Formula Tre - 1972: l'avventura in Brasile

Alberto Radius Toni Cicco Gabriele LorenziNEL 1972 LA FORMULA TRE VINSE UN IMPORTANTE MANIFESTAZIONE MUSICALE IN BRASILE: IL FESTIVAL INTERNACIONAL DA CANCAO POPULAR. .
INIZIA OGGI SU CLASSIC ROCK UN LUNGO RESOCONTO SU COME SI SVOLSE LA GARA E SUI SUOI DRAMMATICI RESTROSCENA.
IN CONCLUSIONE: UN'INTERVISTA ESCLUSIVA DI JJ JOHN AD ALBERTO RADIUS.
BUONA LETTURA.


prima parte
Vivere in Brasile negli anni ‘70 non era affatto semplice.
Nel 1964 infatti, era terminato il periodo della “Repùblica Nova” che aveva democratizzato il paese dopo la lunga dittatura di Getulio Vargas, ma il cui ultimo governo presieduto da Joao Goulart, si era sfaldato sotto i colpi di una devastante crisi economica (inflazione all’80% nel ’63) che aveva riaperto le porte al regime.

I militari presero il potere il 31 marzo del ’64 con un colpo di Stato e le prime conseguenze del nuovo corso intrapreso dal generale Castelo Branco e dai ben più totalitaristi Artur Da Costa e Silva e Emilio Garrastazu Medici, furono l'immediato scioglimento di tutti i partiti e l’entrata in vigore del famigerato “Ato Institucional n°5” che proibiva la libertà di stampa, annullava la Costituzione, istituiva la censura e dava il via a tutta una serie di norme restrittive delle libertà personali. Una dittatura che sarebbe durata per oltre vent’anni e che si sarebbe ammorbidita solo nel 1979 quando l’AI-5 fu abrogato dal presidente Ernesto Geisel.


Fu comunque dal 1968 al 1974 durante il governo Garrastazu Medici che il Brasile attraversò il suo periodo più sanguinario: repressioni, violenze, torture e sparizioni furono all’ordine del giorno e di molte non si seppe nulla a causa della forzata assenza di informazioni.

Diversi artisti tra cui Caetano Veloso, Gilberto Gil, Chico Buarque de Hollanda e Nanà Vaconcelos ripararono all’estero o vennero esiliati e per coloro che rimasero in patria, la vita non fu affatto facile.


formula tre 1972Non lo fu ad esempio per Milton Nascimento che si vide censurare il suo “Milagre dos Peixes(1978) o per il cantautore Geraldo Vandrè che dopo il successo del suo brano antimiltarista “Pra não dizer que não falei das Flores” (1968), pare fosse impazzito per le torture subite (fatto poi smentito dallo stesso Vandrè, ma mai del tutto chiarito).

Fu dunque in quel clima di tensione che si svolsero le sette edizioni del “Festival Internacional da Canção(detto anche FIC): un concorso canoro creato dal manager Augusto Marzagão, che ebbe luogo a partire dal 1966 presso lo stadio del Maracanazinho di Rio de Janeiro e la cui edizione più drammatica fu proprio l’ultima: quella dal 16 al 30 settembre 1972, che vide protagonisti anche i nostri Formula Tre: Alberto Radius, Toni Cicco e Gabriele Lorenzi.

Già in aprile i suoi preparativi si erano svolti sotto una luce sinistra nel momento in cui la televisione Rede Globo che organizzava e riprendeva l’evento - e che doveva necessariamente mediare con i militari -, aveva deciso di limitare al minimo la presenza di artisti e giornalisti stranieri.

A ciò si aggiunse la costante ingerenza dei censori che non solo zittirono diversi artisti, ma avvisarono anche l’organizzazione che un funzionario governativo avrebbe presidiato l’ingresso del palco per “redarguire severamente” se non peggio, chiunque avesse fatto ironia sul governo o si fosse presentato in maniera immorale: per esempio con abiti troppo scollati.


Formula tre Festival internacional da cançao 1972Proverbiale fu in questo senso fu la motivazione del governo riportata dallo storico De Mello: “Quest’anno è la prima volta che il festival verrà trasmesso a colori e un decolté a colori è molti più immorale di uno in bianco e nero.” (cfr. Zuza Homem de Mello: “A era dos festivais”, Editora 34, Sao Paulo, 2003).
E si che all'epoca in Brasile c’erano appena 5.000 televisori.


Il peggio però doveva ancora arrivare.


I primi segni dell’imminente tempesta furono l’impedimento al sassofonista di Hermoeto Pascal di presentarsi in pubblico per alcuni atteggiamenti ritenuti oltraggiosi: in realtà portava con se una gallina e un maiale che avrebbero dovuto far parte della coreografia della canzone, ma vennero considerati lesivi della dignità del Festival.

Poi, vi furono le cariche della polizia per rimuovere alcuni striscioni antigovernativi dalle gradinate, ma la goccia che fece traboccare il vaso fu l’estromissione della presidentessa della giuria nazionale Nara Leao (cantante ai tempi molto popolare), rea di aver concesso un’intervista troppo critica sulla situazione del paese a cui fece seguito la destituzione di tutti gli altri giurati che nel frattempo avevano preso le difese della Leao.


Infine, la violenta aggressione durante la serata finale del 30 settembre al giurato Roberto Freire, colpevole di aver denunciato alcune intimidazioni di cui era stato oggetto, nonché di aver tentato di leggere un comunicato contro il forzato allontanamento dei colleghi.

Freire fu allontanato a forza dal parterre, portato in una stanza e barbaramente picchiato al punto da essere ricoverato per 15 giorni in ospedale con diverse costole rotte.


FINE PRIMA PARTE -
Vai alla SECONDA PARTE - Intervista ad Alberto Radius

8 commenti :

aliante ha detto...

Scusa John, hai mica approfittato della disponibilità del grande Alberto Radius per carpirgli qualche segreto riguardo la realizzazione di "Anima latina" di Lucio Battisti che,
se non sbaglio ebbe una gestazione abbastanza travagliata (turnisti che c'erano o non c'erano, Tavolazzi che vi ha preso parte oppure no, una prima versione poi rifatta, etc...), visto che lui è uno dei musicisti che figura tra i crediti dell'album?

Ho letto un paio di libri interessanti dedicati a questo disco che ho sempre trovato affascinante e misterioso, però magari da un personaggio illustre come il Sig. Radius può sempre saltare fuori un dettaglio interessante.

Che ne pensi John?

Grazie ancora per la tua disponibilità e ai tuoi sforzi per rendere questo Blog sempre più bello.

JJ John ha detto...

Malgrado Alberto sia uno dei musicisti più gentili e accomodanti che abbia mai conosciuto, abbiamo limitato la nostra conversazione alla sola avventura brasiliana della Formula Tre.

aliante ha detto...

Grazie John, a volte è giusto non essere invadenti.
Sai che ho scoperto che al festival di Sanremo nella band di Celentano c'era Aldo Tagliapietra al sitar?

Alla fine l'appello di Tony Pagliuca è caduto nel vuoto, mentre Aldo ha guadagnato una bella ospitata!

Anonimo ha detto...

Sai, più che altro volevo evitare di essere dispersivo e concentrarmi su quell'argomento di cui ancora si sa poco.
Immaginerai anche tu che con Alberto è facile divagare...

Quella di Tagliapietra al sitar invece non la sapevo.
Evidentemente Celentano ce l'ha a morte con la CEI.
JJ

aliante ha detto...

Giusto John.

Tra l'altro è molto interessante la ricostruzione dell'esperienza in Brasile della Formula tre e devo farti i complimenti per la tua solita attenta analisi politica di un paese che se la passava davvero male.

Il bello del tuo Blog è proprio questo: si parte dal Prog per poi arrivare a conoscenza anche di altre tematiche come quelle socio politiche.

"Grazie davvero" John.

Annunziato ha detto...

Aspettiamo la seconda parte allora John, dato che la prima s'è rivelata davvero interessante.

Per Aliante e John: se avete bisogno di delucidazioni circa Anima latina, io sono qui, eh ;) .

edulms ha detto...

Non sapevo che i Formula Tre sono stati qui in quel momento cosí buio (e che hai raccontato benissimo, complimenti!) della nostra storia. Sono molto curioso per la continuazione.
Un saluto dal Brasile

edmondo ha detto...

L'atto itituzionale cinque fu terribile per due raggioni.
Dapprima per la censura stessa, ma sopra tutto perchè quelli che erano censuradi non potevano lo dire.
Entanto sembrava che gli oppositori al regime parevano invece con i militari.
Questo in quanto non potevano revelare essi stessi de essere stati censuradi.