Paolo Ferrara: Profondità (1978)
Fino a circa cinque anni fa dell’album “Profondità” di Paolo Ferrara nessuno sapeva quasi nulla: di che si trattasse, che copertina avesse e da dove mai fosse saltato fuori.
Ne parlò probanilmente per primo il solo Augusto Croce che nel suo sito Italian Prog citò questa doppia library di 19 brani incisa per la “Horse shoe records” (oggi estinta), segnalatagli da un suo amico che in buona fede l’aveva datata 1972, anche se in realtà il disco non riportava alcuna datazione.
Per un po’ il fatto passò inosservato, ma dopo qualche mese qualcuno si accorse che quel doppio LP di musica elettronica strumentale conteneva una pletora di rimandi ai Pink Floyd di “Meddle” (1971), “Dark Side of the moon” (1973) e di “Wish you were here” (1975) e a quel punto c’era qualcosa che non quadrava: o Ferrara era un genio o quel disco non poteva essere del 1972.
Alché cominciarono a fiorire infuocati dibattiti sul web, molti collezionisti persero il sonno e “Profondità” cominciò a diventare un caso da prima pagina.
In effetti, ascoltando l’album ci si rende conto che molti frammenti dell’opera sono la xerox di alcuni dei più famosi anthems dei Floyd e non solo: alcune sonorità sono persino identiche come nel caso del famoso “si” iniziale di “Echoes” (1972), ottenuto da un piano Steinway & Sons e filtrato da un Leslie, che Ferrara esegue in maniera identica all'originale nella sua “Profezia”.
“La lunga corsa” poi, oltre ad avere un titolo che richiama senza possibilità di scampo “On the run”, ha intenzionalmente il suo stesso concetto timbrico, fatta salva l’assenza del sintetizzatore EMS Synthi A, prodotto nel 1971, che evidentemente Ferrara non possedeva.
“Embrione” e soprattutto “Sintesi” poi, lasciano stupiti per la loro assonanza con “Shine on your crazy diamond” (1975). “Alchimia” è all’incirca “The great gig in the sky” (1973) e, tralasciando i Pink Floyd, “E la luce fu” ha un sound talmente moderno che nemmeno Cerrone o Giorgio Moroder avrebbero potuto immaginarsi nel 1972.
Oggi, fine settembre 2011, dopo l’ennesimo putiferio sollevato da Maurizio Blatto sulla rivista Italic, mi sono deciso a risentire l’amico Augusto per chiedergli se fosse veramente sicuro di quella data ricevendo come risposta un “ni”, seguita da un saggio: “comunque è meglio che la tolga dal sito”.
Restano dunque irrisolte, almeno per chi scrive, la vera identità di Paolo Ferrara, se fosse o meno lui il popolare cantante degli anni ’60 o come hanno azzardato in tanti, se il suo fosse solo uno pseudonimo per far combaciare le iniziali P.F. con Pink Floyd.
Quest’ultima ipotesi però sembrerebbe decisamente una forzatura in quanto di Paolo Ferrara si conoscono almeno altri cinque albums, tutti di insonorizzazioni e tutti sempre a suo nome:
“Sound” e “Moderno” pubblicati rispettivamente su etichetta “Canopo” e “Nuova Idea” ma senza data (e che dovrebbero essere usciti a distanza molto ravvicinata vista la similitudine delle copertine), "Ritmico” del 1975 stampato in sole 300 copie dalla “Flower Records” e infine “La vita e l’amore” e “L’Uomo e la Guerra” pubblicati nel 1976 per la AA di Abramo Allione.
Sua sicuramente fu anche la partecipazione alla colonna sonora del film “Il corsaro nero” (1970, protagonista Terence Hill) scritta da Gino Peguri con cui Ferrara firmò e cantò il solo brano “Orza qui, pioggia lì” che divenne il tema principale della soundtrack, poi pubblicata dalla RCA.
Che poi fosse lui “quel” Paolo Ferrara che compose il brano “Amore amor” che Iva Zanicchi portò al “Disco per l’Estate” del 1968 e una manciata di 45 giri per le etichette Equipe, Rifi e Variety in quello stesso periodo (“Sta a te”, “Viva l’estate” e “Nel cuore”), questo non ci è dato di sapere.
Passando all’ascolto di “Profondità” comunque, come per tutte le librerie sonore, anche questa si rivela funzionale al proprio tema portante. Vi troviamo atmosfere spaziali, sottomarine, intime e rarefatte: una compilation che come tutte le sue omologhe verrà parzialmente impiegata per qualche commento o resterà per sempre parcheggiata su una pista secondaria in attesa di decollo.
Riguardo alla sua datazione, ribadiamo ancora che a parte la polemica sui “Pink Floyd”, non riteniamo possibile che sia stato pubblicato nel 1972, non fosse altro che per la modernità dei suoni che attengono almeno a un triennio dopo e anzi, forse addirittura a un quinquennio vista la presenza sul vinile di un timbro Siae di 3° tipo in uso solo dal 1978 in poi.
Chiunque (protagonista incluso) abbia delle informazioni in più da rivelare, sull’album in questione, è vivamente pregato di farsi avanti. Autore incluso.
COLLEZIONISMI: Sebbene l’introvabile “Profondità” sia recentemente tornato alla ribalta facendo presagire quotazioni stellari, occorre ammettere che negli ultimi tre anni nessuno degli altri albums originali di Paolo Ferrara ha mai superato i 65 Euro, almeno sino al 29 agosto del 2011 quando una copia di “Ritmico” EX/EX venne venduta a 100 euro su Ebay.
Inoltre, sui sette LP citati da Popsike e Ebay, solo i due meno quotati della AA avevano provenienza italiana. Per il resto, la maggioranza degli esemplari proveniva dal Belgio e dalla Francia, dove non a caso fu più intensa la querelle sul caso Floyd.
Segno tangibile che in Italia possediamo interi patrimoni musicali e artistici che tutti ci invidiano, che dovremmo valorizzare, ma che solo noi riusciamo a dimenticare o buttare alle ortiche.
Un vero peccato.
27 commenti:
Aspettavo da un po' questa scheda! Interessante ed esaustiva come al solito. Sarebbe bello si facesse vico Paolo Ferrara in persona, a dirci qualcosa di più.
ma come si fà a dire che è un disco del 72, cose del genere ti fanno odiare, meglio spernacchiare, ed a ragione, mercanti e/o collezionisti, neanche la Gelmini direbbe una cosa così..... su youtube si possono sentire alcuni pezzi, è solo una patetica e trash scopiazzatura pinkfloydiana, giusto adatta ad insonorizzare un servizio sulla motonautica od un porno
francesco
Su Classic Rock non ragioniamo per sarcasmi: si cerca di documentare il più possibile quanto scritto.
E chi ha messo in giro la voce che l'album fosse del 72, lo ha fatto in buona fede circa nove anni fa quando su Paolo Ferrara se ne sapeva ancor meno che adesso. You Tube non esisteva e non bastava un clic per essere così malevoli.
Purtroppo,il problema di molte insonorizzazioni dell'epoca (motonautiche o porno che siano)è che spesso non solo non veniva riportata la data, ma nemmeno l'autore che nella maggior parte non aveva alcun interesse a comparire nei credits.
Erano poi opere destinate a circuiti molto ristretti (radio, teatri, conventions ecc)e pubblicate per edizioni microscopiche o addirittura temporanee.
E' palese a tutti a partire dal timbro Siae che questo sia un disco del 78 e che Ferrara si sia "ispirato" ai Floyd: noi però siamo andati un po' più' in "profondità". Appunto.
La Gelmini, lasciamola ai suoi tunnel chilometrici sperando che, oltre ai neutrini, raccatti anche un pò di neuroni. Chissà mai che non le servano.
Avrei dovuto specificare che la mia non era una critica a Classic Rock ed alle ottime cose che John ha scritto, ma al fatto che in rete, mentre cercavo più informazioni anche per ascoltare questo disco per me sconosciuto, c'è chi davvero scrive che questo disco sia stato copiato dai pink floyd per fare ben tre dei loro dischi.... ci sono altri esempi di cui si è parlato anche su Classic Rock di dischi in cui in modo poco cristallino viene riportata una data di incisione diversa da quella reale... a me piacciono molti i dischi delle library e delle insonorizzazioni anche di materiali discutibili, ma questo non mi è sembrato un granchè almeno ad un primo ascolto.
ciao da francesco che ammette che il sarcasmo usato nel precedente commento era davvero di bassa qualità, e che non era diretto ne a John ne al suo ottimo articolo sul disco (anzi grazie che proprio non lo conoscevo affatto)
Francesco, ho capito la tua pungente ironia e non me ne cruccio.
Il discorso è che la data del 72 è stata diffusa nove anni fa da un mio sodale che io difendo a spada tratta, essendo soprattutto un mio maestro.
Lui oggi ha rimosso questa indicazione che gli venne passata allora in buona fede da un suo informatore e la cosa si chiude lì.
La cosa preoccupante è che nel frattempo c'è chi ha preso per vangelo quell'indicazione.
E questo senza neppure avere il coraggio di dichiarare apertamente che si trattava di una retro-datazione.
Si è prodotto un mare di giustificazioni, insomma.
Ci sono blogs e siti (specie belgi e francesi)che si sono arrampicati sui vetri pur di analizzare o giustificare una tempistica che non stava in piedi. Divertente, no?
A questo punto la palla è rilanciata e chissà mai che Paolo Ferrara non capiti un giorno di qui a fare un po' di chiarezza.
Sarebbe un onore e un privilegio per tutti noi
Paolo... dove sei???
Mi permetto di intervenire nella discussione, cosa che faccio molto raramente, essendo stato chiamato in causa come "colpevole" della data sbagliata attribuita a questo disco.
Come John ha ricordato, ho inserito il disco di Paolo Ferrara nel sito ItalianProg molti anni fa dopo aver ricevuto da un amico una registrazione di quell'album. Confesso di averlo ascoltato abbastanza sommariamente all'epoca (non essendo particolarmente interessato al genere) e di essermi limitato a pubblicare le poche informazioni disponibili (tra le quali la data errata), non avendo trovato altro né in rete né sui vari libri e riviste di allora. Recentemente non ho avuto problemi nel fornire a John qualche dettaglio su altre incisioni di Paolo Ferrara che sono state messe in vendita negli ultimi anni, perché ritengo fondamentale la collaborazione tra tutti noi che gestiamo siti sul prog italiano, e a correggere il mio sito eliminando quel 1972 che è evidentemente fuori luogo.
Chiedo però a chi interviene su questo blog, spesso nascondendosi dietro il facile paravento dell'anonimato e lasciandosi andare a commenti feroci, di ricordare che questo "lavoro" che facciamo è svolto solo per passione e che qualche svista ci può sempre essere. Basta saperla ammettere.....
Chiudo il discorso chiedendo scusa anche al signor Croce, se il commento sembrava feroce e, cosa più grave, offensivo verso le persone che mi hanno gentilmente risposto, è colpa mia; scrivere di getto e senza troppo dosare le parole non è un merito.
francesco
Mi inserisco in coda, dopo aver dato il "la" ai commenti. Giusto per dire che ad esempio a me il discobolo in questione proprio schifo non fa, l'ho ascoltato qualche giorno con l'ipod e le cuffiette e penso che sia più che decoroso. Non voglio arrivare a dire il solito "de gustibus", piuttosto che magari ad un uditore normale il fatto che sia del 72 o del 78 poco importa. Cmq grazie sia ad Augusto che a JJ per il loro prezioso lavoro.
Ciao John, bentornato. Noto con piacere che la tua (come sempre) dettagliatissima scheda su "Profondità" ha generato una riapertura del tuo splendido blog con il botto! Io personalmente non ho mai disdegnato i rimandi ad altre band (in questo caso i Pink Floyd), che si possono ritrovare nei dischi di altri artisti. Faccio un esempio magari banale: in ambito non Prog, da sempre gli Oasis si ispirano in maniera evidente ai Beatles, ciò non toglie che qualche bella canzone, a mio modesto parere l'hanno scritta anche loro. Se poi le loro canzoni hanno un vestito alla Beatles poco importa, quello che conta per me è la bellezza del pezzo. Comunque l'album di Paolo Ferrara non mi dispiace, anche se tra gli artisti solisti preferisco l'album "Voci" di Luciano Basso.
Aliante, il bello di siti come questo è che ti danno rimandi continui, dei link, affinché uno possa scoprire cose nuove e magari apprezzarle.
John, il tuo lavoro di archeomusicologo è encomiabile, checché se ne dica.
Di codesto Ferrara non sapevo un tubo fino ad ora, dunque grazie di avermi edotto.
E grazie anche ad Augusto Croce, altro stimatissimo esploratore degli abissi (quasi) insondabili del prog italico. Chissà quanti altri relitti devono ancora emergere...
Saluti a tutti.
Lo ascoltai distrattamente una volta, non mi resi conto delle incredibili somiglianze con i Pink Floyd (sarà che non sono un fan spassionato dei Floyd, però qualche canzone loro la so, almeno le più famose).
JJ, a quanto i "Mamma non piangere"? Si, sono fine 70'/inizio 80', ma sarei curioso di sapere come li tratti :D
Bentornato John!
Ovviamente la datazione 1972 è un refuso... Altrimenti Ferrara avrebbe citato in giudizio i Floyd, visto che (per esempio) con Shine On ci avevano guadagnato un po' di più! :-P
Non conoscevo e ti ringrazio per la segnalazione.
http://prognotfrog.blogspot.com/2010/11/profondita-profondita-italy-1971.html
Complimenti per il blog,molto interessante! Entro per segnalare un 7" a 45 giri di tale Paolo Ferrara,del 1972 su label Cormorano,codice cfp-5050001.1 dal titolo "un'altro uomo"+"vuoto". Arrangiamenti di Bill Conti. "Un'altro uomo" è un pezzo cantato con analogie vocali verso il Battiato dello stesso periodo,mentre "vuoto" è uno strumentale con rimandi al funk cinematografico poliziesco italiano,con synth,sitar,linee di chitarra distorta e grandiosi breaks di batteria!! Niente di originalissimo,sia chiaro,ma molto meglio che negli albums citati da voi e che conosco bene. Spero la mia sarà una aggiunta utile a qualche appassionato...ciao da Boris
@ Armando:
Grazie a te Armando. Troppo buono: il tuo "Altre Muse" è un sito altrettanto prezioso. Ti abbraccio e torno a cercare relitti...
@ Tutti:
La datazione del 78, ripeto, è ovvia anche solo a partire dal sound che avrebbe fatto gola a Cerrone!
Se poi ci mettiamo il timbro Siae tutto quadra.
Curioso però come per anni molta gente abbia dibattuto e si sia scannata su questo argomento.
@ DogmaX:
I "Mamma" sono stretti compari di un mio carissimo amico, per cui non potrei che parlarne bene...
In caso contrario sanno perfettamente dove trovarmi e voi ci tenete alla mia incolumità, vero?
@ Boris e Orso:
Grazie mille dei contributi.
Salve J.J.,
sono Mario, un appassionato di progressive abitante a Genova.
Fermo restando che sono d'accordo con le considerazioni fatte (è impossibile che sia un disco del 1972) posso citare però un'altra fonte "sbagliata": infatti su 4001 Record Collector Dreams addirittura è indicato addirittura 1971! (se ti serve una scansione la posso inviare)
Questo per sottolineare che a volte un'informazione sbagliata può creare un sacco di equivoci.
Un saluto e aggiungo tantissimi complimenti per i tuoo (stupendo) Blog.
Mario - Genova
Grazie Mario.
Se vuoi inviarmi una scansione del "4001 Record Collector Dreams" ne sarei felicissimo (la mia mail sai dove trovarla). Magari dimmi anche a che anno risale così abbiamo due dati in più su cui ragionare...
Grazie dei complimenti e salutimme Zena!!!
Ecco, ora ho ascoltato la seconda traccia ed effettivamente c'è un riferimento fin troppo pacchiano alla parte "organistica" di A Saucerful Of Secrets... mamma mia è identica, praticamente un plagio xD
Ciao John, evidentemente è un periodo in cui sono attratto da queste vostre bellissime indagini.
Paolo Ferrara non è uno pseudonimo o perlomeno sembra non esserlo visto che in SIAE nella quasi totalità dei casi il deposito è patronimico.
Il Paolo Ferrara di questo disco è lo stesso di Amore amor della Zanicchi (il testo è suo, la musica anche ma condivisa con Teresa Russo).
I pezzi del disco Profondità non so come sono firmati sull'etichetta o sulla copertina ma sono depositati da Ferrara con Stefano Marcucci (bassista degli Ancients con Manuel De Sica e dei Myosotis con D'Andrea) e con Paolo Casa, compositore di colonne sonore e altro.
Sulla datazione del disco non ho elementi certi, ma da alcune cose che so, non dovrebbe essere molto lontano dal 1980. Forse 1978 (o 1979) è proprio l'anno più probabile. In un disco della Horse Shoe di quattro numeri di catalogo successivi a questo, compare una composizione intitolata "Ellery Queen", forse ispirata (o utilizzata) dall'edizione italiana dell'omonimo telefilm che andò in onda, nel nostro paese, a partire dal 1979. Ipotesi con basi debolucce ma affascinante.
Ciao
Michele Neri
Alquanto improbabile, ma la data di nascita coincide: www.conservatoriovivaldi.it/pagine/docenti/ferrara_paolo.html
Siete poi davvero sicuro che abbia scritto proprio lui Orza qui, pioggia lí e non un suo omonimo?
Dario, posso solo dirti che ho avuto questa notizia da fonti molto rispettabili.
Il Ferrara che ha scritto Orza qui, pioggia lì è assolutamente lo stesso di quest'album.
Ciao
Michele Neri
Vorrei sapere dagli Elii stessi quanto i "Mamma non piangere" hanno influenzato certa loro produzione...
Lorenzo, Ferrara
Ma non si chiamavano "sonorizzazioni"?
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