Rockets: Palalido, Milano 25/10/1978

SERIE: VALS DEL RECUERDO

ROCKETS

25/10/1978 - Palalido, Milano


Al di là della valutazione musicale, nel 1978 i Rockets erano famosissimi e quando arrivarono a Milano, ci andai di corsa col mio coetaneo Fabrizio (15 anni) e il suo fratellino Giovanni (13), sorvegliato a vista dalla sua preoccupatissima mamma.

Prima del concerto c'era un'atmosfera tranquilla e impaziente.
Il Palalido era gremito e il palco, fantascientifico, stava lì in attesa di essere animato dai musicisti: la batteria di Grotzinger al centro così come il microfono di Le Bartz, le chitarre e tastiere ai lati.
Il display della strumentazione aveva un "non so che" di affascinante e di magico: persino il mixer ci sembrava il più grande del mondo!

Io ero poco informato sugli Autonomi e su quelli che rivendicavano la "musica gratis" (alias: "Stampa Alternativa") ma avevo già avuto qualche esperienza da "portoghese".

Sta di fatto che io, il Fabrizio, Giovanni e la mamma, ci spiaggiammo sul secondo anello alla destra del palco, dietro a una cancellata :

"Questo è un posto de' fero", dissi, "Da qui, non sfonda nessuno!".

Capirete tra poco che non fui profeta in patria.


Ad un tratto le luci della sala si abbassarono e il palco cominciò ad ammantarsi di fumi intensi, tingendosi cangiantemente di grigio e di verde.


Arrivò il cantante (Christian le Bartz) che prese posizione impugnando due barre luminose verdi (i "batonnet") e portandole ritmicamente sopra la testa: in mezzo ci passava il più grande raggio laser mai visto in un concerto.
Fu un momento epico: mai e poi mai avevo visto qualcosa di simile.
Eravamo tutti allibiti, quando la band attaccò l'opening-track: Venus Rapsody:
In meno di trenta secondi, i fumi bianchi delle varie esplosioni sul palco si diradarono scoprendo tutti i musicisti con le loro maschere d'argento e i loro bizzarri strumenti dal design avveniristico: ricordo una chitarra a stella e un'altra, ancora più strana, che richiamava lontanamente una svastica.


Dicono che fosse quello il motivo della contestazione che di lì a poco sarebbe divampata con violenza: "i ROCKETS erano nazisti, e costavano troppo (3000 lire!)". Altri tempi.

Quel che si vide del concerto, fu comunque quanto di più futuribile si potesse ammirare allora sui palcoscenici d'Europa. Neanche a dirlo, il suono era di una qualità eccellente.
Certo, la "batteria filtrata" e l'uso indiscriminato del 'vocoder' non rappresentavano una novità, ma il live-act, era davvero unico e profondamente affascinante.


Dopo una quarantina di minuti di concerto indisturbato, la famosa cancellata alle mie spalle cedette di schianto sotto la spinta di un centinaio di ragazzi.

Altro che 'posizione 'de fero'


Fu una baraonda indescrivibile: quelli che avevano sfondato (armati di bastoni e col viso coperto) cominciarono una gazzarra infernale per poi inondare il palco di bastoni, pietre e quant'altro fosse possibile scagliare.

La leggenda vuole che venne ritrovato sul palco persino il cric di una Maserati…


I Rockets non resistettero molto e tutto lo stage venne seriamente danneggiato; perdemmo anche il piccolo Giovanni che venne risucchiato dalla mischia e quando riuscimmo a ricompattarci eravamo in mezzo a una città bombardata… e questo è quanto.

La mamma dei due fratellini non ritenne opportuno rimanere oltre e ci riportò tutti a casa.

Così andò il mio primo concerto dei Rockets.


Grazie ai miei amici Ernesto e Marcello diwww.lesrockets.comper l'uso delle loro immagini.

30 commenti :

Anonimo ha detto...

io sarei morta di paura. Silvia

JJ JOHN ha detto...

Non erano tempi divertenti, ma a me fa più paura il silenzio.

Anonimo ha detto...

c'ero anche io quel giorno,avevo 14 anni,fu fantastico..poi x colpa di alcuni caproni andò in baraonda -
mi sono sempre chiesto cosa gridò Christian quando restò da solo con coraggio sul palco,al publico,durò circa 1 minuto,poi rientrarono e suonarono On the Road Again

JJ ha detto...

Christian disse una roba tipo: "voi voler fare musica con noi?"
Cmq la fonte completa di questa testimonianza la trovi qui
http://www.lesrockets.com/i_daniele.asp

Anonimo ha detto...

Io vidi il concerto a Sassari, nel '79, sembrava che li alieni fossero sbarcati in città. Quanto ai disordini, erano altri tempi, era il tempo delle BR e di Aldo Moro. Il tempo e la storia hanno fatto giustizia: i soliti cazzoni falliti, fancazzisti (nel vero senso della parola) che non andavano a lavorare perché magari figli di papà (ovvio proletari)........naturalmente depositari della verità assoluta.

ugo ha detto...

un'altra delle mie passioni!dei loro 6 albums del periodo ARGENTEO salverei i primi dove oltre al "live act"facevano pure ottima musica!nel loro secondo LP "ON THE ROAD AGAIN"era contenuto il primo pezzo di SPACE-PUNK ...SCI-FI BOOGIE ascoltare x credere....il solito UGO

U G O ha detto...

DEI ROCKETS QUALE DISCO PREFERISCI JOHN?UGO

J.J. JOHN ha detto...

"On the road again" tutta una vita ... è il caso di chiederlo?

UGO ha detto...

BE CONDIVIDO IN PIENO PERO IL PRIMO NEMMENO SCHERZA NON TROVI?

J.J. JOHN ha detto...

Si direi di si. Erano diverenti anche perchè sapevano cogliere le covers giuste: la versione di Apache era proprio forte ma per me, con i Canned Heat hanno superato loro stessi.
... e poi c'era Venus Rapsody...

MarioCX ha detto...

Grandissima "Venus Rapsody"...e che dire di "If You Drive" da "Plasteroid"!

ugo ha detto...

be e vogliamo dimenticarci di ASTROLIGHTS oppure della cover di APACHE dal primo album o ancora di ANASTASIS sempre da PLASTEROID? ciao mario come vedi non siamo cosi lontani!

Anonimo ha detto...

Si c'ero anch'io al palalido
e le tremila lire me le ero sudate andando a lavorare in un autolavaggio al sabato e domenica.

Daniele Annovazzi ha detto...

Quel Daniele sono io.... seguite il link e leggete la mia accurata testimonianza

Daniele Annovazzi ha detto...

Quel Daniele sono io.... seguite il link e leggete la mia accurata testimonianza

claudio65 ha detto...

Chi si risente! I Rockets! Un piccolo mito di un'età lontana. Che fossero bravi, non ci piove, che fossero dei furbastri, nemmeno. Ma protestare per 3000 Lire da pagare ad un concerto (allora, allo stadio si pagava 2200 Lire, io come under 14 ne pagavo 1000) non ci sta proprio! Quanto si paga oggi ai concerti? Sono convinto che, facendo i conti, altro che 3000 Lire dell'epoca! Oggi, si paga e si è pure contenti di farlo, per ascoltare musica di qualità ben più infima di quella dei franco-spaziali.

ugo ha detto...

ma certo io li adoravo e SCI-FI BOOGIE resta forse l'unico pezzo di SPACE-PUNK mai inciso

JJ John ha detto...

Era più una questione ideologica che di prezzo. Poi c'era la famosa chitarra a forma di svastica (o quasi), erano rapati eccetera. Tutti espedienti buoni per far un po' di sano casino.
Comunque se fai la proporzione - tenendo conto che allora uno stipendio medio era di circa 150.000 lire - oggi un concerto del genere dovrebbe costare 26 euro. Oppure, dovremmo guadagnare almeno 2.300 euro al mese.

UGO ha detto...

invece ne chiedono dai 40(quando sono onesti) fino a 80/90 euro un assurdo questo pure grazie a questa assurda moneta che è l'EURO

JJ ha detto...

Ugo, non credo che centri l'Euro, quanto il fatto che allora i dischi si vendevano. Oggi no.
Ecco perché i concerti costano un capitale.

MarioCX ha detto...

Primo. I Rockets sono stati un grande gruppo.

Secondo. I loro primi 5 album sono in gran parte memorabili.

Terzo. Questo è un grandissimo forum, mai successo di parlare di Genesis, Van Der Graaf, Pooh e Rockets con la stessa competenza e passione con qualcuno che non sia un musicista.

I Rockets Furono un fenomeno puramente italiano, in Francia erano praticamente sconosciuti. Avevano lo stesso management dei Pooh dell'epoca (la Trident di Maurizio Salvadori) e la stessa casa discografica, la CGD.
Nei credits molti tecnici e fonici erano indicati con pseudonimi esotici come il povero Maurizio Cannici che compariva con il cognome rovesciato.
Ho tutti gli album originali in vinle (ovviamente) e il box che li contiene tutti in CD uscito una decina di anni fa.
Peccato che hanno realizzato i CD dal vinile (si sente qualche scricchiolio tipico) in quanto nastri e mater sono andati perduti molto probabilmente perchè all'epoca del passaggio della CGD alla Wea a inizio anni '90 furono ritenuti un fenomeno passegero e trash che non avrebbe mai richiesto ristampe e quindi si cacciò via tutto.
Peccato.

Anonimo ha detto...

ah quindi mi tengo solo gli lp cosi il cofanetto(che non ho mai comprato in cd) evito di prenderlo.
li ho tutti tranne gli ultimi due ossia imperception e another world che manco conosco.io adoro i primi tre il quarto gia perde qualcosa mentre il 5/6 li trovo troppo tecnologici ma senza quell'anima che riscontravo nei loro primi dischi!tra l'altro vi consiglio di procurarvi pure "sound of the future" un disco anomalo uscito in collana economica ma contenente alcune perle altrove introvabili su tutte ATOMIC CONTROL.
però gli strumentali erano davvero il loro forte su tutti ASTROLIGHTS VENUS RAPSODY COSMIC RACE APACHE(cover degli SHADOWS) ANASTASIS tutte perle stupende che mi hanno fatto crescere assieme ai POOH LE ORME NEW TROLLS etc.

ugo ha detto...

scusate ma sono UGO e ho dimenticato di scriverlo

MarioCX ha detto...

Ciao Ugo,

considero l'ultimo vero album dei Rockets "Atomic" del 1982.
Ciò che è venuto dopo sono pasticci che nulla hanno a che fare con la concezione originaria del gruppo.
Quindi i "veri" album sono i seguenti:

"Rockets" (1976)
"On The Road Again" (1978)
"Plasteroïd" (1979)
"Galaxy" (1980)
"π 3,14" (1981)
"Atomic" (1982)
Più il "Live" della primavera del 1980.

Aggiungo che "On The Road Again" è la cover definitiva del vecchio pezzo dei Canned Heat e supera di gran lunga l'originale che francamente trovo sia una lagna.

UGO ha detto...

grazie mario copio ed incollo ciò che hai scritto e ne condivido tutto!
si sapevo della cover dei CANNED HEAT ma che sia una lagna lo sapevo pure mentre ti voglio risegnalare questo disco lp edito su etichetta cgd pensa tu in una serie economica per l'epoca(mentre adesso se lo trovi ti costaicchia parecchio) ossia questo lp "SOUND OF THE FUTURE" con questa track-list:
LATO A
- FUTURE WOMAN versione lunga di 6 min.
- ATOMIC CONTROL inedito forse un 12" raro brano di 7 min.
-FILS DU CIEL cantato in francese molto rock quasi punk tipo SCI-FI BOOGIE durata 3.10 inedito raro
LATO B
- SPACE ROCK stupenda versione lunga ben 9 min. diversa da quella corta presente su "on the road again" che dura soli 4 min.
- DONìT BE SAD ballad malinconica per nulla spaziale che dura 4.40
- ON THE ROAD AGAIN versione corta del 45 giri di soli 3.38
l'assurdo è che questo disco uscì nella collan della CGD record bazaar che era un pò la lineatre della cgd.
incisione buona ma non eccellente come quella degli album ufficiali ma con tali rarità arduo chiedere di piu! ciao MARIOCX UGO

UGO ha detto...

tra l'altro nel 1981 uscì un album a nome THE VISITOR su etichetta ROCKLAND(la stessa dei ROCKETS) stesso team di produttori ossia CLAUDE LEMOINE ma ancora non ho capito se cìentrassero o no coi ROCKETS? BOH!

ugo ha detto...

hai ragione quando dici che gli ultimi due dischi furono incisi da altri soggetti per cui manco io mi son mai preoccupato di reperirli!
spero un giorno di riuscire ad incontrare te(MARIOCX) ALIANTE CLAUDIO 65 giusto per citarne qualcuno oltre ovviamente all'IMMENSO JPHN ns.maestro e guida nella scoperta di tante perle laddove sconosciute.

JJ ha detto...

Hey ragazzi, visto che parlate a manovella dei Rockets, avete anche il loro primo disco mix "Future Woman / Don't be sad"? Quello si che è piuttosto raro.

Comunque, non sono affatto d'accordo che "On the road again" dei Canned Heat fosse una lagna, anzi: credo sia criminale affermarlo.
Era un boogie-blues straordinariamente evocativo e di una solidità inaudita. E poi, con questa voce straordinariamente ammaliante che non ha mai più avuto eguali nella storia del rock. E che armonica!

Certo, la versione dei Rockets è splendida, ma nulla toglie all'originale che, se non ci fosse stato, avrebbero dovuto inventarlo.

PS: Ho conosciuto anni fa Fabrice Quagliotti. Gran bella persona.

ugo ha detto...

no mai avuto ma don't be sad la tengo su quel 33 giri e nonostante il titolo predichi..non essere triste a me fa intristire e poi la trovo un po fuori dal loro stile mentre un altro brano che adoro di loro è APESANTEUR dal loro primo disco per non parlare della cover di APACHE uno fra i rari casi in cui la cover supera l'originale..e non credo di esagerare!
all'epoca erano tre le canzoni che mettevo a manovella sul mio stereo ossia:
- FUTURE WOMAN ROCKETS
- YOU SHOULD BE DANCING BEE GEES
- CANZONE D'AMORE LE ORME
poi spegnevo tutto e me ne scendevo perchè in soli 12 min. stavo già bene tranne quando poi scoprii MADE IN JAPAN dei DEEP PURPLE e allora tutto cambiò!

MarioCX ha detto...

Ehhh! Ah! Ah! Sapevo che JJ avrebbe mi avrebbe rimbeccato sull'originale di On The Road Again...

Però anch'io devo dichiarare che la "Apache" degli Shadows, anch'essa una cover peraltro, è imbattibile.
La versione dei Rockets è invecchiatissima con i suoi archi da euro-disco.

Shadows? Se non avete nulla procuratevi una bella raccolta e badate bene che ci sia la meravigliosa "Wonderful Land"!

https://www.youtube.com/watch?v=4j9fJbkzheY