VOLETE SAPERE TUTTO, ma proprio tutto, SULLE CONVENTION DELDISCO? Guardate qua.

John JJ Martin
JJ OGGI... OGNI TANTO UN PO' DI EDONISMO NON GUASTA
 

Ciao Sis and Bro,

volevo segnalarvi un fenomenale articolo di qualche anno fa, ma imperdibile, sulle CONVENTIONS DEL DISCO RARO. In particolare quelle di Milano

Fatti, foto e spiegazioni sui temi più dibattuti, e anche qualche quick chat con i super mega collezionisti e producer. 

É un articolo sostanzioso, ma leggetevelo tutto. Ne vale davvero la pena.

Poi, se volete, c'è anche una mia versione sulle conventions, e su come iniziò la mercificazione del vinile raro a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. É un post ancora attualissimo ("Cacciatori di Prog"), ma scritto la bellezza di ... pensate... vent'anni fa

E tanto per dimostrare quanto John's Classic Rock sia ancora oggi un sito di riferimento per il prog italianogodetevi anche la mia intervista esclusiva a PAOLO BAROTTO, pioniere del collezionismo italiano e autore dell'imperdibile "Il Ritorno del Pop Italiano": la prima vera bibbia del nostro miglior Prog. 

INVADERS MUST DIE !  

Joe The Lion

3 commenti :

MarioCX ha detto...

Forse volevi dire "la riscoperta dei vinili nei primi anni duemila".
Nei primi anni ottanta il vinile era il supporto principale.

J.J. JOHN ha detto...

Grazie mitico MarioCX. La metto giù meglio.
Comunque, in realtà, almeno secondo Maurizio Rossetti di "Rossetti Dischi" (Via Cesare da Sesto 24, Milano), le prime "wanted list" di vinile raro, cominciarono realmente a comparire a Milano nella prima metà degli anni Ottanta.
Mi ricordo appunto Maurizio che mi diceva "Sai... quando capitavano delle "ciofeche" tipo Panna Fredda o gli Opus Avantra, noi le mettevamo fuori di solito a non più di cinquemila lire se erano Mint o quasi.
Poi, metti verso l'83, arrivarono questi giapponesi con delle "wanted list" in cui ce ne offrivano magari venti, trenta, cinquantamila. E allora , se proprio non sei scemo, glieli davi a loro..."
E in effetti, ricordo anch'io che ad un certo punto TUTTI i dischi, oggi considerati rarissimi - e che sino ad allora incrociavi un po' dappertutto - , scomparvero improvvisamente dai negozi.
Io feci appena in tempo ad acquistare uno Schifano (M/M) a duecentomila lire... poi, la strada fu tutta in salita...

MarioCX ha detto...

Ah si, certo...il collezionismo di dischi c'è sempre stato.
Poi in effetti i giapponesi a partire dagli anni ottanta sono diventati un bacino di mercato fertilissimo per i vecchi dischi del prog italiano all'epoca invendibili da noi...anche i più importanti, figuriamoci le ciofeche!
Ciao John, è un po' che non ci sentiamo, spero ti vada tutto bene!