Il miglior album degli Area.

Sondaggio di Maggio: HA VINTO CRAC!

Senza fare della dietrologia, ha vinto prevedibilmente "Crac!" con un buon scarto su "Arbeit" e su "Caution" classificatosi terzo.
"Maledetti" e "Gli Dei" praticamente appaiati in coda.
Un segno evidente che non sempre le provocazioni sono necessariamente conflittuali.
Fermo restando che ogni album degli Area rappresentava una novità, "Arbeit" era trasgressione, conflitto, forza cieca, violenza, istigazione e "Caution" era ancora più trasgressivo, al punto lambire la soglia del dolore.
"Crac!" invece rappresentava la distensione, la speranza, la pacificazione , l'ammiccamento, la possibilità.
Tra il primo e il terzo album ci sono poche differenze tecniche e di qualità musicale, ma c'è un abisso percettivo e progettuale: il primo non vuole delegare confidando ancora nel grande balzo in avanti alla maniera di Franco Fortini "forse il tempo del sangue ritornerà". "Crac", è invece la culla dell'apertura, della modernità, e forse, rappresentativo di quei soggetti che sanno che la vita sociale e politica passa soprattutto attraverso l'acquisizione di una serenità che si dovrebbe conquistare collettivamente giorno per giorno.
Diciamo che ha vinto il possibilismo contro l'istintualità?

Un amico anonimo aveva detto: "la politica cambia, gli ideali muoiono o falliscono. Quello che resta è l'arte, la musica, la poesia: e in tal senso "Crac!" è il migliore album degli Area."
Ma siamo davvero sicuri che gli ideali muoiano o, come ha dimostrato Hakim Bey, si immergono solo per un certo periodo di tempo, per poi riemergere più forti e consapevoli di prima?
Siamo veramente sicuri che oggi non ci vorrebbe il colpo di frusta di "Arbeit" piuttosto che le pacificanti note di "Crac"?

E poi che dire del purgatorio inflitto a "Maledetti"?
Tra tutti e cinque i dischi degli Area è stato l'unico a porsi un interrogativo concreto ("Che fare se la nostra società perdesse la memoria?") e a dare non una ma ben tre risposte: tutte praticabili e tutte straordinariamente iconoclaste.
"Gerontocrazia" ha per esempio dei momenti di lirica sublime che racchiudono in se il senso della vita e dell'esperienza.

"Sonno, tu che porti via i bambini, portami via anche questo
te l'ho consegnato piccolo piccolo.
Riportamelo grande grande come una montagna
slanciato come un cipresso che domini da est a ovest"


Gli "Dei se ne vanno" è forse il meno "Area" di tutti: formazione ridotta, un leggero formalismo, qualche cenno di spettacolarità e un briciolo di pop in "Hommage à Violette Nozieres" con la sua splendida alternanza tra tempi pari e dispari.
Basterebbe però la sola forza evocativa del titolo per fare dell'album un capolavoro di storia sociale.
Comunque, al di là delle preferenze soggettive, gli Area ci hanno insegnato una cosa importante:
"Conserviamo ancora un po' di rabbia per riappropriarci della nostra vita e, quando il politico di turno vi proporrà di assaggiare il cocktail "Vodka-Cola", risponderemo sempre: no!"
Gli diremo semmai:
"Preferisco spararti in faccia quel che penso della vita".
GRAZIE A TUTTI PER AVER VOTATO !!!

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18 commenti :

Gianni Lucini ha detto...

Un po' distratto dal momento non ho partecipato al voto. Avrei votato:
1) Caution,
2) Maledetti
3) Arbeit
4) Crac
5) Gli dei...

dizaon ha detto...

CRAC me ne vado ... bye bye

JJ JOHN ha detto...

Gainni, sei come sempre la nostra luce nelle tenebre.
Bella la scelta di Maledetti al secondo posto.
-
Diz, non far tanto la melodrammatica e scrivimi appena vuoi/puoi.

Anonimo ha detto...

d'accordissimo con l'analisi di john

già che ci siamo metto anche io la mia personale classifica:

1 - arbeit
.
.
2 - caution
3 - maledetti
.
4 - gli dei se ne vanno
5 - crac

il distacco fra i titoli segna la differenza di rilevanza fra un disco e l'altro.
quello che ha vinto addirittura con margine secondo me è proprio il loro peggiore... ma va beh...

comunque non riesco a capire come si faccia a non riconoscere il significato intrinseco di un lavoro come arbeit.
i gusti non si discutono, ovvio, ma arbeit è sicuramente il più significativo e rivoluzionario nonchè originale fra tutti.
e questo al di là di gusti personali, mi sembra abbastanza oggettivo come giudizio


andrea

JJ JOHN ha detto...

Non siamo in pochi a coccolare "Arbeit", caro Andrea, ma qui mi sembra che la modernità reclami il suo caro prezzo.
Io non riesco a definire "peggiore" un qualsiasi album degli Area, perchè credo ancora fermamente nella rivoluzione.
Forse, il problema sta solo nelle forme della sua lettura.

piccic ha detto...

Purtroppo ho ancora dei gran “compiti a casa" da fare, prima di esprimere un qualsiasi voto, però – adesso che mi sto familiarizzando con il rock progressivo – sto ascoltando "Maledetti" che ho appena preso, e devo dire che è un disco d'eccezione.

Sarà che ho un debole per tutti i lavori che rappresentano un tema utopico (o distopico), o apocalittico (il senso corretto del termine, nella Sacra Scrittura è di “scelta definitiva”, non di "fine del mondo"), ma l’idea della perdita della propria storia è una delle peggiori prospettive di distopia.

L’unica cosa che non capisco: se davvero ogni “conoscenza” della storia è persa, come fanno gli anziani di "Gerontocrazia" a formulare il loro "programma di governo"?
Comunque il pezzo è fenomenale, quando Stratos – dopo i suoi vocalizzi il lingue sconosciute – parte rendendolo un pezzo rock “strutturato”, fino al suo termine nuovamente strumentale. Bello.

piccic ha detto...

Che poi, sconosciute talvolta sì, ma qui è greco quello che canta Stratos, vero?
E immagino sia il brano che hai riportato nel testo…

JJ JOHN ha detto...

- Gli anziani sono la culla della memoria storica il cui valore viene contrapposto al sistema che invece "perde" "trasforma" o "dimentica".

- Si è greco. La lingua di Demetrio.

piccic ha detto...

Grazie John!
1) Quindi gli anziani sostanzialmente non sono visti in maniera negativa? In effetti, faticavo un po' a capire.
Allora la poetica di questo disco è molto critica nei confronti della cristallizzazione dei "sistemi", che poi da mezzi diventano ostacoli, è possibile?

2) Fantastico!

J.J. JOHN ha detto...

1) No, assolutamente.
Ognuna delle tre componenti sociali (donne, bambini, anziani)è vista come la salvezza della maledetta società automatizzata, qualora essa perda la sua memoria.
Gli anziani ricordano, le donne rivendicano, i bambini ri-creano.
E' una visuale splendida.

2) A te che piacciono le cose spirituali, guarda questo. Poi dimmi.

http://www.youtube.com/watch?v=LKCoK-njfg4

piccic ha detto...

Grazie, l'avevo già sentito in un live (o live bootleg) del 1977 che stavo sentendo un poco in parallelo a "Maledetti".

Non voglio essere pedante: ma volevo solo dirti che il "gusto spirituale" è un discorso un po' complicato. Nel senso che non sono "più credenti" o più devoti coloro che lo sperimentano. È come un dono, un sovrappiù, tant'è che spesso viene tolto, se è d'impaccio nel progredire nell'amore (cfr. Giovanni della Croce, che però fa venire le vertigini…) :-)

Grazie ancora!
P.S. Tosto Demetrio nel tempio con la maglietta in Avant Garde…

J.J. JOHN ha detto...

Già, però con questo lavoro che si chiama "O tzitziras, o mitziras", Demetrio non volle semplicemente "sperimentare", ma ricongiungere la sua moderna anima greca ai suoi antenati.
E soprattutto, restituire a noi questo percorso di amore e devozione.
Io credo che sia stato un bel discorso di comunione tra tempi e popoli.
Almeno, allora, lo percepii in questo modo.

piccic ha detto...

No, no, ma l'avevo capito. Sentendolo isolatamente possono sembrare semplici vocalizzi, ma è chiaro che la ricerca di Demetrio attraverso la voce è qualcosa di ben altro che strumentale, lo si capisce.
Grazie, John.

pholas ha detto...

totalmente fuori tempo massimo ma abbastanza "scandalizzato" dal verdetto finale devo dire anche la mia :)

1)arbeit macht frei
2)maledetti
3)caution radiation area
4)gli dei se ne vanno gli arrabbiati restano
5) Crac! (nettamente il meno riuscito del gruppo il che non vuol dire che sia un cattivo lavoro, anzi...però non mi capacito circa il plebiscito)

JJ John ha detto...

Pholas, del resto in "Crac" vi fu una totale corrispondenza tra l'album, il suo tempo storico e le intenzioni dei musicisti: comunicare, distendere, distendersi e probabilmente anche vendere qualcosina di più.
Ci riuscirono alla perfezione, centrarono tutti gli obiettivi ed è probabilmente per quello che sono stati ripagati da questo sondaggio.

Anch'io come te reputo "Arbeit" insuperabile, ma a livello di impatto sulle masse forse ancora un tantino ruvido, troppo aggressivo. Troppo "realistico" per essere propositivo come lo fu invece "Gioia e rivoluzione".... non so se mi spiego.

E te lo dice uno che agli Area intitolerebbe un parco o una Piazza di Milano.

pholas ha detto...

@ JJ John

"...E te lo dice uno che agli Area intitolerebbe un parco o una Piazza di Milano".

Ma anche una a Genova!

JJ John ha detto...

Belin, anche due!
Salutimme Zena Pholas!

Anonimo ha detto...

Caution Radiation Area! :)