JJ intervista MAX MEAZZA (Pueblo)

max meazza e i puebloIN ESCLUSIVA PER I LETTORI DI CLASSIC ROCK, UNO STRAORDINARIO DOCUMENTO "TRASVERSALE" SUL PANORAMA DEGLI ANNI '70.
A PARLARE E' MAX MEAZZA, LEADER DEI PUEBLO CHE NEL 1975 IMPORTARONO COSCIENTEMENTE IN ITALIA LA WEST COAST, ORGOGLIOSI E INCURANTI DELLE SOVRASTRUTTURE POLITICHE E MOVIMENTISTE.
UNA COERENZA CHE MAX PORTA AVANTI ANCORA OGGI E CHE DOVREBBE FAR RIFLETTERE SUL VUOTO ARTISTICO IN CUI CI TROVIAMO.
KEEP THE DREAM ALIVE!

 

JJ: Max, come sono nati i Pueblo e perché questa scelta "americana" quando tutto il movimento italiano era rivolto al Prog nostrano?

Max:
C'é un po' di confusione riguardo al nome "Pueblo".
Il nome é "Pueblo" e non "Il Pueblo" come forse é stato scritto erroneamente da qualche giornalista.
Non ha nulla a che fare con il Cile e il "pueblo unido" e cose simili: viene soltanto dai nativi americani "Pueblo" che vivevano ai confini con il Messico.
Ai tempi la band aveva un'immagine molto legata all'immaginario western un po' alla Eagles di "Desperado", come bene si vede nella cover del primo singolo "Mariposa".
Noi siamo stati gli unici musicisti italiani legati alla scena West Coast americana degli anni 70 (Eagles, America, James Taylor, Joni Mitchell, CSNY) e il nostro album, ristampato recentemente in digitale dalla Universal e disponibile su I-Tunes, ne é un esempio eloquente. Era country rock. Tutto quì.
Oltre agli artisti già citati ascoltavamo anche Flying Burrito Brothers, New Riders of Purple Sage, Poco, Firefall, Gram Parsons, Loggins & Messina ecc....
 
- In questo senso Max, come vi relazionavate col movimento politico di allora (Re Nudo, l'Autonomia ecc.) che era dichiaratamente anti-esterofilo?

Ai tempi non siamo mai stati legati alla politica. Ci occupavamo solo di musica, al contrario di molti musicisti di quel tempo, in qualche modo allora eravamo in controtendenza.
Per quanto riguarda l'anti americanismo non abbiamo mai avuto problemi, anche se siamo stati dei pionieri nel cantare solo in inglese, che lo si voglia o no, questa é la lingua del rock del blues e del jazz il resto sono chiacchere.
Vi siete mai chiesti perché la gente adora la musica degli anni 60 ? Soltanto perché i brani dell'Equipe 84, Dik Dik ecc... erano solo cover di brani inglesi e americani con il testo in italiano.

Ma la domanda é : "perché comperare Senza Luce dei Dik Dik quando si possono avere i Procol Harum ?"
L'Italia é un piccolo "ghetto" che non conta nulla nel panorama della musica mondiale, é un po' un mercato di serie B se mi si passa il termine, rispetto agli USA e all'Inghilterra.
Per fortuna in Italia oggi abbiamo degli eccellenti musicisti.
Purtroppo i dischi sono un'altra cosa: sono prodotti per la massa e la colpa é dei discografici che non sono musicisti, ma sempre più spesso manager che hanno studiato marketing e vendono musica come fosse un sapone da bagno.
pueblo mariposa 1975 
- Con quali gruppi di allora avevate più contatti e quali ti piacevano di più?

A parte Le Orme, Tony, Aldo e Michi con cui siamo stati in tour in tutta Italia, non frequentavamo molto gli altri musicisti. Solo i La Bionda che erano i nostri produttori,
Fabio Treves che conosco da una vita e Ciampini & Jackson con i quali ogni tanto suonavamo giù da "Arlati". Verso la fine degli anni 70 qualche volta andavo anche da Arlati con Toni Esposito perché stavamo con due sorelle.
 
- E in quali posti vi esibivate?

A quel tempo non c'erano molti locali dove potevi suonare, in ogni modo noi abbiamo sempre suonato sempre in grandi tour con Le Orme e in locali molto grandi come L'Altro Mondo di Rimini, una discoteca immensa dove abbiamo ricevuto il telegatto per il singolo Mariposa.
Spesso andavamo a registare e a suonare live a Montecarlo a Telemontecarlo da Jocelyn nella sua trasmissione "Un peu d'amour, d'amitié et beaucoup de musique".
 
- Come pensi sia cambiata oggi Milano e la sua scena musicale?

Oggi i locali a Milano sono di più , ma sempre gestiti male, con impianti insufficienti.
La colpa però non è solo dei gestori, ma in maggior parte dal fatto che i giovani non hanno cultura musicale: ascoltano la robaccia che esce dalle radio commerciali (tutte uguali) e la "non musica" delle discoteche.
Dice bene l'amico Eugenio Finardi: "ad un certo punto, alla fine degli anni 70 l'Italia ha scelto la musica dance, gli altri paesi europei, Germania,Olanda, Svezia hanno scelto il rock e il blues, la Francia e la Danimarca il jazz".
Oggi la scena musicale di Milano é piena di ragazzini che suonano dopo aver imparato uno strumento da sei mesi, ma c'é anche gente preparatissima che ha avuto grandi maestri come il mio chitarrista Nicola Demontis che ha 22 anni ma é allievo di Claudio Bazzari (con una sola r) mio partner nei primi Pueblo un maestro della chitarra blues.
Però i ragazzi ascoltano anche gli Afterhours (sic!) e sarebbe meglio che sentissero John Mayall !


max meazza- Recentemente il vs album del 1975 è stato ristampato in CD in buona compagnia con molti albums Prog. Cosa pensi del ritorno di questo genere. La reputi un'operazione commerciale, o una sincera voglia di riscoprire un passato?

Credo entrambe le cose.
C'é nei ragazzi di oggi una grande curiosità nel riscoprire la musica degli anni 70, che noi per fortuna abbiamo vissuto, ed é stata l'età d'oro della musica rock.
Dall'altra parte però le case discografiche stanno raschiando il fondo del barile perché, non avendo più artisti e album di quel livello, immettono sul mercato materiale che non costa loro niente e che è artisticamente molto più valido.
Teniamo anche conto che il progressive ha avuto ed ha ancora un grande successo in Italia, ma é un fenomeno molto locale.
Gruppi come Van der Graaf, Gentle Giant vengono a suonare quì da noi, ma non hanno mai avuto grandissimo successo in USA e Inghilterra se non in un periodo storico preciso.
 
- Tornando ai "Pueblo", siete stati soddisfatti delle vendite e della promozione?

Posso solo fornire un dato che é significativo: Mariposa il nostro primo singolo vendette 50.000 copie e ai giorni nostri sarebbe disco d'oro!
Noi abbiamo avuto un'ottima promozione da parte della Phonogram - la nostra casa discografica - anche grazie ai nostri produttori i Fratelli La Bionda i quali in tempi non sospetti, e prima dei loro grandi successi "disco" all'estero, incisero il secondo album per la Ricordi con niente meno che Nicky Hopkins (allora pianista per i Rolling Stones). Registrazioni alle quali fortunatamente assistetti.


san vittore music club max meazza pueblo
- Come finì l'avventura dei "Pueblo" negli anni '70? 
Alla fine del 1977 in Phonogram avvennero dei cambiamenti nella griglia dei direttori artistici.
Ci fu affiancato alla produzione Nico Papathanassiou fratello di Vangelis, noto compositore e quì cominciarono i problemi.
Non eravamo d'accordo con la linea musicale che ci volevano far seguire,così, unico musicista credo in Italia, ho chiesto la risoluzione del contratto e sono andato con i La Bionda a Monaco di Baviera a registrare un singolo per l’etichetta Ariola.
This is the story.NELLA FOTO IN BIANCO E NERO DA SX: MAX MEAZZA, ENRICO FERRARESI, NICOLA DEMONTIS.

2 commenti :

V i k k ha detto...

pensa te i La Bionda!

Nico Papathanassiou non è stato il produttore del primo disco dei Chrisma?

J.J. JOHN ha detto...

Si, Nico ha prodotto insieme a suo fratello Vangelis tutti i lavori dei Chrisma dal 1976 al 1978.