Exploit: Crisi (1972)
Un vinile ricercatissimo il cui enorme valore collezionistico è però sproporzionato rispetto a quello artistico. Ciò non tanto perchè i romani Exploit (già protagonisti di due 45 giri a stampo melodico) fossero degli inetti, tutt'altro, semmai per la sostanziale mancanza di equilibrio della loro proposta musicale.
A parte l'incisione disastrosa e la totale mancanza di distribuzione del disco che già non è cosa da poco, "Crisi" infatti limitò la sua conflittualità proponendo due anime smaccatamente contrapposte.
Nel primo lato si apprezza una lunga e gradevole suite d'avanguardia ("Speranza", "Crisi", "Pazzia") in cui i musicisti ce la mettono davvero tutta per superare i limiti del melodico con grandi galoppate di tastiere e interessanti linee di basso.
Nella seconda facciata però, si naufraga in una modesta tracklist di canzoncine freak-pop, che mina pericolosamente l'attendibilità del disco.
Ma non è tutto.
Onestamente, molti dubbi si potrebbero sollevare sul senso di cantare la title track sia in italiano che in inglese: operazione sicuramente originale, ma del tutto fuori luogo nel contesto del pop Italiano.
Inoltre, in certi momenti del disco, il debito pagato al Prog Inglese sembra veramente eccessivo: specie in certe armonizzazioni del secondo movimento che richiamano in maniera imbarazzante le alchimie di "Tarkus" degli "Emerson Lake & Palmer", pubblicato appena un anno prima.
Infine, è palese una certa "aggressività strutturale" laddove il terzetto tenta ad ogni costo di mantenere un livello dinamico costante: senza dotare cioè l'album di quell'alternanza di "pieni e vuoti" che costituisce poi la poetica di un'opera Prog.
Se poi a queste già rilevanti "anomalie" aggiungiamo il fatto che gli Exploit fossero piuttosto reticenti ad esibirsi dal vivo e che la distribuzione del disco fosse stata praticamente inesistente, si evince la naturale ragione del loro anonimato. Un peccato perché la sola suite "Crisi" è in effetti dignitosa e ben eseguita.
Stampato in qualche centinaio di copie nel 1972 su etichetta CGO, il disco è stato ripubblicato su vinile nel 1989 e nel 1994 su CD.
Lo citiamo quindi per cognizione di causa, ma senza troppo caldeggiare l'obbligo di ascoltarlo o di possederlo.
A patto naturalmente che non si tratti dell'originale !!!
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Io lo possego in CD masterizzato. La Suite omonima è molto bella, mentre le Canzoni nel lato B, non sono poi male... ma come dici tu John che ci azzeccano con la Suite iniziale?
Sicuramente gli sono mancati i soldi per crescere!
Questo lo devo riascoltare che me lo ricordo pochissimo.
Andy
Un bambino...un re....un'imbarazzo...chissà se le idee per comporre un 33 giri siano "farina" dello stesso sacco di chi suona o....qualche "incapace" ci mette le mani....la suite mi piace anche se potevano evitare le parti cantate in inglese...bella la copertina di "Ninni", disegna bene...Exploit fallito...parecchia "crisi".
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