New Trolls: La prima goccia bagna il viso (1971)

new trolls  1971
“"La prima goccia bagna il viso" è un pezzo lunghissimo che occupa tutte e due le facciate di questo 45 giri dei "New Trolls", che è una conferma delle capacità del complesso che nonostante i continui attacchi di altre formazioni pur preparate, seguita a recitare, nel nostro modo musicale, una sua parte determinate.

Sicuramente i "New Trolls" sono tra i pochi complessi, venuti ultimamente alla ribalta, che sono riusciti a dire qualcosa di nuovo e rimanere attaccati alla loro dimensione musicale ritoccando solo di tanto in tanto le loro "idee", e quelli che sono i cardini del loro suono, senza saccheggiare a piene mani "sound" estranei ma estraendo dalle esperienze altrui le novità per ritoccarle e ripresentarle sotto una nuova veste: la loro”. 

Con questa tortuosa scheda pubblicata sul Ciao 2001, e che ho fedelmente riportato “virgolette” incluse, Fabrizio Cerqua recensiva nel settembre del 1971 il nuovo 45 giri dei New Trolls targato Cetra SP 1460. Singolo che seguiva a corto muso Adagio/Allegro, estratto qualche mese prima dall'album Concerto Grosso.

Ma se in quell'occasione il gruppo si divise tra romanticismo e digressioni blues-psichedeliche, La prima goccia bagna il viso disvelò la loro indole più progressiva: atmosfere e testi evocativi, tecnicismi, intarsi, stacchi, e gigantismo sonoro con tanto di gong e tuoni registrati dal vivo.. 
Insomma, un brano perfettamente in linea con quell’avanguardia musicale che nel 71 cominciava a dare il meglio di sé: Premiata Forneria Marconi, Orme, Trip, Osanna e Nuova Idea. Ma non è tutto. 

la prima goccia bagna il viso
Il disco si presentava infatti con un design essenziale ad opera dello studio grafico Gian Carlo Greguoli, raramente utilizzato in Italia, e che rimandava al miglior minimalismo grafico degli anni Sessanta: nome del gruppo, titolo del brano, casa discografica, numero di catalogo, e in 'corpo quattro' una menzione d'onore alla tipolitografia Silvestrelli e Cappelletto.

Quasi un invito insomma a concentrarsi esclusivamente sulla musica, che a sua volta sorprendeva l’ascoltatore con i suoi otto minuti e mezzo spalmati su due lati
Una soluzione inevitabile data la lunghezza della composizione, ma che conferivano al brano un fascino transnazionale, magnificato peraltro dal nuovissimo sintetizzatore Arp 2600 che De Scalzi sfruttò senza alcun timore reverenziale. 

 “Abbiamo fatto una cosa che non ha mai fatto nessuno, e siamo stati anche diversi da altri gruppi tipo i Pooh che battevano il ferro finch'era caldo”, dirà Nico in un’intervista a Radio Luxembourg. “Loro facevano una canzone guida e tutte le altre sullo stesso stile. Noi no: eravamo curiosi, cambiavamo improvvisamente genere. Il pubblico magari non recepiva subito il messaggio, ma poi alla fine lo acclamava”. 

Ma anche le liriche furono particolari. Brevissime. Appena 300 battute sospese tra un’invocazione in stile beat e una rivendicazione disperata e concreta: quella di una contadino che, preoccupato per una lunga siccità non solo fisica ma spirituale, prega l’Onnipotente di mandargli una pioggia riparatrice. Che lo sollevi dal suo spleen, e soprattutto rigeneri il suo campo quasi bruciato. 

Il temporale arriverà, farà da spartiacque tra i due lati del disco, trasformando ogni nota del lato cadetto in una celebrazione della vita, della natura e di Dio
E a questo punto aveva ragione Nico: mai in Italia si era sentita una cosa simile

Unica nota blasfema: quando i New Trolls la presentarono al Festival di Venezia, proprio a Nico si ruppe la cintura dei pantaloni. Per la precisione dei bellissimi jeans rotti e strappati. Rimediò con una corda trovata nel backstage.
I New Trolls portarono a termine l’esibizione, e poco importa se vinsero la sciantosa Milva e gli svenevoli Middle of the Road.

Il prog italiano era ormai una luminosa certezza.

20 commenti :

Anonimo ha detto...

La prima volta che l'ho sentito sembrava che Jimi Hendrix fosse il mio vicino di casa. Sconvolgente. E per di più capivo che i 'nostri' New Trolls non erano più i ragazzini di Visioni, Sensazioni, eccetera, ma dei musicisti adulti che volevano sovvertire il rock italiano. Per quanto mi riguarda, un capolavoro.
Giuseppe da Genova.

taz ha detto...

Pezzo prog per antonomasia della musica made in italy....grandissimi.

claudio65 ha detto...

Davvero bellissimo questo post su una delle più grandi canzoni rock italiane di tutti i tempi. La prima metà del brano - quello del lato A del 45 giri - è a mio modo di vedere davvero straordinaria, con un suono che spazia dal prog al metal e la voce di Nico che nel ritornello letteralmente spacca. Secondo me, quei primi 4 minuti e mezzo sono uno dei vertici assoluti del rock italiano di ogni epoca, se non il vertice assoluto.
La seconda parte, più strumentale, è pure molto bella, ma forse un po' più "inglese", più ricalcata sugli schemi noti del prog dell'epoca. Ma si tratta di sottigliezze. Pensare che un brano come questo sia stato scritto, eseguito e composto nel 1971, ovvero quarantasei anni fa, fa pensare che nei giorni nostri la Musica italiana abbia imboccato la strada dell'arboriano "Indietro tutta!" ed aggiungo io, a rotta di collo!

ugo ha detto...

io invece presterei attenzione un po a tutti i singoli che i new trolls incisero dal 67 anno di SENSAZIONI almeno fino al 77 anno di SOLAMENTE TU ultimo pezzo prog poi col brano quella carezza della sera(bellissima canzone romantica)il prog uscì fuori dall'uscio di casa NEW TROLLS senza mai piu ritornarci tranne forse in qualche passaggio del disco FS del 81.
in particolare voglio segnalare il brano SOMEWHERE del 74 già retro del singolo UNA NOTTE SUL MONTE CALVO in versione italiana mentre la versione inglese la ritroviamo sulla raccolta(introvabile) del 78 REVIVAL dove son presenti altri inediti disco mai ristampato in cd. ciao ugo

taz ha detto...

Già scritto qualche anno fa su queste "pagine", i NT sono il gruppo, a mia opinione, con i talenti più cristallini del "prog" italiano, ma anche quelli che hanno sperperato di più nella musica italiana "impegnata".Si puo' dire: il successo gli ha dato alla testa,peccato,bastava un po' più di coerenza e coesione tra i vari elementi, ma le personalità, "spiccate", di Vittorio, Nico, Gianni, erano come un vulcano in attesa di eruttare.......

claudio65 ha detto...

Concordo con Ugo sui singoli dei New Trolls del periodo 1967-1972. Uno di questi dovrebbe essere soprattutto citato come un "must": "Una Miniera/Il Sole nascerà", il singolo epocale che ha segnato l'inizio dell'era "prog" in Italia (data sul disco: 21/11/1969, io quel singolo ce l'ho in versione originale, acquistato nella Primavera del 1970 da mio fratello maggiore). Interessantissimo è anche "L'Autostrada" del 1970 ed "Annalisa", sempre del 1970, dove si ascoltava un hard-rock sinfonico con venature operettistiche, che anticipava di ben cinque anni la "Bohemian Rapsody" dei Queen! I New Trolls erano davvero straordinari, per ingegno e creatività. Avessero avuto la professionalità e la serietà dei Pooh, sarebbero diventati i numeri uno e non solo in Italia. Ma un proverbio dice: "Chi ha pane non ha denti" e viceversa. O, forse, sbaglio proverbio, ma il senso è quello.

ugo ha detto...

ciao claudio sono ugo allora il motto è DIO Dà IL PANE A CHI NON HA I DENTI riguardo la dua disamina sempre precisa ma io e te ci completiamo ormai si sa essendo pure coetanei io ci aggiungerei oltre ai singoli che hai citato tu pure il singolo 20 o 100 anni e somewhere pezzo di una classe unica!
cocordo pure sul fatto che piu che professionalita (che secondo me ne avevano tanta) il loro problema è stata la poca coesione poichè mentre nei POOH comandava il binomio FACCHINETTI/NEGRINI/BATTAGLIA visto che sia D'ORAZIO che lo stesso CANZIAN son subentrati dopo e li si che c'era coesione nei NEW TROLLS vi erano due menti eccelse ma molto diverse tra loro e siccome io son pure un po appassionato di astrologia posso dirti che DE SCALZI essendo dello SCORPIONE era una persona piu legato al tradizionale dove per esso intendo uno stile originale ma pur sempre legato alla muscia classica e le tastiere presenti nel disco del 73 ATOMIC SYSTEM ne è ampia dimostrazione.invece all'opposto essendo NICO DI PALO un SAGITTARIO dunque segno piu ribelle e scoppiettante quindi piu tendente all'HARD-ROCK e la canzone CE TROPPA GUERRA ne è l'evidente dimostrazione ma pure CORRO DA TE come pure lo loro voci acuta e stridula quella di NICO mentre piu greve e baritonale quella di VITTORIO....meditate gente meditate.......!

ugo ha detto...

ora siccome ieri 21 MARZO è stato il mio COMPLEANNO chiedo (cosi mi manda aff@@@@) una volta per tutte perche JOHN come regalo non mi partorisci una scheda sul primo singolo della BOTTEGA cosi mi fai capire chi era sto ENRICO ZANNELLI autore di entrambi i brani del loro 45 giri?
ad ogni modo vi offro uno scoop pazzesco tenetevi forte perche tra un mese esatto la BTF/AMS di MILANO del cervellone MATTHIAS SCHELLER (pur egli del segno della VERGINE) come il ns. WEBMASTER JOHN pubblicherà come ristampa il primo singolo di LYDIA ET HELLUA XENIUM "GUAI A VOI/INVOCAZIONE" con immensa gioia del sottoscritto che lo cerca da tempo ma pure un singolo dei DALTON pubblicato nel 74 ossia un anno dopo il loro lp RIFLESSIONI chissa se mai MATTHIAS riesca a pubblicare pure quello della BOTTEGA e allora si che saro lieto di madargli un bel kg di MOZZARELLE della mia cittadina che il buon JOHN ha avuto la fortuna di assaggiare!ciao a tutti and go with prog!

JJ ha detto...

WOW! Sei un "germoglio di primavera" dunque. AUGURI Ugo!
Non so se me la sento di affrontare la "Bottega dell'Arte" perchè non è proprio il mio companatico però, mozzarelle a parte, ci penso su.

Dei Dalton mi ricordo di aver posseduto un solo 45 giri che si chiamava, credo, "La donna e il bambino": una curiosa ballata che mischiava hard prog con citazioni da "Alan psychedelic breakfast", e fottutamente fuori tempo massimo rispetto alla data di pubblicazione.

In compenso ho trovato sul tubo un mio piccolo mito:
https://www.youtube.com/watch?v=fEUO9GAIi20
Buon ascolto.

Gianni ha detto...

Ciao JJ. Il video dei Dalton è pazzesco... il pezzo bellissimo, ma chi ha curato il video è fuori come un balcone!!!!! Inquadra il flautista quando c'è l'assolo di chitarra, il tastierista quando non sta suonando, e all'inizio c'è una panoramica che non si capisce cosa serva e finisce sul flautista che in quel momento dovrebbe essere fermo. Robe da manicomio. Ma è così che la RAI trattava i musicisti prog??? e si che un minimo di coreografia gliel'avevano pure inventata.... poveri Dalton.
Gianni

JJ john ha detto...

Ciao Gianni. Io posso solo dirti che ho lavorato in televisione dieci anni, e che quindi una mezza idea sulle clip me la sono fatta. Quindi sui movimenti di camera, sull'equilibrio delle inquadrature, ma soprattutto sullo "stare sempre sul soggetto attivo", non su quello che dorme.
Evidentemente, almeno nel caso di questo video, in cabina di regia non c'era un assistente che, spartito alla mano, indicasse al regista chi e cosa stesse per suonare. Più o meno come invece accade nel caso dei concerti classici: attaccano i violini, inquadri i violini. Suona il pianista, inquadri il pianista e via discorrendo.
Qui, si vede che erano un po' tutti più "psichedelici", o più semplicemente, non gliene fregava niente a nessuno dei poveri Dalton.

ugo ha detto...

ciao john e grazie per il germoglio.riguardo il singolo di prossima ristampa da parte della AMS/BTF è proprio "la donna e il bambino" ciao john

rael ha detto...

OT: se ti capita guarda una puntata a caso di "Che tempo che fa" su rai3, il regista dev'essere parente di quello che filmò i Dalton :P

claudio65 ha detto...

"La donna e il bambino" l'ho trovata su youtube. A me sembra un brano bellissimo. Il testo è un po' troppo ingenuamente "drammatico" (per non dire tragico). Ma, il mix tra prog, psichedelia e hard rock è davvero rimarchevole. Di sicuro, molto meglio i Dalton che il ... Gabbani di Sanremo. E poi, a me risulta che in quel gruppo avesse transitato anche Mauro Pagani, ai tempi in cui avevano fatto la cover della splendida "Venus" degli Shocking Blue. E' vero, o si tratta di un caso di omonimia (della band, non di Mauro si intende)?
Riguardo a Ugo e alla Bottega dell'Arte, mi sento di spezzare una lancia in suo favore, visto che a undici anni mi deliziavo ad ascoltare "Amore nei ricordi" (e quanti bei ricordi ...) ed a tredici adoravo: "Bella sarai". Il primo album della "Bottega", un bel po' di prog lo conteneva e poi c'è quel misterioso primo singolo ... Dal punto di vista strumentale erano bravi ed avevano un tastierista come Romano Musmarra davvero formidabile, uno dei più bravi in Italia all'epoca. Grandi cesellatori di ballate romantiche, ma a volte ci vogliono anche quelle ...

ugo ha detto...

.... e ti ringrazio per la solidarietà se john mi facesse questo regalo gliene sarei davvero grato poi claudio volevo ricordarti ed invitarti a sentire pure "DENTRO" il loro secondo disco con almeno tre brani prog.
quello del 79 "L'AVVENTURA" si avvicina di piu al funky ma è pur sempre un bel disco.certo LA BOTTEGA resta un gruppo minore rispetto ai grandi del prog ci mancherebbe ma NOTTURNO PER NOI io lo accosto ai grandi pezzi dei 70 non per questo molti giapponesi lo cercano affannosamente ugo

claudio65 ha detto...

E, curiosamente, i giapponesi in queste cose ci azzeccano. Hanno un buon orecchio per il rock progressivo i nostri amici del Sol Levante ... Un saluto, Claudio.

Anonimo ha detto...

Hanno un buon fiuto anche per il portafoglio però.

Anonimo ha detto...

"La Donna E Il Bambino" compare anche in Argitari ma con titolo e liriche differenti; copio-incollo dal sito di Augusto Croce:

"... Visione di una notte d'estate (con l'ex flautista Alex Chiesa) è in effetti una versione diversa del brano uscito nel singolo La donna e il bambino, ma con il testo modificato in seguito alla esclusione dalle selezioni per il festival di Sanremo dove l'argomento era stato giudicato troppo irriverente".

claudio65 ha detto...

Mi sento in dovere, visto che in questo blogspot si parla di musica di anni lontani, ricordare un personaggio che in quegli anni lontani tanto ha dato alla musica "altra": Gianni Boncompagni. Tralasciando molto volentieri le pagine televisive meno nobili (se non addirittura ignobili) del personaggio (penso ai fagioli della Carrà o alle pseudo-lolite di "Non è la Rai", anche se qualcuna di quelle ragazze qualcosa di buono ha pure fatto nella sua vita), ricordo il Boncompagni che ha lanciato Patty Pravo e che, a partire dal 1965 (stiamo parlando di alcune ere geologiche fa ...) ha portato in Italia la "nuova musica", ovvero il rock internazionale, dando spazio pure a chi provava a cantarlo in italiano. Boncompagni è stato per l'Italia quello che Alan Freed, dieci anni prima, era stato per gli USA: colui che ha trasmesso in broadcast suoni inauditi, ovvero di mai ascoltati.
Il suo impatto nella storia del rock progressivo non è stato indifferente. Infatti, è stato Boncompagni a passare in radio (di Stato, allora esisteva solo quella) i primissimi dischi di Procol Harum, Pink Floyd e Deep Purple. Vi pare poco? Nei suoi programmi radiotelevisivi degli anni sessanta e settanta, uno spazio per la musica d'avanguardia era sempre aperto. Più per suo merito che di Renzo Arbore, personaggio legato a cliché più convenzionali. E poi, una trasmissione come "Alto Gradimento" da sola valeva come si suol dire il "prezzo del biglietto", anche se non si pagava nulla. Uno di quei personaggi che se ne vanno e non trovano chi possa sostituirli. Lo dico, anche alla luce delle nefandezze da Boncompagni ideate negli anni ottanta e novanta. Ma, come si suol dire, i tempi erano cambiati, così come la TV e la Musica.

ugo ha detto...

si claudio hai ragione in pieno e condivido la tua analisi sul grande GIANNI personaggio,oltre che simpatico,direi avanzato e rivoluzionario per come intendeva la televisione e per il suo amore per la musica!
ciao claudio ugo