Errata Corrige: Siegfried il drago e altre storie (1976)

errata corrige sigfried il drago e altre storie 1976Gli Errata Corrige iniziano la loro attività come trio intorno al 1973 quando, senza avere ancora un nome preciso, incidono una cassetta intitolata “Da mago a musicista”.

Poco dopo, diventato un quartetto, il gruppo inizia ad esibirsi dal vivo suonando sia al celebre “Swing” di Torino, sia in tutto il Piemonte e,
sempre in questa formazione,incide privatamente anche un secondo demotape in inglese, “Saturday il cavaliere” in cui inizia a definirsi più chiaramente il futuro sound del gruppo che, pur fortemente influenzato dai Genesis, possiede già una sufficiente autonomia stilistica.

Nell’inverno del 1974 Mike Abate viene chiamato a sostituire il chitarrista Cardellino e la formazione si stabilizza definitivamente a quartetto (gli altri componenti erano Gianni Cremona, Guido Giovine e il futuro “Arti e mestieriMarco Cimino) battezzandosi “Errata Corrige”.

Dopo una serie di concerti, tutti nel torinese, al principio del 1976 la band decide di documentare su disco il proprio percorso e, approfittando del fatto che il loro comune amico Gualtiero Gatto aveva aperto un studio di registrazione ( il “G7”), immortalano su master cinque brani scitti da Cimino che, a detta dello stesso musicista, erano già pronti da tempo e che probabilmente, facevano parte del set dal vivo.
Nacque così l’album “Siegfried, il drago e altre storie”, la cui tiratura iniziale avrebbe dovuto essere di sole dieci copie ma che, fortunatamente, fu infine di cinquecento. (“Tanto stamparne 10 o 500 costava più o meno la stessa cosa”, ricorda Mike Abate).
Autoprodotto per l’etichetta EC e dotato di una celestiale copertina firmata dall’artista Tony Carena, “Sigfried” si rivela un disco piacevolissimo in cui la prima parte è sostanzialmente occupata dalla lunga suite divisa in cinque movimenti “Del cavaliere Citadel e del drago della foresta di Lucanor”, mentre la seconda presenta tre pezzi più brevi per un totale di mezz’ora di musica.

errata corrigeSin dal primo ascolto, non si fa fatica a capire quali siano i riferimenti del gruppo.
C’è un lampante retrogusto dei Genesis di “Selling England by the pound”, ma anche dei Gentle Giant di “Think of me with kindness” e qualcosa della PFM di “Dove...quando”.
Insomma, un disco aggraziato e gentile le cui tematiche oniriche e fantasy si scontrarono però frontalmente con il trend del loro sistema di riferimento.
Di fatto, fuori dal castello fatato degli “Errata Corrige” tutto popolato di draghi, cavalieri e damine, c’erano la crisi petrolifera, l'austerity, i morti nelle manifestazioni e le stragi di stato.
Probabilmente al quartetto torinese non importava nulla di tutto questo: il gruppo era nato per puro divertimento e, almeno in questo senso, il loro unico disco restituì una certa coerenza artistica, pur se maledettamente ingenua e distaccata dal resto del mondo.
Un'astrattezza che comunque venne ripagata da vendite pressoché inesistenti e dal conseguente scioglimento della band.
In ogni caso, “Siegfried” fu un piccolo ulteriore segnale di come anche nel profondo nord, certi suggerimenti anglosassoni avessero fatto almeno una piccola breccia nel cuore di un'italietta, tutta supina ai vari Gianni Morandi, Claudio Villa ed Eurofestival della canzone.

Abate Cimino Cremona GiovineAl al di là di una valutazione politica che relega inevitabilmente questo prodotto ai margini del suo tempo, occorre comunaue sottolineare che l’album degli EC fu decisamente un lavoro solido e ben eseguito in cui molte delle soluzioni armoniche adottate, danno ancora oggi un’ottima impressione di se.

Dolci e suadenti si rivelano le parti di flauto e violino che ben s’intrecciano con una ritmica mai invasiva e con gli ampi tappeti di tastiera. Molti breaks utilizzano scale intelligenti e ben bilanciate e nessun solismo prevarica mai l'armonia generale.
Insomma, quasi un lavoro "new-age" ante litteram.
Meno incisive sono la voce e l’interpretazione dei brani ma, considerata l’economia generale del lavoro, possiamo anche soprassedere su quella che è in fondo l’unica pecca tecnica dell’opera.

Personalmente, “Siegfried” è uno di quei dischi che ascolto spesso ancora oggi per cacciare lo stress, per rilassarmi ed evadere dalla durezza del quotidiano.
Chissà se con un po’ più di convinzione da parte dei quattro musicisti piemontesi, non avrebbe potuto essere così anche per il pubblico del ’76.
In fondo, a modo loro, gli Errata Corrige erano per certi versi molto avanti con i tempi.

2 commenti :

Regolo ha detto...

Ascoltato una volta o due.
Disco quasi fuori tempo massimo, la grande ondata prog si stava esaurendo. Me lo ricordo come un disco derivativo ma piacevolissimo.
Concordo fondamentalmente con la tua analisi

DogmaX ha detto...

Caruccio, molto spensierato e ben equilibrato. Però effettivamente uno dei pezzi ricorda davvero tantissimo "Think Of Me With Kindness", tanto che mentre ascoltavo il pezzo subito m'è venuta in mente.

E quello, per i Gentle Giant, era davvero un pezzo "alternativo" xD