Osanna: L'Uomo (1971)

osanna l'uomo 01Se parlando del primo lavoro del Balletto di Bronzo abbiamo usato i termini "fantasia" e "contaminazione", per l'opera prima degli Osanna dovremmo fare altrettanto ma elevando tutte le qualità all'ennesima potenza.
A differenza di "Sirio 2222" infatti, le sovrapposizioni stilistiche che stanno alla base dell'album "L'uomo" sono talmente copiose e diversificate, da far supporre di essere entrati un'era musicale completamente nuova.

Senza volermi addentrare in questioni tecniche, penso sempre che un tale livello di complessità appartenga quasi sempre a quelle aree geografiche che gli urbanisti chiamano "a comunicazione articolata e mista": dove cioè, tutte le istanze socioterritoriali entrano in conflitto formando nuove identità e culture. Per esempio: Genova, Roma, Milano e, Napoli.

Difficilmente gruppi nati in sistemi più semplici, hanno bagagli creativi così estesi: nel migliore dei casi si inventano modelli astratti e, nei peggiori, imitano quelli già confezionati.
Napoli però è la città degli eterni passaggi, un po' come Rio de Janeiro: tra i suoi vicoli affollati è praticamente automatico che si producano incroci, tensioni, conflitti, paure, desideri, novità: là è nata la nostra tradizione melodica e sempre là è stata messa in crisi e in questo senso, gli Osanna furono tra i principali innovatori del Pop Italiano degli anni '70.

osanna l'uomo 02La loro origine risale in piena era beat quando nella zona del Vomero impazzavano i Volti di Pietra: Lino Vairetti, voce; Carlo Fagiani, batteria; Enzo Petrone, basso e Lino Ajello alla chitarra. Mutato il nome in "Città Frontale" (dal un libro dello scultore astrattista siciliano Pietro Consagra), la band subisce, a partire dal 1969, un sostanziale rimpasto che non solo la porterà a formare il primo nucleo degli Osanna, ma abbraccerà in due anni la storia di tutto il prog napoletano: Fagiani viene sostituito da Massimo Guarino, Petrone abbandona a favore di Lello Brandi e Lino Ajello passa al "Balletto di Bronzo" per far posto a Danilo Rustici. Sarà brevemente della partita anche il tastierista Gianni Leone (anch'egli futuro Balletto), il cui avvicendamento con il sassofonista Elio d'Anna, proveniente dagli Showmen di James Senese, stabilizzerà definitivamente la formazione.
Il primo impatto col pubblico è notevole sia in termini di consenso popolare che di critica, e consacrerà gli Osanna come una delle migliori formazioni del Festival Pop di Caracalla. Di fatto, la novità del gruppo non è rappresentata
soltanto da un'inedita mistura mediterranea di rock, hard e prog, ma anche da una presenza scenica estremamente voluta e riconoscibile che diventerà immediatamente uno dei loro marchi di fabbrica: volti dipinti, lunghi vestiti di stoffa e un live act degno della migliore Commedia dell'Arte.
Con un background del genere, va da sé che il gruppo venga immediatamente reclutato dalla casa discografica di stato, la Fonit, e lanciato in grande stile con uno splendido apripista: il singolo "L'uomo / In un vecchio cieco".
Il successivo 33 giri sarà la logica risultante di questi affascinanti percorsi umani ed artistici.

osanna l'uomo 03Dotato di una raffinatissima veste grafica, il disco è per la maggior parte crudo, rabbioso e fortemente virato all'hard rock ("Mirror Train", "Non sei vissuto mai"), senza però alienarsi ampi spazi melodici ("L'Uomo", "In un vecchio cieco" "L'amore vincerà di nuovo") sempre nobilitati e personalizzati dal particolare uso dei fiati di D'Anna e dai riff hard blues di Danilo Rustici.
Quest'ultimo s'inventa anche un filtro personalizzato per la sua chitarra : il "probelectronic audio oscillator".


Cantato sia in Italiano che in Inglese, l'album riscuote un successo tale che risulterà difficile trovargli delle pecche se non per qualche eccessivo richiamo ai Jethro Tull nell'uso del flauto.

Di ben diversa qualità, sarà invece l'evocazione del compianto Jimi Hendrix che viene omaggiato con una breve versione elettrica di "Bandiera Rossa" che mandò in visibilio tutto il pubblico del nascente movimento Underground.
Estremamente attivi dal vivo, gli Osanna sono dunque da considerarsi sin dagli esordi una realtà della musica Pop Italiana e questo non solo per la qualità della loro musica, ma soprattutto per quell'impegno visuale, creativo e sociale che nobiliterà gran parte della loro carriera.

Se l'"Uomo" lascia ancora spazio a qualche ingenuità propria degli esordi, i due lavori successivi "MIlano Calibro 9" e l'eccellente "Palepoli" fugheranno ogni perplessità.


OSANNA - Discografia 1971 - 1978:
1971: L'UOMO
1972: PRELUDIO, TEMA, VARIAZIONI E CANZONA
1973: PALEPOLI
1974: LANDSCAPE OF LIFE
1978: SUDDANCE

12 commenti :

Gianni Lucini ha detto...

Gli Osanna non sono mai banali. Ogni album è un piccolo unicum e, in qualche caso, una collana di piccole perle. Vedo che hai citato la schitarrata sulle note di "Bandiera rossa". Nel 2001 l'ho inserita come traccia a parte in un CD intitolato "Suoni di Liberazione" che ho curato insieme Paolo Pietrangeli uscito nelle edicole per (appunto) Liberazione. L'ho presentata così «Pochi secondi, ma tanta emozione. Le note della chitarra distorta di Danilo Rustici propongono una versione hendrixiana di alcune note di "Bandiera rossa", poco più di uno stacco, rimasta nella storia del rock italiano. Gli Osanna, uno dei gruppi di punta del progressive italiano dei primi anni Settanta, la utilizzano come introduzione al brano "Non sei vissuto" mai nell'album L'UOMO del 1971. Nelle esibizioni dal vivo durava qualche secondo in più perché Rustici amava "trascinarla" sulle note di chiusura prima di dare il via al brano cui fa da introduzione».

URSUS ha detto...

BELLISSIMO !
Uno dei miei dischi italiani preferiti...da sempre.

Anonimo ha detto...

Bell'album, uno dei primi VERI album rock in italia. C'è qualke influenza estera, ma il gruppo ci mette del suo e dimostra ke si può suonare bene anke il rock qui da noi. Grande RUSTICI alla chitarra.....

mi sembra davvero un album godevolissimo dall'inizio alla fine, nonostante qualke piccola ingenuità.....ke però secondo me non ne intacca più di tanto il valore. Tra l'altro un disco ke con il prog vero e proprio ha poco a ke fare, è più un album rock....e ke rock....

alex77

taz ha detto...

Io d'influenze ne sento pochine, in qualche riff(lez Zeppelin), gli Osanna come gli Area sono stati, per me, gruppi unici ed originali nel nostro mondo Rock-jazz-prog( Danilo amava Hendrix, Vairetti Winwood Elio il Jazz Massimo e Lello gli Yes)ognuno con le sue influenze personali...ma poi quando cominci a suonare il risultato io lo vedo molto originale...il vero Made in Italy...questo disco poi sembra suonato da "gente" navigata è invece sono "solo" dei giovani talentuosi...una delle poche volte che pubblico e critica andarono sottobraccio...certo il "capolavoro" arriverà più tardi con Palepoli(concepito subito dopo L'Uomo ma interrotto per registrare Preludio Tema etc etc), che tra l'altro doveva essere un disco-opera-rock doppio che venne "asciugato" a LP unico, levarono tante atmosfere accorciarono i brani(da un itw di Vairetti) peccato...e che copertina!!! ciao

Anonimo ha detto...

Giovani talentuosi....mi sa ke hai trovato la definizione giusta taz. Erano giovani ma effettivamente già da quest'album han prodotto un sound rock molto attendibile. Non c'e da stupirsi, se poi con la maturità, sian riusciti a produrre un capolavoro come palepoli, ke tra l'altro mi sarebbe piaciuto ascoltare "dilatato" su due lp. Secondo me avevano le potenzialità per farlo.

alex77

taz ha detto...

Ciao Alex, credo che la non completa riuscita di LP come "Uno" e "Landscape of life" sia al fatto che nel gruppo cerano "troppe" teste pensanti...se penso alla PFM, che non aveva secondo me l'originalità degli Osanna, ma nel gruppo UNA testa pensante, cioè Franz....chissà cosa avrebbero potuto fare tutti uniti...ciao

Anonimo ha detto...

Ciao taz, sicuramente è così come dici tu. Vairetti, Rustici e D'anna erano ragazzi dalla personalità forte.....ad un certo punto (dopo palepoli) han avuto divergenze ke han portato allo scioglimento. Un vero peccato secondo me.

Come originalità nel nostro paese gli Osanna li metto subito dopo Area e Battiato.....Palepoli è e rimarra per sempre un capolavoro prog.

La PFM non aveva un decimo dell'originalità degli Osanna, ma aveva dalla sua una grande tecnica....e così strizzando un occhio al prog anglosassone son riusciti a farsi accettare anke oltre confine.....

alex77

Simon House ha detto...

Non mi piace che si attacchi così la PFM, sarà perchè ci sono affezionato avendo comprato come primo lp "Storia di un Mìnuto" ma a me sono sempre piaciuti pur con qualche scopiazzatura da gruppi made in UK.
Tornando agli Osanna il disco in questione lo ritengo assai valido e sicuramente alla pari con Palepoli come il migliore del mazzo.

UGO ha detto...

LASCIO CADERE LA PIOGGIA SU ME MI BAGNA MA SO CHE NON C'è........................NULLA RIMANE DI CIO CHE ERA IERI OGGI DOMANI RIVIVO!SIGNORI QUESTA è POESIA IN MUSICA!MAESTRI PURE NEL MAKE-UP E CHE CHITARRONA ZEPPELINIANA IN LADY POWER!X ME IL DISCO + BELLO DEL PROG ASSIEME A DNA DEI JUMBO E A FELONA DELLE ORME!

UGO ha detto...

LASCIO CADERE LA PIOGGIA SU ME MI BAGNA MA SO CHE NON C'è........................NULLA RIMANE DI CIO CHE ERA IERI OGGI DOMANI RIVIVO!SIGNORI QUESTA è POESIA IN MUSICA!MAESTRI PURE NEL MAKE-UP E CHE CHITARRONA ZEPPELINIANA IN LADY POWER!X ME IL DISCO + BELLO DEL PROG ASSIEME A DNA DEI JUMBO E A FELONA DELLE ORME!

J.J. JOHN ha detto...

UGO, a parte il consueto doppio comment in stampatello che tra un po' vengo lì e ti strangolo...
.. diciamo che su "In un vecchio cieco" sono d'accordissimo con te.

Ma se a tuo avviso "L'Uomo" è il disco più bello del prog italiano, riguardo a "Palepoli"... cosa ci dici?

UGS ha detto...

mi scuso ma le due parole che mi chiede spesso sono illeggibili da qui il disagio tecnico...infastidisce anche me!riguardo gli OSANNA preferisco 'UOMO perchè PALEPOLI mi risulta un pò pretenzioso specie sul lato b......ugo.vedi se puoi modificare il sistema di rilascio dei commenti!