Le Orme: Storia o leggenda (1977)
In un loro comunicato del 1977, Le Orme annunciarono solennemente che il loro nuovo album “Storia o Leggenda” avrebbe ”segnato la fine di un ciclo”.
Evidentemente anche il glorioso quartetto veneto si era reso conto che il Punk, la Disco Music e il generale sentore di riflusso ormai alle porte imponevano un giro di boa.
E non solo.
Quel movimento Controculturale che pur tra mille contraddizioni li aveva seguiti per quasi un lustro non c’era più, sostituito da un’altro irriverente e iconoclasta che da Bologna a Milano stava completamente modificando i linguaggi giovanili e più in generale, il modo di consumare musica.
Eppure, malgrado la sua altisonanza, quel comunicato in parte mentiva e questo perchè non erano in pochi a pensare che quel “ciclo”, Le Orme l’avessero già chiuso da un pezzo e in particolare con gli ultimi due albums “Smogmagica” e soprattutto “Verità nascoste”.
Essi furono infatti due dischi alterni e molto più reazionari del solito che non solo avevano definitivamente rotto i ponti con le avanguardie, ma grazie ai nuovi arrivati, Tolo Marton prima e Germano Serafin dopo, stemperarono non poco le ardite trame compositive della band.
Le Orme, a quel punto, avevano visto tempi decisamente migliori: Gian Pero Reverberi li aveva abbandonati, la versione inglese di Verità nascoste incisa come “Secret truths” non venne mai distribuita e lo spensierato 45 giri “Canzone D’Amore” pur nella sua dignità, aveva comunque traghettato il quartetto verso lidi decisamente più commerciali.
Inoltre, lasciato completamente a se stesso e allontanatosi definitivamente dal rock progressivo, il gruppo aveva anche acuito notevolmente quella fastidiosa vena “spiritual-populista”, da sempre presente in modo discreto già dai tempi di “Ad Gloriam”, ma che di lì a poco sarebbe esplosa in tutta la sua radicalità. Un’anima conservatrice e populista di derivazione catto-beat, che solo l’humus culturale di pochi anni prima era riuscito a stemperare mantenendola su livelli accettabili, ma che ora poteva esprimersi a briglia sciolta e tra l'altro con esiti non sempre brillanti.
Comunque, snobbati dal mercato inglese e tentennanti su quello italiano, i quattro vanno a incidere a Parigi lasciandosi incantare dall’atmosfera bohemienne della capitale, ricorrendo a suoni marcatamente pop e conservando dei tempi andati solo l'epica copertina del pittore Walter Mac Mazzieri.
Il resto è conservatorismo puro, sublimato da un brano che al di là del successo a 45 giri, fu la peggiore dimostrazione di quanto la band non solo fosse totalmente avulsa ai drammi della propria generazione e del movimento ’77 in generale, ma addirittura paternale nei confronti delle sue rivendicazioni.
Così, mentre la polizia sparava a Giorgiana Masi, manifestazioni, agguati e omicidi politici si susseguivano pressoché quotidianamente e le Brigate Rosse centravano i loro bersagli, Tagliapietra e Pagliuca cinguettavano: “Se io lavoro e perchè non so che fare...” pretendendo pure che non si parlasse male di loro poiché avevano “pochi amici con cui passare il giorno”.
E mentre il sindacalista Luciano Lama veniva violentemente cacciato dall’Università La Sapienza di Roma, venivano soppresse festività in uso da secoli e sui lavoratori si abbatteva lo spettro dei tagli salariali e occupazionali, le angeliche Orme stilavano quello che poteva essere un inno al neoliberismo “ perdere tempo vuol dire restare indietro” proponendo tra le soluzioni ai nuovi disagii quella di “tenersi per mano tutti assieme”
Un’inadeguatezza a dir poco spropositata rispetto alla drammaticità dei tempi.
La musica del disco, va da se, riflette il candore di certi suoi contenuti: magniloquenza, scontatezza, ingenuità, e una comunicazione più affine all’Azione Cattolica che non al Rock Progressivo.
Qualche fragore dei tempi lontani c’è ancora come nell’intro percussiva di “Al mercato delle pulci” ma mai scevro da quei manierismi e da quelle banalizzazioni che da qui in poi si sarebbero ripetuti sempre più spesso sino a sfociare, cinque anni dopo, in una violenta crisi personale e creativa che terrà la band lontana dalle scene per quasi otto anni.
”Storia o Leggenda” dunque, non chiuse un ciclo. Confermò anzi il fatto che un nuovo periodo fosse già stato inaugurato almeno da tre anni e che già da tempo procedeva tra incertezze e revisionismi. Il resto, è storia d’oggi.
TRACKLIST: -A- 1. Tenerci per mano 2. Storia o leggenda 3.Il musicista 4.Come una giostra -B- 1.Se io lavoro 2.Un angelo 3.Il quadro 4. Al mercato delle pulci
COLLEZIONISMI: Disco comune la cui versione originale italiana non supera quasi mai i 40 euro.
Più rara è invece l’edizione argentina "Historia o leyenda" che potrebbe aggirarsi sui 150 in condizioni Mint.
21 commenti:
Grazie John. Ottima scheda come sempre. La tua disanima non fa una grinza ed io la condivido in pieno. Pur amando molto la band veneziana, effettivamente qui (ma già da Verità nascoste) ci troviamo in presenza di testi abbastanza deboli e melodie non sempre convincenti. Io mi sono autonominato "Aliante" proprio in onore del bellissimo spunto ritmico di Michi Dei Rossi presente nel suddetto pezzo (direi quasi alla Bruford). Purtroppo in questo album, dove sicuramente si è cercato un compromesso tra il prog ed il commerciale, mi spiace vedere sacrificato il suo drumming che è sempre stato un marchio di fabbrica della band.
La copertina di Walter Mac Mazzieri è stupenda, una delle migliori del loro catalogo.
A me la cover è sembrata invece molto in contrasto con i contenuti dell'album.
Quasi come se volesse rievocare graficamente i fasti dell'"Uomo di pezza" ma con un aggressività fuori contesto.
E in questo senso essa strideva davvero con la socialdemocrazia del disco.
Che ne pensi?
Altra cosa:
la mia generazione(i miei compagni, s'intende) all'epoca massacrarono un brano come "Se io lavoro" intendendolo come un vero e proprio manifesto reazionario.
Cosa pensate di questo?
Voi, come lo avete interpretato?
John, per quanto riguarda la copertina di Walter Mac Mazzieri il mio era un giudizio puramente estetico. Poi certo, come giustamente dici tu, la cover fa un po' a cazzotti con quello che in realtà emerge dal disco in questione che, lo ripeto, strizza fin troppo l'occhio al commerciale. Per quanto riguarda il brano "Se io lavoro" a me ha sempre dato l'impressione del tentativo di creare quasi una sorta di "Ritorno al nulla" con testo, senza ottenerne però la stessa forza che aveva la splendida chiusura di "Felona e Sorona"...Boh, magari mi sbaglio, è un mio modesto parere, sono solo senzazioni.
ciao,io mi ricordo quando ho sentito se io lavoro per la prima volta che mi sembrava una presa per il culo. mio fratello maggiore era appena stato licenziato da mirafiori. la mia famiglia tirava praticamente a campare e quelli parlavano di lavoro come un passatempo. ciao edo
Io ho sentito e comprato il disco all'epoca...ma me ne pentii non poco, poichè mi sentii (e ancora qualche lampo antico è sopravissuto fin'ora) un poco ingannato.....ingannato dalla copertina, che mi riportava a quello che per me è il miglior album delle Orme e tra i più grandi del prog italiano: Uomo di pezza.
Diciamo che in quel momento ho chiuso con le Orme, nel senso che, questo disco, come anche "preannunciatomi" da Smogmagica (Contrappunti e Verità nascoste li ho conosciuti dopo - ci riprovavo sempre con Le Orme, ma sempre rimanevo deluso), per me è musicalmente la fine del fantastico gruppo prog LE ORME...e per LE ORME gruppo main-pop-rock non avevo ne voglia e ne amore da spendere.
Chiaro che poi, col tempo, correggi le tue parole e i tuoi sentimenti espressi 30-35 anni prima. Oggi mi piace ascoltarlo ogni tanto, ma più per motivi sentimentali e perchè in fondo in fondo sono stato sempre un fedele delle (prime) ORME. Ma non mi sono mai più appassionato ai loro albums, tranne forse "L'infinito" che mi ha fatto ribattere il cuore, che a me suona come un voler cercare di ritrovare le vecchie strade e le vecchie maestrie.
Voglio raccontare anche una bella storiella: nel 2002 sono in vacanza con moglie e pargolo di 4 anni in Calabria, a Tropea. Una bella sera, manna caduta dal cielo, la figlia di amici che erano venuti a trovarci per 2 giorni dove eravamo in villeggiatura, si offre di badare a nostro figlio che di li a poco sarebbe andato a nanna, mentre lei guardava la TV....e "noi" quattro ci siamo incamminati su per il monte in un paesino vicino, a farci quattro passi. Mentre entravamo in paese si sentiva musica...bella musica, che riconobbi subito, pensando: "*azz, questi ragazzi che fanno covers delle Orme sono bravi...anche la voce simile a Tagliapietra hanno".
'nZomma, ci siamo "posteggiati" ai limiti della piazza (strapiena) a un buon 30-35 metri dal palco ad ascoltare e io sempre a pensare, ma che forti 'sti qua. Poi mi rendo conto che non sono più giovanotti e i peli sulle braccia mi si cominciano a drizzare...e dico al mio amico "Questi sono Le Orme" e lui "Ma va...mica Le Orme vengono a suonare qui, in un paesino di 4mila anime".
Due minuti dopo ebbi conferma del mio pensiero ed anche il mio amico impallidì, quando il cantante, invece di dire "adesso vi proponiamo la più conosciuta suite che le Orme ABBIANO fatto..." disse "Ora finiamo con la NOSTRA più conosciuta suite...e ovunque noi siamo, se non la proponiamo non ci pagano...anzi, non ci fanno nemmeno andare via".
Io credevo di sognare, in quel momento.....e, rendendomi conto di che suite parlavano, capii che stavo per essere testimone di Felona e Sorona dal vivo.
Così fu.....FeS dal vivo, intera...un sogno avveratosi per me che vivo all'estero "da una vita".
Alla fine sono riuscito ad abbracciare Aldo, l'unico "grigio" e unico del vecchio trio (ma glia ltri due erano bravissimi).
Per me quella serata è stato un evento che non dimenticherò mai.
Rachmaninov sei sicuro che se era il 2002 non c'era anche Michi dei Rossi alla batteria?
Non che importi molto, ma a quel punto ti sei visto F&S suonata da 2/3 delle storiche Orme.
Una cosa che oggi non capita più.
Ciao a tutti e ciao soprattutto a quel figo di JJ :-)
Fabiana
Ciao Fabiana...si, più che sicuro: nel 2001 ero in Sicilia e pagate le vacanze in lire :-))
Il 2003 ero in Toscana (6 anni di fila)
Chissà, magari Michi in quel momento non poteva (altri impegni, malattia)...fatto è che alle tastiere vi era un ragazzone esotico (e alla batteria mi ricordo uno più giovane di me (ho 53 anni)
Ciao
Questo è un album così così.....
diciamo che di prog ci sono la title track e l'ultimo brano "al mercato delle pulci" che ha indubbiamente qualcosa di geniale. Forse quel brano in un altro contesto spazio-temporale sarebbe stato un grandissimo brano....
Buonanotte!
Grazie Fabiana! Ricambio con affetto. JJ
Sono daccordissimo sulla valutazione al disco, una mezza ciofeca detto chiaro e tondo...però non ho capito bene se per te Le Orme erano reazionarie o conservatrici.
Come ho sempre sostenuto attirandomi non poche critiche,le Orme sono fondamentalmente dei socialdemocratici.
Hanno fatto si cose pregevoli, ma sempre intinte di uno spirito catto-populista che almeno a me, non è mai piaciuto.
Un doppiogiochismo col quale avrebbero voluto tirare per la giacchetta anche il movimento, che però capì l'antifona escludendoli dal giro.
Sotto una facciata avanguardista hanno sempre covato uno spirito, appunto, reazionario nel senso negativo del termine ("Se io lavoro" o in "Morte di un fiore" ad esempio)e conservatore che, come ben sappiamo, è esploso poi nel tempo.
Il mio è naturalmente un giudizio di parte che però nulla intende togliere a una band che non ho mai stimato, ma sicuramente apprezzato.
... la copertina è porno?
... ma cosa sta per fare la donna in alto a destra?
Ehm, a me sembra una scena di battaglia in cui lei sta per essere trafitta da una lancia.
Però effettivamente...
JJ
Rispondendo all'ultimo Anonimo (quello del porno)... E se pensi ad un glande che sta per essere staccato dal becco di un rapace, penseresti sempre e ancora al porno?
:-)
@ Tutti i pornografi:
Insomma, sempre di glande si tratta.
Comunque, che ci sia in vista una fellatio o un'evirazione, io preferirei non esprimermi su questo argomento perchè, specie nella seconda ipotesi, la cosa mi fa un po' impressione...
In entrambe i casi però: cosa c'entra una situazione del genere col contenuto dell'album?
Questo qualcuno me lo deve spiegare.
@ Rach:
Conosco il gruppo ma non ho mai ascoltato il disco di cui parli.
A questo punto però, credo sia doveroso... giusto?
Ehm...
Personalmente amo molto questo disco, nonostante concori sul fatto che di prog ce n'è veramente poco.
Non capisco però l'ostinazione nel cercare reconditi messaggi politci in un gruppo i cui testi sono sempre stati completamente avulsi da qualsiasi benché minimo riferimento politico... e a me Le Orme sono sempre piaciute proprio per questo...
Non si tratta di "ostinazione".
Classic Rock è nato proprio per mettere a confronto musica e società ed è per questo che ricorrono certi paralleli.
Che poi Le Orme non avessero riferimenti politici questo è vero sino a un certo punto.
Furono smaccatamente antiabortisti (o comunque vennero percepiti come tali), socialdemocratici e nel caso di "Se io lavoro" davvero controrivoluzionari.
Vennero all'epoca criticati per questo ma non fecero una piega: andarono avanti per la loro strada milionaria e sempre fuori da ogni logica movimentista.
Segno che in fondo, certe critiche avevano centrato il punto.
Che poi possano piacere o meno, quello dipende naturalmente dalla propria sensibilità personale.
Attenzione, molti testi di Le Orme sonometafore e denunce sociali, feci domande specifiche una sera di almeno quindici anni fa con Dei Rossi, Bom e Sartori:
1- Vedi Amsterdam lanciava l'allarme (piuttosto esplicito in verità) sui molti ragazzi che in quel periodo partivano per l'Olanda in cerca di droghe per non farne ritorno... "fermate qualcuno in tempo", questa venne screitta dopo che un loro amico ci lasciò le penne!;
2- Regina al trubadour narra le gesta di una ragazza fuggita da Venezia per recarsi al Troubadour a Londra, la madre venne a sapere del loro viaggio e chiese di trovarla e di portarla indietro; venne trovata nel bordello (T. appunto) lessa di droghe ma non volle tornare ("ti ho portato un dono che mai troverai se resterai...");
3- se io lavoro: visto che i nostri lavoravano e guadagnavano erano dei Mercenari, Crumiri o come altro volete chiamarli ma... chi si lamentava? Ah, Ferrara, Liguori o Pietrangeli (scriveva Contessa e lavora a Mediaset!)
Le Orme forever
J J COSA NE PENSI DI FLORIAN E PICCOLA RAPSODIA DELL'APE UN TUO GIUDIZIO CRITICO GRAZIE UGO
Ricordo che il primo mi spiazzò molto e mi piacque poco. Il secondo mi spiazzò poco e mi piacque ancora meno.
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