Lucio Battisti: Anima latina (1974)

lucio battisti anima latinaDopo i successi de “Il mio canto libero” e “ Il Nostro caro angelo”, Battisti stacca per un momento la presa e migra anche lui per un viaggio all’estero.
A differenza di molti suoi colleghi però, non lo fa nè per lavoro, nè per promuovere alcunché.
Gira invece da turista il Brasile e l’Argentina in compagnia di Mogol e rientra in Italia nella primavera del 1974 con un bagaglio enorme di esperienze e di ispirazioni.
Il risultato artistico si concreterà dopo circa sei mesi di elaborazioni, ripensamenti e perfezionamenti nell’album “Anima Latina” che pur non contenendo alcuna hit e vendendo relativamente poco rispetto ai lavori precedenti (250.000 copie), rimarrà per ben 65 settimane in classifica di cui 13 al primo posto.

Fermo restando che Battisti era già abbondantemente avvezzo alle Hit Parade, il nuovo album esercitò probabilmente una fascinazione del tutto nuova sul pubblico italiano che non solo lo premiò più per la sua struttura globale che non per i singoli brani, ma dimostrò concretamente di amare anche il lato più complesso dell’artista.
Oltretutto, il riscontro di consensi fu talmente dilatato e imponente, che il cantautore reatino non pubblicò più nulla fino al 1976, anno della svolta di “Il contrabbasso, la batteria eccetera”.

Eseguito da una line up di almeno 18 musicisti, quasi tutti affiliati alla Numero Uno (eccetto ad esempio, Ares Tavolazzi), “Anima Latina” è un disco molto complesso rispetto al passato, tant’è che molti critici lo associarono alla corrente progressiva.
Ma qui bisogna fare alcune precisazioni.

E’ vero infatti che molte compenetrazioni e sovrapposizioni ritmico-armoniche - tempi dispari inclusi - erano ispirate al Prog, così come il largo uso di sintetizzatori ma, personalmente, reputo che il disco fosse molto più orientato a rivoluzionare il concetto di “canzone d’autore” che non ad associarsi ad un movimento da cui lo stesso autore si era sempre tenuto alla larga.

L’intenzione originale, era di fatto stravolgere e contaminare la ritmica classica, restituire una scrittura musicale inedita e proporre una poetica più diretta del solito.
Non certamente "esoterica" come aleggiano alcuni.
Anzi, i testi di Mogol che alcuni critici definirono appunto “esoterici”, sono in questo caso quanto di più concreto e colloquiale vi possa essere, discostandosi totalmente da una visuale progressiva.
Aulica poteva essere “La collina dei ciliegi” ma, in "Anima latina", ci troviamo di fronte a dichiarazioni estremamente dirette (“Voglio fare l’amore”, “Baciami, toccami qua”) condite da veri e propri ammonimenti (“Ti faranno fumare per farti sognare che [...] presto tutto cambierà.”).

In altre parole, come per tutti i suoi dischi, il genio di Battisti perseguì una strada propria, esclusivamente musicale e ritraendosi quasi del tutto dalle problematiche di quel periodo, al punto di essere considerato asociale, qualunquista, o peggio un fascista da buona parte del movimento.

Sostanzialmente “Anima Latina” è il percorso di due bambini (uno maschio e l’altra femmina) che si scoprono a vicenda in un mondo periferico minacciato dalla grande città, con evidente riferimento alle favelas brasiliane.
“Scende ruzzolando dai tetti di lamiera indugiando sulla scritta "Bevi Coca Cola" / bambini denutriti che [...] nessun detersivo potente può aver veramente sbiaditi. / genti dai canti e dalle risa rinvigorite che nessuna forza, per quanto potente, può aver veramente piegate.”

Anche la stessa definizione di “latino”, derivò sicuramente dal viaggio intrapreso, ma occorrono davvero orecchie allenate per intravedere nelle complesse ritmiche dell’album una salsa o un samba carioca in “Due Mondi” (anche perchè la salsa è Cubana e Battisti non visitò certamente Cuba).

Forse Battisti prese spunto da “Milagre dos Peixes” di Milton Nascimento, o magari da “Araça azul” di Caetano Veloso (dischi che hanno una certa assonanza con “Anima Latina”) o forse, più verosimilmente, non lasciò invece che il suo estro percepisse liberamente ogni sensazione per poi ricomporla in una dimensione personale, onirica e visuale.
Però ripeto: una dimensione autorale, non "progressiva" in senso stretto..

Più che di “latina” credo quindi che ci si debba concentrare sul concetto di”Anima” di cui l’album è intriso sino all’ultimo solco.
In sostanza, se dovessimo valutare questo ellepì sotto l’aspetto cantautorale, potremmo tranquillamente definirlo un capolavoro, ma se invece dovessimo analizzarlo con i canoni del Prog, credo che non arriveremmo mai un tale risultato.
Lascerei quindi ulteriori commenti a chi ha ancora qualcosa da dire dopo 26 anni di dibattiti, litigi, libri e recensioni.

79 commenti :

Romo ha detto...

Adoro questo disco.
Secondo me non sente molto il peso del tempo.

Complimenti per l'analisi, sempre ricca e molto dettagliata!!!!

Moludd ha detto...

Eccerto, noi ci stiamo a fare i problemi se è prog o no perché, ovviamente, il sito tratta di quella scena in particolare. Personalmente penso che sia un ottimo disco e prog o no non ci voglio neanche pensare.
Apprezzo la scheda comunque :)
E non ho nulla da aggiungere, non serve parlare troppo.

Regolo ha detto...

Me mi piace....però il Battisti che preferisco è quello de "Il mio Canto Libero". Da questo punto di vista sono un po' "tradizionalista" :-)

Anonimo ha detto...

Un album quasi perfetto...
Insie me a "Il nostro caro Angelo " direi direi il meglio della seconda parte di carriera del Lucio nazionale.Direi che la prima parte era più legata alle singole canzoni. Poi la terza, quella finale, risulta essere troppo sperimentale.
Comunque questo album mi piace molto.
In ambito prog....direi che ""Amore e non amore" rientra più nei canoni a noi più consoni e cari.
P.S. : Buon 2010 a tutti

Gianni Lucini ha detto...

Penso che J. J. John non abbia sbagliato comunque a inserirlo qui anche se non ho mai amato troppo Lucio Battisti neppure nei suoi anni d'oro

AnalogueSound ha detto...

Assoluto.
Credo fermamente che in Italia non si sia mai e mai più verificato un fenomeno del genere. Un uomo solo (vogliamo dire due? e diciamo pure due) che concretizzano così tanto, trasformano così tanto, lasciano un segno tanto permanente e per di più con la capacità di far musica che a quarant'anni di distanza è ancora nelle bocche di chiunque (basta accendere la radio a qualsiasi ora del giorno o della notte o soffermarsi ad ascoltare i discorsi di qualche coppietta di mezz'età fuori da un qualsiasi ufficio pubblico per rendersene conto :) Dopodichè, in barba a tutta la mentalità artistica italiana convinta che basti coniare il più meschino degli stilemi per fare la storia della musica, lui ridisegna le cose, perchè la musica non è solo riconfermarsi bensì un continuo rinnovarsi, evolversi e purificarsi al tempo stesso, eliminare il superfluo per fare spazio all'inaspettato.
Forse di menti del genere ce ne saranno state altre intorno al mondo, ma non so quanti altri possano vantare il pregio di aver avuto tanto controllo da poter addirittura diventare azionista discografico di sè stesso, di una piccola ma dignitosissima e sagacissima etichetta e anche di altri dipendenti (leggasi fior fior di musicisti e produttori di tutto rispetto), facendo opere di volta in volta sempre più pregiate e al contempo ottenendo sempre più celebrità.
Ripeto, personalmente lo ritengo un Disco assoluto.
PS: se qualcuno ce l'ha originale su LP mi faccia sapere all'indirizzo sk8lrx@email.it che ne sto cercando come il pane..

AnalogueSound ha detto...

PS n.2: per la serie "aridalli con sto battisti fascista" (scusa John ma non ho cominciato io), se perseguire una strada del tutto personale voleva dire estraniarsi dalla massa, fino a questo punto beh.. sarei stato fascista proprio COME lui. Un po' perchè di massa ce n'è sempre fin troppa tanto che ne avanza sempre per fare la pizza, un po' perchè non farebbe male ricercare un po' dentro sè stessi e proporre la propria ottica come un'alternativa concreta, un po' perchè.. chissenefrega, le chiacchiere son sempre chiacchiere; la Musica è sempre Musica.
Ma per fortuna questa storia del Battisti fascista resta sempre e comunque soltanto un abbaglio per estremisti malinconici alla ricerca di un idolo con qualche capello in più del solito, o dall'altra parte per gente dichiaratasi intellettualmente e politicamente impegnata che non ha mai capito una mazza arrugginita nè del vero Lucio nè tantomeno della sua Arte.

J.J. JOHN ha detto...

Io credo che al di là dell'indubbia genialità, Battisti sia stato spesso sopravvalutato.
La sua influenza sulla canzone italiana fu indiscutibile, ma non scordiamoci che riguardò solo una certa genealogia di autori. Non altri altrettanto importanti.

Lucio fu imponente perchè conquistò il mercato ma non fu mai realmente significativo in termini antagonisti. In quell'ambito anzi, fu decisamente opportunista: attinse e sfruttò situazioni già consolidate e per questo credo che il suo valore andrebbe ridimensionato.

Nel momento in cui "essere fascista" aveva un preciso significato, egli lo fu senza mezzi termini.
Questo non tanto per il famoso "saluto", per le "braccia tese" per il "mare nero", per i finanziamenti all'estrema destra o perchè si dice abbia arrangiato dei brani di Fabrizio Marzi, ma perchè le sue canzoni parlavano da sole.
Qualunquismo, sciovinismo, machismo, opportunismo, populismo erano i valori più immediati che si potevano desumere dalle sue produzioni e questo è difficilmente confutabile.

Personalmente lascio viaggiare in pace l'anima di Lucio, ma concordo pienamente con un altro grande assente, Pierangelo Bertoli:
"Non c'è bisogno di dimostrare che Battisti era un fascista. Lo era e basta.".

Anonimo ha detto...

Album di un fascino straordinario e senza tempo.

Anonimo ha detto...

Sono contento che hai inserito questo disco del Grande Lucio per due motivi:
1) musicalmente è uno dei miei dischi italiani preferiti degli anni settanta
2) Con il blog ci azzecca abbastanza, anzi ci sta proprio bene

La vita dentro agli occhi dei bambini denutriti, allegramente malvestiti che nessun detersivo potente può aver
veramente sbiaditi.

Ekphrasys ha detto...

Spero che nel 2011 non ci sia ancora qualcuno così stupido (non mi vengono termini più edulcorati) da ritenere Battisti "fascista"?
Secondo uno sotirco, una persona nata dopo il 1943 NON può essere considerato fascista per definizione. Chi nasce, vive e cresce in una Repubblica è volente o nolente Repubblicano, tranne qualche RepubbliCHINO..
Battisti non si è mai interessato alla politica in vita sua, e chiunque l'abbia conosciuto lo sa molto bene. Battisti passava le giornate chiuso in casa a suonare la chitarra perché era un perfezionista, ed ascoltare musica perlopiù NERA (alla faccia del Nazi, vero?) di cui era un enorme estimatore.
Battisti aveva quella caparbietò e quella schietta riservatezza tipica di contadini; quando si metteva in testa qualcosa o voleva soddisfare la sua curiosità (e pare che Battisti pur non essendo un intellettuale tout court fosse intellettualmente curiosissimo e vorace) non c'era verso di distoglierlo.

Musicalmente, come una volta mi disse mio padre: "vedi, figliolo, l' Italia musicalmente si divide in due periodi...AB (ante Battisti e DB (Dopo Battisti).

Lui fu, il più autentico (insieme a Modugno) rivoluzionario della canzone italiana....D'autore, non d'autore? Chissenefrega....Piantiamola con queste etichette che basta andare oltre Chiasso per capire che sono sempre figlie del nostro provincialismo...

Prese, plasmò e ripropose influenze, grammatiche estranee alla "Canzonetta italica" ancora dominata dai vari Villa, Ranieri e soci (quelli si, i veri antagonisti dei giovani post '68 di allora) e creò la CANZONE ITALIANA...Punto. Canzone....Aiutato dall'esteta e malinconico Mogol...

Sciovinista? Conservatore? Machista?

Deve essere per quello che quando la Polizia fece irruzione a fine '70 in un covo delle BR, in un angolo, vicino al giradischi trovò la discografia di Lucio Battisti...Battisti senza volgarità, ma spesso usando perifrasi parlò di quello che intimamente accadeva ai giovani e meno giovani...Un cantante forse Adulto (per gente Above 20), ma le immagini che riusciva a creare "Quel carretto passava gridando gelati...", per non parlare di Amore NOn amore e Anima Latina che forse sono i suoi due album più sperimentali (prima di Don Giovanni) dimostrano una persona matura, irriverente anche verso la controcultura, verso il nascente femminismo o veterofemminismo...

E il tempo gli ha dato ragione, per diana se gli ha dato ragione...Ed ecco perché le sue canzoni sono invecchiate bene....

Saluti

rael ha detto...

Questo disco è semplicemente un ca-po-la-vo-ro..chi non lo ha vada subito a sentirselo!

aliante ha detto...

Parole sante Rael. Io la penso esattamente come te.

Anonimo ha detto...

E' prog. Io sono un allievo di Tullio de piscopo e ho fatto un anno a studiare le parti di batteria di quel disco.basta vedere il secondo pezzo di "macchina del tempo". Cosa fa gianni dall'aglio! con una mano gruppi di tre note su una campana o sul bordo del rullante, con l'altra una partitura tutt'altro che facile.

rael ha detto...

ha ragione anonimo...la seconda parte dell'album in certi tratti suona esattamente come il primo album omonimo de "Il volo"...non a csso un supergruppo prog-fusion, formato da molta gente che poco tempo prima aveva suonato in Anima Latina!

aliante ha detto...

A livello ritmico è un disco allucinante. Del resto, quello del ritmo è un pallino di Battisti e qui si è veramente sbizzarito(anche nel successivo album).Quello che mi affascina poi, è il tessuto sonoro in cui sono immerse tutte le canzoni e l'uso originalissimo delle chitarre elettriche(con il famoso "bidet" acquistato a Londra).

Rachmaninov ha detto...

Non sono mai stato un "amante" di battisti, ma è indelebile figure di mia infanzia e adolescenza.
Musicalmente avevo/ho altre preferenze, secondo me di più valore e forse per forza di cose, essendo io amante del prog, trovo ANIMA LATINA il migliore lavoro di Battisti.

Ciao e auguri per il blog, John, e scusa il mio italiano antico e decrepito (vivo da 40 anni all'estero)

PS: hai mai pensato di ampliare le liste? Credo che gruppi come IL BACIO DELLA MEDUSA, LA MASCHERA DI CERA, e molti altri meritano di essere conosciuti.

Ciao

JJ John ha detto...

Hi Rachmaninov, da dove ci stai scrivendo?
Guarda, questo sito si occupa solo di Prog Italiano anni '70 per cui i gruppi che hai citato, pur se validissimi, li lascio ad altri colleghi molto più "moderni" di me.
Io sono uno "storico" e tale rimango.
JJ JOHN

Rachmaninov ha detto...

Ciao...."telefono" dalla Germania, della qual nazione ho la cittadinanza - son già 39 anni che vivo qui.

Sai cosa mi meraviglia?
Non vedo nella lista del 1975 uno dei miei dischi preferiti, di un certo Enzo Capuano, un tipo incredibile che fa, appunto nel 1975, un unico disco di prog rock e alcuni anni dopo diventa cantante lirico (!!!)

Il disco è "Storia mai scritta" e mi farebbe piacere leggere una tua critica e che lo presentassi al mondo.

Ciao.

Rach

JJ ha detto...

Sehr gut herr Rach!
Raccolgo con piacere l'invito e ci risentiamo prestissimo. JJ

rael ha detto...

telepromozione: consiglio a tutti i fan di questo album l'acquisto del libro di Renzo Stefanel, pieno di aneddoti, spiegazioni musicali anche tecniche e analisi politica dei testi, e pure interviste ai diretti interessati (Callero, Maioli, Radius, Reverberi, Lavezzi, Cubeddu etc...).

aliante ha detto...

Grazie del consiglio Rael, me l'hanno regalato a Natale ed è veramente interessante e dettagliatissimo.
Un altro libro valido sull'argomento (magari lo conosci già) è quello di Renato Marengo, il giornalista di Ciao 2001 che riuscì a strappare un'intervista esclusiva all'artista reatino nel 1974 all'epoca dell'uscita di Anima latina.

Grazie ancora.

rael ha detto...

di nulla!!!
Ora bisogna convincere altri adepti ad amare sto disco fantastico e inarrivabile!

aliante ha detto...

Eh si Rael, purtroppo in questo blog mi sembra che siamo in pochi ad amare questo disco, forse il pregiudizio che molti hanno nei confronti di Battisti li porta a non avvicinarsi con il giusto spirito ad "Anima latina" o magari è solo pigrizia.

rael ha detto...

comunque c'è anche un gruppo su Fb dedicato al disco non so se sei iscritto...ho scoperto che ha ammiratori ovunque "Anima latina"!!!!!

seralf ha detto...

mah le polemiche pro-progressive sono non meno noiose e inconsistenti di quelle contro-progressive.
C'è contaminazione? suonano in quel periodo diversi musicisti attivi nella scena prog e jazz-rock? È un dato di fatto la compenetrazione dei generi: all'epoca ciò che noi chiamiamo progressive non esisteva, si parlava di "pop". Riguardo anche alle letture politiche sono aria fritta. Ciò su cui invece non mi trovi d'accordo è il discorso esoterico, in due sensi: 1) i testi prog non sono necessariamente esoterici (essendo il movimento talmente sfaccettato da non esistere un unico vero stile c'è chi usa testi fiabeschi e però densi di critica sociale e contemporanea diretta, come i genesis, e chi usa testi diretti e però più universali nei contenuti, come ad esempio il banco) 2) il miglior mogol è sempre diretto nella forma, ma accessibile ed universale nei contenuti. Quindi in minima parte "esoterico" se proprio vogliamo. Ovviamente siamo lontani nel bene e nel male anni luce da Panella :-)

al di là delle categorizzazioni e dei gusti, a me piace il respiro internazionale del disco, che è tale per l'ispirazione, la genuità restituita ai primi ascolti e la complessità negli ascolti successivi, per costruire le quali Battisti ha superato confini di genere che spesso appartengono solo alle orecchie poco avezze alla musica di qualità ;-)

roberto ha detto...

A scanso di equivoci, mi sento di citare i canoni del prog, per poi discutere se questo disco ne possa appartenere o meno.

mi rifaccio ovviamente alla chiara e perfetta descrizione di John:

1) Composizione pluristilistica che prevede l'utilizzo contemporaneo di tecniche, moduli e strumenti classici, jazz, folk, etnici, elettronici e concreti.

2) Negazione della forma-canzone e della matrice "blues-american", complessificata in un'organizzazione sinfonica dei brani sul modello della "forma- sonata" (introduzione, esposizione, sviluppo, ripresa, coda) .

2a) Orchestrazione destrutturata, ripartita e complessificata.

3) Ampie improvvisazioni soliste sul modello Jazz, le quali di norma implicano una notevole abilità esecutiva da parte dei singoli strumentisti.

4) Ritmiche caratterizzate da cambi ed accelerazioni di tempo con predilezione per sincopi e tempi dispari di natura extra-europea.

5) Soventi contrasti tra la complessità delle strutture armonico/ritmiche e la melodia cantata, eseguita o corale.

6) Utilizzo di "ponti" (ritmi, cori, armonizzazioni) per dividere i diversi movimenti.

7) Tessiture corali a supporto di quelle strumentali e soliste.

8) Tendenza all'unità concettuale dell'opera che si svolge seguendo un tema fisso.

9) Testi evocativi e ricchi di momenti retorici con un utilizzo "strumentistico" del canto.

9a) Nel caso particolare del Progressivo italiano (dovuto all'esclusiva situazione socio-politica) e in particolar modo dal 1973 in poi, si segnalano anche liriche fortemente dirette, asciutte e imperniate sulla denuncia sociale.

10) Cura maniacale degli arrangiamenti sia dal punto di vista musicale e tecnico, sia attraverso la ricerca di nuove sonorità.

11) Uso innovativo della tecnologia strumentale e dei mezzi di incisione.

Cosa non rispetterebbe questo disco a parte (ma questo è opinabile) il punto 9b? Insomma, non mi ricordo discussioni a proposito di "èèèèèèèèè festa! lalalalalalalalalalalala lalalalalalalà..."

lancio il sasso e mostro la mano...

roberto

J.J. JOHN ha detto...

Roberto,
hai fatto un'ottima disamina, ma il fatto che un'opera possieda delle caratteristiche identificative di uno stile non significa necessariamente vhe che vi appartenga.
E' solo facendo un rapporto col periodo storico di pubblicazione dell'opera e il contesto che l'ha generata che si ottengono risultati più verosimili.

In questo caso, Batttisti non era "Prog". Si "ispirò" al Prog ottenendo risultati eccellenti, ma solo per quanto riguarda il "suo" contesto: quello della canzone d'autore.
Il Pop italiano in quanto tale era già molto più avanti in quanto a complessificazione e consapevlezza.

tryvio ha detto...

Caro John,
apprezzo le tue recensioni e la tua visione critica del prog italiano, che spesso e il più delle volte condivido.
Su Anima Latina, tuttavia, dissento in toto. E' vero, come tu dici, che non basta che un'opera possieda qualcuna delle caratteristiche identificative di un genere per farla rientrare, per ciò solo, nel genere stesso a pieno titolo.
Tuttavia quando un'opera possieda TUTTE tali caratteristiche (e, stando ai canoni da te indicati e riportati due post sopra, il disco in questione le possiede TUTTE; anzi, forse è uno dei pochissimi dischi- o l'unico? - di prog italiano ad avere tale peculiarità), beh, allora essa deve considerarsi come facente parte del genere in questione a tutti gli effetti.
La realtà è che su Anima Latina pesa la pregiudiziale, ancora diffusa, di essere un disco di Battisti, quello delle canzonette, di o mare nero o mare nero, pregiudiziale che non ha toccato artisti che hanno seguito un percorso opposto (dal prog alle canzonette) come Battiato e Sorrenti. A loro è concesso aver fatto dischi prog, a Battisti no, in quanto egli deve muoversi nel "contesto della canzone d'autore", come tu dici.
Ma se giudichiamo un'opera per quello che è, Anima Latina è certo non meno "prog" di Fetus, di Pollution o di Aria, tanto per restare a Battiato e Sorrenti. Se fosse stata un'opera, anziché di Battisti, di un gruppo anni '70 con un nome evocativo a caso staremmo tutti ad inneggiare al "grandioso capolavoro del prog sinfonico".
Cosa che in effetti è. Anima Latina è il canto del cigno e lo spartiacque del prog italico. Nella seconda metà dei '70 ci sarà solo ancora qualcosina di derivativo e, per fortuna, qualcos'altro d'interessante (Stormy Six del periodo RIO, Picchio dal Pozzo, Carnascialia per fare degli esempi) che però con il pop-prog sinfonico "classico" ha poco a che fare.
Non è affatto vero, quindi, che all'epoca de Anima Latina "il Pop italiano in quanto tale" era più avanti: era solo moribondo, e sarebbe morto di lì a poco.

J.J. JOHN ha detto...

Beh, il Pop italiano aveva detto quasi tutto già l'anno prima di "Anima". In questo senso dico che era "piu' avanti".
Battisti fece tesoro di tutto e lo utilizzò nel suo percorso autorale: logico dunque che il disco contenesse tutte le caratteristiche del Prog.
Una cosa è però "inventare" uno stile, un'altra è "farne uso".

Poi, come sai, la mia lettura del prog si basa su un filo conduttore
"di parte", essendo convinto che il movimento Prog fu figlio di un determinato percorso sociale e politico. E di quello Battisti non ne faceva parte a differenza per esempio di Battiato o Sorrenti.

Poi naturalmente, i confini sono molto sottili e credo siano diversi per ogni recensore, ma personalmente mi trovo abbastanza coerente.

Ultima cosa: "Anima" non fu lo spartiacque del Prog Italiano che nel 74 si divise semmai tra radicalismo e contaminazione per scelte radicate negli sviluppi della società, esasperando o ammorbidendo i toni a seconda delle diverse sensibilità: una dualismo che in "Anima" non c'è esattamente perchè Battisti era, secondo sua stessa ammissione, disinteressato alla politica.

Dico comunque tutto questo, senza nulla togliere al genio di Battisti e alla sua "Anima", che fu veramente un gran bel disco.

roberto ha detto...

Capisco perfettamente il tuo punto di vista John, e apprezzo particolarmente come tu cerchi di contestualizzare l'analisi e le disamine sui dischi al periodo storico in cui i dischi son stati pensati partoriti e creati.
Nonostante questo pero', direi che qualcosa non mi torna.

Sul fatto che Battisti non fosse un artista prog non c'e' ovviamente manco bisogno di parlare visto che comunque lo si puo' considerare un dato di fatto.

Sulla collocazione del disco pero' i miei dubbi permangono, non tanto per cio' che dici in riferimento al disinteresse di Battisti per la politica che lo estromise (cosa che non vuol dire che lui ne volesse far parte) dal movimento pop italiano, ma solo perche' come dici tu, una cosa e' "inventare" e un altra e' farne uso.

Direi che degli artisti recensiti nel tuo blog, di inventori ce ne siano ben pochi (nessuno me ne voglia, ma e' un dato di fatto che quando qui si cantava ancora l'amore e i cento all'ora il genere prog era gia' bello e collaudato altrove). Chiaramente con tutto il rispetto per ognuno di essi mi riferisco solo al concetto che esprimi, in base al quale diventa difficile anche catalogare qualsiasi forma d'arte.

Poi, non capisto come possa aver piu' diritto a stare in questo blog "Parsifal" rispetto ad "Anima", anche se i voti non son stati tanto clementi con il primo...

Poi certo, il prog italico spicca per le caratteristiche che lo vedono impegnato e politico, ma sebbene questa sia una chiave di lettura perfettamente azzeccata, non puo' pero' essere la discriminante decisiva, o addirittura l'unica, e a questo punto mi sposto nella duscussione su Battisti fascista.

Non e' forse un piacere poter fare queste discussioni?

roberto

J.J. JOHN ha detto...

Sul "Battisti artista prog" taccio perchè non credo che arriveremo mai a un compromesso: lui si "servì" del Prog esattamente come fecero i Pooh, ma non "fu" un artista Prog.
Le differenze tra i due stanno nel fatto che "Anima" fu un lavoro rivoluzionario per la canzone d'autore mentre "Parsifal" salì marchianamente sul carro dei vincitori. Un po' come fece l'Equipe con ID.
Questo credo sia il motivo per il quale non ha preso molti voti.
Personalmente, li ho recensiti entrambi su richiesta.

Il problema sulla tragressività (come la chiamo io)del nostro Pop non viene qui risolto riferendosi a quello inglese che come fai giustamente notare, era di ben altro livello.
Mi piace considerarlo semmai come una forma di espressione autoctona interna alla storia italiana: una subcultura che ha radici profonde e che a sua volta ha germinato molto. Soprattutto, una delle espressioni più libertarie che il nostro Pop abbia mai avuto. Approccio di cui oggi si sente molto la mancanza.

So che la mia analisi può avere dei limiti, ma è allo stesso tempo una via nuova per leggere un fenomeno che nella sua marginalità fu importante.

roberto ha detto...

Infatti non mi son spiegato, non reputo Battisti un artista prog, niente di piu' lontano musicalmente e ideologicamente...

Solo che questo secondo me e' un disco prog come e piu' di altri a livello tecnico e secondo me anche di contenuti, non e' ascrivibile al movimento ma e' proprio come dici tu, un bel tentativo (per me azzeccato) di aggiungere latinita' ad una musica nata come anglosassone, (e scusate se e' poco), per me e' l'elemento chiave che e lo fa vedere come prog o pop.

sulle motivazioni che ne stanno alla base possiamo discutere, nel senso che capisco l'idea secondo cui Battisti ha cavalcato per un attimo qualcosa di non suo, ma diciamo anche e rendiamo merito al fatto che non e' uno scopiazzamento o un dischetto buttato li' a caso cercando di imitare lo stile di altri...

Insomma, il disco non e' stato magari precursore di nulla, ma e' stato una delle gemme germinate dal clima artistico "libero" che tu giustamente descrivi.

Non credo che la tua analisi abbia limiti, solo che abbiamo due approcci diversi e non ci si verra' incontro, anche se e' chiara la tua linea e se proprio devo dirla tutta, ha perfettamente ragione a non voler separare movimento da musica.
Probabilmente e' una forzatura la mia.. non vado nemmeno pazzo per Battisti... eheheh

roberto

Maruska ha detto...

Non capisco come dopo tanti anni alcuni possano ritenere Anima Larina un disco progressive. Lo fu solo formalmente, ma gli mancarono le basi per essere annoverato in quella categoria, esattamente come lo fu Parsifal per i Pooh.
A dispetto di chi afferma il contrario, Amima Latina fu invece la testimonianza che il Prog non era poi così marginale, ma che anzi, dato il suo radicamento, stuzzicava molti artisti popolarissimi (Battisti, Pooh, Dik Dik, Giganti, Equipe) a saltare sul carro dei vincitori.
Confondere la forma con la sostanza è un errore tipico del nostro tempo, specie quando si parla degli anni '70: perchè im molti non li vissero o perchè i vent'anni successivi di neoliberismo hanno addormentato le masse. e non ditemi che non è così.

rael ha detto...

Dissento dall'ultimo commento...
1) Anima Latina è un disco prog ma come poteva esserlo nel 1974...i fiori del prog italiano erano già sbocciati, come ha giustamente detto il Padrone di Casa ormai si era detto tutto...quindi Battisti non stava salendo sul carro dei vincitori, attento com'era alla musica estera poteva fare un disco prog nel '70 e avrebbe anticipato praticamente tutti, PFM inclusa.
2) I musicisti impiegati nel disco erano impegnati a suonare quel tipo di musica già per conto loro, quindi non è uscito "casualmente" un disco prog.
3) Tra i gruppi storici del prog vengono sempre messi in mezzo i Jethro Tull...ebbene Anima Latina da solo è più prog di tutta la produzione dei JT...

aliante ha detto...

Sono pienamente d'accordo con te Rael.

Se Battisti avesse avuto carta bianca e non i soliti produttori che ti tarpano le ali per il fottuto marketing, ne avrebbe sfornati 10 di album Prog e non solo "Anima latina"
che comunque per me è Prog al 100%.

"Anonimo", "Macchina del tempo", "Anima latina" non sono Prog...mah.

Vedo che il pregiudizio su Battisti è sempre alto e molti non hanno capito il suo genio musicale.

Anche la storia su Battisti fascista...io penso come Rael che a Lucio della politica non importasse granchè, e poi perchè nessuno si è mai chiesto se Mogol è fascista, visto che i testi alla fine li scriveva lui?

Molti diranno: però lui li cantava!

Purtroppo gli artisti hanno le loro debolezze e personaggi intorno che possono farti male.

"Io mi ero lasciato entusiasmare,
da quel tipo intellettuale appariscente,
che in fondo in fondo non valeva niente,
una cosa che non so capire davvero" ( Da "Mistero" 1982 ).

Comunque,
oggi è il 9 Settembre e nel 1998
ci ha lasciati Lucio Battisti.

R.I.P.

Anonimo ha detto...

Scusate, Anima Latina, un LP meraviglioso, figura giustamente in questo Blog Progressivo, perchè non vedo MU di Richard (Cocciante), da molti, se non da tutti, considerato
Progressive a tutti gli effetti?
E che Progressive...
Cc67

J.J. JOHN ha detto...

Su Classic Rock il Prog Italiano viene considerato anche sotto l'aspetto politico e movimentista.

Battisti compare perchè fu uno dei bersagli del movimento e gli furono rivolte pesanti accuse. Dunque si è pensato di riprendere quel dibattito a distanza di anni per vedere le varie opinioni.

Cocciante invece rimase al di fuori di quelle polemiche eccetto quando fu attaccato per "Bella senz'anima", ma quella era un'altra musica.

Grazie comunque per aver ricordato Mu a cui parteciparono tra l'altro grandi musicisti Prog come Carlo Rustichelli, Maurizio Giammarco e Joel Vandroogenbroeck.

roberto ha detto...

Diciamo che capisco perfettamente il punto di John e il commento di maruska, ma il mio tentativo non è certo quello di amalgamare Battisti al Prog italiano semplicemente grazie o a causa di "Anima Latina". Nè cerco di confondere la forma con la sostanza.
Pur riconoscendo come il prog italiano avesse come caratteristica quasi fondante l'appartenenza al movimento, possiamo concordare su come non necessariamente tutti i dischi inseriti in questo blog siano riconducibili alla matrice controculturale o movimentista. La mia domanda è semplicemente perchè penalizzare "Anima Latina"?
Abbiamo visto che a livello tecnico non manca nessuno dei canoni che tanto puntualmente John ci elenca come basilari in fatto di progressive. Allora il problema può essere Battisti, o Battisti che canta Mogol, e questo è sufficiente ad escludere l'artista o gli artisti dal panorama di cui si occupa questo blog. Io però ritengo che sul disco si possa avere qualche dubbio, visto che non sarebbe l'unico a non avere legami ideologici con il movimento.

Sul fatto che poi il prog italico sia strettamente connesso con un determinato mondo di ideali e un determinato approccio al mondo concordiamo appieno, nel mio piccolo reputo gli Area il più alto esempio di prog italico, appunto, proprio per le loro caratteristiche trascendenti ma allo stesso tempo così connesse con la musica.
è vero anche come dicono maruska qui e John nel topic su Battisti fascista che i venti o i trent'anni successivi al periodo analizzato, rendono le nostre disamine facilmente travisabili, ma non pensiate che ritenendo "Anima" un disco prog stia buttandolo scriteriatamente nel pentolone prog, o che non riesca a distinguere le motivazioni alla base del disco, nè tantomeno che non consideri il movimento come parte fondante della costola musicale e viceversa.

roberto

roberto ha detto...

Si è parlato tanto di Battisti, fascista, maschilista, che lo fosse lui personalmente o che fosse "solo" accondiscendente con Mogol etc. etc.

"Da femmina latina a donna americana".

questo verso di "Due mondi" secondo me racchiude un'analisi sul ruolo della donna di allora, analisi che potrebbe essere interessante riscoprire oggi, per capire quelle trasformazioni che le donne con tanta fatica hanno cercato e ottenuto, a cosa abbiano effettivamente portato.

Se reputate valevole di discussione questo spunto spero ne potremo discutere.

Ma da una frase del genere, emerge maschilismo o il suo contrario?

ciao a tutti,
roberto


J.J. JOHN ha detto...

Impressionante le volte che viene ripetuto il verso "Voglio te" quasi come fosse un ossessione.
Finalizzato evidentemente a scopare una donna modello: "sesso che tu prendi e dai", come fosse acqua fresca.

Il maschio evidentemente ambisce questo tipo di concessione, ma nella canzone deve rientrare paternalisticamente nei valori borghesi: "L'amore è qualcosa di più del vino, del sesso", come se la donna non lo sapesse.

Latina o Americana, insomma, basta che sia puttana.

Questo è il mio punto di vista e quello di molte compagne con cui ebbi il privilegio di confrontarmi.

-------------------

PS: Rob, ricordati dei miei biglietti cinesi cazzo. Che se non me li mandi tu, divento triste.
Abbraccio
John

roberto ha detto...

Quindi tu la vedi come una critica reazionaria ai cambiamenti che le compagne in quegli anni lottavano alla morte per ottenere.

P.S.Scusa John, come hai potuto vedere dalla mia assenza anche qui ho vissuto in apnea le ultime settimane... ma questa settimana faccio tutto!!!

Un abbraccio
roberto

J.J. JOHN ha detto...

Non esattamente. Non possiamo parlare di "critica" perchè non ci sono i presupposti dialettici.
Semmai è un testo che identifica un autore della destra borghese.

In questo caso il soggetto è il desiderio ma, come vedi, non esiste una controparte. La donna è muta.

E' un po' lo stesso concetto de "Il leone e la gallina", sempre di Mogol, o di "Bella senz'anima", anch'essa odiata dalle femministe.

In entrambe il rapporto tra sessi è solo potenziale poichè la visuale è solo maschile, imperativa, monodirezionale: "Presto mia sarai", "E adesso spogliati", "Ascoltami senza interrompere" e via dicendo.

Difficile pensare che certi testi fossero democratici. Personalmente preferisco il Mogol più intimista.
Peccato che a volte, il parlare troppo del "se" nasconda un'anima controrivoluzionaria.


PS: Thanks for the chinese cards.

Anonimo ha detto...

Anima Latina è il disco piu' ermetico di battisti. Ma molto caldo e vivo dopo 28 anni . Emoziona e le musiche non sono "scadute" . L' album chiude la 2a fase di battisti.
GRANDEEEEEEEEEE

aliante ha detto...

Oggi "il nostro caro Lucio" avrebbe spento 70 candeline.

J.J. JOHN ha detto...

Anche un altro Lucio ne avrebbe spente ieri 70.

E tra poco meno di un mese, Serge Gainsbourg avrebbe sputato sui suoi 85 fottuti anni da rockstar.
Così va il mondo.

Anonimo ha detto...

Caro John, ma se come dici tu Battisti con questo album sarebbe opportunisticamente salito sul "carro dei vincitori", come spieghiamo "Amore e non Amore" che è del 1970, dove mi pare ci sia ben più di un esempio di prog? e la copertina? perchè Battisti è un "borghese" e Battiato no? scusa ma sono giovane e mi piacerebbe capire.
Ernesto

J.J. JOHN ha detto...

Caro Ernesto, non hai tutti i torti ma il Prog italiano era anche e soprattutto una musica di movimento. Almeno per quanto concerne la sua parte più verosimile.
Il resto era un esercito di artisti che si "ispirava" a quello stile e Battisti fu uno di quelli.
Genio assoluto certamente, ma mai coinvolto politicamente , o almeno non nella direzione in cui andava il Prog e il movimento.
Per questo "borghese" a differenza di Battiato che circuitava in ben'altri ambienti.
Oggi ovviamente non è facile assimilare questi ragionamenti, ma occorrerebbe farlo anche per una maggiore consapevolezza di chi siamo e dove vogliamo andare.
E' un discorso lungo ma possiamo sempre tornarci sopra.

Unknown ha detto...

Battisti genio anarchico, libero dalle appartenenze di partito per moda e per la...vendita di dischi.. Caso di rara coerenza nel perseguire i propri obiettivi artistici indifferente alla critica ed alla curiosità banalizzante dei media. Ogni sua produzione fu, e lo è ancora, il punto di riferimento per molti celebrati cloni.
Insofferente al significato stretto e limitante della parola preconfezionata, alla quale comunque seppe dare sfumature di grande originalita' e freschezza (Mogol), trovo' con Panella lo svincolo del testo precostituito ed il pretesto per il suo "volo libero in alta quota senza paracadute"(Cerami).
Precisazioni: fascisti erano quegli sfigati/cannati vittime di una moda politica intollerante e oscurantista.
Anima latina progressive o no, e' ancor oggi un capolavoro che non mostra i segni del tempo e che si tramanda di generazione in generazione sempre con la stessa identica forza ed originalità.
Grazie Battisti per averci regalato tanti capolavori e aver ispirato tanti cloni..più o meno riconoscenti!
Sted

UGO ha detto...

NON HO MAI DIGERITO QESTO DISCO X VIA DELLE SUE SONORITà TROPPO SUDAMERICANE IN ESSO INSITE.A PROPOSITO JOHN T RIPORTI DUE ALBUM A NOME LUCIO UNO è QUESTO E L'ALTRO?CIAO UGO

J.J. JOHN ha detto...

... non ho capito la domanda scusa.

ugo ha detto...

scusami jj ma di lucio battisti quanti dischi son stati recensiti sul tuo sito?

J.J. JOHN ha detto...

Uno, solo questo. Non mi sembrava il caso di andare oltre.

C'è poi un articolo sul "Battisti politico" che ha sollevato un vespaio e che trovi qui:

http://classikrock.blogspot.it/2010/08/battisti-fascista.html

ugo ha detto...

a questo disco gli ho sempre preferito AMORE NON AMORE non fosse altro perchè + rock e per la presenza di alcuni elementi della PFM ugo.DIO MIO NO e SE LA MIA PELLE VUOI su tutte!!!

UGO ha detto...

sarebbe interessante una scheda su AMORE E NON AMORE non solo per il contenuto del disco ma per la presenza di alcuni dei futuri componenti della PFM oltre al solito RADIUS onnipresente!e nel 71 aveva già inciso due dischi con la FORMULA 3

Anonimo ha detto...

Non entro nella diatriba se Battisti sia da annoverare fra gli artisti Prog oppure no. So solo che a 40 anni dalla sua pubblicazione Anima Latina e' un disco sublime, godibilissimo, che suscita all'ascolto emozione e piacere che non possono essere etichettati in un genere musicale o in un altro. Non sono un musicista nè un musicologo ma una persona che ha vissuto quegli anni (i settanta) da adolescente e che certe considerazioni le ha potute fare solo anni dopo, quando ha maturato le proprie esperienze di vita. L'ascolto di Anima Latina evoca emozioni legate alla vita vissuta, a momenti forse personali di storie sentimentali e d'amore: forse è per questo che lo amo in maniera incondizionata ed è per questo che non smetterò mai di ringraziare il grande Lucio e Mogol per aver creato questo capolavoro.

roberto ha detto...

Parafrasando il vecchio Colonnello Douglas Mortimer:

"Gli artisti non sono mai Prog. Gli album, a volte, lo sono.."

Alachetue'!

claudio65 ha detto...

Vent'anni fa, Lucio se ne andava. Vorrei ricordarlo con una frase detta su di lui da Renato Zero:"Lucio aveva sconvolto il mercato discografico, nel senso che, con lui in classifica, le cazzate non erano più ammesse. Canzonette stupide, motivetti idioti dovevano vedersela faccia a faccia con cose come I Giardini di Marzo."
Per competere con lui, i complessi da "beat" sono dovuti diventare "prog" e i solisti da canzonettari a cantautori. Oltre ai suoi capolavori musicali, Battisti ha offerto questo contributo di "spinta" al movimento della cosiddetta "musica leggera" italiana, che grazie soprattutto a lui, per qualche anno è stata un po' meno "leggera" del solito. Ci manca, anche per questo.

ugo ha detto...

be debbo ammettere che renato zero in questa riflessione ci ha azzeccato in toto! tra l'altro considerando il personaggio non mi spiacerebbe se il mitico john facesse una scheda pure su renato che di certo non è ne prog ne tantomeno rock ma credo che un suo album andrebbe recensito...o no? quale poi be io direi tra zerofobia zerolandia ed erozero ma forse mi sbaglio ma vi prego non linciatemi ugo

claudio65 ha detto...

Però, forse, Renato Zero qualche vago trascorso Prog pure ce l'ha. Credo abbia collaborato con Tito Schipa Jr nell'opera rock "Orfeo 9" e forse c'è il suo zampino in qualche composizione dell'epoca prog. Mi sbaglio? Per il resto, concordo: Renato Zero, personaggio interessante comunque, si è costruito la carriera su binari assai lontani di quelli di cui parla questo blogspot. Anche, se, almeno nei suoi primi album di successo, un po' di rock non mancava.

U G O ha detto...

be di certo renato zero non è mai stato prog ma gli ho sempre preferito la sua produzione dei 70 almeno la fase che va da trapezio a erozero.
tra l'altro proprio su trapezio ci sta un pezzo dal titolo sgualdrina che altro non è che la cover dei SUPERTRAMP DREAMER

Zip ha detto...

renato zero? NO GRAZIE

Anonimo ha detto...

Nooo, ma che c'entra Renato 0 con il prog...

Unknown ha detto...

Battisti stella polare, personaggio scomodo nel giardinetto pacchiano della musica de no altri. Vero anarchico, sperimentatore geniale, precursore seriale, libero, irriverente, indifferente al consenso politico del momento, coerente nello scomparire e nel mai più riapparire. Ma chi se ne frega se prog o no prog..Anima latina è "semplicemente" un capolavoro.
Fascista? ah ah ah

Anonimo ha detto...

Ottimo disco, per me il migliore di Battisti, anche se i testi di Mogol in generale non li ho mai apprezzati più di tanto !

Notevoli anche i precedenti lavori Il mio canto libero e Il nostro caro angelo

Dal 1976 in poi Battisti non mi ha più convinto come prima

Michele D'Alvano

Anonimo ha detto...

Discreti anche Emozioni, Amore e non amore e Umanamente uomo : il sogno .

Gradevole ma non entusiasmanti i quattro dischi con Mogol successivi ad Anima latina

E già del 1982 mi ha lasciato sempre un po' perplesso

Tutta la produzione con Panella rimane per me affascinante anche se spiazzante ed enigmatica ; ritengo Don Giovanni il miglior disco della fase Panelliana

Michele D'Alvano

Anonimo ha detto...

Gradevoli

Michele D'Alvano

Anonimo ha detto...

Discreto l'esordio omonimo del 1969

Piacevoli i lavori Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso eccetera del 1976, Io tu noi tutti del 1977, Una donna per amico del 1978 e Una giornata uggiosa del 1980 .

Carino E già del 1982

Interessanti Don Giovanni del 1986, L'apparenza del 1988, La sposa occidentale del 1990, Cosa succederà alla ragazza del 1992 e Hegel del 1994

Carino Immersione del 1982 di Pappalardo con Battisti supervisore

Discreto e sorprendentemente interessante, sempre di Pappalardo, Oh ! era Ora del 1983 con i testi di Panella firmati con lo pseudonimo Vanera e con Lucio Battisti che produce, arrangia e suona chitarra , sintetizzatore e basso

Michele D'Alvano

Anonimo ha detto...

Di Battisti interessanti i 45 giri del 1971 Pensieri e parole/Insieme a te sto bene e La canzone del sole/Anche per te .

Discreti i singoli Le tre verità del 1971 e Elena no del 1972

Michele D'Alvano

Anonimo ha detto...

Da wikipedia :

"Il misterioso Gneo Pompeo
Nei crediti del disco sintetizzatori e archi elettronici sono accreditati a "Gneo Pompeo". Ancora oggi non è ben chiaro chi si celi dietro questo pseudonimo: Gian Piero Reverberi, le cui iniziali coincidono con quelle di Gneo Pompeo, che per molto tempo è stato il maggiore sospettato a causa delle precedenti collaborazioni con Battisti (Il nostro caro angelo, Il mio canto libero, ecc.), ha dichiarato di non aver più collaborato con Battisti dopo il 1973[32], ma diverse testimonianze di musicisti lo indicano come presente sporadicamente in sala durante le registrazioni del disco[33][34]. Secondo Vince Tempera invece si tratta di Gabriele Lorenzi[35], che però ha dichiarato di non saperne nulla[36].

Michele Neri, nel suo volume del 2010 Lucio Battisti - Discografia mondiale. Tutte le canzoni, le produzioni, le collaborazioni, pubblicato da Coniglio editore, ha scritto di aver individuato chi si celi dietro lo pseudonimo: un musicista di fama internazionale che però, interpellato, ha affermato di non voler essere coinvolto in alcun modo in questo album e di non voler quindi rendere noto il suo nome.

Nel maggio del 2021, intervistato dalla rivista Rolling Stone (edizione italiana), Vince Tempera è tornato sull'argomento, affermando di essere stato lui ad aver suonato i sintetizzatori poi accreditati a "Gneo Pompeo" nelle note di copertina di Anima Latina:

Sì, Gneo sono io. Pensa che neanche sono andato a ritirare i soldi della registrazione di Il mio canto libero, come a dire: «Guarda, ho ragione io, tienti i soldi, non me ne frega niente». È stato un gesto un po’ guascone però l’ho dovuto fare. Il nostro lavoro non è sempre un problema di soldi, è anche e soprattutto un problema di idee musicali. Almeno io lo intendo così, altri no.[37]"

^ Vince Tempera, come passare da Battisti ai cartoni giapponesi ai Diaframma, su Rolling Stone Italia, 30 maggio 2021. URL consultato il 31 maggio 2021.
https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/vince-tempera-come-passare-da-battisti-ai-cartoni-giapponesi-ai-diaframma/563293/

Michele D'Alvano

Carolina ha detto...

Ciao! Sono la sola a vedere in questo album (meraviglioso) di Battisti un manifesto del poliamore ante litteram? "è una vela la mia mente, prua verso l'altra gente", "una terra senza serra dove i frutti son di tutti", "amore, gelosia, amor di borghesia" in due mondi e "mio per sempre..... e fu la morte anche per lei... se tu confondi i mondi, amore e proprietà, tu perdi me!", "d'amor la terra è pregna anche se gramigna nel seme, il seme ha, dell'esclusività", "programmare una vita in un giorno vuol dire morire quel giorno con te, ed io voglio mai perder nessuno, e nessuno che perda mai me" in macchina del tempo.

Anonimo ha detto...

Ciao Carolina, da Mogol, anche per chi gli vuole bene, credo non ci si possa aspettare tanto :)

Simone

Carolina ha detto...

Ciao, ma allora spiegatemi questi versi vi pregooooo

J.J. JOHN ha detto...

Più che di "poliamore", inteso come insieme di rapporti multipli coscienti e consapevoli, in questo "Anima latina" vedo più la volontà di Mogol e Battisti, di sottrarsi al clima soffocante in cui il successo li aveva ingabbiati. Battisti iniettando nelle sue composizioni elementi brasiliani e prog mediterranei, e Mogol tentando di rifuggire dai suoi soliti schemi nazional-popolari. Quindi, si lascia andare a continue visioni che, se non riescono a nascondere la sua anima inesorabilmente conservatrice, almeno producono un patchwork diverso dal solito.

In "Due mondi" si parla di desiderio di fuga da un rapporto con una donna evidentemente troppo lasciva (la solita donna-puttana di Mogol, come in "Supermarket" o Il "Leone e la Gallina"), "puntando la prua" là dove gli amori siano indistintamente condivisi o borghesi, ma soprattutto "nuovi".

Stesso vale per "Macchina del tempo", dove il tema è sempre quello della fuga da un rapporto amoroso ritenuto troppo ossessivo (che "confonde mondi e proprietà" e che vorrebbe "programmare la vita in un giorno"), ma in questo caso l'autore opta per tenere i piedi in due scarpe: "io voglio Mai perdere nessuno e nessuno che perda mai me".
Giusto come concetto di base, ma bisogna anche saper condividere. E qui mi sembra che non ci siamo.

In altre parole Carolina, anche se questi testi sembrerebbero evocare il "poliamore", non credo sia così. Diciamo che è sempre il solito Mogol ma in veste leggermente diversa, tutto li.

Il poliamore richiede invece un grado di coscienza molto più elevato, che qui credo non ci sia. Si tratta di un processo "inclusivo" mentre Mogol parla sempre e comunque di "fuga", e nondimeno richiede una chiarezza molto superiore ad un linguaggio stavolta volutamente criptico.

O ameno, così la vedo io.

Anonimo ha detto...

Grazie dell'intervento John, sottoscrivo pienamente. Mogol come poi tanti altri artisti, italiani e non, ha fiutato il vento nuovo, e bravo com'era con le parole ne ha dato un'ottima versione. Sotto sotto è sempre lui, interessato e individualista, borghese sferico. Così sono le loro relazioni: sodalizi interessati, per forza che parlano solo di fughe :)

Saluti a tutti,

Simone

Stedart ha detto...

Da anima latina a Battisti/Panella, un volo libero in alta quota senza paracadute..(Cerami)
Vette irraggiungibili per i più, il resto solo chiacchiere..

Anonimo ha detto...

Cerami avrebbe dovuto ascoltarsi Images... altro che vette irraggiungibili.

Stedart ha detto...

tra te e Cerami, beh, non serve dire altro

Anonimo ha detto...

Perché, tu chi cazzo sei? Lo hai mai ascolato Images? E se Cerami ne ha parlato bene, vuol dire che, o non parla inglese, o lo parla male, o ha dato un giudizio di parte, tipico vezzo dei veltroniani.
Sarebbe bello JJ se facessi una scheda su Images...