Silvano Chimenti: Droga (1970)
Il chitarrista Silvano Chimenti nasce a Taranto nel 1947 . A 20 anni, inizia la sua carriera nel gruppo beat "The Planets (un 33 al loro attivo) per poi comparire brevemente nei Pataxo and the Others.
Divenuto successivamente un'icona della musica italiana grazie a prestigiose collaborazioni (Modugno, Baglioni, De Andrè, Morricone, Dario Argento e il "senatore del jazz" Oscar Valdambrini), si inserisce nel
A Chimenti viene affidata la "Droga", mentre altri suoi colleghi si occuperanno di Lavoro, Spazio, Traffico, Nevrosi e via dicendo.
Essendo un progetto destinato a rimpolpare le alterne finanze della RR, ne consegue che l'argomentazione musicale non fu proprio delle più trasgressive: tanto quanto basta però, per fare entrare questo disco nella leggenda.
Alcuni lo considerano "il primo album prog italiano", ma in realtà sarebbe meglio definirlo "psichedelico", "tardo beat", o più maliziosamente un "esercizio di stile". Molto ben curato, ma sempre tale.
Non stupisce dunque che il disco restituisca in maniera assai paternalistica quelli che potevano essere tutti i vari aspetti di un "trip" dell'epoca: Maria, Fumo, Lisergici, Funghi, Anfetamine e poco più. L'Ero e la Coca erano ancora lontane, o patrimonio di pochissimi eletti.
Si parte con il primo brano "Aromi esotici" che evoca le erbe più cordiali, quelle dei "freak da Parco Sempione", per intenderci: lunghi viaggi comunitari in cerchio (o in salotto) in cui dapprima ci si scambiava il joint fino all'ultimo tiro, poi si sparavano una marea di paranoie per finire molto spesso in un sonno profondo.
"Essenze e vapori" e "Contrazioni" sono invece più dinamiche: richiamano quella tossicologia più raffinata e lisergica che ti portava a ballare come un invasato, pensare che tutto il mondo fosse "amico" e volare col corpo e l'anima verso una Woodstock mai vista, ma solo introiettata nelle zone più sensibili della coscienza.
"Colori, Illusioni" è la giusta trasposizione delle due precedenti, ma in chiave più casereccia: da Piper o da locale tardo-esistenzialista ben celebrato dai mitici versi della Formula Tre: "la luce rossa, la luce gialla, diventi bella sempre di più".
Con "Conflitti" si presume che Chimenti voglia esplorare i sentimenti più oscuri del "viaggio" sino a toccarne i lati meno piacevoli: conflitto appunto, paranoia, incertezza, paura. Il tutto, restituito da un assolo percussivo e veramente teso che, chissà mai perché, sfocia nel più classico dei T-Bar Blues.
Con "La via della droga" tornano prepotentemente i profumi Indiani, quasi a sottolineare che tutte le velleità psicotrope dovessero per forza provenire da là. Ovviamente non era vero ma, dopo i Beatles, l'India diventò davvero un punto cardine dell'immaginazione mistica collettiva.
Nella realtà, questa pericolosa fuga dalla realtà si interruppe con l'avvento della "Controcultura" che, dal 1973 in poi, riportò molti transfughi ad occuparsi di problemi più seri e concreti.
Dopo averci ricordato i sapori più acidi ("Evanescenze"), l'album si commiata con una tenera citazione della psichedelia più cosmica e sognante ("Visioni").
Era il 1970: il dramma dell'Eroina doveva ancora arrivare,
La gestione delle "Droghe Leggere" e degli Acidi era forse il problema maggiore di una generazione che non ne aveva ancora preso piena coscienza.
A veder le porcherie che circolano oggi, questa celebrazione in musica delle droghe fa quasi tenerezza.
Resta in ogni caso uno splendido spaccato di come certe tensioni incerte e curiose potessero risolversi con una sigaretta, un fungo o una micropunta: prese coscientemente, in compagnia e al momento giusto.
28 commenti:
da Beachboysiano convinto (fino ai deliri di Pet Sounds) rimarco il fatto che in India, assieme a Herrison e Mccartney, c'erano pure i "ragazzi da spiaggia" americani :)
I Beach Boys credo che erano lì insieme ai Beatles. Comunque Chimenti l'ho sentito solo nominare un paio di volte, vedrò di procurarmelo!
Ciao Ragazzi!
Affascinante questa cosa: artisticamente rivali ma spiritualmente vicini...
Onestamente non ne so molto.
Posso solo dirvi che reputo "A day in a life" e "Good Vibrations" dei capolavori ancora ineguagliati.
A pari merito.
Concordo con te John! Anche se c'è da dire che l'arraggiamento di "A Day In The Life" è piu' dilatato... non so se mi spiego.
aggiunto nei miei bookmarks
sembra un bel blog
@ Dani:
Si, beh... non per niente Brian Wilson svenne quando sentì A Day in the life :-)))
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@ Webmaster mascherato.
Non "sembra"... "è" un bel blog!:-)
Scherzi a parte, sono lusingato e aspetto di ristentirti. Ciao JJ
si esatto i Beach Boys (o meglio Mike Love sicuramente e forse uno della famiglia Wilson, ma sicuramente non Brian) erano in India con i Beatles.
"Good vibrations" è più organica, mentre "A day in the life" si sente che è formata da due spezzoni incompiuti messi insieme da George Martin, vabbhè adesso non cominciamo a fare le pulci a questi due brani :)
il mio giudzio: i Beach Boys più bravi, ma meno costanti dei Beatles (troppi filler a fianco di brani stupendi - per colpa del padre-manager che cercava di spremere Brian che era praticamente l'unico compositore)
Giusto Vikk!
Però un particolare curioso me l'ero scordato: mi è sempre parso che dentro "Day in the life" ci sia un break che mi suona IDENTICO a Hush di Joe South e che, in quegli anni, stavano rifacendo anche i deep purple. Vero?
Si John è vero! Il Pezzo che precede i tromboni e dove poi riparte la strofa cantata da John Lennon! E' il break di "Hush" molto piu' lento! Praticamente Joe South se non erro la registrò nel 1966 (quindi un anno prima di "A Day In The Life", ma non credo che i Beatles l'avrebbero ripreso di proposito, anzi poverini piu' di una volta gli è stato detto di aver plagiato, prima a John Lennon gli fu incolpato di aver copiato "Come Together" da un Pezzo di Chuck Berry, poi il fatto ancor piu' noto di George Harrison e le Chiffons con "My Sweet Lord" consegue poi una grana in tribunale, con George se non erro a pagare i diritti di "He So Fine" delle Chiffons), mentre i Deep Purple poi l'avrebbero in serita in "Shades Of Deep Purple" nel 1968, un anno prima.
Cavolo John secondo me sei uno dei quei pochi che ci ha fatto caso al break quasi identico di "Hush" in "A Day In The Life"!
No non sono l'unico, se ne sono già accorti in molti: il problema è che nessuno fornisce una spiegazione plausibile su questa inoppugnabile somiglianza.
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Parlando invece dei Deep Purple hai mai ascoltato "Child in Time"(1970)? Si vero.
Ora prova ad ascoltarti il brano "Bombay Calling" degli "It's a Beautiful Day" (1969).
Buon Divertimento.
E tu hai mai ascoltato "Black Night" dei Deep Purple? Beh ascolta anche "Tobacco Road" del Blues Magoos, e poi vediamo!
Beh, ma li ci vuole già più fantasia.
Il plagio di "Bombay Calling" fu un caso epocale, che minò non poco la stabilità degli "It's a beautiful Day"... poveracci...
Scusa John non è "Tobacco Road" ma "We Ain't Got Nothing Yet" (sempre dei Blues Magoos) ad assomigliare a "Black Night".
La somiglianza con "Bombay Calling" e "Child In Time" è spiazzante, ma la storia dice che sono stati i Deep Purple a plagiarla e non gli I'ts A Beautiful Day, perchè "Bombay Calling" è uscita qualche anno prima! E poi lo ha ammesso lo stesso Ian Gillan che ne presero spunto dal quel Pezzo.
Vuoi un altra somiglianza spiazzante? Vediamo se riesci a capire a cosa è indentica l'intro di "Svegliati Edgar" dei Nuova Idea!
Si, si, sono stati i DP a copiare i poveri "It's a beautiful day"! Questi ultimi si sono presi una mazzata tremenda e si sono sciolti dopo il secondo album.
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Blue magoos - Ah adesso ci siamo: chezzo... è praticamente la stessa.
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Oddio, ho sentito "Svegliati Edgar" e mi ricorda proprio qualcosa di stra-sentito, ma al momento non mi viene in mente.
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Beh , rilancio la sfida: ascolta "Beware the ides of march" dei Colosseum e sappimi dire.
Ciao JJ
si potrebbe aprire un topic apposito :)
Già Vikk ti dò assolutamente ragione! John perchè non apri un topic su questo interessante alquanto inquietante argomento?
L'intro di "Svegliati Edgar" dei Nuova Idea non altro che l'intro di "I'm The Walrus" dei Beatles!!!!!!!
Ascolto IMMEDIATAMENTE il brano dei Colosseum e ti dirò! :-)
Guardate, c'è gia un libro in merito che vi consiglio:
Michele Bovi: "Anche Mozart copiava" (Auditorium edizioni, Milano 2004).
E' un tantino esagerato ma tutto sommato gradevole.
Io mi limito a segnalare i casi più ecclatanti altrimenti, come vedete, non la finiamo più.
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"Svegliati Edgar" non mi ricorda tanto i Beatles quanto un brano mega-famoso che canticchio da stamattina, ma che mannaggia non riesco a focalizzare.
... forse dei Black Sabbath... o forse no...
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Dani, appena ascolterai "Beware the ides of March" avrai l'impressione di aver sbagliato disco.
Forse è l'omonima "Black Sabbath" del primo Album del 1970?... Comunque a me ricorda "I'm The Walrus"! :-)
si potrebbe straparlare dei led zeppelin in quanto plagiatori allora... :)
stairway to heaven è un plagio palesissimo agli spirit.. poi immagino che anche gli orange peel avrebbo da raccontare qualcosa su ciò che gli zeppelin hanno preso da loro..
In effetti...
Del resto quando uno imposta la sua carriera più sul groove che non sul numero degli accordi, certe somiglianze capitano...
gli It's a Beautiful Day risposero alla scopiazzatura dei Deep Purple molto sportivamente, sentitevi questa e ditemi cosa vi ricorda:
http://www.youtube.com/watch?v=aoz4aNwIB5w
per quanto riguarda i Led Zeppelin meglio non cominciare a elencare tutti i blues e i traditional che Jimmy Page si è autoaccreditato, così, giusto per gradire, il suo manifesto è in realtà di un certo Jake Holmes...stiamo parlando di Dazed & Confused, ovviamente...e se per finire dico che tutto questo non macchia la grandezza dei Led Zeppelin?!
Luciano
Io ormai ho imparato a riderci su riguardo a queste cose perchè sono passati millenni storia e di fotocopiatori. Vedi Zucchero = Otis Redding, Piero Ciampi, Joe Cocker.
Certo che gli It's a Beautiful Day (gruppo che adoro) furono davvero molto sportivi. Ma proprio tanto.
Ciao Luciano. JJ
Per dovere di cronaca gli It's a beautiful day (grande gruppo) non si sono sciolti dopo il secondo album (ne hanno incisi almeno 5) e comunque dai commenti mi sembra che nessuno abbia acoltato il disco di Silvano Chimenti perchè si parla solo di plagi..
Si, è vero. Ringrazio della precisazione e mi scuso.
"It's a beautiful day" continuarono almeno sino al '76 incidendo almeno 5 albums e si riunirono pure grazie a La Flamme anni dopo.
Che poi i comments su Chimenti siano un po' "salottieri"... va bene anche così. Tu l'hai ascoltato?
Si l'ho riascoltato, secondo me è un'ottimo disco di psichedelia che in certi passaggi mi ha ricordato persino "Beacon from Mars" dei Kaleidoscope (non so se hai presente).
Solo strumentale ok ma x certi versi meglio così..
Si anche se i Kaleidoscope mi sembravano più freak, meno condizionati.
La cosa che infatti non amo del disco di Chimenti è l'associazione alla "droga" che mi pare forzata e limitante.
D'accordo che facendo parte di una serie di monografie si può anche sorvolare, ma tutto l'affresco in generale mi sembra, parafrasando Guccini, fatto "molto più per moda che per voglia".
Comunque ricorda che quella che rimane è la buona musica , sennò si fa come quelli che ora si scagliano contro G.Lindo Ferretti per la sua clamorosa conversione alla Lega e al Papa rinnegando tutta la buona musica che i suoi gruppi ci hanno lasciato.
Quella di Chimenti era una provacazione, la cosa clamorosa è che sia uscito un disco del genere nel 1970..
Io il Giovanni Lindo proprio non l'ho capito. A dire il vero non ho seguito bene i motivi e le fasi della conversione. Ho saputo le cose un po' di striscio e mi sono detto "Questo è impazzito!".
Cmq, te lo dico oggi 5 aprile 2011: se ti è piaciuto il Chimenti, tra poco arriva una chicca psidedelica bella, ma proprio bella bella! Stay Tuned.
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