Intervista a Gianni Bianco dei Circus 2000

gianni bianco circus 2000 IN ESCLUSIVA PER CLASSIC ROCK:  INTERVISTA  A GIANNI BIANCO, L'INDEMONIATO BASSISTA CHE HA CARATTERIZZATO CON SILVANA ALIOTTA IL SOUND DEI MITICI CIRCUS 2000.
A LUI E A TUTTI I CIRCUS VA IL NOSTRO PIU' GRANDE E SINCERO ABBRACCIO!



J.J.: Caro Gianni, innanzitutto grazie mille per la tua cortese disponibilità. Comincerei col chiederti come sono nati i Circus 2000?

 GB: Suonavo in un gruppo storico di Torino, I Kobra col quale avevo vinto un concorso cittadino ed il concorso Davoli regionale ottenendo una certa popolarità.
Quando il gruppo si sciolse, un mio compagno di scuola mi disse che suo zio Johnny Betti, ottimo jazzista, cercava dei giovani musicisti per formare un gruppo rock. La cosa mi stupì un poco ma accettai quando seppi che era più vecchio di me solo di pochi anni.Johnny mi chiese se conoscevo un bravo chitarrista ed io gli presentai Marcello Quartarone che suonava con me nell'ultima formazione dei Kobra ed era già un fervido compositore.
Chiamammo il trio Genius e facemmo esperienze bellissime con vari musicisti che andavano e venivano tra cui i sassofonisti Guido Scategni, Eddy Busnello (lo puoi sentire nel primo disco degli Area), un fantastico organista californiano Dennis Kaufmann (quando si dice il caso) ed i cantanti Mario T. ed il grande Pierfranco Colonna.
Suonammo di tutto da Hendrix a Otis Redding, dai Cream a J. Cocker, ai Vanilla Fudge e BS&T e a un certo punto decidemmo che era ora di fare sul serio. Pensai a Silvana Aliotta che avevo sentito cantare tempo prima senza più dimenticarla.
Così ci mettemmo al lavoro ed io proposi il nome Circus 2000 ed il canto in inglese
e non tanto per spacciarsi come stranieri, ma per avere un sound migliore e perchè poteva aprire porte chiuse, come è poi successo.
regalami un sabato seraNel primo LP il batterista Johnny Betti compose "I am the witch" e Marcello il resto.
Il testo di "Try to live" è scritto da me,così come tutti i testi di "An escape..." ed il brano "Hey man".
Tutti gli altri brani sono di Marcello e qualcosa è improvvisato in studio. Tutti hanno contribuito attivamente, con fantasia, agli arrangiamenti.
Non essendo iscritti alla Siae non firmammo i pezzi e stiamo ancora aspettando i soldi, comprese le royalties! Bello vero?
Se penso che i nostri CD sono stati venduti un pò in tutto il mondo...



J.J.: Già... infatti siete stati praticamente tra i primi a portare avanti un certo discorso Pop (inteso come Pop italiano ndr), ancora prima del Progressive. Ma dimmi, questa "voglia di novità" era premeditata o vi veniva, per così dire, "spontaneo trasgredire"?

 GB: La seconda che hai detto. E poi, scusa, ma non trovo adeguato il termine Pop. Come afferma Vernon Joynson, autore del libro "The flashback", noi appartenevamo al genere Psych Progressive. .. se proprio vogliamo stabilire un genere...

J.J.: E poi come siete approdati alla Ri-Fi?

GB
:
Alla RiFi ci presentò il nostro impresario attraverso un'audizione. Le difficoltà vennero dopo per arrivare ad incidere "An escape...", ritenuto troppo "osè".
Tra l'altro il contratto prevedeva anche un terzo LP che la RiFI non volle più fare e registrò solo qualche 45 in italiano con Silvana.
Si sono liberati di noi e sono stati tutti contenti,credo.



silvana aliotta e gianni biancoJ.J.: Alla faccia della gratitudine...
Dimmi Gianni, come mai questa impostazione così "californiana" del primo album?


 GB: Non saprei... a quel tempo avevamo pochissimi dischi e quasi tutta roba inglese, o R&B o Jazz... per di più passavamo le sere libere allo Swing Club di Torino ad imparare dai grandi jazzisti che passavano di là.
Una cosa è certa però: a quel tempo la Psych Generation era come se fosse in contatto telepatico. Noi suonavamo l'onda e l'onda suonava attraverso noi.


J.J.: E quando andavate in giro, che riscontro avevate?

GB: Buono. Nessuna diffidenza e a parte i soliti provocatori che potevi incontrare qua e là: per esempio partecipammo all'11° Cantagiro e quando arrivammo a Perugia salendo un viale, certi "goliardi" bombardarono il corteo dall'alto con una sostanza marrone che non era cioccolato!
Tutti quelli davanti a noi (15) furono colpiti, ma il nostro furgone non fu neanche sfiorato e dietro non so chi si salvò! Grazie ragazzi!

Comunque a parte alcuni episodi sporadici era tutto OK..

J.J.: Gianni, cosa ha provocato svolta "Prog" del secondo album? Vi siete adeguati all'aria che tirava, sentivate che finalmente c'era più spazio per delle idee nuove o cos'altro?

 GB: Era semplicemente nell'aria... un' evoluzione naturale.
Hai mai sentito Ummagumma dei Pink Floyd? Era del '69, ma se noi avessimo proposto qualcosa di simile in Italia nel '69/'70 ci avrebbero fucilato!
Comunque lo spazio dovevi prendertelo rischiando tutto. E così abbiamo fatto.


J.J.: Com'è andata questa "seconda fase" rispetto alla prima? 

GB: Per noi sempre meglio, anche se cambiare tanti batteristi mi ha creato qualche difficoltà. Comunque sono stato fortunato, erano tutti bravissimi e sensibili e mi hanno aiutato a crescere.
Le serate però sono diminuite un pò perchè il genere si faceva più impegnativo e forse era insufficente la promozione.
Per fortuna la TV, il Cantagiro, la vittoria al secondo Festival delle nuove tendenze e Controcanzonissima '72, ci hanno portato molta popolarità e rispetto.
 

J.J.: A proposito di Festival Pop , che aria tirava? 

GB: In genere sempre buona, bastava essere in forma e suonare con tutta l'anima.
L'aria era: "siamo tutti qui con un solo desiderio stare in pace e trascorrere una bella ed indimenticabile giornata". Vorrei poterli abbracciare tutti in un colpo solo. Dovunque siano,vorrei ringraziarli di aver lasciato un segno e tante buone vibrazioni nei vari festival d'Italia.


J.J.: Frequentavate altri gruppi... anche politici voglio dire?

 GB: Musicalmente frequentavamo solo i gruppi di Torino, a cui rivolgo un caro saluto.
Avevamo però molta stima per molti gruppi italiani, citerò gli Area per tutti.
Politicamente invece no
! Come dissi a suo tempo ad un intellettuale: "i musicisti non hanno bisogno di politicizzarsi perchè la musica è politica!"
Bisogna saper ascoltare.


1970 circus 2000J.J.: Che ruolo pensi abbiano avuto i Circus 2000 nella musica italiana?

 GB: Quello di un rompighiaccio, anche se il ghiaccio si è poi ricompattato.
Il primo LP in inglese di un complesso italiano e venduto bene anche all'estero, in fin dei conti... l'abbiamo fatto noi... forse?!


J.J.: ... sono stati allora "anni meravigliosi" come dicono in molti?

GB
:
Si, sono della stessa opinione,peccato che "qualcuno" abbia lavorato a tutti i livelli per rovinare tutto, e alla fine c'è riuscito. Del resto quell'onda non piaceva nè all'est nè all'ovest...
... solo l'amore salverà il mondo!.


J.J.: ... due aneddoti per chiudere in bellezza...

GB: Dunque... il primo. La stella a 5 punte rovesciata,sulla copertina di "An escape...", non è stata una nostra idea. No satanists here!
E infine, sempre sullo stesso disco, l'assolo di voce di Silvana che sembra un nastro "al contrario" in realtà è stato cantato proprio così, sorprendendo tutti.

2 commenti :

Daniel ha detto...

Bell'intervista JJ, molto interessante. Complimenti a te e a Bianco :)

taz ha detto...

Il tempo non è volato...ma si è fermato....Bravo Bianco e bravo JJ..ciao