J.e.t.: Fede, speranza, carità (1972)

jet j.e.t. fede speranza carita 1972

A partire dalla seconda metà degli anni '60 si sviluppò in Italia un nuovo filone di musica di Fede. Inizialmente limitato al solo fenomeno delle "Messe Beat", esso si espanse rapidamente sino a coinvolgere nei primi anni '70 anche le sensibilità più progressive : es. Delirium, Metamorfosi, Latte e Miele, Samadhi e i "J.e.t.".

Questi ultimi però, si lasciarono trasportare dal contesto con una veemenza tale, da far sembrare il loro unico album "Fede,speranza, carità", un manifesto della spiritualità più controrivoluzionaria.


Costituiti a Genova intorno al 1970 come quartetto e formati per 3/4 da quelli che saranno i futuri Matia Bazar, i "J.e.t." esordiscono nel 1971 al "Disco per l'Estate" con un 45 giri di stampo melodico ("Vivere in te"), a cui fanno seguito altre due produzioni simili: "Non la posso perdonare" e "Il segno della pace". A quest'ultimo lavoro, fa seguito nel 1972 quella svolta artistica che li porterà ad incidere per la stessa etichetta (la "Durium") un LP tanto progressivo quanto massicciamente venato da citazioni religiose.

jet fede speranza carita 1972Tra l'altro, conoscendo bene il fiuto di Carlo Marrale, si potrebbe anche pensare che questa "svolta" fosse dettata da esigenze molto più legate al mercato che non alla Fede, ma poi, ascoltando la radicalità che traspare dai solchi, sorge il sospetto che qualche convinzione di fondo ci fosse davvero.


Di fatto, sin dalla declamazione iniziale del primo brano "Fede, Speranza" ("Credi in Dio e in te stesso e spera nella carità degli uomini") l'ascoltatore viene immerso in un misticismo solenne che lo condurrà via via ad un punto di non ritorno.

Le atmosfere marcatamente prog, si dipanano solide ed aggressive trasudando una maestosità che ben si sposa con le tematiche religiose trattate nel testo.

La compattezza sonora non lascia dubbi sulla qualità della produzione che, contrariamente a quanto affermato dal gruppo negli anni '70, non venne certo effettuata con "una registrazione su 4 piste nell'arco di 6 giorni". Se così fosse, ci troveremmo davanti a dei fenomeni.

j.e.t. fede speranza carità 1972Il massiccio uso di distorsore sulla chitarra ed i riferimenti prog proseguono anche in "Il prete e il pescatore" dove però le citazioni spirituali cominciano a farsi davvero incombenti.

Qui la voce assume un ruolo marcatamente primario in stile New Trolls, intercalando la sua preponderanza descrittiva con recitativi e declamazioni quali: "Prega Dio, prega Dio", "Mio Dio" e via discorrendo.

Allo stesso tempo, anche le armonie si stemperano in un hard-blues diventando sempre meno originali e lasciando lo spazio sonoro a quella che sarà una seconda facciata ripetitiva e poco attraente.

Fanno appena eccezione i due brani centrali ("Sinfonia per un Re", "Sfogo") che, a parte i consueti riferimenti preteschi ("La croce lui portava ed il mondo salvava") possiedono perlomeno una dinamica pungente ed appetitosa.

In questo senso, reputo "Sfogo" il brano più tonico dell'album.


Nel complesso però "Fede, Speranza, Carità", non si salva da una sostanziale coazione al ripetersi e al citare all'infinito i New Trolls, sia nell'impostazione della voce, sia nelle dinamiche strumentali.

Pur venato di ottime intenzioni e realizzato molto professionalmente, resta l'impressione di un lavoro concettualmente invasivo e musicalmente poco trasgressivo al punto che il suo supporto in vinile è tanto ricercato oggi quanto fu invenduto allora.


jet j.e.t. fede speranza carita 04Non metto in dubbio che non possa essere apprezzato da molti amanti del Prog per i numerosi virtuosismi che contiene ma - onestamente - lo trovo troppo greve e limitato per poter ambire a qualcosa di più che un prodotto di nicchia.

Ben altro indotto sarebbe arrivato quando Stellita, Marrale e Cassano recluteranno l'ex Museo Rosenbach, Giancarlo Golzi e la cantante Antonella Ruggiero per dar vita ai Matia Bazar: stiamo parlando di Pop, d'accordo, ma di qualità eccelsa.

6 commenti - CLICCA QUI PER DARE LA TUA OPINIONE.:

Anonimo ha detto...

Bah, il binomio rock + religione non mi attrae per niente...
Non reggo nemmeno i Matia Bazar quindi questi li lascio nell'oblio.
Ale

JJ JOHN ha detto...

Del resto, non è un binomio che si poteva trascurare parlando di quegli anni. Il fervore mistico invase come sai, anche l'Europa.
Chissà perchè però, qui siamo sempre stati più sommessamente "Papalini" e mediocri.
Brutta abitudine che ci portiamo addosso ancora oggi.

Anonimo ha detto...

Non riesco a registrarmi! Maledetto Google! Non mi accetta la password!
Tornando al tuo discorso, non saprei cosa dirti, forse in Italia certi dogmi sono più difficili da sradicare anche per l'influenza del Vaticano. E' un discorso molto complesso comunque.
Approfitto per chiederti: a quando una rece dei Picchio dal Pozzo?
Li conosci, vero? Il loro primo omonimo per me è un capolavoro! E Felona e Sorona delle Orme? E' il mio preferito dei loro dischi.
Fammi sapere!
Ale

V i k k ha detto...

"la messa è finita, andate in pace"

I Matia bazar li ricordo più per il loro pessimo look negli anni 80 che per la musica (tra loro e Scialpi era una bella lotta). qualche buon brano pop lo hanno fatto e Antonella Ruggiero è una cantante delle potenzialità immense (vedi su "Plafone" di Elio e le Storie Tese), ma come dice qualcuno di più sopra "non li reggo" soprattutto da quando sono diventati parte integrande della scenografia di Sanremo.

Amen

JJ JOHN ha detto...

@ Ale: Glisso sul Vaticano perchè in questi giorni sono di cattivo umore.
I Picchio dal Pozzo sono un pò tardivi, ma penso parleremo anche di loro.
"Felona e Sorona" arriva tra poco, non appena avrò terminato con il 1972.
Sai Vikk che ho visto i Matia intorno al 1985 a Milano (ai tempi di "Ti Sento", quindi) con le coreografie di Cinzia Ruggeri?
E ho visto live anche Scialpi due anni prima al Rolling Stone.
Sul secondo stenderei un velo, ma lo spettacolo dei Matia è stato davvero eccellente.
Lei poi è una cantante formidabile.
e dal vivo ha una voce che spakka alla grande.

MarioCX ha detto...

Tra messe beat e progressive "credente" è un bello strazio.
Vien da dar ragione ai cattolici integralisti anticociliari!
Almeno non avremo avuto simili sciagure musicali....
:-))