Beach Boys: Pet sounds (1966)

beach boys pet soundsSERIE: LE RADICI DEL PROG N° 6

Se andate a spulciarvi qualunque “chart book” della storia del rock, lo troverete ai primi posti.
Leggete qualunque recensione e verrà giudicato una pietra miliare della storia del pop. Chiedete a chiunque cosa ne pensa e al 90% vi dirà: “capolavoro”.
Stiamo parlando di “Pet Sounds”: l'album dei Beach Boys, uscito nel maggio del 1966 dopo un anno di gestazione.

Un disco non certamente prog, ma che iniettò nella generazione pre-progressiva il gusto per una complessità compositiva quasi sinfonica, per quella consecutio narrativa che aprirà la strada agli “album concept”, per le innovazioni timbriche (es: l’uso del “Theremin”, adottato per la prima volta nella storia del rock, l’utilizzo contrappuntistico del basso e l’enorme varietà di percussioni), per i meticolosi e raffinati arrangiamenti, per quegli straordinari impasti vocali che più tardi avrebbero caratterizzato bands quali Yes e Gentle Giant e nondimeno, per la totale autogestione tecnica e artistica del proprio operato.

Partorito dalla mente del solo leader Brian Wilson con l’aiuto dell’unico collaboratore Tony Asher, “Pet Sounds” fu anche un miracolo di conflittualità al punto di potervi leggere tra i solchi tutta la storia americana degli anni ’60. E non soltanto di quella che consegnò un’allegra generazione di surfisti all’incubo del Vietnam e della guerra fredda, ma in particolare di tutto quel movimento giovanile che avrebbe convertito in “spleen” esistenzialista (“Caroline, no”) un mondo spensierato e debordante di aspettative (“Wouldn’t it be nice”) che col tempo stava rivelando il suo lato più falso ed ipocrita.
Non so sino a che punto io possa essere adatto al presente”, sarà l’amara conclusione di Wilson in “I juist wasn’t made for these times”.

beach boys surfinCon “Pet Sounds” i Beach Boys influenzarono radicalmente i più grandi artisti del secolo, dai Beatles a Roger Waters, da Bob Dylan a Pete Townshend al punto che il prestigioso Mojo Magazine lo definirà “the greatest album ever made”.

In altre parole, un’opera universale, polivalente, “bellissima, senza tempo e piena di bellezza e genio(cfr, Elton John), nata tuttavia da ambizioni perfezioniste talmente maniacali da non poter sopportare neppure la minima critica.

E non a caso, quelle enormi aspettative si rivoltarono presto contro il suo autore, forse davvero troppo egocentrico (il disco venne addirittura pubblicato in mono perchè Wilson, sordo da un orecchio, non poteva apprezzare la stereofonia) e desideroso di spingersi ancora oltre i propri limiti sino a sfiorare la pazzia.
Alchè, quando malgrado il successo di critica, le vendite americane si mostrarono almeno inizialmente deboli e quando dopo appena 13 mesi l’uscita di “Sergeant Pepper’s” offuscò nuovamente ed impietosamente la stella dei Beach Boys, Wlson entrò in una profonda spirale schizofrenica che lo avrebbe messo fuori combattimento per oltre dieci anni.

Resosi conto che sarebbe rimasto per sempre un “numero due”, divenne sempre meno malleabile al punto che quello che avrebbe dovuto essere il suo capolavoro definitivo “Smile”, venne abortito in un turbine di litigi e recriminazioni.

Per un crudele scherzo del destino però, proprio mentre Brian sprofondava nell’autodistruzione, la sua creatura lievitava giorno per giorno in vendite e in popolarità, stabilizzandosi ai sommi vertici qualitativi della storia del rock per non uscirne mai più.

brian wilson beach boysPenso sia pleonastico che a questo punto vi parli delle meraviglie musicali di questo album: tutti voi ve ne potrete rendere conto semplicemente ascoltandolo sia in mono come lo volle Wilson, sia nel conturbante versione stereo.

Pet Sounds” vi accompagerà in uno straordinario viaggio nella “pietas” umana, nello scorrere della storia, del tempo e della vita: un cammino che vi traghetterà da immensi scenari alle più piccole briciole della vostra intimità.

Si parte dalle note giocose e sognanti di “Wouldn’t it be nice” (“Come sarebbe bello essere già grandi”) per arrivare ad una reale maturità che però è allo stesso tempo consapevolezza e rimpianto.
Accettare allora incondizionatamente la propria crescita o tramutarla in esperienza?
Ecco: “Pet Sounds” è l’equilibrio perfetto che da allo stesso tempo risposte poetiche, lasciando però all’ascoltatore il privilegio della propria risposta.
Un album che secondo molti (me incluso) avrebbe quasi potuto rendere inutile la presenza di “Sergeant Peppers”. Il rock sarebbe andato avanti ugualmente grazie a “Pet Sounds”.

24 commenti :

Franco58 ha detto...

Mi ci é voluto un pó per apprezzarlo ma quando sono riuscito finalmente a sintonizzarmi su radio Pet Sounds ho veramente ascoltato un capolavoro.Brian Wilson é un genio.Sono d'accordo con il commento riguardo SGT Peppers.

minha ha detto...

E' un disco di una delcatezza e di un rigore straordinari. Ha solidificato il concetto di pop music che è passata da semplice "canzonetta per giovani" a qualcosa di straordinariamente sofisticato (una sinfonia, appunto) che ti fa ragionare sulla tua esistenza
Se non ci fossero stati i Beatles avremmo comunque avuto i Beach Boys e il prog avrebbe preso molte cose direttamente da loro.

Simon House ha detto...

Disco secondo me sopravvalutato, sicuramente di scarsa importanza nell'ambito dell'evoluzione rock, non saprei in quello prog (ma ho dei dubbi)
Teniamo conto che quasi contemporaneamente i Velvet Underground facevano uscire il primo disco capolavoro che con tutto il rispetto per il povero Wilson appare decisamente di un'altra categoria, sicuramente molto più innovativo e influente.
I Beach Boys magari avevano una maggior cura per gli arrangiamenti ma l'ultima frase forse è un po esagerata caro John.

JJ ha detto...

Eh dai. L'ultima frase è un po' provocatoria, d'accordo, però fa pensare.
Non fosse altro perchè lo stesso McCartney ammise che senza Pet Sounds "Sergeant" non sarebbe stato la stessa cosa, ritenendo inoltre "God only knows" una delle più belle canzoni mai scritte ai tempi. Persino superiori alle sue.

Comunque, passi l'eredità al prog perchè qui siamo nell'era glaciale, ma non puoi parlare di "scarsa influenza" sulla storia del rock. Ma quali motivi mai ti spingono a dirlo?

Altra cosa mi devi spiegare.
Io per esempio mi faccio qualche problema nel connettere il prog a dischi quali "Velvet Underground" (marzo 1967) o "The Piper..." (agosto 67), ma tu evidentemente no, visto che me li ricordi sempre.
Ecco: mi dici quali connessioni col prog, o quali influenze ebbero secondo te quei lavori sul prog?

Sarebbe per me un buon motivo su cui lavorare, visto che va da se, sono dischi che adoro.
Rispondimi e non mi tradire.

PS: se intanto hai voglia di leggere qualcosa su "The Piper", lo trovi qui:
http://classikrock.blogspot.com/2010/01/pink-floyd-piper-at-gates-of-dawn-1967.html

V I K K © ha detto...

disco IMMENSO, probabilmente Il mio disco preferito di sempre

per quanto ami Lennon & co. io dico di più, senza i Beatles il rock sarebbe andato vanti grazie ai Beach Boys, non sono così sicuro credo si possa dire il contrario

Anonimo ha detto...

Ciao bellissima recensione. Purtroppo i beach boys non se li caga nessuno, sì sì surfin' safari e surfin' usa, che bella barbara Ann e ci fermiamo lì. Nessuno ha il coraggio di esplorare la discografia di uno dei più grandi gruppi della storia della musica. Secondo me sono infinitamente superiori ai Beatles, che stimo moltissimo e che erano il mio punto fisso prima della scoperta dei veri beach boys. Pet Sounds è senza dubbio il più grande album mai prodotto nella storia del rock, semplicemente grandioso. SMiLE....beh che dire....secondo me è il secondo più grande album nella storia del rock. Il solo fatto di NON essere uscito ha cambiato in modo esponenziale tutto il mondo della musica e della sottocultura anni 60. Nessuno ha il coraggio di dirlo, ma purtroppo è così, i beach boys hanno inventato il prog e il concept album, è dura ammetterlo per molti ma è indiscutibile. Il sergente dei Beatles è sempre stato un concept a metà, mentre i beach boys già coi primi album facevano concept nel vero senso della parola, cioè canzoni attorno a uno o due temi, e poi con per Sounds hanno inventato IL concept. Dio solo sa (tanto per citare sempre i ragazzi californiani) quali cime avrebbero toccato se SMiLE fosse uscito all'epoca. A sentirlo oggi, dopo che finalmente sono uscite le sessions nel 2011, viene da mangiarsi le unghie....era ANNI LUCE avanti a qualsiasi cosa mai prodotta prima, era progressive rock allo stato puro in una declinazione "surf". Ci vorranno secoli prima che i beach boys vengano apprezzati quanto meritano....Brian Wilson senza un orecchio da solo aveva il talento musicale di tutti i fan four messi insieme.

u g o ha detto...

be caro anonimo tu avrai pure ragione sul piano storico riguardo ai beach boys che stimo ma non apprezzo perchè li trovo banali e scontati(seppur ne apprezzo il loro valore storico)ma definirli superiori ai fab four mi sembra un tantino esagerato poi se parliamo di gusti be li mi fermo a rispettare quegli degli altri pero se qualcuno all'epoca disse che i BEATLES erano + famosi di GESU CRISTO un motivo ci sarà pur stato ti pare? ugo

J.J. JOHN ha detto...

"Ora siamo più popolari di Gesù" fu un opinabile impeto di autostima di Lennon, ma torniamo a noi.

Trovare "banali e scontati" i Beach Boys significa due cose: 1) o li si conosce poco 2) o non si ha un'idea precisa di cosa significò il dualismo tra loro e i Beatles all'epoca in cui uscirono prima Pet Sounds e un anno dopo Sergeant.

Per contro, ai fans sfegatati dei Beach (che comunaue NON hanno inventato il prog), occorre dire che purtroppo Wilson e soci non ebbero le palle per reggere una competizione comunque impari in partenza.
Forse perchè Brian credeva di averla vinta comunque, ma non fu così.

Da osservatore esterno però, raccomanderò sempre una cosa: prima ascoltatevi Pet Sounds.
Poi Freak Out giusto per cognizione di causa, Sergeant,The piper,i Moody Blues, i Nice e per finire bene, quell'incredibile disco che fu 666 degli Aphrodites Child. Mai abbastanza considerato.

Marco Verpelli ha detto...

Mi manca giusto l'ultimo, ammetto che pure io non lo ho considerato. Rimedierò al più presto.

Riguardo Lennon:
1) era più "fatto" del solito
2) visto il rapporto copie vendute/popolazione e si è accorto che esistono più copie dei suoi albums che Bibbie
3) cosa più probabile: è sempre stato bravo nell'auto-promozione vedi citazione di Cristo nella Ballad, i bed in, la spedizione di ghiande a destra e manca, i nudi in copertina e così via.

Lorenzo Giustetto ha detto...

Pet sounds , grande album . Ma Smile di Brian Wilson (e dei Beach Boys dato che di recente ne sono uscite le session) trovo che abbia qualcosa in più rispetto all'album in questione . Peccato che tutt'oggi i Beach Boys siano poco considerati . Sono sempre stati uno dei miei gruppi preferiti .

MarioCX ha detto...

Per quanto grande sia "Pet Sounds". incredibilmante "Smile" riesce a superarlo.
Va benissimo anche la versione del 2004 di Brian Wilson.
Suggerimento: anche dopo il '67 i BB hanno fatto grandi cose. Da aver tutto almeno fino ad "Holland" (che adoro) saltando magari "Carl and the passion, so though" che è quello prima.

ravatto ha detto...

Album "Smiley Smile"
Anno 1967
Specifiche esecutori:
Paul Mc Cartney (o Billy Barattolo come direbbe Lucarelli) - sgranocchiamento sedano e carote (brano "Vegetables")

Comunque si, Smiley Smile fu un risultato insoddisfacente rispetto a quello che sarebbe dovuto essere.
"Brian Wilson presents Smile" del
2004 si può considerare il completamento del "lavoro originale".

MarioCX ha detto...

Ho letto del fatto che "il banana" dei V.U sarebbe avanti spanne a "Pet Sounds".
Non sono d'accordo.
Dal punto di vista strettamente musicale, l'inventiva che Wilson riesce ad esprimere nel suo primo capolavoro del 1966 non è in nessun modo paragonabile alla tetra monoliticità espressiva dei newyorkesi amici di Wharol.
Poi se vogliamo parlare dell'icona, del fascino maudit (si ma che palle e poi non è che alla fine i BB fossero meno torbidi), del mito pompato dai media in decenni di acritico plauso, allora vince "banana".
Ma i paesaggi sonorori di "Pet Sounds", le sue invenzioni melodiche, le sue gemme strumentali lounge avanti lettera, sono avanti di parecchie yarde a tutti i dischi del '66.
Mi verebbe da dire anche del Pepper, se non fosse che il Pepper ha quell'asso piglia tutto che è "A Day In The Life"...e lì non c'è storia.

J.J. JOHN ha detto...

E' sempre rischioso mettere sullo stesso piano lavori che sottendono espressioni, culture, situazioni e ambizioni diverse. E chi paragona "banana" a Pet Sounds, ha già fatto un errore analitico in partenza.

L'uno era la punta di diamante di un'avanguardia torbida, acida, intellettuale, newyorchese; l'altro era "un passo avanti" nel concepire il pop su tutti i fronti. Non c'entrano nulla tra loro, salvo il fatto di essere stati dei capolavori.
Ognuno a se stante però e ognuno seminale a modo suo.

"Pepper's", mi permetto di dire però (e qui il paragone si può fare) aveva ben altro che "A day".
Forse, Pet Sounds mancò solo di essere un carro armato a livello promozionale e commerciale.
Sta di fatto che lo stesso McCartney disse per secoli che "God only knows" fu la canzone che lui stesso avrebbe voluto sempre comporre.

Io li amo alla follia tutti e due. Chi preferisco? I giorni pari "Pepper's" e quelli dispari "Pet".

UGO ha detto...

...i giorni pari "sgt.pepper's" i giorni dispari"pet sounds" e la domenica i "velvet underground" del resto ..."SUNDAY MORNING"....... un abbraccio JOHN...UGO!

Anonimo ha detto...

Caro MarioCX,se solo il buon Scaruffi leggesse il tuo commento…apriti cielo!

MarioCX ha detto...

Ciao John, come va? Immagino bene vista la tua incessante attività editoriale e ne sono felice.

E' vero, il paragone Pet-Banana è incoerente, lo ammetto.
Tra il Sergente e Pet non mi deciderò mai...forse Pet se il Sergente non avesse A day...però ce l'ha e quindi...
Scaruffi? Mi fa una.
Buone feste a tutti!

U G O ha detto...

ciao MARIOCX sono UGO e volevo salutarti e dirti che secondo me "PEPPER" non ha solo A DAY IN THE LIFE sicuramente la vera gemma del disco ma tutto l'album resta un capolavoro per almeno tre motivi:
1)perchè è un disco concept senza pause tra un brano ed una altro dunque una novità per il 1967 poi...
2)io citerei pure "within you whithout you"che prosegue la vena psycho-indiana già presente dai tempi di RUBBER SOUL e poi...
3) LA COPERTINA UNICA E UN COLLAGE DAVVERO UNICO.poi io amo i BEATLES almeno da RUBBER SOUL alla fine mentre trascuro,ma non disprezzo,la iniziale fase BEAT che ha ispirato tanti gruppi del BRIT-POP primo fra tutti gli OASIS!per chiudere i miei 5 brani dei BEATLES che adoro di +:
1)yesterday
2)let it be
3)michelle/girl
4)come together/something
5)a day in the life

MarioCX ha detto...

Ciao Ugo, so di essere un po' eretico, ma a mio giudizio il Pepper, pur grandissimo è un po' sopravvalutato. Almeno da punto di vista esclusivamente musicale lasciando perdere la sua forza nella definizione di un periodo artistico.
"Good Morning, Good Mornig", "Lovely Rita", "Within you without you" mi hanno sempre destato perplessità e "She's leaving home" mi ha sempre annoiato.
Meglio, molto meglio il Bianco che è il mio disco preferito dei Beatles e forse anche in assoluto.
Ciao!

Giuseppe Senese ha detto...

666 degli Aphrodite's Child. Forse il mio album preferito di sempre.

Comunque Pet Sounds non l'ho mai ascoltato con attenzione, forse è ora di farlo, mi ha appassionato anche tutta la storia su SMiLE.

DogmaX

Anonimo ha detto...

Tutti ad esaltare il genio di Brian Wilson ma se togliamo questo disco bello ma un po stucchevole (poco spontaneo) non è che abbia sfornato chissà quali capolavori. Una serie di canzoncine surf che ascoltate oggi fanno sorridere per la loro fragilità.
I veri geni della musica pop e rock sono altri e non sono solo i soliti Beatles.

John The Gun

rael ha detto...

Ho una malattia cronica, da quando avevo solo 5 anni..la Beatlesite.
Ho ascoltato varie volte questo disco senza capire esattamente dove fosse la genialità, o per lo meno l'accostamento con Revolver e Sgt. Pepper dei Beatles...mah.

Anonimo ha detto...

te lo dice lo stesso PaulMcCartney che considerò "God Only Knows" una delle più belle canzoni d'amore di tutti i tempi.

rael ha detto...

Lo posso dire anche io che è un super pezzo, credo non ci siano dubbi.. ma qui si parla del disco intero come "geniale": non vedo tutta sta genialità, ovviamente poi son opinioni personali.