Gianni D'Errico: Antico teatro da camera (1976)

gianni d'errico antico teatro da cameraIl cantautore Gianni D’Errico nasce a Brindisi il 16 settembre 1948.
Incline alla musica sin da tenera età, inizia a suonare la chitarra a 16 anni e quattro anni più tardi fa il suo primo provino per la RCA senza particolare fortuna.

Ci riprova nel 1969 partecipando al Festival di Castrocaro dove arriva in finale con la canzone “Il fantoccio”, ottenendo questa volta un contratto con la CGD che rimane positivamente impressionata dalle sue doti di performer.
Da quel momento in poi, parteciperà a Sanremo nel 1970 come interprete e nel 1971 come autore. Presenzierà
al Cantagiro 1970 classificandosi settimo e nei cinque anni successivi pubblicherà quattro singoli di cui gli ultimi tre per la discografica Ariston.

E sarà proprio con la Ariston che a partire dal 1972, D’Errico svilupperà un nuovo stile molto più intimista e personale.
Tra l’altro, egli credeva fortemente nella metempsicosi: era convinto di aver vissuto altre volte e questa sensazione verrà spesso ribadita nelle sue canzoni.
Con il ’72 iniziano anche i passaggi radiofonici dei suoi brani, in particolare a “Per voi giovani” e ad “Alto Gradimento” e si concretano anche importanti amicizie tra cui quella col fido paroliere Angelo de Luca, con Maurizio Vandelli con cui scrive “Mercante senza fiori” per Equipe 84 e con Patti Pravo che inciderà il suo brano “Toccami” pur senza mai pubblicarlo.
Infine, è intorno al 1974 - anno che corrisponde al periodo di massima visibilità dell’artista – che nascono le 10 canzoni del futuro album “Antico teatro da camera”, che sarà pronto nel 1975, ma verrà pubblicato solo nel ’76 dopo lunghe discussioni sull’immagine di copertina.
gianni d'erricoProdotto da Maurizio Vandelli e stampato in tiratura limitata è considerato oggi uno tra i più rari vinili italiani d'autore, anche perchè purtroppo l’autore non avrà mai la possibilità di dargli un'adeguata promozione.
Gianni D’Errico muore infatti in un incidente stradale il 7 settembre del 1975 a soli 26 anni.
Tecnicamente il disco viene registrato a Milano e consta di 10 brani di cui il primo e l’ultimo hanno lo stesso titolo (“L’Etrusca”) e fungono da contenitore per gli altri otto.
Considerare “Antico teatro da camera” un lavoro progressive come si sente spesso dire, è in realtà una forzatura stazionando le canzoni su un marcato stile cantautorale di stampo Battistiano, più che mai evidente nella title track e in qualche altro brano.

Un buon aroma di Prog comunque, trapela effettivamente in alcune parti degli arrangiamenti e soprattutto in certi stacchi che ricordano un po’ l’ultima Formula Tre (“Reincarnazione”), in qualche sporadico intervento barocco e nell’occasionale uso “underground” delle parti di flauto. Interessante in questo senso anche l’attaco e la chiusura di Delvish che rimane il pezzo migliore dell’intero lavoro.
gianni d'errico l'ultima esperienzaNel complesso però, il groove generale dell'opera è effettivamente autorale e se proprio vogliamo essere severi, neppure particolarmente originale: i richiami a Battisti sono veramente molti, reiterati e in certe canzoni come “Io l’ultimo” e “Un pittore” raggiungono livelli davvero imbarazzanti.
Per il resto si notano diverse strizzate d’occhio al Beat inglese come in “Clausura” e alla più classica melodia italiana dell’epoca in “Toccami” e in “Sognando Rosanna”, quest’ultima debitrice invece alla più faraonica Pfm.

In sintesi, “Antico teatro da camera” si rivela un disco gentile, gradevole, molto ben arrangiato e sostanzialmente equilibrato nel suo palleggiarsi tra diversi stili che comunque ben si adattano ai testi metafisici e visionari dell’autore.
Di sicuro però, impera la derivatività e resta solo il triste pensiero che D'Errico avrebbe potuto riscattarsi in quel futuro che gli fu negato.
Che ci si creda o no, il destino a volte è davvero crudele.

5 commenti :

Anonimo ha detto...

questo proprio non l'ho mai sentito.

regolo ha detto...

Io invece l'ho ascoltato nella ristampa in CD di qualche anno fa. Tutto sommato un bel disco anche se, effettivamente, deve molto (forse un po' troppo) a Battisti.
Certo che l'apertura de "L'etrusca" faceva presagire ben altro...

MASSIMO ha detto...

E' LA SUA STORIA....LA SUA MUSICA ...LA SUA MAGIA...L'INCONTRO CON LE SUE PAROLE E LA SUA ANIMA...ANCHE VEDERLO ERA UNA IMMAGINE MISTICA...HO IL VINILE ORIGINALE E NON PENSAVO FOSSE UNA RARITA'

DogmaX ha detto...

Forse ho avuto un'allucinazione sonora... ma mi pare di aver sentito la voce di Aldo Tagliapietra in Clausura. Forse è D'Errico che con qualche effetto "speciale" lo riesce ad imitare alla perfezione, ma sarebbe davvero un'imitazione pressoché perfetta!

ugo ha detto...

al suo unico bel 33 giri voglio segnalare il suo secondo singolo a mio avviso il migliore dei tre dato che il suo quarto ed ultimo 45 giri era tratto dall'album ossia "TOCCAMI/DELVISH".il singolo in questione è: "LA VESTAGLIA/PRECIPITANDO VERSO DIO" in particolare questo lato b lo consiglio ai tanti amanti del prog un bellissimo pezzo musica/testo con un bel flauto e un finale con chitarra elettrica davvero bello!potete trovarlo su YOU TUBE io ho avuto il culo di trovarlo su ebay a 15 euro ma è quotato almeno 3 volte questo prezzo!circa il 33 giri di cui ho la semplice ristampa in cd mi trovo d'accordo con john bello si ma derivativo e direi non solo di battisti ma pure un po del primo venditti al livello musicale.