New Trolls: Concerto grosso (1971)

New Trolls concerto grosso n°1 1971
Ecco una pietra miliare del Pop Italiano. Uno di quegli album che per popolarità, forza d'urto e novità, fu l'apripista di una nuova stagione musicale: il "Pop Italiano".

Forti della loro visibilità e dei loro successi a 45 giri (per non citare lo splendido album "Senza orario, senza bandiera" in collaborazione con De Andrè), i New Trolls decidono nel 1971 di intraprendere strade musicali più impervie.
Ed è proprio in quell'anno che al Festival d'Avanguardia di Viareggio, i nostri presentano "Concerto Grosso", primo tentativo Italiano veramente riuscito di fondere in un solo album musica classica, popolare e rock.
Il successo fu enorme; e non solo perchè gli esecutori erano già all'epoca famosissimi, ma in quanto l'operazione fu realmente ben curata, sia strutturalmente che negli arrangiamenti.

Ovvio, ripeto e insisto, non fu una mossa originale al 100%. Già altri avevano sperimentato una simile contaminazione (dai Beatles ai Nice), ma i New Trolls riuscirono ad importarla in Italia con grande professionalità e dignità stilistica.

Mente geniale dell'operazione fu il maestro Luis Bacalov a cui venne in mente di iniettare nella struttura seicentesca del "Concerto Grosso" (una specie di "botta e risposta" tra solisti ed orchestra) strumenti contemporanei quali chitarra ed organo elettrico.
Nico di Palo e soci si trasformarono così da un gruppo autonomo di autori-compositori quali erano, in un team di perfetti esecutori che, per almeno 11 minuti, si posero al servizio del grande maestro.

new trolls concerto grosso n°1Il risultato dei dialoghi fu eccellente e così esente di forzature, da far risultare "Concerto grosso" privo di qualunque astrattezza.
E questo era il lato A del disco.

Il lato B restituiva invece i soli "New Trolls" nei loro abituali momenti di improvvisazione che erano soliti portare ai concerti.
Un perfetto bilanciamento quindi tra presente e futuro.
Tra classico e rock. Un pezzo di storia, insomma.

Dicono alcuni critici: "riascoltato oggi, si capisce che il feeling presente in questo disco è esattamente ciò che manca da anni alla musica Italiana.
Personalmente condivido pienamente. Ed è un vero peccato.
Se siamo stati capaci di tali capolavori in passato, perchè non riprovarci?
Magari con altri mezzi e nuove contaminazioni?"

36 commenti :

Carlo ha detto...

E' di una noia mortale, e secondo me nn tatnto fiko,. KKK

J.J. JOHN ha detto...

Non posso biasimarti,
però capisco anche quanto sia difficile per te immedesimarti in un'epoca in cui non eri nemmeno nato.
Sei un grande comunque ad avere ascoltato tutto il disco.
Continua così.

V i k k ha detto...

sei stato invitato ad aiutare l'Alieno Petomane:

http://orrorea33giri.blogspot.com/2007/05/chi-lalieno-petomane.html

cheers

J.J. JOHN ha detto...

Capisco i pruriti del simpaticissimo extraterrestre e ringrazio Vikk per l'invito. Ora, essendo un pò pigro per le classifiche, consegno all'Alieno UN SOLO brano per tutti, da cui Egli trarrà le sue "ventilate" conclusioni.
ASCOLTA ALIENO: nessuno potrà MAI parlare di Rock, se non ha ascoltato per almeno 20 volte nella sua vita terrestre:
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"A DAY IN THE LIFE" dei Beatles.
-------------------------
Perchè da lì parte tutto.

Poi se proprio vuoi una classifica... beh, ci risentiamo.

PROOOOD (Saluto Alieno Contemporaneo)

Anonimo ha detto...

Com'è che questo disco non sembra piacere (o piacere più di tanto) a nessuno ma ha venduto un sacco? Io personalmente lo trovo ottimo, nonostante la lingua inglese (ok, tradurre Shakespeare non è il massimo ma preferisco capire le parole) e la durata esigua.
Marco.

JJ JOHN ha detto...

La risposta è necessariamente bipartisan, caro Marco.
Da un lato, i NT, pur essendo dei selvaggi, erano anche popolarissimi per la loro melodiosità e "Concerto Grosso" ha messo d'accordo tutti: innovativo, conflittuale e gradevolissimo.
Chi li criticava, sosteneva la tesi della "mitomanìa", ridondanza, barocchismo ecc. Tra l'altro, il "Concerto" in sè, non era neppure tutta farina del loro sacco.

Personalmente, a parte encomiare il valore intrinseco del disco, ero uno di quelli che lo trovava un tantino "populista", diciamo così. Ero insomma abituato a dei NT più spontanei e questo lavoro mi è sembrato un po' troppo "felice di piacervi" per citare un vecchio slogan.
A quel punto preferivo largamente la nobiltà artistica di "Senza orario..." e più tardi, il sofferto "Ut".

Anonimo ha detto...

Ciao John, sono Marco.
Certo la tua risposta in campo commercial-politico non fa una grinza e non posso che dirmi d'accordo, anche nel preferire "Senza orario senza bandiera". E comunque, ripeto, per me il lato musicale viene decisamente prima di tutto il resto (ad es: nella mia classifica di de André "Storia di un impiegato" occupa il penultimo posto prima di "Volume 8")

JJ JOHN ha detto...

Beh, del resto io ho un cuore di "analista urbano" e mai come negli anni '70 Italiani si può scindere la musica dall'aspetto sociale.

Cmq, essendo io "malato di charts" ti chiederei di mandarmi la tua top five di De Andrè.
Io temo di aver adorato proprio Vol.8.. poi "Creuza" perchè allora frequentavo molto Genova, città che adoro.
Musicalmente? Beh quello con la PFM e le Nuvole.

Anonimo ha detto...

Un ordine preciso è oltremodo difficle... comunque ci provo:
1: Non al denaro, non all'amore nè al cielo
2: PFM volume 1 e 2
3: Fabrizio de André (L'indiano)
4: Tutti morimmo a stento
5: Canzoni
Tuttavia, non me la sento di tenere fuori altri, tipo Rimini... diciamo che ho una preferenza marcata per Non al denaro ecc. e poi gli altri, come è giusto che sia per un assoluto maestro della musica e della parola, son belli tutti. [Però, avendo letto Hornby, anch'io subisco il fascino delle top five]

JJ ha detto...

Eh beh...direi che ci siamo.
Non chiedermi perchè, ma io non amo molto l'Indiano e il periodo Bubola in generale.
Al suo posto ci avrei messo tranquillamente "Anime Salve".
Ognuno ha il suo De Andrè.

Anonimo ha detto...

Si infatti, adesso dacci la tua di classifiche...
Comunque mi sono rimesso ad ascoltarlo e, ti dirò, trovo Volume VIII meglio di quanto mi ricordassi... Ovvero davanti a Storia di un impiegato e La Buona Novella (di cui l'altra volta m'ero dimenticato talmente poco lo sento)

Anonimo ha detto...

Si infatti, adesso dacci la tua di classifiche...
Comunque mi sono rimesso ad ascoltarlo e, ti dirò, trovo Volume VIII meglio di quanto mi ricordassi... Ovvero davanti a Storia di un impiegato e La Buona Novella (di cui l'altra volta m'ero dimenticato talmente poco lo sento)

JJ JOHN ha detto...

Ok, dai, riempiamo il mondo di classifiche: il miglior pezzo rock del mondo, la classifica sui pianeti del cosmo, la più bella donna dell'universo!!!
-
Francamente io non sono così competente su De Andrè come si potrebbe credere: da ragazzo non mi piaceva e l'ho scoperto poco a poco con la maturità. Meglio così perchè non si può non aprezzare un artista sublime come lui.
La mia classifica è peranto sentimentale e percettiva:
1 - Non al denaro...
2 - Volume 8
3 - Anime Salve
4 - dal vivo + PFM vol 1
5 - Creuza de ma
6 - Le nuvole
7 - Rimini
8 - Storia di un impiegato
9 - La buona novella
10 - Tutti morimmo a stento

giody54 ha detto...

Concerto Grosso ..beh un gran disco per quel periodo oggi puo'suonare datato..loro sono stati uno dei pochi gruppi che hanno saputo concigliare la melodia italiana con il rock anglosassone

Anonimo ha detto...

c'è davvero poco di tanto emozionante al giorno d'oggi...grazie new trolls. Seby

clashing tune 87 ha detto...

Questo disco ha cambiato molte cose..è stato un nuovo modo di fare musica..l'avevano fatto in contemporanea anche altri come ELP..ma questo mi sembra davvero uno dei lavori più equilibrato del genere..Grandi New Trolls e grande Nico di Palo

Filippo ha detto...

Per quanto riguarda de André io ritengo perfetta la sua carriera perchè ha avuto un'enorme evoluzione musicale dall'esordio fino alla morte, grazie anche e soprattutto alle frequenti collaborazioni. Viene da se quindi che io considero Anime Salve l'album migliore in assoluto di Fabrizio, anche se Non al denaro... è anch'esso un capolavoro. Mi dispiace per Tutti Morimmo a Stento e La Buona Novella, perchè pur essendo pieni di canzoni bellissime, poeticissime e, nel secondo, originali: Tre Madri è magnifica per l'idea del dolore di Maria che sa che il figlio risorgerà ma al contempo sa di averlo perso per sempre. Però entrambi gli album sono penalizzati da un arrangiamento veramente datato: basta ascoltare i brani della Buona Novella nella loro versione suonata nel tour Anime Salve per accorgersi del miglioramento enorme.
Pur essendo un fan del prog italiano, quando ho riascoltato gli album con la PFM li ho trovati un po' leggerini come arrangiamento, a parte le versioni bellissime di Amico Fragile, Giugno '73 e Verranno a Chiederti del Nostro Amore.
So che non è un post su de André ma visto che avete parlato anche di lui....

Facelift27 ha detto...

Non capisco come fa questo disco a non piacere, è un capolavoro, forse sottovalutiamo troppo i nostri artisti che ci invidia tutta europa(tranne gli inglesi)

UGO ha detto...

DICIAMO PURE UN MEZZO CAPOLAVORO!SOLO IL LATO A MENTRE IL LATO B SONO SOLO IMPROVVISAZIONI!UN DISCO SI DEFINISCE CAPOLAVORO QUANDO ENTRAMBER LE FACCIATE LO SONO!!!

Lory G. ha detto...

Se qualcuno crede esistano album dei New Trolls più belli deve dirmelo perché ci vuole molto coraggio per preferire un altro album dei New Trolls a questo monumento prog !!!!

Lory G. ha detto...

Comunque , caro UGO , le improvvisazioni del lato b non sono al livello del lato a , ma dimostrano una grande competenza del gruppo perché , anche se improvvisano , fanno grandi giri di chitarra e il batterista fa quasi l'impossibile con la batteria ... Quindi io lo definisco un vero e proprio capolavoro , sia dal lato a che dal lato b !

J.J. JOHN ha detto...

Che Concerto Grosso sia un capolavotro non si discute, ma io preferisco UT: è più New Trolls e meno Bacalov.JJ

Lorenzo Giustetto ha detto...

Ciao John , complimenti per il sito e per le recensioni . Io penso che il concerto grosso sia l'album migliore dei New Trolls , ma ce ne sono altri validissimi musicalmente , come i cinque seguenti firmati New Trolls ( includendo anche NT Atomic System e Numeri Dispari ) . Voglio inviarti il link della mia pagina "Rock'n'prog" , se vuoi puoi dare un'occhiata . Oltre ai classici progressive recensiamo qualche rarità .
Ecco il link : https://www.facebook.com/pages/Rocknprog/153568251515794?ref=stream

Lorenzo Giustetto ha detto...

Ehi John , non ho capito bene , ma a te piace o no Concerto grosso ? Perché nella recensione ne parli bene ma nei commenti mica tanto .

PS hai ascoltato Concerto grosso n.3 . A mio avviso è un ottimo seguito dei primi due . Saluti , -LG-

J.J. JOHN ha detto...

Pensa che questa scheda risale, credo a sei anni fa: è stata una delle prime... e si vede.

Di "Concerto Grosso" penso ovviamente tutto il bene possibile,
Della triade Bacaloviana però trovo più equilibrato "Milano Calibro 9".
Tra i lavori dei NT, come noto, preferisco "Ut".

Lorenzo Giustetto ha detto...

Ero consapevole della tua passione per Ut . Anche a me piace molto , ma per me il più bello dei New Trolls resta Concerto grosso n.1 . Grazie e spero di sentirti presto , -LG-


PS UGO , per piccola informazione , il tuo indirizzo email JJUGO@LIBERO.IT è scritto tutto in maiuscolo ?

ugo ha detto...

maiuscolo o minuscolo dovrebbe comunque arrivarmi!

Marco Verpelli ha detto...

Piccola intromissione tecnica, ma tecnico sono!

Il dominio, in questo caso libero.it, può essere scritto come si vuole.
Il nome invece dipende da chi gestisce il servizio quindi potrebbe essere differente JJUGO o JJUgo.

ugo ha detto...

grazie sig.verpelli e comunque o deve fare jjugo oppure JJUGO

Alessandro Minghe Migliori ha detto...

Ciao J.J. mi chiamo Alessandro e seguo da molto il tuo blog in quanto fan sfegatato del prog italiano (oltre che del prog in generale che tra l'altro suono abbastanza casalingamente -purtroppo tutti sappiamo che quando suoni per professione come me nei locali preferiscono un pezzo dei Negrita, bravi sia mai, che un Paese dei Balocchi-). Per prima cosa volevo farti i complimenti per le tue analisi e i tuoi approfondiamenti che stanno portando una "ventata" di gioia giorno dopo giorno in questa triste realtà nella quale viviamo. Una sorta di fuga, ecco. Non vorrei troppo divagare ma volevo riallacciarmi a quello che dicevi nei primi commenti di questo post. Sono perfettamente d'accordo con te per quanto riguarda i lavori di De André. La mia breve classifica personale è molto simile alla tua:
-Volume 8 (un pezzo di inestimabile valore, un autentico gioiello incompreso dai più)
-Rimini e L'Indiano (per me il periodo Bubola non può essere diviso anche se comunque ricordiamolo nell'Indiano ci lavorò anche quel mito indiscusso che è Mark Harris -e l'Ave Maria che riprende Sheep dei Pink Floyd per la batteria con l'eco è quantomeno geniale diciamocelo-)
-Non al denaro (anche solo per l'Ottico, ma in fondo sono tutte da 9 e mezzo)
-Le Nuvole, Anime Salve,Creuza de Ma, Storia di un Impiegato
-gli altri album

Scusami non riuscivo a trattenermi dal rubare i miei 15 minuti di notorietà e ho dovuto per forza far questa classifica, non me ne volere :)
Continua così che anche noi silenziosi ti seguiamo con ardore.
(Ah e anche io preferisco UT per la tua stessa ragione, quanto anche il primo che pur leggermente inferiore rimane un gran discone da ascoltare assolutamente).
A presto, saluti

J.J. JOHN ha detto...

Grazie Alesandro! Un po' di gioia di questi tempi non guasta mai. A prestissimo, John

ugo ha detto...

.....a proposito di CONCERTI GROSSI gradirei da parte di john(quando ne ha tempo)un chiarimento sulla saga dei CONCERTI GROSSI.mi spiego dopo i primi due arcinoti nel 2007 hanno inciso SEVEN SEASONS che non è il terzo capitolo per capirci poi lo scorso anno(2013)ne hanno inciso un altro sempre col solito BACALOV (mentre SU SEVEN SEASON non figurava)dal titolo inequivocabile CONCERTO GROSSO N.3 uscito sia in lp che in cd!ora a detta del grande AUGUSTO CROCE IL disco SEVEN SEASON si mantiene su buoni livelli mentre il C.G.N.3 non ha nulla da spartire coi primi due!insomma tu john questi due dischi SEVEN SEASON e CONCERTO GROSSO N.3 li hai mai sentiti?aspetto risposta ciao ugo

J.J. JOHN ha detto...

Ho provato ad ascoltare il CG#3 ma ho desistito dopo qualche minuto.
Seven Seasons dicono sia molto bello ma è del 2007 e io sono troppo vecchio per certe cose :-)

UGO ha detto...

e dai che non sei vecchio ma sei un OLD-FASHIONED LOVER BOY AAHHH ciao ugo.comunque mi fido del tuo giudizio sui N.T.

taz ha detto...

Ciao....CG3 è un disco con partiture "stravolte" per poter uscire solo "adesso"..infatti il disco è stato scritto più di 30 anni fa (+0-) e tenuto nel cassetto fino al 2013, poi per poterlo suonare chiamarono Belloni (del Mito), lui si rifiutò, i rapporti non sono mai stati idilliaci tra Vittorio e il resto della band....così "cancellarono", per così dire, le parti suonate da Belloni....il risultato è un disco nato "vecchio".....un CG3 tenuto nel cassetto che forse avrebbe dovuto uscire subito e non ora...poi Vittorio alla FNAC di Genova quando presentò TSS lo presentò come CG3....insomma, con i NT e i suoi derivati, non c'è mai da stare tranquilli.....un gruppo pieno di talento "mangiato" da se stesso e l'orgolio, troppo pronunciato, di qualcuno.....Ora sembra che tutti abbiano trovato la propia direzione...Belleno e Maurizio con gli UT NT/ Belloni e Usai con il Mito/ Vittorio e Nico (part time per problemi di salute) con la Storia dei NT........Cmq CG1, secondo me, è un disco da "giudicare" (per modo di dire) in un contesto musicale di Concerti Grossi...UT (che adoro) è il disco più amato dai fans NT ma è anche quello della separazione del gruppo, tra chi voleva essere Prog. e chi un po' più melodico......come esperimento preferisco Contaminazione, più completo per via delle due facciate...Calibro 9 invece è il lavoro dove Bacalov ha dato più autonomia al gruppo nella composizione(bellissimo il particolare nel film di Calibro 9, dove Bouchet invita a casa G.Moschin, ed entrando accende lo stereo e parte...l'adagio di CG dei NT....).....finale disco da godere ancora!!!!!....soprattutto per la bravura di Nico...quello che fa con la chitarra, qui in Italia, lo poteva fare solo lui...ciao

Tommaso ha detto...

L'ho riascoltato oggi dopo tanto tempo. Poco da dire, sicuramente il lato A del disco è un capolavoro, mentre il lato B è piacevolissimo da ascoltare. Sicuramente uno dei gioielli del Progressive nostrano.