Neil Young: Vigorelli, Milano 10/9/1982

NEIL YOUNG
Velodromo Vigorelli - Milano 10/09/1982


Questo è uno dei concerti che ricordo meno di tutti: difatti non c'è stato.
Neil Young annullò la data e almeno 12.000 persone, tante quante ne teneva il Vigorelli, se ne rimasero a casa.
Il biglietto non staccato che conservo ancora oggi, credo sia un'assoluta rarità.

13 commenti :

Anonimo ha detto...

Grande ! Neil Young è scritto sul biglietto come sulla copertina di Harvest

JJ ha detto...

Quello di Neil Young fu uno dei due grandi pacchi che i giovani milanesi di allora si ricordano bene.
Il secondo furono gli Uriah Heep al Parco Sempione, là dove una volta c'era il mitico Teatro Burri, anno 1980 o giù di lì..
Annunci dappertutto, persino il Corriere aveva confermato l'evento, ovviamente i meglio rockers planarono lì in massa (me incluso), ma degli Heep neanche traccia.
Ci consolammo con una sbronza collettiva, e restammo lì sino al mattino.

Anonimo ha detto...

Effettivamente due grandi pacchi :)

Saluti

Michele D'Alvano

P.S. Il commento precedente è il mio, ma ho dimenticato di firmarmi !

MarioCX ha detto...

Quest'anno il grande pacco di Paul McCartney a Lucca che salta causa Covid-19.
L'imprenditoria italiana è riuscita nella non facile impresa di farsi conoscere per quello che è anche dal baronetto: l'unica nazione che non ha intenzione di rimborsare i biglietti cash.
Cialtroni come sempre. Chiagne e fotte.

Unknown ha detto...

Ciao JJ, il concerto di Bob Marley a Milano te lo sei perso??

JJ ha detto...

Si, ma non me ne sono mai pentito più di tanto. I concerti negli stadi mi mettono empre un po' a disagio.

ugo ha detto...

ciao john so perfettamente che questo è un sito di PROG ma siccome tu hai spesso trattato di altri artisti e li hai sempre collocati nel loro contesto storico ma perchè non fai una bella scheda sulla DISCO-MUSIC dei 70's che volente o nolente ci ha accompagnato e poi almeno io lo sempre adorata con un cenno in particolare a quei mostri di bravura che sono stati NILE RODGERS e BERNARD EDWARDS alias gli C H I C gruppo che ho sempre adorato moltissimo perchè ritengo siano stati gli unici ad aver lasciato un segno indelebile col loro stile ionconfondibile e poi erano grandi musicisti!
come vedi non cito manco i BEE GEES che pure avevano alle spalle una loro carriera ma non erano altro che degli ottimi cantanti che si facevano seguire da altri pur bravi musicisti
almeno prova a pensarci e poi dato che la disco ha cominciato nel 74 con GLORIA GAYNOR e BARRY WHITE magari cià che è stato fatto dal 76 in poi portrebbe essere curioso confrontato col fenomeno PUNK coevo di quel periodo magari solo un raffronto storico/culturale ciao john e ti prego non linciarmi se non vuoi!un abbraccio ugo

jj ha detto...

Ciao Ugo. Sto pensando a fare una cosa del genere, ma fa parte di un progetto del tutto nuovo. Porta pazienza.
Abraxas,
John

ravatto ha detto...

Vai John, tira fuori il Tony Manero che è in te! Hahaha

MarioCX ha detto...

Ah beh...se si tratta di disco con me sfondate una porta aperta, ho fatto un post simpatico qui tempo fa:

http://www.papersera.net/forum/index.php/topic,16987.0.html



ugo ha detto...

son certo che quando john avrà tempo e un po di calma partorirà qualcosa di straordinario ormai lo conosciamo a menadito intanto many thanks by ugo

Anonimo ha detto...

Non so se lo sapete e mi scuso se non è pertinente con questa discussione , ma il 28 Maggio se ne è andato Massimo Villa , bassista degli Stormy Six nei primi anni 70 e produttore degli esordi di Finardi e Camerini .
R.I.P.

Saluti

Michele D'Alvano

MarioCX ha detto...

Sono veramente dispiaciuto.
Pochi lo sanno ma aveva tradotto in modo encomiabile la storica Enciclopedia Del Rock del New Musical Express, pubblicata in Italia da Fabbri nel 1977 e ristampata l'anno successivo con pochi aggiornamenti e un appendice sul "nuovo rock" che poi era la New Wave il Punk e certo Pop di qualità.
Ci sono cresciuto con quel libro, Massimo Villa era riuscito in una traduzione precisa e piena di afflato passionale.
Impensabile al giorno d'oggi dove le traduzioni sono date "in appalto" a chi magari di musica non ne sa nulla e il risultato fa spesso ridere.