Ristampe, che problema!
Ovvero: affinità e divergenze tra le Stelle e noi.

le stelle di mario schifanoPenso risulti evidente a tutti che nel corso degli ultimi anni siamo stati bombardati da ristampe: riedizioni di tutti i tipi, in tutti i formati e di tutto ciò che abbia perlomeno una minima possibilità di smercio, o quasi.

Tempo fa mi sono addirittura imbattuto in una ristampa in vinile da 180 grammi del primo dei Tyrannosaurus Rex e la prima cosa che mi chiesi fu: “ma questo, chi cavolo se lo compra?”.
 

Comunque, a parte i miei legittimi dubbi - probabilmente infondati visto che l’Italia è sicuramente disseminata di fans di Marc Bolan come me - ho proseguito a spulciare lo scaffale per accorgermi che c’era pure “Alice Cooper show”, il primo di Mina e tutta un’altra sfilza di titoli più o meno famosi accomunati però dalla stessa infelice caratteristica: l’insipidità.
A toccarli infatti, sembravano tutti uguali: stesso peso, stessa consistenza, stessa freddezza.


Quando ero ragazzino, avevo una collezione di vinili molto vasta e uno dei miei scherzi preferiti era scommettere con gli amici che avrei potuto riconoscerli tutti solo al tatto. A volte anche solo passando la mano sulla costa.
Loro mi bendavano, mi mettevano in mano un trentatrè giri a caso e io lo riconoscevo immediatamente. Quante pizze mi sono conquistato con questo giochino....

Yessongs” era facile da indovinare perchè era enorme. “Brain salad surgery” o “Atlantide” dei Trip erano inconfondibili dalla fustellatura. “Ad Gloriam” pesava un quintale e aveva l’imbustamento rovesciato. Odessa” di Bee Gees era vellutato come lo erano “Circus 2000” e “Peppino di Capri” ma con rilievi diversi. 

Se tastavi “Non farti cadere le braccia” sentivi chiaramente il fiammifero e di “Io come io” lo beccavi subito dal medaglione.
La ruvidità di certe copertine poi, ti rimandava subito a titolo e autore, come nel caso della Formula Tre o dei Sensation’s Fix.


Ottimisticamente ho sempre pensato che queste nuove ristampe in commercio fossero tutte realizzate con determinati crismi e pur non avendo la tattilità dell’originale, ne riportassero fedelmente almeno la grafia corretta e soprattutto il sound, ma mi sbagliavo di grosso.

 
mario schifano bookletCominciai ad avere dei serissimi sospetti quando in Spagna io e la mia compagna acquistammo una simpatica copia di “Animals” in versione picture disc, probabilmente affascinati dalla Battersea power station stampata sul vinile. In tutto 26 Euro, che non è poco.
 
Una volta messo sul piatto però, la mia dolce metà - che oltre ad adorare i Pink Floyd ha anche un orecchio perfetto - capì subito che c’era qualcosa che non andava: “guarda che il giradischi è tarato male”, mi disse.

Osservo lo stroboscopio, ma la rotazione è corretta : 33 e 1/3.

"E allora cos'hai tanto da lamentarti?", le chiesi.
 

Morale: dopo un po' di prove scopriamo che il disco era stato rimasterizzato a velocità sbagliata: suovava leggermente sottotono e durava ovviamente di più dell’originale. Pazienza, in fondo lo avevamo preso solo per l'immagine della centrale elettrica, però penso che questo aneddoto la dica lunga su cosa ci stanno propinando certe discografiche.
  

E se invece non si fosse trattato di Animals che conosciamo tutti a memoria, ma di un disco raro come “Terra in bocca” dei Giganti (di cui venne commercializzato un take di prova al posto dell’originale) o peggio delle famigerate “Stelle di Mario Schifano” che molti non hanno neppure mai visto ne sentito? Come facciamo a fidarci della ristampa?

Non possiamo: dobbiamo affidarci alla buona sorte sperando
che la copertina che vediamo e i brani che ascoltiamo siano riprodotti bene, nell’ordine corretto e possibilmente senza tagli.
Non sono in molti infatti a possedere un vinile da 4 / 5.000 euro per poter fare le debite comparazioni e vi assicuro che a volte escono fuori delle belle sorprese.
 

Nel caso delle “Stelle di Mario Schifano” ad esempio, qualche osservazione bisogna farla: non fosse altro perchè la grafica del disco venne progettata di persona da uno dei massimi esponenti della Pop-Art italiana e dunque, oltre che di musica, si parla anche di arte.
 
le stelle di mario schifano dedicato aPer cominciare, a parte il logo BDS che ovviamente non poteva essere riprodotto, nella ristampa, ci si accorge che qualcosa non va sin già dalla copertina : la front cover originale infatti, è giocata su un contrasto molto raffinato tra un rosso scuro e un argento vivo, mentre nella riedizione che ho io, il rosso è praticamente un rosa acceso e l’argento è volgarmente dominante. (foto in alto a sx)

Le delicate sfumature di Schifano si perdono nella modestia della riproduzione, così come le scritte che circondano la copertina.

In terza pagina  la marginatura delle dediche è sbagliata così come il carattere e i relativi “a capo”. Nell'originale poi, la filigrana non esiste: la lista dei nomi è su campo bianco.
(ultima foto a sx)

Ancora: nel booklet del CD, non si capisce perchè la terza e la settima pagina siano invertite rispetto alla sequenza voluta da Schifano
(foto in centro) e i credits finali siano disposti su due colonne anzichè a cascata .
Infine, a parte i colori errati, quasi tutte le pagine della reissue presentano dei palesi tagli grafici in prossimità dei margini. Come se nell’Ultima Cena si tagliasse il viso di un apostolo.

Ora ditemi voi cosa costava alla discografica riprodurre esattamente l'edizione originale, come del resto hanno fatto rispettosamente per anni i giapponesi, anzichè massacrarla in questo modo.

In fondo chi se ne frega, dirà qualcuno: “solo grazie a queste ristampe possiamo ascoltare del materiale al quale mai e poi mai avremmo potuto accedere”.
Certamente, dico io: ma a quale prezzo?

22 commenti :

davide/isidax ha detto...

miii come sei pignolo :-))
prova ad ascoltare i vecchi Lp del fausto e poi le versioni in CD vedrai che vere schifezze.

katia ha detto...

jj è evidente che per fare un post del genere avevi per le mani l'originale delle stelle...
sei un mito
katia

J.J. JOHN ha detto...

@ DAVIDE:
... e allora vedi che non sono poi così pignolo.
Comunque, insomma: sto parlando di pezzi dai 3.500 in su. Con tutto rispetto per il Maestro, ça va sans dire.
Piuttosto, parlaci un pò di queste "ristampe schifezza" di Faust'O.
Sarebbe davvero interessante e poi...ho fatto un post proprio per parlarne.
Un abbraccio fraterno
John

@ KATIA:
Ebbene si. L'originale delle "Stelle" mi è passato tra le mani.
E' stata un'esperienza bellissima.

taz ha detto...

L'originale è originale!...Ad gloriam-Emilio lo curcio-Capitolo 6-Logan dwight-Buon vecchio charlie-Circus 2000(an escape..)- The Trip(time of..)-Garybaldi(nuda)-Maxophone..sono i dischi che non ho mai avuto e che m'interessvano...ho comprato le ristampe e sono contento lo stesso, non ho speso molto, non li ascolto(non ho la possibilità di farlo) ma sono felice ogni tanto di andarmeli a vedere..degustibus...ma a me di andare a spendere migliia di euro per dei dischi originali ma inascoltabili perchè tanti sono così...non mi va...Dimenticavo ho preso anche le Stelle di Mario...ciao

Daniel ha detto...

Magari fosse così solo per i vinili! Con i cd, anche nelle prime edizioni, è anche peggio, perché spesso da un 10-15 anni li mixano malissimo, con il volume sparato al massimo, una dinamica inesistente e addirittura distorsioni come clipping o altro. Con gli mp3 e simili poi lasciamo perdere, perché ormai è l'unico formato commercializzato e si devono pagare a peso d'oro file lossy che non valgono assolutamente il loro prezzo. D'altronde come in molte altre cose si è puntato tutto sulla riduzione dello spazio virtuale occupato a discapito della qualità.
Forse negli ultimi tempi si sta registrando una timida inversione di tendenza in realtà, perché le dimensioni degli HD e lo spazio di file hosting è aumentato molto... ma siamo ancora molto lontani da una qualità ideale.

Regolo ha detto...

Quoto Taz: l'originale è l'originale e beato chi ce l'ha, ma meglio una non-perfettamente-fedele ristampa in sano vinile che qualsiasi ristampa in CD (che, tra parentesi, per la maggior parte fanno cagare anch'esse).
Anch'io ho comprato la ristampa in LP delle Stelle di Nuda; per quest'ultimo soltanto per la splendida copertina di Crepax e non per la musica in se' che non è un granchè...

davide/isidax ha detto...

io ho le orecchie incatramate ma in Poco Zucchero dicono ch eci sia porcate inimaginabili. sopratutto un piccolo "stacco" (come se saltasse il disco) in "cosa rimane"

taz ha detto...

dispiace dirlo ma alcune ristampe di cd della btf fanno "male" allo stomaco....certo tranne quando l'originale è già malridotto...De De Lind dopo due ascolti sembra che qualcuno l'abbia registrato vicino al caminetto con la brace accesa....insomma....regolo su nuda la penso come te....la copertina é di una buona qualità....la musica, preferisco altro di Garybaldi..ciao

Anonimo ha detto...

io ho comprato due ristampe in compact disk di ad gloriam delle orme. una della mellow e l'ho pagata quasi 40 mila lire (20 euro di oggi) e l'altra in un cestone del supermercato a 3 mila lire (un euro e mezzo di oggi). era meglio la seconda.

giody54 ha detto...

delle "Stelle di .."esiste qualcosa di valido (ristampa vinile o cd)che sia migliore della Mellow,che è poi quello che ho io?

JJ John ha detto...

No, caro Giody54, temo di no, almeno in Italia.
Non mi risulta nemmeno che sia stato ristampato all'estero.
Forse in forma di bootleg, ma non credo.

Anonimo ha detto...

io ho l'originale delle Stelle in vinile nero non lo sento da anni per non rovinarlo. E pensare che avevo comprato anche il rosso tanti..tanti anni fa da Ricordi in Via del Corso a Roma

Anonimo ha detto...

"il prezzo di vendita originale era di circa 40.000 lire" non e' vero Ricordi al Corso aveva due rossi a L 2,500 ciascuno. Uno l'ho comprato e regalato ad una mia amica...di allora

J.J. JOHN ha detto...

Grazie anonimo. Specifico quanto hai segnalato.
L'informazione sul prezzo però, mi è stata data da un attendibilissimo lettore che lo comprò all'epoca e a quella cifra in una galleria d'arte di Torino.
Ora, non so se quell'esemplare avesse dentro le famigerate "litografie numerate" di cui tanto si parla.
Su questo credo si dovrebbe fare chiarezza.
Per cui se c'è qualcuno che possa fornire dei chiarimenti, lo prego di farsi avanti.

Per quanto riguarda il colore dei vinili, alcuni esperti sostengono che oggi valgano entrambi la stessa cosa, visto che di esemplari rossi se ne vedono in giro anche troppi rispetto alla loro presunta introvabilità.
Anzi: un vinile nero EX potrebbe valere anche più del rosso, dato che quell'edizione non circola più da parecchio tempo.

PS: cmq, allora non potevi saperlo, ma alla tua amica hai fatto proprio un gran bel regalo!

morris1 ha detto...

Forse sara' stata una copia "particolare" ma L40000 per un disco erano tanti....troppi per gli stipendi di allora. Non mi ricordo di avere mai visto una cifra cosi alta per un LP. Allora non c'erano ancora i doppi, che sarebbero potuti costare un po' di piu', neanche Freak Out di Zappa era uscito doppio. Gli LP costavano da L1800 a L2500/2700 massimo. Forse aveva delle litografie, perche il disco si trovava in molti negozi di Roma ed era stato anche reclamizzato da Anna Carini in una trasmissione radio della Rai che veniva trasmessa la domenica sulla musica underground di allora. Meglio di Per voi giovani o Bandiera Gialla perche' presentava sempre della buona musica introvabile e credo che comprasse i dischi da Consorti, oggi Ricordi. Il piu' fornito negozio di dischi a quel tempo a Roma. Comunque grazie per il tuo chiarimento...questi sono solo i miei ricordi e con l'eta' si puo' anche sbagliare.

u g o ha detto...

hai perfettamente ragione john ma io che mi son visto smagnetizzare le copi di PIERROT LUNAIRE Q.V.L. E RUSTICHELLI-BORDINI(e speriamo sia finita qui!!!)in cd preferisco comprare una ristampa magari non perfetta ma in vinile piuttosto che comprare questi oggettucci di plastica che sono i cd!evviva il padellotto di vinile ugo!ah buone vacanze poi a settembre ti chiederò di eviscerare alcune schede ciao

Marco Verpelli ha detto...

Non siamo in un blog che si occupa di tecnologia ma sono molto, molto, molto curioso di sapere come si possano smagnetizzare dei CD.

ugo ha detto...

senti io non ho fatto altro che ascoltarli piu volte come si suol fare penso tutti poi mi è stato detto da un altro cultore del prog che la OP.TI.MES dell'AQUILA nel pubblicare su cd alcuni titoli commise un errore diciamo di transfert per cui dopo riprtuti ascolti io non sento piu nulla e ti parlo di ristampe originali del 89/90 su etic.rca

J.J. JOHN ha detto...

@ Marco Verpelli.
Il discorso non era che i CD si "smagnetizzassero". Piuttosto si ossidavano.
Si dice che fosse un componente di certi inchiostri con cui venivano titolati i primi CD che era corrosivo.
Io non lo so di per certo, ma sta di fatto che piano piano il supporto si imbruniva e alla fine diventava inascoltabile.
E' capitato anche a me con supporti originali acquistati all'epoca. Diciamo che su 200 ne dovetti buttare via almeno una decina.
Un paio credo persino di averli conservati per ricordo.

Mauro Peruzzo ha detto...

Cosa c'è di male a comprare una ristampa? ci sono dischi del prog italiano assolutamente irreperibili, altri che se li trovi devi fare un mutuo per pagarli allora, se le ristampe non ben fatte, perchè non comprarli? Perchè togliere la possibilità a molti di ascoltare quello che è patrimonio di pochi? Viviamo nell'epoca della condivisione, allora viva la condivisione.

ugo ha detto...

bravo mauro condivido appieno ciò che dici e poi oltre al prezzo direi indicibile di certi dischi originali consideriamo pure il discorso di ristampare materiale perlomeno discutibile e lasciare nell'ombra perle rare!e poi vi siete mai fatta queta domanda?ma perchè ristampano solo gli lp in vinile oppure in cd e rimangono fuori tanti 45 giri che ,se ristampati,arricchirebbero la discografia di ogni appassionato oltre che consentire di completare la discografia di un gruppo!un esempio?il BALLETTO DI BRONZO che coi suoi tre 45 giri tutti con retro inedito arricchiscono una discografia altrimkenti irrisoria come quantità solo 2 lp vi pare?ciao ugo

J.J. JOHN ha detto...

Il problema Mauro, è che non sai mai a priori se una ristampa è ben fatta, e non sempre si possono fare raffronti con l'originale.
Per il resto, se sono fatte bene, io non ho veti.