Spirale: Spirale (1975)

jazz rock progressivo italiano
Siamo nel 1974, e mentre il progressivo italiano usciva da quel biennio d’oro in cui produsse quasi tutti i suoi capolavori, qualcuno pensò bene di contaminarlo ulteriormente con altri linguaggi. Ad esempio con quella musica Jazz che grazie soprattutto alla neonata manifestazione Umbria Jazz stava richiamando platee sempre più vaste. Ma non fu un percorso semplice. 

Ritenuto infatti da molti militanti ostico, elitario e pure filoimperialista al punto di essere spesso contestato dall’Autonomia come accadde a Todi nel 1973, il Jazz dovette lottare non poco per imporsi a livello di massa. E questo anche se, sotto certi aspetti era un genere molto più simile al prog di quanto non si pensasse.
Prova ne è che molte band che all’epoca orbitavano nei circuiti più conflittuali ne fecero largo uso e continuarono a ricorrevi a lungo: Area, Arti e Mestieri, Dedalus, Perigeo, Uno, Salis, solo per citarne alcune. 
Il tutto per non parlare di certi cantautori di rango che facevano a gara per accaparrarsi i migliori turnisti provenienti proprio dal Jazz come Enzo Jannacci con Bruno De Filippi, Gino Paoli con Renato Sellani, ma anche un insospettabile Francesco Guccini che nella sua backing band annoverò gli ex Pleasure Machine al gran completo Ellade Bandini, Vince Tempera e Ares Tavolazzi

Verso la metà degli anni 70 insomma il Jazz fu più “utilizzato” che non “suonato” al suo stato puro. Certamente diffuso perché aveva comunque numerosi cultori e interpreti sin dagli anni 50 quando fu la musica principe degli esistenzialisti, ma non ancora così conflittuale come altri generi musicali come il pop e il rock. Men che neno potabile per il pubblico alternativo che, come dicevamo, impiegò diversi anni per digerirlo e lo fece appunto attraverso una lunga osmosi di contaminazioni. 

giampaolo ascolese
In altre parole: per proporre nel 74-75 un album di jazz nudo e crudo ci voleva un certo coraggio: sia come proposta musicale che soprattutto commerciale, in quanto si sapeva già a priori che il disco avrebbe venduto poco o nulla

E questo accadde infatti al primo album eponimo del quintetto romano Spirale capitanati dal bassista-chitarrista Peppe Caporello, a sua volta affiancato dal batterista Giampaolo Ascolese poi diventato famosissimo, Corrado Nofri alle tastiere, Gaetano Delfini voce e tromba, e Giancarlo Maurino al flauto e al sassofono.

Scoperti dal sassofonista Mario Schiano, padre del free Jazz italiano che li segnalò al produttore Toni Cosenza, gli Spirale vennero scritturati dalla discografica King Universal del noto cantante melodico Aurelio Fierro che sino ad allora aveva prodotto, oltre che se stesso, quasi esclusivamente musica nazional-popolare: Tony Astarita, Peppino Gagliardi, i cattolicissimi Gruppo 2001 e il cabarettista Gianfranco Funari.

Tuttavia, proprio quando il profumo di Jazz cominciò a pervadere la penisola, Fierro decise di dargli ben due chances: la prima alla fine del 1974, appunto con gli Spirale, e poco dopo pubblicando l’Lp On The Wayting List dello stesso Schiano

jazz prog italiano
Va da sé che nessuno dei due dischi ebbe all’epoca il minimo riscontro, ma mentre quello di Schiano rimase appanaggio di pochi eletti, l’album degli Spirale assurse negli anni a vera e propria icona del modernariato.

Un motivo logico invero non ci sarebbe, anche perchè furono entrambi prodotti di altissima qualità e includevano tutti e due future stelle del Jazz (Ascolese da una parte e Maurizio Giammarco dall’altra) ma, senza nulla togliere al grande contraltista napoletano quello degli Spirale fu davvero un lavoro molto particolare per un gruppo underground: un ensemble potente, dinamico e ben coordinato e una qualità sonora ben oltre i livelli standard di una qualsiasi etichetta indipendente.
In pratica: quattro brani composti dal solo Peppe Caporello che restituirono poco più di mezz’ora di musica, incisa presumibilmente in presa diretta presso lo studio Junior di Roma e pubblicati per la collana "King Jazz-Line" a cura di Toni Cosenza

All’ascolto, balza immediatamente all’orecchio il grande affiatamento del gruppo che bilancia con grande classe solismi e piene orchestre in un susseguirsi di atmosfere talora dinamiche come in Rising, profonde e introspettive nella splendida Ballata per Yanes, oppure variegate e miste nella conclusiva Peperoncino
Sempre inappuntabili i call and answer tra gli strumentisti, con quel giusto grado di improvvisazione che resel’album davvero completo e stuzzicante. 
In pochi lo capirono all'epoca della pubblicazione, ma ancora oggi merita ben più di un ascolto.

34 commenti :

Davide ha detto...

Finalmente una doverosa scheda su un gruppo e un disco ingiustamente dimenticato.Un jazz-rock di classe con brani anche molto vari tra loro.Ho notato, scorrendo l'elenco artisti di questo bellissimo blog,l'assenza di Jenny Sorrenti nella lista. Non scherziamo, urge provvedere! Suspiro è un disco che merita. Ciao a tutti.

UGO ha detto...

ovviamente pure questo disco è ultrararo ed introvabile giusto JOHN?
bah sperando che la BTF lo ristampi altrimenti ci tocca accontentarci di scaricarlo da internet chissà se il buon mattias scheller lo faccia magari convincilo tu john visto che è tuo amico ciao ugo
n.b. stesso discorso per me vale per i FOURTH SENSATION

Anonimo ha detto...

Aspettavo da tempo una tua scheda su questo splendido disco!
A proposito.. Tu lo possiedi, JJ?
Davide

J.J. JOHN ha detto...

A) Prendo buona nota di "Showmen 2" e di "Suspiro".
Come vedete però, procedo con molta calma. Sto partorendo il mio nuovo libro (una figata!), ho degli impegni editoriali da rispettare e ovviamente, il mio lavoro principale che non posso lasciare da parte.
B) Ugo, i Fourth Sensation li ho visti ristampati in vinile alla Feltrinelli, ma può darsi che mi sbagli. "Spirale" è si, considerato un disco molto raro ma, data la crisi, bisogna vedere chi è disposto a comprarselo e a quanto. Sono tempi duri, if you know what I mean.
C) Ebbene si Davide, questo disco l'ho posseduto circa vent'anni fa, in ben due copie, e le ho incredibilmente svendute al prezzo di tre cene da Marchesi. Non prendetemi per ingenuo, ma vi garantisco che all'epoca dei fatti 'sto disco non si sapeva nemmeno esistesse. Nessuno lo cercava, e se cercavi di convincere la gente che era raro ti beccavi dieci dita negli occhi.
Come dico io: "scherzi della modernità"...

A proposito... così per curiosità: Hillary o Donald?

Anonimo ha detto...

Mamma mia che scelta orribile! Pare incredibile. L'unica cosa che mi farebbe più propendere per Trump è la sua dichiazione di non bellicosità nei riguardi della Russia anzi di distensione. Una Russia attaccata negli ultimi anni in tutte le salse e che per la vecchia Europa invece rappresenterebbe un valido alleato per una vera ripresa economica.

Anonimo ha detto...

Trump naturalmente! Almeno ci divertiamo un po'. Hillary è così noiosa...
PS: Grazie JJ x gli Spirale, corro ad ascoltarmeli sul tubo,
Paola

Davide ha detto...

J.J. visto che ci sei (fa anche rima!) non ti dimenticare Lino Capra Vaccina con l'Antico Adagio.Ovviamente con tutto il tempo e la calma del mondo. Ciao, un salutone a te. Diventerà piano piano il blog più bello e completo al mondo.

Anonimo ha detto...

Avrei votato senza dubbio Hillary.
Purtroppo, gli americani hanno scelto.
Male!
Davide

Anonimo ha detto...

Meglio Trump invece. Bene.

Pietro55 ha detto...

Un vaccaro in cima al mondo.

Anonimo ha detto...

Alla fin fine visti i risultati esaltanti riportati degli ultimi anni da quelli cosiddetti perbene e politicamente corretti con guerre sparse ovunque e tanti scheletri e morti dietro le spalle ti dirò: meglio un vaccaro.

ugo ha detto...

oddio manco la hillary dobbiamo rimpiangerla come fosse una santa perchè di scheletri nell'armadio tra mail wall street pure lei da buon scorpione ne ha combinate di cotte e di crude e pensare che stiamo pure attraversando il suo segno!!!mentre riguardo trump da gemello qual'è quanto prima dimostrerà tutta la sua ambiguità ottimo parolaio affarista e pure maniaco sessuale!
è proprio un giorno triste per l'america e per tutti noi!

Pietro55 ha detto...

Uno che vuole chiudere le frontiere a tutti innalzando muri. Uno che vuole fare accordi solo con chi è d'accordo con lui. Uno che sostiene che il cambiamento globale è una stronzata. Uno che maltratta le donne. Uno che farà aumentare la vendita di armi.Uno che sicuramente starà pensando a chi fare la guerra...Hai ragione, non può essere un semplice vaccarao. È di peggio!

Anonimo ha detto...

L'aumento della vendita delle armi in giro e la tensione con la Russia scaturita nel massacro del Donbass (zona a maggioranza russa, ricordiamolo) non è avvenuto con Trump ma con la precedente amministrazione. Il massacro in Siria (alleato storico della Russia) idem. Siate obiettivi per favore. La demonizzazione della Russia e di tutti i paesi che vengono definiti canaglia solo perchè non uniformati al pensiero unico e unipolare. Ripeto siate obiettivi e non conformi solo al pensiero "mainstream" (per il popolino) di tutti i media.Ragionate con la propria testa e non solo con quello che vi propinano.Sperate che un giorno non considerino l'Italia uno stato canaglia così dopo magari cambiate idea.

Pietro55 ha detto...

Io, da americano, non avrei votato né per l'una, né per l'altro. La Clinton non mi rappresenta. Il sistema capitalistico americano mi fa schifo. Putin mi fa schifo e Trump è appena arrivato.
Trattiamo il respiro.

Pietro55 ha detto...

*Tratteniamo il respiro

Anonimo ha detto...

Per favore, è un B. all'ennesima potenza.
Buffone, sessista, rozzo, degno rappresentante di buona parte di un popolo di rednecks e guerrafondai.
Hillary non è assolutamente una santa, questo è vero. Ma tra due mali, meglio il male minore.
Vediamo gli sviluppi, ma ho sensazioni negativissime.
Poi, sticazzi: la mattina mi sveglio e vado comunque a lavorare.
Davide

Yossarian ha detto...

Andrà peggio da noi quando un personaggio simile si troverà con il 55% dei seggi alla Camera e un Senato ininfluente.

Auguri a tutti, ne abbiamo bisogno.

Y.

Anonimo ha detto...

Il respiro l'abbiamo trattenuto con le ultime amministrazioni che ci hanno portato quasi alle soglie di una terza guerra mondiale, non so se ve ne siete accorti, con l'abbattimento dei vari aerei di linea in uno dei quali pensavano vi fosse probabilmente Putin e con l'abbattimento dell'aereo russo ai confini turchi. Adesso fa piacere vedere tutti quei pseudo giornalisti italiani a lutto schifosamente schierati già in partenza e quegli attorucoli di Hollywood e musicisti del menga tutti tristi. Quelli che per intenderci dall'alto delle loro televisioni hanno sempre ragione e fanno sempre i finocchi, però con il culo degli altri.

J.J. JOHN ha detto...

Ovviamente tutti stanno ragionando sul perché Trump abbia vinto contrariamente a tutte le previsioni. Eccetto la mia e quella di qualche politologo malato di mente. Bene, eccole:
1- Un incredibile quanto imprevisto supporto dei lavoratori bianchi non necessariamente istruiti ai colleges della media e alta società. Quindi una campagna populista che si è concentrata particolarmente sulle zone centrali dell'America, ammettendo già di principio che quelle laterali (Pacifiche e Atlantiche) avrebbero votato Clinton.
2 - A differenza di Obama la Clinton non è riuscita ad accaparrarsi molte delle etnie miste come per esempio gli Afro-Americani e i Latini delle zone extraurbane. Sicuramente per un problema di credibilità razziale, ma forse più per l'eccessivo accento che la Clinton ha posto sui problemi "alti" dell'America e non su quelli che attengono al quotidiano delle masse.
Prova ne è che durante la campagna elettorale i Democratici non hanno quasi mai visitato le zone delle cinture metropolitane, mentre i Repubblicani hanno operato una campagna a tappeto che ha coinvolto tutte le diverse fasce socio-razziali dell'elettorato. Certamente con demagogia ma, almeno in questo caso, molto efficace.
3 - Una sostanziale svalutazione da parte dei Democratici di quello che inizialmente era il "guascone Trump", politicamente inesperto, donnaiolo e cafone, che li ha portati a replicare la strategia di Obama. Questo però senza considerare che il vero messaggio di base di Trump, "nazionalizzare ogni razza", era molto più "Americano" dei loro discorsi elitari. Del resto, non ha funzionato così in Italia quando qualcuno prospettò "un milione di posti di lavoro" con tanto di brochure modello casalingo? Non ha funzionato così anche in Inghilterra con la Brexit?.
4 - In un momento storico di riflusso culturale in cui persino tutti i format e talent show pescano nel passato, Trump ha semplicemente ricopiato e rilanciato l'idea di quella "grande America" che fu di Reagan, proponendo quindi il patriottismo e l'unione a soluzione di qualsivoglia problema. Certamente una mossa "non politica" che andrà verificata nella pratica, ma estremamente efficace nella sua contingenza. E si sa che ormai le elezioni sono anch'esse dei talent show.
Quindi, al di là di quanto possano pensare gli inorriditi, io credo (e credevo già da tempo) che Trump abbia meritatamente vinto la race del 2016.
Non credo che gli allarmismi in merito siano giustificati perchè comunque il Senato Americano è fortunatamente ancora equilibrato, e in ogni caso, chi vivrà vedrà.
Immagino e spero non ci siano grossi contraccolpi, ma meglio uno che agiti le acque che non una che le riduca ad uno stagno morto come fece il marito fedifrago di Hillary.
Questo è quanto, e ora sparatemi addosso. (metaforicamente come diceva Guccini)

Yossarian ha detto...

John, sarebbe come dire che lo shock di Berlusconi nel 1994 è stato salutare per il nostro paese perchè ha "agitato le acque", mentre invece ha portato a una degenerazione del sistema che alla fine ha corrotto anche lo schieramento avversario.

Però anch'io come te immagino che non ci saranno grossi contraccolpi, per fortuna il sistema costituzionale americano prevede parecchi contrappesi al potere presidenziale, primo fra tutti l'autonomia dei singoli stati in numerose e importanti materie.

Potrebbe perfino accadere qualcosa di positivo, sentivo per radio stamattina che Trump potrebbe migliorare i rapporti con la Russia che sotto Obama erano esageratamente tesi.

Insomma, staremo a vedere, sinceramente sono più preoccupato per noi che per loro.

Y.

(io comunque tifavo Sanders :-))

Davide 2 ha detto...

Sono perfettamente d'accordo con te J.J. Su tutta la linea. . Quello di Antico Adagio non l'anonimo Davide

JJ ha detto...

Yossarian, Berlusconi non è stato "salutare", anzi: mi auguro che passi alla storia come il pregiudicato qual'è. Volevo solo dire che, esattamente come Trump oggi, lui vinse nel 94 raccogliendo consensi là dove sapeva di poterli prendere, e con una demagogia altrettanto efficace.
Detto questo, penso che se al posto di Trump fosse stata eletta la Clinton, o al posto di Berlusconi D'Alema, non sarebbe cambiato molto. Forse qualcosa si in merito ad interessi primari, ma di sicuro quasi nulla in merito ai grandi movimenti di capitale.
Everything counts in large amounts, dicevano i poeti... ricordi?

Francesco ha detto...

Trump o Clinton.
Rispettiamo il voto dei cittadini, almeno chi ha vinto è stato eletto dal popolo non come qui in Italia dove un giorno un ex sindaco ha deciso di sedersi lui sulla poltrona del presidente del consiglio dicendo : ora comando io.
Pensiamo al nostro paese che all'America ci pensano gli americani. Almeno là se sgarri ti fanno saltare, e per sempre.

P.S.= ho fatto un aggiornamento nei commenti a proposito di Donatella Bardi.

Anonimo ha detto...

Impagabili le facce tristi Di Springsteen, Cher, Madonna e compagnia bella. Gente sempre schierata con i poteri forti dei media. Gente fintamente schierata a favore dei ceti più bassi e osannati dai vari media di regime italiani e ai cui concerti la gente si svena per pagarsi un loro biglietto di entrata. Onore invece al grande Clint Eastwood e anche a Giuliani persone con un briciolo di rispettabilità, cosa che purtroppo manca alla maggioranza degli italiani.

ugo ha detto...

be allora cher non lo mai considerata come artista madonna be qualche brano è decisamente bello e come artista resta originale ma troppo borghese e asservita al potere riguardo springsteen sembra abbia dimenticato da qualisobborghi provenga e dopo il suo disco del 1987 tunnel of love anno in cui lo andai pure a vedere a roma dove fece pure un bel concerto ho preferito dimenticarlo.
purtroppo pur essendo diversi o affini a seconda dei pareri ho sempre ritenuto BRUCE e BOB DYLAN grandi artisti ma cosi noiosi per noi amanti del PROG ma pure dell'HARD'n'HEAVY che da anni ormai non metto un loro platter sul mio giradischi però HURRICANE di BOB e THE RIVER del boss mi son rimasti nel cuore ciao ugo

Davide 2 ha detto...

Guarda Ugo... Hurricane tanto tanto ma The River è una lagna terrificante. Springsteen è veramente limitato vocalmente nei dischi di studio. Nei concerti sprizzerà energia e non lo discuto ma non ho mai capito questa venerazione per uno che quando canta, mi perdoni Dio, sembra seduto sulla tazza del cesso. Potere dei media!!

Stephen Biko ha detto...

Davide 2, conosco gente che ti ucciderebbe per quanto hai detto su Springsteen. A partire dal mio amico Ermanno Labianca che ha pubblicato un'opera monumentale su di lui, ed altri tre o quattro irriducibili che ti getterebbero volentieri da un cavalcavia.
Detto questo, che lo si voglia o no, il boss ha incarnato in maniera magistrale quella voglia di rinascita che pervadeva il rock americano nella metà degli anni 70. Un'epoca in cui occorreva tirare fuori tutta l'energia possibile per supplire al vuoto lasciato dai miti precedenti (Grand Funk, MC5 ecc), e che Bruce di sicuro aveva da vendere. Tant'è che poco tempo dopo il suo debutto divenne sodale della nuova onda che si stava sviluppando al CBGB's e al Mercer Arts Center di NY.
Che poi con l'età sia lui che Bob Dylan siano diventati più intimisti, beh, questo mi sembra naturale. Ma non credo che neppure nei brani più stagnanti abbiano perso nulla della loro vocazione.
Prendi "Atlantic City" o "Baby please stop crying": io li definirei gioielli contemporanei del blues e dell'esistenzialismo.
Poi è ovvio, quando arrivi a quei livelli devi necessariamente comprometterti, ma almeno Bob e Bruce mi sembrano ancora dei vecchietti in gamba.
Specie Bob che ha ancora la bella faccia tosta di snobbare il Nobel che gli è stato conferito.

UGO ha detto...

be davide ti confesso che alla rine dei dischi del boss quello che preferisco è prpprio NEBRASKA sarà che poi negli ultimi anni ho rispoperto il folk il country senza parlare del folk-punk degli stupendi VIOLENT FEMMES o degli UNCLE TUPELO tutti gruppi che non lo vedono proprio però perlomeno NEBRASKA è un disco "serio" e non zuccheroso come i due BORN troppo rock'n'roll!
tra l'altro a proposito del brano STATE TROOPER ti consiglio di ascoltare la stupenda versione PSYCO-BLUES dei COWBOY JUNKIES ciao UGO

Davide 2 ha detto...

Addirittura le minacce per un cantante manco italiano. Spero scherziate su questo fatto mi auguro! Resta il fatto che preferisco ascoltare musica prog la classica e il jazz rispetto allo Springsteen e scusate se ho osato esprimere la mia opinione. E' proprio questo modo talebano degli affezionatissimi che vedono solo ed esclusivamente un artista a discapito di tanti altri magari anche meritevoli che non me lo fanno piacere. In sostanza è come vedere sempre lo stesso programma in TV ripetuto all'infinito. Comunque vi voglio bene lo stesso, ciao.

Biko ha detto...

minacce... sei ipersensibile.

claudio65 ha detto...

Ho visto che in questo post si sono affollati i commenti sull'elezione di Trump. Non poteva essere altrimenti, visto che questo è davvero l'evento dell'anno o forse del secolo.
Il mio giudizio sulla persona è assolutamente negativo. Ma, questo nulla conta, perché non sono americano e quindi non ho votato là. C'è da chiedersi perché gli americani lo hanno votato. E le risposte sono chiare.
Ricordate nel 2001 il movimento "No Global"? Che fine ha fatto quel movimento? Ce n'è ancora qualche traccia in giro? Oppure, come tante cose tipiche di una certa sinistra tanto radicale quanto salottiera è stato solo una bandiera strumentale sventolata giusto perché nel 2001 arrivava a Genova il neo-eletto Berlusconi?
Attualmente, la Sinistra, anche quella radicale, sembra aver ammainato la bandiera "no-global" ed, anzi, aver sposato in pieno la Globalizzazione. Forse, perché i vecchi birignao anti-colonialisti e terzo-mondisti sono riemersi ed, in qualche cervello fino di quella parte, è rimbalzata l'idea balzana che trasferire in massa fabbriche dall'Europa e dagli USA alla Cina ed al Vietnam e ridurre sul lastrico milioni di lavoratori occidentali sia una sorta di "risarcimento" per i danni inferti dall'aborrito colonialismo. Ignorando che, in quelle fabbriche i lavoratori lavorano diciotto ore al giorno in condizioni di mera schiavitù.
E così, la bandiera "no-global", lasciata dalla Sinistra, è stata presa in mano dai vari Trump, Salvini, Farage, Orban e compagina cantando ... Ma, quella bandiera è condivisa da gran parte della gente, che difatti ha voltato le spalle ad una Sinistra che oramai combatte battaglie di retroguardia intellettuale e borghese, che, francamente, non interessano più a nessuno.

claudio65 ha detto...

E' notizia di oggi: Leon Russel è morto a 74 anni di età. E' stato uno dei grandi eroi silenziosi del rock anni '70. Forse mai veramente in prima fila, ma il suo talento di polistrumentista è stato alleato prezioso al fianco di tutti i grandi del decennio: da Eric Clapton ai Rolling Stones, fino a Joe Cocker (soprattutto famosa quest'ultima collaborazione). E' grazie a uomini come Russell che il rock dei "seventies" è diventato così grande ed è entrato così nel cuore degli appassionati. E non è retorica, questa.

JJ ha detto...

Ciao Claudio 65. Non mi esprimo su Trump perché personalmente lo avrei votato anch'io. Intendiamoci, non che sia completamente d'accordo con lui, anzi. Ma la Clinton, mamma mia... una noia mortale.
E poi, come hano osservato altri lettori, il sistema Americano è sufficientemente attrezzato per controbilanciare le paturnie di un Presidente nel caso dovesse sbroccare.
Per il resto, sono felice che Trump abbia vinto, perché ciò obbligherà l'Amrica a confrontersi con i suoi stessi fantasmi. E sono davvero curioso di vedere ciò che succederà al di là degli allarmismi.

Un ricordo di Leon Russel? Quando rubò la scena a un intossicato Joe Cocker durante la tournée di "Mad Dogs", proprio in questi giorni a rotazione su Rai5.
Barba lunga e cappello a cilindro seppe valorizzare tutti i pezzi di Joe che ancora oggi dovrebbe fargli un monumento. Perché da solo, di sicuro, nelle condizioni in cui era all'epoca, i riflettori non li avrebbe retti. E infatti non li resse dopo che Leon se ne andò.
Ci sarebbero volute le 9 settimane e mezzo, Zucchero e Pavarotti: ditemi voi se quello fu un modo dignitoso di tornare in pista...