l'antagonista di Darwin, ma come il suo superamento e per questo motivo, da ritenersi un'opera a se stante.

Di fatto, nel nuovo lavoro vengono oltrepassate tutte le barriere che avevano limitato l'album precedente.


banco io sono nato libero 02Innanzitutto, viene sconfitta la "forma collage" tipica dei primi "concept", a vantaggio di una maggiore completezza dei singoli brani il cui svolgimento viene ora restituito non più in forma romanzata (ossia con un inizio ed una fine) ma maniera puntuale, cioè eviscerando e completando in ognuno di essi i diversi aspetti del tema portante.


Il risultato non è più quindi un "racconto", ma una "costruzione", intesa come un solido insieme strutturale delle molteplici componenti che la vanno a formare.

In questo senso, ciascuna delle canzoni ci rimanda a tutti gli aspetti del concetto di "libertà": quella negata da un certo tipo di politica in "Canto nomade per un prigioniero politico", oppure quella che viene spesso limitata e agognata all'interno di un sistema socio-produttivo metropolitano ("La città sottile") e infine quella preclusa a chi è coinvolto suo malgrado in un conflitto ("Dopo… niente è più lo stesso").


C'è anche e persino la libertà sognata ed immaginaria: quella di "Non mi rompete", vero e proprio cavallo di battaglia del gruppo e punto altissimo della musica Italiana di ogni tempo.

Qui, la sua evocazione richiama simultaneamente aneliti, voglia cieca, poesia e introspezione.

Il soggetto della canzone (la libertà, il diritto al "se") non viene citato direttamente, ma esplode liricamente nella forza di un desiderio che assurge così a diritto imprescindibile per chiunque.


banco io sono nato libero 03Questo è un momento di sublime poetica che richiama il secondo punto di forza dell'album: in "Io sono nato libero" infatti, le liriche viaggiano su una strada nuova, dritta e priva di quei pur piccoli e forzati intoppi che appartennero al suo predecessore: il perfetto equilibrio tra il pregresso linguaggio aulico e una forma letterale diretta è pienamente conquistato, pur senza mai rinunciare alla poesia:


"Tu chi sei, città non città

che vivi appesa in giù alle tue corde d'aria ferma […].

I tuoi mille ascensori di carta velina […]

Sottile non città che reggi tutto su niente".


E infine, la musica.

Anche in questo caso i rigidi valichi delle strutture concettuali vengono glissati con classe e maturità. Non una sola nota sembra suonata per caso giacchè il gruppo ha completamente introiettato la sua dimensione stilistica.


Da una lato c'è la voce di Di Giacomo che ormai è più ferma e sicura che mai, dall'altro una band di sei elementi (nel frattempo si è aggiunto il chitarrista Rodolfo Maltese) che si è perfettamente adattata al suo granitico ruolo strumentale e compositivo in cui spiccano nuove le nobili pennellate armoniche del giovane Gianni Nocenzi.


banco io sono nato libero 04Il Banco insomma veleggia ormai ad un livello internazionale che non è possibile confutare: certi breaks non hanno nulla da invidiare ai Gentle Giant e i testi sono a livello della migliore poesia Italiana. La coscienza e la sensibilità politica vengono inoppugnabilmente dichiarate a mezzo di una comunicatività fresca e sino ad allora inesplorata.


"Io sono nato libero" è un capolavoro assoluto.

Impossibile, ma davvero impossibile, pretendere di più.


IO SONO NATO LIBERO E' STATO GIUDICATO DAI LETTORI DI

CLASSIC ROCK L'ALBUM NUMERO UNO DELL'ANNO 1973



BANCO DELMUTUO SOCCORSO - Discografia 1972 - 1978:
1972: BANCO DELMUTUO SOCCORSO
1972: DARWIN
1973: IO SONO NATO LIBERO
1975: BANCO (english)
1976: GAROFANO ROSSO
1976: COME IN UN'ULTIMA CENA
1978: DI TERRA

45 commenti :

dizaon ha detto...

salut collezionista !

2112 ha detto...

Non solo è impossibile pretendere di più,ma è quasi impossibile andare oltre questo disco.
C'è tutto e tutto viene espresso al massimo:Comunicabilità,poetica,"incastro" ed affiatamento del collettivo.
"Canto nomade per un prigioniero politico" è la punta più alta del prog Italiano (Assieme a "Gerontocrazia"),secondo me

Anonimo ha detto...

Io vado un pò controcorrente dicendo che preferisco i primi due dischi a questo che comunque rimane su livelli altissimi.

Andy

davide ha detto...

ehylààààà

J.J. JOHN ha detto...

Bonjour a tous (qui ormai siamo tutti Francofoni: bella scusa per farmi fare brutte figure!).
Inutile dire che con 2112 sono perfettamente d'accordo e mando un grosso "Ehilàaa" anche a DAVIDE.

ANDY, ti chiedo invece il perchè della tua preferenza.
Personalmente per esempio, trovo Darwin più "accessibile", ma meno "compromissorio" di "Io sono nato libero". In questo lavoro il Banco non solo si è adeguato ai tempi ma ha anche "osato" farlo.
Cosa che non gli sarebbe più capitata fino alla svolta Pop degli anni '80 che però, è un altra storia.
E' una valutazione difficile che, appunto, richiede più opinioni possibili.

Anonimo ha detto...

La mia scelta definitiva cade sul primo, sia per i testi che per la musica, anche se ripeto stiamo parlando di una vittoria al fotofinish, e non di sorprese come Soldatino, King e D'Artagnan. Nel primo disco i testi sono poetici al punto giusto, grandi idee anche se oggi possono apparire invecchiate nel giardino del mago e in più il più bel finale di un disco che ho mai ascoltato. Si è bella anche traccia II, ma la prima è sempre la prima.

Mi piace scrivere commenti contorti.

Andy

dizaon ha detto...

perché francofoni? :-) dai su perfide albione ti concedo l'italiano !

Anonimo ha detto...

Anche per me il primo del salvadanaio resta un disco che se lo riascolto mi emoziona e mi esalta ancora, forse per certe progressioni incalzanti...storicamente fu una grande novità, con un gruppo che non aveva le incertezze o le cose acerbe degli esordienti.Mentre "io sono nato libero" lo rivaluto oggi attraverso il giudizio di un musicista come te.
(anche se dirai che NON SEI PIU' UN MUSICISTA...lo so, lo so....)
:-)
(ovalley)

JJ JOHN ha detto...

In effetti, è vero che l'impatto di certe opere prime non può essere bypassato, specie nel caso del Banco.
E'altrettanto vero però, che è rarissimo imbattersi in gruppi che al loro esordio sfornano una triade di lavori, ognuno allo stesso tempo autonomo, autorevole ed innovativo.

Quando ero ragazzo non facevo molta distinzione tra la Premiata e il Banco. Oggi comincio a pensare che il Banco sia stato
realmente il più grande gruppo Prog mai esistito in Italia.

Anonimo ha detto...

Condivido appieno questa tua autorevole opinione caro JJ, di sicuro nessuno potrà mai contestare che è il più originale tra i maggiori del prog italiano.

Andy

Arcygatt ha detto...

Anch'io mi associo ad Andy nel preferire il loro 1°lavoro. Ad esempio reputo Il Giardino del mago superiore a Canto nomade: quest'ultima mi sembra troppo frammentata, e l'inserto vocale si esaurisce troppo presto, senza avere la poeticità dell'altra, più intimisticamente omogenea (anche sel legame-parole musica). Resta una mia opinione, il dato oggettivo è che anche Io sono nato libero è un capolavoro. Ciao, Marco

JJ JOHN ha detto...

Ecco Arcygatt, mi hai tolto le parole di bocca. Volevo proprio dire questo: al di là che piaccia o meno l'omogeneità, non trovate anche voi che in "Io sono nato libero" il Banco si facesse, per così dire, sempre più "internazionale" assimilando forme stilistiche nuove quali quelle dei Gentle Giant.
Specie appunto nell'uso delle pause?

Pensa che anch'io quando ho ascoltato per la prima volta "Canto Nomade" mi sono detto: queste frammentazioni sono i Gentle Giant! Chissà dove vogliono arrivare...

Gianni Lucini ha detto...

Secondo me c'è un'influenza evidente e mai negata dei Gentle Giant. I dischi del banco non mi hanno mai impressionato molto al primo ascolto popi, con il passare del tempo ho imparato ad apprezzarli. Non so perchè, ma è sempre stato così

JJ JOHN ha detto...

Grazie Gianni e Buon 2009 nel caso non te l'avessi già augurato. Vedo che come sempre, siamo in sintonia. JJ

Giampaolo ha detto...

Mi fate qualche esempio di break nei Gentle Giant e nei Banco?
Comunque credo che "Io sono nato libero" sia il loro miglior lavoro, il più maturo.....probabilmente il gruppo italiano più originale. Nei testi credo proprio i migliori e ovviamente loro punto di forza.
Ciao!!!!

JJ JOHN ha detto...

Beh, sui Giant non ci sarebbe bisogno di fare nessun esempio perchè la loro musica è praticamente un break dietro l'altro. Il Banco si avvicina molto a quello stile per esempio nel finale di "Canto Nomade.

Antonio ha detto...

Do il mio (personale ed opinabilissimo) contributo alla disputa sull'album migliore:

L'esordio omonimo del 1972 era ancora un album acerbo, che si dilungava eccessiavemente nei brani più prolissi e dilatati, ma anche con un sound sostenuto da due tastiere e l'ottima voce di Francesco di Giacomo. RIP e Metamorfosi sono i due brani più significativi, ma non sono che l'inizio di un periodo di grande ispirazione che prosegue con il successivo e decisamente superiore Darwin! (1972), un complesso concept album sull'evoluzione e l'evoluzionismo. Liricamente Di Giacomo cesella alcuni dei testi più convincenti di tutto il Progressive Rock, ispirati, profondi, originali e cantati con forza e irruenza, pathos e trasporto, mentre le tastiere si mettono in luce con intrecci e costruzioni reminescenti della Classica, frequenti variazioni di tempo ed atmosfera, completa padornanza dei brani estesi. Tranne qualche elemento di Emerson Lake And Palmer e qualche elemento dei Gentle Giant, la loro musica è decisamente più originale della media dei gruppi del Belpaese. L'impetuosa L'Evoluzione apre le danze con 13 minuti di vortici e ghirigori dagli echi Jazz ma ancora i nove minuti de La Conquista Della Posizione Eretta e l'atipica canzone d'amore 750000 Anni Fa...L'Amore compensano di gran lunga qualche banalità in Miserere Alla Storia e Cento Mani Cento Occhi. Atipico il finale fra musiche da circo e tematiche fataliste di Ed Ora Io Chiedo Tempo Al Tempo.

Io Sono Nato Libero (1973) è il loro capolavoro, capace di riprendere la complessità dell'esordio e metterla al servizio di una ispirazione vivida e vibrante che si cristallizza nella splendida Canto nomade per un prigioniero politico, quasi 16 minuti di grandi linee di piano, cantato sofferto e cangiante, una suite che assorbe Rock, Blues, Classica, Folk, Jazz in una miscela originale di pianti, speranze, sconfitte e rinascite: è un brano che non sfigurerebbe fra le migliori suite del decennio. Non Mi Rompete è l'episodio meno convincente del lotto, semplice e poco personale, mentre La Città Sottile ancora segnata da notevoli linee di piano, ricorda alla lontana le Orme più visionarie di Felona e Sorona. I quasi 10 minuti di Dopo... Niente E' Più Lo Stesso ed i vortici di Traccia II chiudono degnamente una delle opere più importanti del Progressive italiano ed un piccolo gioiello di melodie, intrecci, emozioni.

Voti:
Banco Del Mutuo Soccorso 6,5
Darwin! 7
Io Sono Nato Libero 7,5



Detto questo, Io Sono Nato Libero è secondo me, in breve, il capolavoro della carriera ed uno dei maggiori album italiani di Prog che abbia avuto il piacere di ascoltare (quelli che mancanbo me li faccio consigliare da questo sito :-) )

tazpaz ha detto...

Sono d'accordo con il tributo a grande gruppo del prog Italico....tra i più preparati e continui..almeno all'inizio....ma la mia opinione, il mio podio... loro lo dividono con il gruppo degli Osanna, dove a originalità sono un pochino superiori al Banco...parlo di scontro fra titani...ma se penso agli osanna vedo 360° di musica teatro napoli mediterraneo...insomma io penso che l'influenza il Banco se le presa...gli Osanna no......ciao

JJ JOHN ha detto...

Tazpaz, non hai proprio tutti i torti, anzi, hai fatto bene a rimarcare questa cosa.
"Palepoli" è veramente uno dei più bei dischi che siano stati pubblicati in quegli anni e che, sopprattutto, non soffriva di quelle influenze anglofone che invece erano proprie del Banco.
Quando faremo la classifica del 1973 sarà un bel match.

Arcygatt ha detto...

Vorrei rispondere ad un paio di punti dell'analisi di Antonio... con altre idee personali e discutibili. Leggo "qualche banalità in cento mani, cento occhi," che spero sia inteso in senso strettamente musicale dove mi trova d'accordo (è l'unica traccia che migliora nel remake del '91), perchè il testo è qualcosa di straordinario: come ho già scritto altrove, affiora tra le righe la concezione dell'uomo come animale antisociale cara a Freud (ed al sottoscritto), l'idea che l'uomo, nato libero e solitario, debba riunirsi in branchi al solo scopo di sopravvivere, ma che sia incapace di sopportare tale condizione (siamo gli unici animali che uccidono i loro simili senza motivo). Concetto ribadito in maniera decisa nella a mio avviso splendida Non mi rompete. Poi ribadisco che, se pure Canto Nomade "assorbe rock, blues, classica, folk, jazz", a mio avviso perde compattezza, uscendo dalla "forma-canzone", che non è consigliabile.

Elia ha detto...

vorrei esprimere la mia spicciola opinione in merito ai tre dischi del banco del mutuo soccorso qui citati e analizzati (curioso come non si tengano nemmeno in considerazione i lavori successivi)

il cosiddetto "salvadanaio" è un disco d'esordio,vero,quindi contenente forse degli embrioni (per quanto ottimi) e delle immaturità (forse "offensivo" così chiamarle per i signori Nocenzi) magari per la prolissità di alcune tracce (palesi l'intro e l'outro de "Il giardino del mago") o paradossalmente le brevità ("Traccia","Passaggio","In volo"),sta di fatto che a differenza magari di altri colleghi,nell'incedere del Banco si può notare un estro pazzesco (il "riff" di R.I.P. è memorabile!). detto quindi che il primo disco è genio e immaturità forse si è esaurito il campo(?).

"Darwin!" è per alcuni la vetta del gruppo,vuoi per il concept,per il tema trattato,per l'ecellenza di aver prodotto due dischi in un solo anno,vuoi proprio perchè si denota in maniera pesante la maturazione raggiunta dal gruppo che elimina quasi di colpo le "pesantezze immature" in pochissimo tempo,suonando un album pressochè impeccabile e ricchissimo di stimoli musicali,di sonorità dal rock più deciso a riferimenti accademici (classici,diremmo..) con testi alti e forti,meno "giovanili" di Salvadanaio ma concreti.

"Io sono nato libero" è una terza via percorsa dal Banco che non ha tanto in comune con i due precedenti lavori.
pur conservando la tipica estrosità e granitica complessità compositiva "del Banco" (di Nocenzi,mi pare più corretto) varia una terza volta l'approccio alla lavorazione.
cambia la prospettiva da cui le tracce prendono vita (dall'interno del tema in Darwin,dall'esterno in Io sono nato libero)
è qui a mio parere che si trova la via di mezzo tra l'eccessiva frammentazione di salvadanaio e tra la compattezza estrema di darwin. con una matrice comune ma non dichiarata,intuibile.
in effetti però superarsi per il Banco dopo trelavori così in soli due anni è difficilissimo se non impossibile,e forse in questo'ottica si collocano i dischi successivi ("Come un'ultima cena" ad esempio,un po' tanto sottovalutato) lontani dai primi tre proprio per una fisiologica differenza...

a mio parere tuttavia disporrei i dischi del banco in questo modo

Io sono nato libero
Darwin
Banco del Mutuo Soccorso

ripeto,non per necessità di classificazione,ma per fisiologica maturazione.

JJ JOHN ha detto...

Grazie Elia per le tue preziose considerazioni.
Ho ritenuto opportuno limitare il sondaggio ai primi tre albums perchè penso sia proprio da loro che sono maturate le radici per i lavori successivi.
Come si vede ora dal sondaggio, c'è molta incertezza... e la cosa mi fa piacere perchè rende onore alla complessità del gruppo.

Amichevolmente posso dirti che sono indeciso tra la strutturalità di "Darwin" e la coscienza di "Libero".
La mia preferenza assoluta muta a giorni: ogni tanto credo sia meglio l'uno e ogni tanto l'altro.
E questo, credo, sia la conferma di come ognuno dei due lavori fosse tanto propositivo da investire qualunque coscienza: sociale o politica.
Poi, il Banco prese la seconda via.
Ma questo era scontato.

Scondo te, perche?

Arcygatt ha detto...

Ciao John, la tua domanda è troppo stuzzicante per non farmici mettere bocca. Io non riesco a tenere separata la via sociale da quella politica, sono due facce dell'umano vivere. Ecco perchè, al contrario di Elia, non mi sento di distinguere nettamente due strade diverse tra Darwin e Libero: se "la voglia di fuggire che mi porto dentro non mi passerà" non è il caso di piangere per me, che torno alla mia condizione originaria, giunto alla fine della mia prigione terrena. La politica altro non è che la socialità addensata di tutte le sovrastrutture umane.
Poi è chiaro che il Banco, già palesemente schierato in politica, non potesse non "cavalcare" il movimento controculturale del tempo. Se non altro, sono rimasti coerenti (vedi Paolo, Pa ecc.)
Ciao, Marco

JJ JOHN ha detto...

Dici bene caro Arcygatt.
Difatti il punto di forza di molti grandi gruppi, incluso il Banco, fu proprio quello di non separare la musica dall'ambito sociopolitico, rendendosi così fortemente "conflittuali" (nel senso analitico del termine).
Non per altro, tutte quelle che vengono considerate le più grandi bands dell'epoca (Banco, PFM, Area, Orme ecc.), si occupavano a modo loro, non solo di tematiche esistenziali, ma anche e soprattutto di come queste si riflettessero nel nostro panorama sociale.
Questa ad esempio, è una delle ragioni per cui quasi tutte le versioni inglesi dei nostri dischi Prog, vennero recepite con la dovuta diffidenza.
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Allo stesso modo, come tu fai intelligentemente notare: solo quegli artisti che avevano acquisito una tale forma di coscienza, sopravvissero indenni alla brusca virata negli anni '80, anticipata dagli Area ("Gli Dei se ne vanno, gli arrabbiati restano"). La PFM raccontando le periferie urbane ("Come ti va in riva alla città"), il Banco citando Pasolini e le "Buone notizie" ("è calma la città"), le Orme rifugiandosi nella Venezia di un tempo ("Florian"), Battiato sovvertendo completamente i suoi schemi compositivi.
Chi non aveva capito l'importanza del "sociale" prima, era destinato inesorabilmente a plastificarsi.

Anonimo ha detto...

ciao a tutti
senti john mi serve un tuo parere.
secondo te qnt vale una stampa della ricordi (serie orizzonti)degli anni 80 con copertina usurata (dai suoi anni)per piacere??
l'ho visto dal mio rivenditore di vinile,e non gli ho potuto chiedere il costo.
cmq riguardo all album è fantastico,e la mia preferita è citta sottile;adoro quando di giacomo canta con quella cadenza da pazzo:di cosa parleresti se non di quel uomo nudo che vedo tutti i giorni,quel pazzo padrone...
da pelle d'oca
ciao francesco

J.J. JOHN ha detto...

Io sono un pò fuori da queste cose ma per un "Nato libero" ristampato serie orizzonte con copertina usurata non darei più di otto euro.
Al limite dieci se il disco è perfetto, cosa di cui dubito.
Fammi sapere.

Anonimo ha detto...

grz ora appena posso paso a vedere qnt costa e se hai ragione sul prezzo me lo compro pr!
ciao francesco

taz ha detto...

Unica band nostrana a fare 3 LP di seguito uno più bello dell'altro...All'estero cito King Krimson-Genesisi-ELP.....ciao

Anonimo ha detto...

Chissà perchè nessuno cita mai " dopo... niente è più lo stesso" per glorificare questo meraviglioso disco...
trovo sempre menzionati gli altri brani, anche se a me questo è sempre piaciuto tantissimo.
Comunque come disco preferisco Darwin...questo è talmente perfetto da risultare un tantino freddo a volte.
Comunque sono gusti...

Leonardo

Simon House ha detto...

Il tempo ha detto che questo è un grande disco,tutto il resto sono chiacchere

Anonimo ha detto...

Ciao John! Perdona la domanda un po' banale...mi chiedevo se lo strumento che all'inizio del brano affianca il piano sia un clarino o un synth... non riesco ad inquadrare bene quel suono..

Pietro

Anonimo ha detto...

ops... ho dimenticato di precisare che mi riferivo a Canto nomade.. ero talmente preso dall'ascolto dell'album che l'ho omesso..! (E ho pure scritto un commento in rima baciata) :D

aliante ha detto...

Potrebbe essere un clarino filtrato col synth, una tecnica che il Banco ha usato anche in "Darwin".

Anonimo ha detto...

E' vero, grazie Aliante!

aliante ha detto...

Figurati Pietro.

Magari la mia ipotesi è sbagliata, potrebbe essere anche solo il Moog (so che agendo sui vari oscillatori la voce del Moog può assumere tonalità diverse).

La cosa bella sarebbe saperlo direttamente dal grandissimo Vittorio Nocenzi.

A proposito del Banco, segnalo a tutti una bella intervista contenuta nel numero di "Raro"
ora in edicola.

Anonimo ha detto...

Sono sicuro che gli farebbe un gran piacere vedere che ancora oggi c'è tanta curiosità intorno a certi dettagli tecnici di composizioni che hanno quasi 40 anni.
Soprattutto con i suoni sempre più avanzati che ormai ascoltiamo tutti i giorni!
E tra l'altro penso che i "ragazzi" del Banco siano persone molto disponibili al dialogo. A proposito di interviste, io ho trovato da poco su youtube una videochat del Tg1 con Vittorio e Francesco! Se ancora qualcuno non li conoscesse, se ne innamorerebbe a prima vista... :)

Pietro

u g o ha detto...

john cortesemente potresti dirmi la valutazione dei primi tre dischi del banco ediz.1 ^ versione in condizioni vg+/vg+ grazie ugo

J.J. JOHN ha detto...

Le quotazioni per esemplari VG++ stanno nel borsino.
Per tradurle in VG+ dovresti tecnicamente togliere il 20-25%.

Tieni conto però che ultimamente c'è un isteria collettiva per il Mint per cui i VG+ valgono sempre meno.
Per dire, un "Nato libero" in condizioni VG+ non lo vuole più nessuno.
Per cui la percentuale di degrading potrebbe andare anche oltre il 30-35%%.

MarioCX ha detto...

Da buon fan del pop nonchè da detrattore delle lungaggini sterili tipiche del prog tout-court, trovo "Non mi rompete" il pezzo migliore di un album sicuramente riuscito pur non esente da alcune tediose parti strumentali.
Si tratta di un brano magnifico sia nella costruzione melodica compiuta e compatta che nel valore letterario del testo. Sulle corde delle lennoniane "I'm Only Sleeping" e "I'm So Tired" il Banco sviluppa con poetica propria l'abbandono all'abbraccio di Morfeo.
Come si dice: da solo vale il prezzo del disco.

ugo ha detto...

bel brano tuttavia chi inizia a conoscere il banco proprio da questo pezzo rischia di non apprezzare tutti i passaggi prog-classicheggianti a cui il gruppo ci ha abituati.io preferisco il brano R.I.P. dove accanto alla melodia e alla poesia si affianca un ritmo decisamente prog!

MarioCX ha detto...

Beh...per chi ama il prog.
Io i "passaggi prog-classicheggianti" li fuggo come la peste!

Anonimo ha detto...

Altro che lungaggini sterili... Questo album non ha alcun calo di tensione, è molto articolato e sempre appassionante. "Dopo niente è più lo stesso" è un brano ricco di sfumature espressive, che a tratti raggiunge vette liriche altissime. Ma si potrebbe dire la stessa cosa per la suite iniziale con la prima parte davvero esaltante, in cui Di Giacomo scandisce fieramente quelle quattro parole così suggestive che compongono il titolo del disco. E poi lo splendido pezzo di Gianni Nocenzi, La città sottile: una base pianistica virtuosa ma che mai cede all'autocompiacimento. Insieme ad Arbeit macht frei, è uno dei dischi migliori del '73, non solo per quel che riguarda l'Italia.

Pietro

roberto ha detto...

Anch'io propendo per "Darwin" come album migliore dei tre, trovandolo più diretto e strutturato del pur ottimo esordio, e dell'ancora migliore seguito. Si parla di sottigliezze per carità, ma la potenza lirica di molto passaggi in ogni singolo pezzo di "Darwin" a me pare ineguagliata, in termini di funzionalità.
Mi spiego meglio, per me il rapporto tra musica, testi e voce in "Darwin" è più "evoluto" (se mi si passa il termine) del Salvadanaio, e meno mediato rispetto a "Io sono nato libero", per cui più puro ed efficace. Anche solo il tema trattato, ed il modo in cui viene trattato proietta Darwin in cima alla classifica.

Sono poi un amante delle opere prime, quindi metto "Banco di mutuo soccorso" alla pari con "Io sono nato libero", il primo più originale, il secondo più maturo.

Poi è chiaro, come dice John, anch'io sul tema sono molto indeciso.

Allargando il discorso, continuo a trovare negli Area il mio gruppo preferito, non solo per il loro impegno ma anche e soprattutto per lo strepitoso binomio tra sperimentazione e tecnica eccelsa, e forse gli Osanna sono il miglior esempio di Prog italiano nel senso di più pura relazione con la propria mediterraneità, ma decisamente il Banco rappresenta per me la migliore sintesi tra mediterraneità ed internazionalità, sopravanzando (nei miei gusti) ad ogni ascolto la PFM, da cui pure ero partito nel mio approccio al magico mondo del prog.

Essendo però un tema scarsamente classificabile in maniera scientifica, e molto, molto emozionante, non posso nascondere che a seconda del periodo in cui mi trovo, ogni gruppo a turno si avvicina pericolosamente agli Area...

un abbraccio,
roberto

aliante ha detto...

Purtroppo è morto Rodolfo maltese dopo una lunga malattia.
RIP

claudio65 ha detto...

Ho letto sul giornale di oggi. Una notizia veramente dolorosa e triste. Un grande musicista attivo non solo nel pop e nel rock. Ci mancherà.