Battiato: Sulle corde di Aries (1973)

franco battiato sulle corde di aries (1973)Se i primi due albums di Battiato, "Fetus" e "Pollution" (1973), erano sorretti da pulsioni demistificatorie, violentemente sperimentali e giocate su istanze concrete quali la genetica e l'inquinamento, il terzo lavoro "Sulle corde di Aries" (1973), ci presenta un artista più maturo e rilassato.

Il primo indizio arriva dalla musica che passa dalla fase dello "sperimentalismo ad ogni costo" alla notazione vera e propria in cui nel frattempo il musicista si è affinato.
Il sintetizzatore, strumento onnipresente in ogni lavoro dell'artista siciliano, cessa di essere utilizzato come esasperato mezzo tecnologico per assurgere a strumento vero e proprio. Un "fine" e non un "mezzo", dunque: attraverso il VCS 3 opportunamente modificato, Battiato arriva finalmente a focalizzare in musica quel desiderio di spiritualità che lo accompagnerà per il resto della sua carriera.

franco battiato sulle corde di aries 1973L'area delle possibilità timbriche di ogni strumento è finalmente delimitata, sfaccettata e perfettamente conforme al risultato finale dell'opera.
I musicisti cominciano ad essere convocati più per le loro reali capacità interattive che non per il loro "livello psichedelico": i fiati sono presi direttamente dal Conservatorio di Milano, alcune parti di "Aries" vengono affidate nientemeno che a Gianni Bedori e spiccano per tecnica e lucidità l'oboe di Gaetano Galli, la chitarra di Gianni Mocchetti e la violoncellista Marti Jane Robertson (già con la "Organic music" di Don Cherry).

La fredda "italianità" dei due primi ellepì, viene superata da un contesto più sensualmente cosmopolita: ci sono l'Oriente con le sue magie e i suoi profumi, recitativi in Tedesco (di Jutta Nienhaus degli Analogy), ampie citazioni a John Cage, Stockausen, Terry Riley ed ai corrieri cosmici tedeschi.

Il tutto nobilitato da ricerche metriche ed armoniche che affondano nel profondo est europeo, a quei tempi mistificato o sconosciuto.
Il clima generale del disco è rilassato e meditativo e, a parte qualche episodio di duro stampo free-jazz (l'assolo di Bedori in "Aries"), induce nell'ascoltatore un profondo senso liberatorio
.
battiato parco lambroBattiato quindi va come al solito controcorrente, ma questa volta lo fa con solide basi tecniche e concettuali: nel 1973, anno stesso in cui saranno in molti a radicalizzare un "discorso Prog" già di per sé provocatorio, egli rifugge da qualsiasi tentazione di scontro frontale per produrre una musica che sia "viva, tonificante: da respirare piuttosto che da digerire" (cit. Battiato).
Le stesse rappresentazioni dal vivo diventano più "intime" a cercare un rapporto col pubblico più diadico piuttosto che invasivo come lo fu per "Pollution".
"Sulle corde di Aries", segna insomma il definitivo distacco di Battiato dalla scena Prog che, perderà si un suo valido e potenziale innovatore, ma consacrerà alla musica Italiana uno dei più raffinati ricercatori che siano mai stati ascoltati.

Per questo, e per molto altro ancora, l'album del '73 è considerato da molti un capolavoro di innovazione e conflittualità.
Diversi artisti non mancheranno di sottolinearlo tributandogli nel tempo omaggi e citazioni: dai "Dissoi Logoi" di Alberto Morelli,al "Consorzio Suonatori Indipendenti" di Ferretti.franco battiato

Ultima curiosità:
le foto dell'interno di copertina sono del mitico Ghigo Agosti, lo stesso che 13 anni prima vendette un milione e mezzo di dischi del suo rock'n'roll "Coccinella", giudicato nel 2005 dalla Rai come uno dei "dieci migliori brani del novecento" (mah!?).
Solo Battiato poteva scegliersi un collaboratore così.

FRANCO BATTIATO - Discografia 1972 - 1975:
1972: FETUS
1972/73: LA CONVENZIONE - PARANOIA (45 giri)
1973: POLLUTION
1973: SULLE CORDE DI ARIES
1974: CLIC
1975: M.ELLE LE GLADIATOR

30 commenti :

Giampaolo ha detto...

Quest'album non mi piace, però chiaramente è un fatto soggettivo. Qui la sperimentazione è ottima, con belle trovate però io non lo digerisco. Di fatto lo misi nello stato di limbo che tutti (eccetto qualcuno) mi criticarono come se non avessero letto il post.
Ciao!

JJ JOHN ha detto...

Ciao caro.
Il tuo sentimento è normale rispetto ad un album di transizione come fu "Aries".
Pur nella iniziale perplessità, noi ascoltatori possiamo solo decidere se seguire la scelta dell'Artista o no.
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Io penso che Battiato abbia fatto bene ad affinarsi... però ammetto anche che ci ha tirato scemi!

V i k k ha detto...

un genio... non mi piace tutto quello che ha fatto, ma il migliore cantautore italiano di sempre per me.

Anonimo ha detto...

huhuhu Ghico, un mito vero!
isidax

Anonimo ha detto...

Ciao John,
son Marco. Ormai c'ho preso gusto. La mia conoscenza di Battiato parte da Clic, ma mi procurerò i precedenti.Comunque Battiato negli anni '80 sarà più prog di quanto non lo sia la stessa PFM...

JJ JOHN ha detto...

OK, avanti così....
"Clic" è un gran bel disco: forse l'ultimo di Battiato realmente legato agli anni' 70.
Poi il Maestro prenderà il volo.
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Non so se fosse più Prog "Bandiera Bianca" o "Weekend"... negli anni '80 ascoltavo e suonavo tutt'altro.

Anonimo ha detto...

Gli anni '80 sono storia a sè e tu che li hai vissuti lo sai senza dubbio meglio di me. La mia era una provocazione, ma poi non tanto: musicalmente "ha più senso" (mi si conceda il termine) "Bandiera bianca" (che è la mia canzone preferita) che non "Quartiere otto" (comunque a me piace anche quella PFM lì). Tuttavia, non so ancora come ascoltare Darwin...

JJ JOHN ha detto...

Sugli anni '80 va fatta tutta un'altra analisi su cui per ora non mi addentro.
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Darwin va ascoltato così com'è: un disco geniale pechè imperniato su una ricerca sociale ed interiore che anticipava di almeno un anno le nuove tendenze collettive.
Il Banco aveva capito prima di tutti che la nuova musica sarebbe stata più concreta della precedente e che il "sociale" avrebbe prevalso sul "sogno".
Questo è un aspetto molto importante per capire l'assoluto valore di questo disco.
Se non hai già la versione originale, acquistala ad ogni costo.

URSUS ha detto...

Per me rimane il miglior album di Battiato in assoluto.
Ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo in quel periodo e di seguirlo nella sua evoluzione...il periodo successivo,anche quello attuale,non lo disdegno ma nel cuore mi sono rimaste quelle sperimentazioni e quelle follie a metà strada tra l'avanguardia pura e la canzone d'autore,per conto mio un grandissimo artista.
Da sottolineare in questo terzo lp la presenza vocale di JUTTA NIENHAUS,già vocalist negli ANALOGY:gruppo psycho-prog formato da italiani e svizzero-tedeschi,con all'attivo un ottimo album del 1972 e altre cose interessanti...lei,oltretutto,era di una bellezza angelica e venne ritratta nuda insieme al resto del gruppo(scandalo per l'epoca!)

JJ JOHN ha detto...

Concordo totalmente anche se Fetus.... comunque quanti ricordi.


Gli Analogy li trovi qui
http://classikrock.blogspot.com/2008/06/analogy-analogy-1972.html

Simon House ha detto...

Daccordo con Ursus (No Strange ?!)
Questo disco rimane il capolavoro di Franco Battiato anche se molti forse preferiscono i primi due album che sono più avanguardistici.
L'avrò ascoltato 1000 volte e non mi stanca mai..

Anonimo ha detto...

Martillos says:
"Quest'album non mi piace", "disco di transizione" ma che blog sto leggendo?
Uno dei massimi Capolavori Europei dei seventies così bistrattato ? Mah e poi mah, ok per rispettare le opinioni però... Andate piuttosto a rileggervi la mia recensione di questa Pietra Miliare:
http://musicbx.blogspot.com/2011/02/quattro-grandi-dischi-dall-arcipelago.html

J.J. JOHN ha detto...

Martillos,
per cortesia, cerchiamo di evitare gigantismi e imperativi.
Da Classic Rock passano oltre 30.000 visitatori al mese e credo che siano tutti abbastanza responsabili per esprimere un'opinione.

Grazie in ogni caso per la segnalazione del tuo sito che comunque non aggiunge nulla di nuovo a quanto già detto qui e altrove.

Simon House ha detto...

Martillos forse esagera però questo disco è tra i pochi di livello internazionale usciti in Italia in quel periodo, sia a livello strumentale che vocale e del resto a Battiato da questo punto di vista non si insegna niente.
Magari era anche "troppo avanti" per l'epoca.
Vorrei sapere per curiosità come fai a sapere che "da Classic Rock passano oltre 30.000 visitatori al mese".
DISCO LEGGENDARIO !!!!!!

J.J. JOHN ha detto...

Ma io non ho mica detto che sia brutto: ho detto che è un album di transizione dalla fase più spontanea a quella tra virgolette colta e basata sulla notazione.

Di solito poi nelle schede non do pareri personali perchè dei miei gusti può anche non importare nulla a nessuno.
Nei comments mi apro un po' di più e se proprio lo volete sapere Aries è il mio preferito dopo Fetus. Più per una questione affettiva che artistica però.

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Gli stats sulle visite e le pagine viste sono di pubblico dominio e li trovi in fondo al blog a sinistra.
Negli ultimi 30 gg ci aggiriamo sulle undicimila visite e sulle 30.000 pagine viste, pari a una media giornaliera di 400 visite e di 1.000 pagine viste.

Inoltre, Classic Rock è l'unico sito che tratta di prog presente nella top 30 di Shiny Stat "Musica & cultura" ergo, è il sito di Rock Progressivo più letto in Italia.
Non male, no?

Anonimo ha detto...

...perchè non recensire anche "James Brown dice, io dico" di Ghigo Agosti? dovrebbe essere pertinente, grazie del bellissimo e utilissimo blog!
Rudy

Anonimo ha detto...

mi permetto di aggiungere un link...

http://www.youtube.com/watch?v=9mV1O2CRUHg

Rudy

aliante ha detto...

Riascoltato di recente, il mio preferito in assoluto insieme a Clic.

In "Aria di rivoluzione" si cita un autista che guidava il camion in Abissinia.

Può esserci un riferimento o una sorta di dedica al papà di Battiato scomparso prematuramente quando Franco aveva 18 anni e che faceva appunto il camionista?

J.J. JOHN ha detto...

Caro Aliante,
non mi permetterei mai di discutere sul tuo buon gusto, ma io continuo a prferire "Fetus".
Poi ci metto "Aries" e rimango indeciso tra "Pollution" e "Clic".
Ma non toccatemi "Fetus"!
Cosa mi dici?

Riguardo al papà di Franco, non la sapevo questa cosa.
Se è vera, è il miglior ricordo che poteva trasmetterci del suo genitore.

aliante ha detto...

Caro John,
non ho menzionato "Fetus" e "Pollution" ma è sottointeso che li straconsidero come te dei capolavori.

Quello che mi attrae di "Aries" e "Clic" è il tessuto sonoro nel quale sono immersi entrambi gli album.

Dirò una cosa assurda, ma quando li ascolto mi sembra quasi di trovarmi al cospetto di un "Mike Oldfield italico", con la differenza di un maggior uso del Synth ed atmosfere orientaleggianti.

Tengo a precisare che adoro i primi album di Mike Oldfield e trovo che lui abbia uno dei suoni di chitarra elettrica più belli in assoluto.

Diciamo che ogni tanto mi piace andare oltre il Prog e secondo me Battiato in questi due dischi ha dimostrato di essere Prog e anche altro.

Un abbraccio.

rael ha detto...

io adoro Tubular, Hergest Ridge e Ommadawn...però Battiato è oltre..è fantascienza, sperimentazione, non c'è chitarra acustica praticamente..c'è moltissima elettronica e musica minimale (da Clic! in poi)...

J.J. JOHN ha detto...

Beh Rael, il tuo è uno degli assunti per cui il nostro Pop italiano viene ancora stimato, ricercato... e pagato a caro prezzo!.

Chi mai non ha amato "Tubular Bells"? Ma chi mai non ha amato anche "Clic", "Fetus" e "Aries"?

rael ha detto...

esattamente...poi per il Maestro ho una particolare venerazione, è l'unico che ho visto in due concerti diversi a distanza di anni!

ravatto ha detto...

Ne vengo ora dal concerto di Genova al Carlo Felice..Entusiasmante!
In scaletta pure Da Oriente A Occidente, Aria Di Rivoluzione e Propiedad Prohibida..

"qualcuno qui nascosto in sala rompeva tanto le palle che facessi qualcosa degli anni 70 e allora..." :D

ciao gui

ravatto ha detto...

Enjoy that!
http://www.youtube.com/watch?v=BWGFJ1Zb9t4

ciao gui

J.J. JOHN ha detto...

Bellissimo documento, grazie.

frank ha detto...

ciao, ho appena acquistato una copia "autografata", ma ho forti dubbi sull'autenticità della firma. c'è qualcuno che potrebbe darmi una mano?

J.J. JOHN ha detto...

Caspita, ci vorrebbe un grafologo... o Battiato stesso :-)
Io ho un autografo di Battiato del 1979 circa. Se mi scrivi privatamente te lo scandisco e te lo mando così puoi fare un confronto.
E' il massimo che posso fare.

Annunziato ha detto...

Quante cose lette qui che si scoprono...! Ma la Marti Jane Robertson è la stessa che avrebbe successivamente intrapreso un percorso stellare da fonico di sala (credo iniziò con Gaucho degli Steely Dan)? Inoltre dici di Ghigo che "(...) Solo Battiato poteva scegliersi un collaboratore così. (...)": in realtà Franco fu uno dei tanti che si servì dell'operato di Agosti, che negli anni '70 aprì uno studio fotografico, così come Romolo Forlai, ex vibrafonista dei Flippers. Evidentemente in quel decennio era più redditizio fotografare che suonare. Ciao!

PS: in merito all' (presunto) autografo, vorrei dire a Frank di controllare eBay... qualche disco autografato da Battiato spunta. Ed è facile fare il confronto.

J.J. JOHN ha detto...

Annunziato, per ciò che concerne Ghigo e Franco, intedevo dire che tra geni ci si intende :-)

Per l'autografo di Frank, gli ho mandato una scansione di uno che mi ha fatto il Franco qualche anno prima del "cinghiale". Vediamo se può compararlo.
Auguri Frank e grazie Annunziato.