Flea: Topi o uomini (1972)
Avevamo lasciato il quartetto siciliano nel 1971 quando si chiamava ancora "Flea on the honey" e aveva appena pubblicato il suo primo lavoro per l'etichetta Delta con scarsi risultati
Il disco era certamente immaturo ma come si è detto, rivelava delle doti esecutive non comuni.
Di ciò si accorse
Il groove è smaccatamente Prog-Rock e buona parte del dominio strumentale è appannaggio della chitarra elettrica di Carlo Pennisi che ricama magistralmente ritmiche ed assoli su un solido tappeto sonoro di tastiere, basso e batteria.
Esemplare in questo senso è la suite "Topi o uomini" che occupa tutti i 20 minuti della facciata A ed il cui svolgimento è un vero e proprio gioiellino di coerenza strumentale.
Basicamente rock, la title-track è idealmente divisa in tre movimenti che, pur non comparendo sulle note del disco, sono evidentemente percepibili: introduzione, svolgimento e finale a richiamo del tema principale.
Tutti gli strumenti, voce inclusa, sono calibrati alla perfezione al punto di rendere la timbrica del disco quasi monocorde: non ci sono né assoli di rilievo, né breaks eccessivi a frammentare l'integrità del sound che, ripeto, risulta infine più jazz-rock che progressivo..
La seconda facciata, offre invece tre brani di media lunghezza (in media 5 minuti l'uno) che pur non tradendo il sound del primo lato, possiedono ciascuno delle proprie peculiarità.
Riguardo ai primi due, "Amazzone a piedi" richiama potentemente il lato più hard del gruppo e "Sono un pesce" è un magistrale pezzo prog-psichedelico di 6 minuti intensamente venato di jazz e dalle sonorità "liquide" con tanto di flanger sulla voce e grandi galoppate percussive a supporto di straordinari intarsi tra pianoforte e tastiere.
Infine, chiude l'album un brano folle come l'"Angelo timido" che richiama nuovamente il lato più duro del gruppo, ma con particolari innesti corali e strumentali che lo rendono probabilmente il pezzo migliore dell'album. Encomiabile l'assolo raddoppiato di Pennisi e il blues finale.
In sostanza, un'altra dimostrazione di bravura dei Flea on the honey / Flea che, pur dopo l'ennesimo cambio di nome, non finiscono (e non finiranno) di soddisfare anche i palati più raffinati.