I Numi: Alpha ralpha boulevard (1971)
Nelle balere locali fanno capolino oscure beat-bands quali "Gli Spettri", "Gli Imprevisti" e "I Solitari" che, preso atto della loro modestissima forza, si uniscono dopo quattro anni a formare un'altrettanto oscura band: i "Numi".
Il loro "lider maximo" è tale Guido Bolzoni, futuro autore per di Mina ("Rudy" e "La mia carrozza", 1972 ) e reduce da un disco solista sotto il nome di Guido ("Happenning"), pubblicato nel 1969 per la minuscola etichetta Luv e distribuito con un certo coraggio dalla Ariston.
I Numi lasceranno ai posteri un solo Lp, "Alpha Ralpha Boulevard" (1971) per l'etichetta Polaris (la stessa dei "Teoremi"), molto raro e ricercato dai collezionisti di prog, ma a questo punto occorrerebbe veramente capire il perché!
La lunga traccia d'apertura "Alpha Ralpha Boulevard" (un'immaginaria strada al termine della quale il compositore trova l'essenza del suo spirito) non ha nulla di progressivo se non tre o quattro breaks in cui si tenta di spezzare l'impostazione onirica del brano con un dinamismo di poco superiore alla media del disco.
La successiva "San Miguel" sfocia nel melodico puro, aggiungendo alla sua sostanziale banalità solo una spruzzata di Santana da parte del pur bravo chitarrista Mario Rognoni.
Ma non convince.
La sognante "Luce e gloria per te" ci riporta nella forma canzone "pop" più canonica lasciando spazio poi ad un leggero blues-swing dal titolo pomposo ("Furma materiae progredientis"), ad una canzone di stampo tardo beat ("325") ed ad un rock'n'roll tutt'altro che memorabile ("Alpha Ralpha Reprise") che chiude un album senza infamia e senza lode.
Per quanto mi concerne, è molto più vantaggioso possederlo che ascoltarlo.


14 commenti:
Non aggiungerei altro alla tua critica puntuale. Al massimo ricorderei che erano di Pavia e che Mauro Rognoni era soprannominato Carlos proprio per la sua capacità nel rifare Santana. Sulla copertina del disco c'è un errore di stampa. Il batterista Sollazzi, lo stesso che se ne andrà con Lucio Dalla, è citato come Solazzi. Che altro dire?
Peenso che dovresti avere più rispetto per il lavoro altrui, specie quando non hai mai fatto altrettanto.
Guido.
Ma cos'è, uno scherzo?
Senti Guido, facciamo così: vista la supponenza con cui ti esprimi, decantami tu le lodi di quest'album (cos'è, il tuo?) e citami almeno un paio di miei lavori (visto che mi conosci). Io pubblico il tutto e se ne riparla.
Una cortesia però: non farmi perdere tempo.
Facendo ricerche per un mio libro, mi è capitato di imbattermi in questo blog.
Mi ha fatto piacere vedere citato il mio disco con i Numi.
Concordo anche sul fatto che, progressivamente parlando, sia un lavoro minore; un po' meno sul fatto che sia un disco inutile. Ma sino a questo punto, essendo opinioni personali, le accetto per quello che sono. Il fatto che, vedendo come ti sei scagliato contro chi ha contrastato la tua opinione (grazie comunque, anonimo Guido), mi sono incuriosito e sono andato avanti a leggere e,, quando ho visto che dettavi le regole per determinare cosa è bello e cosa non lo è....beh, allora le cose cambiano un po' e mi vedo costretto a puntualizzare.
Mi rifaccio un po' a quelli che hai dettato come criteri:
Conflittualità- il disco andò esaurito in meno di tre mesi e restò in classifica a Supersonic per almeno altrettanto tempo.
Innovazione-" ...ciò che è realmente essenziale è associare l'opera che si sta giudicando con l'epoca in cui è stata prodotta"- siamo nel 71 e il disco della PFM uscirà uh nese e mezzo dopo il nostro. Non c'erano esempi altrettanto eclatanti in circolazione. Casomai si potrebbe eccepire che l'album era progressivamente povero, ma concettualmente avanzato in quanto meglio si colloca con dischi decisamente più "tardi" che testimoniano collaborazioni di gruppi rock con cantautori come De Andrè (con le debite proporzioni e rispetto), in quanto Bolzoni è il classico esempio di cantautore "coinvolto". Noi non avevamo brani autoctoni e ci siamo rivolti a lui. In realtà eravamo molto più progressivi di quanto non appaia nel disco (inciso in soli 4 giorni a Pero, nella sala che la SAAR usava per le orchestre e con tecnici decisamente antichi).
E qui mi ricollego alla tua frase "..gli strumenti che un artista usa sono semplicemente mezzi,la qualità di un opera dipende solo dall'uso che ne farà".
Per l'epoca era strano usare Spinetta e Celeste in brani rock (a tale proposito, non dimenticare che nel 71 non era ancora nato il rock-revival e incidere un rock'n'roll anni '50 era perlomeno inusitato), ne tantomeno inserire una chitarra nell'amplificatore Leslie per l'organo Hammond. I phaser non erano ancora stati inventati e io rubai il trucco ai Three Dog Night.
Alla fine, mi permetterei di consigliarti un riascolto del disco sotto questo nuovo profilo. Se anche non cambi opinione (è un tuo sacrosanto diritto), fa in modo che rimanga un'opinione personale e non ammantarla di giudizi monolitici. Se ad ogni pubblicazione suk Prog Italiano veniamo inseriti nell'elenco (se pur come opera minore) non è che tutti i compilatori sono "schiavi del mercato" o incapaci di intendere e volere.
E' stato comunque un piacere trovare finalmente il mio nome scritto correttamente e, tra parentesi, Rognoni si chiama Mario (non Mauro) ed era effettivamente un ottimo chitarrista.
Furio Sollazzi
Caro Furio,
al di là delle divergenze, ti ringrazio per il tuo intervento che è per me un onore.
Ti prego di considerare che non è mai stata mia intenzione svilire od offendere nessuno, cosa che invece ha fatto l'anonimo "Guido" nei miei confronti (io non lo conosco ed evidentemente, lui non sa nulla di me). Voglio dire: c'è modo e modo di contrastare un opinione.
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Non ho mai usato il termine "inutile" riguardo al vostro lavoro, anzi, concedimi che se lo avessi reputato tale, non lo avrei mai neppure menzionato, invece siamo qui a discuterne civilmente.
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Poi, permettimi: io non "detto" alcuna regola. "Conflittualità" e "Trasgressione" sono acclarate categorie di derivazione Gramsciana su cui ho scelto di basarmi per motivare le mie valutazioni. Queste restano si del tutto personali e come tali discutibili, ma perlomeno disciplinate rispetto ad preciso percorso analitico.
Mi scuso per le occasionali "schiettezze", ma trovo anche che non si possa sempre accusare un critico di "monolitismo" in occasione di valutazioni sfavorevoli, o esaltarlo in caso contrario.
Tornando al disco, tu stesso hai rimarcato che la sua "conflittualità" fu piuttosto modesta e, per quanto concerne il suo valore "trasgressivo", ribadisco che difficilmente esso lievita grazie ad un indubbio "coinvolgimento" soggettivo, o con una serie di pur pregevoli "espedienti tecnici".
L'aspetto "cantautorale" di Bolzoni, era indubbiamente molto avanti con i tempi e la vostra maggiore "progressività" mi sembra l'abbiate dimostrata anche successivamente ("Storia di Zero", sbaglio?), ma questo - scusami - non mi è parso così evidente in "Alpha Ralpha".
Di queste cose mi piacerebbe parlarne ancora ed approfondirle, spero, con te personalmente.
Se passi per Milano scrivimi: la mia mail è nel mio profilo.
In ogni caso, riascolterò molto volentieri il disco prestando attenzione ai particolari che mi hai fatto notare e spero che, nel bene o nel male, il vostro lavoro possa essere sempre ricordato e menzionato.
Ti ringrazio davvero per essere intervenuto così puntualmente e mi farebbe altrettanto piacere se tu lo facessi ancora. Al di là, naturalmente, di una qualsiasi plausibile dissonanza di vedute.
Abbraccio.
John
PS: Mario e non Mauro. Corretto, grazie.
Non credo che John abbia bisogno di difese, ma tutti diamo per scontato che le sue "regole" d'analisi critica siano, appunto, "sue". A prescindere dai richiami culturali e dalle ispirazioni concettuali il fatto di annunciare i criteri sui quali ci si muove non è per niente un gesto di arroganza ma un modo per chiarirli.
Partecipo sempre con piacere a discussioni civili e interessanti.
Non ho mai detto che è da arroganti applicare delle regole. Ho solo fatto notare che, lette le regole, a quelle mi riferivo per difendere il mio lavoro dimostrando (proprio in base a quelle) che c'erano motivi (anche se minimi) per rientrare nelle categorie che portavano ad un giudizio positivo.
Il termine "monolitico" era riferito ad un giudizio che appariva senza appello, e che lo stesso John ha ammesso di poter riesaminare (ed eventualmente confermare...o correggere).
Non ho un blog ma un MySpace (anzi...ne ho 4: uno come Furio, uno come Back To The Beatles, uno come Tambognola Sconnection e uno come Fiocchi D'Oliva).
Se non ricapito da queste parti, cercatemi pure lì.
Ciao a tutti
Furio
Verso il '72/73 mi capitava spesso d'ascoltare qualche pezzo dei Numi alla radio. Li facevano passare solo a notte fonda perché i testi erano,diciamo,un po' forti per i tempi: comunque mi piacevano sia quelli che le musiche,e poi suonavano bene. Non erano i soliti "cammelli" alla Dik Dik o Camaleonti,tanto per spiegarmi. Ora,dato che sono cresciuto,come gusti musicali,esclusivamente tra Beatles,Bowie,Stones,Zeppelin,Hendrix,Cream,Zappa eccetera,mi sembra che,se ancora oggi ricordo cobn piacere "Alpha Ralpha" dei Numi,qualcosina in più dei soliti gruppi italiani ce la dovevano avere per forza. O no? E' un peccato che siano considerati così poco,mentre ancora oggi i Pooh fanno dischi e li vendono,pure (però hanno imparato a suonare meglio di quarant'anni fa,lo ammetto).
ecco un altro capolavoro! giu' il cappello ragazzi, il prog italiano non e' fatto solo di tastiere batteria lunghe suite, il prog e' un'atmosfera particolare fatta anche da poche note purche' evocative di sensazioni sentimenti sogni ...e il disco del poeta Guido e dei suoi esecutori (i Numi) e' proprio questo, del resto non erano cosi' anche alcuni brani dei king krimson? un consiglio ascoltate i dischi scevri da qualunque preconcetto...ci puo' essere buon prog ovunque anche dove meno te lo aspetti....Io mi sono sentito trasportare nell' alpha ralpha boulevard dove trovai risposte al tempo....GRANDE GUIDO (mai rimpianto a sufficienza)prematuramente scomparso....CIAO
Pino, sei un vero "underground"!
Leggere questo dibattito vivace mi ha fatto venire voglia di ascoltare il disco; dopo alcuni ascolti il mio parere è che sia un disco tutto sommato piacevole ma sostanzialmente concordo con JJ John che ha ben sintetizzato : senza infamia e senza lode. Mi sembra che nessuno dovrebbe offendersi: capisco che chi ha creato questa musica conosca bene la fatica e l'impegno che ci sono dietro e che non si discutono. Ma questo, anche se molto cresciuto, resta un blog personale dove oltretutto chi lo gestisce esprime dei giudizi in base a dei criteri che si è dato e che ha esplicitato: mi sembra che si possa discuterne ma si debba innanzitutto apprezzarne il rigore.
preso dalla scrittura del mio post precedente non avevo letto PAPY A CASA - evvai!!!!
debbo ammettere che nel riascoltarlo sono rimasto piacevolmente sorpreso!indubbiamente non è un disco fondamentale del prog ma piacevolissimo col suo rock-blues direi con leggere venature psichedeliche e di prog ha ben poco (un pò nello strumentale)ma il bello della buona musica sta anche in dischi con brani dalla durata media o breve non tutti i dischi belli debbono avere le suite da 20 min.come i jumbo il balletto oppure il banco!tra l'altro la voce in questo caso è pulita e ben inserita nel contesto a differenza di altri gruppi dove il punto debole era proprio questo!certo mi direte ma nel 71 gli osanna ad es.fecero l'uomo e il rovescio la bibbia ma,ripeto,non tutta la buona musica deve seguire la logica delle suites e questo ne è un esempio!spero di trovare il disco di guido bolzoni che,in realtà,non conoscevo se non grazie al ns.guru john che ne sa una piu del diavolo!sarà pure lui un diavolo?scherzo dai JOOOOOOOHHHNNNN lo sai che sei il n.1!ugo
Mannaggia Ugo, il disco di Bolzoni ce l'avevo, ma ormai l'ho dato via.
La scheda sta comunque qui:
http://classikrock.blogspot.it/2011/11/guido-bolzoni-happening-1969.html
Riguardo poi a 'sto fatto che per essere "prog" occorresse fare composizioni lunghe, diciamo oltre i 10 minuti, io sono sempre stato molto scettico.
"Theme one" dei VDGG è un inno progressivo ma dura poco. "Think Of Me With Kindness" dei Gentle Giant è una meraviglia Prog di poco più di tre minuti.
Il primo, il secondo e il terzo incontro di YS duravano in media tre minuti e mezzo.
Vi chiedo:
ma siete sicuri che questa storia della durata sia veramente discriminante per un brano prog?
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