Il cerchio d'Oro: Dedalo e Icaro (2013)

Il Cerchio d’Oro dei fratelli Gino e Giuseppe Terribile nasce a Savona nel 1974, un annata di transizione in cui il prog italiano iniziò a ramificarsi in altri sottogeneri. Questo ben’inteso senza perdere nulla in qualità o in consapevolezza.

Eppure, sia per effetto di quell’impasse artistica che della crisi economica, le discografiche cominciarono a dimostrarsi sempre meno ricettive nei confronti del progressivo puro e per molti gruppi l’ossigeno venne gradualmente a mancare.

I fratelli Terribile però, hanno tanta pertinacia quanto indubbie doti tecniche e creative e
non si fanno mettere alle corde anzi: tirano dritti per la loro strada e continuano a fare ciò che a loro piace di più: suonare. 

Così, in un periodo di iperaffollammento stilistico quale il il 77 – 79, il Cerchio D’Oro pubblica tre singoli commerciali per le etichette Playphone e Golden e una volta arrivato il riflusso, si reinventano comparendo nel 1981 nel singolo dei Black Out
Dal 1982 al 90 portano avanti i Cavern, una tribute band ai Beatles con un 45 giri all’attivo e una collaborazione live con Francesco di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco
Infine, collaborano nella persona del loro tastierista Giogio Pagnacco al terzo album della metal band Vanexa 

Questo per dire che a differenza di molti altri colleghi che appesero il microfono al chiodo, quelli del Cerchio dimostrarono di avere una marcia in più: un’abnegazione totale per la musica e per il rock storico - quello tosto - e soprattutto, una strenua fiducia nelle loro capacità che gli permise di non lsciarsi mai abbattere dalle intemperanze del mercato.

E anche se nella seconda metà dei 90 tutto sembrò per concludersi, eccco che nel 2006 l’inossidabile Cerchio D’Oro ricompare con la stessa line up delle origini: Franco Piccolini (tastiere), Giuseppe Terribile (basso, chitarra acustica e voce), Gino Terribile (batteria, voce), Pinuccio Pradal (chitarre e voci) e Roberto Giordana (chitarra). 

Black Widow records 2013
 
 Appena due anni dopo la reunion, arriva finalmente anche il nuovo Cd grazie anche alla lungimiranza artistica e imprenditoriale di Massimo Gasperini, boss della label genovese Black Widow, oggi una delle più prolifiche e intelligenti discografiche indipendenti italiane. 

Davvero impossibile non rimanere ammirati di fronte a tanto coraggio, ma non è finita. Dopo l’acclamato esordio con “Il viaggio di Colombo”, il 24 maggio 2013 vede la luce il nuovissimo album “Dedalo e Icaro”, un concept imperniato sulle due figure mitologiche dell’antica Grecia, ma straordinariamente aderente alla realtà dei nostri giorni: “L’unica soluzione è volare!” Una celebrazione del desiderio che nei sette minuti de “Il labirinto” raggiunge lo stato dell’Arte. 

A garantire la continuità tra passato e presente ci pensano poi ospiti straordinari quali Ettore Vigo e Martin Grice dei Delirium, Giorgio “Fico” Piazza ex PFM e Pino Sinnone dei Trip. Non si pensi però a operazioni nostalgiche o revansciste. E’ vero che molti elementi di “Dedalo e Icaroattingono al passato, ma il suo sound e il suo impatto emotivo sono assolutamente attuali
 
Ai puristi, forse, potrebbe dar fastidio la sua impeccabile levigatezza, considerando che negli anni 70 la tecnologia era molto più spartana. 
Rispetto alle grandi improvvisazioni di un tempo potrebbe apparire fredda l’assoluta disciplina stilistica del Cerchio o la rigorosa produzione della Black Widow

Però, come spesso amo ripetere, occorre intoitare che il Pop italiano storico si esaurì nel 76 e oggi, volente o nolente, il Prog contemporaneo deve essere considerato un genere a se

Allo stesso modo, non è neppure plausibile che si continui a parlare di potere rivoluzionario del Prog quando il termine rivoluzione sembrerebbe esser stato dismesso dal lessico occidentale. 

Diamo dunque a “Dedalo e Icaro” gli onori che merita e anche se solo se dovessimo cercare il pelo nell’uovo, forse ci si aspetterebbe dal cantato solista una maggiore fantasia tonale che equilibri la raffinata precisione delle basi e dei cori. Dai testi, una minore deferenza alla superata aulicità del prog storico. Ma questi sono solo dettagli, o volendo, amichevoli impressioni di chi scrive. 

Ciò che conta, è che l’ultimo lavoro del Cerchio d’Oro sia permeato da quello straordinario senso di libertà che attiene a prodotti non preconfezionati, ma partoriti solo per la gioia di esprimersi e di spingerci ancora verso nuove immaginazioni
E non è cosa da poco, perchè senza questi valori la musica non avrebbe senso.

7 commenti :

Edoardo Bartolomei ha detto...

Complimenti John!

Ottima recensione per questa band, recentemente ho trovato molti loro pezzi sul tubo e devo dire che mi garbano assai. :)

J.J. JOHN ha detto...

Il Cerchio D'oro sarà presente sabato 12 ottobre 2013 alla fiera del disco di Novegro (MI) con un ospite d'eccezione.

Anonimo ha detto...

JJ hai ragione...
Il labirinto vale una vita come I cieli di Venere delle recidive Metamorfosi.
Gra z z z ie di esserci

isidax ha detto...

ti leggo sempre. ciao

J.J. JOHN ha detto...

Ciao Isidax,
grazie e lo sai che TVTB.
Abraxas
John

MarioCX ha detto...

Ciao John,
buon anno!

Mi fa piacere leggere di questi miei concittadini capitanati dall'amico Terribile in termini giustamente lusinghieri.
All'epoca del loro primo album (del come back) avevo scritto una recensione a pag 15 qui:
http://www.villacambiaso.it/giornale/Villa_Cambiaso_53.pdf
Questo "Dedalo e Icaro" mi piace pure di più, ma non ho avuto il tempo per scriverne.

Ciao!

rael ha detto...

Sto ascoltando adesso "Quattro mura"...troppo troppo imitatori della PFM!