Acqua Fragile: Acqua fragile (1973)

acqua fragile acqua fragile"Un gruppo di ottimi musicisti che purtroppo non ha ancora raggiunto un'espressione autonoma o perlomeno, discretamente originale".
Così nel 1975, "Il libro bianco sul Pop in Italia" descriveva gli Acqua Fragile. Considerando la severità ideologica del libro e i giudizi ben peggiori che riservò ad altre bands, questa valutazione poteva addirittura suonare come un complimento.

La storia degli AF ebbe inizio a Parma intorno al 1971, quando i tre superstiti del gruppo beat "Gli Immortali" (Bernardo Lanzetti, Gino Campanini e Pier Emilio Canavera), rimpolparono la formazione con l'ex "Moschettieri" Franz Dondi e il tastierista Maurizio Mori per sostenere una serie di concerti con il loro nome originale.
Notati dalla Premiata Forneria Marconi per la loro abilità esecutiva, i cinque vennero dapprima introdotti alla corte del potentissimo manager Franco Mamone e successivamente presentati a Lucio Battisti che li scritturò per la sua discografica "Numero Uno".
Nel frattempo, il quintetto emiliano non solo cambiò il nome passando dall'anacronistico "Immortali" al il più moderno "Acqua Fragile" ma, sempre grazie a Mamone, riuscì a conquistare un'enorme visibilità esibendosi nientemeno che a fianco di Soft Machine, Alexis Korner, Curved Air, Uriah Heep e Gentle Giant.

acqua fragile acqua fragile 01A coronare infine un battesimo così prestigioso, nel 1973 fece capolino nei negozi il loro primo ed omonimo 33 giri.
Costituito da sette pezzi interamente cantati in Inglese, co-prodotto da Claudio Fabi e presentato con un'eccellente veste grafica (copertina apribile in forma di poster 60x60 e busta interna con i testi tradotti in italiano), "Acqua Fragile" venne subito notato dalla critica ufficiale (Ciao 2001) che non mancò di esaltarne le sue indubbie qualità: ineccepibile tecnica musicale, ritmica possente, ottima voce, continuità e fluidità nella composizione.

acqua fragile acqua fragile 02C'era però un altro lato della critica (quella Controculturale) che, pur riconoscendo all'album le sue evidenti qualità strumentali, aveva sollevato non poche perplessità sia sull'ingerenza della lingua Inglese, sia sull'eccessivo ricalco di schemi stilistici già abbondantemente sfruttati dai Genesis o dai Gentle Giant.
Va da sé che, essendo il mercato discografico giovanile estremamente dipendente dagli umori del "movimento", il primo lavoro degli Acqua Fragile non venne completamente accettato: Lanzetti "tirava troppo per la giacchetta" Peter Gabriel e i Family e comunque, la Numero Uno di Battisti non era certo il miglior referente per le soggettività avanguardiste.

Certo è che, ideologie a parte, tra il disco dei cinque emiliani e certi lavori d'oltremanica, le assonanze non erano davvero poche.
Ad esempio, sin già dal primo brano "Morning Comes" ci si accorge che tutto è speculare ai Genesis: ci sono le grandi aperture orchestrali, i crescendo di Banks, le sincopi di Collins, i cori di "Selling England" e la chiusura di "Musical Box".
acqua fragile acqua fragile 03Persino l'effettistica sulla voce richiama quella di Peter Gabriel, cosa che valse a Lanzetti un pur rispettoso accostamento col suo omologo inglese.
A peggiorare la situazione, nei due brani successvi ("Comic Strips" e "Science fiction Suite"), le citazioni si estendevano anche ai Gentle Giant ai CSN&Y di "Judy Blue Eyes" e ai Velvet Underground ("All tomorrows parties"), rendendo l'album quasi parodistico.
Purtroppo, anche volendo trovare negli altri rimanenti quattro brani una traccia di personalità autonoma, non si incontravano che ulteriori richiami al prog inglese con appena qualche barlume di mediterraneità ("Three hands man").
Al di la di qualche doveroso sussulto critico quindi, il debutto degli Acqua Fragile non decollò.
Il loro album fu di fatto la dimostrazione lampante che la dedizione al ricalco non paga, pur se affiancata da una muscolare potenza esecutiva.
Fortunatamente, le idee migliori sarebbero arrivate più tardi.

8 commenti :

tazio ha detto...

..e nato prima l'uovo o la gallina?..da noi sicuramente la musica d'oltremanica...io nel mio orecchio ho sempre messo prima la musica italiana e poi quella d'oltre...ho una mediterraneità nel sangue, una melodia culturale che ha radici qui.Con questo riconosco i grandi gruppi anni 70 come Genesis..Yes..GG...Camel..Moody....King...JT...ELP...etc etc...ma io preferisco i "miei" gruppi italiani, anche quando cantano in inglese come gli AF...secondo me Lanzetti non è poi tanto lontano da Gabriel...come il primo Sorrenti non sfigurava con Buckley...Il primo dei Genesis "From G to....." ,non è un grande esordio(ma sono arrivati prima..)...Sfortuna o no loro sono bravi a suonare, io preferisco il disco che viene dopo...se lo fosse tenuto nel canto la PFM ora non farebbe questa "fatica" vocale nel cercare una personalità che non hanno con il "despota"(in senso buono..) Franz....ciao

Anonimo ha detto...

Io credo che qui sono decisamente controcorrente, preferisco il primo disco al secondo.

Andy

Giampaolo ha detto...

Finalmente ho anche il secondo album che ascolterò in questi giorni. Su questa scheda sono abbastanza d'accordo, troppe influenze, album ben suonato ma non c'è un granchè a livello compositivo.....uno dei vari album sopravvalutati del prog italiano...
buonanotte!

URSUS ha detto...

Mamma mia,questi proprio non mi piacevano...troppo scontati e inoltre trovo che per un gruppo dell'epoca cantare in inglese fosse una stupidata...tecnicamente bravi,ma senza personalità.

Amsterdam ha detto...

Acqua Fragile,é uno grandíssimo disco de rock progressivo!!!
Escutem www.eldopop.com.br
Listen www.eldopop.com.br
I love rock progressive italian!!!
Halfeld

* amsterdam_focus@hotmail.com

Simon House ha detto...

Per URSUS: io rispetto sempre le opinioni tue e degli altri ma devo dire che alcuni dischi dell'epoca cantati in italiano facevano davvero c...re e non mi riferisco solo a quelli della classifica dei peggiori di tutti i tempi da poco pubblicata.
Almeno Bernardo ci provava a cantare in inglese con una vocalità che forse ricordava un po troppo P.Gabriel ma almeno era più piacevole all'ascolto.
I due dischi non sono certo dei capolavori ma sicuramente c'è di molto peggio in giro.

UGO ha detto...

io tengo solo il secondo questo non lo conosco proprio e comunque la voce di LANZETTI non è che sia stratosferica ma perlomeno è un singer e la PFM non era certo fessa ad assumerlo nei suoi ultimi tre lp prog ossia CHOCOLATE KINGS JET LAG E PASSPARTU CHE SARA PURE PIU FOLK MA RESTA SEMPRE UN BEL DISCO MIGLIORE A MIO AVVISO DI JET LAG FREDDO E FORMALE!ANCHE PER I TESTI DI GIANFRANCO MANFREDI!

Anonimo ha detto...

All'epoca di "monnezza" ne girava tanta.....e per me non e' il caso di questo album.