I Santoni: Noi (1972)

noi: i santoni 1972Se dovessimo prendere a modello una tipica canzone dell’underground di nicchia, allora “Quelli come noi” tratta dall’eponimo album dei Santoni del 1972 sarebbe perfetta, corredata com’era di tutto l’armamentario stilistico e poetico dell’epoca.

Intro di organo Hammond, un tema melodico, cori in stile “Hair” e doppiati da un flauto la cui successiva parte solista fotocopierà lo stile dei Delirium
In più, percussioni cadenzate e un testo venato di tutte le ingenue forzature che si potevano ravvisare tra il primo periodo beat e quello controculturale:

Cantiamo amici, cantiamo insieme un inno un richiamo a quelli che come noi cercano di ritrovarsi in questo mondo affannoso [e] che cercano una vita pulita al di fuori di questa società che opprime e non permette il vivere d’istinto.

La stessa copertina del disco, prodotto per la Car Juke Box di Carlo Alberto Rossi, non tradisce le aspettative con tutto il quintetto fiorentino vestito in stile post-freak e disposto in un “semicerchio magico”. E anche il sound infine, si rivelerà inesorabilmente prigioniero di quel momento storico che escluse totalmente le sottoculture dalla politica.

Nel caso dei Santoni, il menù prevede nove canzoni firmate alternativamente dal tastierista e leader Bruno Mosti, dal bassista-chitarrista Giovanni Rondelli e dal batterista Fabrizio Prussi che si dipanano tra post-psichedelia melodica e timide aperture a una modernità che però sarà sempre ben lungi dall’essere raggiunta, poichè troppo forti rimasero le influenze di una decade passata a suon di beat, dancings e rotonde sul mare.


I Santoni: Amico mio 1971Formatisi a Firenze nella seconda metà degli anni ‘60, I Santoni che annoveravano inizialmente il bassista Marco Puggelli e il batterista Wilson Lupi poi sostituiti rispettivamente da Giovanni Rondelli e Fabrizio Prussi, trascorsero i sixties in maniera quasi canonica: parteciparono al "Torneo Nazionale Rapallo Davoli", intrapresero una mini-tournèe europea e una volta stabilizzata la formazione, esordirono su vinile nel 1971 con il singolo “Amico mio”, specchio fedele di una generazione cibatasi di Procol Harum e New Trolls.

Quando però l’anno successivo arrivò anche la prova su 33 giri, a differenza di molti contemporanei i Santoni non si aprìrono quasi per nulla alle nuove tendenze progressive, finendo così per licenziare una sorta di antologia di cose già sentite, pur se eseguite a un buon livello tecnico.
Come in uso comune negli anni ’60 infatti, il disco ebbe come trait d’union non solo la voce molto chiara del cantante-leader Bruno Mosti, ipermodulata rispetto agli strumenti sul modello delle protest songs in modo da invitare l’ascoltatore a fare molta attenzione ai testi, ma consisteva in brani piuttosto brevi e a se stanti che lo collocavano inesorabilmente nella decade precedente.

Non fu comunque nelle parole freak e datate delle canzoni che risiedevano le qualità dell’album. Il meglio furono sicuramente certe piccole intuizioni che, nel complesso, giustificano ancora oggi come mai l’album sia molto ricercato dai collezionisti malgrado la sua difficile reperibilità.
Il fill iniziale di batteria della “Terra di sole” per esempio, era un classico segno di trasgressione specie per quei percussionisti formatisi nelle balere che volevano almeno per un attimo sottolineare la propria personalità.

I Santoni Noi: I Santoni (1972)Curiosi anche gli stacchi di flauto e batteria in “Che farei?(brano poi pubblicato su 45 giri come retro di “Quelli come noi”) che per il resto però sembrava un pezzo dei New Trolls.

Attraenti anche gli arrangiamenti di fiati in “Ancora niente”, brano che includeva anche alcune frizzanti parti “combo” dalla valenza sicuramente maggiore dell’ingenua passionalità delle liriche.

Tuttavia, tolto ciò, affioravano drammaticamente le assonanze con il groove di tutta una decade ormai al tramonto e qualche vampata internazionalista, pur se non propriamente originale: l’attacco in stile “Imagine” di “Forse un sogno”, il blues scontato di “Continuare dimenticando” il soul beat di “Verità” e prima su tutte, la progressione finale di “Forse un sogno” che, parafrasando Samuele Bersani, sembrava proprio la “copia di mille riassunti”.

Accomunati da una certa bibliografia al “rock progressivo”, nella realtà I Santoni contribuirono in buona compagnia con gruppi quali I Numi, i Raminghi, il Gruppo 2001 e se vogliamo i primi Metamorfosi di “E fu il sesto giorno” e i Dik Dik di “Suite per una donna assolutamente relativa”, a dilatare negli anni ’70 le candide reminescenze oniriche e libertarie del beat e del post 68.
Non progressivi quindi, ma comunque ben centrati in quel periodo Underground (1970-1972) che nella sospensione tra passato e futuro, aveva trovato la sua ragione d’esistere.



TRACKLIST: -A- 1. Quelli Come Noi 2. Ma Ci Sara 3. Forse Un Sogno 4. Continuare Dimenticando 4. La Terra Del Sole - B - 1. Che Farei 2. L’uomo Sbagliato 3. Verita 4. Ancora Niente

9 commenti :

andrea ha detto...

trovato per caso ma molto interessante, bisogna iscriversi?
ciao

J.J. JOHN ha detto...

No, su Classic Rock puoi commentare quando e ciò che vuoi. Sei il benvenuto.
JJ

Daniele ha detto...

Insomma i Santoni rappresentano un pò tutto il Pop Italiano se hanno preso un pò di qua e un pò di là! :-)

Sono curioso di ascoltarli comunque!

John sono venuto a conoscenza di un Gruppo Prog di Barcellona, si chiamano "Iceberg" e credo abbiano fatto un solo Album intitolato "Coses Nostres" datato 1976. A mio parere è un bel Disco e un buon Gruppo a livello strumentale! Praticamente tutto il disco è caraterizzato da soli Pezzi strumentali e cambi di ritmo repentini conditi da un retrogusto Psichedelico! Se non l'hai ascoltato te lo consiglio!!!

Buona notte! :-)

J.J. JOHN ha detto...

Sì., è vero che i Santoni si riferiscono un pò a mezzo mondo,però hanno comunque un sound loro piuttosto definito.
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No, "Coses Nostres" è il loro secondo e miglior album. Ne hanno fatti tre.

Daniele ha detto...

Allora li conosci! Grande John sei proprio un vero culture del Prog! :-)

Si hai ragione ne hanno fatti tre e poi due Live, il primo Album è un Concept sul faraone egiziano che ora non riesco a scrivere! :-)

Ultimamente mi sto procurando molto Prog: i Ramatam del Batterista Mitch Mitchell, i Blues Image (piu' Blues che Prog) e i Giapponesi Flower Travellin Band!

L'estate di solito mi porta a conoscere molti Gruppi! :-)

JJ JOHN ha detto...

Si, li conosco perchè frequento spesso Barcellona e ho dei carissimi amici là. Detto tra noi ho anche il disco, ma lo trovo un po',come dire, un tantino "debordante"... tipo certi "Return to Forever" per intenderci.

Cmq se vuoi conoscere tanti... ma veramente tanti gruppi Prog da non poterne più, girati a fondo il sito "Prog not Frog".

Anonimo ha detto...

salve! io suono assieme al sassofonista dei santoni, abbiamo un orchestra, se avete bisogno di lp originali o qualsiasi cosa: 3385323906, o queenlizard_1@hotmail.com

Anonimo ha detto...

Perchè, ci sono ancora Lp originali in giro? e quanto volete?

MarioCX ha detto...

Il disco non l'ho sentito, ma la grafica del disco e il nome del gruppo sono francamente ridicoli.
E si che erano anni che i "santoni" tipo Maharishi erano di moda...ma da lì a chiamre un gruppo "Santoni"...