I Numi: Alpha ralpha boulevard (1971)

Alpha Ralpha boulevard 1971
 IL "NUOVO AD OGNI COSTO" CONTAGIA ANCHE LA PROVINCIA PAVESE
 NUOVO COMMENTO DEL BATTERISTA FURIO SOLLAZZI - 29 APRILE 2016

Se il biennio 69-70 vide il pop italiano sostituirsi gradualmente al beat, il 1971 fu invece l’anno in cui il rock progressivo iniziò ad imporsi sul mercato discografico, e diventare così il principale riferimento musicale sia per l’Underground che, in generale, per la galassia giovanile antagonista

New Trolls, Orme, Alluminogeni, Osanna, Nuova Idea, Delirium, Formula Tre, Giganti, Trip, la PFM di “Impressioni di Settembre” e Claudio Rocchi furono tra nomi più in vista, ma anche il sottobosco musicale, all’epoca brulicante di artisti in transizione tra passato e futuro, si rivelò altrettanto proclive nei confronti del “nuovo ad ogni costo”: dai Panna Fredda ai Raminghi, dal Rovescio Della Medaglia ai Numi di cui parleremo tra poco. 

Almeno nel primo quadriennio del pop, tuttavia, questo passaggio non fu né improvviso né radicale (come ad esempio quello che si sarebbe verificato tra il 72 e il 73), quanto semmai un processo graduale in cui ciascun artista contribuì a modo proprio a rinnovare il panorama musicale italiano: di norma con uno stile creativo-desiderante, ma a volte anche piuttosto naif. 
Del resto, tra il 69 e il 72 il beat italiano aveva ancora molte sacche di resistenza; musica e politica viaggiavano su binari paralleli e la lotta di classe non era ancora patrimonio delle avanguardie musicali. 
Per cui non c’è da sorprendersi di come alcune produzioni di quel periodo suonassero fluide e sognanti pur nella loro modernità. Ed è in questo contesto che si colloca il primo album dei Numi: quintetto formato nel 1967 a Pavia dal bassista Paolo Buccelli e dal batterista Furio Sollazzi sulle ceneri di tre gruppi beat della zona: I Solitari, Gli Spettri e Gli Imprevisti

Alpha ralpha boulevard
Cortesia: archivio Furio Sollazzi
Dedito inizialmente a covers di gruppi rock angloamericani, il gruppo cambiò decisamente registro nel 1971 quando, rimpastata la formazione originale, venne messo sotto contratto dalla Polaris di Bruno Pallesi (la stessa dei Chetro & Co.) grazie all’interessamento del fisarmonicista Mario Battaini che lo aveva visto suonare al Napoleon Club di Lodi. Unica condizione: produrre solo materiale originale e in lingua italiana.

"Panico totale!” ricorda Furio Sollazzi in un’intervista ad Augusto Croce del 2003. E in effetti, a meno di un mese dalle registrazioni, i ragazzi non solo non avevano materiale del genere, ma neppure la minima idea di cosa portare in studio. 

Fortunatamente, il problema venne risolto da una delle personalità più straordinarie di tutta Pavia, ossia l’amico intellettuale-poeta-cantautore Guido Bolzoni (autore tra l’altro di Caravelle e Rudy per Mina), che mise loro a disposizione tutto il suo archivio di brani inediti: “Prendete quel che volete”, disse loro. 
Alché I Numi scelsero sette canzoni, le riarrangiarono a modo loro, e le immortalarono nel loro primo album Alpha Ralpha Boulevard, inciso in soli quattro giorni presso gli studi di S.A.A.R. di Pero (MI) sotto l’egida del fonico Franco Maurizio e del severissimo consulente musicale Guido Lamorgese. Per inciso, la bella copertina in stile Modigliani, fu firmata dal pittore Federico Kraft

Bolzoni, dal canto suo, gradì a tal punto gli arrangiamenti che non solo volle cantare egli stesso nella title track, ma intervenne con la chitarra wah-wah in Furma Materiae Progredientis, e ci mise pure un zampata vocale in chiusura di San Miguel. 

Guido Bolzoni
Cortesia: archivio Furio Sollazzi
Purtroppo, come sarebbe accaduto l’anno successivo agli Alluminogeni, anche il mixaggio finale di Alpha Ralpha non soddisfò gli interpreti: voce troppo alta rispetto alla base, bassi quasi inesistenti, e tutta un’altra serie di amenità che conferirono al prodotto “un suono terribile”. Ricorda ancora Sollazzi

Morale, dopo un atto di forza del gruppo che si barricò a chiave in sala d’incisione, il master venne corretto, e le mille copie dell’disco uscirono così come le possiamo sentire oggi: andarono esaurite in pochi mesi, rimasero a lungo nella top ten di Supersonic, e vennero supportate da una versione abbreviata di “325(nell’album durava sei minuti e mezzo), uscita in edizione juke box. 
Per inciso, I Numi non videro una lira dai diritti di Alpha, ma quella è un’altra storia.

Musicalmente, dicevo, è un album che non può considerarsi Prog, anche perché in quei primi mesi del 71 il progessive propriamente detto non esisteva o quasi. E’ però un disco per nulla trascurabile, considerati i tempi. Autorale, d’accordo, ma comunque madido di genialità e inventiva: dalla spinetta modulata in chiave rock, alla chitarra è filtrata dal Leslie. Dal phaser sul modello dei Three Dog Night, al piano preparato

Fu poi una delle prime collaborazioni tra un cantautore (Bolzoni) e una band (I Numi), e nondimeno mise in evidenza come, anche a livello provinciale, tutte le intelligenze creative sentissero l’esigenza di coalizzarsi contro le consuetudini. 

Era solo l’inizio di una grande avventura…

NOTA: IL BATTERISTA FURIO SOLLAZZI E' ANCHE AUTORE DELLO SPLENDIDO LIBRO SUI GRUPPI PAVESI DEGLI ANNI SETTANTA: "ROCK AROUND PAVIA" (SELECTA EDITRICE, PAVIA - 2008 - 480 pag.)

22 commenti :

Gianni Lucini ha detto...

Non aggiungerei altro alla tua critica puntuale. Al massimo ricorderei che erano di Pavia e che Mauro Rognoni era soprannominato Carlos proprio per la sua capacità nel rifare Santana. Sulla copertina del disco c'è un errore di stampa. Il batterista Sollazzi, lo stesso che se ne andrà con Lucio Dalla, è citato come Solazzi. Che altro dire?

Furio Sollazzi ha detto...

Facendo ricerche per un mio libro, mi è capitato di imbattermi in questo blog.
Mi ha fatto piacere vedere citato il mio disco con i Numi.
Concordo anche sul fatto che, progressivamente parlando, sia un lavoro minore; un po' meno sul fatto che sia un disco inutile. Ma sino a questo punto, essendo opinioni personali, le accetto per quello che sono. Il fatto che, vedendo come ti sei scagliato contro chi ha contrastato la tua opinione (grazie comunque, anonimo Guido), mi sono incuriosito e sono andato avanti a leggere e,, quando ho visto che dettavi le regole per determinare cosa è bello e cosa non lo è....beh, allora le cose cambiano un po' e mi vedo costretto a puntualizzare.
Mi rifaccio un po' a quelli che hai dettato come criteri:
Conflittualità- il disco andò esaurito in meno di tre mesi e restò in classifica a Supersonic per almeno altrettanto tempo.
Innovazione-" ...ciò che è realmente essenziale è associare l'opera che si sta giudicando con l'epoca in cui è stata prodotta"- siamo nel 71 e il disco della PFM uscirà uh nese e mezzo dopo il nostro. Non c'erano esempi altrettanto eclatanti in circolazione. Casomai si potrebbe eccepire che l'album era progressivamente povero, ma concettualmente avanzato in quanto meglio si colloca con dischi decisamente più "tardi" che testimoniano collaborazioni di gruppi rock con cantautori come De Andrè (con le debite proporzioni e rispetto), in quanto Bolzoni è il classico esempio di cantautore "coinvolto". Noi non avevamo brani autoctoni e ci siamo rivolti a lui. In realtà eravamo molto più progressivi di quanto non appaia nel disco (inciso in soli 4 giorni a Pero, nella sala che la SAAR usava per le orchestre e con tecnici decisamente antichi).
E qui mi ricollego alla tua frase "..gli strumenti che un artista usa sono semplicemente mezzi,la qualità di un opera dipende solo dall'uso che ne farà".
Per l'epoca era strano usare Spinetta e Celeste in brani rock (a tale proposito, non dimenticare che nel 71 non era ancora nato il rock-revival e incidere un rock'n'roll anni '50 era perlomeno inusitato), ne tantomeno inserire una chitarra nell'amplificatore Leslie per l'organo Hammond. I phaser non erano ancora stati inventati e io rubai il trucco ai Three Dog Night.
Alla fine, mi permetterei di consigliarti un riascolto del disco sotto questo nuovo profilo. Se anche non cambi opinione (è un tuo sacrosanto diritto), fa in modo che rimanga un'opinione personale e non ammantarla di giudizi monolitici. Se ad ogni pubblicazione suk Prog Italiano veniamo inseriti nell'elenco (se pur come opera minore) non è che tutti i compilatori sono "schiavi del mercato" o incapaci di intendere e volere.
E' stato comunque un piacere trovare finalmente il mio nome scritto correttamente e, tra parentesi, Rognoni si chiama Mario (non Mauro) ed era effettivamente un ottimo chitarrista.
Furio Sollazzi

J.J. JOHN ha detto...

Caro Furio,
al di là delle divergenze, ti ringrazio per il tuo intervento che è per me un onore.
Ti prego di considerare che non è mai stata mia intenzione svilire od offendere nessuno, cosa che invece ha fatto l'anonimo "Guido" nei miei confronti (io non lo conosco ed evidentemente, lui non sa nulla di me). Voglio dire: c'è modo e modo di contrastare un opinione.
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Non ho mai usato il termine "inutile" riguardo al vostro lavoro, anzi, concedimi che se lo avessi reputato tale, non lo avrei mai neppure menzionato, invece siamo qui a discuterne civilmente.
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Poi, permettimi: io non "detto" alcuna regola. "Conflittualità" e "Trasgressione" sono acclarate categorie di derivazione Gramsciana su cui ho scelto di basarmi per motivare le mie valutazioni. Queste restano si del tutto personali e come tali discutibili, ma perlomeno disciplinate rispetto ad preciso percorso analitico.
Mi scuso per le occasionali "schiettezze", ma trovo anche che non si possa sempre accusare un critico di "monolitismo" in occasione di valutazioni sfavorevoli, o esaltarlo in caso contrario.

Tornando al disco, tu stesso hai rimarcato che la sua "conflittualità" fu piuttosto modesta e, per quanto concerne il suo valore "trasgressivo", ribadisco che difficilmente esso lievita grazie ad un indubbio "coinvolgimento" soggettivo, o con una serie di pur pregevoli "espedienti tecnici".
L'aspetto "cantautorale" di Bolzoni, era indubbiamente molto avanti con i tempi e la vostra maggiore "progressività" mi sembra l'abbiate dimostrata anche successivamente ("Storia di Zero", sbaglio?), ma questo - scusami - non mi è parso così evidente in "Alpha Ralpha".

Di queste cose mi piacerebbe parlarne ancora ed approfondirle, spero, con te personalmente.
Se passi per Milano scrivimi: la mia mail è nel mio profilo.
In ogni caso, riascolterò molto volentieri il disco prestando attenzione ai particolari che mi hai fatto notare e spero che, nel bene o nel male, il vostro lavoro possa essere sempre ricordato e menzionato.

Ti ringrazio davvero per essere intervenuto così puntualmente e mi farebbe altrettanto piacere se tu lo facessi ancora. Al di là, naturalmente, di una qualsiasi plausibile dissonanza di vedute.
Abbraccio.

John

PS: Mario e non Mauro. Corretto, grazie.

Gianni Lucini ha detto...

Non credo che John abbia bisogno di difese, ma tutti diamo per scontato che le sue "regole" d'analisi critica siano, appunto, "sue". A prescindere dai richiami culturali e dalle ispirazioni concettuali il fatto di annunciare i criteri sui quali ci si muove non è per niente un gesto di arroganza ma un modo per chiarirli.

Furio Sollazzi ha detto...

Partecipo sempre con piacere a discussioni civili e interessanti.
Non ho mai detto che è da arroganti applicare delle regole. Ho solo fatto notare che, lette le regole, a quelle mi riferivo per difendere il mio lavoro dimostrando (proprio in base a quelle) che c'erano motivi (anche se minimi) per rientrare nelle categorie che portavano ad un giudizio positivo.
Il termine "monolitico" era riferito ad un giudizio che appariva senza appello, e che lo stesso John ha ammesso di poter riesaminare (ed eventualmente confermare...o correggere).
Non ho un blog ma un MySpace (anzi...ne ho 4: uno come Furio, uno come Back To The Beatles, uno come Tambognola Sconnection e uno come Fiocchi D'Oliva).
Se non ricapito da queste parti, cercatemi pure lì.
Ciao a tutti
Furio

enrico ha detto...

Verso il '72/73 mi capitava spesso d'ascoltare qualche pezzo dei Numi alla radio. Li facevano passare solo a notte fonda perché i testi erano,diciamo,un po' forti per i tempi: comunque mi piacevano sia quelli che le musiche,e poi suonavano bene. Non erano i soliti "cammelli" alla Dik Dik o Camaleonti,tanto per spiegarmi. Ora,dato che sono cresciuto,come gusti musicali,esclusivamente tra Beatles,Bowie,Stones,Zeppelin,Hendrix,Cream,Zappa eccetera,mi sembra che,se ancora oggi ricordo cobn piacere "Alpha Ralpha" dei Numi,qualcosina in più dei soliti gruppi italiani ce la dovevano avere per forza. O no? E' un peccato che siano considerati così poco,mentre ancora oggi i Pooh fanno dischi e li vendono,pure (però hanno imparato a suonare meglio di quarant'anni fa,lo ammetto).

pino ha detto...

ecco un altro capolavoro! giu' il cappello ragazzi, il prog italiano non e' fatto solo di tastiere batteria lunghe suite, il prog e' un'atmosfera particolare fatta anche da poche note purche' evocative di sensazioni sentimenti sogni ...e il disco del poeta Guido e dei suoi esecutori (i Numi) e' proprio questo, del resto non erano cosi' anche alcuni brani dei king krimson? un consiglio ascoltate i dischi scevri da qualunque preconcetto...ci puo' essere buon prog ovunque anche dove meno te lo aspetti....Io mi sono sentito trasportare nell' alpha ralpha boulevard dove trovai risposte al tempo....GRANDE GUIDO (mai rimpianto a sufficienza)prematuramente scomparso....CIAO

enrico ha detto...

Leggere questo dibattito vivace mi ha fatto venire voglia di ascoltare il disco; dopo alcuni ascolti il mio parere è che sia un disco tutto sommato piacevole ma sostanzialmente concordo con JJ John che ha ben sintetizzato : senza infamia e senza lode. Mi sembra che nessuno dovrebbe offendersi: capisco che chi ha creato questa musica conosca bene la fatica e l'impegno che ci sono dietro e che non si discutono. Ma questo, anche se molto cresciuto, resta un blog personale dove oltretutto chi lo gestisce esprime dei giudizi in base a dei criteri che si è dato e che ha esplicitato: mi sembra che si possa discuterne ma si debba innanzitutto apprezzarne il rigore.

enrico ha detto...

preso dalla scrittura del mio post precedente non avevo letto PAPY A CASA - evvai!!!!

u g o ha detto...

debbo ammettere che nel riascoltarlo sono rimasto piacevolmente sorpreso!indubbiamente non è un disco fondamentale del prog ma piacevolissimo col suo rock-blues direi con leggere venature psichedeliche e di prog ha ben poco (un pò nello strumentale)ma il bello della buona musica sta anche in dischi con brani dalla durata media o breve non tutti i dischi belli debbono avere le suite da 20 min.come i jumbo il balletto oppure il banco!tra l'altro la voce in questo caso è pulita e ben inserita nel contesto a differenza di altri gruppi dove il punto debole era proprio questo!certo mi direte ma nel 71 gli osanna ad es.fecero l'uomo e il rovescio la bibbia ma,ripeto,non tutta la buona musica deve seguire la logica delle suites e questo ne è un esempio!spero di trovare il disco di guido bolzoni che,in realtà,non conoscevo se non grazie al ns.guru john che ne sa una piu del diavolo!sarà pure lui un diavolo?scherzo dai JOOOOOOOHHHNNNN lo sai che sei il n.1!ugo

J.J. JOHN ha detto...

Mannaggia Ugo, il disco di Bolzoni ce l'avevo, ma ormai l'ho dato via.
La scheda sta comunque qui:
http://classikrock.blogspot.it/2011/11/guido-bolzoni-happening-1969.html

Riguardo poi a 'sto fatto che per essere "prog" occorresse fare composizioni lunghe, diciamo oltre i 10 minuti, io sono sempre stato molto scettico.
"Theme one" dei VDGG è un inno progressivo ma dura poco. "Think Of Me With Kindness" dei Gentle Giant è una meraviglia Prog di poco più di tre minuti.
Il primo, il secondo e il terzo incontro di YS duravano in media tre minuti e mezzo.

Vi chiedo:
ma siete sicuri che questa storia della durata sia veramente discriminante per un brano prog?

Alex80 ha detto...

salve, possiedo una copia originale di questo disco in buone/ottime condizioni e avrei intenzione di venderla. qualcuno saprebbe valutarne approssimativamente il valore? grazie

Anonimo ha detto...

Ciao,io l'ho avuto e venduto l'anno scorso (non mi piaceva più di tanto) in condizioni quasi perfette e mi sono beccato 600 euri.Non so se sia il suo prezzo o se mi sono fatto fregare,comunque non me ne sono pentito!
Secondo me quando ti hanno offerto 500 basta e avanza.Aspetta il parere di John comunque.
Ciao,Marco

J.J. JOHN ha detto...

Ciao Alex 80,
sarei interessato io stesso.
Per favore scrivimi privatamente (la mia mail è nel mio profilo in alto a sinistra sotto la copertina del libro).
Grazie
John

Alex80 ha detto...

ciao Marco, grazie, era più o meno l'idea che mi sono fatto cercando in rete. Non pensavo fosse così raro e ricercato. John, ti ho scritto in privato.

Giorgio angoletti ha detto...

Ho sentito l album adesso è lo trovo bellissimo .. E lo sto cercando anche in ristampa

JJ ha detto...

Ciao Giorgio.
"Alpha Ralpha" è stato ristampato nel 2002 dalla Akarma (n° catalogo: AK 1032), e nel 2007 dalla AMS/Vinyl Magic (AMS 117). Magari contattali è vedrai che qualche cosa ci esce. Buona fortuna.

claudio65 ha detto...

Un altro disco molto sfortunato, che avrebbe meritato miglior fortuna. E' la solita storia, come cantava una vecchia canzone del periodo beat. Una storia fin troppo conosciuta. Il solito gruppo valido, vittima di cattive incisioni, cattive distribuzioni, politiche commerciali inspiegabili. Secondo me, tutte queste storie, meriterebbero di essere il soggetto di un libro, intitolato: "Storie di successi discografici mancati e/o buttati". Sarebbe molto interessante, a mio modo di vedere. Chissà che non fornisca l'ispirazione a qualcuno ;-)

ugo ha detto...

hai ragione claudio nei '70's molti gruppi non arrvavano ad incidere piu di un disco proprio per queste ragioni ossia:
-scarsa distribuzione del disco
-poca pubblicità
direi pure un certo snobbare il genere POP che poi solo nei 90 ha avuto una giusta rivalutazione grazie alle prime ristampe japan poi siam arrivati noi a rivalutare il ns.patrimonio musicale!
come dire meglio tardi che mai per non parlare poi di casi limite come il primo singolo della BOTTEGA DELL'ARTE prima ritirato e poi mandato al macero!ma stiamo scherzando e poi tanta schifezza dispomibile sulle bancarelle o nelle fiere del disco dove se trovi qualche rarità te la fanno pagare cosi tanto da doverti fare un mutuo.è vero john dice ma questa è la legge del mercato "domanda-offerta" e allora perchè certi dischi prima venduti a massimo 100 euro oggi ne valgono il quintuplo?e quan non stiamo parlando ne di NM/EX ma al massimo un VG base.perch' chiaramente qui non si pretende di trovare la rarità intatta ma perlomeno ascoltabile ciao ugo

claudio65 ha detto...

La cosa che hai detto, caro Ugo, dice tutto: abbiamo cominciato a rivalutare il nostro pop in seguito alle ristampe dei ... giapponesi, ovvero di un paese e di un popolo che, per ovvie ragioni, il rock non sa nemmeno dove stia di casa!
Ci sono voluti i giapponesi per consentirci di riappropriarci di un patrimonio musicale praticamente perduto. Là, curiosamente, il nostro pop è valutato alla stessa stregua di quello inglese (cosa francamente esagerata, ma così è). Raccontava il buonanima di Giancarlo Golzi che tornando in Giappone qualche anno fa con il Museo Rosenbach, ha assistito a dei pienoni che non vedeva quando ci andava con i Matia Bazar. Che i nipponici si capiscano di musica più di noi? Probabilmente, data la qualità di certe proposte musicali televisive italiane.

taz ha detto...

Ciao....sto riascoltando AR boulevard.....bè...lo trovo un bel brano...la voce in alcuni momenti mi ricorda la voce di Gianluigi Cavaliere degli Eneide(uno dei miei dischi preferiti..)....chi suona la chitarra e il basso ci sa fare parecchio!!!....che poi ci siano dei dischi "prioritari" nel Pop made in Italy...a me lascia il tempo che trova....un disco ti piace, aldilà che possa essere fondamentale nella nostra sroria musicale, esemp. Impressioni di settembre...,o non ti piace....ma indipendentemente dall'importanza che ha..."non è bello cio' che è bello ma è bello....."..per me la stessa cosa nella musica.....non è "molto" prog??....sicuramente..ma neanche "commerciale"...per è un disco che fa parte della "discografia" Pop(prog..) italiana...dentro ci sta bene....sempre opinione personale.......belli i "testi"!!!!.......Chissà se i francesi Alpha Ralpha presero il nome dopo aver ascoltato I Numi........



JJ dovresti contattare Lino Vairetti e fare una bella chiacchierata....è una memoria storica incredibile del nostro passato e presente musicale.....ciao

Furio Sollazzi ha detto...

Ciao
sono Furio Sollazzi, il batterista dei Numi; è un po' che non ci si sente.
Vorrei innanzi tutto dare una risposta a Taz:
sarebbe bello se i francesi Alpha Ralpha avessero preso il nome dal nostro disco ma, molto probabilmente, l'hanno estratto dalla stessa fonte che aveva utilizzato Guido e cioè il libro di Cordwainer Smith "Sabbie, Tempeste e Pietre Preziose" (lo stesso autore di "L'uomo che cadde sulla terra" da cui venne tratto il film con David Bowie).
E veniamo a noi.
Vedo con piacere che il nostro disco suscita sempre interesse e discussioni; a tale proposito vorrei segnalarvi una mia iniziativa recente. Sto per pubblicare una collana di CD con una buona parte del mio archivio storico musicale (l'unico esistente)di Pavia e provincia.
Il primo di questi CD (che vedrà la luce Sabato 7 Maggio) è dedicato a I Numi. Credo che il contenuto possa interessare qualcuno dei tuoi "frequentatori". Oltre ad una serie di brani rock registrati live ad Intra nel 72, c'è un medley di 325 e Luce e gloria per te, registrato in una Réunion del 1990, tenuta la concerto per la presentazione del mio Libro Rock Around Pavia. Poi c'è un'altra Réunion del 2008 (per la 2^ edizione del mio libro che, nel frattempo, ha avuto una terza ed. nel 2013 di ben tre volumi e di 700 pp.).
Le cose più interessanti sono però le due suite.
Ho ripreso in mano Storia di Zero, ho tolto tutte le cover che servivano da riferimento temporale alla storia, alcuni brani che non mi convincevano più, ho spostato in qualche caso l'ordine di esecuzione e ho tenuto solo il materiale scritto da noi e dallo spirito più prog. Ne è uscita una nuova versione, sotto forma di suite di circa 15 minuti, decisamente più interessante.
Diversa è la genesi di 2077, una suite composta nel 1976, provata, mai eseguita in pubblico, poi ri-arrangiata due anni dopo con l'aggiunta di una sezione fiati (con Maurizio Porro, Bianchini dei Maxophone ecc.)ed eseguita una sola volta in pubblico.
Ho ritrovato le registrazioni delle prove del '76 e ne ho ricavato una suite di quasi 25 minuti totalmente inedita e decisamente prog.
I CD della collana PaviaPhone (digipack con libretto di 4 pp. con notizie e scheda gruppo, foto ecc.) saranno stampati in sole 50 copie (la mia non è un'operazione commerciale, ma culturale e di diffusione) e messi in vendita a 10€.
Chi fosse interessato può richiederli alla Univers info@universpavia,it www.universpavia.it
Ciao
Furio