Osanna: Suddance (1978)

osanna suddanceCome si cambia per non morire”, diceva il poeta.
Ed è proprio ascoltando l’ultimo lavoro degli Osanna datato 1978, che mi venivano in mente esattamente quelle parole scritte nel 1987 da Enrico Ruggeri per la Mannoia.

Si perchè nella maggior parte dei brani di “Suddance”, io personalmente gli Osanna non li riconoscevo più: o meglio, erano un altro gruppo non solo rispetto a quello che incise il glorioso Palepoli nel 1973, ma persino il tormentato Landscape of Life l’anno successivo.

Invano ho cercato si scorgervi l’eredità dello spregiudicato sax di Elio D’Anna, ma lui aveva già da tempo dato forfait per formare gli Uno.
Chissà mai che allora non ci si potesse trovare qualcosa di quell’impeto rivoluzionario che fu dei Città Frontale di Vairetti e Guarino o almeno la forza della loro storica teatralità, ma niente.
Tutto inutile.

Nel 1978 gli Osanna erano completamente cambiati esattamente com’era cambiato quel sistema alternativo da cui avevano tratto la loro miglior linfa vitale.
Dopo il 1976 la controcultura si era dissolta e dalle sue ceneri erano nate altre disobbedienze ma più pragmatiche e irriverenti. Il movimento non esisteva più, così come non c’erano più i Festival Pop la cui assenza, aveva privato il 90% dei gruppi prog del loro unico canale di interazione con le masse meglio disposte a quel genere di musica.
L’onda lunga del Punk aveva invaso anche il nostro paese e larghi segnali di riflusso ci avvisavano che ormai gli anni ’80 erano alle porte.

osannaGli Osanna, dal canto loro, si erano già smembrati da ben quattro anni per dar vita a vari progetti alternativi, ma visto che anche quelle strade erano ormai desuete alle orecchie della maggior parte del pubblico, alcuni di loro si riunirono nel 1977 per vedere quanto ancora di buono si potesse fare, ma nulla era come prima.
Come astronauti ritornati dopo un secolo sulla terra dovettero adeguarsi all’incedere dei tempi e delle nuove mode.

Naturalmente, la storica discografica Fonit era ormai completamente disinteressata al progressivo ma comunque, viste le conoscenze internazionali del gruppo, non fu difficile farsi accettare presso l’americana CBS per pubblicare ancora un album tutti insieme: operazione resa ancora più agevole dal fatto che in “Suddance” di progressive non ce n’era praticamente più.

Ed ecco allora che malgrado eccellenti collaborazioni del calibro di Benny Caiazzo al Sax, Antonio Spagnolo al violino elettrico, il tastierista Fabrizio D’Angelo e l’ex bassista dei Volti di Pietra Enzo Petrone, il disco prese la sua forma definitiva, ma ne uscì fuori un prodotto stranamente ibrido e apolide, sospeso tra frammenti di una vitalità ormai lontanissima (“Ce vulesse”) e strizzate d’occhio all’imminente nuovo decennio (“Chiuso qui”).

A rimarcare poi la lontananza da “Palepoli” fecero da contraltare una produzione perfetta e dei suoni levigatissimi degni della più grande multinazionale americana che però, a conti fatti, restituirono un gruppo che si rivelò una sorta di fantasma la cui sola consumata abilità esecutiva certificò l'esistenza di un luminoso passato.

suddance osannaIn “Suddance” infatti, tutto ciò che vorrebbe essere ancora autenticamente napoletano (es: “O Napulitano”) viene stemperato da un sound newyorkese che ben poco a che vedere col Vomero o con i Quartieri Spagnoli.
La rabbia collettiva che fu di “fuje a chisto paese” è ora implosa nella solitaria figura di una zingara che viene respinta dalla società.
La conclusiva “Naples in the world” ha ben poco di Napoli se non la probabile residenza degli esecutori.

In sostanza, diciamo che l’insuccesso di “Suddance” che poi portò allo scioglimento definitivo della band, fu in parte prevedibile.
Tuttavia, visto in una prospettiva storica, l'album avrebbe forse meritato qualcosina in più, non fosse altro che alla fin dei conti, la band accettò l’impossibilità di tornare indietro, guardandosi al futuro nel più onesto e professionale dei modi.

Se ne renderà presto conto ad esempio, il giovane Pino Daniele che di questo album e di Napoli Centrale sembrò essere il legittimo primogenito, ma non solo: occorre comunque dare atto agli Osanna che, pur rinunciando a malincuore al Prog, decisero di lasciare le scene con un’impronta meno profonda, ma sicuramente aderente alle trasformazioni del loro tempo storico.
Il futuro poi appiattì qualunque spirito antagonista, ma questo gli Osanna non potevano prevederlo. O forse, non vollero crederci nemmeno loro.


OSANNA - Discografia 1971 - 1978:
1971: L'UOMO
1972: PRELUDIO, TEMA, VARIAZIONI E CANZONA
1973: PALEPOLI
1974: LANDSCAPE OF LIFE
1978: SUDDANCE

26 commenti :

Giuseppe ha detto...

Ah finalmente hai recensito quest'album JJ :D

Devo dire che all'inizio questo lavoro mi ha lasciato decisamente spiazzato, nonostante fossi consapevole del cambio di sonorità... riascoltandolo devo invece ammettere che è un prodotto tecnicamente impeccabile e anche molto orecchiabile. Niente a vedere con Palepoli, ma reputo che questo lavoro sia stato bistrattato ingiustamente. Tutti vogliono gli Osanna di Palepoli, ma i tempi sono cambiati purtroppo, ed anche la formazione... non ci si poteva aspettare altro che questo disco, bello e ben fatto, molto sottovalutato secondo me... ma effettivamente si, non ha un sound molto partenopeo... lo è solo nelle tematiche, e credo che l'utilizzo massiccio della lingua matematica lo abbia praticamente escluso dai mercati più importanti. Poi assomiglia TROPPO ad un album dei Napoli Centrale, però ci siamo... diamo a Cesare quel che è di Cesare :)

Ps.: JJ sono DogmaX, però sto usando il mio account di Google :)

Anonimo ha detto...

Il problema è che era forse troppo levigato per essere attendibile.
La stessa comunanza coi Napoli Centrale che aveveano già tracciato la strada tre anni prima non gli ha reso molto onore.
Insomma: hanno fatto un po' la figura dei "sovversivi che rientrano nel sistema", allineandosi al riflusso come molti altri.

A gusto, anch'io lo trovo un disco molto gradevole, ma l'analista che sta dentro di me la pensa in maniera completamente opposta.

Un caro saluto,
JJ

Anonimo ha detto...

Questi son album difficili da giudicare per me.
Nel 78 il prog è praticamente finito.....e qui in Italia i gruppi che sono nati facendo questo genere musicale agli inizi degli anni 70 faticano a capire bene la strada da prendere. Gli Osanna che non sono certo gli ultimi arrivati però capiscono che bisogna puntare su qualcosa di nuovo, e questo suddance per lo meno non è un disco di "vecchio" prog.

Detto questo, ed apprezzando l'album, devo dire che rimango spiazzato dal risultato finale. Il disco è un mix di pop, jazzrock di stampo americano e un pizzico di napoli centrale in versione meno incazzata, ma soprattutto più moderna come suoni.

Gli osanna ci sanno fare, gli stumentisti sono di caratura internazionale e Vairetti ha una delle poche voci belle del panorama rock italiano anni 70.

Il problema per me, è che nonostante diverse belle canzoni....non sia rimasto nulla della incredibile innovazione di Palepoli, e forse il disco paga il fardello dell'importanza del nome Osanna che si porta dietro.....un pò come è stato per me l'album Landscape of life.

Peccato, io sinceramente mi aspettavo di più da questo disco....

alex77

PEDRO ha detto...

Junto como o Palepoli, Suddance é uns dos melhores desta grandiosa banda.

Armando ha detto...

D'accordo con te, grande capo: un disco irrisolto e sospeso tra aspirazioni diverse.
Però "A zingara" è un gran pezzo, forse il migliore dell'album. Tu lo citi solo di sfuggita, usandolo per definire il tempo trascorso dalla rabbia dei primi tempi del gruppo, ma invece è la vera (unica?) ciliegina s'una torta, ahimè, poco appetibile.
Diciamo che sta lì a ricordarci che gli Osanna avevano classe da vendere...
Ciao.

Doris ha detto...

http://doriszaccone.blogspot.com/

ciao collega... hai notizie su il progressive Australiano? A breve noi di radio capital (capital in the world) partiremo per l'Australia, forse.... comunque America presto...
e siccome siamo fottutamente istrionici nel nostro mestiere, non è che puoi trovarmi nomi di gruppi progressive australiani? Ciao! ti lascio il mio blog

http://doriszaccone.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

Ciao Doris,
l'Aussie prog è OT da queste parti.
Scrivimi privatamente che ti mando le info. Grazie. JJ

U G O ha detto...

CIAO JOHN DI TUTTE LE VARIE COSTOLE DEGLI OSANNA(NOVA-UNO-CITTA FRONTALE)HO NOTATO CHE HAI TRALASCIATO QUELLA DEI LUNA IL DISCO CHE NEL 1981 DANILO RUSTICI INCISE ASSIEME A JOE AMOORUSO E AD ALTRI DUE MUSICISTI....COME MAI?UGO

J.J. JOHN ha detto...

Hai ragione ma salvo poche e selezionatissime eccezioni le competenze di questo sito si esauriscono nel biennio 1976-77.

u g o ha detto...

diciamo con uno sconfinamento a fine decennio...78/79!

J.J. JOHN ha detto...

Esatto.
Per meglio dire: "selezionati e consapevolissimi sconfinamenti".

Anonimo ha detto...

Ugo, io credo che se domani si riunisse la Seconda Genesi Jj ne parlerebbe....

U G O ha detto...

JJ è UN PO COME GIANNI LEONE UMANO MA CON DOTI EXTRA AL LIVELLO CULTURALE E PSICHICO!IO TALVOLTA POTREI SEMBRAR POLEMICO MA IN REALTA HO SOLO SETE DI SAPERE E ANCHE DI CONOSCERE L'ALTRUI PARERE X UNA MIA MATURAZIONE NEL CAMPO!E COMUNQUE COSA NE PENSI JJ DEL DISCO DEI LUNA?SOLO UN PARERE NON PREOCCUPARTI CHE NON TI CHIEDERO DI CERTO LA SCHEDA VISTO CHE IL PERIODO STORICO è OLTRE(SIAMO NEL 81)E POI QUESTO DEI LUNA è L'ULTIMA PRODUZIONE DELLA FAMIGLIA OSANNA REUNION RECENTI A PARTE DI CUI MANCO A ME IMPORTA TROPPO!

J.J. JOHN ha detto...

Si, ne parlerei di una reunion dei Seconda Genesi, come no. E' che non nutro molte speranze in proposito.
E poi... ancora un po' che aspettano.

Il problema Ugo è che la tua curiosità inizia dove le mie competenze finiscono. Nel 1981 pensavo a ben altro.
Vediamo se rieco a beccare questo disco dei Luna di cui non so nulla e magari dirti qualcosa.

UGO ha detto...

BE POSSO DIRTI CHE IL DISCO DEI LUNA è CARINO MA DI PROG HA QUASI NULLA UN BUON DISCO DI POP-ROCK SIMILARE A SUDDANCE MA QUEST'ULTIMO POGGIAVA SU UNA BASE JAZZ-ROCK ANCHE UN PO FUNKY IN ALCUNI PUNTI.L'UNICO BRANO PROG è LA RIELABORAZIONE DEL "FIREBIRD"DI STRAVINSKY ESEGUITA CON UNA CHITARRA SYNTH ROLAND E CHE I 4 COMPONENTI DEL GRUPPO OLTRE AL DANILO RUSTICI CI STA JOE AMORUSO DARIO FRANCO E SABATINO ROMANO COME LINE-UP!BUON SALOTTO VI SALUTO UGO

carlo alberto Bussoni ha detto...

Questo lavoro degli Osanna mi mancava, al tempo l'avevo snobbato, catturato dalla rabbia ribelle del punk. Adesso ho colmato questa lacuna, ma, devo dire, che mi sembra molto Napoli Centrale-oriented o, anche, qualche eco di Perigeo.
Jazz-rock, insomma, se vogliamo proprio etichettarlo, niente che ricordi i "vecchi" Osanna.
Il disco, comunque, si fa ascoltare piacevolmente, ma niente di più.

u g o ha detto...

.....sulla stessa linea ma piu rock è anche il disco dei luna ultima costola del castello osanna anno 81 gruppo in cui militava danilo rustici e joe amoruso poi nell'ensemble(nello stesso anno)di pino daniele(session vai mo!)

ugo ha detto...

....e comunque la magia dei vecchi osanna si è esaurita con PALEPOLI.il 4 disco lo trovo un po confuso senza una vera linea conduttrice come pure quello degli uno mentre quello dei città frontale,pur non essendo un capolavoro affatto ha un suo stile piu personale!come dice il ns.guru john ogni opera va giudicata e immersa nella fase storica in cui viene concepita!x questa ragione alcuni dischi bellissimi(come quello della l.d.f.)pur essendo un capolavoro all'epoca rimase ai margini(eravamo nel 77 anno del punk!)tranne una giusta ma tardiva rivalutazione!ugo

Anonimo ha detto...

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Saluti
Tony Ventre

UGO ha detto...

non so come john la prenderà quando leggerà questa mail!non son certo io a doverlo difendere vista la sua immensa intelligenza e lucidità ma scambiare un sito come il nostro(ormai mi sento di famiglia!)che parla di musica direttamente collegata al loro periodo storico per una location finanziaria bah a me viene da ridere non so a voi! aaahhhhh

ciao JOHN adesso il tuo sito fa gola pure ai BROKER FINANZIARI AAAHHHHH!
U
G
O

Marco Verpelli ha detto...

And now for something completely different:
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JJ ha detto...

... e si che per comprare "Suddance" - quand'anche fosse Mint, sigillato, autografato su papiro egiziano, e con miniatura in porcellana Capodimonte della danzatrice in omaggio - nessuno ha mai avuto bisogno di un prestito.
Si vede che Tony ragiona più col "Ventre" che con la testa.

...per un buon bacon si però... per quello farei follie....

Il vostro Gast(rock)nomo preferito.

Marco Verpelli ha detto...

Anche metterti un elmetto con le corna?

Saxon ha detto...

Discendo da una stirpe di Britanni, per cui l'elmetto con le corna sarebbe il minore dei mali. Le ha indossate anche Angus Young per avere successo, e ce l'ha fatta. Per cui non vedo il problema.
Ma sul bacon non transigo.

UGO ha detto...

JOHN HO DECISO DI ROMPERTI LE.......@ QUALI SONO I TUOI 5 SINGOLI PIU BELLI DI TUTTI I TEMPI (E NON NECESSARIAMENTE PROG!) UGO

JJ ha detto...

1) Cinque minuti e poi... - Maurizio
2) Have I told you lately - Van Morrison
3) Plan 9 channel 7 - The Damned
4) As curvas da estrada do santos - Roberto Carlos
5) 96 Tears - Question mark & the mysteriams