David Robert "Bowie" Jones (1947 - forever)

david jones bowie
David non lo conoscevo di persona, ma è stato comunque uno dei miei migliori amici d'infanzia: quando facevo le elementari in Italia, ma trascorrevo almeno sei mesi all'anno in Inghilterra.

Fu amore a primo udito, e per questo devo tuttora ringraziare la mia cugina maggiore Sally, che un giorno se ne tornò a casa con una compilation chiamata Images 1966-1967, e altri due album freschi di pacca che però non faceva toccare a nessuno: The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e Aladdin Sane.

In poche parole: conobbi le prime cose di Bowie dal mitico cambiadischi Garrard di mia nonna sul quale suonavo incessantemente la suddetta compilation, mentre le sue canzoni più famose dovetti apprenderle (purtroppo) dalla voce di Sally, che non solo le cantava a squarciagola barricata nella sua cameretta, ma il cui raglio megafonico arrivava pure in giardino.

Così, non avendo potuto apprezzare da subito la struggente bellezza di Starman, o scatenarmi al ritmo di Jean Jeanie, dovetti concentrarmi gioco forza sulle acerbe ballate di un David da poco maggiorenne, e dall'aspetto ancora vagamente mod

Eppure, ripeto, fu comunque un colpo di fulmine perché era ovvio che in quelle canzoni albergasse un genio.  E di questo ne ebbi conferma quando, sempre intorno al 73, vidi una sua performance alla TV Anglia: tutto diverso da come lo conoscevo io, ma incredibilmente magnetico, camaleontico, unico. Praticamente un extraterrestre in grado di ammaliare chiunque: padri, madri, nonni, trisavoli, eredi al trono, e anche un bambino come me.

David BowieIn più, Sally mi fece notare che Bowie era anche amico fraterno di Marc Bolan dei T.Rex di cui io ero un fan iper-sfegatato, e da lì non lo mollai più. Difatti ci saremmo ritrovati spesso anche negli anni successivi.

Love You Till Tuesday,  Maid of Bond Street, The Laughing Gnome, Gospel According to Tony Day, Uncle Arthur,  Rubber Band e in particolare la splendida There is a Happy Land, mi riporteranno sempre a quei giorni felici e spensierati nelle mie campagne dell'Essex.

Il suo periodo espressionista/berlinese invece, avrebbe indelebilmente segnato i miei anni del liceo che, per comodità, condenso in quel meraviglioso album che fu Stage: un doppio dal vivo che insieme a Seconds Out dei Genesis, ritengo ancora oggi tra i migliori live mai pubblicati. 

Ci ritrovammo poi - cinque anni dopo la mia maturità, e ancora in Inghilterra - con la sua magnifica Ashes to Ashes, che all'epoca monopolizzò le classifiche dei singles. E infine, dopo avermi stuzzicato a corrente alternata lungo tutti gli anni '80 (Cat People, Loving The Alien, This Is Not America, Tin Machine), confesso di averlo perso un po' di vista. Almeno sino a quel capolavoro di inquetudine che fu 1.Outside del 95, con quell'allucinante video di Heart's Filthy Lessons, al cospetto del quale il contemporaneo Marilyn Manson sembrava un comico di provincia.

Da lì in poi però: stop definitivo. Ma non perché David non fosse ancora all'altezza dei tempi: semplicemente perché, dopo un periodo buio per entrambi, ero cambiato io. E quindi, per reincontrarlo, mi sono riaffidato ai suoi vecchi successi. 

E lo faccio spesso tuttora, anche se il neonato Blackstar mi ha confermato che quel genio che intravidi quarant'anni fa in poche semplici ballate era ancora perfettamente integro. Anzi, credo che David avrebbe avuto ancora molto, ma molto da dire.

La storia però ce lo ha portato via troppo presto, e a noi restano come sempre in questi casi, solo fottute domande irrisolte. 

Buon viaggio David.

39 commenti :

Pietro55 ha detto...

Ma questo duca non dedicò una sua canzone al sig. Hitler...

JJ John ha detto...

Pietro55,
Un'intera canzone no. O meglio: a me non risulta.
Ci furono però delle controversie quando nel 1975 rilasciò una sciagurata intervista, che comunque sembrò più frutto della cocaina e delle sue psicosi, che non di reali simpatie filonaziste:
Puoi rileggerla qui:
"http://thequietus.com/articles/03598-david-bowie-nme-interview-about-adolf-hitler-and-new-nazi-rock-movement".

Da li' in poi, anche a causa del suo viaggio a Mosca l'anno successivo dove gli vennero cofiscati dei libri di Goebbels e Speer, si innescò una polemica senza fine.
Io credo che Bowie si interessasse più all'aspetto "visuale" e "scenografico" del nazismo che, proprio grazie a Goebbels ebbe una potenza comunicativa straordinaria.

Pietro55 ha detto...

Fino a non molto tempo fa, adoravo School s out di Alice cooper, finche non ho saputo delle sue simpatie per le bombe americane che martoriavano il Vietnam, ed è come se avessi rivcevuto un cazzotto.
Lo stesso discorso vale per il sig. David Bowie, anche se, musicalmente non l' ho mai considerato, visto che amo il prog, il jazz. Ma lui no.
Caro JJ, ti stimo e ti seguo sempre
Pietro55

Anonimo ha detto...

Gran bell'articolo, Bowie è stato un genio che ho iniziato ad ascoltare solo troppo tardi. Comunque è Blackstar, non Darkstar, non farti confondere dal lato oscuro della Forza John ;)

Edoardo

UGO ha detto...

si è vero il disco si intitola BLACKSTAR mentre DARKSTAR era uno dei pezzi forti dei GRATEFUL DEAD! UGO

J.J. JOHN ha detto...

Pietro55...
... e cosa dovrei dire io, quando ho scoperto che Mark Farner dei miei adorati Grand Funk Railroad di cui possiedo tutto l'udibile, è diventato un fanatico della destra cattolica ultraradicale, nonché supporter della NRA? Mi è crollato il mondo in testa.

Edo, grazie, corretto. Comunque non è mai troppo tardi per mettere su "Stage" a tutto volume. Ti piacerà: è molto tenebroso e contiene una versione di "Hang on to yourself" che è rock n roll allo stato dell'arte.
NB: Il tuo regalo di compleanno è ancora qui che aspetta... fatti un esame di coscienza.

Ugo. il brano dei GD era "Dark Star", separato da uno spazio. Love & Peace.

Pietro55 ha detto...

Però è diverso, JJ. Mark Farner, che adoro anch' io, fanatico della destra lo è diventato dopo, mentre ai tempi dei Grand Funk era considerato un figlio del popolo, come tu stesso hai sottolineato. E qui la smetto.
PIETRO55

lorenzo galbiati ha detto...

Grande John!

Lucia ha detto...

Davvero... grandissimo JJ!!!

aliante ha detto...

In un'intervista del 1997 ha dichiarato di stimare Lucio Battisti
e di possedere tutti i suoi album.
Spero sia stato sincero e non sotto effetto di qualche sostanza.

La cosa vera è che Mick Ronson nel 1974 fece una cover
di "Io vorrei,non vorrei ma se vuoi" di Lucio Battisti
e della traduzione in inglese del testo di Mogol
se ne occupò personalmente David Bowie
e la canzone diventò "Music Is Lethal"

taz ha detto...

Ciao Aliante...direi che è vero......se poi DB ha cantato in italiano una sua canzone, era tratta dall'LP Space Oddity, tradotta da Mogol e utilizzata anche da Bernardo Bertolucci per il suo film "Io e Te".....Cmq JJ la tua scheda è OK!!!!......

J.J. JOHN ha detto...

Per inciso David ha cantato in italiano due canzoni, entrambe pubblicate. La prima era "Ragazzo solo, ragazza sola": versione italiana di Space Oddity su sciagurato testo di Mogol chè è riuscito banalizzare anche questo capolavoro del pop.
Succesivamente, "Volare" di Modugno-Migliacci, inclusa nella colonna sonora di "Absolute beginners".
L'indimenticabile Mick Ronson ha invece pubblicato la cover di "Io vorrei..." di Battisti col titolo di "Music is lethal" su musica di Lucio e testo di sua moglie Suzi (e non di Bowie come comunemente si pensa).

aliante ha detto...

Grazie taz e John. Mick Ronson ha anche inciso la versione
inglese di "Io me ne andrei" di Claudio Baglioni (Empty Bad)

claudio65 ha detto...

Grazie a J.J. per questo splendido ricordo del grande David Bowie. A mio modo di vedere, "Space Oddity" (datato 1969) può essere considerato uno dei brani precursori del "progressive", del tutto in linea con i lavori dei Pink Floyd più "spaziali". Ma, un genio come Bowie non può inquadrarsi in un genere specifico (ed infatti ne ha toccati vari). A me, una sua canzone che è sempre piaciuta moltissimo è "All the young dudes", piena di amara ironia ed aspra malinconia esistenziale (composta per una piccola band, credo nel 1971: I Mott the Hopple e poi cantata anche da lui solo).
Non mi stupisce la stima di Bowie per Lucio Battisti, entrambi grandi musicisti. Quello che mi stupisce è che abbia potuto cantare in italiano un testo sgangherato come quello di Mogol appiccicato ad un capolavoro come "Space Oddity". Uno scivolone terrificante stile "Orrore a 33 giri", ma che possiamo perdonare data la grandezza assoluta dell'artista.
Piuttosto mi sono sempre chiesto una cosa: il grande Bowie ha avuto qualche degno emulo italiano? Intendo dire, musicalmente e non da un punto di vista puramente esteriore. Magari l'ha avuto e me lo sono perso ...

aliante ha detto...

Ciao Claudio,

Garbo è il suo emulo italiano.

Ha scritto delle cose gradevoli a mio avviso.

Certo, Bowie è Bowie, però almeno lui ha avuto
il coraggio di provarci.

I miei pezzi preferiti di Garbo sono:

"Moderni", "Generazione", "Vorrei regnare"
"Quanti anni hai", "Radioclima"
e la splendida “Frontiere/Auf wiedersehen”

MarioCX ha detto...

Bowie è uno di quei rock-performer di cui mai mi sognereri di negare la grandezza, però non rientra molto nella mia sensibilità musicale.
Ho amato molto l'album "Heroes", ma più per la B-Side con Eno che per le songs contenute in esso che a parte la superba title-track e "Sons Of Rhe Silent Age" le rimanenti sono filler, almeno io la penso così.

Ho la discografia dei '70 pressochè completa (forse mi manca Lodger ma dovrei andare a vedere se è rimasto a casa dei miei vecchi) e del resto non conosco molto.

Per quel che mi riguarda vale lo stesso discorso che farei per i Police: troppo algidi, troppo bianchi, troppo da sfilata di moda.
Non so se mi sono fatto capire.

UGO ha detto...

be io ho tutti i suoi dischi ad eccezione dell'album d cover PIN UPS almeno fino a LETS DANCE che tra l'altro amo moltissimo poi lo alquanto trascurato benche gia nei 90 con OUTSIDE ha avuto una notevole ripresa ma si sa il sound ruffiano dei 70 resta unico e questo discorso vale pure per il grande DAVID!

JJ John ha detto...

Ciao Sisters and Brothers.
Lo so: in questo momento vi sto scrivendo poco. Ma non temete: sono vivo e sto bene.
Il punto è che, da qualche giorno a questa parte, mi sto riascoltando tonellate di David Bowie. Specie "Starman" in tutte le sue versioni e "Life on Mars". Ho rivisto mille volte "Stage"... insomma, sono un po' scosso.

Una cosa però mi sono dimenticato di sottolineare. Perché è vero che David é stato un grandissimo, ma mai e poi mai avrebbe avuto quella 'marcia in più' se per anni accanto a lui non ci fossero stati gli Spiders: Mick Ronson, Trevor Bolder e Mick "Woody" Woodmansey. Il 'gruppo giusto al momento giusto' che non solo accompagnò David in ogni suo concerto, ma assecondò e tradusse in arte ogni suo capriccio da alieno caduto sulla terra.

Pensateci un momento: se quando rinascerete foste delle 'superstar del rock', chi vi piacerebbe avere come backing band? Le Experience? Le Mothers Of Invention? Gli Spiders from Mars? La Full Tilt Boogie Band? La PFM? La Reale Accademia Di Musica? I Banshees?
Vediamo che mi dite...

claudio65 ha detto...

Le Experience tutta la vita, con il grande Hendrix, però ... E, magari, Keith Emerson alle tastiere a completare un super-quartetto. Chiedo troppo? Forse si :-)

ugus ha detto...

be io mi farei supportare dai KING CRIMSON che ne dite erano solo bravi?oppure qualcosa di piu?

aliante ha detto...

Mi hai messo in difficoltà John!

Non dev'essere facile per una superstar del Rock
scegliere i musicisti per fare un album.

Anche loro hanno delle "piccole" rogne...
....perchè i problemi seri sono altri.

Io ad esempio mi prendo cura di una sorella che
purtroppo è invalida e vivo quotidianamente
con il dolore, quello vero.

Anzi, ti ringrazio infinitamente, perchè il tuo blog
per me è un'oasi felice, che mi permette di staccare
un po' la spina.

Comunque ci provo!

Stranieri: un supergruppo composto da elementi degli YES,
dei CAMEL, dei GENESIS e special guest alla chitarra MIKE OLDFIELD

Italiani: un supergruppo composto da elementi del BANCO,
della PFM, degli AREA e special guest alla chitarra DODI BATTAGLIA

Poi ovviamente convocherei in sala Michi Dei Rossi,
mi metterei seduto e gli direi di riprodurre nella maniera
più fedele possibile solo per me la ritmica di "Aliante" che adoro!

E poi come ultimo sogno convocherei Ringo Starr.
Vi sembrerà assurdo, ma io amo il suo stile,
nonostante molti lo giudicano un pessimo batterista.

claudio65 ha detto...

A proposito di grandissime band e di grandissimi che ci lasciano: è di stamane la notizia della morte di Glenn Frey, chitarrista solista, cantante e co-fondatore degli Eagles insieme a Don Henley. Aveva solo 67 anni. Gli Eagles hanno portato nei "nostri" anni settanta il suono dell'America profonda, dei grandi spazi, della Strada, intesa come il luogo dell'anima dei romanzi di Jack Kerouac. Con Frey se ne va uno dei più grandi. Davvero riposi in pace.

ugo ha detto...

welcome to the HOTEL CALIFORNIA such a lovely place si respirava pace e benessere in quella canzone mentre oggi bleah manc e cani diciamo qui da noi!

Anonimo ha detto...

Già Aliante, ognuno ha le sue croci. Me incluso, anche se preferisco non parlarne. E 'gli altri', in particolare quelli meno avvantaggiati, non si possono nè dimenticare nè rottamare. Un po' perché siamo persone civili, e un po' perché (toccandosi le palle)un giorno lontano le croci potremmo esserlo noi.
E allora, finché hai buone energie, meglio trasmetterle. O almeno, io la penso così.
Abraxas
John

aliante ha detto...

Grazie John,
le tue parole sono un sollievo dell'anima.
Un abbraccio.

ugo ha detto...

ancora non l'ho comprato ma appena potrò lo farò!l'ultimo disco del duca BNACKSTAR è davvero fantastico.direi quasi doom nel senso concettuale del termine ma pure per le atmpsfere plumbee che vi si respirono dentro!
si sente la morte dentro quella morte fottuta che ce lo ha portato via troppo presto!
una domanda ma pure una riflessione:
nel 2006 persi mia madre dopo tre anni di lotte continjue io e mio fratello presso un ospedale lucano che utilizza lo stesso protocollo di milano(VERONESI)ma nonostante la chemioterapia la ionoterapia la radioterapia l'ormonoterapia non ce stato nulla da fare e mia mamma che per me era pure un amica oltre che mia madre stessa(segno della vergine come te carissimo john)nata il 20 settembre come la LOREN mi lasciò in un modo che non preferisco descrivervi! tutto questo per dire che figuriamoci se uno straricco come IL DUCA BIANCO non avesse avuto i soldi per curarsi ma figuriamoci!qual'è il punto? è che il CANCRO o TUMORE come vogliamo chiamarlo non verrà mai sconfitto non perchè è impossibile farlo ma perchè le case farmaceutiche come la BAYER e altre multinazionali non potrebbero piu speculare sulla morte di questi pazienti per cui ancora una volta il DIO-DENARO ha la prevalenza su tutto il resto vite umane comprese!!!io sono orgoglioso di averci provato ma pure INKAZZATO quando penso che poi è sempre o quasi inutile visti i risultati!un saluto affettuoso a tutti i lettori specie a te JOHN ad ALIANTE che mi sta troppo a cuore e pure ai vari CLAUDIO 65 MARIO CX insomma ai soliti frequentatori del blog! un saluto ugo!

JJ John ha detto...

Sono in molti a vedere in Blackstar un senso di morte, perchè è effettivamente un disco greve, plumbeo, molto dark. E soprattutto perchè sappiamo che David era cosciente del suo male, e che probabilmente non ce l'avrebbe fatta. Personalmente però non insisterei tanto sull'equazione atmosfere cupe = morte.
Perché era costume di David fare periodicamente opere oscure, disincantate, algide come Station to Station, il secondo lato di Heroes, 1.Outside in particolare.
Forse, la progressione del male ha amplificato questo suo lato doom, ma può anche darsi che avesse semplicemente voluto esprimersi in quel mondo, anche in condizioni normali.

claudio65 ha detto...

In questo Gennaio maledetto che non finisce mai, anche Paul Kantner, il fondatore dei Jefferson Airplane, se n'è andato stanotte. Gli Airplane con la bellissima Grace Slick hanno suonato la colonna sonora della "Summer of Love" di San Francisco, spargendo ovunque i semi della loro brillante e colorata psichedelia e la loro filosofia all'insegna del "Make love, not war". Emblemi di una stagione piena di bellezza ed idealismo, forse ingenua, forse anche patetica, ma della quale - in questi tempi così aridi e beceri - non si finisce mai di provare nostalgia.

ugo ha detto...

già la nostalgia la malinconia di cui spesso è impossibile liberarsene!
già il fatto che il tempo passi inesorabilmente ci porta ad essere nostalgici e poi come diceva PINO DANIELE nel brano TERRA MIA ...e a paura e sta morte ca nun ce vo lassa!

Raffaello 58 ha detto...

Continua il periodo nero. Anche SIGNE TOLI ANDERSON prima cantante dei JEFFERSON AIRPLANE presente solo nel primo album TAKES OFF è deceduta all età di 74 anni lo stesso giorno in cui è morto Paul Kantner. Purtroppo il tempo passa inesorabilmente.....

claudio65 ha detto...

Ed oggi, ci lascia anche Maurice White, grandissima voce degli Earth Wind & Fire. La falce del Tempo sembra prendersi tutti i migliori. Leggende della grande musica rock e rithm&blues che se ne vanno e lasciano un vuoto che le infime mediocrità che ci circondano non riusciranno mai a colmare.

JJ John ha detto...

Porca puttana! Maurice White. Un mio idolo di gioventù.
Sapete? Io capisco che un sito come questo che si occupa di artisti nati negli anni 40 e quindi, insomma... ci siamo capiti.
Però, davvero: vederli cadere così come foglie uno dopo l'altro, fa davvero impressione.
E allora, pensavo, sta a noi mantenere viva la loro memoria. Perchè in realtà loro vivranno per sempre.
Trasmettere ai nostri amici, figli, nipoti, il loro contributo alla musica universale, è un nostro compito assoluto. E non dimenticate mai che se oggi siamo quelli che siamo, è stato anche grazie a loro.

Quindi, prendete tutti l'album "Gratitude" (e se non ce l'avete scaricatelo da dove vi pare), suonate a tutto volume "Can't hide love", e accompagniamo insieme Maurice nel suo grande salto verso l'infinito.

Live forever,

John

rael ha detto...

Anche io ho avuto il periodo Bowie..poi pian piano si è attenuato ma non sparito.
Il mio preferito rimane "Black tie white noise", ma anche "Lodger" e "Heathen" sono grandissimi album, imperdibili. Pochi lo capiranno fino in fondo, si mettono a canticchiare Changes o Heroes o Let's dance e secondo loro hanno capito il genio che era.

V I K K ha detto...

caro John ricomincia da dove lo hai lasciato il nostro Davidino.

Gli anni 90 sono parecchio interessanti tra dance, elettronica e jungle. "Hello Spaceboy" e soprattutto "Little Wonder" sono tra le cose piu' interessanti mai scritte secondo me, poi "Hours..." che ascoltai parecchio non era male anche se molto autoreferenziale. "Heathen" e "Reality" in tutta onesta' sono inutili.

Ora c'e' da scommettere che fioccheranno inediti a go go ad ogni Natale

JJ ha detto...

Ciao caro Vikk, e ancora complimenti (questa volta "pubblici") per il restyle del tuo sito che, lo ricordo a tutti, è "Orrore a 33 giri". Che è talmente bello da scorazzarci per intere giornate.

Riguerdo a Davidino, beh, sai com'è la vita...
Ogni tanto ci travolge e si perdono di vista molte cose: anche se stessi come nel mio caso. E tu mi conosci bene.
Alché, quando si riemerge, non si ha voglia di recuperare il tempo perduto, quanto piuttosto di sfruttare appieno quello futuro.
Ed è così che io mi sono perso un pezzo degli anni 90, ma non è colpa mia: ero semplicemente altrove. Un "alieno nello spazio che aspettava tempi migliori", per restare in tema.

Farò comunque tesoro dei tuoi consigli: stasera stessa mi ascolto Hello Spaceboy, Little Wonder e Hours... vediamo se mi ci ritrovo.

Posso dirti che mi impressionò davvero tanto "1.Outside", ma forse stavo solo vivendo uno dei miei rari momenti di lucidità.
Sinceramente... non ricordo altro.

Tuo,
John

rael ha detto...

Definire "Heathen" inutile...ehm..inutile al limite è l'incubo durato 3 anni coi Tin Machine.

ugo ha detto...

a me di bowie mancano "HOURS" e "REALITY" che perlomeno dalle recensioni sono i peggiori.HEATHEN e EARTHLING mi sembrano buoni mentre gli ultimi due "the next day" e soprattutto "blackstar" direi un capolavoro.aspetto risposte ugo

MarioCX ha detto...

La morte di Maurice White mi ha fatto ricordare quando a fine anni '70 da vero bastardo cantavo "September" a mio cugino e compagno di classe sempre rimandato...

ugo ha detto...

mai bastardo come me che ad una festa scambiai la mia copia(graffiata)con una buona del singolo dei MATIA BAZAR "SOLO TU/PER UN MINUTO E POI" ANNO 77.
confesso pure che il mio primo approccio con la musica fu con i cugini di campagna poi scoprii POOH e MATIA BAZAR e poi a 14 anni avevo già MADE IN JAPAN T.S.R.T.S. e PARANOID giusto per approcciare con l'HARD poi IRON MAIDEN e tutto il resto