New Trolls: Concerto grosso n°2 (1976)

Per scrivere qualcosa, bisogna prima avere qualcosa da scrivere”.

Così - parafrasando Primo Levi - mi disse un giorno un amico mentre ascoltavamo per la prima volta “Concerto grosso n° 2” dei ricostituiti New Trolls.
Ancora oggi penso che avesse ragione: per produrre un'opera attendibile non basta avere un’idea "qualsiasi" o "riciclata", perchè non ne sortiranno che "opere qualunque" o "brutte copie" dell'originale.

Certo, non tutti hanno il genio di un Picasso, di un Dalì o di Miles Davis, ma quando ci si trova davanti all’agognata reunion di uno dei più autorevoli gruppi Rock italiani, non ci si immagina neppure lontanamente che ne venga fuori il pallido sequel di un successo precedente.

Sempre andando avanti per citazioni, ricordo di aver letto da qualche parte anche le parole che il grande crooner spagnolo Julio Iglesias (che probabilmente aveva ben assimilato le teorie di Norbert Wiener sulla memoria umana) disse a suo figlio Enrique prima del suo esordio nel mondo dello show business:
Ricorda: uno spettacolo deve cominciare con un botto e finire con un botto. In mezzo, mettici quello che ti pare”.

Stesso concetto venne fuori dalla saggezza di Antonio Carlos Jobim quando Chico Buarque e Caetano Veloso (allora esuli rispettivamente a Roma e a Londra) gli chiesero come avrebbero dovuto comportarsi una volta tornati in Brasile.

Non tornate in sordina.” consigliò loro Tom, “Arrivate con già pronti uno spettacolo e un disco nuovo. Fate una tournèe nazionale, andate in TV, date interviste dappertutto e fate casino. Tutti devono rivedervi e ascoltarvi”.
Va da sè che sia Chico che Caetano fecero così, e la loro carriera proseguì verso il luminoso successo che tutti conosciamo.

I New Trolls evidentemente avevano in testa tutta un'altra strategia o forse non ebbero consulenti del calibro di Iglesias o Jobim.

Finalmente riunitisi nel nucleo originale (Di Palo, De Scalzi, D’Adamo e Belleno) dopo anni di litigi e di altalenanti prove discografiche (Atomic System, Ibis, Tritons), i quattro reclutano con mossa astuta l’ex chitarrista prodigio dei Nuova Idea Ricky Belloni e preparano meticolosamente l’esordio nella loro seconda fase artistica.

Tuttavia, la grande attesa viene tradita da una manovra discografica che non solo si rivelerà poco originale ma addirittura disarmante, mettendo nuovamente il gruppo in crisi e spingendolo inesorabilmente verso il pop melodico. Intelligente e raffinato, ma pur sempre melodico.
Ma cosa successe effettivamente?

L’azzardo che commisero i New Trolls fu sostanzialmente pensare che il riproporsi al pubblico con un vecchio clichè di successo (remake classico + gruppo rock + grande arrangiatore), potesse essere allo stesso tempo comunicativo, attraente, redditizio e confermare contemporaneamente il raggiungimento di una nuova identità stabile. Ma non fu così.

Come abbiamo spesso detto sulle pagine di Classic Rock, i tempi erano cambiati e specialmente nel 1976 i nuovi soggetti sociali emergenti avevano già da tempo messo in crisi il modello “romantico-trasgressivo” del Progressive.
Quindi, riciclare quello stesso linguaggio quasi cinque anni dopo, con gli stessi artefici, ma a fronte di una società completamente trasformata, equivalse sostanzialmente a un grave errore di valutazione.

La conseguenza fu che vista l’impossibilità di proseguire sulla strada del “repechage”, i cinque musicisti scelsero l’alternativa a loro più congeniale, ossia l’implementazione di quella "forma canzone" che già era apparsa in molti lavori pregressi e nello stesso “Concerto Grosso n°2”.

Tutto questo non è per dire che il nuovo album del ’76 non fosse dignitoso dal punto di vista musicale o esecutivo, tutt'altro, ma che purtroppo la pochezza della sua “sostanza teorica” ebbe il sopravvento su qualunque altro tipo di encomio.


Ecco allora che la maestria del gruppo nel rileggere Haendel, nel rifare Becaud (“Let it be me”), nel cimentarsi agilmente in tempi complessi ( l’11/8 di “Moderato”), nell’intessere ardite trame orchestrali (“Vivace” e “Adagio”) e nel rimaneggiare la positività del freak in “Quiet sun”, venne di colpo bypassata da un impietoso assunto pratico: “Se un’idea non funziona, non funziona nemmeno la sua realizzazione”.

Un vero peccato perchè si suppone che la band genovese ce l’avesse messa tutta per restituire un’opera che celebrasse in grande stile la rinnovata amicizia del suo nucleo storico.
Belloni
poi fu un acquisto davvero azzeccato, vista soprattutto la sua brillante performance in tutto il corso dell’album.

In ogni caso, ci vollero diversi mesi affinchè quello straordinario kernel di strumentisti capisse che doveva necessariamente (e forse a malincuore) cambiare rotta.
Tempo ancora un brutto album dal vivo nel 1977 e finalmente la buona stella di Adebaran avrebbe guidato i nostri marinai verso l'eldorado.

Una svolta che certamente non piacque a tutti ma, come nella vita di tutti i giorni, capita che a volte non si possa più tornare indietro.

22 commenti :

taz ha detto...

Se ascolti i fans più "calienti" ti dicono che questo è un grande disco...un degno ritorno alle origini...Ma io, fans(nn caliente), dico che il disco non è altro che una mossa per ri-guadagnare qualche palanca spesa malamente negli anni passati...Hai detto giusto tu JJ: è un disco dignitoso, niente di più...l'entrata di RB porta quella melodiaPOP che oggi, il ricostituito gruppo un pò rinnega ...e cmq da li in poi partirà tutto quello che oggi, per via e-mail, si rinfacciano i vari componenti....Cmq a breve si concluderà la trilogia di Concerto Grosso sempre con la direzione del Maestro Bacalov...si potrà tornare indietro anche questa volta??? ciao

JJ John ha detto...

Dear sisters and brothers, teniamo sempre conto che da quest'anno partono le celebrazioni per i 40 anni del Prog Italiano e io temo che tra poco ne vedremo di tutti i colori.

Cmq, complimenti a Bacalov che a 77 anni ha ancora voglia di fare concerti grossi con i New Trolls :-|

Anonimo ha detto...

Un paio di anni fa, qui a Trieste in Piazza dell'Unità i New Trolls (con orchestra) hanno suonato DI FILA Concerto Grosso n. 1, 2 e 3 + una serie di altri pezzi storici (St. Peter's Day, Una miniera ecc). Tre ore spaccate di musica, e dal concerto sono stati tratti due dvd ed un cd.
La domanda è questa: perchè in tale occasione Concerto Grosso n. 2 è stato seguito ed applaudito al pari del Concerto n. 1 e del n. 3?
Rivalutazione delle composizioni o pochezza di ciò che viene pubblicato oggi?
Bella domanda. Ezio

taz ha detto...

Ciao...provo a dire la mia:..quel giorno furono fatti 2 CG..il terzo, che spacciarono allora come CG 3, conveniva a tutti, non lo era il 3 CG, perchè ora sono in procinto di uscire con il vero CG n3...perchè in questo c'è Bacalov...nell'altro, che io reputo un buon disco di prog-sinfonico The Seven season, non si parlava ancora di Luis EB....ma tutto questo fa parte della confusione che i NT hanno fatto come compagna della loro vita...tieni conto che in quella piazza c'era il gota di tutti i fans d'Italia che seguono i NT dagli esordi...cmq dal vivo con orchestrali bravi...un gran maestro, Cabrera, bravi loro a suonare, il disco il suo effetto dopo tutti questi anni lo fa sempre...Io credo che ormai tutta la musica, prog-italiana in particolare, si è consolidata, la differenza non la fa chi ha delle nuove idee, ma chi suona ancora dignitosamente bene le vecchie idee(PFM(dracula??) e Osanna e Orme si sforzano ma è un cane che si morde la coda, credo siano più dignitosi quei gruppi "minori" che hanno continuato a fare album dimostrando di divertirsi suonando..)Alla fine i NT con il loro CG 3 (ascolteremo..) sono quelli che cercano di uscire fuori da questa situazione...mio parere personale..ciao

Anonimo ha detto...

Sono stati e sono ancora oggi dei grandi musicisti, sicuramente molto competenti ai rispettivi strumenti....ma purtroppo rispetto a molti altri big del progressive italiano dei 70, non sono mai riusciti secondo me a trovare una strada personale, passando spesso da un genere all'altro (spesso anche all'interno dello stesso lp).....e questo credo abbia disorientato tutti.

Questo CG2 è una copia sbiaditissima del n°1.....si salva poco per me.....solo la prima parte sinfonica, che infatti nn è interamente farina del loro sacco.

Peccato, perkè le qualità tecniche del gruppo, davvero non si possono discutere, a partire dal grande chitarrista Di Palo.

alex77

JJ John ha detto...

... e comunque Ezio, anche se in quell'occasione avessero suonato solo il Concerto Grosso n°2, ci mancherebbe pure che la gente non applauda i New Trolls.
In fondo, anch'io mi ero divertito a vedere la PFM di "Come ti va..." o il Banco di "Urgentissimo".
Sono pur sempre gruppi leggendari e, diciamocelo francamente, il pubblico è sempre meno selettivo.

Nel 1976 l'ottica era un po' differente da quella di oggi ed io ho cercato come sempre di restituirvela.

Anonimo ha detto...

Ecco: il pubblico è sempre meno selettivo. E' ciò che penso anch'io.
Ezio

Dario ha detto...

...e anche perché molte delle peggiori schifezze prodotte allora (non Concerto Grosso, per carità, anche se i NT non sono i miei preferiti...) rispetto a quello che esce oggi è oro!

taz ha detto...

...alla fine abbiamo ragione un pò tutti(non dico questo per piacioneria..)...I NT avevano cominciato un percorso interessante...poi la svolta "economica" avvenuta con CG 1 e da li...ancora due album, dico io, da "fighetti" (cioè:..vi faciamo vedere come siamo bravi..e un pò tanto lo erano..)...poi lo sperpero del talento in mille direzioni e il ritorno con CG 2 in un periodo dove certe "sensazioni" non si provavano più...e poi il percorso commerciale...Cmq se ne ascoltassero di dischi così oggi in Italia...ciao

JJ John ha detto...

Io continuo a considerare UT un lavoro splendido. Niente affatto da "fighetti", anzi: anche se fu un po' "forzatamente organico", restituì un gruppo che aveva ancora una sua dimensione e delle potenzialità che poi, ahimè, non ebbero un seguito collettivo.
Poi, si sa, "l'amore non è bello se non è litigarello", ma perlomeno in UT io ho ravvisato ancora qualcosa di splendido che poi si è perso.
JJ

lenz ha detto...

mah.. certo non sarà il massimo ma a me è sempre piaciuto ascoltarlo ed ogni volta mi diverte, sia nella parte conzonettistica che in quella smaccatamente prog..
le roi soleil è un figata, una vera sferzata di prog sinfonico, vi sfido a dire di no ;)

Anonimo ha detto...

ma infatti il problema non è se il disco piace o non piace o se sia bello o meno. il discorso è che forsse gli NT avrebbero potuto riproporsi con qualcosa di meno abusato e più originale. Sbaglio?

lenz ha detto...

non sono problemi che mi pongo, a me interessa la qualità della musica e l'emozione che mi dà. non credo si debba per forza inventare qualcosa di strabiliante ad ogni passo della propria vita o carriera. la dimostrazione lo è l'orrore che si ascolta al giorno d'oggi. chissà in quanti vorrebbero poter dire di aver fatto un disco come quello nella propria carriera.. credo che ci si possa tranquillamente "accontentare"..

taz ha detto...

Per me JJ il disco preferito dei NT è propio UT (non solo mio, i fans lo mettono al pari di CG1 è superiore a Senza Orario..)...da fighetti perchè lo erano all'epoca e un pò se la tiravano ma...erano tutti musicisti sopprafini da Vittorio a Nico a Chiarugi a Belleno a D'Adamo...in UT Vittorio non ci suonò neanche una nota, secondo gli altri...invece parlando con Vittorio mi disse che partecipò a qualche "assolo"...Ciao

JJ John ha detto...

Lenz, per carità: come dice la Tatangelo : "Sulle emozioni non si discute.". E lei ne sa sicuramente molto più di noi...
Il discorso sui NT è che riproporsi cinque anni dopo, a partita già quasi chiusa e con le stesse intenzioni di cinque anni prima, fu una mossa perlomeno discutibile.

Taz, per me UT (dove Vittorio suono qualcosa e comunque fu umanamente presente)non è affatto superiore a "Senza orario": sono due ambiti differenti in cui gli NT hanno dato il meglio di se.
CG n°1 non ha mai finito di piacermi: forse perchè troppo plagiato dalla mano di Bacalov.
Litigi a parte, da soli i ragazzi riuscivano a produrre ben altro livello.
Basta quindi con questo "Concerto grosso n°1"!
UT e Senza Orario sono i veri New Trolls. E anche quelli di Aldebaran.
Tre generazioni, tre stili straordinari. Ma dove li trovi altri così?

taz ha detto...

Son d'accordo con te JJ....Senza orario fù il primo concept italiano...ma molti fans a livello di "piacere" emozionale mettono UT in cima alla lista...cmq si parla di "ottima gente per suonare"..Aldebaran mi piace perchè è un disco "moderno"...ma non è tra i miei preferiti...Searching, che non piacque alla critica e al pubblico (così così) lo trovo un disco "sforzato" ma di mio gusto...Ciao

lenz ha detto...

eppure, oltre ad un disco di puro sfogo tecnico, e hanno dimostrato ampiante di essere davvero ingigantiti da quel punto di vista dai tempi del cg1, io lo trovo un disco davvero divertente ed emozionante come il resto del loro repertorio.. nonostante li trovi poco simpatici (qualcuno se l'è tirata anche per firmare un autografo) li apprezzo molto dal punto di vista musicale e sono d'accordo sul fatto che bacalov sia stato, come sempre, troppo preponderante sul cg1, tanto che continuo a preferirgli questo..

ugo ha detto...

indubbiamente il vol.1 resta superiore anche se la mia impressione resta quella che i NEW TROLLS non siano mai riusciti a fare un capolavoro benchè mi trovo d'accordo con JJ sul dire che UT ci vada molto vicino!!!

Anonimo ha detto...

(Tratto dal sito newtrolls.eu)

Lettera aperta di Giorgio D'Adamo a Ricky Belloni

Caro Ricky,

o forse sarebbe ormai il caso di rivolgersi a te come "Egregio Sig. Belloni"…
Mi ero ripromesso, all'inizio di questa vicenda, di non rispondere alle tue ripetute provocazioni, impegno che fino ad oggi ho mantenuto, non ritenendo dignitoso scendere ad un livello di liti da cortile, ma mi sembra che tu abbia scambiato questo silenzio per un atteggiamento di comprensione ed acquiescenza nei tuoi confronti.
Ma c'è un punto di non ritorno, e mi pare che tu adesso abbia oltrepassato ogni limite.
E' il caso dunque che io ti ricordi come stanno esattamente le cose, poiché credo che tu, per convincerti di avere ragione, abbia dovuto modificare la storia del nostro gruppo di cui è invece opportuno andare a rispolverare le origini.
Vittorio De Scalzi, Nico Di Palo, Gianni Belleno e Giorgio D'Adamo si incontrano alla fine del 1965 e cominciano a fare musica insieme.
Tu non c'eri.
Scrivono insieme e pubblicano decine di dischi: Sensazioni, Visioni, Davanti agli occhi miei, Una miniera, La prima goccia bagna il viso, e cento altri che cominciano ad incontrare il favore di pubblico e critica.
Tu non c'eri.
Incontrano Giampiero Reverberi e Fabrizio De André e scrivono insieme ed incidono Senza orario e senza bandiera.
Tu non c'eri.
Partecipano a diverse edizioni di Un disco per l'estate, Cantagiro, Festival di Sanremo, Festival di Venezia, Cantaeuropa con enorme successo.
Tu non c'eri.
Incontrano Sergio Bardotti e Luis Enriquez Bacalov, scrivono ed incidono Concerto Grosso per i New Trolls, di cui vendono oltre un milione di copie.
Tu non c'eri.
Scrivono e registrano diverse sigle per importanti programmi televisivi, anche del Sabato sera.
Tu non c'eri.
Sono stati 10 anni di amore del nostro pubblico, di successi, di viaggi, di fatica, di esperienza, di incontri musicali importanti e vitali per il nostro domani.
Tu non c'eri.
Nel 1976, dieci anni dopo la fondazione del gruppo, sei stato chiamato a farne parte, caldamente voluto da me e da Gianni Belleno, avendo noi tre condiviso l'esperienza del tour con Fabrizio De André.
Da allora, se ben ricordo, avevamo messo in atto la regola di firmare tutti le canzoni non importa scritte da chi di noi, in modo da poter scegliere i pezzi da incidere senza motivazioni che potessero riguardare il proprio interesse personale.
Mi risulta che tu abbia bene sfruttato questa regola, perché in realtà hai avuto un parte di autore molto limitata nella stesura di Quella carezza della sera e di pochi altri pezzi minori, passati poi nel dimenticatoio.
Ma non voglio polemizzare su questo; se anche il tuo contributo a Quella carezza della sera fosse stato superiore a quanto io mi ricordi, pensi che solo questo ti autorizzi ad essere un "New Trolls"'?
Ti ricordo che personaggi ben più autorevoli di te, musicalmente parlando, hanno scritto musica e parole per noi: Fabrizio De Andrè, Lucio Dalla, Sergio Bardotti, Luis Enriquez Bacalov… Nessuno di loro si è mai sognato di arrogarsi il diritto di essere un New Trolls!

- continua

lenz ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

- Continua dal precedente commento.

E veniamo ad un passato più recente.
Sai bene che quando abbiamo ricostituito il gruppo è stata offerta anche a te la possibilità. Tu hai scelto di non farne parte. Scelta che noi tutti abbiamo rispettato, pensando che fosse un legittimo desiderio di portare avanti un altro progetto, e nessuno ti potrebbe ora criticare se questo fosse stato il tuo scopo.
Ma quale progetto? Quale musica? Quale desiderio di fare una esperienza musicale diversa?
Tu vai in giro a suonare la NOSTRA MUSICA, non la tua (se c'è). E allora perché ti indigni se ti chiamano cover band? E' esattamente quello che fai.
Il fatto che ti abbiano portato a firmare il deposito del nome, in un breve periodo in cui collaboravi con una parte del gruppo originale, pensi che ti dia davvero dei diritti di paternità musicale che non hai acquisito nella vita e sul palco?
Perché non dimostri le tue capacità suonando la tua musica, ripeto, se ce l'hai, invece di andare in giro vendendo te e la tua band per un gruppo che non siete adesso e che non siete mai stati nel passato?
Perché, allora, le persone per le quali lavori vendono il nome New Trolls e poi mandano le foto di De Scalzi, Di Palo, Belleno e D'Adamo anziché la tua?
Di questo ci sono le prove e non lo puoi negare.
Questo significa deludere le aspettative del pubblico e creare a noi un gravissimo danno di immagine.
Credo che un minimo di vergogna dovresti provarla, per lo meno nel criticare gli altri con modi offensivi, come hai fatto recentemente e ripetutamente, ed in qualche caso anche irrispettosi delle altrui tragedie di vita.
Vai pure per la tua strada, Ricky Belloni, ma, se ne sei capace, cerca almeno di percorrerla da uomo.

Giorgio D'Adamo (17-10-2010)


Giorgio ci ha lasciato 2 giorni fa.

Buon viaggio, Giorgio.


KM Radio

MarioCX ha detto...

A essere crudeli si potrebbe dire che sono tutti lì intorno all'unica polpetta succulenta che hanno prodotto in grado di fruttare qualche spicciolo, ovvero "Quella carezza della sera" che a mio modo di vedere è una brutta canzone melodica.
Può darsi che un tempo abbiano fatto qualche pezzo decente, ma io onestamente non ne ho memoria.

Mi spiace della morte di Giorgio D'Adamo, ma mi pare che i componenti dei NT abbiano dato spettacoli ben poco edificanti, da decenni.
Non mi riferisco ai concerti.